UNIONE SUDAFRICANA. -
I. GEOGRAFIA
Domion (dal 1910) facente parte del Commonwealth britannico e consistente in una federazione di quattro unità (province), di estensione territoriale e di importanza demografica assai diversa, come appare dal seguente prospetto.| Province | Superficie in kmq. | Popolazioni, in 1000 ab. (ccns. 1946) | Densità a kmq. (pop. in 1000 ab.) |
| Prov. del Capo | 717.839 | 4045,8 | 6 |
| Orange | 128.580 | 876,6 | 7 |
| Natal | 91.382 | 2197,9 | 2 |
| | 1.223.854 | 11391,9 | 9 |
Il territorio dell'U.S. corrisponde all'estremità australe del continente africano ed è limitato a N. dai corsi dell'Orange, del Molopo, del Tlapan, del Marico, del Limpopo e dalle alture di Lebombo. Consta, in sostanza, di un altopiano che sale a scaglioni da un'esile fascia litoranea, interrotta da promontori rocciosi, il più cospicuo dei quali, quello della Montagna della Tavola (Table Mt., 1082 m.), che domina Città del Capo, finisce al Capo di Buona Speranza.
L'altopiano si estende lungo il suo margine meridionale, nei Drakenbergen (M. dei Draghi), che assumono localmente (Orange) aspetto alpino (M. aux Sources, 3280 m.) e costituiscono il nodo idrografico più importante del paese. Il clima, per effetto dell'altitudine (1000-1300 m. sull'altopiano), è mite e sano, ma le piogge, coppose lungo la cima sud-orientale, vanno diminuendo verso O., ed assai più rapidamente e decisamente verso l'interno. Si passa così, per gradi, dalla fascia litoranea (a carattere subtropicale, e coltivata a cotone, mais, canna da zucchero, riso, tè, banane, ad E.; di tipo mediterraneo, con frumento e soprattutto con colture arboree, a S. ed a O.), alle steppe dell'altopiano, a vocazione prettamente pastorale, con piccole oasi agricole, e foreste in corrispondenza alle elevate, umide, montagne delle province.
del Transvaal e dell'Orange e finalmente alle plaghe semidesertiche del N., in margine al Kalahari (sulla destra del medio e basso fiume Orange).
La provincia (già Colonia) del Capo era, fino a poco tempo fa, la regione più importante dell'Africa australe. Il clima vi consente un'agricoltura simile a quella italiana, e vi è fornito l'alluvio nato brado degli ovini. Nel medio bacino dell'Orange s'aprono i ricchi campi diamantiferi che fanno centro a Kimberley, mentre, oltre quelli di East London e di Port Elisabeth, la provincia dispone del magnifico Porto di Città del Capo, testa di ponte della ferrovia transafricana e massimo emporio esportatore del paese. La provincia (già Colonia) del Natal è regione di montagne, ma lungo le coste si presta bene a diverse colture tropicali. Il Transvaal e l'Orange, già Repubbliche Boere indipendenti, e poi colonie britanniche, sono ambedue territori di allevamento; ma da oltre un secolo il Transvaal è divenuto il più importante produttore di oro del mondo e di recente anche un paese industriale, data la grande ricchezza del suo sottosuolo, che gli ultimi decenni hanno messo in sempre maggiore evidenza.
Nel complesso dell'Unione, più che l'agricoltura (creativi, in primo luogo masi; alberi da frutta, vite, tè, canna da zucchero, ecc.), è economicamente notevole l'allevamento (32 milioni di capi bovini, 6 di caprini, 12 di ovini), che dà carni (anche congelate), pelli e latticini e soprattutto lana, della quale l'U. S. è oggi uno dei grandi fornitori mondiali. Ma le basi della sua fortuna l'Unione le trova nell'ingenti risorse minerarie di cui dispone: oro e diamanti (1° posto nel mondo), carbon fossile (i maggiori depositi del continente), ferro, manganese, cromite, stagno, rame, amianto, ecc.
Questa varietà e ricchezza di materie prime ha permesso lo sviluppo di una florente industria, che le due recenti guerre mondiali hanno potentemente stimolato e che ha trovato finora il suo limite solo nella scarsa capacità di acquisto del mercato interno e nelle grandi distanze che, per contro, dividono l'Unione dai massimi mercati di consumo del mondo.
Nel Dominion il potere esecutivo spetta al Governatore generale; quello legislativo ad un Parlamento bicamerale elettivo. Oltre l'inglese, è considerata lingua ufficiale l'africander.
II. STORIA
Sulle vicende delle popolazioni autoctone e delle terre dell'odierna U. S. prima della scoperta del Capo di Buona Speranza manca ogni notizia, sebbene l'abilità di quelle regioni, anche in età preistorica, sia confortata dal rinvenimento, nei passati decenni, di crani e di ossa umane.Gli europei ebbero notizia del Capo di Buona Speranza dopo il viaggio del portoghese Bartolomeo Diaz il quale, nel tentativo di raggiungere le Indie, sulla via del ritorno, nei primi mesi del 1488, ebbe la ventura di scoprirlo. Il Capo fu quindi doppiato nel 1497 da Vasco da Gama, che il giorno di Natale dello stesso anno avvistò il Natal, così da lui battezzato appunto in ricordo della festività natalizia. I Portoghesi tuttavia non si stabilirono mai nell'Africa australe ed evitarono anzi di sbarcare nella regione del Capo per l'ostilità degli Ottantotti, che nel 1510 aveva ucciso Francisco de Almeida, primo viceré delle Indie Portoghesi, il quale era sceso a terra nella Baia del Tavoliero. Esitanti la casa regnante del Portogallo ed unito quel reame alla corona spagnola, Filippo II, in lotta contro i Paesi Bassi ribelli, vietò alle navi olandesi di fare scalo a Lisbona durante i loro viaggi verso le Indie. Tale provvedimento, attuato con l'intenzione di colpire l'attività commerciale e marittima delle Provincie Unite, portò nel 1652 all'occupazione, da parte della Compagnia olandese delle Indie Orientali, del Capo di Buona Speranza, dove fu istituita una stazione di rifornimento per le navi in viaggio per le isole della Sonda. Sebbene la Compagnia fosse contraria all'immigrazione di europei e ad una estensione dell'occupazione territoriale, lo stesso carattere di porto di rifornimento del Capo favorì in seguito la venuta di colonizzatori (Olandesi, Tedeschi, Ugonotti francesi) i quali promossero la coltivazione di prodotti agricoli e l'allevamento del bestiame.
I nuovi venuti, poco alla volta, estesero sempre maggiormente l'area di occupazione; alla ricerca di pascoli mossero verso est, vennero a contatto con i Bosciamani che dovettero abbandonare le loro terre, e favorirono l'importazione di schiavi negri e malsesi. Così verso la fine del sec. XVIII la stazione di rifornimento si era notevolmente ampliata ed aveva dato vita ad una colonia europea di ca. 30.000 ab. Durante il periodo rivoluzionario e napoleonico, l'Inghilterra, dopo l'occupazione dell'Olanda da parte della Francia, s'imprudrò del Capo nel 1795 e vi si mantenne fino al 1803. Restituita la regione, in seguito al Trattato di Amiens (1802), alla Repubblica batava, Stato satellite della Francia (la Compagnia olandese delle Indie Orientali era nel frattempo fallita), il riaccendersi del conflitto armato franco-britannico determinò nel 1806 di nuovo gli Inglesi all'occupazione del Capo, su cui proclamarono la loro sovranità in seguito al Trattato del 13 ag. 1814 con il Re dei Paesi Bassi. La politica seguita nella colonia dall'Inghilterra amareggiò assai i coloni olandesi, i quali da una parte dovettero subire la prolaborazione dell'inglese quale unica lingua ufficiale, dall'altra funzione lesi sensibilmente nei loro interessi dall'appoggio accordato dai nuovi governanti alle popolazioni indigene.
I Boeri (questo il nome dei coloni di lingua olandese) decisero pertanto di cercarsi una nuova patria, dove vivere indipendenti e secondo proprie leggi. Questa la ragione del cosiddetto Grande Trock, della emigrazione dalla Colonia del Capo, tra il 1836 ed il 1846, di ca. diecimila persone. Procedettero verso oriente, nel Natal, e verso il

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**UNIONE SUDAFRICANA - La Cattedrale di Capetown (Città del Capo).**
**Stampa del 1866.**
UNIONE SUDAFRICANA

UNIONE SUDAFRICANA - La Darling Street di Capetown (Città del Capo).
nord, in direzione dei fiumi Orange e Vaal. Non tollerarono però gli Inglesi la formazione di una libera repubblica boera nel Natal, che fu da essi occupato militarmente nel 1842 ed annesso due anni dopo alla Colonia del Capo. La maggior parte dei Boeri operò pertanto una nuova marcia di trasferimento nelle terre al di là del Vaal. Nel 1848 il governatore della Colonia del Capo, Harry Smith, aveva esteso la sovranità inglese anche sulla regione l'Orange ed il Vaal, ma il 23 febbr. 1854, con il Trattato di Bloemfontein, gli Inglesi vi rinunciarono e riconobbero l'indipendenza dei Boeri. Nello stesso anno fu proclamato lo Stato libero d'Orange. Due anni prima (Trattato di Sandriver, 17 genn. 1852) gli Inglesi avevano riconosciuto anche l'indipendenza dei Boeri residenti oltre il Vaal. Riusciti vani i tentativi (che stavano per provocare una lotta armata tra i Boeri a nord e a sud del Vaal) di costituire un solo Stato boero, i coloni transvaaliani diedero la vita nel 1858 alla Repubblica Sudafricana (Transvaal). La scoperta di giacimenti diamantiferi ed auriferi nelle due Repubbliche dopo il 1870 rinnovò l'interesse inglese per quelle regioni. Si giunse infine alla guerra anglo-boera del 1890-1902, condotta con estrema decisione dall'Impero. Dopo una eroica ed impari lotta sotto la guida dei due presidenti Krüger e Steyn, le due Repubbliche dovettero concludere la Pace di Vereening (31 maggio 1902) e riconobbero la sovranità britannica dietro promessa di vedere rispettate le proprie tradizioni (parafiscazione della lingua olandese all'inglese) e del riconoscimento di un autogoverno, il che accadde nel 1906 nel Transvaal e nel 1907 nello Stato libero dell'Orange. In seguito le quattro colonie (anche il Natal fin dal 1893 fruiva di uno status autogovernativo) iniziarono l'esame della possibilità di una più stretta unione tra di loro. Molti furono gli ostacoli da superare. Particolarmente duro quello di accordare o no il diritto di voto ai non europei, che nella Colonia del Capo invece ne godevano fin dal 1853. Quell'ostacolo fu superato con il riconoscimento dello stato quo (voto anche ai non europei nel Capo, ma non nelle ex repubbliche) e con l'inserimento di un articolo nella nuova Costituzione unionista che vietava qualsiasi emendamento in tale materia, salvo nel caso che non fosse approvato con una maggioranza dei due terzi dalle due Camere del Parlamento sudafricano riunite in seduta comune. La nuova Costituzione, il South Africa Act approvato dal Parlamento inglese e promulgato il 20 sett. 1909, entrò in vigore il 31 maggio 1910, chiamando in vita l'U. S. con proprio governo e parlamento. Il potere esecutivo era nelle mani di un governatore generale, rappresentante della Corona, che nominava i ministri, i quali dovevano essere membri del Parlamento.
Primo Premier dell'Unione fu il generale Botha. Allo scoppio della prima guerra mondiale l'U. S., malgrado la forte opposizione di parte dei Boeri, dichiarò guerra alla Germania e le sue forze armate procedettero all'occupazione dell'Africa sud-occidentale tedesca e parteciparono alle operazioni nell'Africa orientale germanica. Morto Botha nel 1919, gli succedette quale primo ministro il generale Smuts, assai favorevole all'Inghilterra. Avversato dai nazionalisti, costui dovette cedere il potere, in seguito alle elezioni del 1924 in cui il suo partito sudafricano non ebbe la maggioranza, al generale Hertzog, che seguì invece una politica tendente ad affermare in pieno la parità di diritti degli Afrikaner (Sudafricani di lingua afrikana, cioè olandese del Capo).
Coalizzatosi nel 1933 con il partito di Smuts, Hertzog continuò a presiedere il governo fino al 4 sett. 1939, quando la sua proposta di mantenere la neutralità dell'Unione nella seconda guerra mondiale non ebbe l'approvazione del Parlamento. Il nuovo gabinetto presieduto da Smuts dichiarò la guerra alle potenze dell'Asse ed appoggiò decisamente lo sforzo bellico dell'Impero britannico. Alle elezioni del 6 maggio 1948 la maggioranza dell'elettorato accordò i propri suffragi alla coalizione nazionalista di D. F. Malan, il cui governo è caratterizzato da una netta presa di posizione razzistica in favore degli europei dell'U. S., nell'intento di sbalaganziare la purezza della razza bianca, sia di impedire che le popolazioni di colore possano conseguire un effettivo peso politico.