Enciclopedia Cattolica vol. XII, 1954 Arte Artisti

VIVARINI, FAMIGLIA

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Noto anche come: Antonio Vivarini

VIVARINI, FAMIGLIA. - Madonna della Misericordia (parte di un trittico di B. V., 1473) - Venezia, chiesa di S. Maria Formosa,
VIVARINI, FAMIGLIA. - Madonna della Misericordia (parte di un trittico di B. V., 1473) - Venezia, chiesa di S. Maria Formosa,

VIVARINI, FAMIGLIA. - Pittori muranesi, operanti a Venezia tra il 1440 ca. e i primi del '500.

ANTONIO

Figlio di Michele vetraio, è citato in numerosi documenti veneziani dal 1446 al '66; muore tra il 1476 e il 1484. Nel suo primo periodo, il più importante, egli dipinge assieme al cognato Giovanni d'Alemagna (v.) producendo numerose opere a Venezia e a Padova, ove figura iscritto nella fraglia dei pittori nel 1447: il politico di S. Girolamo già in S. Stefano (1441, Museo di Vienna), quello di S. Monica nella stessa chiesa (ne rimangono cinque piccole storie della Santa nei Musei di Murano e di Detroit, nelle collezioni Lee a Richmond e Keester a Londra, nella Gall. Carrara di Bergamo), le tre ancone della cappella di S. Tarasio a S. Zaccaria (1443-44), l'Incoronazione della Vergine a S. Pantaleone (1446), la solenne Madonna con Santi della Scuola della Carità (1446, ora all'Accademia), il politico già in S. Francesco a Padova, ora a Konopište (1447). La critica ha cercato di distinguere le due personalità degli autori senza finora giungere a risultati convincenti, dato che mancano opere sicure dell'Alemagna, né è indicativo a tal fine l'unico dipinto firmato dal solo Antonio in questo periodo, il politico di Parenzo, di qualità modeste in molte sue parti (incerta la lettura dell'ultima cifra della data: 1440 o 42). Sebbene l'unità artistica delle opere firmate dai due soci sia tale da rendere quasi superflua tale ricerca, si tende ora ad assegnare ad Antonio la preponderanza nella collaborazione, limitando l'intervento del tedesco alle parti più schiettamente decorative. Il suo stile, che in questi anni giovanili ha un fascino tutto particolare per la morbidezza delle forme e l'incanto del colore, rivela l'influsso di Gentile da Fabriano e in misura più forte quello di Masolino, che forse si fermò a Venezia al suo ritorno dall'Ungheria, nel 1435-40.

A tale periodo, che si conclude con la decorazione della volta della cappella Ovetari agli Eremitani di Padova, rimasta interrotta alla morte di Giovanni (1450), sono assegnate ancora: la Madonna in S. Tommaso a Padova (forse della stessa ancona sono due tavole con santi nella Galleria di Londra), il politico già a Praglia ora a Brera, la Madonna del Museo Poldi Pezzoli e quella di Città di Castello, la S. Orsola e santi del Seminario di Brescia. Nello stesso anno 1450 ha inizio, con l'importante politico ora nella pinacoteca di Bologna, la collaborazione di Antonio col fratello Bartolomeo ed il suo accostamento ai modi mantegnesco-padovani di quest'ultimo. A tale periodo appartengono il trittico Cagnola (1452) e i politici di Arbe (1458), di Osimo e di Corridonia (ca. 1462). Caratteri padovani presentano anche le opere tarde del solo Antonio, come il fiacco politico della Pinacoteca Vaticana (1464) e i santi del Museo di Bari (1467).

BARTOLOMEO

N. a Murano verso il 1432, m. attorno al 1499; sue opere datate dal 1448 al 1491. Fu probabilmente allievo del fratello Antonio, col quale collaborò per più di un decennio (v. sopra), affermandosi però fin dagli inizi con un proprio stile personalissimo, ispirato dal Mantegna e dai padovani. Dopo la giovanile

Madonna della collezione Lane (1448) e le opere di collaborazione con Antonio, egli produsse per ca. un ventennio, a partire dal 1459 (data di S. Giovanni da Capistrano del Louvre e di una Madonna al Museo di Murano), numerose opere che rappresentano il periodo migliore della sua attività: il politico 615 dell'Accademia di Venezia (1464), la Madonna in trono della Pinacoteca di Napoli (1465), il trittico di S. Maria Formosa (1473), il politico dei SS. Giovanni e Paolo (1473) di cui rimangono un S. Agostino e altri due Santi da porsi tra le sue opere più sobrie e monumentali, il trittico di S. Marco ai Frari, il politico di S. Ambrogio all'Accademia (1477), la Madonna e santi di S. Giovanni in Bragora (1478) ecc. Dopo questi anni l'arte di Bartolomeo cade in una ripetizione spesso vuota e stanca di motivi divenuti patrimonio della numerosa bottega, che diffuse le sue opere anche in centri lontani, specie lungo le coste adriatiche e nell'Italia meridionale.

ALVISE

Figlio di Antonio, n. a Venezia verso il 1445-1446, m. tra il 1503 e il 1505. Educatosi nell'ambiente pittorico famigliare, seguì soprattutto la scuola padovana e lo zio Bartolomeo, del quale riecheggia le forme pietrificate nel politico di Montefiorentino nelle Marche (1475, prima opera datata) e in quello con la Pentecoste e Santi nel Museo di Berlino, entrambi costruiti secondo gli schemi gotici tradizionali, che Alvise abbandona poi per una composizione più libera nella Madonna e santi della Galleria di Venezia, del 1480. In questa e nelle opere successive (S. Chiara e S. Martire all'Accademia; trittico del Museo di Napoli, 1485; pala con la Madonna e santi a Berlino) è chiaro l'influsso di Antonello da Messina, di cui Alvise divenne uno dei più fedeli interpreti in Venezia. Influssi del Giambellino si notano nella Madonna col Bambino dormente della chiesa del Redentore e in quelle di S. Giovanni in Bragora a Venezia e del Museo di Capodistria. Nelle opere tarde (Cristo Risorto in S. Giovanni in Bragora; pala di S. Ambrogio ai Frari, terminata da Marco Basaiti) la crudezza delle forme si attenua notevolmente. Da ricordare ancora, oltre ad alcuni ritratti (uno di Gentiluomo alla National Gallery di Londra, del 1497), i giovanili S. Matteo e il Battista dell'Accademia, il mirabile busto di S. Antonio del Museo Correr, un S. Girolamo della collezione Kress a Nuova York e un Cristo portacroce ai SS. Giovanni e Paolo, restaurato di recente. L'importanza di Alvise, pur notevole, è stata sopravvalutata per un certo periodo con l'assegnargli numerose opere, poi restituite al Giambellino. - Vedi tav. CLIII.

In alto: VERGINE IN TRONO COL BAMBINO E I QUATTRO SANTI Dottori della Chiesa Latina, eseguita nel 1446 da Antonio Vivarini con l'aiuto di Giovanni d'Alemagna per la Scuola della Carità - Venezia, Galleria dell'Accademia. In basso: VERGINE IN TRONO COL BAMBINO E SANTI, opera firmata e datata 1480 di
Tav. CLIII In alto: VERGINE IN TRONO COL BAMBINO E I QUATTRO SANTI Dottori della Chiesa Latina, eseguita nel 1446 da Antonio Vivarini con l'aiuto di Giovanni d'Alemagna per la Scuola della Carità - Venezia, Galleria dell'Accademia. In basso: VERGINE IN TRONO COL BAMBINO E SANTI, opera firmata e datata 1480 di Alvise Vivarini - Venezia, Galleria dell'Accademia.(fot. Alinari)
Bibliografia18 opere
BIBL.: L. Venturi, Le orig. della pittura venez., Venezia 1907; id., Pittura ital. in America, Milano 1931; Venturi, VII, I, II e IV; L. Testi, Storia della pittura venez., I e II, Bergamo 1909-1915; B. Fleischmann, s. v. in Thieme-Becker, XXXIV (1940), pp. 443-53 con tutta la bibl. precedente; R. Longhi, Viatico per cinque secoli ecc., Firenze 1946; V. Moschini, I V., Milano 1946. Su Antonio; R. Longhi, in Vita Artistica, 1936, p. 131; F. Zeri, in Paragone, 1951, n. 19, p. 46 e 1953, n. 41, p. 36; I. Toesca, ibid., 1951, n. 19, p. 47. Su Bartolomeo; C. Aru, in L'Arte, 1905, p. 205; A. Venturi, ibid., 1919, p. 226; G. Castelfranco, in Dedalo, 9 (1928-29), p. 354; W. Arslan, in Riv. di Venezia, 1928, p. 565; G. Fiocco, in Arte veneta, 1948, p. 27. Su Alvise; D. Westphal, in Zeitschr. f. Kunstgesch. 1934, p. 189; V. Moschini, in Boll. d'Arte, 4ª serie, 2 (1949), p. 165; R. Pallucchini, Mostra dei capolav. dei Musei veneti, Catalogo, Venezia 1946, p. 142.

Nolfo di Carpegna

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Di Nolfo di Carpegna

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), coll. 1562–1564.

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vol. 12, coll. 1561–1562
Pagina 980
vol. 12, coll. 1563–1564

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Di, Carpegna Nolfo. “Vivarini, famiglia.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XII, coll. 1562–1564. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954. https://azioneromana.com/it/article/vivarini-famiglia.

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Di, Carpegna Nolfo. “Vivarini, famiglia.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954, coll. 1562–1564. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/vivarini-famiglia.

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