TUBINGA

TUBINGA. - Città della Germania nel Württemberg; celebre per la sua Università, che la rese fin dal periodo umanistico uno dei fari principali delle scienze.

I. L'UNIVERSITÀ

Fu fondata il 13 luglio 1477, in virtù dei pieni poteri concessi da Sisto IV con la bolla del 13 nov. 1476, dal duca di Württemberg, Eberardo im Bart, dietro consiglio del suo antico amico e maestro Giov. Nucleo ed ottenne la conferma imperiale da Federico III nel 1484. Primo rettore ne fu (1482-1509) lo stesso Nucleo; commissario papale Enrico Fabri, abate di Blaubeuren. Si ebbero 4 Facoltà: teologia, legge, medicina e filosofia, disimpegnate da 14 scelti professori (tra cui, oltre al Nucleo, J. Heylin, J. Stöffler, J. Reuchlin, F. Bebel, F. Melantone) che la portarono presto a splendida fioritura.

Nel 1534 tutta la regione dovette passare alla riforma per volontà del duca Ulrico; quindi anche l'Università mutò orientamento e divenne soltanto istituzione statale; molti professori furono destituiti, e altri sottentranno, favorevoli alle nuove idee (J. Camerarius, P. Phrygius, S. Schnepf, A. e L. Osiander) che la trasformarono in una roccaforte della ortodossia luterana. A darle fama e allievi cooperò l'erezione, nel 1536, del cosiddetto Stipendium (più tardi chiamato «Stift» e oggi seminario evangelico). Nel sec. XVIII la rigida ortodossia cedette il passo ad una più ampia libertà di pensiero nella Facoltà teologica, finché verso la fine del secolo si spiegò la profonda influenza di Christian Gottlieb Storr, il quale diede origine a quella che viene chiamata la «Scuola di T.».
C. Celestino Testore

II. La «Scuola di T.». - La «Scuola di T.» ebbe due periodi: il primo (scuola antica), iniziato da G. Ch. Storr (1777-97) con l'abbandono della rigida posizione ortodossa, che aveva caratterizzato la Facoltà di T. nei secc. XVI-XVII NEOLUTERANESIMO (v.), con l'accoglimento di punti di vista illuministici e del criticismo kantiano, ma mantenendo fermo il fondamento biblico del sistema dogmatico, così che il suo orientamento può essere definito un soprannaturalismo razionale; fu in quest'atmosfera che si formarono, tra gli altri, Hegel e Schelling, alunni del celebre Collegio universitario (Stift), riservato agli aspiranti alla professione di pastori luterani.

Il secondo periodo (la «Nuova scuola») ebbe inizio con la ripresa della Facoltà teologica, dopo la crisi dell'epoca napoleonica, nel quadro della riorganizzazione

delle università, che si ebbe intorno al 1830 con una nuova redistribuzione degli insegnamenti tra le diverse cattedre, accresciute di numero. Di essa è da considerarsi fondatore e capo F. C. Baur (v.), che, sulla linea della sinistra hegeliana, diede il massimo sviluppo alla revisione critico-razionalistica del sistema dogmatico e delle sue basi storico-bibliche. Ma chi ha dato maggiore risonanza alla scuola di T. fu D. F. STRAUSS, D (v.) che negli studi storico dei testi neotestamentari, affermandosi espressione della fede delle primitive comunità nel Cristo e una storia del mito di Cristo. Lo Strauss giustificava così lo spostamento del centro della storia del cristianesimo da Gesù a Paolo, in quanto formulator e testimone della fede delle comunità primitive.

Queste posizioni, che crearono la rinomanza della scuola, non rimasero però senza contestazione neppure nella Facoltà di T.; lo stesso Strauss non riuscì ad avere la cattedra e rimase ripetitore nel convitto teologico; la Facoltà dalla metà del sec. XIX ebbe così un orientamento eclettico, in quanto nel corpo docente furono rappresentati tutti gli indirizzi teologici. Però i docenti che ebbero più fama furono quelli dell'indirizzo storico-critico radicale, con maggiori o minori sforzi di trovare un compromesso con la teologia ufficiale della chiesa, a cui la facoltà doveva fornire i pastori. Tale il caso dello storico delle religioni A. Bertholet (1913-14), titolare della cattedra di Vecchio Testamento; dello storico della Chiesa G. Weizsäcker (1861-90); dei professori di esegesi del Nuovo Testamento A. Schlatter (1898-1922) e W. Heitmüller (1923-25); la chiamata di quest'ultimo suscitò polemiche analoghe a quelle intorno al nome di D. F. Strauss, per il radicalismo della sua posizione storico-critica. Organo della nuova scuola di T., rappresentativo del periodo del suo più accentuato liberalismo teologico, sono stati i Theologische Jahrbücher (1842-57).

III. La Facoltà teologica cattolica di T. (1842-57). La Facoltà teologica cattolica di T. è fondata nel 1812 da suo padre, Federico I, a Ellwangen e la incorporò all'Università, come Facoltà teologica cattolica, fondando anche un collegio o seminario per gli alunni cattolici in riscontro del seminario per quelli protestanti. L'indirizzo caratteristico della nuova Facoltà (che viene spesso chiamata «Scuola cattolica di T.») sta, quanto alla teologia, nella fusione armonica del metodo storico-positivo con il metodo speculativo; quanto alla filosofia dello studio approfondito delle correnti spirituali moderne e nello sfruttamento della moderna filosofia, debitamente corretta e vigilata dal pensiero cattolico, in favore della teologia. L'influsso esercitato su tutta la Germania dello scelti professori (tra cui è bene citare: J. S. Drey, J. B. Hirsche, J. A. Möhler, J. G. Herbst, J. Kuhn, C. J. Hefele e da numerosi alunni, tra cui F. A. Staudenmayer, F. Probst, P. B. Gams, F. X. Funk, P. Schanz, ecc.) è sempre stato assai notevole. La Facoltà cattolica ha per suo organo la rivista: Theologische Quartalschrift (v.).

BIBL.: F. C. Baur, Die Gesch. der theol. Fakultät 1777-1812, in Gesch. der Univers. Tübingen, Tubingen 1849; K. Weizsäcker, Lehrer und Unterricht an der evangel. Theol. Fakultät T., 1871; J.-M. Lagrange, Le sens du Christianisme d'après l'exégèse allemande, Parigi 1918; M. Leube, Gesch. des Tübinger Stifts, Tubingen 1921-36; G. Ricciotti, Vita di Gesù Cristo, introduzione critica, Milano 1940, pp. 207-46. Mario Bendiscoli