TURIBIO (Thoribus, Turribus), santo. - Vescovo di Astorga (Galizia) nella metà del sec. V.
Per lunghi anni assente dalla sua patria a scopo, come sembra, di accertarsi dell'unità della Fede cattolica, al suo ritorno fu impressionato dal risorgere del priscillianismo (v.). La sua azione contro tale errore è documentata: 1) dalla lettera che scrisse nel 445 Idacio (v.) e Ceponio (PL 54, 693-95); 2) dalla lettera con cui s. Leone Magno, il 21 luglio 447, rispose all'« epistolae sermo, et comminitori series, et libelli textus » di T. (ibid., 677-92);

e 3) dal suo interessamento per la regola di fede, preparata dal vescovo di Palencia, Pastore (Mansi, III, 1002-1004). Il Martirologio romano ricorda T. al 16 apr., facendolo morire a Palencia. L'origine di questa incongruenza è ora messa in chiaro dall'Istoria s. Thuribii, compilazione leggendaria del sec. XIII ca., che identifica il nostro T. con i T. di Palencia (sec. VI) e di Liebana (di dubbia esistenza). Secondo questa Istoria, T. sarebbe nato a Torino.
