TUBILSTRIUM

TUBILSTRIUM. - Festa romana che compare due volte nel calendario «numano», la prima celebrata il 23 marzo (ultimo giorno delle Quinquatri), la seconda il 23 maggio.

Riguardo alla prima la nota del calendario Prenestino riporta: «Festa di Marte». Questo giorno è così chiamato perché nell'atrio Sutorio si fa la lustrazione delle trombe (lubea) usate nelle sacre cerimonie. Secondo Lutazio, tra le rovine del Palatino incendiano dai Galli sarebbe stato ritrovato il bastone (clava) con il quale Romolo avrebbe inaugurato la città (cf. Varrone, De lingua lat., VI, 14). Il T., pertanto, era una cerimonia religiosa di carattere militare (cf. Lydus, De mens., IV, 42; Ovidio, Fasti, III, 850), cui prendevano parte i Salii e i tubicines sacrorum populi Romani (Festo, 482; Varrone, op. cit., V, 117), nella quale si purificavano con il sacrificio di una pecora (Festo, 480) le trombe usate nei riti religiosi e nella guerra.

Il fatto che il T. celebrato a maggio fosse, invece, sacro a Vulcano - il protettore della forgiatura dei metalli - è forse spiegabile con le parole stesse di Ovidio (Fasti, V, 725-26): «Lustratur purae, quas facit ille, tubae».

BIBL.: Th. Mommsen, in CIL, I (1893), p. 313; W. Warde Fowler, The roman festivals, Londra 1899, pp. 63, 123; W. Ehlers, s. V. in Pauly-Wissowa, VII A 1 (1939), coll. 755-759. Cesare D'Onofrio