XIMENES (JIMÉNEZ) DE CISNEROS, FRANCISCO

XIMENES (JIMÉNEZ) DE CISNEROS, FRANCISCO. - N. a Torrelaguna (Madrid) nel 1436, m. a Roa l'8 nov. 1517. Dopo essersi laureato in diritto canonico si recò a Roma e vi rimase dal 1449 al 1465. Tornato in Spagna, venne in urto con l'arcivescovo di Toledo, Alonso Carrillo, che lo fece imprigionare per sei anni. Poi il vescovo Mendoza lo prese sotto la sua protezione e lo nominò vicario generale di Siguenza. Nel 1484 lo X. entrò nell'Ordine francescano, mutando il suo nome Gonzalo in Francisco.

Nel 1494 fu nominato provinciale dell'Ordine e intraprese la visita dei conventi di Castiglia; autorizzato da un breve di Alessandro VI a riformare i monasteri

(da ed. anastatica a cura di R. Elwood, Berlino 1903, p. 2r)
XILOGRAFICI, LIBRI - Mirabilia Romae (2ª metà sec. XV), versione tedesca - Esemplare della Biblioteca di Gotha.

spagnoli, si pose all'opera con inflessibile energia, e dopo che nel 1495 fu nominato arcivescovo di Toledo, proseguì nella sua azione, intesa a ristabilire l'unità dell'Ordine francescano, a restaurare la disciplina e la gerarchia ecclesiastica, a diffondere l'istruzione. Fondò l'Università di Alcalá, e con la collaborazione di dotti d'ogni parte d'Europa curò la redazione e stampò a sue spese la Bibbia poliglotta. La sua dura intramigenza gli procurò molti nemici che cercarono di nuocergli presso la corte e presso il Papa, ma i sovrani lo difesero contro tutti i detrattori. Quando nel 1506 morì Filippo di Castiglia, Ferdinando era in Italia. Lo X. assunse la reggenza e raccolse truppe che tennero a freno le velleità di ribellione dei nobili. Nel 1507 ebbe la carica di grande inquisitore, e Giulio II lo nominò cardinale. Lo X. molto si adoperò a convertire al cattolicesimo i Mori di Granata. Infine si fece sostenitore di una nuova Crociata. Ferdinando avrebbe voluto una spedizione in India, ma lo X., richiamandosi alle ultime volontà di Isabella, ottenne che fosse diretta al Marocco e le fissò come obiettivo Orano, mentre il Re mirava alla conquista di Tunisi, che gli avrebbe procurato una forte base strategica nel Mediterraneo. L'impresa fu guidata dallo stesso X. che seguì in Africa l'esercito comandato da Pedro Navarro. Dopo l'occupazione di Orano sorsero contrasti fra lo X. e il Navarro, e questo ultimo riuscì ad ottenere che il cardinale fosse richiamato in patria. Ma ad una serie di vittorie che portarono gli Spagnoli fino a Tunisi, seguì una disfatta che fece perder loro tutti i territori conquistati, ad eccezione di Orano. Nel 1516, quando Ferdinando morì, lo X. assunse la reggenza alla quale era stato designato dal Re. Durante il suo breve governo lo X. dedicò ogni sforzo a conservare l'unità dello Stato, costituì un esercito nazionale che gli permise di mantenere l'ordine, sventò tutte le macchinazioni dei grandi, riordinò le finanze. Respinto un tentativo degli Albret di riconquistare la Navarra, fece radere al suolo tutte le fortezze di quella provincia, ad eccezione di Pamplona. Esito sfavorevole ebbe invece una spedizione contro i pirati del Barbarossa.

Sebbene Giovanna fosse ancora vivente, lo X., cedendo alla volontà di Carlo, lo fece proclamare re il 30 maggio 1516. Ma il primo atto del nuovo sovrano fu di esonerarlo dal governo. Quando Carlo si recò in Spagna, lo X. era infermo, e morì prima di averlo potuto incontrare. Nella sua attività di ecclesiastico lo X. anticipò le direttive della Riforma cattolica, con la strenua difesa della fede contro l'eresia, con l'assidua opera di epurazione morale e di miglioramento culturale del clero. Come statista, egli si propose all'interno di rafforzare la monarchia e lo Stato, e all'esterno mirò ad assicurare il predominio spagnolo nell'Africa settentrionale.

BIBL.: K. Hefele, Der Card. X., 2ª ed., Tubinga 1851; Cartas de los secretarios del card. Cisneros durante su regencia, Madrid 1875; J. Lyell, Card. X., Londra 1917; Conde de Cedillo, El card. Cisneros gobernador del reino, Madrid 1921; F. L. de Sarasola, Cisneros y su siglo, in Arch. ibero-amer., 33 (1930), pp. 112-130; F. L. de Retana, Cisneros y su siglo, Madrid 1929-30; W. Starkie, Grand Inquisition, being an account of card. X. de Cisneros and his times, Londra 1940; B. Llorca, Bulario pontificio de la inquisición española, Roma 1949, V. indice; L. Fernández de Retana, Fray F. X. de C., Madrid 1952; M. Jimenez Fernández, El plan Cisneros-Las Casas para la reformación de las Indias, Siviglia 1953. Roberto Palmarocchi
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“XIMENES (JIMÉNEZ) DE CISNEROS, FRANCISCO.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), p. 1066. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/ximenes-jimenez-de-cisneros-francisco.