VESPRI (VESPERAE, AGENDA VESPERTINA, SYNAXIS VESPERTINA, SOLEMNITAS VESPERTINA, GRATIA VESPERTINA, DUODECIMA)

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VESPRI (Vesperae, Agenda vespertina, Synaxis vespertina, Solemnitas vespertina, Gratia vespertina, Duodecima). - Ora canonica al tramonto del sole; forse la più antica delle ore di preghiera. Nel Vecchio Testamento era l'ora del sacrificio vespertino.

Per i cristiani dei tre primi secoli era un'ora di preghiera privata, si convertì in pubblica nei monasteri e nelle chiese. LUCERNA (v.). Secondo Callewaert (diversamente Batiffol e altri), i V. si recitavano già nel sec. III a Roma privatamente, poi nei sec. IV e V come ora canonica. Dà s. Benedetto (Regola, cap. 41) l'ora viene stabilita sì da non aver bisogno di una lampada, cioè come un'ora diurna del pomeriggio. Secondo il p. J.-M. Hanssens, i salmi propri del lucernare vennero sostituiti nel rito romano con i salmi correnti del salterio (i psalmi vespertini, 109-47), uso questo

VESPRO SICILIANO - Interno della chiesa dei Vespri (sec. XII) - Palermo (dintorni).

monastico. Le parti, aggiunte in seguito al nucleo primitivo dei cinque salmi con le loro relative antifone salmodiche, hanno ridotto gli attuali V. romani ad uno schema simile a quello delle Lodi.

BIBL.: C. Callewaert, De Breviarii Romani Liturgia, Bruges 1939, nn. 223-26; id., Vesperae antiquae in officio praesertim Romano, in Sacris Erudiri, Steenbruggse 1940, pp. 91-117; M. Righetti, Man. di stor. litur., II, Milano 1946, pp. 587-609; J.-M. Hanssens, Aux origines de la prière liturg. Nature et genèse de l'Office des Matines (Anal. Gregor., 57), Roma 1952, pp. 24-41; 42-43, 87-89.