Si sa soltanto che mantenne buone relazioni con la corte di Costantinopoli, che Costante II ne confermò senza difficoltà l'elezione e ne fece inserire il nome nei dittici. Il 5 luglio 663 V. riservò magnifiche accoglienze al sovrano. Ma il Lbl. Pontij. indica con amarezza le furbie, di cui furono vittime alcune chiese di Roma. Da notare inoltre che Costante II attenò gravemente ai privilegi della S. Sede, togliendo dalla sua giurisdizione la sede di Ravenna (19 marzo 666). È iscritto al Martirologio romano; festa il 27 genn.
BML: Lib. Pont., I. pp. 343-45; L. Caspar, Gesch. des Papsttums, II, Tubinga 1933, pp. 580-86, 681-82; E. Amann, s. V. in DTHC, XV (1940), coll. 3115-17; Fliche-Martin-Frutaz, V. pp. 184, 192, 196, 420-21; Martyr. Romanum, p. 37. Guglielmo Mollat