TRIFFONE (ΤΡΎΦΩΝ, TRYPHO)

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TRIFFONE (Τρύφων, Trypho). - Usurpatore del trono seleucida (141-138 a. C.). Mentre in I Maccabei si preferisce questo nome, gli autori classici lo chiamano Diodoto (Appiano, Syriaca, 68; Strabone, XIV, 5,2). Nato in Cassiane presso Apamea sull'Oronte (Strabone, XVI, 2, 10), T. occupava un'alta carica al tempo di Alessandro Bala ([v.] Diodoro, XXXIII, 3; Fl. Giuseppe, Antiq. Iud., XIII, 131).

Approfitto del malcontento dei soldati di Demetrio II per impossessarsi del potere, presentando al popolo il figlio di Alessandro Bala, che viveva presso l'arabo Emathuel (I Mach. 11, 38-40). All'inizio della lotta contro Demetrio, T. si rivolse a Ionathan (v.), chiedendogli riconoscimento ed appoggio, offrendogli numerose concessioni per la Giudea e nominando Simone stratega della Palestina (ibid. 11, 54-59). Egli occupò (145 a. C.) Antiochia e le regioni ad ovest e a sud, mentre Demetrio controllava ancora le province settentrionali ed orientali. Verso il 141 T., che ambiva di sostituirsi direttamente al fanciullo Antioco VI, assumendo il titolo di re, si impossessò con uno stratagemma di Ionathan (ibid. 12, 39-48) in Tolemaide; quindi, poco dopo, marcò contro Simone, ricattandolo con la promessa della liberazione del prigioniero; ma, ottenuto il denaro, uccise Ionathan (ibid. 13, 12-30).

Poi T. si proclamò re (ibid. 13, 31 sg.; Appiano. Syriaca, 68; Diodoro, XXXIII, 17; Giustino, XXXVI, 1; Fl. Giuseppe, Antiq. Iud., XIII, 187, 218). Ma, osteggiato da Demetrio II e poi dal fratello di costui Antioco VII Sidete, T. nel 138 a. C. fu vinto a Dora (I Mach. 15, 25) e quindi in Ortosia (ibid. 15, 37) fra Tripoli ed il Nahr el-Kebir. T. finì la sua vita come capo di un gruppo di pirati (Strabone, XIV, 5, 2).