TROYES, DIOCESI DI

TROYES, DIOCESI di. - Diocesi e città capoluogo del dipartimento dell'Aube già capitale della Champagne, dove oggi passa il canale della Haute-Seine.

Si estende per 6010 kmq. con gli stessi confini cioè del dipartimento; ha una popolazione di 255.237 ab. dei quali 210.000 cattolici. La diocesi è divisa in 5 arcipreture, 32 decanati, comprende 457 parrocchie, servite da 200 sacerdoti diocesani e 39 regolari; ha un seminario maggiore e uno minore, 9 comunità religiose maschili e 18 femminili (Ann. Pont. 1953, p. 433). Patroni della diocesi gli apostoli Pietro e Paolo.

Fu la capitale della tribù dei Tricasses donde il nome Tricae o Trecace e quindi l'attuale T.; ebbe pure il nome di Augustobona. I conti di Champagne favorirono anche la comunità ebraica e tra i rabbini emerse Raschi o Jarchi (1040-1105) fondatore della scuola talmudica di T. La città fu incendiata dai Normanni, ma rifornì ben presto. Il potere dei vescovi si andò affevolendo col sorgere della potenza dei conti di T., in seguito, conti della Champagne; T. divenne celebre per le sue fiere e tra il 1230-42 ottenne le franchigie. Nel 1128 vi fu tenuto un Concilio che approvò la costituzione dell'Ordine dei Templari. La Champagne fu riunita alla corona di Francia col matrimonio di Filippo il Bello nel 1248. Soffrì molto per l'incendio del 1524 e durante le guerre di religione. A poco a poco T. divenne un notevole centro artistico, specie sotto Luigi IX, Carlo VIII e Luigi XII; dal 1480 al 1635 ca. vi fiorì una scuola di architettura, di scultura, di pittura e l'arte delle vetrate, specialmente per merito di J. Soudan, J. Macadré e L. Goutier.

Un manoscritto di Auxerre (n. 132) contiene il catalogo dei vescovi di T.; fino a Manasse de Pougy (1181-1190), continuato fino a Nicola de Brie (1232-69). Apre la lista Amatore ca. l'anno 300; a lui succede Ottaziano ca. il 346, quindi Leone, Eradio, Melanio, Aureliano, Orso, Lupo a cui Sidonio Apollinare scrisse più volte (Epist., VI, 1, 4, 9; IX, 11); egli fu vescovo dal 426 ca. al 478 o 79; andò in Bretagna con s. Germano di Auxerre, fu energico contro l'invasione di Attila. È ricordato al 29 luglio nel Mastrologio geronimiano. Gregorio di Tours narra un miracolo avvenuto nella sua Basilica (In Gloria Confessorum, 66); la sua vita fu scritta poco dopo la sua morte (Acta SS. Julii, VII, p. 80). Suoi successori furono Camilliano che fu al Concilio di Orléans del 511 ed è ricordato al 28 luglio nel Geronimiano; Vincenzo ca. il 540 che eresse una chiesa a s. Aventino; Ambrogio che fu al Concilio d'Orléans nel 549; Galomagno, che fu ai Concili di Parigi nel 573 e di Lione nel 581; è menzionato da Gregorio di Tours (Vitae Patrum, VIII, 8); poi Agrecio, Lupo II, Evodio, Modegisilo, Ragnegisilo ca. il 667 che eresse una chiesa in onore di s. Sabina; s. Leuconio (venerato al 1º apr.); Bertololo ca. il 660; Vanmiro, Abbo ca. il 667 che seppellì s. Frodeberto, fondatore del monastero di Montier-la-Celle; Fulcherio, Ottulfo che fu nell'870 al Concilio di Attigny, accolse a T. il papa Giovanni VIII che vi tenne un sinodo (Jaffé-Wattenbach, 3179); Bodo ca. l'890; Rievo, per il quale intervenne il papa Formoso (Flodardo, De Christi triumphis, 12,5: PL

135, 829). Più tardi si hanno Garnerio di Trainel (1193-1206) che dalla IV Crociata portò una reliquia della Corona di Spine che pose nella chiesa di S. Stefano; G. Leguise (1426-50) che accolse in T., nel 1429, Giovanna d'Arco; G. Parvi (1519-27); A. Caracciolo di Molfetta, eretico (1551-62); G. B. Bossuet (1716-49); L. A. de La Tour du Pin-Montauban (1803-1807); S. A. Boulogne (1808-25); J. M. M. Debelay (1844-48), poi arcivescovo di Avignone.

La Cattedrale è dedicata ai ss. Pietro e Paolo. La sua costruzione ebbe inizio nel 1208 ma continuò fino al 1638. L'abside e il coro furono compiute nel 1314; quando nel 1430 la chiesa fu dedicata comprendeva anche il transetto e tre campate della navata. La facciata è opera dello stesso artista M. Chambiges che lavorò nella cattedrale di Beauvais; essa è fiancheggiata da due torri quadrate; quella a sinistra è alta 74 m. ed è la sola compiuta (1559-1640). Alla sua base un'iscrizione ricorda che Giovanna d'Arco fu solennemente ricevuta nella Cattedrale il 10 luglio 1429 quando accompagnò Carlo VII a Reims per l'incoronazione. I tre portali furono danneggiati durante la Rivoluzione; allora furono abbattute le statue che li decoravano. L'interno misura m. 114 x 51 con volte alte m. 29. Il presbiterio termina con deambulatorio a cinque cappelle; le vetrate sono del sec. XIII, in parte restaurate; notevole è la scena del Pressoir mystique dovuto a Linard Goutier (1625). Nella cappella della Madonna di Loreto è molto venerata una bella statua della Madonna. Assai artistica sul nartese è la tribuna, detta cappella del Calvario, a cui si accede da una scalca monumentale. A sud della Cattedrale si trova l'antico episcopio, in parte opera del Rinascimento, con una cappella del sec. XVIII. Assai ricco è il Tesore; si ricordano il Reliquiario smaltato della fine del sec. XII proveniente da Nesle-la-Reposte (Marnc) contenente reliquie di s. Bernardo e di s. Malachia; nel moderno Reliquiario di s. Lupo sono incastonati smalti di Limoges del sec. XVI; uno scrigno bizantino in avorio del sec. X; un altro in metallo cesellato donato da Bianca di Castiglia; Evangeliani dei secc. XI e XII; pastorali dei secc. XII-XIII; calice del sec. XIII; arazzi del XVI sec., ecc.

A T. furono tenuti sinodi nel 420, nell'867, nell'878, nel 1104, nel 1107 e nel 1128 (Hefele-Leclercq, II, p. 487 sgg.; IV, pp. 415-20, 665-78, 1353; V, pp. 482, 499-503, 670-71, 1761).

La più antica chiesa della città è S. Maddalena, costruita alla metà del sec. XII a croce greca, ricostruita tra il 1498-1565 da J. Gailde; la facciata presenta a destra un'alta torre (1531-60). L'interno a cinque navate è diviso da un magnifico jube in stile fiammeggiante, capolavoro dello stesso J. Gailde. Nel transetto sono una notevole statua di s. Marta del XVI sec. e una statua in legno di s. Roberto, priore di Montier-la-Celle. Le finestre hanno vetrate del sec. XVI. Presso il fonte battesimale è una statuetta di s. Sebastiano dell'inizio del sec. XVI. La primitiva Basilica eretta dalla regina Clotilde in onore di s. Germano quando nel 448 venne riportato il suo corpo da Ravenna, fu ingrandita nel sec. IX dal conte Corrado; ma l'edificio attuale sconsacrato è della fine del sec. XIII, di cui una parte fu distrutta nel 1820. Nell'interno il deambulatorio porta alla cappella absidale eretta al di sopra di due cappelle sotterranee. Nella crocera meridionale, oltre la pietra tombale del vescovo Ugo di Montaigu del sec. XII, si ha il portale nel cui timpano sono scolpite scene della vita di s. Germano; il chiostro annesso conserva solo una parte gotica e sale a volta. La chiesa di S. Pietro, detta anche di St-Père-en-Vallée, fu eretta tra il 1536-1672; il suo grande campanile quadrato alto m. 45 è simile a quello della Cattedrale; le sue vetrate furono danneggiate dai bombardamenti. La chiesa di S. Urbano è una delle più artistiche non solo della regione ma di tutto il sec. XIII. Fu iniziata nel 1262 dal papa Urbano IV figlio d'un calzolaio di T. sul luogo della bottega paterna. Finita nel 1389 fu restaurata dal 1879 al 1905. Il portico moderno immette al portale principale sul cui timpano è scolpito il Giudizio Universale. L'interno è a tre navate, con transetto, con vetrate del sec. XIII, ha due cappelle termali; quella di destra ha sull'altare la

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TROYES, DIOCESI di - Facciata della chiesa di St-Nizier (1528). Troyes.
(fot. O. P.)
celebre Vierge du raisin di arte locale del sec. XVI. A sinistra del coro sono state trasferite da Perugia le spoglie di Urbano IV che riposano sotto un bassorilievo, opera di H. Charlier; l'abside è trilobata. La chiesa di S. Pantaleone fu iniziata nel 1508 in stile gotico da J. Bailly, e terminata in stile rinascimentale da G. Faulchot. Il portale ovest vi fu aggiunto nel 1745; quello nord è del Rinascimento; il piccolo a sud è in gotico fiammeggiante. L'interno è diviso in tre navate da pilastri, con doppia fila di statue; le finestre sono adorne di grandi vetrate attribuite a J. Macadré. In una cappella è il notevole gruppo in pietra colorata raffigurante l'arresto dei ss. Crispino e Crispiniano. Sulla tomba di s. Patroclo sorse prima un oratorio, poi una basilica; il martire è ricordato nel Geronimiano al 21 genn. e s. Gregorio di Tours ne attesta la solennità della celebrazione (In Gloria Martyrum, 63). La chiesa di S. Eusebio è quanto resta di una antica abbazia fondata ca. l'anno 630 da s. Pallade; la torre campanaria romanica è del sec. XII; l'interno è romanico in basso e gotico in alto, mentre il presbiterio è del 1530, con cappelle absidate che hanno vetrate del 1616. Nel Tesoro si conserva una stoffa bizantina detta «sudario di s. Germano» che, secondo la tradizione, sarebbe stata adoperata da Carlo il Calvo nell'841 durante la traslazione delle reliquie di s. Germano. La chiesa di S. Nicola è in tardo gotico; fu distrutta in gran parte dall'incendio del 1524; venne ricostruita da G. Faulchot nel 1530 che scolpì anche il bel portale sud fiancheggiato dalla statua di David e Isaia. L'interno è diviso in tre navate da pilastri su cui poggiano grandi statue; ha belle vetrate del sec. XVI. Nella prima campata sono i due bassorilievi del Rinascimento con l'adorazione dei pastori e dei Magi e la presentazione al Tempio. La chiesa di St-Remi del sec. XIV fu rimaneggiata nel secc. XV-XVI e restaurata completamente

di recente. Nel portico conserva un portale del sec. XV; il campanile del 1386 è quasi del tutto rifatto, fiancheggiato da quattro campaniletti. L'interno è a tre navate, con deambulatorio sul quale si aprono due cappelle; le vetrate sono moderne. La chiesa di S. Nazario è in stile gotico (1528-73), ha un portale del 1531; la facciata del 1574 fu mutilata; a sinistra sorge una grande torre campanaria quadrata. L'interno è a tre navate con transetto e deambulatorio dove specialmente si conservano vetrate del sec. XVI. Oltre il ponte sul fiume Yonne si trova la chiesa di S. Pellegrino ricostruita nel sec. XVI, dal 1866 è adibita al culto protestante; esplorazioni eseguitevi dal 1927 al 1928 da R. Louis hanno messo in luce le costruzioni della chiesa antica che fu la primitiva Cattedrale fin quando il vescovo Amatore la trasportò. La chiesa di St-Jean-au-Marché è della metà del sec. VI; ma nello stato attuale è posteriore all'incendio del 23 luglio 1888; bruciò di nuovo nel 1524, ricostruita già nel 1534; è a tre navate con pilastri circondati da un fascio di quattro colonne; il coro fu ingrandito alla fine del sec. XIV e ricostruito nel XVI e la nave (1561-91) nel XV; il campanile crollato nel 1911 era del sec. XIV; il portico occidentale è del 1593, quello dell'orologio del 1603-1607. Durante la Rivoluzione servì da granaio, e fu demolito il piccolo campanile, restaurato nel sec. XIX a più riprese (P. Piétresson de St-Aubin, Topographie Troyenne. Autour de St-Jean, in Mémoires de la Société académique de l'Aube, 92 [1929]; id., L'église de St-Jean-au-Marché à T., in Bulletin monumental, 89 [1930], p. 47).

L'abbazia di S. Lupo fu fondata ca. l'anno 841; bruciata dai Normanni ca. l'892; fu ricostruita dai Canonici Regolari; vi fu abate s. Vinebaldo (J. Roserot, Les abbayes au département de l'Aube, in Bulletin historique du Comité, 1904, pp. 568-71, 594-97; id., Les abbayes de l'ancien diocèse de T., ibid., 1909, p. 441). L'abbazia di Notre-Dame aux Nonnais di canonichesse fu istituita ca. il 657 dal vescovo s. Leuccone che vi fu sepolto; venne ricostruita dal conte Enrico; ebbe doni da Urbano IV; nel 1518 passò alle Benedettine (Cottineau, II, col. 3225). L'abbazia di St-Martin-ès-Avies (in Aréis) fu fondata all'inizio del sec. XII; ha un chiostro eretto sotto Luigi XIII; è ora trasformata in orfanotrofio (Cottineau, II, col. 3227).

Il Museo occupa quanto rimane degli antichi edifici dell'abbazia di S. Lupo con l'aggiunta, nel 1892, del «Pavillon Brissonnet». Esso comprende collezioni archeologiche, di sculture, di pitture, e di storia naturale. Vi è annessa la Biblioteca che è una delle più notevoli della Francia; contiene oltre 200.000 volumi, 3131 manoscritti e 547 incunaboli. Fu fondata nel 1651 ma vi furono aggiunti i fondi di oltre 37 biblioteche monastiche, tra le quali quelle dell'abbazia di Clairvaux. Nel grande salone vi sono 52 vetrate di L. Goutier con episodi della vita di Enrico IV, Luigi XIII e Anna d'Austria. Il più antico manoscritto è il libro pastorale di s. Gregorio Magno della fine del sec. VII. Vi sono pure un Evangeliario del 909; La città di Dio di s. Agostino (sec. XI), la Bibbia di s. Bernardo del sec. XII, una Bibbia del sec. XIV con 117 miniature, un Messale locale miniato del sec. XIV, ecc.; una rilegatura da Evangeliario del sec. XIII con smalti, ecc. La scoperta in T. del famoso Sinassario di Chifflet ha permesso al p. F. Halkins di dare una edizione riveduta e corretta della cronologia di s. Trifullio vescovo di Cipro nel sec. IV (Anal. Boll., 66 [1948], pp. 11-19). Il Museo di arti decorative è situato nell'Hôtel de Vauluisant che serviva di dimora temporanea per i dignitari dell'abbazia di Vauluisant (nell'arcidiocesi di Sens). Contiene arazii, bronzi, marmi, ceramiche, vetrate, sculture e pitture. La prefettura sorge nel luogo dell'antica abbazia di Notre Dame aux Nonnains della fine del sec. XVIII, ma rifatta in parte nel sec. XIX.

Nei dintorni di T. si ricordano St-Martin-ès-Vignes con la chiesa omonima eretta nel 1592, finita nel 1691. Il santuario ha un grande portale classico con colonne e frontone. L'interno è a tre navate con splendide vetrate (rappresentanti scene del Vecchio e Nuovo Testamento, la lapidazione di s. Stefano, s. Sebastiano, s. Francesco d'Assisi, s. Caterina, ecc.) e numerose statue. Inoltre

St-André-les-Vergers con la chiesa di S. Andrea del sec. XVI che ha un portale del 1646 decorato da statue e nell'interno un retablo scolpito e dipinto nel 1541.

Santuari: Notre-Dame-du-Chêne presso Bar-sur-Seine; Notre Dame de la Ste-Espérance a Mesnil St-Loup; Notre-Dame de Valsuzenay.

BIBL.: L. Pignotte, Etudes sur les travaux d'achèvements de la cathédr. de T., Parigi 1870; A. Babesu, St-Pantaléon de T., in Ann. de l'Aube, 1881; id., St-Urbain de T., ibid., 1891; G. Fichot, Statistique monumentale de l'Aube, III-IV, Parigi 1894-1908; R. Köchlin - Marquet de Vasselot, La sculpture à T. et dans la Champagne mérid. au XVI siècle, ivi 1900; E. Lefèvre-Portalis, Jean Langlois architecte de St-Urbain de T., Caen 1904; J. Rosecrot, Les abbayes du département de l'Aube, in Bull. histor. du comité, 1904, pp. 566-68, 590-94; A. Prevost, Hist. du dioc. de T. pendant la Révolution, in 3 voll., Troyes 1908-1909; id., Le diocèse de T., 3 voll., Tulle 1923-26; L. Duchesne, Faites épisc., de l'anc. Gaule, II, 2ª ed., Parigi 1910, pp. 452-57; J. Rosecrot de Melin, Note sur un prétendu évêque de T. en 1560 Frédéric « Comelle », in Mél. d'arch. et d'hist., 47 (1918-19), p. 296 sgg.; A. Wilmart, Le vrai pontifical de Prudence de T., in Revue bénéd., 34 (1922), pp. 282-91; L. Morel-Payen, T. et Proxins, 2ª ed., Parigi 1926; G. Verdin, Note sur les anciens catalogues épisc. de T., in Rev. d'hist. de l'Eglise de France, 13 (1927), pp. 51-54; Guide de la France chrét. et missionnaire, 1948-49, Parigi 1948, pp. 397-402, 782-84, 1113; J. Vallery, Radot. L'ancienne abbatiale St-Pierre de Lagny et ses rapports avec la cathédrale de T., in Bull. monumental, 186 (1948), pp. 95-110; Eubel, I, pp. 493-94; II, p. 257; III, p. 319; IV, p. 342; V, pp. 386-87. Enrico Josi
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“TROYES, DIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), p. 374. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/troyes-diocesi-di.