no come essenziale la lavanda dei piedi, il bacio per salutarsi, l'unzione degli infermi, ecc.
7) C. d. D. in Cristo (mennonita), una delle 16 divisioni dei mennoniti.
BibL.: O. Watson, Yearbook of the Churches 1924, Nuova York 1925.
Candlo Crivelli
CHIESA D'INGHILTERRA: v. ANGLICANESIMO.
CHIESA NAZIONALE CECA: v. bCEMI, FRATELLI.
CHIESA NEO-APOSTOLICA: v. IRVING, EDWARD.
CHIESA, STATO della: v. stato pontificio.
CHIESE E CAPPELLE PALATINE: v. PALATINE, CHIESE E CAPPELLE.
CHIESE ORIENTALI : v. ORIENTALI, CHIESE.
CHIESE PROTESTANTI ITALIANE. - Le cosiddette C. p. i., alcune delle quali hanno continuato la loro debole vita fino ai nostri giorni, sono le seguenti:
i) "Chiesa indipendente" o "Chiesa evangelica cri-
stiana" (1834-65), fondata da Luigi de Sanctis (1808-69) e da Bonaventura Mazzarella (1818-89) quando ambedue si separarono dai valdesi. Per le dissensioni interne, e perché a non pochi dei seguaci della nuova Chiesa arrideva il plimuttismo, introdotto in Italia da P. Guicciardini (v.), il de Sanctis se ne ritornò al valdismo, e il Mazzarella, occupato in affari pubblici e privati, se ne disinteressò. Privati dei loro capi, 20 Congregazioni indipendenti si unirono al Gavazal (v.) e con l'aiuto di vari protestanti stranieri, nel Congresso di Bologna del 1863, formarono una nuova Chiesa, cioè: 2) La "Chiesa libera italiana" (1865-89), chiamata anche "Chiesa cristiana libera", la quale durò fino alla morte del Gavazal (1889), visse di aiuti stranieri, elargiti principalmente dal presbiteriano scossese MacDougall, e tentò inutilmente di unirsi con i valdesi. 3) "Chiesa evangelica italiana" (1889-1903). Alla morte del Gavazal, la Chiesa libera assume un nome più in accordo con le altre sète protestanti e si chiamò "Chiesa evangelica italiana ", e fu eretta in note morale con decreto reale del 2 luglio 1891. Ma anche questa andò in frantumi per l'inesperienza e gli errori del suo capo Luigi Fera, ed i suoi beni furono assorbiti dalle missioni metodiste, americana e inglese, si che cessò di essere un ente morale (1903). Alcuni pochi fedeli che non vollero farsi metodisti, si costituirono in semplice associazione, che continuò (1903-29) con lo stesso nome e sotto la direzione del Notarbartolo, aiutati dalla "Italian Section in behalf of the Evangelical Church of Italy" che formava parte di una società protestante americana. Finalmente, eccettuati alcuni pochi che continuarono aggrappati con lo stesso nome, con un nuovo ordinamento si formò nel 1929: 4) La "Chiesa nazionale d'Italia protestante-presbiteriana ". I seguaci di questa setta che ha una ventina di missioni, dicono che essi rappresentano il genuino elemento protestante italiano contro i protestanti italiani affiliati a sète straniere.
A queste poco numerose Chiese, derivanti l'una dall'altra e sfocianti nell'ultima sopraddetta, conviene aggiungerne, almeno come notizia storica, alcune altre, quali la "Chiesa cattolica italiana" (v. campello); la "Chiesa cattolica liberale", che nel 1932 aveva un segretariato a Milano; la "Libera Chiesa cattolica", che si volle fondare dopo la pubblicazione dell'enciclica l'ascendi, e la "Chiesa cattolica nazionale italiana", priva di qualsiasi importanza, della quale fu fondatore e vicario generale Luigi Prota-Giurleo.
Bibl.: L. L. Prota-Giurleo, La Chiesa cattolica nazionale italiana, Napoli 1812; J. M. Lloyd Thomas, Una Libera Chiesa cattolica, trad. di G. A. S. Fantoni-Sellon, Firenze 1908; C. Crivelli, I protestanti in Italia, 2 voll., Isola del Liri 1926-38.
Candlo Crivelli
CHIETI e VASTO, ARCIDIOCESI di. - Nell'Abruzzo, C. è capoluogo di provincia. L'arcidiocesi ha una superfice di 2500 kmq., 138 parrocchie, con 215 sacerdoti diocesani, 92 regolari, per una popolazione di 350.000 ab. tutti cattolici (1948).
C., l'antica Theate, capitale dei Marrucini, è situata su un monte alla cui base scorre il fiume Pescara. Primo documento per la diocesi è una lettera di papa Giovanni VIII a Teodorico, vescovo di Theate, del 20 nov. 879. Certo la sede episcopale vi era stabilita già da tempo e nonostante il silenzio dei documenti si può far rimontare al sec. iv. Tuttavia le affermazioni intorno all'episcopato di s. Giustino martire, patrono della città, come intorno ad una lista dei più antichi vescovi, sono senza fondamento. Estesa la sua giurisdizione su Lanciano, Ortona e V., illustrata nel ' 500 dal vescovo Giampietro Carafa (poi Paolo IV) fu elevata da Clemente VII nel 1526 a metropoli con suffraganee Lanciano, Penne ad Atri. Nel 1570 Ortona fu creata diocesi e unita poi a Lanciano; quindi fu staccata V. (Istonio) nel 1833, che però ritenne unita a sé fino al presente. C. è immediatamente soggetta alla S. Sede.
La più illustre abbazia nel territorio di C. fu S. Salvatore alla Maiella, anteriore al sec. xi, che fu possesso della Chiesa romana, goduta poi dal Capitolo di S. Pietro; rovinò nel 1598. Degne di ricordo: l'abbazia di S. Liberatore alla Maiella con la rovine del tempio, tipico edificio romanico abruzzese del sec. xi, con alcuni affreschi superstiti; S. Pietro di Vallebona dei Celestini, del
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sec. xir, che sorgeva non lungi dall'odierno borgo di Manoppello, fondata dai conti del luogo.
La cattedrale di C., sorta sopra quella antica, dedicata a s. Tommaso e a s. Giustino e di cui è rimasta la bella cripta, fu rifatta dopo il Mille; le parziali ricostruzioni posteriori sono state condotte sulle forme originarie. Notevoli: la chiesa dei SS. Pietro e Paolo innalzata sopra un tempio pagano e un discreto gruppo di chiese gotiche: S. Agata, S. Antonio e S. Francesco. Fra gli edifici sacri monumentali di V. si ricorda la cattedrale (S. Giuseppe) ricostruita nel 1896 ma che conserva dell'antica il portale e il rosone nella facciata, del sec. xili.
Nell'archivio della Curia abbondano le carte relative alle numerose abbozie non anteriori però al sec. xili. Quelle che interessano la Chiesa teatina sono nell'archivio Capitolare e varie in quello Municipale. - Vedi Tav. XCIII.
Per la storia di V.: v. vasto.
Bib.: C. Ravizza, Memorie istoriche intarva la serie de' vescovi e arcivescovi teotini, Chieti 1830: P. Fr. Kehr, Italia pontificia, IV. Berlino 1909, pp. 267-82; Lanzoni, pp. 373-76; C. Gavini, Storia dell'architettura in Abruzzo, 2 voll., Milano-Roma 1928; Cottincau, I, col. 772; II, coll. 1714-15.
Serafino Prete
CHIGI, FAMIGLIA. - Appare nella storia senese del sec. xili e fin dell'inizio i suoi membri tennero banco ed alcuni furono incaricati dalla loro città di missioni, specialmente pres-

(1st. Gob. fol. naz.)
soso la corte papale. Acquistò la nobiltà nel 1377 e fu illustrata dal b. Giovanni (1300-63), eremitano nel convento di S. Leonardo di Lecceto, e dalla b. Angela (forita nella seconda metà del sec. xiv), eremitana (dopo quattro matrimoni) nel monastero di S. Agostino a Siena. I rami tuttora esistenti dei C. derivano dai fratelli Mariano (1439-1504) e Benedetto (n. nel 1449).
Mariano fu banchiere di grande fama, fece parte di ambascerie straordinarie senesi, nel 1492 e nel 1502, presso Alessandro VI e presso Cesare Borgia; negli anni 1473-74 ricostruil il palazzo in via del Casato di sotto, in Siena; nel 1502 commise a Pietro Perugino la tavola del Crocefisso con vari Santi, nella chiesa di S. Agostino in Siena.
Dei figli di Mariano, Agostino (1465 ca.-1520), trasferitosi a Roma dopo che il padre ebbe costituito nel 1487 una compagnia di banco fra lui e Stefano Ghinucci, nel 1502 costituì egli stesso un'al-
tra compagnia di traffico con Francesco Tomasi, ed aprì ben presto nuovi negozi bancari cogli Spannocchi. Fu tesoriere della Chiesa, ottenne concessioni e privilegi per il rifornimento di grano allo Stato pontificio, l'appalto delle dogane, quello delle saline della Camera apostolica e del Regno, insieme con l'altro delle cave di allume della Tolfa, di Agnano e d'Ischia. Per il commercio dell'allume della Tolfa, fu di grande utilità ad Agostino la cessione di Port'Ercole, fattagli nel 1506 dal comune di Siena. Questo, pur tanto parco nell'usar titoli onorifici nei riguardi dei propri cittadini, attribuì ad Agostino il titolo di magnifico.
Dal suo banco in Roma Agostino tenne relazioni di commercio con tutta l'Europa; ebbe ventimila dipendenti ed una sostanza ammontante, si dice, ad ottocentomila ducati. Finanziò Cesare Borgia nelle guerre, i Medici nell' esilio, Leone X nelle prodigalità. Giulio II adottò Agostino ed il fratello di lui Sigismondo, coi loro discendenti, nella famiglia Della Rovere. Ma gli onori fattigli da questo Papa, come già da Alessandro VI, nulla furono in paragone di quelli avuti da Leone X, il quale intervenne ben tre volte a conviti offerti da Agostino nel suburbano alla Lungara, noto col nome di Farnesina ( 30 apr. 1518, estate 1518, 28 ag. 1519). Dopo il terzo di tali conviti, Leone X benedisse le nozze di Agostino (vedovo di Margherita Saracini e già amico della famosa Imperia) con Francesca Ordeaschi, dalla quale aveva avuto più figli legittimati. Poi il Papa, coi dodici cardinali presenti, intervenne al rogito del testamento di Agostino, nel quale si disponeva, fra l'altro, che fosse terminata la cappella in S. Maria della Pace, sotto le Sibille di Raffaello ed i Profeti su disegno di lui; e quella in S. Maria del Popolo, architettata da Raffaello e destinata ad accogliere la tomba del Magnifico. Agostino, fra l'altro, lasciava ai figli la villa detta poi Farnesina, architettata da Baldassarre Peruzzi ed ornata di pitture dal medesimo, da Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, da Sebastiano del Piombo, da Raffaello e dagli scolari di lui. Agostino fu pure amico di letterati, come il Bembo, il Giovio e l'Aretino, ed aprì in Roma una tipografia, dalla quale uscirono il Pindoro del 1515 ed il Tesorito del 1516.
Poco durarono, dopo la morte del magnifico Agostino, le ricchezze da lui accumulate : la discendenza diretta di lui si estinse nel 1573. Il fratello Sigismondo (1479-1525), sposato (1507) a Sulpizia del magnifico
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Pandolfo Petrucci, aveva edificato (1505) la Villa delle Vòlte (Sovicille) ed aveva ingrandito ed abbellito il palazzo paterno in Siena. Mario (1511-64), suo figlio, consumò gran parte del patrimonio ereditato: da lui nacque Flavio (1548-1611), padre di Fabio, il futuro Alessandro VII (v.). Nel maggio del 1656, Alessandro VII, fino allora contrario al nepotismo, si decise a chiamare a Roma il fratello Mario (15941669), il figlio di lui, Flavio, ed i figli dell'altro fratello Augusto (1605-51), cioè Agostino e Sigismondo. Mario divenne generale di S. Romana Chiesa, Flavio (1631-93) fu creato cardinale il 9 apr. 1657, sopraintendente agli affari generali della S. Sede, legato d'Avignone, poi (1659) bibliotecario di S. Romana Chiesa. Fu prefetto di più Congregazioni, fu mandato legato a latere in Francia, in esecuzione della pace di Pisa ( 12 febbr. 1664), divenne vescovo di Albano nel 1686, vescovo di Porto nel 1689. Dal Bernini si fece costruire il pa-

(Int. Andetron)
Lazzo (ora Odescalchi, ingrandito e deformato nella facciata) in piazza dei SS. Apostoli, e vi raccolse statue classiche vendute nel 1728 al re di Polonia e formanti tuttora il nucleo più importante dell'Albertinum di Dresda) e quadri antichi e moderni. Ordinò al Bernini il monumento funebre di Alessandro VII in S. Pietro in Vaticano. Contribuì molto alla decorazione della cappella della Madonna del Voto, iniziata da Alessandro VII nel duomo di Siena con la direzione del Bernini, e costrui la villa di Cetinale (Sovicille), con architettura di Carlo Fontana. Col padre Mario e col cugino Agostino (1634-1705, dal 1658 principe di Farnese e dal 1659 principe del S.R.I.) aveva comprato (1661) dai Savelli la terra di Ariccia, eretta poi in ducato, dagli Orsini le terre di Campagnano di Formello, di Cesano e di Scrofano, erette poi, rispettivamente, in principato, ducato e signorie. Da solo (1663) aveva comperato dai Cesi la terra di Magliano Pecorareccio, eretta in marchesato. Nel palazzo (già Aldobrandini) all'angolo del Corso con piazza Colonna, completato da Agostino sui quattro lati del cortile, fu ospitata la biblioteca Chigiana, raccolta nella sua maggiore e migliore parte di manoscritti da Fabio (poi Alessandro VII) e poi accresciuta di libri stampati. Venduta dai C. col palazzo, nel 1918, allo Stato italiano, fu aggregata, nel 1922 alla biblioteca Apostolica vaticana.
SIGISMONDO (1649-78), fratello di Agostino, gran priore di Roma dell'Ordine di Malta, fu creato cardinale il 12 dic. 1667 e resse la legazione di Ferrara dal 1673 al 1676. Augusto, figlio di Agostino (1662-1744), ebbe da Clemente XI, nel 1712, la carica di maresciallo di S. Romana Chiesa custode del Conclave, vacante per l'estinzione dei Savelli e divenuta ereditaria nella famiglia C. Agostino (1710-69), figlio di Augusto, cavaliere del Toson d'oro austriaco, per il matrimonio con Giulia Augusta Albani dei
principi di Soriano, assicurò alla famiglia gli eventuali diritti sui beni ereditari della casa di Clemente XI. Suo fratello Flavio (1711-71), creato cardinale il 26 nov. 1753, arriechi notevolmente di libri stampati la biblioteca Chigiana. SICISMONDO (1736-93), figlio di Agostino, geniale amico degli studi archeologici, delle arti e delle lettere (particolarmente note le sue relazioni con Vincenzo Monti), dispiaegue, per le opinioni avanzate che professava, al governo pontificio, che colse il pretesto di una insostenibile accusa contro di lui di tentato veneficio a danno del card. Filippo Carandini, per condannarlo in contumacia al bando perpetuo. Agostino (1771-1855), figlio di Sigismondo, anch'egli letterato ed amico delle arti, è noto specialmente per il diario tenuto dal 180 al 9 giugno 1809 e dall'11 giugno 1814 al 9 dic. 1855 , vigilia della morte, con la volontaria lacuna per i cinque anni di occupazione francese a Roma: per primo uni al nome di C. quello di Albani. Flavio (1810-85), suo figlio, rappresentò Pio IX a Mosca, alle feste per l'incoronazione di Alessandro II (1855), fu nunzio a Monaco di Baviera ed a Parigi e fu creato cardinale il 22 dic. 1873. Dei pronipoti del cardinale, Agostino (1858-96) cadde valorosamente ad Adua e l'attuale capo del ramo C. della Rovere Albani, Ludovico (n. nel 1866), è dal 30 maggio 1931 gran maestro dell'Ordine di Malta.
Da Benedetto (n. nel 1449), fratello di Mariano, discesero Camillo (n. nel 1503), il quale fu uno degli ambasciatori inviati a Carlo V nel 1550, per dissuaderlo dall'erigere la cittadella in Siena, e Scipione (n. nel 1507), fratello di lui, il quale, con altri suoi concittadini, dopo la cacciata degli Spagnoli (luglio 1552), fu chiamato a riformare il governo di Siena, e nell'apr. 1555, con altri sette, andò oratore al duca di Firenze, per la resa di Siena e del suo Stato. Dal nipote Scipione (1584-1633) musicista di nota fama, mecenate, capitano del popolo, gonfaloniere, discesero i C. detti di Città, estinti nel sec. xviri. Da Iacomo, fratello di questo Scipione, discesero i C. detti di Camollia, fra i quali è da ricordarsi Carlo Corradino C. (1802-81), il quale entrò dapprima nella marina sarda, e vi si distinse nella spedizione di Tripoli (1825) ma poi ne uscì nel 1839. Benemerito governatore dell'Elba, dal 1840 al 1846 , gonfaloniere di Fivizzano nel difficile momento dell'annessione al ducato di Modena nel 1847, organizzò le milizie toscane nel 1848, dovette occuparsi delle relazioni fra queste e l'esercito sardo e combatté valorosamente a Curtatone dove perdette la mano sinistra. Comandò la guardia civica fiorentina, si dimise per non venire meno al giuramento al granduca, ma non appoggiò la reazione. Gonfaloniere di Siena nel 1859, primo fra i magistrati toscani fece votare l'annessione al Regno. Nel senato, cui apparteneva dal 1860 , pro-
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nunzio nel 1867 un fiero discorso contro la proposta di soppressione delle corporazioni religiose.
Da Agnese C. (n. nel 1629), sposata nel 1645 ad Ansano Zondadari, deriva il ramo C. Zondadari, voluto dal fratello di lei card. Flavio (1631-93), il quale lasciò a lei e al figlio primogenito di lei, Bonaventura (1652-1719), il marchesato di S. Quirico, conferitogli da Cosimo III nel 1677, e gli altri propri beni in Toscana, con l'obbligo di assumere il nome e lo stemma C., per sé e per i discendenti, in ordine di primogenitura. Degli altri figli di Agnese, Marcantonio (1658-1722) fu eletto il 13 genn. 1720 gran maestro dell'Ordine di Malta; Anton Felice (1663-1737), arcivescovo di Damasco dal 1699, fu inviato da Clemente XI, prima nunzio straordinario a Filippo V guerreggiante in Italia ed in Spagna, poi nunzio ordinario in Spagna dal 1706, ne fu rimandato nel 1709, e dovette fermarsi tre anni nello Stato di Avignone; fu creato cardinale il 18 maggio 1712; Alessandro (1669-1744) fu arcivescovo di Siena dal 1714. Anton Felice (1739-1823), nel 1785 vescovo titolare di Adana in Cilicia e nunzio a Bruxelles, fu espulso nel 1787, per ordine di Giuseppe II; arcivescovo di Siena dal 1795, fu creato cardinale il 23 febbr. 1801. - Vedi Tav. XCIV.
BibL.: Sono ancora inediti, fra i codici Chigiani della biblioteca Vaticana (a. I. 1) i Chigine familiae commentarii di Fabio C. (Alessandro VII). - Fra le opere a stampa, si veda: Clitario Glafirio (pseud.), I C., in Omaggio d'esultanza per le fanciuline nozze Schedoni-Mannabbey, Modena 1881, pp. 29-70; U. Fratelli, Albero genealogico delle nobil famiglia C. patrizia senese, Siena 1922 (utile anche per i richiami bibliografici, ma da usarsi con prudenza). - Cf. inoltre: G. Cugnoni, Agostino C. il magnifico, in Archivio della Soc. romana di st. patria, 2 (1879), pp. 37-83, 209-26, 475-90; 3 (1880), pp. 213-32, 291-305, 422-48; 4 (1881), pp. 56-75, 195-216; 6 (1883), pp. 139172, 497-539; e a parte, Roma 1878 [ma 1883]; D. Gnoli, La sepoltura di Agostino C. nello chiesa di S. Mario del Popolo in Roma, in Archivio Storico dell'Arte, 1 (1889), pp. 317-26; G. Cugnoni, Sermone poetico del principe Sigismondo C. pubblicato nella fausta congiuntura delle nozze di donna Eleonora C. Albani col nobil giovane murchese Enrico Inciso dello Rocchetta, ivi 1894; A. S. Martorelli, Un autografo di Agostino C. il Magnifico. Contratto di società commerciale fra Mariano C. e nipoti e Stefano Ghinozzi (per nozze C.-Torlonia), Roma 1919; E. Vox, Roma nell'anno 1829 attraverso il diario inedito di don Agostino C., in Nuove Antologia, 345 (1929), pp. 59-80, 581-402; 346 (1929), pp. 230-64, 513-31; F. Seal, La fede astrologica di Agostino C. Interpretazione dei dipinti di Baldassarre Perazzi nella sala di

(da it Cnunoni, Agostino C. il Magnifico, Roma 1872) Chioi, famiglia - Medaglia di Agostino C. conservata nella biblioteca Chigiana - Roma.

(ini. Aisneri)
Chioi, famiglia - Particolare della cappella C. Disegno di Raffaello (1515) - Roma, chiesa di S. Maria del Popolo.
Galatea alla Parnczina. R. Accademia d'Italia. Collezione - La Parnczina v. Roma 1934; O. Montenovesi, Agostino C. banchiere e appaltatore dell'allume di Tolfa, in Archivio della R. Deputazione romana di st. patria, 80 (1937), pp. 107-47; V. Golzio, Documenti artistici sul Seicento nell'archivio C., con presentazione di R. Paribeni (R. Istituto d'Archeologia e Storia dell'arte), ivi 1939; P. Paschini, I C. (R. Istituto di Studi Romani. - Le grandi famiglie romane, 3), ivi 1946. Giovanni Incisa della Rocchetta
CHIHFENG, Diocesi di. - Si trova in Cina, nella provincia civile di Jehol. Fu eretta in prefettura apostolica il 21 genn. 1934, per divisione del vicariato apostolico di Jehol e affidata al clero secolare cinese. Il 21 apr. 1949 fu elevata a diocesi suffraganea di Syiyan.
Ha una superfice di kmq. 62.000. La popolazione totale, al 30 giugno 1947, era di 1.700 .000 ab., di condizione povera e dedita all'agricoltura; i cattolici erano 29.300. Il territorio di questa missione può considerarsi, di tutta la regione mongolica, quello evangelizzato più in profondità, specialmente nelle parti di nord e nord-ovest, abitate da antiche cristianità. Il personale missionario, alla data suddetta, era di 34 sacerdoti secolari cinesi, 4 padri della Congregazione di Scheut e 7 religiosi laici cinesi.
BibL.: GM, p. 192; MC, p. 78; Annuaire de l'Eglise catholique en Chine 1948, Sciangol 1948, passim. Adamo Pucci
CHIHUAHUA, Diocesi di. - Nella repubblica del Messico, Stato di Chihuahua. Eretta il 23 giugno 1891.
E la più estesa del Messico (kmq. 245.612), ha una popolazione di ca. 747.650 ab. dei quali 704.500 cattolici. Nel Tarahumara, nella parte sud-occidentale della Sierra Madre, vivono 25.000 indios, dei quali 12.000 ancora pagani. Attendono alla loro evangelizzazione alcuni Gesuiti, che dipendono direttamente da Propaganda Fide. La diocesi è divisa in 51 parrocchie; ha 185 chiese, 61 sacerdoti diocesani e 22 regolari, un seminario (1948). E suffraganea di Durango.
La Cattedrale, terminata nel 1789, ha la facciata coronata da due torri campanarie. Si ricordano l'antica chiesa di S. Francesco e le moderne dedicate a N. S. di Guadalupe, alla S. Famiglia e il tempio espiatorio del S. Cuore.
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BibL.: J. Montes de Oca y Obregon, s. v. in Cath. Enc., III, p. 639: M. Cuevas, Historia de la Iglesia en México, El Paso 1928 (v. indice).
Adalberto Almeida
CHILAPA, diocesi di. - Nella repubblica del Messico, suffraganca di Città di Messico, eretta da Pio IX il 16 marzo 1863 con la costituzione Oumibus notum, smembrandola dall'arcidiocesi di Puebla. Abbraccia tutto lo Stato di Guerreo, con una superfice di 73.136 kmq . e una popolazione di ca. 700.000 ab., dei quali 695.000 cattolici. La diocesi è divisa in 79 parrocchie con 116 sacerdoti e un seminario (1948).
Nell'àmbito della diocesi si trova la cittadina di Taxco, il più antico centro minerario del Messico (Real de minas). Fondata nel 1329, conserva ancora l'impronta dell'epoca coloniale. Assai celebre è la chiesa parrocchiale, gioiello del barocco messicano, fatta costruire tra il 1753 e il 1760 dal ricco proprietario di miniere José de la Borda, spendendovi 1.661 .572 pesos. Possedeva un ostensorio, stimato tra i più ricchi del mondo, che passò alla cattedrale di Città di Messico, poi sacrilegamente asportato dai rivoluzionari; si può ancora ammirare a Parigi, nel tesoro di Notre-Dame che l'acquistò per un milione di franchi, spogliato delle 8353 pietre preziose.
Bibl.: M. Cuevas, Historia de la Iglesia en México, El Paso 1928 (v. indice).
Francesco Aguilera
CHILAW, diOCEsI di. - Fu eretta il 5 genn. 1939 con territorio distaccato dall'arcidiocesi di Colombo (Ceylon). Comprende tutta la North-West Province e misura kmq. 7812. La popolazione, nella grande maggioranza di stirpe singalese, ascende a 667.36 I ab. (censimento 1946), cosi divisi : 352.068 buddhisti, 26.696 indù, 33.025 maomettani, 102.000 cattolici e 1066 protestanti (statistiche 1948 ).
La diocesi è affidata al clero indigeno con un totale di 42 sacerdoti, tutti ceylonesi. La residenza del vescovo è a C., che, sebbene, non sia il capoluogo della provincia, rappresenta tuttavia il maggiore centro cattolico della diocesi, ha una bella e spaziosa chiesa, una vasta casa per il clero e buone comunicazioni.
Abbastanza fiorente è l'organizzazione scolastica con 14 scuole elementari e 26.328 alunni, 12 scuole medie e 2616 alunni, 6 scuole professionali e 475 alunni. I sacerdoti sono coadiuvati da una ventina di Fratelli delle Scuole cristiane, 7 fratelli Mariati, 16 fratelli del Tera'ordine di S. Francesco (casa madre a Maggona, Ceylon). Le suore sono ca. 200: 180 appartenenti alla Congregazione della S. Famiglia (Bordeaux) e le altre alle Carmelitane Ap. del Tera'ordine (casa madre a Shangalore, India).
BibL.: MC, pp. 68-69: Arch. di Prop. Fide, Prospectus status missionis, pos. nn. prot. 4349/47: Catholic Directory of India, Pakistan, Burma and Ceylon, Madras 1948, pp. 238-45.
CHILDERICO, re dei Franchi. - Figlio di Meroveo, m. verso il 48 r a Tournai. Ancora giovanissimo, si propose di sottomettere gli altri popoli barbari istallatisi nell'Aquitania e nella Belgica contro la cui potenza urtava la volontà di predominio dei Franchi Salii. Per attuare i suoi piani di conquista, si alleò con Egidio, capitano romano, e con il suo aiuto batté i Visigoti ad Orléans nel 463. Successivamente inglobò, nelle sue, le forze del romano Ezio e conseguì la brillante vittoria di Angers, contro gli Avari, nel 469. Oltre ad ottime qualità guerriere, C. mostrò notevole capacità di uomo politico. Fu tollerante verso i cristiani, pur resistendo alle insistenze della moglie Basina che lo spingeva al cattolicismo.
BibL.: W. Junghans, Die Geschichte der frduhischen Könige Childerich und Cliobusch, Gottinga 1857; Gregorio di Tours, Historia Francorum, in MGH, Script. rerum Merov., I, 1.
Emma Santovito
## CHILIASMO: v. MILLENARISMO.
CHILIASTI-RUSSELLITI: v. TESTIMONI DI GEOVÀ.
CHILLAN, diOCESI di. - Nel Cile, suffraganea della S.ma Concezione. Eretta il 18 ott. 1925, comprende la provincia di Nuble e parte di quella di Maule, con una estensione di kmq. 11.564 e una popolazione di ca. 287.279 ab. dei quali 258.552 cattolici, divisi in 26 parrocchie. Il clero è composto da 35 sacerdoti secolari e 40 regolari; v'è un piccolo seminario (1948).
Numerose sono le famiglie religiose maschili (Francescani, Domenicani, Mercedari, Gesuiti [che in C., fino al 1938, avevano il loro noviziato, ora trasferito a Santiago], Trinitari, Redentoristi, Carmelitani). Delle congregazioni femminili: le suore dell'istituto della B. Vergine Maria che dirigono un collegio di studi medi in C., le suore della Purissima, del Buon Pastore di Angers, le ospitaliere del S. Cuore di Gesù, ecc. Il clero diocesano dirige in C. il collegio vescovile e l'istituto Cauquenes. Sotto la dominazione spagnola, C. fu il centro delle missioni dei Gesuiti nella regione. Nel 1939 la diocesi fu colpita da un violento terremoto che causò ca. 50.000 morti e danni gravissimi a molte chiese e case parrocchiali.
Bibl.: Revista Católica (Organo de la prov. cceles. del Chile), dal 1933. passim.
Baul Pinto
CHILLINGWORTH, William. - Tcologo protestante inglese e principale fautore del latitudinarismo, n. a Oxford il 6 ott. 1602, m. a Chichester (Sussex) il 30 genn. 1644. Non appena ebbe terminati gli studi nella sua città natale si converti alla religione cattolica, che poi abbandonò (1634) per ritornare in seno al protestantesimo. Si occupò con competenza di matematica, di poesia e specialmente di teologia.
È noto soprattutto per l'opera The religion of protestants a safe way of salvation (Oxford 1638). In essa il C. si rivolge contro il gesuita Mattia Wilson (m. nel 1636) e vi espone il suo latitudinarismo. Partendo dalla distinzione tra ciò che è essenziale e ciò che non lo è, l'autore riduce il cristianesimo alla professione di poche verità fondamentali di ordine prevalentemente pratico, tollerando il disaccordo su tutto il resto. I latitudinari, cosi chiamati dei loro avversari, che li consideravano come sostenitori della via larga, non solo non raggiunsero lo scopo del loro movimento, che era quello di eliminare le interminabili controversie e le gravi divergenze esistenti tra le varie sètte protestanti, ma caddero nell'indifferentismo religioso, per non aver saputo realizzare l'accordo neppure nei confronti delle stesse verità fondamentali. Il latitudinarismo preparò cosi il Broad Church Party, nel quale più tardi si fuse.
Bibl.: T. Birch, C.'s Warb, Londra 1742: K. Schrödl, Latitudinarior, in Kirchenlexikon, VII, coll. 1504-1 505; E. A. George, Men of Latitude, Oxford 1908, passim. Emanuele Chietrini
CHIMENTI, IACOPO: v. EMPOLI, IACOPO CHIMENTI da.
CHIMICA. - I. Definizioni e partizioni. La parola c. può derivare dalle voci egiziane o copte "km.t" o "Kêmi" aventi i significati di "terra nera" o "Egitto": la c. sarebbe la scienza dell'Egitto, della regione cioè dove sarebbe stata coltivata per la prima volta. Gli Arabi vi aggiunsero l'articolo arabo "al", donde il nome di alchimia con cui tale scienza fu indicata fino ai primi tempi dell'evo moderno, quando ritornò ad esser chiamata semplicemente c.
La c. è la scienza che studia le proprietà specifiche e le trasformazioni sostanziali di tutti i corpi materiali in quanto tali: ne fanno eccezione le trasformazioni nucleari che appartengono alla fisica perché studiate con i metodi di questa.
Si divide in due branche. Le proprietà e trasformazioni specifiche delle sostanze, senza far riferimento a particolari sostanze od a particolari reazioni, vengono studiate in modo generale nella c. fisica o c. teorica; oltre che dei mezzi propri della c. essa si vale dei mezzi
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A sinistra: CAMPANILE DELLA CATTEDRALE, opera di Bartolomeo Jacobi (1335), completata da Antonio di Lodi (1498) - Chieti. A destra: MADONNA LIGNEA POLICROMA E DORATA. Opera di Giovanni Francesco Guglielmelli (sec. xv1) - Chieti, chiesa Mater Domini.
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(fat. Alineri)
In alto: VILLA DETTA "LA FARNESINA", costruita per Agostino Chigi. Opera di B. Peruzzi (primi del sec. xvi) - Roma. In basso: PALAZZO DELLA FAMIGLIA CHIGI IN PIAZZA COLONNA. Opera di C. Maderno e F. della Greca (sec. xvII) - Roma.
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di studio della matematica e della fisica. Le proprietà ed i processi di trasformazione che riguardano le singole sostanze o ciascun gruppo di sostanze vengono studiati nella c. generale descrittiva sistematica; la quale si divide, per motivi didattici e pratici, in c. inorganica o minerale e c. organica o delle combinazioni del carbonio. E quando le varie sostanze o gruppi particolari di esse vengono studiati con finalità più ristrette od in particolari associazioni naturali od artificiali, la c. dà origine alle numerose branche delle sue applicazioni: astro-c., geo-c., bio-c.; c. industriale, agraria, analitica, farmaceutica, bromatologica, metallurgica, fotografica, dei coloranti, dei tessili, ecc.
II. Leggi delle combinazioni chimiche; ipotesi ato-mico-molecolare. - La natura ha fornito all'uomo una grande varietà di sostanze. Alcune di esse si possono trovare anche allo stato puro come il diamante, il quarzo ed altre sostanze cristalline; quasi tutti gli altri corpi sono invece miscelo più o meno omogenee od associazioni più o meno organizzate di varie specie chimiche. Prima l'uomo delle età preistoriche, poi i popoli di maggior coltura, con maggior impegno nel medioevo gli alchimisti e nell'età moderna i chimici, fecero numerosi tentativi di modificare i corpi, specialmente per azione del calore. Furono cosi ottenuti dei cambiamenti di stato (evaporazioni, condensazioni, fusioni) ed altre trasformazioni prevalentemente fisiche (mescolanze, dissoluzioni, cristallizzazioni, essiccazioni); talvolta furono separate specie chimiche allo stato di relativa purezza (cloruro sodico per evaporazione dell'acqua di mare, solfo per sublimazione del minerale gengico, acqua pura per distillazione di quella naturale, alcool per distillazione del vino). Altre volte furono eseguite operazioni tecniche fondate su reazioni chimiche come la preparazione della ghisa per riscaldamento di minerali di ferro con carbone, del rame per l'analoga operazione eseguita sui minerali di rame, della calce per prolungato riscaldamento della pietra calcare (tempi preistorici), del vetro per fusione della sabbia silicea con ceneri di piante e con calce (antiche civiltà cinese ed egiziana).
Le trasformazioni chimiche ebbero una giusta interpretazione quando si cominciò a considerare di esse l'aspetto quantitativo, cioè a tener conto dei rapporti in peso secondo i quali i corpi si combinano e, quando vi partecipano o si formano sostanze gassose, anche delle variazione di volume e dei rapporti fra i volumi di gas.
Si osservò cosi che alcune sostanze cimentate con mezzi fisici e chimici non si trasformavano più, oppure davano prodotti sempre di peso maggiore (combinazioni, sintesi), ma non mai prodotti a peso minore di quello di partenza (decomposizioni, analisi) : certe sostanze cioè rivelano l'eventuale capacità ad entrare in combinazione, ma non a dare prodotti più semplici : si scoprirono cosi gli elementi chimici, quelle sostanze semplici, non possibili cioè di ulteriore scomposizione o semplificazione, dalla combinazione delle quali sono formate tutte le altre sostanze pure e da queste tutti i corpi.
Le combinazioni fra gli elementi non avvengono in qualsiasi modo, ma obbediscono a leggi, alcune delle quali, quelle stechiometriche, sono state scoperte agli alberi della scienza chimica:
Principio della conservazione delle masse o dei pesi (Lavoisier, 1743-94). La somma delle masse (o dei pesi) delle sostanze che risultano da una reazione chimica è uguale alla somma delle masse (o dei pesi) delle sostanze che hanno reagito. Tale principio vien detto anche della conservazione della materia; ma impropriamente, poiché della materia lo scienziato rileva solo le proprietà fisiche e chimiche, non l'essenza o definizione completa che appartiene alla filosofia. Viene pure espresso nei seguenti modi di sapere materialistico: "nulla si crea e nulla si distrugga, ma tutto si trasforma»; oppure "la quantita di materia contenuta nell'universo è costante ", ma con minore esattezza; difatti i concetti di creazione e di distruzione non sono oggetto di esperienza positiva; e neppure vi sono elementi sufficienti per stabilire una legge che si riferisca a tutto l'universo, poiché di questo si conosce una frazione estremamente piccola.
Principio delle proporzioni definite (L. G. Proust, chimico francese, 1755-1826). I corpi puri presentano composizione costante.
Legge delle proporzioni multiple (G. Dalton, chimico inglese, 1766-1844). In una serie di sostanze pure che posseggono in comune due elementi, le quantità di uno di essi che si trovano combinate con una stessa quantità dell'altro stanno fra loro in rapporti semplici.
Legge sulle combinazioni fra sostanze gassose (G. GayLussac, chimico francese, 1778-1850). I gas o vapori si combinano fra loro in rapporti semplici di volume se misurati in uguali condizioni di temperatura e di pressione.
Si è trovato poi che tali leggi non sono esattamente osservate in ogni caso, e per motivi differenti e propri a ciascuna legge. Il principio della conservazione delle masse è limitato da possibili trasformazioni di una frazione dalla massa in energia (reazioni nucleari, trasformazioni radioattive); le leggi delle proporzioni definite e multiple sono limitate dalla possibilità di esistenza di combinazioni chimiche (ad es., solfuri di ferro naturali del tipo pirrotite e pinte) nelle quali entro certi limiti due elementi si trovano combinati in rapporti non semplici; la legge sulle combinazioni gassose è limitata dalle proprietà dei gas reali che si scostano da quelle dei gas perfetti.
La conoscenza e l'applicazione di tali leggi aprirono la via all'ipotesi atomica formulata da G. Dalton nel 1804 : 1) esistono tante specie diverse di atomi quanti sono gli elementi che costituiscono la materia; 2) tutti gli atomi di un medesimo elemento hanno lo stesso peso. Questa ipotesi non era ancor sufficente per calcolare i pesi relativi degli atomi dai rapporti in peso secondo i quali gli elementi si combinano fra loro. Per arrivare a ció occorreva l'intuizione di Avogadro (1776-1856) che in vari scritti, dal 1811 al 1838 , propose la celebre ipotesi che porta il suo nome: "volumi uguali di gas nelle stesse condizioni di temperatura e di pressione contengono un egual numero di molecole». I suoi scritti però rimasero quasi sconosciuti, e perciò infruttuosi ai fini del progresso della scienza, finché non furono studiati e valorizzati dal Cannizzaro (1826-1910), il quale riusci a richiamare su di essi l'attenzione degli scienziati al congresso di Karlsruhe nel 1860. Si può riassumere la sua opera nella seguente "regola di Cannizzaro" che permette di determinare il peso atomico di un elemento quando si sappia determinare il peso molecolare delle combinazioni alle quali esso partecipa : "per peso atomico di un elemento si deve intendere la più piccola quantità di esso contenuta nel peso molecolare delle sue combinazioni».
Determinati la composizione centesimale elementare ed il peso molecolare, noti i pesi atomici, risultava noto il numero degli atomi di ciascuna specie che costituiscono la molecola, erano note cioè le formule chimiche che tutte queste conoscenze riassumono in modo estremamente semplice e completo. Uno studio più approfondito delle proprietà delle sostanze ed in particolare l'osservazione che certi aggruppamenti atomici passavano inalterati da una sostanza ad un'altra nelle reazioni (teoria dei radicali) condusse a stabilire le formule di struttura che riassumono in modo altrettanto semplice, benché meno sicuro, oltre la composizione anche alcune proprietà chimiche delle sostanze rappresentate.
III. Classificazione periodica degli elementi. Come nel ' 700 per le scienze naturali descrittive, così nella prima metà del secolo scorso si ebbero i primi tentativi di classificazione degli elementi chimici; ma solo al chimico russo Mendelejef riusci nel 1869 di proporre una classificazione che con
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poche modifiche entrò definitivamente nella scienza. Benché costruita con criteri empirici, si vide poi, al principio del nostro secolo, che tale classificazione aveva una base razionale, perché le proprietà degli elementi, e quindi la loro posizione nella classificazione, erano diretta conseguenza della struttura elettronica degli atomi di cui gli elementi sono formati.
Supponendo note le cognizioni di fisica contenute nella voce MAtERIA (v.), si dara qui una succinta illustrazione della tabella di Mendelejeff.
Si deve avvertire che la classificazione è basata sulla conoscenza anzitutto del peso atomico degli elementi e poi delle loro proprietà fisiche e chimiche e di quelle dei composti da essi derivati : importanti fra tutte queste proprietà sono le valenze caratteristiche di ciascun elemento.
Per valenza s'intende il numero degli atomi d'idrogeno con i quali un atomo dell'elemento si combina od si quali si sostituisce nelle sue varie combinazioni : uno stesso elemento può dimostrare differente valenza e seconda delle combinazioni alle quali partecipa. Come esempio si considerino tre fra le più semplici combinazioni dell'azoto. Nell'ammoniaca, dove un atomo di azoto si combina con tre di idrogeno, l'azoto funziona da trivalente; nell'ossido di azoto, dove si combina con un atomo di ossigeno e si sostituisce perció a due di idrogeno, funziona da bivalente; nell'acido nitrico dove si sostituisce a 5 atomi di idrogeno (di tre molecole di acqua) l'azoto funziona da pentavalente :
$
mathrm{N} underset{mathrm{H}}{stackrel{mathrm{H}}{mathrm{C}}}
mathrm{N}=mathrm{O}
mathrm{HO}-mathrm{N} stackrel{mathrm{O}}{mathrm{C}}
Per mettere in evidenza le variazioni periodiche con il crescere del peso atomico si terranno presenti : la massima valenza che l'elemento rivela nelle sue combinazioni con l'ossigeno e, per i soli metalloidi, la massima valenza rispetto all'idrogeno (i metalli o non dànno combinazioni con l'idrogeno o ne dànno di difficile preparazione ed instabili).
Ciò premesso, si dispongano su una linea orizzontale i simboli degli elementi chimici in ordine crescente di peso atomico cominciando dall' \mathrm{H}, \mathrm{He}, \mathrm{Li}, ecc. (v. sotto tab.). Fino al fluoro si trovano elementi tutti di proprietà nettamente differenti l'uno dall'altro; ma arrivati al neon si riscontra che esso è sempre zerovalente : non si combina cioè né con l'idrogeno né con l'ossigeno né con nessun altro elemento, precisamente come l'elio; lo si scriverà pertanto incolonnato al di sotto di questo. Quindi vengono il sodio, il magnesio, ecc., di proprietà indubbiamente simili rispettivamente al litio, al berillio, ecc.; e cosi si prosegue fino allo scandio sulla terza riga. Dal titanio in poi le analogie non sono più cosi marcate (il Mn , ad es., è un metallo che non si combina con l'idrogeno mentre il cloro è un gas che dà con l'idrogeno una combinazione stabile, l'acido cloridrico), restano però le analogie formali, in particolare la massima valenza rispetto all'ossigeno : di ciò si tiene conto ponendolo nella colonna relativa ma spostato verso sinistra. Dopo il manganese
non si ha un elemento zerovalente ma i metalli \mathrm{Fe}, \mathrm{Ni}, e Co che non si possono scrivere né sotto Ar né sotto K ; si scrivono percio di seguito sulla medesima riga.
Per indubbie analogie fra Zn e Mg , As e P, Se e S, Br e Cl , sempre più accentuate andando da sinistra verso destra, anche il rame viene collocato nella stessa colonna con \mathrm{Li}, \mathrm{Na} e K benché le analogie fra quello e questi siano appena rilevabili : di ciò si tien conto scrivendolo spostato verso destra. E con queste avvertenze si continua fino al lantanio. A partire dal cerio fino al lutezio la periodicita subisce una grande sosta: difatti per i metalli delle terre rare, di proprietà assai simili tra loro, non c'è posto nella tabella e si scrivono a parte. La periodicità ricomincia con l'afnio e prosegue poi senza altre particolarità notevoli fino all'uranio.
Per l'analogia di valenza con i metalli alcalini Li , \mathrm{Na}, \mathrm{ecc}., l'idrogeno può venir tolto dalla prima riga e collocato sopra il litio oppure sopra il fluoro. La tabella è così costruita : si deve solo notare che, per conservare evidenti analogie, si sono dovuti invertire Ni e Co, Ke Ar, I e Te, facendo una deroga alla progressione dei pesi atomici a favore delle proprietà.
Si sono cosi classificati tutti gli elementi :
in 6 periodi, dei quali i primi due, dall' He al F e dal Ne al Cl , piccoli, di 8 elementi ciascuno; ed i tre successivi, grandi, di 18 elementi l'uno, più i 14 elementi delle terre rare per il quinto; il sesto s'interrompe con l'uranio e resta di soli 6 termini;
- 9 gruppi, dal 1^{°} all' 8^{°}, più il gruppo degli elementi zerovalenti; il gruppo 8^{°} porta 3 elementi ogni grande periodo; i gruppi restanti, dal 1^{°} al 7^{°}, si suddividono, solo nei grandi periodi, in due sottogruppi ciascuno.
Attualmente si preferisce presentare il sistema periodico degli elementi come nella tab. a coll. 1541-42, nella quale : a) cambia la numerazione dei periodi, facendo parte H ed He del nuovo 1^{°} periodo mentre il vecchio 1^{°} periodo, che comincia con il Li e non più con il Ne , vien designato come 2^{°} periodo; simile spostamento di numerazione subiscono i periodi successivi. Ciò è giustificato dalla convenienza di far corrispondere la classificazione periodica alla struttura elettronica degli atomi; 6) il gruppo dei gas nobili sta alla destra della tabella, alla fine di ciascun periodo anziché al principio del successivo; c) vien messa in evidenza la valenza massima dei singoli elementi rispetto all'ossigeno con l'indicazione della formula degli ossidi-tipo; d) è messa in maggior evidenza la suddivisione in sottogruppi; e) sono elencate a parte le terre rare che nella tabella sono indicate semplicemente con l'espressione "terre rare"; f ) sono messi in evidenza per i singoli elementi : il numero atomica, il simbolo, il peso atomico, ed il numero, non sempre sicuro, di isotopi (v. MAtERIA) finora riscontrati in natura.
L'elemento 43 è mal conosciuto : ha assunto successivamente i nomi di Masurio (Ma) e Tecneto (Te); l'elemento 61 ha assunto successivamente i nomi di Illinio (II), Florenzio (Fi) e Prometeo (Pm). Il Lutezio (71) si chiama anche Cassiopeio (Cp). Il Radon (86) si chiama anche Emanazione (Em) o Niton (Nt). L'elemento 87 , mal conosciuto,
| PERIODI | GRUPPI | 0 | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 |
| :--: | :--: | :--: | :--: | :--: | :--: | :--: | :--: | :--: | :--: | :--: |
| 1 | H | (\mathrm{He}) | Li | Be | B | C | N | 0 | F | |
| 2 | | (\mathrm{Ne}) | Na | Mg | Al | Si | P | S | Cl | |
| 3 | | (\mathrm{Ar}) | K | Ca | (Sc) | Ti | V | Cr | Mn | Fe Co Ni |
| | | | Cu | Zn | (Ga) | (Ge) | As | Se | Br | |
| 4 | | (\mathrm{Kr}) | Rb | Sr | Y | Zr | Nb | Mo | (Ma) | Ru Rh Pd |
| 5 | | (X) | \mathrm{Cs} | Ba | (La) <br> (TERRE RARE) | (HF) | Ta | W | (Re) | |
| 6 | | | | (Ra) | Hg | (Ac) | Th | (Pa) | U | |
(prop. Enc. Catt.)
Chimica - Formazione della tabella che rappresenta il sistema periodico di Mendelejeff.
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| GRUPPO <br> SOTTOGRUPPO | | 1 | | 2 | | 3 | | 4 | | 5 | | 6 | | 7 | | 8 | | 0 |
| :--: | :--: | :--: | :--: | :--: | :--: | :--: | :--: | :--: | :--: | :--: | :--: | :--: | :--: | :--: | :--: | :--: | :--: | :--: |
| BSSIDI TIPO | | R_{2} 0 | | R 0 | | R_{2} 0_{2} | | R 0_{2} | | R_{2} 0_{2} | | R 0_{3} | | R_{2} 0_{7} | | - | | |
| PERIODO | | 1 | | | | | | | | | | | | | | | | 2 He |
| 1 | | 10R002R0 | | | | | | | | | | | | | | | | Elio |
| | | 1.0082 | | | | | | | | | | | | | | | | 4.0032 |
| 2 | | 3 | Li <br> LiTiO <br> 6.9402 | | 4 Be <br> BERILIO <br> 9.02 \quad 1 | 5 B <br> 80R0 <br> 10.822 | | 6 C <br> CARBONO <br> 12.0102 | | \begin{aligned} & 7 \mathrm{~N} \\ & 42.073 \\ & 14.008 \mathrm{~T} \end{aligned} | | \begin{aligned} & 80 \\ & \text { OSIGERO } \\ & 16.000 \mathrm{~J} \end{aligned} | | \begin{aligned} & 9 \mathrm{~F} \\ & \text { PLUDRO } \\ & 19.00 \quad 1 \end{aligned} | | | | 10 Ne <br> REBN <br> 20.93 \quad 3 |
| 3 | | 11 Na <br> 50010 <br> 22.9971 | | 12 Mg <br> MADRNO <br> 34.323 | 13 Al <br> ALUMINO <br> 26.971 | | 14 Si <br> SILICIO <br> 28.062 | | \begin{aligned} & 15 \mathrm{P} \\ & 1020000 \\ & 20.98 \quad 1 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 165 \\ & 50.170 \\ & 20.98 \quad 1 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 17 \mathrm{Cl} \\ & \text { CLERO } \\ & 35.4572 \end{aligned} | | | | | 18 A <br> ARQON <br> 39.9443 |
| 4 | | 19 K <br> POTASSO <br> 20.0963 | | 20 Ca <br> CALCIO <br> 40.085 | 21 Sc <br> SCANDO <br> 45.101 | | \begin{aligned} & 22 \mathrm{Ti} \\ & \text { TITANO } \\ & 47.90 \quad 5 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 23 \mathrm{~V} \\ & \text { VAAADO } \\ & 50.95 \quad 1 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 24 \mathrm{Cr} \\ & \text { CROPO } \\ & 52.014 \end{aligned} | | 25 Mn <br> PIAGGARDO <br> 54.931 | | 26 Fe 27 Co 28 Ni <br> FERRO COBATO HICHEL <br> 558545894158695 | | | | |
| | | \begin{aligned} & 29 \mathrm{Cu} \\ & \text { RAME } \\ & 63.54 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 30 \mathrm{Zn} \\ & 2 \mathrm{IHCO} \\ & 65.385 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 31 \mathrm{Ga} \\ & \text { GALLIO } \\ & 69.73 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 32 \mathrm{Ge} \\ & \text { GERNANO } \\ & 72.60 \quad 5 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 33 \mathrm{As} \\ & 48 \mathrm{ENHCO} \\ & 7491 \quad 1 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 34 \mathrm{Se} \\ & 5 f L E N O \\ & 78.98 \quad 6 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 35 \mathrm{Br} \\ & \text { BRONO } \\ & 79916 \end{aligned} | | | | | 36 Kr <br> CRIPTON <br> 83.7 \quad 6 |
| 5 | | 37 Rb <br> RUDIDIO <br> 85.46 \quad 2 | | \begin{aligned} & 38 \mathrm{Sr} \\ & \text { SFRONZO } \\ & 87.63 \quad 4 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 39 \mathrm{Y} \\ & \text { ITTRO } \\ & 88.92 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 40 \mathrm{Zr} \\ & \text { ZIRGINO } \\ & 91.20 \quad 5 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 41 \mathrm{Nb} \\ & \text { AIIS BIO } \\ & 92.91 \quad 1 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 42 \mathrm{Mb} \\ & \text { MOUROERO } \\ & 95.95 \quad 7 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 43 \\ & 99 \end{aligned} | | | | | 44 Ru 45 Rh 46 Pd <br> RUTENO RODIO PALLAOO <br> 101.77 102.911 106.7 6 |
| | | \begin{aligned} & 47 \mathrm{Ag} \\ & \text { ARQINTO } \\ & 107.860 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 48 \mathrm{Cd} \\ & \text { CADMO } \\ & 112.41 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 49 \mathrm{In} \\ & \text { INDIO } \\ & 114.76 \quad 2 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 50 \mathrm{Sn} \\ & \text { STADRO } \\ & 118.70 \quad 10 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 51 \mathrm{Sb} \\ & \text { ANTIVONO } \\ & 121.76 \quad 8 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 52 \mathrm{Te} \\ & \text { TELLUNO } \\ & 122.61 \quad 8 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 53 \mathrm{~J} \\ & \text { JO DIO } \\ & 128.92 \end{aligned} | | | | | 54 x <br> XENDA <br> 131.39 |
| 6 | | 55 Cs <br> CESIO <br> 140.13 \quad 1 | | \begin{aligned} & 56 \mathrm{Ba} \\ & \text { BARIO } \\ & 137.36 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 57-71 \\ & \text { TEREE } \\ & \text { RARE } \end{aligned} | | \begin{aligned} & 72 \mathrm{Hf} \\ & \text { AFNIO } \\ & 178.6 \quad 7 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 73 \mathrm{Ta} \\ & \text { TANTAUO } \\ & 180.88 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 74 \mathrm{~W} \\ & \text { ISACETERO } \\ & 183.92 \mathrm{~S} \end{aligned} | | \begin{aligned} & 75 \mathrm{Re} \\ & \text { RENIO } \\ & 186.312 \end{aligned} | | | | | 76 Os 77 Ir 78 Pt <br> OSMIO 181010 PLATNO <br> 190.27 193.12 195.235 |
| | | \begin{aligned} & 79 \mathrm{Au} \\ & 080 \\ & 197.2 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 80 \mathrm{Hg} \\ & \text { MERCONO } \\ & 208.61 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 81 \mathrm{TI} \\ & \text { TALLIO } \\ & 204.394 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 82 \mathrm{Pb} \\ & \text { PIRMOO } \\ & 207.515 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 83 \mathrm{Bi} \\ & \text { BISMUSI } \\ & 209.00 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 84 \mathrm{Po} \\ & \text { POLDNO } \\ & 210.0 \quad 3 \end{aligned} | | 85 | | | | 86 Rn <br> RADON <br> 2223 |
| 7 | | 87 | | \begin{aligned} & 88 \mathrm{Ra} \\ & \text { RADIO } \\ & 226.05 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 90 \mathrm{Th} \\ & \text { TONO } \\ & 237.2 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 91 \mathrm{~Pa} \\ & \text { PADOATINO } \\ & 231 \quad 2 \end{aligned} | | \begin{aligned} & 92 \mathrm{U} \\ & \text { URANO } \\ & 238.07 \quad 3 \end{aligned} | | | | | | | |
| VALENTA <br> MASSMID <br> BOMSTIDA | \begin{aligned} & \text { I'H } \\ & \text { I' } \end{aligned} | 1 | | 2