UNESCO (UNITED NATIONS EDUCATIONAL SCIENTIFIC AND CULTURAL ORGANISATION, «ORGANIZZAZIONE EDUCATIVA SCIENTIFICA E CULTURALE DELLE NAZIONI UNITE»)

UNESCO (United Nations Educational Scientific and Cultural Organisation, «Organizzazione educativa scientifica e culturale delle Nazioni Unite»). - È uno degli organismi creati dall'ONU (Organizzazione Nazionali Unite) in adempimento dell'obbligo fatto dallo Statuto (art. 13 lett. h) all'Assemblea di promuovere la cooperazione internazionale nel campo culturale ed educativo.

Essa rappresenta, in sostanza, la continuazione di una vivace iniziativa della Società delle Nazioni, la quale aveva istituito nel 1922, fra le sue organizzazioni stabili, la Commissione permanente di cooperazione intellettuale, che, a sua volta, aveva come organo preparatorio delle sue decisioni ed esecutivo delle medesime l'Istituto internazionale di cooperazione intellettuale, con sede a Parigi (Statuto 13 dic. 1924) e che si appoggiava, nei singoli Stati, sulle Commissioni nazionali, le quali coordinavano nei rapporti della Commissione le attività degli istituti nazionali e servivano di collegamento con i governi, dai quali erano generalmente costituite. L'organizzazione societaria, già nella sua stessa denominazione, insisteva sulla sua finalità, cioè la cooperazione intellettuale, mentre l'ONU insiste piuttosto sul concetto dell'organizzazione. Ma in sostanza, malgrado alcune sfumature, il fondamento delle due istituzioni è lo stesso: il collegamento spirituale dei popoli attraverso la scienza, la cultura, l'educazione, non solo agli effetti della comunicabilità della cultura, ma della preparazione spirituale alla pace fra i popoli, in quanto è il sentimento della pace che serve a preparare la pace. Su questo principio, che finalità dell'U. è l'opera per la pace, insistono gli ordinamenti di essa, mentre l'Istituto societario, pur non dimenticando ciò, insisteva sulla comunicabilità spirituale.

L'U. fu costituito (Atto finale di Londra del 16 nov. 1945) nell'anno stesso della cessazione delle ostilità, preceduto da una organizzazione provvisoria che doveva servire a metterlo in movimento (cf. Arrangement di Londra di ugual data), come una delle istituzioni specializzate prevedute dalla Carta delle Nazioni Unite (art. 57). Conviene tener presente le sue finalità come sono definite nell'art. 1, n. 1: contribuire al mantenimento della pace e della sicurezza, serrando con l'educazione, la scienza, la cultura, la collaborazione fra le nazioni per assicurare il rispetto universale della giustizia, della legge, dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali per tutti senza distinzioni di razza, di sesso, di lingua e di religione, che la Carta delle Nazioni Unite riconosce a tutti i popoli. Questa finalità vale per tutte le organizzazioni dell'ONU ma quelle specifiche dell'U. sono precisate nella triplice finalità di favorire la conoscenza e la mutua comprensione delle nazioni, nell'imprimerne un impulso vigoroso all'educazione popolare ed alla diffusione della cultura, nell'aiuto all'avanzamento ed alla diffusione del sapere (art. 1, n. 2). Per ognuna di queste finalità si danno ampie esemplificazioni, mentre si tiene a precisare (art. 1, n. 3) che non si vuole in alcun modo menomare lo sviluppo delle varie culture, anzi si intende rispettare. Ciò, in quanto la comunicabilità della cultura si fonda precisamente sulla diversità e sul diverso apporto delle culture, che devono divenire intercomunicabili.

L'organizzazione dell'U. non differisce da quella delle altre organizzazioni dell'ONU, alla quale è legata da un accordo che ne determina i rapporti (Accordo del 14 dic. 1946). Gli Stati membri dell'ONU fanno parte di diritto dell'U. ed escono automaticamente dall'U. quando cessano di far parte dell'ONU (art. 2, nn. 1 e 3). Intendono però collegare tutte le nazioni, l'appartenenza all'ONU non è condizione necessaria per far parte dell'U., onde possono entrare a far parte di essa anche Stati non membri. Gli Stati partecipanti all'U. erano 43 nel 1945; sono divenuti nel 1951 una cinquantina.

Gli organi dell'U. sono tre (art. 3): 1) la Conferenza generale (art. 4) alla quale partecipano i rappresentanti di tutti gli Stati membri, e che nelle sue assemblee annuali determina, per dir così, la politica generale dell'organizzazione; 2) il Comitato esecutivo (art. 5), formato di 18 membri nominati dall'Assemblea; si riunisce più frequentemente ed è l'organo vitale dell'organizzazione, dal punto di vista attivo; 3) il Segretario (art. 6), che ha larghi poteri ed è a capo del Segretario, che siede a Parigi, in omaggio alle benemerenze della Francia per la cultura e delle tradizioni della cooperazione intellettuale.

Riprendendo la tradizione della vecchia cooperazione intellettuale, l'U. punta in ogni Stato sulla collaborazione delle Commissioni nazionali di cooperazione (art. 7), che sono organi di collegamento con i governi, dai quali emanano, e le istituzioni culturali nazionali, e sono organizzate e funzionano in conformità degli ordinamenti nazionali (non sono nondimeno ancora costituite in tutti gli Stati membri). Una novità introdotta istituzionalmente (art. 8) dall'U. è l'obbligo fatto ai singoli Stati membri di presentare ogni anno un rapporto sull'attività svolta nella cooperazione con l'U., che viene sottoposto con il rapporto del segretario generale alla Conferenza generale, e l'uno e gli altri sono poi condensati nel rapporto che l'U. fa all'ONU.

Della vasta sua attività l'U. dà ampie informazioni nel suo bimestrale Bollettino ufficiale, mentre allo scambio delle informazioni attende la sua mensile rivista il Corriere (le pubblicazioni dell'U. sono in francese ed inglese, molte anche in spagnolo), che non è peraltro una pubblicazione ufficiale. Non è molto semplice dire tutto quello che fa l'U., che, sul nascere, ha ripreso a ampliare le iniziative già perseguite dalla Cooperazione intellettuale.

Nella prima Conferenza generale (Parigi 1946) essa si preoccupò dell'educazione base, cioè dell'evoluzione culturale delle società più arretrate, tentando soluzioni sperimentali e scambi personali mediante borse di studio. Sopravvenute proposte di iniziative o di cooperazione da parte di altre organizzazioni dell'ONU, l'U. le affrontò con i mezzi di cui disponeva, ma nel 1949 dovette riconsacere che occorreva dare un ordine di precedenza alle iniziative in ragione della loro importanza ed urgenza; e nel 1950 rilevò che conveniva puntare sulle Commissioni nazionali, facendo appello alla loro attività secondo direttive fissate in risoluzioni. Nel 1951 prevale infine la tendenza ad una revisione dei programmi adeguati alle possibilità finanziarie. Si può quindi affermare che l'U. non ha ancora superata la fase sperimentale della sua attività e del suo funzionamento, cioè l'equilibrio fra il poter fare e l'indefinita possibilità di fare, che deriva dalla vastità del suo compito.

BIBL.: H. E. Wilson, Education as an implement of International Cooperation, Nuova York 1945; J. Huxley, U. Its purpose and its philosophy, Parigi 1946; U. Lectures, Nuova York 1949. Amedeo Giannini