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 originali. Il B. si limitò, spesso, a parafrasare fonti latine, come per il Prato spirituale, raccolta di vite dei santi, e per la Vita di frate Egidio. Più personale riusci nella Vita del b. Colombini, ch'è l'opera sua più conosciuta per la quale il B., pur avvalendosi di Giovanni Tavelli da Tossignano, uscì dai limiti della compilazione e attinse direttamente ai documenti, dando vita cosi a una celebrazione tra storica e fantastica; nella prosa vivace e limpidissima, continua all'opera la grazia del Trecento, e perciò attrasse nel secolo scorso la viva ammirazione dei puristi.

Il B. contribuì pure alla ripresa della lirica delle laudi, e allo sviluppo delle sacre rappresentazioni. Oltre alle Rime serie e facete, compose infatti Laudi spirituali, ricche di fede schietta e calda, per quanto con stanchezza e adattamenti voluti, e Sacre rappresentazioni, quali L'Annunziazione di Nostra Donna, Il

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giudicio finale, S. Giovanni Battista nel deserto, Abraam e Isaac. Quest'ultima fu recitata nella chiesa di S. Maria Maddalena in Cestelli nel 1449, e riesumata nel 1917 a Firenze per cura di L. Rasi con musiche di I. Pizzetti. Mostrano tutte un'arte avveduta e un sentimento di umana tenerezza che in alcuni momenti dà vita a versi schietti ed efficaci.

Bibl.: Opere: Prose edite e inedite, per cura di O. Gigli, Roma 1843-44: Laude spirituali di F. B., a cura di A. Galletti, Firenze 1863: Sacre rappresentazioni dei sect. XIV, XV e XVI, per cura di A. D'Ancona, Firenze 1872. - Studi: A. D'Ancona, Origini del teatro italiano, II, 2^{°} ed., Firenze 1891, p. 239; F. Ceccarelli, F. B. e le sue opere, Siena 1907. Silvio Perquazi

BELCASTRO. - Città già vescovile della Calabria, sulle pendici sud-orientali della Sila, tra Catanzaro e S. Severina.

I vecchi cronisti calabresi ne hanno fatto la patria di s. Tommaso d'Aquino, il cui padre, Landolfo, aveva il titolo di conte di B.; m3 i loro argomenti sono tutt'altro che solidi. Il Barrio ne assegna la fondazione a Filottete; compare solo durante la dominazione bizantina, con il nome di \mathrm{K} α λ λ ε ε σ λ 1 ς, latinamente Bellicastrum o anche Genecoastrum. Dai Bizantini fu elevata a diocesi nella seconda metà del sec. I2, come risulta dalla Natiiia III, della Diatiposi di Leone VI il Filosofo, che ne fece una suffraginea di S. Severina, non potendosi in alcun modo sostenere che la \mathrm{K} α λ λ ε ε σ λ 1 ς, ivi ricordata corrisponde a Callipoli di Puglia. Si trattava di una diocesi di poca entità, perché oltre la cittadina di B., che non ha mai superato i 3.000 a., non aveva che il villaggio di Villa Aragona, detto anche Andali, abitato più tardi da Albanezi. Nel 1818 fu soppressa con la bolla De uilliori e il suo territorio incorporato a S. Severina.

Bibl.: Ughelli, IX, pp. 494-98; G. Fiore, Calabria illustrata, II, Napoli 1743, pp. 334-36; G. Minasi, Le chiese di Calabria, ivi 1896, p. 235; F. Groner, Le diocesi d'Italia dalla metà del sec. X a tutto il sec. XII, Melfi 1908, p. 79; F. Russo, La metropolis di S. Severina, in Arch. si. Calabria e Lucania, 16 (1943), pp. 10-13; F. Bonnard, s. v. in DHG, VII, coll. 503-506.

Francesco Russo
Belém, Santa Maria de. - Monastero portoghese dei Gerolamiti a Lisbona. Possiede accanto una grande chiesa e un chiostro famoso. Nel complesso è il monumento più considerevole di Lisbona. Fu iniziato da re Manuel I nel luogo ove era una piccola cappella fondata dal principe Enrico il Navigatore. Fondato nel 1502 su progetto del Boytac, al quale successe nel 1517 João de Castillo che ebbe come principale collaboratore lo scultore francese Nicolas Charterene e quindi altri architetti e decoratori, è uno dei più importanti monumenti elevati nello stile detto monoclino che è una variante locale ricca di fascino del tardo gotico. La costruzione fu interrotta sotto Giovanni III nel 1551 e malamente restaurata nel sec. xix per riparare i danni del terremoto del 1755. Di là partirono Vasco de Gama e Alvarês Cabral.

Bibl.: B. Aranho, Bibl. des ouvrages portugais pour servir à l'étude des villes et monuments du Portugal, Lisbona 1900; W. C. Watson, Portuguese Architecture, Londra 1908 (v. indice).

Fabia Borroni
Belém do Gráo Pará, arcidiocesi di. - In Brasile, Stato del Pará. Città fondata nel 1616 sull'estuario del Pará; oggi ha una popolazione di 300.000 ab. ed è capitale dello Stato di Pará ( 1.362 .966 kmq .). La diocesi di B. fu eretta il 4 marzo 1719, dal papa Clemente XI con la bolla Copiosus in misericordia, con territori della diocesi di S. Luigi di Maranhao, come suffraganea di Lisbona fino al 1827 , poi di S. Salvatore della Bahia. E arcidiocesi dal 1^{°} maggio 1906. Fin dalla prima metà del Seicento fu coltivata da missionari francescani, gesuiti, carmelitani e mercedari. Con l'espulsione dei Gesuiti e l'allontanamento degli altri missionari, le missioni decaddero, e non rifiorirono che in tempi recenti, per opera di mons. An-
tonio de Macedo Costa. Dal 1893 al 1934 sono state staccate da B. la diocesi di Amazoni e le prelature nullius di Santarem, S.ma Concezione di Araguaya, Marajó, Gurupy (oggi Guamá) e Xingú (v.) Ha 44 parrocchie, 22 sacerdoti diocesani, 10 Congregazioni religiose maschili e 10 femminili, due seminari. Il clero è ancora scarso. Il Duomo fu cominciato nel 1739 e restaurato da mons. Macedo Costa. L'episodio occupa l'antico collegio dei Gesuiti. Oltre la Cattedrale è notevole la basilica di Nazareth, sorta per iniziativa del barnabita L. Zaja.

Bibl.: F. de Almeida, História da Igreja em Portugal, III, i, Coimbra 1912, p. 49; III, it, ivi 1912, pp. 1047-49; IV, it, ivi 1917, pp. 39, 41, 188-91; Sem. Tetturun, s. v. in DHG, VII, coll. 312-16; S. d'Ascvedo, s. v. in Feces de Petropolis, 34 (1940), pp. 476-79; Anon., Pará, in Encic. universal europaamericana, XLI, pp. 1133-37; G. B. Lehmann, O Brasil Católico 1947, Juiz de Fora 1947, pp. 35-40.

Giovanni Meseguer
BELETH, GIOVANNI. - Teologo, professore e rettore dell'Università di Parigi, d'origine forse inglese, m. nel 1182.

Il Trithemiar(e. 415), ricorda i suoi Sermones, il Pithoeus una Gemma animae, altri lodano la sua erudizione nelle S. Scritture. L'opera principale è la Diminorum officiorum esplosio (tra 1161-65), chiamate anche Rationale div. off. (così, p. es.: PL. 202, 167) essendo spesse volte unita con il Rationale div. off. di Durando (p. es., nell'edizione di Lione, 1612): è una considerevole spiegazione della liturgia del suo tempo con nozioni generalmente precise sull'ufficio divino, la Messa, l'anno della Chiesa, i luoghi sacri, il ministro del culto. Il testo stampato differisce molto dal testo dei numerosi codici manuscritti che si trovano nella biblioteca Nazionale di Parigi.

Bibl.: Ed. da C. Lauriniano, Anversa 1253, e dopo spesso; P. C. Deunou, Hist. litt. Francs, XIV, Parigi 1817, pp. 218-22; P. Féret, La faculté de théologie de Paris et ses docteurs les plus sé-
ldéres, I, ivi 1894, p. 129, n. 4 con un elenco degli scritti inediti; U. Chevalier, Répertoire des sources historiques, I, Parigi 1903, p. 498 (bibl.); F. Cabrol, s. v. in DACL, II, coll. 649-50; J. de Ghellinck, L'exter de la littérature latine au XIIr siècle, I, Bruxelles 1946, pp. 156-57.

Filippo Oppenheim

## BELFAST: v. DOWN.

BELGIO. - Stato dell'Europa nord-occidentale, ( 30.508 kmq .; poco più del Piemonte), confinante con Olanda, Germania, Lussemburgo e Francia.

Sommario: I. Geografia - II. Vicende storiche. - III. La Chiesa nel B. - IV. Letteratura. - V. Ordinamento scolastico.

1. Geografia. - Il solco in cui scorrono Schelda e Mosa ne divide il territorio in due distinte sezioni, orientate anch'esse, come quel solco, da SO a NE. La sezione meridionale è un altopiano interrotto da groppe collinose (Ardenne), dal clima umido e inclemente, dalla popolazione poco densa ed a carattere prevalentemente rurale; quella settentrionale, vasta e popolosissima, una pianura che declina lentamente verso la breve ( 66 km ) linea di costa, dove sono anche plaghe depresse, riparate da dighe e messe a coltura (polders), dal clima tipicamente oceanico. La pianura che, ricca ed opulenta di messi nella sua parte mediana ed occidentale (Fiandra), si fa più povera e triste verso levante (lande del Campine), è attraversata dalla Schelda, modesta di corso, ma copiosa di acque e navigabile, sul cui estuario s'apre il massimo emporio commerciale del B. ed uno dei più attivi di questa parte di Europa: Anversa.

La popolazione ( 8,4 milioni di ab. nel 1947) che attinge una densità elevata ( 276 ab . al kmq.; 540 nella regione centrale del Brabante), anzi la più elevata d'Europa (ma si tenga conto della modesta base territoriale), è costituita per oltre la metà da Fiamminghi, parlanti un dialetto germanico, e per poco meno della metà da Valloni di lingua francese (con piccoli gruppi di parlanti il tedesco ad oriente) : i due domini

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linguistici sono divisi grosso modo dalla linea Tour-nai-Liegi. La quasi totalità del paese è cattolica; i protestanti costituiscono appena lo 0,3 \% e gli ebrei lo 0,1 \% del totale. Oltre la capitale Bruxelles (ca. I milione di ab., con i sobborghi), diverse città evadono, per la loro importanza economica, un interesse puramente nazionale : Anversa ( 256 mila ab.), Gand ( 161 mila ab.), centro dell'industria laniera, Liegi ( 151 mila ab.), il principale centro siderurgico, Malines ( 61 mila ab.), Ostenda ( 48 mila ab.), ecc.

Agricoltura ed allevamento, sebbene fiorentissimi, passano, nell'economia del paese, in seconda linea di fronte all'attività industriale e commerciale, favorite, la prima dalle ricchezze minerarie (carbon fossile, ferro, zinco), la seconda dalla privilegiata postura del paese, al punto d'incrocio delle vie di comunicazione fra le regioni extrauropee (oltre l'Inghilterra) e l'Europa orientale e fra questa e l'Europa occidentale.

Il regno del B. è una monarchia costituzionale rappresentativa con Parlamento bicamerale; unito in unico Stato con l'Olanda nel 1815 , il B. se ne staccò nel 1830.

|  | Superfice | Popolazio- |  | Capoluogo pop. |
| :--: | :--: | :--: | :--: | :--: |
| Province | in | ne (Stima) | \begin{gathered} \text { nità } \\ 1945 \end{gathered} | in 1000 |
| Anversa | 2.831 | 1.255 .760 | 444 | Anversa (256) |
| Brabante | 3.283 | 1.773 .635 | 540 | Bruxelles (935) |
| Fiandra occid. | 3.234 | 984.475 | 305 | Bruges (53) |
| Fiandra orient. | 3.002 | 1.207 .805 | 402 | Gand (161) |
| Hainaut | 3.721 | 1.185 .904 | 319 | Mons (25) |
| Liegi | 3.951 | 928.941 | 235 | Liegi (151) |
| Limburgo | 2.408 | 443.758 | 184 | Hasselt (29) |
| Lussemburgo | 4.418 | 214.105 | 48 | Arlen (11) |
| Namur | 3.660 | 350.121 | 96 | Namur (31) |
| Eupen e Malmédy | 1.056 | 66.854 | 63 | - |
| Totale | 31.564 | 8.411 .358 | 276 |  |

Bibl.: C. Lemonnier, La Belgique, Bruxelles 1905; F. Kraentzel, Géographie de la Belgique, ivi 1909; H. Chabriant, La Belgique moderne, Parigi 1910; I. Halkin, Géographie de la Belgique, Namur 1923; A. Demangeon, Belgique, in Géogr. Universelle, diretta da P. Vidal de la Blache e L. Gallois, II, Parigi 1927; S. Grande, B., in Terra e Nazioni, Milano 1932; C. Merlo, in Geogr. Universale diretta da R. Almagià, I, in, ivi 1940.

Giuseppe Caraci
II. Vicende storiche. - Non è necessario aspettare il 1830 , anno della rivoluzione che consacrò la separazione definitiva dei Paesi Bassi del nord da quelli del sud, per parlare del B. Se la formazione dello Stato belga non risale oltre quella data, le province del sud avevano già una loro forma d'indipendenza sotto principi comuni a partire dal medioevo. Poste tra la Neustria e l'Austrasia, le province s'affrancarono presto dall'azione centralizzatrice del regno di Francia e dell'impero. Con il trattato di Verdun (843), la formazione della Lotaringia aveva legato i Fiamminghi e i Piccardi della riva sinistra dell'Escaut all'influenza francese, facendo dipendere dall'impero le popolazioni di lingua vallone e germanica abitanti sulla destra del medesimo fiume e sulle rive della Mosa.

Le famiglie dei conti di Fiandra, di Brabante, di Hainaut, di Namur, di Limburgo e di Lussemburgo si unirono spesso sotto il regime feudale per conservare la loro influenza oltre le rispettive frontiere. Legate da vincoli matrimoniali alle famiglie reali dei paesi confinanti, questi principi parteciparono alla grande politica del loro tempo. Goffredo di Buglione, uno dei capi della prima Crociata, s'ebbe nel 1099 il titolo di «svvocato del Santo Sepolcro». La casa di Namur conservò l'impero latino di Costantinopoli dal 1217 sino alla sua fine. I Lussemburgo diedero parecchi titolari all'impero germanico. Il principato ecclesiastico di Liegi ebbe sl una vita poli-
tica indipendente e riusci a sfuggire al movimento centralizzatore dei Borgogna nel sec. xv, ma i vescovi eletti appartenevano spesso a famiglie comitali belghe, e la giuradizione di essi comprendeva una buona metà delle province del B. Filippo il Buono riusci a realizzare una prima unione degli Stati posti tra la Frisia e la Champagne. Quest'unione venne mantenuta, dopo la morte di Carlo il Temerario (1477), dalle armi di Massimiliano di Asburgo, marito di Maria di Borgogna. Questo matrimonio fece degli Asburgo i sovrani legittimi delle Province Unite. Per tre secoli essi dovettero, nell'assumere il potere, giurare di conservare i diritti e le franchigie dei comuni e degli stati, e venivano riconosciuti come conti o duchi o marchesi in ciascuna delle province, riunite in forma definitiva e rese indipendenti da ogni vassallaggio dalla Francia o dall'impero, a partire da Carlo V. I comuni e le città godevano di larghe libertà e possedevano carte di franchigia fin dal xir sec. Le imposte e i contributi dovevano ogni anno essere approvati dalle assemblee degli Stati provinciali, il che costituiva un limite all'arbitrio di principi potenti dai quali essi vennero trascinati nel giuoco della politica europea, prima sotto l'influenza della Spagna e poi sotto quella dell'Austria.

Sotto Carlo V e Filippo II, le città del nord subirono più profondamente l'influenza protestante, luterana prima e poi calvinista, e insieme con le province del sud insorsero contro la Spagna. Il sentimento nazionale esaltato dal desiderio delle libertà politiche e religiose parve per un istante trionfare dopo le repressioni del duca d'Alba (1568-73) e l'insuccesso del Requesens, inviato a riparare gli errori del suo predecessore (1573-76). Con la «Pacificazione di Gand» (1576) gli Stati Generali proclamarono di fatto la loro indipendenza. Don Giovanni d'Austria e poi Alessandro Farnese, aiutati dai «Malcontenti» cattolici della Confederazione d'Arras, riuscirono a far riconoscere l'autorità di Filippo II nelle province del sud e a intraprendere la sottomissione delle province del nord. Guglielmo d'Orange, capo della rivolta, non avendo potuto mantenere l'ideale nazionale di tolleranza del 1576 , dovette rassegnarsi a difendere l'Unione d'Utrecht, raggruppando gli Stati del nord, la Fiandra e il Brabante. Mentre egli perdeva queste due province, l'Olanda, la Zelandia, l'Utrecht, la Frisia, Groninga e la Gheldria continuarono la lotta, escludendo dai loro territori ogni altra confessione che non fosse quella protestante. La maggior parte della popolazione rimasta cattolica, ma privata dei suoi sacerdoti, passò così a poco a poco all'eresia.

La lotta fra i Paesi Bassi del sud (Fiandra), divenuti praticamente indipendenti dalla Spagna sotto gli arciduchi Alberto e Isabella (1598-1623), e le Province Unite continuò fino al 1648 con grave danno di ambedue le parti. Il regno degli arciduchi assicurò alle province del sud uno splendido rinascimento cattolico nel campo dell'istruzione, delle arti e delle lettere. Il trattato di Münster (1648) consacrò la separazione definitiva del nord e del sud. La Fiandra perdette le regioni cattoliche del Basso Escaut, del Brabante settentrionale e dell'Oltre-Mosa, e si vide chiudere il porto di Anversa. Le guerre di Luigi XIV tolsero ancora ai Paesi Bassi spagnoli una buona parte della contea di Fiandra, l'Artois, il Cambrésis, metà dello Hainaut, il Tourndels e una parte del Lussemburgo. I trattati dei Pirenei (1654), di Aquisgrana (1668) e di Nimega (1673) consacrarono queste amputazioni successive. La guerra per la successione di Spagna fece ancora delle province belghe la posta principale delle rivalità europee e fu causa di ampie devastazioni. Il trattato di Utrecht e posteriormente la convenzione di La Barrière (Anversa 1715) fecero passare queste province sotto l'autorità degli Asburgo d'Austria, dopo un regime d'influenza francese e bavarese durato più di venti anni. La pace restituì ai Paesi Bassi della corona d'Austria una incontestabile prosperità materiale, e tolta la parentesi della guerra di successione

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austriaca (1745-48) essi poterono svilupparsi nella tranquillità e nell'ordine. Però l'opposizione al dispotismo illuminato ebbe una accentuata manifestazione in occasione della cerimonia con cui fu inaugurato il seminario di Lovanio nel 1783. Nel 1789 il malcontento fino allora frenato scoppiò nella rivoluzione del Brabante portando la formazione degli Stati belgi uniti. Ma la discordia che era tra i rappresentanti conservatori portò alla perdita di quanto era stato raggiunto. L'esercito di Leopoldo II, successo a Giuseppe II, riprese nel 1790 le province senza quasi colpo ferire. Ma nel 1794, i Francesi si annetterono definitivamente i Paesi Bassi austriaci e il principato di Liegi nel 1795 .

L'unione del B., dell'Olanda (e del granducato di Lussemburgo assegnato a titolo personale al nuovo re in compenso dei territori aviti ceduti alla Prussia) formò, con il trattato di Vienna, il nuovo regno dei Paesi Bassi sotto la sovranità di Guglielmo d'Orange Nassau. Questo Stato poteva costituire una specie di tampone ideale tra la Francia e la Germania e contribuire
![img-14.jpeg](img-14.jpeg)

Belgio - Circoscrizioni ecclesiastiche: 1. Confini di Stato: 2. Confini di circoscrizione ecclesiastica; 3. Perrovie.
al mantenimento dell'equilibrio europeo. Esso avrebbe potuto vivere a lungo, se il re protestante non si fosse troppo appoggiato alle minoranze calviniste olandesi, alle quali lasciò un'influenza preponderante nell'esercito e nei ministeri; per fondere insieme popolazioni diverse per mentalità, religione e lingua, ci sarebbe voluto un sovrano più capace e di sentimenti più aperti di Guglielmo I d'Olanda. Egli si alienò inutilmente i cattolici belgi con le sue sconsigliate persecuzioni contro il vescovo di Gand e dei suoi vicari e con l'azione svolta contro l'insegnamento confessionale e le Congregazioni religiose. La legge che garantiva la libertà e l'uguaglianza a tutti i culti che non turbassero la tranquillità pubblica, spiacque ai vescovi e fu approvata solo da una minoranza di notabili belgi : 527 contro 796 e 280 astenuti su 1803 chiamati ad esprimere il loro parere. Malgrado questo avvertimento, Guglielmo I ebbe ancora la velleità di mirare alla formazione di un clero che fosse ligio alle sue idee in una scuola filosofica obbligatoria. A questo scopo egli creò a Lovanio nel 1824 un collegio, che incontrò fin da principio l'opposizione dei vescovi e dei cattolici, e soppresse i piccoli seminari diocesani e l'insegnamento delle Congregazioni. La conclusione di un concordato nel 1827 non valse a rilevare il discredito in cui erano caduti i ministri del re nel loro tentativo di asservire la Chiesa. La proposta alle cattedre episcopali di candidati indegni suscitò vivaci opposizioni. I liberali, d'altro canto, attaccati alla libertà di stampa, chiedevano il ristabilimento della giuria nei processi e volevano la responsabilità dei
ministri. Nel 1828 , uniti i loro sforzi ai cattolici, favorirono una petizione generale in favore della libertà. A mettere d'accordo i cattolici e i liberali valse molto l'opera del Lamennais, e l'accordo fu mantenuto fino alla rivoluzione. L'assolutismo personale del re, la sua ostinazione, le sue false idee sul valore religioso del cattolicesimo, nonché il servile accacamento ed il settarismo dei ministri Goubeau e Van Maanen mandarono definitivamente in rovina il fragile stato artificiosamente messo insieme dal Congresso di Vienna. La stampa cattolica e liberale condusse un'opposizione accanita contro il governo. La rivoluzione del luglio 1830 a Parigi rinfocolò il risentimento e accrebbe l'audacia degli oppositori. I ministri del re non presero alcuna misura di sicurezza. La rappresentazione della Muta di Partici, opera in cui era messa in scena la rivolta di Masaniello, provocò l'entusiasmo della borghesia e del popolo di Bruxelles, entusiasmo che ebbe subito le sue conseguenze in piazza. La casa del ministro Van Maanen venne saccheggiata, la rivolta si-estese e prese forza, e dalle province si accorse alla capitale. Guglielmo I cercò di porre rimedio, ma era troppo tardi. Un governo provvisorio, costituito alla fine di sett., estese la sua autorità su tutto il paese, proclamò il 24 ott. l'indipendenza del B. e convocò il congresso nazionale. L'assemblea di 200 membri eletti direttamente confermò fino dal ro nov. le decisioni del governo e si pronunciò immediatamente dopo in favore della istituzione di una monarchia.

Il 3 febbr. 1831 il congresso nazionale elesse a re il principe di Nemours, secondo figlio di Luigi Filippo, ma questa candidatura non venne accettata dalle Potenze. Il 3 giugno venne eletto il principe Leopoldo di Sassonia-Coburgo, imparentato con la famiglia reale inglese. Il nuovo re s'occupò subito per ottenere dalla conferenza il trattato dei 18 articoli, che accordavano larghi compensi alle rivendicazioni belghe tanto dal punto di vista territoriale che da quello finanziario. Il congresso ratificò il trattato il 9 luglio e il re poté fare il suo ingresso nel B. e prestare il giuramento alla costituzione il 21 dello stesso mese.
r. Organizzazione politica e partiti. - L'assemblea Costituente aveva istituito una monarchia costituzionale ereditaria con la separazione dei poteri. La Chiesa godeva totale indipendenza, e i ministri del culto erano retribuiti dallo Stato.

Le prime elezioni legislative avvennero senza lotta: i suffragi andarono tutti a un unico partito unionista comprendente liberali e cattolici. Il diritto di voto era limitato a quelli che pagavano un determinato censo, per modo

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Bricio - Carta ecclesiastica storica: 1. Anversa, D. 1550-1801; Pr. 1124-1796; Cl. 1432-1796; Bg. sec. xili. - 2. Bruges, D. 15501801; 1834. Can. r. 1050; Ce. 1318; Bg. 1244. - 3. Gand, D. 1559. St-Bavon: B. sec. viI-1536; St-Pierre-au Mont-Blandin: B. sec. viI-1578-1796; Bandelot: B. 1197; Cl. 1315-1578; Cond. 1578-1796. Bylinque: Cl. m. sec. xili-1797; Niroenbosch (vedi), Ce. 1236; Bg. Grand-Bég. 1232; Pet. Bég. 1234. - 4. Liège-Luik, D. (sec. IV: Tongeren) 718 ; Liegi. St-Laurent: B. sec. 2-1797; St-Tacquet: B. 1015-1797; Rabernand: Cl. m. 1215-1796; Viregati: 1238-1796; Pr. 1124-1796; B. m. - 5. Malines, AD. 1559 (1801) B. sec. viI-21; Can. r. 1280; Bg. 1259. - 6. Namur-Nansen, D. 1529 (1801) 1842; Bg. 1235. - 7. Tournai - Doornik, D. sec. vi (unita a Noyon - 1146) (1559. 1801) St-Martin: B. sec. viI-1796; Préc-Forchins: Can. r. m. 1233-1796. - 8. Ypres - Ypern, D. 1559-1801. Bg. 1240. - 9. Aarschot, Bg. 1239. - 10. Aldon-Eyck, B. m. sec. viII; Can. s. sec. xi-1571; Bg. 1244. - 11. Alost, BW 1268. 12. Andenne, B. m. 692-sec. x; Can. r. m.-1794. - 13. Ath. Ci. m. 1234. - 14. Brogne - St-Gérard, B. 914-1787. - 15. Bruxelles, Can. s. 1047; Cl. m. 1201. - 16. Diest, Bg. 1247. - 17. Dikkebrenne, B. 734-1081 (poi Gronswou), - 18. Dilighem, Can. s. 1092 Pr. 1129-1787. - 19. Dinant, B. ? Can sec. xi, Pr. 1152. - 20. Drongen - Tronchiennes, B. sec. viI; Pr. 1138. - 21. Edingen - Enghion, Bg. 1255. - 22. Floreffe, Pr. 1151-1797. - 23. Vosse, B. sec. viI; Can. s. 1008-1796. - 24. Furnes - Veurne B. ? Can. s. 1100; Can. r. 1120; Pr. 1130. - 25. Gembloux, B. 940-1796. - 26. Gistel - Glisistelles, B. m. 1090-1572. - 27. Grammont - Gee. rardzbergen, B. sec. viI (Dikkebrenne), 1081-1797; Bg. 1245. - 28. Hasselt, Bg. 1245. - 29. Hemiksem, Cl. 1237 (1248). - 30. Herne - Hériones, Ce. 1314. - 31. Leuze, B. sec. viI; Can. s. sec. xi. - 22. Lierre - Lier, Cl. m. 1235; Ce. ?; Bg. 1238. - 33. Louvain Leuven, Universital: antica: 1426-1797 (1835) nuova: (1833) 1835. - Bg. 1230; B. 1125; Pr (Pavr) 1129; Can. r. 1204; Can. r. m. 1248; Ce. 1489. - 8. sec. xv, B. m. - 34. Malonne, B. sec. viI; Can. s. sec. ix; Can. r. 1147. - 35. Morra, Ste-Waudru: B. m. 688; Can. s. m. sec. xII; St-Pierre: B.; Can. s. 959; Val-des-Ecoliers: Can. r. 1252-1796; Cl. m. 1216-1678; Bg. 1248. 36. Maorsel, B. m. sec. viI-x; Cl. m. 1228. - 37. Moustier, B. m. sec. viI; Can. r. m. sec. xili. - 38. Nivelles - Nijvel, B. ? m. 640/50; Can. s. m. sec. x-1798; B. 640/50-?; BW 1270; Bg. 1273. - R. 1070; Can. r. 1100; Cl. 1132-1797; Tr. 1926. - 39. Nieuwenbosch, Cl. m. 1246-1578. - 40. Oudenbosch, Cl. m. 1215-46. - 41. Pamela, Cl. m. 1233. - 42. St-Trond, B. 660; Bg. 1265. - 43. So-
lières - Ben-Abin, Can. r.; Can. r. m. 1127; Ci. m. 1231-1796. - 44. Tirlemont-Tienen Bg.
che' il loro numero non superava i 30 mila. Gli unionisti, sotto la guida di Nothomb, di Van de Weyer e di Theux, tennero il governo a partire dal 1830 . Nove anni più tardi i liberali radicali organizzarono un potente partito che si separò dall'unione, mentre i cattolici, rimasti fedeli, preparavano l'opinione pubblica con la fondazione di una stampa ben distribuita. Un primo ministero liberale, presieduto dal Lebeau, assunse il governo nel 1840 , ma l'anno seguente dovette cedere al ministero unionista di Nothomb, seguito nel 1845 da quello di Van de Weyer, e nel 1846 dal ministero de Theux. Mentre i cattolici si mantenevano fedeli al partito unionista, la propaganda liberale e radi-
cale riusci nel 1842 a impedire il riconoscimento legale dell'Università di Lovanio, e ad assicurarsi una larga maggioranza parlamentare nel 1847. Con i ministri Carlo Rogier e Frère-Orban la lotta politica prese un aspetto aspro e vessatorio nei riguardi della Chiesa. I liberali miravano a toglierle il patrimonio delle sue fondazioni scolastiche, i cespiti destinati alle opere di carità, e ad eliminare la sua preponderante influenza nel campo dell'insegnamento. Maggioranze cattoliche e liberali si alternarono al Parlamento fino al 1884. I cattolici ammaestrati dall'esperienza avevano rinunziato all'unionismo e nel 1878 si erano organizzati nella federazione dei cattolici, mantenendo come

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principale obbiettivo la difesa dei principi del cattolicesimo, mentre i liberali andavano sempre più verso una politica anticlericale e settaria. Questa direttiva raggiunse il suo culmine sotto il ministero liberale di Frère-Orban, durato dal 1878 al 1884.

La legge sull'insegnamento elementare del 1879 bandiva l'insegnamento religioso dai programmi scolastici e stabiliva l'erezione in ciascun comune di una scuola gratuita di Stato agnostica. A partire dal 1842 un modus vivendi, accettabile per i cattolici, aveva stabilito che l'insegnamento religioso fosse ufficiale e sotto il controllo dei ministri del culto. Rompendo lo statu quo i liberali entrarono in lotta aperta con i vescovi, che a loro volta condannarono le scuole senza Dio e le interdissero ai fedeli. In pochi mesi i cattolici organizzarono scuole elementari in tutte le parrocchie e, sottoponendosi a gravi sacrifici finanziari e personali, riunirono nelle loro scuole gratuite più del 63 \% dei ragazzi in età di frequentare la scuola. Il settarismo e la reazezza dei liberali urtarono in questa lotta a tal punto l'animo dei belgi da alienare loro definitivamente la fiducia del corpo elettorale. Nelle elezioni del 1884 i cattolici ottennero una maggioranza schiacciante la quale venne mantenuta fino al 1919, nonostante il considerevole allargamento dello suffragio e la comparsa di un terzo partito, quello socialista.

Quando nel 1918 fu fatto un ministero di unione nazionale, il re Alberto promise il suffragio universale per tutti i cittadini che avessero raggiunto il ventunesimo anno di età, venendo incontro ai socialisti che avevano perseguito questo scopo da 40 anni. L'uguaglianza davanti al sacrificio dava diritto all'uguaglianza elettorale. La costituente del 1919, eleita in base a questo diritto, riconobbe il suffragio universale, concedendo il voto alle donne solo nelle elezioni amministrative. Una semplice legge poteva ormai estendere questo diritto alle elezioni provinciali e nazionali. La destra, che era rimasta il partito più numeroso, perdette la maggioranza che essa aveva tenuto fin dal 1884, e si lasciò ingannare dalle promesse dei socialisti accettando di appoggiarli nella questione del voto alle donne. In seguito il nuovo partito rappresentato dai nazionalisti fiamminghi, e poi quello dei resisti nel 1935 fecero calare di molto gli effettivi della destra, mentre il partito comunista si faceva strada all'interno del contingente socialista. Questa situazione diede per lungo tempo al partito liberale, ridotto a circa 25 deputati, la funzione di arbitro dei governi di coalizione che si divisero il potere tra le due guerre. Nel 1948 il suffragio femminile è stato esteso a tutte le elezioni. Nell'attuale Camera vi sono 92 deputati del partito sociale cattolico, 65 socialisti, 21 liberali e 23 comunisti. Al Senato il partito sociale cattolico ha quasi la metà dei seggi. Il governo, presieduto da Spadi, socialista, comprende a partire dal 1947 dei rappresentanti del partito sociale cristiano e dei socialisti. La coalizione socialista-liberale-comunista, che aveva preso il potere nel luglio del 1945, a causa della questione monarchica, ha cessato di esistere.
2. Questioni economiche e sociali. - Se il campo di lotta dei partiti durante la maggior parte del sec. xix si era quasi completamente limitato a quello dottrinario, ciò era dipeso dal fatto che dal punto di vista economico e sociale gli elettori censitari, raggruppati nei partiti cattolico e liberale, andavano quasi in tutto d'accordo.

Di fronte a questa prosperità industriale la condizione di quegli operai che non potevano difendere i loro diritti per mezzo di associazioni, era precaria e le relazioni dei congressi cattolici di Malines nel 1863 rivelano l'esistenza di numerosi abusi nell'organizzazione della vita dei lavoratori, ma lo spirito liberale era ancora troppo forte per potere fare appello con successo all'intervento coercitivo dello Stato. Il mito liberale dell'armonia degli interessi impediva l'azione degli uomini di buona volontà.

La propaganda socialista trovò un terreno favorevole tra le masse degli operai tolti alla loro dimora abituale, male alloggiati e costretti a nascondere i loro movimenti di solidarietà nelle società di mutuo soccorso. Il diritto di sciopero e di organizzazione degli operai fu riconosciuto per legge nel 1866. L'inchiesta del 1866 permise al ministero cattolico di Beernaert di rendersi conto della gravità della situazione e gli fece intraprendere una legislazione sociale progressista
che mise il B. all'avanguardia dell'Europa. Leggi principali verterono sui seguenti capi : interdizione del lavoro ai fanciulli e dell'impiego delle donne nelle miniere e nelle industrie insolubri; limitazione della durata del lavoro nelle miniere, e successivamente nelle officine : protezione del salario e misure di sicurtà contro gli infortuni sul lavoro; assicurazione contro gli infortuni e a scopo di previdenza per la vecchiaia; costruzione di case per gli operai, e infine riforma del codice elettorale.

I sindacati socialisti, che furono i primi ad essere organizzati, contavano numerosi lavoratori cattolici. Un imponente complesso di cooperative e di casse mutue sostenevano il movimento, che aveva due grandi quotidiani e un partito politico fortemente disciplinato e unito, per poter raggiungere efficacemente il suo obbiettivo, consistente nel suffragio universale. I cattolici, che s'erano resi conto dell'esistenza della questione sociale, fin dal congresso di Malines nel 1863, attesero a lungo prima di agire. Bisognerà aspettare fino al 1895,5 anni dopo la Forum novarum, per avere una risposta formale al riguarda. Il tempo perduto in questo deplorevole coeeccamento non fu più riguadagnato. Le masse operaie furono conquistate dalla propaganda socialista, specialmente in Valonia, e gli sforzi dei democristici cristiani, guidati da O. Kurth e dall'abate Pottier, si esaurirono in polemiche sterili con la destra conservatrice. Non sarà mai messo abbastanza in rilievo l'eroismo di cui dovettero dar prova gli operai sindacali cristiani per riguadagnare il tempo perduto. Nel 1901 erano 11 mila, nel 1914123 mila, nel 1939350 mila, attualmente sono 500 mila. Il maggior numero degli iscritti proviene dalle regioni fiamminghe. Attualmente il movimento operaio cristiano vallone, per quanto dopo l'intervento della J.O.C. (Jeunesse Ouevïre Catholique) non sia una quantità trascurabile, è tuttavia ben lontano dai quadri del sindacalismo socialista. Nelle regioni valloni vi sono: 60 mila ca. sindacati cristiani di contro a 350 mila socialisti. Gli operai fiamminghi hanno l'Het colh, giornale ben redatto e a larga tiratura. E anche da mettere in rilievo che l'età media degli operai iscritti ai sindacati cristiani è al di sotto dei quarant'anni, mentre quelli iscritti ai sindacati socialisti sono nettamente più anziani. Le società di mutuo soccorso al principio del sec. xix erano unicamente d'ispirazione cristiana e gli associati sono rimasti a lungo negli antichi quadri. I socialisti hanno da 30 anni rivolto i loro sforzi verso questo settore. Gli effettivi dei partecipanti socialisti erano in numero di 723.203 al 31 dic. 1946, mentre quelli delle opere cristiane assommavano a 681-710.

Se i cattolici hanno subito uno scacco innegabile nell'organizzazione della classe operaia, per esser rimasti troppo a lungo contrari ai sindacati, essi hanno in compenso raggruppato nelle regioni di lingua fiamminga le grande maggioranza dei contadini nel «Boerenbond» (v.), o associazione dei contadini. Nel 1880 i contadini erano stati colpiti da una grave crisi agricola. Ma in pochi anni l'agricoltura belga riuscì a superare la crisi, raddoppiando e in taluni casi anche triplicando la produzione per ettaro, e ad orientarsi verso colture industriali più redditizie o verso allevamenti selezionati.

L'istituzione delle cooperative agricole di vendita, acquisto e prestiti del «Boerenbond» (v.) ha salvato l'agricoltura belga assicurandole uno dei primi posti in Europa.
3. Questione fiamminga. - Nel 1830 la reazione contro le leggi neerlandesi relative alla lingua aveva condotto la costituente a ignorare di proposito la lingua fiamminga nella vita politica, nella amministrazione ed anche nei tribunali, e ciò mentre la maggior parte della popolazione delle province del nord ignorava il francese. A partire dal 1840 un vasto movimento di rinascita letteraria si manifestò nei paesi fiamminghi, portando come conseguenza la richiesta dell'uguaglianza per la due lingue della nazione. Le prime manifestazioni in seno al Parlamento si ebbero nel 1856. Nel 1886 il ministero Beernaert, cattolico, fondò l'Accademia fiamminga, facendo sparire ogni residuo di inferiorità dei fiamminghi davanti ai tribunali. La democratizzazione del corpo elettorale condusse alle Comere dei deputati che ignoravano il francese e pose il problema della lingua su un piano più vasto : la questione fiamminga

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diventó uno degli espetti della questione sociale. I «Fransquilions", borghesi delle città fiamminghe, legati da secoli alla cultura francese, disdegnavano la lingua popolare e trascuravano la conoscenza di quella letteraria, ció che era di impedimento all'emancipazione culturale delle masse fiamminghe. L'azione dei sostenitori del fiammingo prese presto un aspetto sentimentale e romantico animato da un vivace sentimento nazionalista. La gioventù cattolica e il clero parteciparono attivamente a questo movimento per la rivendicazione dei diritti fiamminghi e della partiz della lingua, diretto più contro le classi "frans" quilionnes "che contro i Valloni. Le richiesta erano: uso esclusivo del fiammingo nell'insegnamen.o e nell'amministrazione, reclutamento regionale con unità interamente fiamminghe. Queste rivendicasioni appoggiate al Parlamento da una parte della destra e da pochi deputati degli altri partiti, furono realizzate gradualmente, sollevando appassionate polemiche. Durante l'occupazione tedesca del 1914-18, le autorità germaniche cercarono di irar prefito dal movimento fiammingo per dividere il paese e imporre la separazione amministrativa e rendere fiamminga l'Università di Gand, che fu l'unico istitu-
to superiore riaperto sotto le preteioni delle autorità occupanti. Le polemiche che ne seguirono avvelenarono per parecchi anni la politica interna del B. Sotto la spinta di questi movimenti i cattolici fiamminghi dovettero appoggiare le relative misure legislative. Lo stato attuale è il seguente: monolinguismo regionale, bilinguismo nell'agglomerato di Bruxelles e nell'amministrazione generale e bilinguismo al Parlamento. Le legittime richieste dei Fiamminghi sono state così a poco a poco soddisfatte e il partito nazionalista fiammingo, compromesso per i suoi rapporti con l'occupante durante la seconda guerra mondiale, ha cessato di esistere. Le difficoltà linguistiche che hanno fatto gravemente sentire il loro peso sulla vita del B. sono cosi definitivamente eliminate.

La popolazione del B. è stata in continuo aumento. nonostante le perdite provocate dalle due ultime guerre. Nel 1831 essa contava 3.786 .000 ab., a un secolo di distanza, e cioè nel 1913, 7.639.000, e, nel 1948, 8.450.000. L'indice della natalità si è mantenuto al di sotto del 3,2 \% fino al 1880 , per diminuire gradualmente a 1,4 \%, risalendo poi a 1,7 \% nel 1947. La crisi demografica e l'influenza del neomaltusianismo sono particolarmente forti nei grandi centri e nelle regioni valloni.
III. La Chiesa nel B. - La conquista cristiana del B. romanizzato (faceva parte della Gallia Belgica) fu relativamente tarda, e se ne hanno scarsi ricordi. Il vescovo di Tongres, Servazio (Servais), appare al Concilio di Rimini nel 359, mentre Superior, vescovo di Nerviens, è citato in un Concilio delle Gallie nel 356. I personaggi nominati nelle prime liste episcopali di Tongres e di Tournai e che risalgono al
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(per cortesia del Commissariat gém. du Tourisme)
Belgio - Castello dei cani di Gand. Fondato verso il sec. x. ampliato alla fine del sec. xir. Restaurato in età moderna.
tempo dei discepoli di s. Pietro sono leggendari. Per avere altri nomi di vescovi, che offrano una sicura garanzia storica, bisogna aspettare il sec. vi.

Falco, vescovo di Tongres, e Vedasto (Vaast), vescovo di Arras, sono contemporanei di Clodoves. Eleuterio appare a Tournai verso il 53 I. Questi vescovati non sembra abbiano avuto una lunga durata: Arras fu unito a Cambrai fino al rog4 e Tournai fu annessa a Noyon fino al sec. xir. Da Maastricht la sede di Tongres fu trasferita a Liegi dopo la morte di s. Lamberto nel 705. Un vescovato fondato a Thérouanne da s. Audomaro (Omer) nel 663, estendeva la sua giurisdizione sulla Fiandra occidentale. I confini delle diocesi, fissati in quel tempo su quelli delle circoscrizioni politiche romane, rimasero immutati sino al 1559 .
S. Amando, s. Remaclo e i loro monaci furono i principali evangelizzatori del B. fino al sec. vir. Numerose abbazie vennero fondate a Gand, Stavelot, Fosses, St-Trond, Lobbes, St-Hubert, Andennes, Nivelles.

I monaci irlandesi ed anglosassoni li aiutarono nel ristabilire il cristianesimo. Le leggende agiografiche ci danno la biografia di questi valorosi pionieri, ma sono troppo tardive o convenzionali per offrire un'immagine esatta di questo lento lavoro. Le invasioni danesi, normanne e ungare del sec. Ix distrussero spesso i monasteri. Le parrocchie stabilite sotto Carlomagno vennero sviluppate dal vescovo Waltcando di Liegi, che curò l'istruzione religiosa dei fedeli e la formazione dei loro pastori. Nel sec. xI perciò centri parrocchiali si moltiplicarono nelle città e nei villaggi e accanto alle antiche chiese popolari sorsero chiese castrensi o demaniali. Capitoli e collegiste vennero istituiti nei borghi: nel rraa il loro numero raggiunge i 90 . Le diocesi vennero divise in arcidiaconati e decanati governati secondo un diritto consuetudinario. Nel sec. xit si assiste ad una nuova fioritura di monasteri : Floreffe, Averbode, Tongerloo, S. Michele d'Anversa, fondati da s. Norberto, Villers, Orval, Aulne, fondati da s. Bernardo. Queste abbazie favoriscono la formazione del clero e delle parrocchie o assicurano la coltivazione delle terre abbandonate. Le abbazie, i capitoli, e i signori esercitano un esteso diritto di patronato sulle chiese parrocchiali dei loro domini, percepiscomo le decime e contrastano seriamente il potere episcopale. Su 3587 chiese, quante ne contava allora il B., 465 sono consocrate alla Madonna, 230 a s. Pietro, soprattutto le più antiche, e 350 a s. Martino.

I vescovi Notgero di Liegi (972-1008) ed Erluino di Cambrai ottennero di essere riconosciuti conti e principi dell'impero e costituirono nella loro diocesi principati importanti. I loro successori furono ugualmente coinvolti nelle lotte feudali e i loro seggi costituirono oggetto di ambizioni politiche. Vescovi e

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Belgio - La cattedrale di Anversa in una incisione dei primi del sec. xvir.
abati dei secc. xi e xir furono spesso signori feudali prima di essere pastori di anime. Vazon di Liegi e Gerardo di Cambrai (rozo) meritano una menzione onorevole. I vescovi di Thérouanne e di Tournai, dominati dai conti di Fiandra, incorsero spesso nell'accusa di simonia e suscitarono scandalo per la tolleranza dimostrata verso il concubinato dei preti.

Sino dal principio del sec. xirI, sorgono dalla maggior parte delle città conventi francescani e domenicani, che si dedicano alla predicazione e suppliscono alle lacune del ministero dei secolari. I monasteri femminili si moltiplicano ugualmente: prima le Norbertine, poi le Cistercensi, le Beghine e poi ancora le Francescane. Si hanno numerose vocazioni di mistiche: Beatrice, Hadewijk e Giuliana di Cornillon, alla quale risale la celebrazione della festa del Sacramento, "Corpus Domini», istituita nel 1248.

Della prima parte del medioevo rimangono come monumenti le chiese di Nivelles, S. Bartolomeo e Liegi, Hastière, e Celles, il cui stile si ricollega al romanico renano. Liegi e Tournai sono in questo periodo centri dell'orificeria e della scultura in avorio. Nel sec. xili vengono costruite le cattedrali di Tournai, S. Bavone a Gand, S. Gudula a Bruxelles. Ugo d'Oignies compie capolavori d'oreficeria con le casse di S. Hadelin di Visé e di S. Gertrude di Nivelles. Nei secc. xvi e xv sorsero edifici di grande valore artistico come la chiesa di St-Rombaut a Malines e quelle abbaziali di Orval e di Villers. Liegi e Tournai furono centri intellettuali considerevoli nell'xi e xili sec.

Il periodo borgognone fu turbato dal grande scisma. La gerarchia dipendente dalla Francia si pronunciò per Avignone, mentre il popolo di Liegi e delle Fiandre rimaneva fedele a Roma. Dal punto di vista religioso la cattiva scelta di vescovi, cacciatori di benefici, nominati dai papi d'Avignone e poi dai duchi di Borgogna accelerò la decadenza religiosa, che si estese fino al sec. xvi. La fondazione dell'Università
di Lovanio del 1425 costitul fortunatamente un prezioso baluardo ed esercitò una profonda influenza sul paese, favorendo la formazione di una mentalità intellettuale comune e di pastori istruiti. L'errore luterano fu condannato a Lovanio sino dal sett. del 1520 prima ancora che intervenisse la Chiesa di Roma. Il luteranesimo ebbe agli inizi uno scarso successo, tranne ad Anversa e in qualche altra città. Gli anabariati fecero una breccia più profonda tra le masse popolari; mentre il calvinismo venne più largamente accolto dagli intellettuali nello Hainaut e in Fiandra, non mai però nelle proporzioni raggiunte nelle province del nord in Olanda e nella Frisia. Il momento più critico fu quello del 1565 , all'epoca degli eccessi iconoclastici. La repressione sanguinosa del duca d'Alba irrigidì ancora di più l'opposizione, e si dovette attendere la reazione dei Valloni e il successo delle campagne di Alessandro Farnese perché il culto cattolico ricuperasse la sua libertà nelle contee di Fiandra e nel Brabante.

La principale riforma consisté nella creazione di 14 nuovi vescovati nel 1559 , su domanda di Filippo II. I nuovi vescovi poterono sino dal 1565 applicare le decisioni del Concilio di Trento e vigilare sulla loro osservanza non appena le armate del Farnese ebbero pacificato il B. Aiutati dai Gesuiti, dai Cappuccini, dai Recolletti, dai Benedettini, dai Carmelitani e dagli Oratoriani essi prepararono il magnifico rinascimento cattolico del regno degli arciduchi. Gli eretici vennero assorbiti o dovettero lasciare il paese. Nel sec. xvir il numero dei calvinisti nei Pacsi Bassi cattolici era ridotto a pochi rappresentanti. La nunziatura, stabilita a Bruxelles nel 1596, collaborò allo sforzo dei vescovi, dando particolarmente il suo aiuto nell'azione diretta a sottomettere i capitoli rimasti esenti.

L'ordine e la concordia vennero tuttavia turbati ben presto con rischio anche della fede dalle polemiche sollevate in seguito alla diffusione delle dottrine gianseniste (1642). I vescovi di Malines, Gand e Ypres e una buona parte della facoltà teologica di Lovanio, insorsero contro la condanna di Giansenio, vescovo d'Ypres, che era sempre vissuto in unione con la Chiesa, attribuendola alla ostilità dei Gesuiti, e non si sottomisero alla decisione del Pontefice che nel 1643. Fu necessaria l'azione energica degli arcivescovi De Precipiano ( 1690-1710 ) e Filippo d'Alsazia ( 1716-65 ) per eliminare ogni residuo di opposizione nei ranghi del clero. L'opera svolta da questo ultimo per fare accettare la bolla Unigenitus e riconoscere l'autorità pontificia, fu talmente apprezzata che egli venne nominato cardinale nel 1719. Il giansenismo rimase tuttavia potente nei consigli e farà sentire la sua influenza nell'opposizione dello Stato ai privilegi del clero

I vescovi del periodo austriaco furono in generale attivi e risparmiarono ai loro fedeli la deleteria influenza degli enciclopedisti francesi. La soppressione della Compagnia di Gesù e dei suoi numerosi collegi sotto Maria Teresa, e in seguito l'abolizione di numerosi conventi di contemplativi sotto Giuseppe II, nonché le altre leggi antiecclesiastiche di questo sovrano diedero la prova tangibile della perdita d'influenza subita dal cattolicesimo. La rivoluzione del Brabante ne fu una delle conseguenze. Negli ultimi anni del sec. xviri si poteva già contare dal 30 al 40 \% il numero di quelli che non facevano pasqua a Bruxelles.

La scristianizzazione fu accentuata dall'invasione francese. I francesi confiscarono e vendettero i beni

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della Chiesa; abolirono 9 vescovati, 3400 parrocchie, 12 seminari, 55 Capitoli, 110 abbazie, 275 conventi con più di 17.350 religiosi. La persecuzione raggiunse proporzioni inaudite. Con il Concordato del 1802 le diocesi furono profondamente trasformate. Oltre l'arcivescovato di Malines rimasero i vescovati di Gand, Tournai, Liegi e Namur. Le diocesi renane d'Aquisgrana, 'Treviri e Magonza vennero unite alla metropoli; il dipartimento "delle foreste", l'antico Lussemburgo, venne attribuito alla diocesi di Metz. Napoleone nominò dovunque dei vescovi francesi, i quali riuscirono immediatamente sospetti a una parte del clero, per la loro sottomissione agli articoli organici; essi, tuttavia, riuscirono a riorganizzare dovunque il culto e a recuperare i beni non alienati. Ma l'imposizione del catechismo imperiale nel 1806, e subito dopo la rottura con il pontefice Pio VII, scatenarono un'opposizione violenta. I vescovi di Tournai e di Gand furono imprigionati per aver sostenuto il punto di vista del loro clero al Concilio di Parigi del 1811. Al momento della liberazione del B. nel 1814 non v'era che un solo vescovo nell'esercizio delle sue funzioni, quello di Namur. I vescovi di 'Tournai e di Gand, riprese le loro sedi, s'opposero all'adozione della legge costituzionale del nuovo regno dei Pacsi Bassi e al giuramento ad cssa, che dal punto di vista religioso avevano ragione di considerare sospetto. Il conflitto s'inasprì ancora di più, quando nel giugno del 1825 Guglielmo I soppresse l'insegnamento libero medio e rese obbligatorio il collegio filosofico di Lovanio, ch'era sotto il controllo del governo. La conclusione del concordato nel 1827 e la nomina di nuovi vescovi, dopo lunghe discussioni con Roma, e la presentazione infruttuosa di candidati indegni, non valse a smorzare lo zelo dei petizionari. Guglielmo ritardò fino al 1829 l'abolizione delle leggi scolastiche. I liberali belgi alleatisi ai cattolici appoggiarono il rovesciamento del regime nel 1830 .

Nel possesso di tutte le libertà garantite dalla costituzione del 1831, i nuovi vescovi, rafforzati dalla nomina a Malines dello Sterkx già vicario generale e dal ristabilimento del vescovato di Bruges nel 1834, poterono riorganizzare l'insegnamento cattolico. Con la fondazione di un'università a Malines e nel 1835 a Lovanio, essi assicurarono ai cattolici belgi i mezzi per una formazione scientifica superiore. Le congregazioni religiose approfittarono largamente della libertà d'associazione. Lo stesso dicasi di numerose congregazioni ospedaliere e d'istruzione, che assicurarono ai cattolici belgi quasi il monopolio degli istituti femminili d'insegnamento medio e di carità. Come già al tempo degli arciduchi si assisté a una vera e propria rinascita cristiana. I seminari di nuovo affollati fornivano numerose ed antusiastiche reclute al clero diocesano. Le idee del Lamennais, che avevano fatto forte impressione sul clero belga prima ch'egli f