ompromessi dommatici e gerarchici, parvero trovare indifferente la C. cattolica; ma essa, convinta che l's unum ovile " non può comporsi senza l's unus pastor ", null'altro può fare che aprire le sue porte a tutti coloro che, lasciate inutili recriminazioni o preoccupazioni nazionaliste, si mettono sulla via di ricercare serenamente ed umilmente il Cristo sempre operante nell'istituto da lui fondato, e difeso e illuminato dai suoi carismi.
Pio Paschini
IV. La stORIOGRAFIA DELLA C.
Sommano: I. Definizione. - II. Compito. - III. Metodo. IV. Fonti. - V. Scienze sussidiarie. - VI. Partizione. - VII. Storici della C.
I. Defintizione. - La storiografia della C. si propone come scopo l'indagine e la ricostruzione ragionata e scientifica delle vicende che la C. stessa ha attraversato nei diversi paesi durante i secoli della sua esistenza. Essa presuppone che Gesù Cristo ha fondata la C. come vera società visibile di tutti i credenti destinata a durare sino alla fine dei secoli e conduce la sua indagine servendosi dei metodi scientifici della più illuminata critica moderna, tenendo costantemente presente la natura soprannaturale della sua origine e dei suoi scopi che sono quelli di condurre tutti gli uomini alla vita eterna.
II. Compito. - Quasi come continuazione delle scienze bibliche, la storia della C. ha la funzione di «preparare la reale base storica necessaria all'intero edificio della scienza teologica \%. Per prima cosa essa si occupa dello sviluppo esterno, cioè : 1) della diffusione del cristianesimo sopra la terra : nella sfera delle civiltà ebraica, ellenistico-romana e poi germanica, nel corso successivo dei secoli e attraverso le cinque parti del mondo (storia delle missioni); 2) dei diversi atteggiamenti che la C. ha tenuti con i popoli convertiti, con gli Stati e con i capi di questi (politica della C., rapporti tra Stato e C.); 3) degli attacchi e delle persecuzioni a cui essa è stata fatta segno da parte delle forze a lei ostili, delle lotte sostenute e delle limitazioni subite di fronte alle confessioni non cristiane o scismatiche. Di importanza anche maggiore è la storia dello sviluppo interno, derivante dalla struttura data da Cristo e dalle forze e dalle leggi che egli ha poste in essa, e comprende : 1) l'enunciazione della dottrina e la teologia (se da una parte il domma è nella sua essenza immutabile, la sua formulazione invece può mutare e svilupparsi : storia del domma e della teologia); 2) l'organizzazione della C. (storia della sua costituzione monar-chico-gerarchica e del suo diritto) ; 3) il culto e la liturgia; 4) i costumi e la disciplina ecclesiastica; 5) l'attività culturale della C . in relazione alle scienze, alle arti, alla letteratura e alla cultura profana; 6) l'attività benefica della C., in relazione alle diverse necessità sopravvenienti, individuali, nazionali e sociali, per effetto di guerre, di carestie, di oppressioni dei deboli, di persecuzioni, ecc.
III. Metodo. - Il metodo della storia della C. è determinato dalle norme comuni della ricerca storica, tenendo conto sempre del carattere soprannaturale del soggetto. La storia della C. dev'essere perciò ricostruita con metodo critico : sulle fonti più dirette, sicure e degne di fede; vagliandole, ricercandone l'autenticità e la credibilità e misurandone comparativamente il valore. Deve essere obbietliva, cioè imparziale, con il più rigoroso rispetto della verità. Infine essa deve essere pragmatico-genetica, e cioè deve seguire i fatti nel loro sviluppo genetico, deve rivelarne i legami interni, ricercarne le cause e gli effetti (evitando, beninteso, i pericoli di un determinismo naturalistico), mettere in luce i motivi delle persone agenti, individuare le forze psicologiche che nei singoli o nelle collettività hanno concorso in quei fatti, trarre fuori e, nei limiti del possibile, ricostruire la loro linea di sviluppo. Tale pragmatismo poi non è affatto d'ostacolo al rigore critico dell'indagine scientifica, perché esso riposa sulla realtà e la verità, e lo studioso cattolico mira ad una rappresentazione libera da estranei preconcetti e in armonia con il vero.
IV. Fonti. - Le fonti si dividono rispetto alla loro origine, in divine (Sacre Scritture) ed umane; quanto al loro valore, in fonti dirette e indirette; riguardo al loro contenuto in monumentali (resti archeologici e monumenti intatti) e letterarie (tradizioni); infine, riguardo alla posizione degli autori, in pubbliche e private. Tutte queste fonti sono state raccolte da numerosi studiosi e criticamente illustrate. Riunite in grandi collezioni, esse sono facilmente accessibili a tutti. Se ne segnalano qui solo le principali.
A) Fonti monumentali. - 1. Epiopafia: G. B. de Rossi, Inscriptiones christianae urbis Romae VII saec. antiquiores (I-II, 1, Roma 1861-88); Suppl., ed. G. Gatti (fasc. 1, ivi 1913); Nova series, ed. A. Silvagni (2 voll., ivi 19221935); E. Diehl, Inscriptiones latinae christianae veteres (Berlino 1924-31); Inscriptiones latinae (ivi 1912 [30 tavv.]). -2. Archeologia: G. B. de Rossi, La Roma sotterranea cri-
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stiana (3 voll., Roma 1864-77); G. Wilpert, Le pitture delle catacombe romane (2 voll., Roma 1903); id., Die römischen Mosaiken und Malereien der kirchlichen Bauten vom IV.-XVII. Jahrhundert (4 voll., Friburgo 1916); id., I sarcofagi cristiani antichi (4 voll., ivi 1929-36); Corpus Basilicarum Christianarum Romae, ed. R. Krauthcimer (fasc. I, ivi 1937; fasc. II, ivi 1939, in corso di pubblicazione in italiano ed in inglese); Realencyklopaedie der christlichen Altertïmer, ed. von F. X. Kraus (2 voll., Friburgo in Br. 1882-86); DACL, diretto da F. Cabrol e H. Leclercq (Parigi 1907 sgg.). - 3. Lrroll, gia: L. A. Muratori, Liturgia Romana vetus (2 voll., Venezia 1748); J. A. Assemani, Codex Liturgicus Ecclesiae unioersae (13 voll., Roma 1749-66; ed. anastatica, Parigi-Lipsia 1902; nuova riproduzione, ivi 1922 sgg.); G. M. Drewes e Cl. Blume, Analecta hymnica medii aevi ( 55 voll., Lipsia 1886 sgg.); G. Chevalier, Repertorium hymnologicum ( 6 voll., Bruxelles 1892-1920); F. Cabrol et H. Leclercq, Monumenta Ecclesiae liturgica (Parigi 1902 sgg.); E. Renaudot, Liturgiarum orientalium collectio (2 voll., ivi 1916); Liturgiogeschichtliche Quellen, collezione diretta da K. Mohlberg e A. Rücker (Münster in W. 1918 sgg.); Liturgiogeschichtliche Forschungen, collezione diretta da F. J. Dülger, K. Mohlberg, A. Rücker, (ivi 1919 sgg.); Jahrbuch für Liturgiewissenschaft, diretto da O. Casel (ivi 1921 sgg.); J. Braun, Liturgisches Handlexicon (Ratisbona 1924). - 4. Atti e antichità pontifice: Epistolae Romanorum Pontificum... a s. Clemente I usque ad Innocentium III, ed. da P. Coustant (l'unico volume uscito, Parigi 1721, si ferma al 440); Epistolae Rom. Pont... a s. Hilare usque ad Pelagium II, ed. da A. Thiel (l'unico volume uscito, Braunsberg 1868, si ferma al 523 ); Corpus iuris canonici, ed. Aem. L. Richter (Lipsia 1839; 2ᵃ ed. di Aem. Friedberg (2 voll., ivi 1879-81); Regesta Pontificum Romanorum a condita Ecclesia ad annum post Christum natum I198, ed. Ph. Jaffé (Berlino 1851; 2^{text {a }} ed. a cura di F. Kattenbrunner, P. Ewald, S. Löwenfeld [2 voll., Lipsia 1885-88]); Regesta Pontificum Romanorum inde ab anno 1198, a cura di A. Potthast (2 voll., ivi 1874 1875); completano il Jaffé : J. v. Pflugk-Harttung, Acta Pontificum Romanorum (fino al 1198; 3 voll., 1881-88); Bullarium diplomatum et privilegiorum sanctorum Romanorum Pontificum Taurinensis editio, a cura di A. Timmassetti e di un gruppo di teologi e canonisti romani ( 24 voll. in 4^{mathrm{a}}, Torino 1857-72 [giunge fino al 1740]). Una Continuatio da Clemente XIII fino a Gregorio XVI (1846) è stata edita da A. Barbéri, A. Spezia e R. Segrati ( 19 voll., Roma 1835-57); un'altra Continuatio da Benedetto XIV fino a Pio VIII (1830) è stata pubblicata in 10 voll. a Prato nel 1843-67; F. Fr. Kehr, Regesta Pontificum Romanorum: Italia Pontificia, I-VIII, Berlino 1907 1935; Germania Pontificia, I-II, editi da A. Brackmann, ivi 1910-35; Regesta Pontificum Romanorum medii aevi inde a saec. XIII edita sunt... a Schelo Gallica Romae et ab Iustitute historice Belgii in Urbe (Bibliotheque des Esseles françaises d'Athènes et de Rome, Parigi 1884 sgg.); Analecta Vaticano-Belgica ( 1^{text {a }} serie, 17 voll., Roma-Bruxelles 1906 sgg.); AAS, Commentarium ufficiale (Roma 1909 sgg.); Codex iuris canonici Pii X iussu digestus Benedicti XV auctoritate promulgatus (ivi 1917); Codicis iuris canonici fontes, a cura del card. P. Gasparri ( 8 voll., ivi 1923-38); Codicis iuris canonici interpretationes authenticae (19171930, Roma 1935). - 5. Concili: J. D. Mansi, Sacrorum conciliorum nova et amplissima collectio (31 voll., fino al 1459, Firenze e Venezia 1759-98); ed. anastatica con gli atti degli altri Concili fino all'età moderna ( 55 voll., Parigi 1901 sgg.); Ed. Schwarz, Acta Conciliorum Decumenicorum, 431-879 (Berlino 1914 sgg.); Concilium Tridentinum..., ed. della Società Goerresiana (13 voll., Friburgo 1901 sgg.); Collectio Lacensis, Acta et decreta SS. Conciliorum recensionem ( 7 voll., per 1 Concili dal 1682 al 1870, Friburgo in Br. 1870-90); F. Walter, Fontes iuris eccl. antiqui et hodierni (Bonn 1862); Ph. Schneider, Fontes iuris eccl. novissimi (Ratisbona 1895); E. Eichmann, Quellenammlung zur kirchlichen Rechtsgeschichte und zum Kirchenrecht (3 voll., Paderborn 1912 sgg.); Ecclesiae occidentalis monumenta iuris antiquissima, ed. C. Furner (Lovario 1930 sgg.). - 6. Simboli e pubbliche con-
fessioni di fede: C. W. F. Walch, Bibliotheca symbolica vetus (Lemgo 1770); H. Denzinger, Euchiridion symbolorum definitionum et declarationum de rebus fidei et morum, 21^{mathrm{a}}-23^{mathrm{a}} ed. a cura di G. B. Umberg (Friburgo in Br. 1937; 24a ed., Barcellona 1946). - 7. Regole monastiche: L. Holstein, Codex regularum monasticarum et connoiculium (4 voll., Roma 1661 ; ed. aumentata da M. Brochie, 6 voll., Augusta 1759); Aub. Mitreou, Regulae et constitutiones clericarum in congregatione viventium (Anversa 1638); B. Albers, Conmetudines monasticae (3 voll.: I-II, Montecossino 1900-03; III, Lipsia 1907). - 8. Concordati: A. Theiner, Codex diplomaticus dominii temporalis S. Sedis (3 voll., Roma 1861); A. Merzati, Raccolta di concordati in materie ecclesiastiche tra la S. Sede e le autorità civili (1080-1914, ivi 1919); A. Perugini, Concordata vigentia notis historicis et invidicis declarata (ivi 1934). - 9. LEGGI CIVILI: Theodosiani libri XVI, ed. Th. Mommsen e P. M. Meyer (Berlino 1905 sgg.; nuova ed. di P. Krüger, ivi 1926); Corpus iuris civilis Iustin., ed. Krüger, Mommsen ed altri ( 4 voll., ivi 1912-20); MGH, Leges ( 5 voll. in-fol., Hannover 1833-89).
B) Fonti letterarie. - 1. Biografie dei Papi: Liber Pontificalis, ed. L. Duchesne (2 voll., Parigi 1886-92); ed. Th. Mommsen (MGH, Berlino 1898); Vitae Pontificum Romanorum ab ex. saec. IX usque ad finem saec. XIII, ed. Watterich ( 2 voll., Lipsia 1862); C. Cecchelli, Iconografia dei Papi. S. Pietro (Roma 1938); G. Ladner, I ritratti dei Papi nell'antichità e nel medioevo (Monumenti di antichità cristiana, 2ᵃ serie, 9, Città del Vaticano 1941). 2. Martinologi, atti dei martiri e vite del secolo: Martyrologium Hieronyanianum, ed. diplomatica di G. B. de Rossi e L. Duchesne (Acta SS. Nov., II, i, Bruxelles 1894 sgg.); H. Delehaye, Commentarius perpetuus in Martyr. Hieronym. ad recensionem H. Quentin, in Acta SS. Nov., II, it (Bruxelles 1931); H. Delehaye e Soci Bollandisti, Martyr. Romanum scholis historicis instructum, in Propyl. ad Acta SS. Decembris (ivi 1940); H. Quentin, Les martyrologes historiques du moyen âge (Parigi 1908); Acta SS. Martyrum orientalium et occidentalium, ed. St. E. Assemani (2 voll., Roma 1748). - 3. Adiografia: cf. s. v.; quanto alla collezione dei Bollandisti, cf. s. v.; Bibliotheca hagiographica graeca (Bruxelles 1894, 2^{text {a }} ed. ivi 1909); Bibliotheca hagiographica latina antiquae et medioe aetatis (2 voll., ivi 1898-1901; ed. anastatica, ivi 1949; suppl., ivi 1911); Bibliotheca hagiographica orientalis (ivi 1910); tutte e tre edite dal collegio dei Bollandisti. - 4. PADRI e SCRITTONI DELLA C.: M. de la Bigne, Maxima bibliotheca veterum Patrum (27 voll., Lione 1677 sgg., con 2 voll. di indici [i Greci son dati solo in traduzione latina]); il testo greco venne edito nella Bibliotheca veterum Patrum di A. Gallandi ( 14 voll., Venezia 1765 sgg.); J. P. Migne, Patrologia. Series latina (217 voll., Parigi 1844-1853; voll. CCXVIII-CCXXI, indici, ivi 1862-64); Series graeca (fino al Concilio di Firenze, 166 voll., ivi 1857-66); Corpus scriptorum ecclesiasticorum intinerum, ed. dall'Accademia di Vienna (Vienna 1866 sgg.). Gli scrittori cristiani greci dei primi tre secoli sono stati editi dal l'Accademia di Berlino, Die griechischen christlichen Schriftsteller (Lipsia 1897 sgg.; cf. anche Texte und Untersuchungen zur Geschichte der altchristl. Literatur, ed. da O. Gebhardt, A. Harnack, C. Schmidt [ivi 1883 sgg.]; e Studi Testi, editi dalla biblioteca Vaticana [Roma 1898 sgg.]); I. S. Assemani, Bibliotheca Orientalis Clementino-Vaticana (4 voll., ivi 1719-28); Patrologia Syriaca, a cura di R. Graffin (Parigi 1894 sgg.); Patrologia Orientalis, diretta da R. Graffin e F. Nau (ivi 1903 sgg.); Corpus script. christian. oriental., a cura di F. Chabot, I. Guidi, H. Hyverner, B. Carra de Vaux (ivi 1903 sgg.); SS. Patrum opuscula selecta, ed. H. Hurter ( 54 voll., Innsbruck 1868-92); Bibliotheca SS. Patrum, ed. F. Viazini (Roma 1902 sgg.); Florilegium Patristicum, ed. G. Rauschen... (Bonn 1904 sgg.).
C) Testi e materiali storici nazionali. - 1. Italia: L. A. Muratori, Antiquitates Italicae medii aevi ( 6 voll., Milano 1738-42); alle quali va aggiunto: G. M. Barta, glino e G. Calligaris, Indices chronologici ad Antig. Italicas medii aevi et ad opera minora L. Muratori (Torino 1895-96); L. A. Muratori, RIS (25 voll., Milano 17231751; nuova ed. critica sotto la direzione di G. Car-
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ducci, V. Fiorini, P. Fedele, ed. N. Zanichelli, Bologna, stampata a Città di Castello 1903 sgg.); Historiae patriae monumenta edita inssu regis Caroli Alberii (per il Fiemmon, 17 voll., Torino 1836-84); Fonti per la storia d'Italia (Roma, dai 1887); Regesta chartarum Italiae (ivi dal 1907). - 2. Francia: Recueil des historiens des Gaules et de la France, pubbl. da M. Bouquet (Parigi 1758 sgg.; nuova ed. a cura di L. Delisle, ivi 1869 sgg.); Collection de documents inédits sur l'histoire de France (ivi 1835 sgg.). - 3. Germania: Monumenta Germaniae historica, inde ab anno Chr. 300 usque ad annum 1500 (Hannover e Berlino 1826 sgg.). - 4. Inghilterra: Rerum Britannicarum medii aevi scriptores ( 98 voll., Londra 1858-93). - 5. Spagna : Colección de las crónicas y memorias de los reyes de Castilla ( 77 voll., Madrid 1779-87); Colección de documentos inéditos para la historia de España ( 105 voll., ivi 1842-93); J. Villanueva, Viaje literaria a las Iglesias de España (22 voll., Madrid e Valencia 1803-97).
D) Fonti storiche in generale, bibliografia, rendiconti annuali, enciclopedie ed opere di consultazione. - A. Porthast, Biblioteca historica medii aevi (2 voll., 2ᵃ ed., Berlino 1896); U. Chevalier, Répertoire des sources historiques du moyen âge: Bio-bibliographie (2 voll., 2² ed., Parigi 1905-1907); Topo-bibliographie (2 voll., Montbéliard 1894-1903); Histoire littéraire de la France (35 voll., Parigi 1733-1921); E. Calvi, Bibliografia generale di Roma (I [4761499], Roma 1906; Suppl., ivi 1908); Bibliographie della Revue d'histoire ecclésiastique, 1900 sgg.; Kirchenlexicon oder Encyblopädie der hath. Theologie, 2ᵃ ed., a cura di J. Hergenröther e Fr. Kaulen ( 12 voll., con indice, Friburgo 1882-1903); LThK, ed. da M. Buchbarger (io voll., ivi 1930-38); DHG pubbl. da A. Baudrillart, A. Vogt, U. Rouziès, R. Aigrain, P. Richard (ivi 1909 sgg.), dal IV vol. (1250) è diretto da A. Meyer e E. Van Cauvenberg; The Cath. Enc. ( 15 voll., con un vol. d'indici, Nuova York 1907-1914; Suppl., I, ivi 1922); H. Hurter, Nomenclator literarius theologiae catholicae ( 5 voll., Innsbruck 1903-13); R. Streit, Bibliotheca Missionum (11 voll,, Münster in W. 1916 sgg.); M. Grabmann, Die Gesch. der hath. Theol. seit dem Ausgang der Väterzeit (Friburgo in Br. 1933, vers. it., Milano 1937). Inoltre Bibliografia storica nazionale, Roma 1942 sgg.
V. Scienze sussidiarie. - Particolarmente necessarie sono: la filologia (v.), la paleografia (v.), la diplomatica (v.), l'epigrafia (v.), la numismatica (v.), la geografia (v.), la cronologia (v.), la statistica (v.).
VI. Partizione. - La vastità e la varietà della materia ed il progredire delle ricerche hanno fatto si che nel complesso della storia della C. si siano venute formando discipline speciali, che hanno ciascuna una propria trattazione particolare. Così si sogliono tenere distinte : la patrologia, la storia della letteratura teologica, la storia dei dogmi, la storia della liturgia e delle istituzioni, la storia delle missioni.
Nel seno poi della stessa storia generale della C. alcuni argomenti hanno dato origine a speciali trattazioni, quali: la storia dei Papi, dei concili, dei santi, del monachismo, Ordini e Congregazioni religiose; a parte si tratta pure del cristianesimo in singole regioni e diocesi, della vita di singoli istituti, come parrocchie e monasteri od anche di personalità di particolare rilievo. L'insieme di queste parti ha il suo ordinamento in relazione alla storia generale della C. in rapporto alla materia e con i tempi, giacché la cronologia nel campo storico è sempre un elemento fondamentale.
Particolarmente discussa è la partizione cronologica in epoche e periodi storici. Nella storia generale la divisione in tre grandi epoche : antichità, medioevo, età moderna, si è introdotta la prima volta nel sec. xvir (Ch. Cellarius, Historiae antiquae, mediae, novae nucleus, Iena 1675-76). Nella storia della C. essa è in uso a partire dal sec. xix. Per quanto molto generica, e con limiti non ben determinabili, questa triplice partizione è, per ragioni pratiche,
mantenuta. Un accordo generale sul distinguere le diverse età della C. non si è ancora raggiunto. Tuttavia si è d'accordo nel distinguere come prima èra l'antichità cristiana, cioè l'età del sorgere della C., della prima predicazione, e del suo primo affermarsi di fronte allo stato pagano-romano e all'eresia. Questa età viene divisa in due grandi epoche, la prima fino all'editto di Costantino (Milano 313); la seconda fino alle invasioni barbariche.
La seconda èra comprende l'età medievale, sui cui limiti l'opinione degli storici è discorde. Essa abbraccia all'incirca il tempo che va dall'evangelizzazione dei barbari, attraverso lo sviluppo della nuova civiltà fino alla pseudoriforma di Lutero (sec. xvi).
Il Rinascimento chiude il medioevo ed apre l'età moderna, che si può dividere in due epoche: una sino al sec. xviri, l'altra dal sec. xviII ai giorni nostri.
VII. StORICI DELLA C. - 1. Antichità cristiana. a) La narrazione della storia della C. comincia con gli Evangeli, particolarmente con il Vangelo di Luca, e con gli Atti degli Apostoli, che, basati su fonti dirette, ci dànno la storia della fondazione e della diffusione della giovane C. Notizie storiche si trovano nei frammenti dell'opera di Papia sui Detti del Signore, negli Atti autentici dei marini, e occasionalmente anche negli scritti apocrifi, negli Hypomneumata (commentari) di Egesippo di Gerusalemme (ca. 170 d. C.), nelle Cronache di Giulio Africano e di Ippolito di Roma, delle quali si possiedono frammenti più o meno ampi (cf. A. Harnack, Die Überlieferung und der Bestand der altchristlichen Literatur bis Eusebius, Lipsia 1893).
b) Eusebio, vescovo di Cesarea in Palestina (m. nel 339-40; v.), considerato a buon diritto come il padre della storia della C., compose una Cronaca universale, che incomincia con la nascita di Abramo e termina

(da M. Disson, S. Pierre et les origines de la primeste romaine. (Listeria 1888, p. 81)
Chiesa - Il più antico ms. contenente la Historia ecclesiastica di Eusebio di Cesarea, datato da Ed. Schwartz al sec. vi. Testimonianza di Caio (II, 25) sulle tombe dei ss. Pietro e Paolo - Parigi, biblioteca Nazionale, ms. greco 1430, f. 27:
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all'a. 303 (continuata da s. Girolamo fino al 378), e la nota Historia ecclesiastica, in dieci libri, che va dalle origini all'a. 324. Vi si trova: la vita di Cristo, gli albori della C., le persecuzioni da Nerone a Galerio, la vittoria di Costantino il Grande e costituisce una pietra miliare, sia come esposizione pragmatica della storia della C., sia come raccolta di un ricchissimo materiale documentario. Per il gran numero dei documenti riportati integralmente o in estratto, quest'opera è di un incalcolabile valore; la migliore edizione, testo greco e versione di Rufino, è quella di Ed. Schwartz-Th. Mommsen nel Corpus Berolinense ( 9,3 voll. Lipsia-Berlino 1903, 1908, 1909). Eusebio scrisse inoltre sui martiri di Palestina e una Vita dell'imperatore Costantino ( 4 ll., di tono encomiastico). La storia della C. di Eusebio venne continuata, a partire dal sec. v, da tre autori, i cosiddetti sinottici, che scrissero quasi contemporaneamente: Socrate, la cui opera in 7 Il., va dal 305 al 439 (ed. in PG 67); Sozomeno, la cui storia in 9 Il., comprende il periodo che va dal 324 al 425 (ed. in PG 67); Teodoreto, vescovo di Ciro (m. nel 458) la cui storia in 5 ll. va dal 320 al 428 (PG 82; nuova ed. a cura di L. Parmentier, Lipsia 1911). Teodoreto scrisse anche una storia dei monaci e degli eretici. Nel sec. vi si trovano tre altri storici greci della C. Il primo è Teodoro Lettore, che continuò la storia di Socrate fino al regno dell'imperatore Giustino I (527): PG 86. Il secondo è Zaccaria della cui opera restano soltanto 19 capitoli conservatici in una traduzione latina (PG 85, 1149 sgg.). L'ultimo è l'avvocato antiocheno Evagrio. La sua Storia della C., in 6 ll. va dal 431 al 594 (PG 86), ed è soprattutto importante per la storia dei nestoriani e dei monofisiti. Della Storia della C. di Filostorgio, che fu ariano zelante e mori dopo il 425 , ci rimangono solo frammenti: era in 12 ll., dal 300 al 425 (nuova ed. di J. Bidez, nel Corpus Berolinense, 21, Lipsia-Berlino 1913). Oltre queste storie generali, vanno ricordate le opere eresiologiche di s. Epifanio (m. nel 403), di Teodoreto di Ciro e di Leonzio; la Cronaca orientale alessandrina, che giunge fino al 628 ; le Vite dei santi, e le Cronache bizantine, che insieme con la storia politica trattano anche quella della C.
c) Accanto agli autori greci vanno messi anche quelli siri ed armeni. Della Storia della C. di Giovanni di Efeso, vescovo monofisita (m. nel 588) restano ancora dei frammenti (la parte che va dal 561 al 585 ), che costituiscono una fonte importante per la storia profana ed ecclesiastica dell'Impero d'Oriente nel sec. vi. Tra gli Armeni lo scrittore più rinomato è Mosè di Corene, la cui storia della Grande Armenia, compiuta nel 48 a , descrive tra l'altro anche l'evangelizzazione di questo paese. In questa storia si trovano le note lettere di Abgar.
d) L'Occidente latino in fatto di storiografia della C. resta inferiore all'Oriente. I suoi storici della C. dipendono dai greci, e le loro opere non sono che o traduzioni o compilazioni. S. Gerolamo tradusse una parte della Cronaca di Eusebio in latino (PL 27; Corpus Berolinense, 24, 34, Lipsia-Berlino 1913, 1926), proseguendola fino al 378; e con il De viris illustribus diede il primo esempio di una storia letteraria cristiana. Rufino di Aquileia tradusse, nel 403, abbreviandola, la Storia di Eusebio, non senza errori e la continuò in due libri fino alla morte di Teodosio il Grande (395: PL 21). Questa parte però, come di recente è stato dimostrato (cf. Th. Mommsen, Die lateinische Übersetzung des Rufinus, Lipsia

(1st. Exc. Calt.)
Chiesa - Frontespizio della Historia ecclesiastica di Eusebio di Cesarea, Basilea 1549 - Roma, esemplare della biblioteca Nazionale.
1903), non è che una rielaborazione della Storia della C. di Gelasio vescovo di Cesarea in Palestina (m. nel 395), andata perduta. Il suo contemporaneo Sulpicio Severo scrisse nel 403 , in stile classico e non senza acume critico, una Historia vel sacra Chronica, in 2 ll., la quale va dalla creazione del mondo fino alla fine del sec. Iv (CSEL, I), ed oltre questa, una Vita di s. Martino di Tours. Più storico profano che ecclesiastico fu il prete spagnolo Paolo Orosio. I suoi Historiamon adversus paganos libri VII (PL 20), composti su ispirazione di s. Agostino, si estendono dal diluvio universale fino all'a. 416, e hanno per scopo di confutare l'accusa pagana che la religione cristiana fosse responsabile della rovina dell'Impero d'Occidente e dei mali che in quel tempo l'avevano colpito (CSEL, V). Lo stesso intento mosse s. Agostino nella composizione del De civitate Dei, in 22 Il., scritto tra il 413 e il 426 (PL 20). S. Agostino è con questa opera il primo filosofo cristiano della storia, ed il suo pensiero ha esercitato un'enorme influenza sulle concezioni storiche del medioevo. La Historia ecclesiastica tripartita (PL 69-70) di M. A. Cassiodoro (477-580) non è che un estratto dai primi tre continuatori di Eusebio di Cesarea, ma essa fu il più popolare manuale di storia della C. per tutto il medioevo. La prima parte del Liber Pontificalis, una storia scarna e non sempre esatta dei Papi in forma biografica, rimonta, come è verisimile, al sec. vi, e più precisamente al pontificato di Bonifacio II (530-532); il compilatore si servì del cosiddetto Catalogus Liberianus dei papi contenuto nel Cronografo romano di Dionisio Filocalo del 354. Dal sec. vi in poi il Liber Pontificalis diventa una fonte contemporanea, poiché esso fu man mano attraverso il medioevo continuato come resoconto ufficioso o
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quasi dei singoli pontificati. L'edizione di L. Duchesne contiene anche le Vite composte posteriormente fino a Martino V (m. nel I43I). La vita dei primi vescovi di Ravenna fu composta da Agnello (v.) Ravennate (sec. IX) nel Codex Pontificalis Ecclesiae Ravennatis (nuova ed., RIS, II, i).
2. La storia della C. nel medioevo. - Mentre nel periodo antico gli scrittori greci hanno la prevalenza su quelli latini, nel periodo medievale invece quelli passano in secondo piano.
a) Dei Greci si ricordano la Cronografia di Teofane il Confessore (fino al sec. IX, con ampie continuazioni posteriori); le opere storiche di Leone Diacono (sec. x), di Anna Comnena e di altri. In generale però la storia della C. degli autori greci procede con quella dell'Impero bizantino. Il più notevole storico ecclesiastico del medioevo greco è Niceforo Callisto, bibliotecario della chiesa di S. Sofia in Costantinopoli verso la metà del sec. xiv. La sua opera principale, in 18 libri, giunge fino alla morte dell'imperatore Foca (6ro). E scritta con cura, ma non senza inesattezze e favole; contiene anche una lista degli imperatori e patriarchi bizantini. Preziosi lavori storici furono composti in questo periodo nella C. di Siria, dove la Storia ecclesiastica, già ricordata, di Giovanni di Efeso, trovò dotti continuatori. Gli Annali (583-843) che vanno sotto il nome del patriarca monofisita Dionisio di Tellmahrē, solo per una quarta parte sono opera sua, ma è un'utile fonte della storia ecclesiastica e profana della prima metà del sec. IX. La Cronaca del patriarca monofisita dei Giacobiti, Michele il Grande Qindasī (II26-99), a partire dal sec. vi costituisce una delle migliori fonti della storia della C. orientale, specialmente per il periodo delle Crociate, delle quali l'autore fu testimone ocu-

(da A. Stasré, Les mas. latins... de Saint - Pètersbourg, II. too. 26, Saint-Pétersbourg 1816) Chiesa - Historia ecclesiastica, gentis Anglorum di Beda il Venerabile. (sec. IX) La miniatura rappresenta s. Agostino. Leningrado, biblioteca di Stato, Cod. Q. v. I. 18, fol. 26;
lare. Questa opera si è conservata sia in una traduzione armena del sec. xiri (trad. francese di V. Langlois: Chronique de Michel le Grand, Venezia 1868) sia nell'originale siriaco e in versione araba edito da J.-B. Chabot, Chronique de Michel le Syrien, 3 voll., Parigi 1900-10. Il più grande storico siro è, a giudizio generale, Gregorio Abū 'l-Farağ, detto anche Bar Ebreo (m. nel 1286). Tra le sue numerose opere occupa il primo posto una grande Cronaca del mondo, in tre parti, di cui la prima ha carattere profano, la seconda tratta dei sommi sacerdoti ebraici e dei sommi pontefici, per limitarsi poi quasi esclusivamente alla storia del patriarcato antiocheno e giacobita, che un suo continuatore condusse fino al 1493; la terza opera è una storia della C. dei caldeoortodossi, nestoriani e giacobiti, dall'apostolo Tommaso fino al 1282, e da altra mano continuata fino al 1469 (Gregorio Bar-Ebreo, Chronicon ecclesiasticum, ed. J. B. Abbeloos et Th. Lamy, 3 voll., Lovanio 1872-77). Notizie importanti sulla storia della C. greca si trovano nella lunga schiera di storici profani e imperiali bizantini, a partire dal 500 fino al 1500. La migliore edizione è il Corpus scriptorum historiae Byzantinae, 49 voll., Bonn 1828-55; cf. anche PG.
b) Gli storici medievali in Occidente non hanno mai visto né scritto la storia solo come storia, ma in essa e per essa hanno sempre mirato a scopi religiosi etici e teologici. Sotto l'influsso del De civitate Dei di s. Agostino, scorgevano soprattutto nel corso della storia la lotta tra i due regni del bene e del male, e animati da speranze escatologiche e apostolittiche, si fondavano quasi sempre sulla medesima partizione storica in sei età e quattro regni o monarchie. In una delineazione sommaria della storiografia della C. nel medioevo latino si possono distinguere tre categorie fondamentali : a) opere sulla storia dei singoli popoli senza nessuna separazione tra materia profana ed ecclesiastica; β ) storie generali della C.; γ ) annali, cronache e biografie.
a) Il primo autore della prima categoria che si trova alla soglia del medioevo, è Giordane (Jordanes e anche Jornandes), il quale scrisse, su invito di papa Vigilio, De summa temporum vel origine actibusque gentis Romanorum, una specie di storia mondiale da Adamo al 551, e De origine actibusque Getarum, nel quale compendia l'opera omonima di Cassiodoro in 12 ll ., e inserisce molte preziose notizie sulla storia della C. (ed. in MGH, Auct. antiquiss., V, i; RIS, I).
Padre della storia dei Franchi è Gregorio di Tours (m. nel 594), con la sua Historia Francorum in 10 ll. (PL 71; ed. critica di W. Arndt e B. Krusch, in MGH, Scriptores rerum Merov., I, Hannover 1884), con il quinto dei quali inizia la storia del suo tempo dal 575 fino al 591 , narrata in base alla sue esperienze personali e ai suoi ricordi. Manca a Gregorio il possesso della materia e la capacità di darne una rappresentazione pragmatica, ma in compenso egli si studia di essere fedele e verace.
Una storia del Visigoti (PL 83) fino al 621 fu scritta da Isidoro di Siviglia (m. nel 636), scrittore enciclopedico dell'ultima età antica, di cui van ricordati i Chronica maiora, compendiati poi in Chronica minora (PL 83).
Padre della storiografia inglese è s. Beda detto il Venerabile (m. nel 735), di cui si possiede l'Historia ecclesiastica gentis Anglorum, in 5 ll. (PL 95; ed. con traduzione inglese, in 2 voll., da F. E. King, Londra 1930). La parte anteriore al 596 non è altro che una compilazione da Paolo Orosio e dalle Cro-
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nache di Prospero d'Aquitania e di Gilda. La parte originale e maggiore dell'opera è dedicata all'evangelizzazione della Britannia fatta per iniziativa di Gregorio Magno dal vescovo Agostino (596-731).
La storia dei Longobardi è stata narrata da Paolo di Varnelvido (più comunemente detto Paolo Diacono), longobardo di origine nobile, vissuto a lungo alla corte reale in Pavia. Ritiratosi a Montecassino, scrisse la storia del suo popolo in 6 ll., fino all'anno 744, che è l'unica fonte della storia religiosa e profana dei Longobardi. Dopo la sua morte (799), l'opera sua fu continuata da un ignoto fino all'anno 774 e nel sec. Ix, per quanto riguarda il ducato di Benevento, dal monaco Erchemperto, che portò la narrazione fino all'anno 889 (PL 95; ed. critica di G. Waitz, in MGH, Script.rer. Langob., pp. 234-264). In un fugace soggiorno alla corte franca, Paolo scrisse inoltre, a richiesta di Carlomagno, i Gesta episcoporum Mettensium (MGH, Scriptores, II, p. 260 sgg.).
Per la storia ecclesiastica nazionale e locale merita una speciale menzione Flodoardo di Reims (m. nel 966), archivista della sua c., che scrisse una Historia Ecclesiae Remensis, dalle origini al 948, opera che per la storia della C. e dello Stato francese è assai preziosa per i documenti che contiene (PL 135; MGH, Scriptores, XIII).
Alla categoria degli storici nazionali appartiene anche Adamo di Brema, dal ro69, canonico e < scolasticus = di Brema, il quale poco dopo il 1072 scrisse una Historia ecclesiastica o Gesta Hammaburgensis Ecclesiae pontificum, in 4 ll., e una storia della C. scandinava e in particolare dei vescovati di Brema e di Amburgo, dal 788 al 1076. Fonte di prim'ordine, quest'opera costituisce il fondamento primo della storia dei paesi nordici (MGH, Scriptores, VII). Ca. mezzo millennio più tardi Alberto Krantz, canonico di Amburgo (m. nel 1517), scrisse una storia della C. della Germania settentrionale (Brema, Amburgo, Bassa Sassonia e Vestfalia), in 12 ll. dal 780 al 1504, intitolata Metropolis seu historia de ecclesiis sub CaroloM., in Saxonia instauratis (Francoforte 1576).
β ) Tra gli autori che nel medioevo hanno tentato la narrazione della storia generale della C., va ricordato per primo in ordine di tempo Aimone, vescovo di Halberstadt dall'840 all'853, autore di un Breviarium historiae ecclesiasticae, in 10 ll., in cui è riassunta la storia della C. nei primi 4 secoli. L'opera non è che un estratto da Rufino, e dalla Historia tripertita ma è scritta, per il suo tempo, in buona lingua. Quasi contemporaneamente Anastasio, detto bibliotecario della C. romana, scrisse una Historia ecclesiastica seu Chronographia tripartita, che è una compilazione delle storie di Teofane, Niceforo, e Giorgio Sincello. L'opera non è, dal punto di vista cronologico, cosi ordinata come l'Historia tripertita di Cassiodoro: gli estratti dei tre autori bizantini stanno piuttosto l'uno accanto all'altro senza coesione: la maggior parte della materia è presa da Teofane (Corpus script. histor. Byzantinae, 40, Bonn 1841). Oltre questa opera Anastasio tradusse in latino gli Atti dei Concili: VI (680-81), VII (787) e VIII (870) (Mansi, XII e XVI). Intorno al 1142 Oderico Vitale, abate di St-Evroult in Normandia, scrisse una Historia ecclesiastica in 13 Il., da Cristo al 1141; opera che rivela grande amore del vero e ricca esperienza, e soprattutto importante, oltre che per gli eventi ecclesiastici di quel periodo, per la storia dei Normanni e delle Crociate (PL 188; nuova ed. di A. Le Prevost, 5 voll., Parigi 1838-55). Vin-
cenzo di Beauvais O. P. nei 3 I ll. del suo Speculum historiale (fino al 1244), che costituisce la quarta parte della Bibliotheca mundi, la grande enciclopedia del sec. xirI, raccolse molto materiale, ma anche molte favole (delle tante edizioni si può vedere quella di Venezia nel 1591). Giacomo di Vitry (m. nel 1240), canonico regolare, predicatore della Crociata contro gli Albigesi (1213) e di quella per la Terra Santa, vescovo di S. Giovanni d'Acri e cardinale, ci ha lasciato nella sua Historia occidentalis ed anche nelle sue lettere preziose notizie sull'Università di Parigi e sugli Ordini religiosi del suo tempo specialmente sulle origini dell'Ordine francescano, su circostanze della storia d'Italia e della Curia di Innocenzo III, sulla situazione spirituale e morale dello stato crociato e sugli eventi di Damietta. La sua Historia orientalis al contrario, per essere semplice compilazione, ha minor valore come fonte. La sua Vita Marine Oiniacensis è un importante contributo alla storia della mistica e della pietà all'inizio del sec. xir (cf. Ph. Funk, Jacob von Vitry, sein Leben und seine Werke, Lipsia 1909). Il famoso inquisitore Bernardo Guy O. P., oltre una Practica inquisitionis haereticae pravitatis (ed. C. Douais, Parigi 1886; G. Mollat, 2 voll., ivi 1926-27), compose un Catalogus seu Chronicon summorum pontificum usque ad Ioannem XXII, specie di storia dei papi, di particolare valore per il periodo dell'esilio avignonese. Costaneo e compagno d'ordine di Bernardo fu Bartolomeo dei Fiadoni (m. nel 1327, vescovo di Torcello a Venezia) che scrisse una Historia ecclesiastica in 24 Il. da Cristo all'inizio del sec. xiv, continuata poi fino al 1361 da Enrico di Diessenhofen, rielaborazione di opere più antiche di scarso valore critico (RIS, XXI). Ultima per questa età giunge la Summa historialis, in 3 voll. in-fol. di s. Antonino (arcivescovo di Firenze), che va dalla creazione fino al 1457 (Quétif-Echard, I, coll. 813-19; II, col. 311 ; F. G. Walker, The «Chronicles» of st. Antoninus, Washington 1933). Di scarsa originalità, utilizza con diligenza opere più antiche.
7) E nel campo delle cronache e delle biografie che il medioevo ha esercitato la sua maggiore attività storiografica. Quasi ogni vescovato, ogni città, ogni ordine religioso, aveva uno o più cronisti : personalità e specialmente santi, uno o più biografi. Il concetto di cronaca in quel tempo mal si distingue da quello dell'annalistica; vi sono tuttavia cronache nelle quali la materia viene ordinata ed esposta per più o meno lunghi periodi di tempo, come anni di regno di un imperatore o di un papa. Non mancano d'altra parte qua e là delle cronache, le quali offrono una narrazione relativamente compiuta e unitaria: tali, ad es., gli Annali di Lamberto di Hersfeld. Modello di tutte le cronache del medioevo fu la cronaca di Eusebio, conosciuta in Occidente attraverso s. Girolamo. Essa si trova riportata o per intero o in riassunto a capo di quasi tutte le grandi cronache medievali.
Tra i cronisti di maggior valore basterà ricordare : per l'età merovingia e carolingia: Fredegardo e i suoi continuatori, Einardo, gli autori degli Annali di Lorsch, di St-Amand, di Murbach, di Petau, di Salisburgo, di Metz; per i secc. s e xr: Regimone di Prüm (m. nel 915, PL 132), Liatprando di Cremona (m. ca. il 970) la cui Antapodosis, per quanto tendenziosa e scandalistica, costituisce una delle fonti principali del suo tempo, Ermanno Contratto, monaco diReichenau (ror3-54, PL 143), Rodolfo il Calvo, Glaber (m. ca. nel 1056) dell'abbazia di Cluny (PL
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142), Ecchcardo di S. Gallo (m. nel 1060; Casus S. Galli), Bernoldo di Costanza (m. nel i ioo), monaco di S. Biagio Schaffhausen (PL 148), e soprattutto come a lui letterariamente vicino, Lamberto monaco di Hersfeld (m. dopo il 1078), che nei suoi Annali prende decisamente partito contro Enrico IV (MGH, Scriptores, III), i diversi autori dei Libelli de lite imperatorum et pontificum, saec. XI et XII conscripti (MGH Libelli, 3 voll., 1891-92-93); per il sec. xir: Sigeberto di Gembloux (1030-1112), Balderico, vescovo di Dol (1047-1130, PL 162), Guglielmo di Malmesbury (m. co. nel 1145), Ottone di Frisinga (m. nel 1158) la Chronica seu historia de duabus civitatibus, in 8 ll. (MGH, Scriptores, XX), Guglielmo di Lewburg (1136-98), la cui opera principale è la Historia rerum anglicarum e diversi compositori dei libelli monastici. Bisogna ricordare Rogero di Hoveden, che scrisse gli Annales regum Angliae, dal 731 al 1201 (ed. W. Stubbd, 4 voll., Londra 1868-71), Alberico delle Tre Fontane (m. dopo il 1251), autore di una cronaca del mondo fino al 1251 (MGH, Scriptores, XXIII), Burcardo di Ursberg (MGH, Scriptores, XXIII), Matteo di Parigi, fra' Salimbene da Parma, frate minore, la cui cronaca (MGH, Scriptores, XXXII) è anche nel campo letterario una delle più vivaci e singolari opere del sec. xiri (cf. B. Schmeidler, Italienische Geschichtsschreiber des XIII. und XIV. Jahrhunderts, Lipsia 1909), Martino di Troppau (Oppaviensis) O.P., detto anche Martino Polono (m. nel 1278), la cui Chronica sumunorum pontificum imperatorumque ac de septem aetatibus mundi giunge al 1277 (MGH, Scriptores, XXII) ed è un compendio della storia dei papi e degli imperatori che ebbe grandissima diffusione e, sebbene priva di valore storico o letterario, contribuì alla diffusione di molte favole e venne continuata a varie riprese fino al sec. xv; Tommaso di Pavia O.F.M., il quale scrisse la sua cronica intorno al 1279; Paolino da Venezia O.F.M. (v.) vescovo di Pozzuoli, uno dei più importanti cronisti degli Ordini religiosi del sec. xiv, e le cui principali opere storiche sono: Historiarum epitoma (cronaca universale dalla creazione del mondo a Bonifacio VIII), Satyrica historia, e una Chronologia magna o Compendium che costituisce il primo tentativo di una visione generale della storia del mondo. Nella lotta tra Ludovico il Bavaro e il papa Giovanni XXII fiorì una ricca letteratura polemica (v. R. Scholz, Unbekannte hirchenpolitische Streitschriften aus der Zeit Ludwigs des Bayern, Roma 1911). Al sec. xv appartengono: Ulrico di Richenthal, il quale scrisse una Cronaca del Concilio di Costanza (ed. Buck, Lipsia 1895); Enea Silvio Piccolomini, che fu poi papa con il nome di Pio II, di cui si ha oltre ad altre opere di carattere storico-geografico una Historia Concliii Basileensis, in 2 ll. (Basilea 1515); Giacomo Filippo (Foresti) da Bergamo, agostiniano, il cui Supplementum chronicorum, edito per la prima volta a Venezia nel 1483, venne continuato; Bartolomeo Sacchi detto Platina (1421-81), il quale compose il diffusissimo Liber de vita Christi ac omnium pontificum (an. 1-1474, Venezia 1479, nuova ed. in RIS, III, II), continuato poi da Onofrio Panvinio. Accanto alle cronache in questa età ed anch'esse di ineguale valore critico a seconda dei loro autori stanno le innumerevoli vite di santi e di personaggi celebri. Un magnifico quadro complessivo di tutte queste cronache, annali e biografie, illustrato da un ricco commentario critico, si può trovare in G. Wattenbach, Deutschlands Geschichtsquellen im Mittelalter bis zur

(fel. Enc. Catt.)
Chiesa - Frontespizio del vol. I degli Annales ecclesiastici di C. Baronio, Roma 1593 - Roma, esemplare della biblioteca Nazionale.
Mitte des XIII. Jahrhunderts ( 6^{mathrm{a}} ed., 2 voll. Beorlin 1893-94) e O. Lorenz, Deutschlands Geschichtsquellen im Mittelalter seit der Mitte des XIII. Jahrhunderts ( 3² ed., 2 voll., ivi 1886-87). Per le biografie si veda A. Potthast, Bibliotheca historica medii aesi, guida delle opere storiche del medioevo europeo, dal 375 al 1500 (ivi 1892). Gli storici e i cronisti italiani dal 500 al 1500 sono stati raccolti da L. A. Muratori nei suoi monumentali Rerum Italicarum Scriptores, dei quali è in corso la nuova ed. riveduta e ampliata. Cf. U. Balzani, Le cronache italiane del medioevo, ( 4^{mathrm{a}} ed., Milano 1909); U. Chevalier, Répertoire des sources historiques du moyen age: Bio-bibliographie; Topo-bibliographie ( 4 voll., cf. sopra, n. IV, D).
3. La storia della C. nell'età moderna. - La moderna storiografia critica della C. ha la sua origine nell'età dell'Umanesimo e della riforma. Il movimento umanistico pose le basi della critica storica e applicò all'annalistica, che sotto molti rispettì era priva di senso critico, nuovi metodi critici, e portò ad una notevole intensificazione del lavoro storiografico. A tutto codesto contribuì anche molto la scoperta della stampa e una più profonda conoscenza delle lettere greche in Occidente. Un potente impulso agli studi storici venne in fine dalla cosiddetta riforma di Lutero. La storiografia protestante sorse interamente dai bisogni della polemica confessionale, ed ebbe come conseguenza una corrispondente attività cattolica intesa a dimostrare, sulla base delle fonti storiche, le verità tradizionali.
a) Opere dell'età della Riforma. - Il primo grande tentativo di narrare la storia della C. da un punto di vista esclusivamente protestante, fu fatto dai Centuriatori di Magdeburgo verso la metà del
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sec. xvı. Il suo carattere passionale e la sua assenza di obbiettività vengono ammessi anche da studiosi protestanti come F. Chr. Baur (Die Epochen der christlichen Geschichtsschreibung, Tubinga 1852, p. 39 sgg.) e provocarono tutta una serie di opere da parte cattolica. Di queste la più importante sono gli Annales ecclesiastici di Cesare Baronio (v.). L'opera ebbe varie continuazioni : prima quella di Abramo Bzovio O. P., che in 9 voll. condusse la narrazione dall'anno 1198, al quale il Baronio s'era arrestato, all'anno 1572: l'opera vide la luce in Roma tra il 1616 e il 1672 . Più breve è la continuazione composta dal convertito e poi vescovo di Pamiers Enrico Sponde (Spondanus), che, ridotti i 12 voll. del Baronio in 2 in-fol. (Parigi 1639), ne aggiunse altri 3 dal 1547 al 1640 (ivi 1641, Lione 1678). Dal 1198 al 1565 va la continuazione dell'oratoriano Odorico Rainaldi edita in 9 voll. a Roma tra il 1649 e il 1677 , ed è tra tutte le altre continuazioni la migliore. Al Rainaldi si aggiunsero Giacomo Laderchi e Agostino Theiner, ambedue oratoriani, dei quali il primo giunse in 3 voll. all'anno 1571 (Roma 1728-37), il secondo, in altrettanti volumi in-fol., all'anno 1585 (ivi 1856 sgg.). Una revisione critica degli Annali venne fatta dal conventuale Antonio Pagi (m. nel 1699) in un'opera che ebbe il titolo: Critica histo-rico-chronologica in universos Caesaris Baronii Annales, e venne continuata dal nipote e confratello Francesco (Anversa 1705). Essa venne inserita nell'edizione del Baronio di G. D. Mansi in 38 voll. (Lucca 1738-59). Nuove edizioni, con tutte le continuazioni, si ebbero a Bar-le-Duc e a Parigi nel 1864-83, in 37 voll. Per un secolo gli Annali del Baronio, violentemente attaccati dai protestanti (si ricorda tra gli altri il riformato Samuele Basnage), costituirono l'opera base dei cattolici da cui venne di volta in volta tratto il materiale sia per le controversie relative alla storia della C., sia per nuovi studi intorno ad essa.
b) La storiografia della C. in Francia. - Una magnifica fioritura di opere storiche sulla C. si ebbe in Francia nel secc. xvir e xviri. Maurini, Oratoriani, Gesuiti, Domenicani e teologi di ogni indirizzo gereggiarono nella pubblicazione e nello studio critico delle fonti, nel promuovere nuove discipline ausiliarie della storia, nel condurre a fondo la ricerca dei singoli problemi e nella rielaborazione dell'intera storia della C. La serie dei grandi storici ecclesiastici francesi è aperta da Antonio Godeau, vescovo di Vence (1605-72), con la sua Histoire de l'Eglise, in 5 voll. (Parigi 1653-78). Essa narra in forma elegante la storia della C. nei primi otto secoli, e venne tradotta in tedesco e in italiano (dallo Speroni). Una raccolta degli atti dei Concili venne fatta da Filippo Labbe (Sacrosanta Concilia... Ph. Labbei et G. Cossarti, 18 voll., ivi 1672). Nuove vie vennero aperte da Giovanni Bolland (m. nel 1665), iniziatore degli Acta SS. e da Luca d'Achéry O.S.B. (m. nel 1681). Seguirono le loro orme altri eruditi come St. Baluze, che raccolse le vite dei Papi di Avignone (nuova ed. di G. Mollat, in 4 voll. con aggiunta di documenti e di note, ivi 1915-22), il Du Cange, compilatore del famoso glossario, e J. Mabillon O.S.B. creatore della diplomatica e autore degli Annales Ordinis S. Benedicti ( 6 voll., ivi 1703-39). Luigi Maimbourg (m. nel 1686) scrisse tutta una serie di opere storiche particolari, come la storia dell'arianesimo (ivi 1673), e quella dello scisma greco (ivi 1677), la storia della decadenza dell'Impero fino a
Carlomagno e della lotta tra imperatori e papi dall'età carolingia fino al 1356 (ivi 1679), la storia del grande scisma d'Occidente (ivi 1678), del luteranesimo (ivi 1680) e del calvinismo (ivi 1682). Profondamente elaborata è l'opera del domenicano Natale Alexandre (m. nel 1724; v.), dal titolo Selecta historiae ecclesiasticae capita etc. in 24 voll., la quale giunge fino al Concilio di Trento, e a cui più tardi vennero aggiunti altri 6 voll. sulla storia sacra del Vecchio Testamento. L'opera però venne messa all'Indice da papa Innocenzo XI per le sue tendenze gallicane e per la vivace opposizione che a volte dimostra contro Roma. La nuova edizione, corretta dal chierico regolare Roncaglia ( 9 voll. in-fol., Lucca 1734), non è compresa nell'Indice. Un'altra edizione con note fu curata anche in Lucca nel 1749 dal celebre arcivescovo G. D. Mansi. Continuata da un anonimo che vi aggiunse altri due volumi venne riasmpata a Venezia nel 1778. Per le persone colte di ogni condizione fu scritta la storia della C., dall'Ascensione di Cristo all'anno 1414, in 20 voll. da Claudio Fleury (1640-1723), stampata a Parigi tra il 1691 e il 1720 . A differenza dell'Alexandre, il Fleury è un narratore elegante e fiorito; ebbe percio molti ammiratori, qualche censuratore (era un gallicano moderato) e parecchi continuatori. Fra i più eminenti storici francesi va annoverato il prete secolare Luigi Sebastiano Le Nain de Tillenson ( 1637 -98), con i suoi Mémoires pour servir à l'histoire ecclésiastique des six premiers siècles ( 16 voll., Parigi 1693-1712), nei quali i testi più importanti vengono coordinati, messi insieme e illustrati da un commento critico. Quest'opera viene in parte completata con l'altra sua Histoire des empereurs et des autres princes qui ont regné durant les six premiers siecles de l'Eglise ( 6 voll., ivi 1693-1712). Un'opera poderosa di ricerca critica sulla storia delle diocesi della Francia fu quella cui pose mano Dionisio Sammarthano (de Sainte Marthe) : Gallia Christiana in provincias ecclesiasticas distributa (ivi 1715-25), di cui egli compose i primi tre volumi e che altri poi continuò; essa fu poi edita di nuovo in seguito. L. Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule ( 3 voll., 2^{mathrm{e}} ed., ivi 1907-15) compose * come una revisione della Gallia sacra per ciò che riguarda l'età più antica delle seri