ZACCARIA, PAPA, santo. - Figlio di padre greco, dimorante in Calabria, fu eletto il 3 dic. 741, m. il 15 marzo 752.
A differenza del suo predecessore Gregorio III, nei riguardi di Liutprando, re dei Longobardi, giudicò miglior partito d'inaugurare con lui rapporti amichevoli. Andò egli stesso a Terni (742) e concluse un accordo assai vantaggioso per cui Liutprando promise di restituire le quattro fortezze di Amelia. Orte, Bomarco e Bieda, che riteneva ancora ingiustamente; gli riconsegnò i patrimoni usurpati da una trentina d'anni e stipulò una tregua di vent'anni con il Ducato di Roma. Il Papa intervenne pure in favore dell'Esarcato di Ravenna, che i Longobardi volevano togliere ai Bizantini (743), ma non riuscì che a differire l'impresa, compiuta poi del re Astolfo nel 751. Z. seppe rendere favorevole alla Chiesa romana l'imperatore Costantino V ed ebbe in dono le massae di Norma e di Ninfa. In realtà questo non era che un compenso per la perdita di altri domini in Sicilia e in Calabria. Nel 747, Z. approvò il mutamento di regime in Francia Breve (v.). Il Papa si dimostrò anche buon amministratore delle terre della Chiesa, che vennero coltivate mediante stabilimenti agricoli ben organizzati (v. PIETRO). A Roma restaurò il Palazzo del Laterano, molto danneggiato e abbellì, ai piedi del Palatino, la chiesa di S. Maria Antiqua, dove si conserva ancora il suo ritratto, eseguito mentre egli era in vita. Festì il 15 marzo.