VITALE DU FOUR (DE FURNO)

VITALE du FOUR (de Furno). - Filosofo e teologo francescano, n. a Bazas, vicino a Bordeaux, intorno al 1260, m. ad Avignone il 16 ag. 1327.

Fra il 1285 e il 1291 studiò teologia a Parigi sotto fra Giacomo di Quesnoy e fra Raimondo Rigaut, e pare fosse condiscepolo di Duns Scoto. Forse nel 1292 fu mandato a insegnare teologia nello Studio generale di Montpellier, ove sicuramente si trovava nel 1295-96 e dove, appunto in quell'anno, lesse il IV delle Sentenze. Dal 1296 al 1307 lettore a Tolosa, nel 1298 prese parte alle controversie suscitate da Pier di Giovanni Olivo. Dal 1307 al 1312 è ministro provinciale dell'Aquitania. Nell'ag. 1311 collabora alla risposta al Rotulus di Ubertino da Casale; nel 1312 s'adopra a fare eseguire le bolle papali contro Bonagrazia da Bergamo. Il 24 dic. dello stesso anno è cardinale del titolo di S. Martino in montibus. Nell'ag. 1316 partecipa all'elezione di Giovanni XXII. Caduto in disgrazia per essersi pronunciato contro il Papa sulla questione della povertà di Cristo e degli Apostoli (1322-23), finì per sottomettersi alla decisione papale.

Le opere filosofico-teologiche si trovano quasi tutte raccolte nel cod. 1/15 del Collegio di S. Isidoro in Roma, e nel cod. 95 della Comunità di Todi, cui va aggiunto il cod. Vat. lat. 1095 per il comm. In IV Sent. L'elenco di queste opere e di altri scritti esegetici e polemici è stato redatto dal P. F. Delorme e da P. Godefroy. V. d. F. è stato riconosciuto autore nella parte sostanziale di quella compilazione che va sotto il titolo De rerum principio ed è stata più volte stampata con il nome di Duns Scoto. Per questa compilazione egli s'è giovato di molti scritti altrui. Dal punto di vista dottrinale, V. d. F. si muove in generale nel cerchio dell'agostinianismo francescano pre-scotista (Matteo d'Acquasparta, Giovanni Peckham, Ruggiero di Marston), ma dimostra d'aver subito altresì l'influenza d'Enrico di Gand. Di questo in particolare accetta la tesi dell'«illuminatio specialis», senza della quale la mente umana non è capace di raggiungere quella «sincera veritas», che è fondamento della certezza; dottrina questa che verrà ripresa dal francescano inglese Giovanni di Rodington, nella prima metà del sec. XIV, e che risolve la teoria agostiniana dell'illuminazione divina in una specie d'esperienza del divino (come ha ben visto il Gilson) posto al centro dell'epistemologia.

BIBL.: E. Longpré, Pour la défense de Duns Scot, in Rin. di filos. neoscol., 18 (1926), pp. 32-42; F. M. Delorme, Le card. V. d. F. huit questions disputées sur le probl. de la connaiss., in Arch. d'hist. doctr. et litt. du moyen âge, 2 (1927), pp. 151-337; id., V. d. F. Quodlibeta tria (Spiz. Pont. Athenae Anton., 3), Roma 1947; P. Godefroy, s. V. in DThC, XV, II (1949), coll. 3102-15; E. Gilson, La philos. au moyen âge, Parigi 1947, pp. 456-58. Bruno Nardi
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“VITALE DU FOUR (DE FURNO).” Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), p. 956. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/vitale-du-four-de-furno.