VIVARIUM. - CASSIANO (v.), ritiratosi dalla politica, nella proprietà avita di V., presso Squillace, poco più in basso dell'eremo situato sul monte Castellum, tanto che lo stesso Cassiodoro dette la denominazione sia di Vivariensis sia di Castellensis (De positione monasterii Vivariensis sive Castellensis, in Instit. divin. litter., ed. Mommsen, in MGH, Auctores antiquiss., XXIX) e si compiacque descrivere la località e i vantaggi che offriva (Institut., XII, 29; Variae, XII, 15; Expos. Ps., III, 17).
S. Gregorio chiama il monastero Castelliniensis (Epist., VIII, 30 e VIII, 32 dell'anno 598). Il monastero fu fondato da Cassiodoro sembra nel 555, al ritorno da Costan-
tinopoli, riuscendo così a portare a compimento la sua antica aspirazione di costituire una «schola christiana». E lo scriptorium fiori subito. Infatti l'Evangelario di Echternach oggi nella Biblioteca nazionale a Parigi (ms. lat. 9380) è copia di un evangelario scritto a V. nel 558.
Il fondatore raccomando ai monaci la trascrizione e la correzione dei libri non solo per il monastero, ma anche per la vendita (Instit. divin. litterarum, xv; xxx). Oltre la Biblioteca monastica trovò luogo nella fondazione quella personale di Cassiodoro (mes o nostra: Instit. div. litter., xxxi) che fu poi da lui donata al monastero. La Biblioteca monastica contenne i testi biblici, i commentari della S. Scrittura, alcuni fatti venire dall'Africa (Inst. div. litterarum, viii; xxix) o da altre parti (ibid., viii); inoltre volumi di storia, di medicina, di retorica, di dialettica, d'agricoltura, di musica.
La Biblioteca venne in parte distrutta per le vicende politiche, in parte dispersa tra il VII e il IX sec. Ma sulla dispersione della Biblioteca i giudizi sono varii (R. Beer, Bemerkungen über den ältesten Handschriftenbestand des Klosters Bobbio, in Anzeiger der Königl-Abademie der Wissenschaft. Wien, Philolog.-historische Klasse, 48 [1911], pp. 78-104; id., Monumenta paleographica Vindobonensis, II, Lipsia 1913, pp. 15-26; W. Weinberger, Handschriften von Vivarium, in Miscellanea Fr. Ehrle, IV, Roma 1924, pp. 75-88; P. Lejay, in Bulletin d'ancienne littérature et d'archéol. chrétienne, 3 [1913], p. 265; G. Mercati nella introduzione all'edizione: M. Tullii Ciceronis De republica libri e codice rescripto Vaticano latino 5757 phototypice expressi, Città del Vaticano 1934; più recentemente V. L. W. Jones, Notes on the Style and Vocabulary of Cassiodorus Institutions, in Classical Philology, 50 [1945], pp. 24-31; P. Courcelles, Les lettres grecques de Macrobe à Cassiodore, 2e ed., Parigi 1948, pp. 313-88). Alcuni volumi finirono nella Biblioteca del Laterano, altri a Jarrow, portativi da Benedetto Biscop, a Montecassino, a Bobbio, a Milano, a Verona, a Firenze, a Napoli, a Bamberga, a Karlsruhe, a Colonia, ad Aquigrana, a Luxeuil, a Corbie, a Lione, a S. Gallo; alcuni sono stati identificati per le loro caratteristiche paleografiche (E. A. Lowe, Codices latini antiquiores, III, Oxford 1938, nn. 391-98).
P. Courcelle dallo studio delle miniature illustranti tre manoscritti delle Istituzioni (Cod. Bambergensis Patr. 61 del sec. viii, Cod. Cassellanus Theol. del sec. ix e il Cod. Herbipalensis del sec. x) riconobbe in esse copie fedeli dell'archetipo di Cassiodoro, in cui era rappresentato un vivaio pieno di pesci, una chiesa con due torri, indicata quale SES MARTINUS, un ruscello indicato quale fluvius o fluctus pellei o apellena e un'altra chiesa detta Ilarius. In Calabria, P. Courcelle identificò nel territorio di Squillace, un poco a sud dell'attuale corso d'acqua detto Alessi, una contrada S. Martino attestata fin dal 1151, dove una chiesa moderna è a poca distanza da una anteriore di cui rinvenne avanzi archeologici; in più ai piedi del promontorio dove è la chiesa, tra bacini naturali collegati col mare mediante un canale in cui riconobbe il vivaio, a ca. 800 m. di distanza sopra un'altura una chiesetta detta ora S. Maria de Vetere, dove fin dal 1219 è indicato un monastero basiliano detto S. Maria del vecchio Squillace.