ULRICO (UDALRICO), VESCOVO DI AUGUSTA, SANTO

ULRICO (UDALRICO), vescovo di AUGUSTA, santo. - Della famiglia dei conti di Dillingen, figlio di Ucbaldo e di Ditberga, n. ad Augusta (Baviera) nell'800, m. ivi il 4 luglio 973.

Studiò a S. Gallo e alla morte del vescovo Hiltino, nel 923, gli successe sulla cattedra di Augusta per il favorevole intervento di Burcardo, duca di Svevia. Zelo la disciplina del suo clero nei sinodi annuali, vigili sulla vita religiosa del suo popolo con le visite pastorali, attese alla predicazione ed ebbe cura dei poveri e dei monasteri, restaurando quello di S. Afra e costruendo quello di S. Stefano (968).

Il nome di U. è anche molto legato alla storia dell'Impero. Egli dette valido appoggio ad Ottone I il Grande, contro le tendenze autonomistiche dei duchi, lo sostenne nella ribellione del figlio Ludolfo (Liutolf), duca di Svevia, e riuscì a comporre la pace di Illertissen (954). Durante l'assedio dell'esercito ungherese nel 955, presente alla battaglia, incoraggiò i difensori, e dopo la vittoria finale sul Lechfeld (10 a.g.) cinse di mura la città. Di ritorno da un terzo viaggio a Roma nel 972, U. s'incontrò con Ottone I a Ravenna, e a lui rassegnò le dimissioni in favore di suo nipote Adalberone, mosso dal desiderio, secondo il suo biografo, di ritirarsi in un monastero e di conservare alla sua famiglia la sede di Augusta. Ciò costituiva una violazione del diritto, ed U., nonostante la venerazione di cui era circondato, insieme con il nipote,

che già indossava le insegne episcopali senza essere stato consacrato, furono attaccati violentemente nel Sinodo di Ingelheim (20 settembre 972). Adalberto, prevenuto dalla morte, non poté suscocedere allo zio, che a breve distanza lo seguì nella tomba. Fu sepolto nella chiesa collegiale di S. Afra, più tardi chiesa benedettina con il titolo dei SS. Ulrico e Afra. Fu iscritto solennemente nel catalogo dei santi da Giovanni XVI (31 gennaio 993); la bolla di canonizzazione del febbraio, di quello stesso anno è la prima che sia stata emanata per simile circostanza (Jaffé-Wattenbach, 3848). È pronto principale della città e della diocesi di Augusta, e se ne celebra la festa il luglio.

A torto gli attribuisce un Ser-mosynodalis (PL 135, 1071-74) ed una Epistola de continentia clericorum contro il celibato ecclesiastico (Anal. Bolland., 27 [1908], pp. 474-75). La sua corrispondenza è oggi perduta.

Bibl.: BHL, II, nn. 8359-68; supplem. n. 8365; e A. Potthast, Bibl. Hist. M. Aevi, II, Berlino 1896, pp. 1612-13; Acta SS. Iulii, II, Venezia 1747, pp. 73-135; Manitus, II, pp. 203-10; A. Hauck, Kirchengesch. Deutschlands, II, Lipsia 1920, pp. 47-52; Martyr. Romanum, p. 270. Intorno agli ultimi studi biografici di U. Schmid (Augusta 1901) e A. Stonner (Friburgo in Brixia), cfr. Anal. Bolland., 20 (1901), 346-47; 53 (1935), 449.