TRUCHSESS VON WALDBURG, OTTO

**TRUCHSESS VON WALDBURG, OTTO. - Car-dinale e vescovo di Augusta, n. nel castello di Scheer presso Sigmaringen, il 25 febr. 1514, m. a Roma il 2 apr. 1573.**

Dopo i primi studi fatti a Tubinga, venne in Italia dove frequentò le Università di Pavia, Padova e Bologna. Fu presto canonico di Augusta e decano della cattedrale di Trento ; portatosi a Roma come cameriere segreto di Paolo III, fu da lui nominato internunzio al Congresso di Norimberga (1543) per l’intimazione del Concilio. In quello stesso anno veniva eletto vescovo di Augusta e cominciò così a prodigarsi tutto in opere di riforma per la sua diocesi. Nel dic. 1544 fu creato cardinale con il titolo di S. Balbina, che mutò poi in quello di S. Sabina, alla cui basilica titolare apportò notevoli restauri. Nel 1562 fu fatto vescovo di Albano e nel 1570 passò successivamente alle sedi di Sabina e di Palestrina. Al Concilio di Trento ebbe come procuratore il gesuita p. Jajo, mentre egli guerreggiava insieme con il Duca di Baviera contro i protestanti, ai quali ritolse parte della sua diocesi. A Dillingen - dove nel 1548 celebrò un Sinodo - fondò un’Accademia, trasformata poi in università, affian-dandola ai Gesuiti, di cui fu sempre entusiastico ammi-ratore, dicendosi egli figlio spirituale di s. Ignazio. Il suo tentativo di fondare per loro un collegio in Augusta fallì. Nel 1558 Ferlinando il proclamò protettore dell’Impero presso la S. Sede. Presenziò all’ultima fase del Concilio di Trento, dove propugnò caldamente l’erezione dei seminari.

Il T. fu indubbiamente una tra le figure più notevoli del mondo ecclesiastico del suo tempo, e fu giudicato l’esponente più autorevole della politica della S. Sede in Germania. La sua pietà, il suo zelo nell’opera di riforma e per la conversione degli eretici, insieme con la sua sollecitudine per i poveri, gli meritarono la stima affettuosa dei suoi contemporanei, come i cardd. Bellarmino, A. Farnese, Madruzzo, Osio, e delle figure più eminenti della Compagnia di Gesù tra le quali s. Pietro Canisio.

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Bibl.:** H. Duhr, Quellen zur einer Biographie des Card. O. Tr., von W. und Reformationsbestrebungen desselben, in Hist. Jahrb., 7 (1886), pp. 177-209 ; 10 (1890), pp. 71-74 ; A. Weber, Literae a Tr. ad Hosium datae, Ratisbona 1892 ; Nuntiaturber. aus Deutschland, I. Abt., VII-XI, II Abt., I, III-V, Gotha (v. indice) ; O. Brauns-berger, Canisii epist. et acta, I-VI, Friburgo in Br., 1896-1913 ; Pastor, V-VIII, V. indice ; B. Schwartz, O. Tr., ivi 1923 ; H. Jedin, Stor. del Conc. di Trento, vers. it., I, Brescia 1949, p. 376 e passim ; G. Schreiber, Das Weltkonzil von Trient, II, Friburgo in Br. 1951, V. indice. Antonio Cistellini

**GEBHARD, suo nipote, arcivescovo di Colonia, n. a Scheer il 10 nov. 1547, m. a Strasburgo il 31 maggio 1601.**

Dopo colti studi in università tedesche ed estere, ricco di pingui benefici, fu eletto il 5 dic. 1577 arcivescovo di Colonia dal partito favorevole alla Riforma cattolica (i suoi avversari appoggiarono la candidatura di Ernesto di Baviera il quale ottenne dieci voti, mentre T. ne ebbe dodici) e confermato nel 1580 dalla S. Sede, si dimostrò ben presto favorevole ai protestanti. Sposatos nel 1583

con Agnese di Mansfeld, tentò apertamente di secolarizzare l'elettorato di Colonia e di farne un proprio dominio. Scomunicato e deposto da Gregorio XIII il 1° apr. 1683, ed eletto in sua vece arcivescovo dal Capitolo, Ernesto di Baviera, T. con l'aiuto del conte palatino Giovanni Casimiro e di Guglielmo d'Orange cercò di opporsi, ma ripetutamente sconfitto dovette lasciare Colonia e si ritirò nel 1589 a Strasburgo.

BIBL.: Franz von Bezold, Briefe des Pfalzgrafen Johann Casimir, 1576-92, 3 voll., Monaco 1882-86, passim (v. indice); J. Hansen, Der Informativprozess G. von T., in Mittel. aus dem Stadtarch. Köln, 20 (1892), pp. 36-66; M. Lossen, Röm. Natur. Urk. 15 (1895), pp. 1-18; Pastor, IX, pp. 647-59; G. Schreiber, Das Weltkonzil von Trient, I, Friburgo in Br. 1951 (v. indice). Silvio Furlani