ZACCARIA (ehr. Zekharjah) - Jahweh si è ricordato ». - Nome di un re, di un profeta d'Israele, e di vari personaggi minori del Vecchio Testamento.
1. Re d'Israele, figlio di Ieroboam II e suo successore (743 a. C.). Il suo regno durò solo sei mesi; Z. fu ucciso Sellum (v.). In II Reg. 14, 29; 15, 8-12 si ricorda solo la sua condotta idolatrica e si afferma che in Z. si adempì la profezia fatta a Jehu, cui era stata promessa una dinastia della durata di quattro generazioni (cf. ibid. 10, 30).
2. Sommo sacerdote e profeta, ucciso dal re Ioas (799-784 a. C.) perché accusava il popolo di apostasia e di indifferentismo religioso. Fu ucciso nell'atrio del Tempio (II Par. 24, 20-22). Siccome in Mt. 23, 35 (cf. Lc. 11, 51) Gesù rimprovera ai Giudei l'uccisione dei profeti sino a quella di Z. «figlio di Barachia», messo a morte «fra il Tempio e l'altare»; dall'epoca patristica si agita la questione circa l'identificazione dei due individui (cf. Girolamo, In Matthaeum, 23, 35: PL 26, 180).
La spiegazione più semplice è quella che elimina l'unico ostacolo all'identificazione, la paternità, notando che la determinazione «figlio di Barachia» manca nel testo di Luca ed in alcuni codici di Matteo; quindi viene considerata come una glossa suggerita forse dal ricordo di Z. profeta (v.), che era effettivamente figlio di Barachia. Ha le sue probabilità anche l'altra ipotesi, che considera Barachia come il vero padre di Z., mentre l'ultracentenario Ioiada (cf. II Par. 24, 15) sarebbe stato suo nonno. Il testo biblico, come avviene in altri casi, avrebbe semplicemente riallacciato i due personaggi più insigni, il sacerdote tutore di Ioas ed il nipote profeta ucciso dal re ingrato. Destituita di ogni fondamento e tendenziosa appare, invece, l'interpretazione che indica il profeta Gesù in Z. ZELOTI (SICARI) (v.) nel Tempio durante la rivolta antiormana del 66-70 d. C. (cf. Flavio Giuseppe, Bell. Jud., IV; G. Ricciotti, Flavio Giuseppe tradotto e commentato. La guerra giudaica, III, Torino 1937, pp. 174-76).
Altri 15 personaggi ca., il cui nome ricorre per lo più una volta sola, figurano nei libri dei Re e Paralipomeni; sono generalmente di famiglie levistiche o sacerdotali. Il nome ricorre anche in Esd. 8, 3.11; 10, 26; Neh. 11, 4; Is. 8, 2; I Mach. 5, 18.5. Angelo Penna