WILGEFORTIS, santa. - È commemorata nel Martirologio romano il 20 luglio come vergine e martire.
I Bollandisti, che per primi si occuparono di lei, af-
fermarono di non conoscere l'origine della leggenda (Acta SS. Iulii, V, Parigi 1868, p. 70); nel 1940 invece i loro successori sono stati più recisi ed hanno scritto che W. nungnam extitit (Martyr. Romanum, p. 280).
Il suo culto, propagato specialmente nei paesi vicini al Mare del Nord dalla fine del sec. XIV, è un esempio tipico di come si siano formate le leggende agiografiche nel medioevo. La grande venerazione che i Lucchesi avevano per il loro Crocifisso miracoloso, il cosiddetto «Volto santo», fece si che dovunque essi si trovassero in Europa, ivi sorgesse una confraternita del Volto santo di Lucca. Così, per es., a Parigi nel sec. XV un luogo è indicato «par le Vou de Luccques de la rue aux Lombars».
I popoli settentrionali, che non conoscevano più la rappresentazione del Cristo dagli occhi aperti con la barba e con la lunga tunica, videro in quella figura una donna. Da ciò nacque una nuova leggenda. La donna sulla croce era una martire; per conservare la sua verginità e per non essere costretta a sposare il figlio di un re pagano della Sicilia, essa chiese al Signore di toglierle ogni bellezza; Iddio l'esaudì e le fece crescere una barba nera. L'origine di questa leggenda è stata pienamente dimostrata da G. Schnürer. Una prova di ciò si ha nel fatto che la figura del musicista condannato a morte per aver rubato una scarpa d'argento del Volto santo e dallo stesso Crocifisso salvato miracolosamente, si trova sempre in tutte le immagini di W. Dai Paesi Bassi il culto della nuova Santa si propagò in Europa sotto i nomi più diversi. Come Ontcommer, Kümmernis, LIBERTÀ (v.). In Germania divenne un santo martire, per analogia con la vergine olandese s. Ontcommer, cioè «che libera dal "kommer", (preoccupazione)». Il titolo del Crocifisso di Lucca, poi, cioè «Adiutor», diedi origine al culto di un s. Helper, Hulse, Hille, Gehülfe in Germania, ed Helpert nei Paesi Bassi.
Dal punto di vista folkloristico e iconografico la venerazione di W. è molto importante perché lega l'Italia con quasi tutta l'Europa, dalla Spagna ai paesi del Mare del Nord fino a quelli del Mar Baltico.