UNDSET, SIGRID. - Narratrice norvegese, n. a Kallundborg (Danimarca) il 20 maggio 1882, m. a Lillehammer (Norvegia) il 10 giugno 1949. Il padre era un illustre archeologo norvegese; la U. quando ancora giovinetta lo perse, fu costretta a impiegarsi per guadagnar da vivere. Sposò il pittore norvegese A. S. Svarestad, dal quale divorziò nel 1925, trattenendo con sé i quattro figli che ne aveva avuto.
I primi romanzi riflettono le sue esperienze e le sue difficoltà e sono storie di giovani donne la cui vita contrasta amaramente coi loro ideali. Di essi il più notevole come studio di psicologia femminile è Jenny (1911), scritto dopo un viaggio in Italia, a cui può aggiungersi il volume di novelle Fattige Skjaebner (1912). L'interesse che la U. sentì per l'Europa cattolica medievale è già testimoniato da un suo adattamento delle leggende artigiane: Kong Artur og ridderne af det rund bord (1915) e da altri scritti ispirati al medioevo in Norvegia; la sua opera maggiore, Kristin Lavransdatter (1920-22)
s'ambienta nella Norvegia cattolica del '300. Accanto a questa voluminesca trilogia che è il capolavoro della U. si ricordi l'altro suo romanzo d'ambiente medievale e nazionale: Audunsson (1925-27). Convertitasi al cattolicesimo nel 1926, la U. scrisse opuscoli e articoli di esegni religioso, sempre più approfondendosi nello studio della filosofia e della letteratura spirituale del cristianesimo. Fu altre volte in Italia. Abbandonati i soggetti medievali, ritornò a soggetti di vita contemporanea, pubblicando altri notevoli romanzi, fra i quali Den braendende busk (1930), Den trofaste hustru (1936), Madame Dorothea (1939), quest'ultimo fra le sue cose maggiori. Nel 1940, durante l'occupazione tedesca della Norvegia, fu costretta a rifugiarsi prima in Svezia e indi negli Stati Uniti, ritornando in patria dopo la guerra. Nel 1928 le fu conferito il premio Nobel per la letteratura.