VINCENZO FERRERI (FERRER), santo. - Domenicano spagnolo, celebre per le sue peregrinazioni apostoliche e potere tautomurgico, nonché per la parte avuta nelle vicende religiose e politiche del suo tempo; n. a Valencia il 23 (?) genn. 1350, m. a Vannes in Bretagna il 5 apr. 1419.
Vestì l'abito religioso nel convento della sua città nel febr. 1367. Appena ventenne insegnò logica a Lérida. L'anno 1378, mentre veniva consacrato sacerdote, scoppiò il grande scisma. Il Santo, spinto probabilmente dal card. aragonese Pietro de Luna, si mise con Clemente VII, il papa di Avignone, e gli guadagnò l'obbedienza di parte della Spagna. Dal 1383 al 1389 fu lettore di teologia nella cattedrale di Valen-ia. Eletto ad Avignone il de Luna col nome di Benedetto XIII (1394), il Santo venne chiamato ad Avignone come suo confessore e consigliere. Ma dopo tre anni, disgustato dal contegno di Benedetto XIII, e sotto l'impulso d'una visione in seguito a grave infermità, ottenne di lasciare la Curia (nov. 1399), per darsi ad un apostolato più proficuo. Iniziò così in qualità di legato a latere Christi le sue peregrinazioni apostoliche attraverso l'Europa sud-occidentale. Per un ventennio folle spesso enormi venivano trascinate dal nuovo apostolo, che annunziava la prossima fine del mondo, cui del resto davano credito le calamità dell'epoca. Pubbliche penitenze e numerosi miracoli accompagnavano le sue prediche, insieme con abbondante messe di conversion tra i giudei e i mori, nell'Spagna.
Non cessava intanto di adoperarsi per l'unità della Chiesa: nel 1408 tentò invano di far abboccare i due Pontefici avversari per una soluzione dello scisma; e nel 1415 tutto mise in pratica per convincere Benedetto XIII a rinunciare. Visti infranti tutti i tentativi, il Santo la ruppe definitivamente con lui e, con la predicazione, gli sottrasse l'obbedienza della Spagna, divenendo così uno dei principali restauratori dell'unità della Chiesa.
Nel 1412, col compromesso di Caspe, designando il successore del defunto re d'Aragona contribuì all'unità della Spagna. Cercò anche di far porre fine, o almeno d'ottenere una tregua alla guerra dei Cent'anni e appunto a Vannes chiuse la sua opera e movimentata

Vincenzo FERRERI, santo - Dipinto su tela di Tiziano - Roma, Galleria Borghese.
esistenza. Si ricordano dei suoi scritti i due trattati filosofici Incipiant supposiciones e De unitate universali (Parigi 1909); Tractatus de vita spirituali sive de interiori homine (trad. spagnola nel 1520, e franc. nel 1920: testo lat. e nota delle varie ed. lat. in H. D. Fages [V. BIBLICA.]); De moderno schismate (Roma 1901; 2a ed., Bologna-Modena 1906); sermoni, ecc.
Callisto III il 3 giugno 1455 lo dichiarò beato e Pio II il 12 ott. 1458 pubblicò la bolla della canonizzazione. Festa il 5 apr. L'arte raffigura di solito s. Vincenzo F. con una fiamma sul capo e un libro aperto su cui si legge Timete Deum et date illi honorem. Talvolta ha le ali dell'Angelo dell'Apocalisse.