VERNIA, NICOLETTO. - Filosofo, n. a Chieti ca. il 1420, m. a Padova nel 1499. Insegnò a Padova dal 1465.
Formatosi alla scuola veneta dell'occamismo, diresse le sue ricerche alla natura indipendentemente da ogni preoccupazione metafisica. Vanno ricordate fra le sue dissertazioni: De Unitate; An ens mobile sit totius philosophiae subiectum; An dentur universatia realia. Nella Quaestio an medicina nobilior atque praestantior sit iure civili, dà la precedenza alla medicina che si propone la conservazione della vita, bene invariabile, mentre le leggi mutano «secundum commoditatem et libitum hominum». Accolse dapprima e insegnò la dottrina averroistica. Ma
la minacciata scomunica del vescovo P. Barozzi e una più approfondita lettura dei testi aristotelici sulle traduzioni di Ermolao Barbaro lo indussero ad abbandonarla, per aderire alla dottrina tradizionale dell'immortalità dell'anima.