VIVALDI, ANTONIO. - Musicista n. a Venezia forse nel 1675, m. a Vienna nel 1741.
Studiò musica prima col padre, buon violinista della cappella ducale di S. Marco, poi con il Legrenzi. Ordinato sacerdote il 20 marzo 1703, nel sett. fu chiamato alla cattedra di violino nel Seminario musicale, detto Conservatorio, dell'Ospitale della Pietà, il più quotato centro artistico della città. Confermato nel 1711 e 1713, sostituiva nel 1715 il Gasparini, direttore del coro. Poche notizie si hanno del periodo seguente; nel 1739 era di nuovo a Venezia e nell'estate del 1741 a Vienna, dove morì.
Tra la sua vasta produzione strumentale violinistica e operistica, la parte sacra era stata la più colpita dall'oblio, a causa della mancanza delle fonti, oggi tornate in luce grazie al dono fatto alla Biblioteca nazionale di Torino, dalle famiglie Foà e Giordano che li possedevano, dei sette preziosi volumi manoscritti contenenti numerose composizioni sacre di A. V. Tra esse vanno segnalate lo Stabat Mater «ad alto solo», un «mottetto» delicatamente raccolto e altamente lirico per soprano ed arco, il Credo a quattro parti di coro, organo e orchestra, dal colore fortemente drammatico e dalla solida costruzione contrappuntistica; il Gloria in 11 parti per 2 soprani, contralto, coro e strumenti, dove l'arte vivaldiana raggiunge altezze non più vedute. Alle opere di carattere religioso va affiancato Juditha triumphans, Sacrum militare oratorium, che, non avendo il personaggio dello storico, è sostanzialmente un melodramma sacro su testo latino, dove la figura di Giuditta è dipinta con potente intensità drammatica e con nobile dolcezza.