TRASONE, CIMITERO di. - È ricordato per la prima volta nella Depositio martyrum al 29 nov., perché all'aperto cielo in esso fu deposto il martire Saturnino (v.).

Antonio Bosio narra che, presso le rovine di una chiesa, nel luogo detto volgarmente S. Citronina per S. Saturnino, sulla sinistra della Via Salaria, egli rinvenne nel 1594 « l'adito antico per il quale dalla detta chiesa si scendeva nel cimitero; dove è una scala che discende molto profonda... Ha il detto descenso la sua volta e testudine tutta di stucco, e lavorata di vari fogliami, di viti e racemi di uve ». Bosio ritrovò pure un altro ingresso nella vigna dietro le rovine della chiesa e si convinse « essere stato questo cimitero di gran circuito »; ricorda di aver trovato pitture e lucerne d'ar-
gento col segno ✕ e alcune colonne di alabastro (Roma sotterranea, Roma 1632, p. 488).
Marangoni distinse due regioni, l'una costituita dal gruppo di gallerie già vedute dal Bosio, l'altra da lui scoperta, dove fu trovata l'iscrizione di Severa dell'anno 269 che fu l'origine della dissertazione del p. LUPO (v.). I lavori iniziati nel 1872 per costruire una palazzina, portarono al ritrovamento di questa regione; G. B. De Rossi riconobbe il testo di un'iscrizione greca letta già dal Lupi presso l'iscrizione di Severa; rinvenne ancora inciso nella calce di un loculo l'iscrizione di un « Macedonius exorcista de Katolika », letto dal Marangoni; si rinvennero pure tombe decorate con pitture, loculi contenenti graffiti, un frammento di iscrizione metrica; un cratere in vetro bianco con una corona e in lettere greche in rilievo « ...IIIE ZHCAIC »; un grande disco vitreo con uccelli e frutti. Tra le epigrafi notevoli quelle di una « Fortunata vives in Chre(s)to », di un « Sozon Benedictus » con l'augurio « Berus (per Verus) ✕ ispirum (spiritum tuum accipiat) in pace et pet(e) pro nobis »; di una « Calledrome benedictus in ✕ ». Tra i sepolcri dipinti tornarono in luce quelli di Marciana, di Metilenia Rufina, di Grata, di due grandi oranti, di un auriga, di un guerriero, l'arcosolio di Silvestra.
G. Wilpert distinse col nome di T. quella regione cimiteriale sulla sinistra della Via Salaria di cui resta un arcosolio dipinto (Pitture, p. 314 e tavv. 163, 2; 163, 2) e dette la denominazione di « catacomba sotto la Vigna Massimo » alla regione cimiteriale sulla stessa via, veduta da Boldetti, Marangoni e riconosciuta da G. B. De Rossi (ibid., pp. 314-15, tavv. 62, 1, 120; 122, 1; 145; 146, 1; 174-76; 183, 1; 204, 212).
#### TRATTA DEI NEGRI: V. SCHIAVITÙ.