Entrò fra i Gesuiti nel 1595, ordinato prete, nel 1620 lasciò la Compagnia per attendere più liberamente alla conversione dei protestanti con la predicazione e gli scritti in cui fu valentissimo, ottenendo ottimi frutti anche nel ceto colto. Il 19 marzo 1622 ebbe dal Re anche il permesso di predicare nelle piazze e col consenso del clero disputò con chiunque gli si presentava. Fu nominato curato a St-Brice e a Charenton, ove morì.
Larga diffusione ebbe l’opera: Méthode de traiter des controverses de religion par la seule Escriture saincte alléguée en termes expres ou exposée par les saints Pères... (ed. definitiva, 3 voll., Parigi 1638-39). Celebre fu pure l’altra opera: Règle générale de la foy catholique séparée de toutes autres doctrines... (ivi 1646; ristampata più volte in seguito, tradotta in latino dai Gesuiti di Ingolstadt e in altre lingue). Nel 1646 pubblicò anche una versione francese del Nuovo Testamento che sollevò qualche polemica. Polemizzò anche contro il giansenismo: In Jansenii praetensum Augustinum (Parigi 1647). Scrisse pure sulla Messa, sul Purgatorio, sul Papa, ma nel 1641 fu messa all’Indice l’opera: De la primauté en l’Église ou de la hiérarchie d’icelle, che aveva composto contro il Blondel.