UNIONE UOMINI DI AZIONE CATTOLICA - Uomini di A. C. adunati nello Stadio di Domiziano, sul Palatino, mentre parla il prof. Gedda, durante le manifestazioni per il Trentennio (12 ott. 1932) - (fot. Giordani)
Oblati. Nel frattempo il Seminario missionario di Lione aveva iniziato la missione tra i negri del nord della colonia del Capo nella prefettura ap. di Capo di Buona Speranza, distretto centrale, eretta nel 1874; subentraron poi nel 1882 gli Oblati di S. Francesco di Sales e nel 1885 il territorio fu staccato dalla prefettura suddetta come prefettura ap. del Fiume Orange. Un'attività più intensa tra i negri fu esercitata dai Trappisti, giunti nel 1880 nel distretto orientale del Capo di Buona Speranza e nel 1882 nel Natal e dalla loro abbazia di Mariannhill fondarono fiorenti stazioni missionarie. Nel 1910, epoca della fondazione dell'U.S. comprendente la Colonia del Capo, Natal e Stati dei Boeri sottomettosi agli Inglesi dopo la guerra dei Boeri 1899-1902, Stato Libero di Orange e Transvaal, esistevano nel territorio dell'U.S. i vicariati ap. di Capo di Buona Speranza (distretto occidentale), Capo di Buona Speranza (distretto orientale), Natal, Kimberley, Transvaal, Fiume Orange e la prefettura ap. di Capo di Buona Speranza (distretto centrale). Nel Transvaal i Benedettini della Congregazione Cassinese assunsero la prefettura ap. del Transvaal settentrionale, eretta in quel medesimo anno 1910.
Dopo la prima guerra mondiale anche i missionari tedeschi si recarono in maggior numero nell'Africa meridionale: i Benedettini di S. Ottilia nello Zululand nel 1921; i Pallottini nel Capo di Buona Speranza (distretto centrale) nel 1922, ed a Queenstown nel 1929; i Missionari dello Spirito Santo a Kroonstad, Stato Libero di Orange; i Sacerdoti del S. Cuore nel Gariep, Capo Orientale; i Missionari Figli del S. Cuore a Lydenburg, Transvaal orientale nel 1923.
Nel 1921 Mariannhill era divenuto vicariato ap. a parte, diviso nel 1930 in Mariannhill e Umtata; nel 1935 fu distaccata da Mariannhill la prefettura ap. di Mount Currie affidata ai Francescani della provincia di Baviera. Con queste creazioni il lavoro missionario, finora in grandissima parte ristretto ai cattolici europei, si estese agli indigeni. Si registrarono importanti progressi ostacolati però dai contrasti e dalle lotte tra le razze. Nel 1922 fu istituita la delegazione ap.
Negli anni dopo la seconda guerra mondiale si ebbero nuove divisioni, l'erezione dei vicariati ap. di Bethlehem e Pretoria nel 1948. L'11 genn. 1951 nell'U.S., compresi il Basutoland e lo Swaziland, fu eretta la gerarchia ecclesiastica con 4 arcidiocesi e 17 diocesi: arcidiocesi di CAPETOWN, eretta vicariato ap. nel 1818, nel 1837 ebbe il nome di Capo di Buona Speranza, dal 1847 quello di Capo di Buona Speranza, distretto orientale, affidata al clero secolare. Diocesi di ALIWAL, eretta prefettura ap. di Gariep nel 1932, vicariato di Aliwal nel 1936, affidata ai Sacerdoti del S. Cuore. Diocesi di QUEENSTOWN, eretta missione nel 1929, prefettura ap. nel 1938, vicariato ap. nel 1948, affidata ai Pallottini. Diocesi di OUDTSHOORN, eretta prefettura ap. di Capo di Buona Speranza, distretto centrale, nel 1874, vicariato di Domiziano, sul Palatino, mentre parla il Trentennio (12 ott. 1932) - (fot. Giordani)
UNIONE UOMINI DI AZIONE CATTOLICA - È l'organizzazione maschile ITALIA (v.). Essa è formata, secondo l'attuale Statuto (11 ott. 1946), da
«uomini coniugati o che abbiano compiuto il 30° anno di età».
La storia dell'U. U. di A. C. si confonde e in gran parte si identifica con quella delle organizzazioni cattoliche di Lici in Italia dal 1868, anno della fondazione della Gioventù Cattolica Italiana, ad oggi. Già non pochi adulti entravano o restavano, specialmente se dirigenti, nella fila di essi; adulti, comunque, furono i più dei cattolici militanti che nel 1874 e nel 1875 tennero i Congressi cattolici di Venezia e di Firenze, dando origine, l'anno seguente, all'Opera CATTOLICITÀ (v.). L'Opera assunse presto importanza di prim'ordine nella vita del paese e nel 1891 si divise in 5 sezioni, poi delle gruppi. Un nuovo ordinamento all'organizzazione dei cattolici militanti fu dato nel 1906 dal B. Pio X. A parte la Società della Gioventù Cattolica e la Federazione Universitaria, vennero create: l'Unione popolare (v.), l'Unione Economico-Sociale (v.), CATTOLICITÀ (v.). Finalmente nel 1922, pochi mesi dopo la sua elezione al pontificato, Pio XI dava all'Azione Cattolica Italiana quella struttura che sostanzialmente essa conservava tutt'oggi, accentuando il legame con la gerarchia e il carattere di collaborazione al suo apostolato. E poiché ai giovani e agli universitari si erano aggiunte nel 1908 le donne e nel 1918 le giovani, il Papa nel 1918, dal 1922 diede incarico ad A. Cirici di curare l'organizzazione degli adulti, che nacque ufficialmente, con decisione della Giunta Centrale dell'Azione Cattolica, il 13 dic.
L'organizzazione prese il nome di Federazione Italiana Uomini Cattolici; suo primo presidente fu Augusto Cirici e suo primo assistente ecclesiastico mons. Domenico Tardini, attualmente pro-segretario di Stato di S. Santità. La Federazione si affermò rapidamente, raggruppando numerose associazioni di adulti già esistenti, creando man mano altre, precisando e approfondendo le proprietà, sistemando le proprie strutture organizzative, formando i propri quadri, agendo vigorosamente nei più diversi campi, specialmente in quelli della diffusione della cultura e della pratica religiosa, della famiglia, della moralità, della stampa, dell'azione sociale.
Le tappe più importanti della vita della Federazione vanno considerate le seguenti: il Convegno di Milano del 21 dic. 1922; la costituzione del Consiglio nazionale, il 7 marzo 1923; il primo Convegno dei Presidenti diocesani tenuto a Genova l'8 settembre 1923, al quale il S. Padre inviò, per mezzo del futuro card. Giuseppe Pizzardo, allora sostituito della S. grecaria di Stato di S. S., un suo documento programmato di altissimo valore, chiamandolo tra l'altro, la Federazione degli Uomini e il nerbo e il fulcro di tutta l'Azione Cattolica; l'Assemblea nazionale dei Presidenti diocesani a Roma, nei giorni 28-31 ottobre 1926, durante la quale Pio XI diede precise ed altre direttive sul tema scottante della politica, affermando che «pur non facendo della politica di partito, l'Azione Cattolica vuol preparare a fare della buona politica, della grande politica»; la nomina ad assistente ecclesiastico, nel 1929, di mons. Ferdinando Roveda, che fino all'8 dic. 1947 doveva essere il saggio e indimenticabile «padre» della Unione; la celebrazione, nel 1932, del decennio dell'organizzazione, che ne dimostrò il mirabile sviluppo; la nomina a presidente centrale, il 7 nov. 1936, in seguito alla morte di A. Cirici, di Piero Panighi, il quale per dieci anni diede alla grande famiglia degli Uomini di Azione Cattolica un impulso eccezionale; la celebrazione del ventennio con l'offerta al Papa, tra l'altro, di innumerevoli doni per le missioni, raccolti in una mostra, in Vaticano, che Pio XII definì «straordinariamente grande e bella»; la vita dell'U. U. di A. C. (tale è il nom. ufficiale della Organizzazione dal 31 dic. 1931) durante l'ultima guerra, con il nord dipendente da Piero Panighi e il centro-sud guidato dal vice presidente centrale Urbano Ciocetti; la nomina a presidente centrale, in seguito alla morte di Panighi, di Luigi Gedda, il quale diede all'organizzazione mirabile sviluppo, alla consapevolezza della sua missione e vigoroso ritmo d'azione; il grandioso Convegno nazionale del 7 settembre 1947, quando, a celebrazione del venticinquesimo dell'Unione, superando difficoltà di ogni ge

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**UNIONE UOMINI DI AZIONE CATTOLICA - Mons. Angelini parla agli Uomini di A. C. durante la Messa notturna celebrata in Piazza di Siena, in occasione del Trentennio degli uomini di A. C. (11-12 ott. 1952) - Roma.**
nere e in un clima di entusiasmo straordinario, oltre 70.000 uomini d'Azione Cattolica di tutta Italia realizzarono in Roma una manifestazione che L'osservatore romano non esitò a definire «la più grande che la storia religiosa ricordi», chiusa in Piazza S. Pietro da un membro di discorso pontificio; la nomina, l'8 dic. dello stesso anno, di mons. Fiorenzo Angelini ad assistente ecclesiastico centrale; il sorgere, nel febbraio del 1948, sotto l'impulso della presidenza dell'U. U. di A. C., dei Comitati Civici, i quali, presieduti da Luigi Gedda, recarono subito e in seguito preziosi frutti per il bene cristiano e civico del paese; la costituzione a Lourdes, il 20 settembre 1952, ad un iniziativa dell'U. U. di A. C., della Federazione Internazionale degli Uomini Cattolici; il passaggio di Luigi Gedda alla direzione organizzativa (e poi alla presidenza generale dell'Azione Cattolica Italiana) e, conseguentemente, la nomina del quarto presidente centrale dell'U. U. della persona di Agostino Maltarello, nell'ott. del 1949; la celebrazione del trentesimo dell'organizzazione, che vide convenire a Roma, il 12 ottobre 1952, 150.000 organizzati i quali offrirono in dono al Pontefice il complesso parrocchiale di S. Leone I (chiesa, casa canonica, sala per le associazioni, cinema-teatro, ambulatorio), costruito nel quartiere Prenestino a ricordo della grande data; la solenne chiusura del trentennio a Genova, il 25 ottobre 1953.
Questi dati schematici non danno, evidentemente, che una pallida idea della struttura e della vita dell'U. U. di A. C.; essi hanno bisogno di essere completati con alcune indicazioni sulle strutture e sulle attività dell'organizzazione. Meritano anzitutto di essere riportati testualmente gli artt. 63 e 64 dello Statuto dell'Azione Cattolica italiana; art. 63 e l'U. U. di A. C. ha come scopi particolari: a) l'apostolato nella vita pubblica e nell'ambiente sociale; b) la difesa della famiglia; c) la cristiana educazione della gioventù; d) la tutela della moralità pubblica; e) Art. 64 «A tal fine l'U. U.» cura in modo speciale la preparazione dei suoi soci all'esercizio delle pubbliche funzioni; b) istruzione e tiene aggiornati i soci stessi sui problemi religiosi, morali
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e sociali che richiedono l'attenzione e l'azione dei cattolici; c) con l'Unione Donne di A. C. promuove il Fronte della Famiglia; d) impegna in modo particolare la sua attività nel campo dell'educazione cristiana, della moralità pubblica e della vita sociale. Tali scopi e tali attività corrispondono pressoché alla lettera a quanto la Federazione Italiana Uomini cattolici si prefiggeva già nel Convegno di Milano del 1922.
Vanno particolarmente ricordati gli annuali corsi di religione in tutte le associazioni; le innumerevoli «settimane religiose» realizzate in tutta Italia «per il ritorno degli uomini a Dio»; le vigorose battaglie condotte a difesa della famiglia, per il rispetto del giorno festivo, contro il vizio della bestemmia, per l'educazione dei giovani, per la salvezza dei fanciulli abbandonati o bisognosi, per «il grande ritorno» dei socialcomunisti alla Chiesa, per un costume veramente cristiano, per la diffusione della stampa cattolica, particolarmente di quella quotidiana. Tali attività furono sempre sostenute da una viva e serrata propaganda, realizzata con le visite degli assistenti e dei dirigenti centrali alla periferia, nonché dalla pubblicazione di volumi, di opuscoli e, soprattutto, dei periodici della organizzazione: il Noi Uomini, quindicinale che va a tutti i soci; Prospettive, mensile che va a tutti i centri diocesani; Sussidi, mensile che va a tutte le associazioni.
L'organizzazione raggiunge quasi (ott. 1933) i 300.000 soci, distribuiti in più di 12.000 associazioni e in alcune migliaia di «nuclei», piccoli gruppi che rappresentano associazioni nascenti. Negli ultimi 6 anni, dopo una certa flessione dovuta agli avvenimenti dell'ultimo periodo della guerra e del primo dopo-guerra, l'U. U. di A. C. è aumentata di oltre 100.000 soci; le sue attività si sono moltiplicate in quantità ed efficacia; i soci hanno preso sempre maggiore consapevolezza dell'importanza della loro organizzazione e, consci della loro responsabilità di finanzia a Dio e agli uomini, lavorano anche nei posti più alti della vita nazionale con una dedizione che dà ottime speranze per l'avvenire.
