novesi che nel 1291 intrapresero un viaggio «quod
aliquis usque nunc minime attemptavit» per recarsi
«per maria oceana ad partes Indiae», come dice
l'unico cronista che ne parli, l'analista genovese
contemporaneo Iacopo Doria.
Essi prevedevano una lunga assenza da Genova, forse
fino a dieci anni. Uscite fuori dallo Stretto di Gibilterra,
le due navi che com-
ponevano la spedi-
zione ed erano cari-
che di merci da ven-
dere furono viste per
l'ultima volta sulla
costa del Marocco
meridionale a Gozora
(presso il Capo Juby
dirimpetto alle Ca-
narie). Queste le so-
le notizie sicure in-
torno all'additissimo
tentativo. Ogni altro
elemento è incerto o
fantastico. Incerto
fin dove le navi arri-
vassero: una tarda
notizia secondo la
quale esse, gira la
l'Africa, sarebbero
VIVARINI, FAMIGLIA - Madonna della Misericordia (parte di un
trittico di B. V., 1473) - Venezia, chiesa di S. Maria Formosa.
naufragate sulle coste della Somalia, donde i V. sarebbero
stati condotti prigionieri in Abissinia, merita scarsa fede.
Non è neppur sicura un'altra notizia, secondo la quale, una
diecina di anni dopo, Sorleone Vivaldi, figlio di Ugolino, si
sarebbe spinto con una nave sulle coste dell'Oceano Indiano
alla ricerca degli scomparsi. Incredibile è il racconto che un
discredente sopravviveva ancora 170 anni più tardi sulla
costa fra il Senegal e la Gambia. L'ipotesi formulata da
Alberto Magnaghi, secondo la quale i V. avrebbero ten-
tato di raggiungere le Indie, non circumnavigando l'Africa,
ma attraversando l'Oceano verso Occidente, onde sareb-
bero da considerarsi come precursori di Colombo, per
quanto sostenuta dal valente studioso con dottore argomen-
tazioni, non appare sufficientemente suffragata.
