VULVINIO (VOLVINIO). - Orado operante nella 1ª metà del sec. IX, autore dell’altare d’oro, capolavoro dell’oreficeria carolina, offerto dall’arcivescovo Angilberto II (824-59) a S. Ambrogio di Milano.
Si tratta del rivestimento quadrifronte dell’altare maggiore con lastre d’oro e d’argento dorato lavorate a sbalzo e a cesello, ornate di smalti, pietre preziose, perle e filigrane. Nella parte anteriore è raffigurato Cristo in trono tra i simboli degli Evangelisti e i 12 Apostoli e 12 scene della sua vita; in quella posteriore: i 12 scene della vita di s. Ambrogio e 4 medaglioni con gli arcangeli Michele e Gabriele, s. Ambrogio che incorona il donatore, Angilberto e l’autore VVOLVINI (us) MAGIST (er) PHABER, e l’iscrizione dedicatoria, qua e là rifatta; ai lati, la croce adorata da Angeli e Santi. I riquadri della Risurrezione, Ascensione e Pentecoste, asportati ca. il 1588, furono rifatti ca. il 1598-99; si hanno notizie di altre manomissioni nel 1235 e 1337, nonostante le severe precauzioni prese per la custodia dell’altare. Se il tentativo di portare l’opera al XII sec. è da scartare senz’altro, l’ipotesi che la parte anteriore possa essere un rifacimento dell’epoca ottoniana (2ª metà del sec. X), stando a suggestivi paragoni iconografici, merita invece di essere presa in considerazione.