Enciclopedia Cattolica vol. XII, 1954 Agiografia Santi

VINCENZO DE PAUL, SANTO

Festa: 19 luglio

English Cita

Noto anche come: inglese: St. Vincent de Paul; spagnolo: Vicente de Paúl; francese: Monsieur Vincent

VINCENZO DE PAUL (o DEPAUL, come egli si firmava; ital. DE' PAOLI), santo. - N. a Pony presso Dax in Guascogna il 24 apr. 1585, m. a Parigi il 27 sett. 1660.

Di modestissima famiglia di contadini, fu il terzo fra i sei figli di Giovanni (m. nel 1598) e di Bertranda de Moras (m. dopo il 1610); studiò a Dax poi a Tolosa, ove nel 1604 divenne baccelliere in teologia. Ordinato prete il 23 sett. 1600, passò a Parigi nel 1609 con la speranza di ottenere un beneficio. Nel 1610 divenne elemosiniere di Margherita di Valois, il 17 maggio 1610 ottenne l'abbazia di St-Léonard-de-Chaumes ed il 6 maggio 1612 la parrocchia di Clichy-la-Garenne. Conosceva frattanto Pietro de Bérulle (v.) e riceveva l'impronta della sua spiritualità. Non abbandonò nel frattempo gli studi e nel 1623 ottenne la licenza in diritto canonico.

Tenne la parrocchia di Clichy sino al 1626 e nel frattempo per mezzo anno nel 1617 quella di Châtillon-des-Dombes; fu prima precettore poi elemosiniere (1618) presso Filippo Emanuele de' Gondi generale delle galere. Nel dic. 1618 conobbe a Parigi s. Francesco di Sales e l'anno seguente s. Giovanna Francesca di Chantal sopraggiunta per la fondazione del monastero della Visitazione. Nel 1622 s. V. fu dallo stesso s. Francesco designato come superiore delle religiose ch'egli continuò a governare sino al termine della vita. Qualche anno dopo s. V. fu anche in stretto contatto con il celebre abate di Saint-Cyran (v.), ch'egli tentò invano di trattenere e sottrarre all'influsso funesto delle dottrine che si manifestarono e propagarono sotto il nome di giansenismo. I contatti si estesero anche ad Antonio Arnauld ed a madre Maria Angelica, ma l'ortodossia di s. V. non rimase mai offuscata: egli professò sempre la maggiore devozione per la S. Sede, accettò senza alcuna riserva la condanna delle 5 celebri proposizioni e si preoccupò sempre di tener in guardia i suoi dalla faziosa attività dei nuovi eretici. Anche contro l'incipiente quietismo si schierò il Santo e prese pure larga parte contro quella mania del duello che fu causa di tanti lutti nella nobiltà francese. L'operosità spirituale nei diversi campi avvicinò il Santo oltre che alla parte migliore dell'alta classe parigina anche alla corte: prima a Luigi XIII ed al card. di Richelieu, poi soprattutto ad Anna d'Austria reggente dopo la morte del Re (m. nel maggio 1643). Nel 1644 egli fu chiamato a far parte di quel Consiglio di coscienza, che aveva fra le sue attribuzioni specialmente la trattazione degli affari ecclesiastici del Regno; ma al potente card. Mazzarino, ministro della Regina, dava ombra l'influsso spirituale di s. V., che non vi partecipò più dopo il 1654 e fu sempre dal Mazzarino guardato con diffidenza, anche perché egli fu sempre per la pace in occasione delle discordie della Fronda. Il campo d'attività di s. V. fu Parigi e si svolse su tre vie principali: la prima è quella dell'assistenza ai poveri. A questo scopo sino dal 1617 aveva organizzata a Châtillon una Confraternita della Carità per provvedere ai poveri ammalati e bisognosi; una analoga ne fondò nel 1623 a Clichy ed altre se ne fondarono sull'esempio di queste nelle parrocchie della Francia. Ma a Parigi specialmente il Santo associò le Dame della Carità (v.) a quelle forme di beneficenza che le miserie molteplici in una grande città richiedevano. Non fu miseria alla quale non cercasse di venir incontro, a cominciare da quelle dei condannati alle galere, per giungere agli schiavi cristiani in Barberia; dai mendicanti ai prigionieri, dagli infanti abbandonati alle donne pericolanti o perdute. Interessò le Dame alle miserie degli ammalati all'Hôtel-Dieu, in particolare per prepararli alla morte; ed in aiuto alle Dame chiamò le Figlie della Carità (v.) cui diede man mano una propria organizzazione. Nelle pubbliche calamità provocate dalle guerre e dai tumulti venne incontro alle immani necessità delle provincie più desolate della Lorena (1638), de l'Île-de-France (1648), di Piccardia (1650).

VINCENZO DE PAUL, santo - Ritratto. Particolare del quadro di Jean Restout (1732) - Parigi, Chiesa di S. Margherita.
VINCENZO DE PAUL, santo - Ritratto. Particolare del quadro di Jean Restout (1732) - Parigi, Chiesa di S. Margherita.(fot. Bulloa)

Siconda preoccupazione del Santo fu quella della santificazione del popolo per mezzo di una predicazione umile e semplice e di frequenti missioni, e per questo si affrettò ad associarvi zelanti sacerdoti che riunì nella Congregazione della Missione (v.). Ebbe a tale scopo il Collège des Bons-Enfants (1625) con una congrua dotazione cui provvide madame de Gondi. Nel genn. 1632 i missionari ebbero anche il priorato di S. Lazzaro che era dei Canonici regolari e da esso ebbero in Francia il loro nome. Oltre che le missioni del popolo francese essi assunsero in seguito anche quelle degli infedeli particolarmente nel Madagascar. Con l'istituzione dei Missionari è strettamente collegata anche la terza preoccupazione del Santo: quella della riforma del clero, alla quale egli attese attraverso i ritiri ecclesiastici (1633), l'Associazione delle conferenze del martedì, i seminari (1642).

Innegabilmente nello sviluppo di questa sua attività il Santo ebbe l'aiuto e il concorso di molti e non va dimenticata la Compagnia del S.mo Sacramento (v.), iniziata nel 1630, della quale egli fece parte ancor prima del 1637; ma mentre questa finì nel 1666 per l'ostilità della corte, l'opera del Santo s'allargò sempre più, né valse la Rivoluzione ad impedirle di rivivere. Quando morì, il suo irradiazione aveva varcato la frontiere del suo paese. La causa di beatificazione cominciò nel 1697 e terminò il 21 ag. 1729; nel 1737 Clemente XII lo canonizzò e il 12 maggio 1885 Leone XIII lo proclamò patrono delle opere di carità. Festa per la Chiesa universale è il 19 luglio.

GLI SCRITTI

S. V. non ha dato alle stampe che le Règles ou Constitutions communes de la Congrégation de la Mission (Parigi 1658). Tuttavia, nel 1748, si stimavano a 30.000 le lettere che egli aveva firmato. L'edizione Coste contiene nei suoi primi 8 voll. quelle che sono state conservate, cioè meno di 300c, indirizzate a 400 corrispondenti diversi, di tutte le condizioni sociali, di un interesse di prim'ordine per la storia della vita religiosa nel sec. XVII. Degli Entretiens aux Filles de la Charité si conserva il testo di 120 conferenze (tt. IX e X dell'ed. Coste), modelli viventi di catechesi, che utilizzano con eguale efficacia la S. Scrittura e i fatti della vita corrente. L'edizione Coste nei suoi voll. XI e XII dà 224 testi o sunti di allocuzioni dirette ai sacerdoti della Missione; e di un insegnamento spirituale particolarmente diretto e vigoroso. La dottrina che s. V. insegna risale certamente a quella del de Bérulle e di s. Francesco di Sales, di cui egli leggeva assiduamente le opere, ma passata e vissuta attraverso la sua esperienza ed il suo ripensamento spirituale. Di fronte alle degenerazioni quietiste ed al rigorismo giansenista essa rappresenta la continuazione della migliore corrente ascetica francese.

Bibliografia6 opere
BIBL.: L. Abelly, La vie du vén. serv. de Dieu, V. de P., Parigi 1664; P. Collet, Le vie de s. V. de P., Nancy 1748; P. Coste, Le grand Saint du grand siècle, Monsieur V., 3 voll. Parigi 1932; T. Casini, S. V. de P., Firenze 1937. Studi: J. Dalarue, L'idéal missionnaire du prêtre d'après s. V. de P., Parigi s. d. [1947]; A. Dodin, S. V. de P., ivi 1949, v. bibl. pp. 32-34; id., En prière avec Monsieur V., 2e ed., ivi 1951.

Pio Paschini-Andrea Dodin

Informazioni sulla voce

Di Pio Paschini, Andrea Dodin

Fonte Pio Paschini: firma a stampa; Andrea Dodin: firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), coll. 1442–1444.

Pagine a stampa Apri nel visualizzatore
Pagina 915
vol. 12, coll. 1441–1442
Pagina 916
vol. 12, coll. 1443–1444

Altre voci di Pio Paschini: VISCONTI, FAMIGLIA · VISITA CANONICA · VIGILIO, PAPA · VITELLESCHI, GIOVANNI · VIDA, GIROLAMO

Cita questa voce

Chicago

Paschini, Pio, and Andrea Dodin. “Vincenzo de Paul (O Depaul, come egli si firmava; ital. de' paoli), santo.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XII, coll. 1442–1444. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954. https://azioneromana.com/it/article/vincenzo-de-paul-o-depaul-come-egli-si-firmava-ital-de-paoli-santo.

MLA

Paschini, Pio, and Andrea Dodin. “Vincenzo de Paul (O Depaul, come egli si firmava; ital. de' paoli), santo.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954, coll. 1442–1444. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/vincenzo-de-paul-o-depaul-come-egli-si-firmava-ital-de-paoli-santo.

BibTeX

@incollection{ec12_vincenzo_de_paul_o_depaul_come,
  author    = {Paschini, Pio and Dodin, Andrea},
  title     = {Vincenzo de Paul (O Depaul, come egli si firmava; ital. de' paoli), santo},
  booktitle = {Enciclopedia Cattolica},
  volume    = {XII},
  pages     = {1442--1444},
  note      = {Cited by column},
  publisher = {Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico},
  address   = {Città del Vaticano},
  year      = {1954},
  url       = {https://azioneromana.com/it/article/vincenzo-de-paul-o-depaul-come-egli-si-firmava-ital-de-paoli-santo}
}

Una delle circa 20.000 voci recuperate dai dodici volumi a stampa (1948–54). Hai notato qualcosa? Aiutaci a migliorarla.

Salva per dopo

Inserisci la tua email: ti invieremo un link per accedere. Nessuna password. Ciò che salvi (voci, versetti, capitoli, documenti) ti segue su ogni dispositivo.