ZÍŠKA, JAN z TROCNOVA. - Primo condottiero degli hussiti, n. ca. il 1353-58 a Trocnov (Boemia meridionale), m. di peste l'11 ott. 1424 nell'assedio nel castello di Přibyslav.
Z., oriundo da piccola nobiltà ceca, servì prima nelle truppe dei potenti signori locali, poi nelle milizie del re di Polonia e in quelle del re di Boemia Venceslao IV. Nel 1419 prese parte alle prime sommosse degli hussiti a
ZIRC (Nova Clara Vallis). - Complesso degli edifici abbaziali (1913).
Nelle rovine delle antiche città sumere, babilonesi e assire sono state scoperte z. in grande numero, poiché non vi era tempo importante nel paese che non avesse la sua torre, molte volte ricostruita e cambiata nella pianta, nell'altezza, nel numero dei gradini o delle terrazze e nella forma, direzione e lunghezza delle scalinate o rampe che salivano fino alla cima.
In origine, in epoca ancora preistorica, la z. era costituita da una terrazza alta o da maggior numero di terrazze, sovrapposte una sull'altra senza numero fisso; in genere le forme delle z. variavano da città a città e da epoca ad epoca, sebbene non molto, ed infine la torre a sette gradini, come il numero dei pianeti, con un tempietto in cima e una scalinata d'accesso divenne la z. tipica. Si sono scoperte z. tanto negli strati preistorici delle città sudabilonesi (Uru, Uruk ecc.) quanto in quelli dell'epoca neobabilonesi e neoassira (Babele, Barisippu, Aššūr, Kalhu, Dūr-Sarrukēnī [Horsābād], Ninive, ecc.); la più famosa era quella del tempio di Marduk a Babele, che portava il nome sumero di Etemenanki, le sue misure sono note per essere state tramandate in una tavoletta scritta nel periodo neobabilonesi da un certo Anubélšunu.
Non si sa quale scopo gli antichi Mesopotamici costruissero z. e quale fosse precisamente il significato religioso di queste. Alcuni studiosi affermano che esse sono imitazioni nella pianura mesopotamica delle colline sulle cui cime gli antichi Sumeri veneravano nei templi le loro divinità quando abitavano ancora sull'altopiano iranico prima di discendere nella Mesopotamia; altri vi vedono luoghi di sepoltura dei re, come le piramidi di Egitto; ancora altri vi vedono luoghi di discesa delle divinità dal cielo sulla terra, ed altri dànno ancora altre interpretazioni delle torri templarie.

babilmente quella di Nabucodonosor a Babele. Beniamino da Tudela ed altri viaggiatori dopo di lui hanno preso le z. di 'Aqar Qūf (Dūr-Kurigalzi) o di Barsippu (Bire Nimrud) per la torre di Babele anticotestamentaria.
Praga (v. CHUS) e presto ne divenne capo militare e politico. Z. segui la corrente più radicale degli hussiti con centro a Tabor (donde Taboriti) in Boemia meridionale in opposizione ai moderati Praghesi. I Taboriti, in gran parte contadini ed artigiani, proclamandosi «militi di Dio e della sua legge», combattevano fanaticamente per la riforma hussita e Z. si credeva chiamato da Dio per farla trionfare con la spada e con il fuoco. Benché dal 1421 completamente cieco, Z. riportò grandi vittorie sugli eserciti numericamente superiori del re Sigismondo e dei suoi partigiani. A ciò, oltre il genio strategico di Z., contribuì anche la sua particolare tecnica militare: carri corazzati muniti di bombarde e carichi di truppe che egli spostava e ordinava con grande maestria. Nelle città espugnate Z. passava a fil di spada tutti quelli che si rifiutavano di aderire al movimento hussita e distruggeva tutte le «vanità mondane», cioè monumenti d’arte, biblioteche, archivi, ecc. Z. paternamente sollecitò dei suoi militari, servì il movimento hussita sinceramente e disinteressatamente, ma il fanatismo scetario laboria non gli permise di trarre dai suoi successi militari vantaggi durevoli neanche per gli scopi politici e nazionali del movimento. Senza Z. il movimento hussita verosimile mentre non sarebbe uscito dal campo delle discussioni teologiche e riforme ecclesiastiche né degenerato in lunghe guerre fratricide, che sconvolsero profondamente la vita religiosa, culturale e politica del Regno di Boemia causando ingenti danni materiali e morali.