Fratello di Serafino. Ordinato sacerdote nel 1860, fu professore di teologia nel Seminario Vaticano, indi passò alla carriera diplomatica e inviato, nel 1865, come uditore dell'internunziatura d'Olanda, passò l'anno seguente con la stessa qualifica a Bruxelles. Chiamato a Roma come sostituto della Segreteria di Stato (1875), fu efficace collaboratore dei card. Antonelli e Simeoni e rimase in tale ufficio fino all'inizio del pontificato di Leone XIII, quando (1878) divenne uditore di Rota. Eletto nel 1880 arcivescovo titolare di Sardi e delegato apostolico a Costantinopoli, ebbe il merito di comporre lo scisma fra i cattolici armeni, i quali rifiutavano obbedienza al legittimo patriarca Hansun. Nominato (1883) internunziato apostolico nel Brasile, fu inviato da Leone XIII come suo rappresentante all'incoro-
nazione dello zar Alessandro III e in Russia negoziò l'esecuzione della convenzione stabilita fra la S. Sede ed il governo russo sulla nomina dei vescovi e sull'insegnamento nei seminari. Di ritorno dalla sua missione, Leone XIII lo trasferì alla nunziatura di Lisbona, ove ebbe a trattare con successo la questione del patronato regio.
Cardinale nel 1891, nei suoi più che quarant'anni di cardinalato ricoprì cariche fra le più importanti della Curia: fu prefetto dell'Economia della Congregazione di Propaganda Fide (1892), prefetto della Congregazione del Concilio (1902), datario di S. Santità (1914). Ebbe inoltre importanti incarichi all'estero: legato pontificio alla consacrazione della cattedrale di Cork ed ai Congressi eucaristici di Bruxelles (1898), Metz (1907), Londra (1908), Colonia (1909) e Montré (1910). Arricchì della basilica di S. Maria Maggiore dal 1897, apri e chiuse la Porta Santa negli anni giubilari 1900 e 1925 ed assistette, il 2 apr. 1899, alla prima Messa del giovane sacerdote Eugenio Pacelli, celebrata all'altare della Madonna «Salus Populi Romani» nella Cappella Borghesiana. Vescovo di Palestrina dal Conciestro del 19 apr. 1900, divenne, alla morte del fratello Serafino, decano del S. Collegio e vescovo di Ostia (6 dic. 1915), ed in quest'ultima sede fece edificare il tempio della Madonna «Regina Pacis». Favorevole, nel corso della sua lunga esistenza, alla soluzione della Questione romana, ebbe la gioia di assistere un anno prima della morte allo storico avvenimento dei Patti Lateranensi.