TUBALCAIN (EBR. TÚBHAL QÁJIN, SETTANTA ΘΟΒΈΛ ΚΑῚ ἮΝ)

TUBALCAIN (ebr. Túbhal qájin, Settanta Θοβέλ καὶ ἦν). - Lamech (v.), discendente in quinto grado di Caino. Egli « affilava (cioè, cominciò l'arte di affilare) ogni strumento di rame e ferro » (Gen. 4, 22): un particolare nel complesso di formazione della civiltà materiale, attribuita ai Cainiti. Delle origini antidiluviane della lavorazione dei metalli parlano anche le tradizioni babilonesi (frammento « Quando Anu creò il cielo » in H. Gressmann, Altor. Texte, Berlino-Lipsia 1926, p. 129).

Singolare è il doppio nome ebraico, in cui alcuni critici ritengono secondaria la seconda parte -qájin.

Giovanni Rinaldi

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“TUBALCAIN (EBR. TÚBHAL QÁJIN, SETTANTA ΘΟΒΈΛ ΚΑῚ ἮΝ).” Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), p. 385. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/tubalcain-ebr-tubhal-qajin-settanta-thobel-kai-en.