VEGLIA (KRK), DIOCESI di. - Diocesi della Croazia (Jugoslavia). Comprende le isole del Quarniero: Veglia, Cherso, Lussino, inoltre Arbe, la parte settentrionale dell'isola di Pago ed altre isolette minori. Ha una superficie di 1000 kmq. con 31.000 ab., tutti cattolici, distribuiti in 29 parrocchie, servite da 51 sacerdoti diocesani e 16 regolari; vi sono 5 comunità religiose maschili e 6 femminili (Ann. Pont. 1953, p. 443; questi dati, però, si riferiscono al 1951). È immediatamente soggetta alla S. Sede.
L'odierna diocesi risulta dalla fusione delle antiche diocesi di V., Ossero ed Arbe.
1. V. (dal romanico Vekla o Vihla, probabilmente da veclus, vetus [sottinteso «civitas»]; la denominazione croata Krk deriva dal preromanico e latino Curicum), capoluogo dell'isola omonima. Sino alla fine del sec. XII comprendeva, oltre l'isola, anche un vasto territorio della terraferma, parte dell'odierna diocesi di Segna. Il primo vescovo conosciuto è Vitale (1018), sotto gli Orseoli di Venezia. Dapprima suffraganeo del metropolita di Salona (poi Spalato), il vescovo di V. nel 1154 passò sotto quello di Zara col quale fu, nel 1155, dal papa Anastasio IV sottomesso al patriarca d'Aquileia (dal 1450 a Venezia). Nel medioevo la città di V. era comune con proprio statuto e privilegi. Gli altri 4 comuni - castelli - sono: Castelmuschio (Omišalj), Dobrigno (Dobrinj), Verbenico (Vrbnik) e Besca (Baška). Sull'isola si susseguirono il dominio bizantino, veneziano, croato, ungaro-croato, e nuovamente veneziano (1480-1797). Fino al 1480 vi dominò la famiglia locale dei Frankapani (Frangipani). La Cattedrale è costruzione romanica basilicale con 3 absidi (sec. XII) e conserva un prezioso paliotto d'argento del sec. XV, donato dai Frankapani, ed altre opere d'arte.
2. Ossero (Auxeron, in croato Osor) è situata sull'istmo tra Cherso e Lussino; è assai dubbio che il vescovo Lorenzo, che sottoscrisse al Concilio Niceno (787), sia il vescovo di Ossero. Nelle lettere di Giovanni VIII è nominato un vescovo Domenico (879).
3. Arbe (croato Rab), sull'isola omonima, ebbe come primo vescovo noto un Pietro nel 986. I metropoliti erano gli stessi che per V. ed O.; sino al sec. XII gran parte dell'odierna diocesi di Segna e l'isola di Pago appartenevano alla diocesi d'Arbe. Un suo vescovo, Vincenzo Negusanti, ordinò a Venezia nel 1537 s. Ignazio di Lopola e i suoi compagni. Come V. ed Ossero anche Arbe era comune autonomo con a capo un priore. L'antica cattedrale di S. Maria, di stile romanico (sec. XII), fu consa-
cratta dallo stesso papa Alessandro III durante il viaggio da Zara a Venezia (1177). Il meraviglioso campanile (uno dei 4, caratteristici della città) è pure del sec. XII.
4. Dopo la caduta di Venezia (1797), il territorio delle summenzionate diocesi passò dapprimì sotto l'Austria (1797-1806), poi sotto i Francesi (1806-13), indi nuovamente sotto l'Austria sino al 1918, come parte della provincia d'Istria e non più della Dalmazia. Con la bolla Locum beati Petri, del 30 apr. 1828, le diocesi di Ossero e d'Arbe furono soppresse e riunite a V., che divenne suffraganca del metropolita di Gorizia (1830-1933). Col Trattato di Rapallo (1920) il territorio dell'antica diocesi di Ossero passò sotto l'Italia ed il 1º ag. 1932 fu assoggettato all'arcivescovo di Zara. Col Trattato di Parigi (10 febbr. 1947) esso venne assegnato alla Jugoslavia. Il vescovo di V. ne è ora amministratore apostolico.
Primo vescovo della diocesi unita fu Antonio Šintić (1792-1837). È particolarmente meritevole per l'organizzazione della diocesi il vescovo Antonio Mahnić (1895-1920) distintosi già prima come iniziatore ed anima del rinnovamento cattolico in Slovenia, specialmente tra gli studenti. Come vescovo di V. ed autore di scritti teologico-filosofici iniziò un simile movimento, nello spirito delle direttive dei papi contemporanei Leone XIII e Pio X, anche in Croazia. Ha inoltre grandi meriti per la cosiddetta liturgia glagolitica, in questa diocesi in uso «ab immemorabili»; tra l'altro per suo merito fu fondata a V. l'Accademia Paleoslava (1902) per lo studio della lingua liturgica paleoslava.
BIBLI: fonti: Monum. histor.-jur. Slavorum meridion., IV, Zagabria 1890, pp. XL-LXXI e 145-77; Codex diplom., II-XV, ivi 1904 sgg., passim; L. Jelić, Fontes hist. liturgiae Glagolito-Romanae a XIII ad XIX sac., Veglia 1906; Statuta Vegliae, a cura di A. Lusardi - E. Besta, Milano 1945. Studi: D. Farlati, Illyricum sacr., V. Venezia 1775, pp. 182 sgg., 223 sgg., 296 sgg. e 639 sgg. (Accessiones et correctiones, ed. F. Bulić, Spalato 1910); I. Crnčić, Najstarija pouiest Krčkoj, osorskoj, rabskoj, snujskoj i krbavskoj biskupiji, Roma 1867; G. B. Cubich, Notiz. natur. e stor. sull'isola di V., 3 voll., Trieste 1874-75; T. G. Jackson, Dalmazia, the Quarnero and Istria, III, Oxford 1887, pp. 81-163; V. Klaić, Krčki knazovi Frankopani, I, Zagabria 1901; J. Vajs, Mem. liturg. slav. in dioe. Auxerensi, Veglia 1906; V. Brunić, Otok Rab [Zagabria 1926]; S. Mitis, Stor. dell'is. di Cherso-Ossero dell'a. 476 al 1429, Paternzo 1925; id., Cherso ed Ossero sotto la Serenissima, in Atti e mem. della Soc. Istr. d'arch. e stor. patr., 94 (1932); G. Vassili, La stor. della città di V. nei suoi momenti princ., in Arch. stor. per la Dalmazia, 8-9 (1933-1934); L. Pozzo Balbi, L'Isola di Cherso, Roma 1934. Ivan Vitezić