TRUBETSKOJ, EVGENIJ

**TRUBETSKOJ, Evgenij.** - Filosofo e politico nazionale russo, fratello minore del principe Serghej, n. il 23 genn. (5 febr. 1863) a Mosca, m. il 23 sett. (5 ott.) 1919 a Novorossijsk. Fu professore nell’Università di Kiev, poi di Mosca. Dopo il crollo dell’antico regime fu legato con l’armata bianca e assisté, come laico, al Concilio panrusso di Mosca nel 1917-18.

Come suo fratello maggiore, passò da giovane attraverso il positivismo e l’ateismo e tornò alla fede mediante lo studio della storia della nuova filosofia e la lettura di Schopenhauer. Nella sua attività professionale si occupò prima della filosofia del diritto. Scrisse dissertazioni sui temi storici, cioè su s. Agostino e L’ideale religioso-sociale del cristianesimo occidentale nel sec. XI, Kiev 1897. Nel 1904 pubblicò a Mosca La filosofia di Nietzsche. Nel suo pensiero meno indipendente, sentiva forte l’influenza di Soloviev, a cui consacrava la sua opera più voluminosa. La concezione del mondo di Vladimiro Soloviev, 2 voll., Mosca 1913. Per il superamento di Kant ed il kantismo scrisse: I presupposti metafisici della conoscenza, Mosca 1917. La sua opera più matura, pubblicata soltanto dopo la morte, è il Senso della vita (Berlino 1922), scritta a Mosca nel 1918, nella quale abbozzò, inspirandosi specialmente alla dottrina di Soloviev sulla Sapienza divina, senza però accettare certe concezioni troppo spinte dei sofologici dipendenti da Soloviev, la sua filosofia universale e cristiana.

T. era buon stilista ed esteta. Notevoli sono alcuni suoi saggi sull’arte, specie delle antiche iconi russe; pregevoli i suoi Ricordi, pubblicati postumi, Sofia 1921, e Dal passato, Vienna 1920.

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Bibl.:** Boris Iakovenko, Filosofi rusii, Firenze 1925, Roma 1927, pp. 177-81 ; E. Trubetskoj, Die religiöse Weltanschauung der altruistischen Ikonenmalerei, Paderborn 1927, corredato di un’introduzione e pubblicato da N. Arseniev ; B. Schulze, Pensatori russi di fronte a Cristo, II-III, Firenze 1949, pp. 177-88 ; V. Zenkovskij, Storia della filosofia russa (in russo), II, P. Bernardo Schulze 1950, pp. 343-50.

**SERGHEJ, fratello del precedente, filosofo, pubblicista e politico nazionale russo. N. il 23 luglio (4 ag.) 1862 nel distretto di Mosca, m. il 29 sett. (12 ott.) 1905 a Pietroburgo.**

Di antica famiglia principesca, subì da giovane una crisi religiosa e stette per breve tempo sotto l’influsso dei positivisti; poi leggendo gli slavofili, Dostoevskij e specialmente Soloviev (di cui era stretto amico), tornò al cristianesimo e ad una metafisica religiosa. Studiò nel-

L’Università di Mosca, occupandosi specialmente di Kant, degli idealisti e mistici tedeschi. Poi insegnò il suo storia dell’antica filosofia. Fu primo rettore eletto dell’Università di Mosca. Durante un viaggio all’estero si avvicinò a Harnack.

Specialmente nella sua tesi di laurea, La dottrina sul Logos nella sua storia, fece un’ottima esposizione della filosofia greca e cristiana. Abbozzò il suo proprio sistema di idealismo concreto, ispirandosi però con atteggiamento critico a Kant (e Hegel). Notevole è il suo lungo articolo sulla natura della coscienza umana, da lui concepita, ispirandosi all’idea slavofila della « sobornost » e a quella di Soloviev del « teandrismo », come idea co-munitaria.

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Bibl.:** L. M. Lopatin, Cenno biografico all’inizio del vol. I delle opere ; Boris Iakovenko, Filosofi rusii, Firenze 1925, Roma 1927, pp. 123-31 ; B. Schultz, Pensatori russi di fronte a Cristo, II-III, Firenze 1949, pp. 153-70 ; V. Zenkovskij, Storia della filosofia russa (in russo), II, Parigi 1950, pp. 331-43.

Bernardo Schulze