WILHERING

WILHERING. - Abbazia cistercense su a-nubio, in diocesi di Linz (Austria).

Fu filiale di Reun, della linea di Morimond. Prima del 1146 Ulrico e Colone di W., ricchi nobili, fondarono e dotarono l'abbazia, situata sul Danubio allora tra le foreste del Kümbergervald. Come al solito, i Monaci bianchi si resero meritevoli di vaste opere di bonifica, coltivazione e civilizzazione. Un immane incendio distrusse gran parte della chiesa e del convento, nel 1733: ma la tenace opera degli abati e monaci ricostruì la chiesa, tra il 1733 e il 1740, e il convento tra il 1734 e il 1835. Resti romanici sono il portale della chiesa e qualche frammento del chiostro, recentemente riscoperto. La chiesa, di J. Iliasinger, austera nella facciata con l'alto campanile, nell'interno presenta i migliori esempi «roccò», per la straordinaria armonia di tutti gli elementi: stucchi dipinti, affreschi, altari mobili ecc. Il tema della decorazione è la vita e glorificazione di Maria Immacolata. Vi collaborarono molti artisti, fra cui soprattutto Bartolo, Andrea e Martino Altomonte.

Si conservano molte lastre tombali, gotiche e barocche. Nel convento notevoli la Biblioteca (230 manoscritti, 400 incunaboli, 35.000 voll.), il refettorio, la residenza abbaziale e il Capitolo.

L'abbazia ha la cura di 13 parrocchie incorporate, dirige un ginnasio e da qualche decennio una filiale

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(da J. Braun, Trocht und Attribute der Heiligen in der asutschen Kunst, Moccarda IIId, Sp. 360)
Wilgefortis, santa - Fides, W. posta in croce, Sges. Iulia, Caritas, Affresco del sec. xiv - Colonia, Duomo, cappella di S. Agnese.

di WILGERTORTS, santa - Fides, W. posta in croce, Spes, Iulia, Caritas, Affresco del sec. XIV - Colonia, Duomo, cappella di S. Agnese.

In Bolivia (Caupolican), per cui mantiene vasti laboratori di vari mestieri, molto rinomati.

Bibl.: Cottineau, II, coll. 3454-55; G. Dehio, Handbuch der deutsch. Kunstdenkmäler, parte 2, Österreich, II, Vienna 1935, 625 (con pianta); Die bildende Kunst in Österreich, a cura di K. Ginzburg, 5 voll., Baden 1936-39 (v. indici); E. Schaffran, Kunstgesch. Österreichs, Vienna 1948, passim; E. Tomek, Kirchengesch. Österreichs, 2 voll., Innsbruck 1935-49. Giuseppe Löw.