Enciclopedia Cattolica vol. XII, 1954 Gerarchia ecclesiastica Patriarcati, arcidiocesi, diocesi, diocesi soppresse

TUAM, ARCIDIOCESI DI

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Noto anche come: Tuaim, Tuaim da Gualann; latino: Archidioecesis Tuamensis, Tuamensis

TUAM, ARCIDIOCESI di. - Città e arcidiocesi nell'Irlanda occidentale. Ha una superficie di 7560 migliaq. con una popolazione di 158.400 ab. dei quali 147.300 cattolici distribuiti in 56 parrocchie, servite da 176 sacerdoti diocesani e 228 regolari; ha un seminario, 15 comunità religiose maschili e 27 femminili (Ann. Pont. 1952, p. 435). Comprende ca. metà delle contee di Galway e Mayo e una piccola parte della contea di Roscommon. È la più vasta diocesi d'Irlanda. Include i territori di cinque antiche diocesi: T., Annaghdown, Cong, Mayo e Aghagower.

La primitiva diocesi di T. fu fondata da s. Jariath verso l'anno 520, e divenne sede arcivescovile e metropolitana del Connacht con il Sinodo di Kells nel 1152.

In quel tempo 7 vescovi suffraganei erano soggetti a T., cioè i vescovi di Mayo, Killala, Roscommon, Clonfert, Achonry, Clonmacnoise e Kilmacduagh. Attualmente l'arcivescovo di T. ha come suffraganei i vescovi di Achonry, Elphin, Clonfert, Killala e Galway. Nel 1152 Ugo O' Hession divenne primo arcivescovo di T.; alla sua morte nel 1161 gli successe Cathal O' Duffy, che fu presente al Concilio Lateranense del 1179. Maurizio O' Filhily, francescano che fu fatto vescovo nel 1506 e morì a Galway nel 1513, fu conosciuto come Flos mundi a causa della sua grande erudizione; egli commentò molte opere di Giovanni Duns Scoto. Un altro francescano, Florence Conry, fu arcivescovo dal 1609 al 1629 ma non visitò mai la sua sede; fu molto versatile nelle opere di s. Agostino e difese gli interessi dei cattolici irlandesi alla corte di Spagna e altrove mentre era arcivescovo. Malachy O' Queely, che fu arcivescovo dal 1630 al 1645, riconciliò molti eretici alla vera Chiesa e amministrò il sacramento della Cresima a 100.000 anime; fu un ardente patriota e fu ucciso sul campo di battaglia presso la città di Sligo. Il vescovo più rappresentativo fu John MacHale (v.). John Mac Evilly, che morì nel 1902, fu pure un colto e zelante prelato: scrisse commentari in inglese di quasi tutto il Nuovo Testamento.

Nella diocesi di T. vicino alla città di Westport vi è la montagna santa di Croagh Patrick, dove s. Patrizio (v.) digiunò e pregò per 40 giorni e notti; l'ultima domenica di luglio ogni anno migliaia di fedeli vi vanno in pellegrinaggio. Un altro luogo di pellegrinaggio nella diocesi è Knock dove la B. Vergine con s. Giuseppe e s. Giovanni Evangelista sembra siano apparsi alla fine dello scorso secolo; fedeli provenienti da molte regioni visitano Knock ogni anno.

Bibliografia5 opere
BIBL.: W. Maziere Brady, The Episcopal succession in England, Scotland and Ireland, II, Roma 1876, pp. 128-50; O. J. Burke, The history of the catholic archbishops of T., Dublino 1882; U. J. Burke, The life and times of most rev. John MacHale, ivi 1882; P. J. Joyce, John Healy, archbishop of T., ivi 1931. Per le fonti v. J. Lynch, De Praesulibus Hiberniae, II, ivi 1944, pp. 213-81; T., in Commentarius Rinuccianus (ed. Kavanagh), VI, ivi 1949.

Cataldo Giblin

TU AUTEM, DOMINE, MISERERE NOBIS.

- Con queste parole, a cui il coro risponde « Deo gratias » il lettore termina le singole lezioni dell'Ufficio divino e le letture nel refettorio, in uso già nel sec. VIII (Ordo Romanus XIX, 13 [ed. Andrieu]).

Per finire la lettura, dapprima più estesa, dell'Ufficio, il superiore dava un segno, un colpo sul tavolo (loc. cit., 11; Carlo Magno si dice aver dato il segnale « baculo aut sono gutturis ») o secondo gli Ordines Romani XI, 8, e XII, 14 (ed. Mabillon) il diacono richiamava al lettore le prime parole « Tu autem », e il lettore continuava ripetendole e dicendo il verso intiero. Perciò dopo « Tu autem » non si sottintende: « cessa », « desine » né simili parole. Oltre il T. a. erano in uso anche altri finali, come tuttora nel primo Notturno del triduo sacro dopo le lamentazioni di Geremia « Jerusalem, Jerusalem, convertere ad Dominum Deum tuum », o dopo la lettura dei profeti « Hsec dicit Dominus... » o dopo quella dell'Apostolo « in Christo Jesu Domino nostro » ecc. I Capitoli brevi dei Vespri, delle Lodi e delle Ore minori, perché già dapprima determinati e detti a memoria, non finiscono col T. a., ma sono seguiti dal « Deo Gratias ».

T. a. si spiega come domanda di perdono a Dio per gli eventuali difetti durante la lettura o, meglio, come preghiera per ottenere i frutti della lettura. Analogicamente a questo ringraziamento finale della lettura precede la benedizione al lettore.

Come accenna s. Benedetto (Regola, capp. 9 e 11), il lettore riceve dal superiore una benedizione o una specie di autorizzazione, chiesta con la formula « Jube, domne, benedicere », « Benedic pater », o simili, benedizione già adoperata da s. Ambrogio. Formulari di questa benedizione ne esistono in grande varietà. Anche il vescovo o il papa, prima di leggere, chiede la benedizione col « Jube, Domine, benedicere », rivolgendosi col « Domine » a Dio stesso (il termine contratto domne, indica il signore terreno e temporale), ma nessuno benedice e il coro risponde immediatamente « Amen ».

Bibliografia6 opere
BIBL.: C. Callewaert, De Brev. Rom. Liturgia, Bruges 1939, nn. 282 e 283; id., T. a. D. m. n., in Sacris Erudiri, Steenbrugge 1940, pp. 185-88; A. Wilmart, Séries de Bénédict. pour l'Off. dans un recueil de Nonantola, in Eph. lit., 45 (1931), pp. 354-67; M. Righetti, Man. di Stor. lit., II, Milano 1946, pp. 342-44; M. A. Olivar, Serie de « Benedictiones Lectionum » en Cod. Montserrat, 72, in Eph. lit., 62 (1948), pp. 230, 234; id., Les Benedictiones Lectionum Off., d'après les docum. de Montserrat aux environs de 1500, ibid., 63 (1949), pp. 42-56.

Pietro Siffrin

Informazioni sulla voce

Di Cataldo Giblin, Pietro Siffrin

Fonte Cataldo Giblin: firma a stampa; Pietro Siffrin: firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), coll. 592–594.

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Altre voci di Cataldo Giblin: WATERFORD E LISMORE, DIOCESI DI · ROSS, DIOCESI DI · RAPHOE, DIOCESI DI · OSSORY, DIOCESI DI

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Giblin, Cataldo, and Pietro Siffrin. “Tuam, arcidiocesi di.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XII, coll. 592–594. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954. https://azioneromana.com/it/article/tuam-arcidiocesi-di.

MLA

Giblin, Cataldo, and Pietro Siffrin. “Tuam, arcidiocesi di.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954, coll. 592–594. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/tuam-arcidiocesi-di.

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