Egli pose il sole nel cielo, l'intelletto nei cuori, il latte nelle vacche, e fece nascere i fiumi che, in virtù della sua magica potenza, si versano nell'unico mare senza riempito. Dalla sua altissima sede tutto vede e spia l'onnisciente; il sole gli serve da occhio. Custode dell'ordine morale, egli scopre e punisce le colpe più segrete, e però il peccatore pentito implora: «Sciogli da noi il peccato commesso», che è concepito come un laccio col quale V. avvince il colpevole e lo punisce con la malattia e con la morte. Nel maggior numero d'inni rigedici (v. RGVEDA) V. è invocato con Mitra, dio solare, al quale vengono attribuite le stesse caratteristiche. Ai due dèi associati si chiede spesso il dono della pioggia: «Bagnateci, o sovrani, col latte del cielo!» (Rgv., V, 63, 5).
VARUNA
Bibl.: H. Oldenberg, La religion du Veda, trad. da V. FOLEY, HENRY, Parigi 1903.