volume-04

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erre o paesi papali» e stima "cristiani solamente di nome", cioè le isole Filippine, le Caroline, il Messico, la Spagna e la Cecoslovacchia.

Biel. J. Waddington, Congregational History, 4 voll., Londra 1880; E. Dunning, Congregationalism in America, Nuova York 1894; A. Mackennal, Shetchet of the Evolution of English Congregationalism, Londra 1901; H. Ottis Dwight, H. Allen 'Tupper, E. Munsell Bliss, The Encyclopaedia of Missions, 1904:
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(per cortesia dei Chierici Regolari Mariani)
Congregazione dei Chierici Regolari Mariani - Casa gene-
rellaia Roma.
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(per cortesia dei Chierici Regolari Mariani) Congregazione dei Chierici Regolari Mariani - Casa generellaia - Roma.
R. W. Dallo, History of English Congregationalism, Londra 1907; Annual Report of the American Board of Commissioners for Foreign Missions, Boston 1916-38: The Congregational Quarterly, ivi 1912-35; United States Department of Commerce, Religious Bodies, 1926, Washington 1929; Yearbook of Missions, 1930-38; A. Peel, These Hundred Years, Londra 1931.

## CONGREGAZIONE DEI CHIERICI REGOLARI MARIANI SOTTO IL TITOLO DEL-

L'IMMACOLATA CONCEZIONE (Mariani). Congregazione religiosa fondata nel 1673 da Stanislao Papczynski (v.), il quale, uscito dagli Scolopi, si dedicò all'educazione della gioventù povera polacca. Unitosi a tre nobili laici eremiti, costituì la prima comunità dei Mariani nelle selve di Puszca Korabiewska, nella diocesi di Poznan, vestendo l'abito bianco in omaggio all'Immacolata Concezione, del cui dogma si costituì l'araldo. Ebbe l'approvazione della S. Sede nel 1687, tramite il nunzio Bonvisi. Durante la vita del Papczynski furono aperte tre case, e nel 1691 il ministro generale dei frati Minori, per decreto di papa Innocenzo XII, assumeva la direzione dei Mariani ed assegnava loro la regola dei dieci beneplaciti della Beata Vergine. Durante il sec. xviri i Mariani si propagarono in diverse regioni della Polonia e della Lituania.

Nel 1750 furono fondate tre case in Portogallo con la missione nel Cederin, soppresse poi con la rivoluzione del 1838 . Nel 1779 si apriva in Roma, presso la diaconia dei SS. Vito, Modesto e Crescenzia, una casa della C. come sede della procura, e durante il generalato del p. Nowicki (1776-88) la C. si staccò dall'ordine dei frati Minori e riprese vita autonoma. Nel 1786 Pio VI approvò le Costituzioni ed accordò ai Mariani i privilegi degli Ordini religiosi. Con la spartizione della Polonia e Lituania nel 1793 la C. soffrì danni immensi. Nel 1798 i Mariani furono cacciati da Roma. La fallita insurrezione polacca

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del 1831 ne aggravò ancor più la condizione e l'altra del 1863, fallita anch'essa, segnò la fine della C. : il superiore generale fu deportato in Siberia, i padri dispersi e le case soppresse, ad eccezione di quella di Marijampolè, nella quale vennero concentrati i padri superstiti. Nel 1893 fu eletto generale p. Vincenzo Senkus-Sckowski, il quale dal 1908 rimase unico membro della C. Venne allora colui che di questa doveva essere, più che il rinnovatore, il nuovo fondatore, p. Giorgio Matulaitis (v.), il quale, compresa la gravita della situazione, d'accordo con il p. Senkus e con l'ausiliare di Varsavia, risollevò le sorti della C. e le dette nuova vita. Fu smesso l'abito bianco e si rinunziò alla prerogativa di "Ordine"; le Costituzioni furono adattate ai tempi ed al luogo. I religiosi si dedicheranno in avvenire alla istruzione ed educazione della gioventù, al ministero e alle missioni ed avranno particolare cura della stampa cattolica.

Nel sett. del 1909 la rinnovellata C. aveva solo due professi ed un novizio. Nel Capitolo del igir il p. Matulaitis fu eletto generale, ed aprì a Friburgo in Svizzera un noviziata, e nel 1913 una seconda casa a Chicago. Dopo la guerra del 1915-18 la C. prese notevole sviluppo, tanto che nel 1937 contava 23 case, con 45 I religiosi. La guerra ultima ha dolorosamente colpito la provincia polacca, mentre quelle della Lituania e della Lettonia, occupate dai comunisti, hanno le case chluse, i beni confiscati ed i religiosi dispersi, con danni incalcolabili.

Bibl.: Fonti: Archivio diocesano di Poznan; Archivio generale dei Mariani in Roma. - Letteratura: J. Totoraitis, Marijampolè Kon Marijpou vienaolynas, Marijampolè 1924: id., Marijpou vienaolijis, ivi 1929: Ks. S. Sydzy, Ojciec Stanislau: Papczynski i jego dzielo, Varsavia 1937. Alessandro Boltué

CONGREGAZIONE DEI CUORI DI GESÚ E MARIA. - Ebbe origine a Lanciano, in Abruzzo,
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(per cortesia dei Chierici Regolari Mariani) Congregazione dei Chierici Regolari Mariani - Ritratto di mons. Giorgio Natulavica, rinnovatore della Congregazione.
nel 1880 ad iniziativa di d. Lorenzo Lisio e Maria Domenica Rosati, per la cura degli infermi negli ospedali e a domicilio, l'assistenza alle detenute e l'educazione ed istruzione della gioventù femminile. Conta poche case in Abruzzo ed una a Roma.

Silverio Mattei
CONGREGAZIONE DEI SACERDOTI DELLE SCUOLE DI CARITA. - Fu istituita a Venezia nel 1802 dai fratelli sacerdoti Marcantonio e Antonio Angelo Crvanis (v.) per assicurare l'esistenza della scuola da essi fondata qualche anno prima e riconosciuta nel 1812 dal governo del Regno italico.

In detta scuola, gratuita per tutti, si formano i giovani con un metodo didattico di paterna familiarità e reciproca confidenza. I giovani sono preparati alla vita con insegnamenti cristiani profondi e con la costante pratica dei Sacramenti. Approvata dalla S. Sede nel 1836, la Congregazione conta oggi 3 case con ca. 70 religiosi.

Bibl.: F. S. Zanoni, I servi di Dio p. Antonio Angelo e Marcantonio conti Cavanis, storia documentata della loro vita, Venezia 1925. Silverio Mattei

CONGREGAZIONE DEI SACRI CUORI. Istituto femminile sorto a Poitiers nel 1797 per opera del sac. Pietro Coudrin e della contessa Enrichetta Aymer de la Chevalerie.

Ha scopo contemplativo ed attivo, con l'adorazione perpetua del S.mo Sacramento. Ha anche scuole per l'educazione della gioventù, esternati e luoghi di cura per malati. Case in numero di 56 sono sparse in Europa, in Ame. rica ed in Australia, con oltre 1600 suore.

Bibl.: E. Lemoine, La très rèv. mère Henriette Aymer de la Chevalerie, Parigi 1912. Silverio Mattei
CONGREGAZIONE DEL CORPO DI CRISTO. - Istituto monastico fondato nel 1328 dal b. Andrea di Paolo (m. ca. il 1345), marchese di Torre Andrea (nelle vicinanze di Assisi), che dopo aver passato alcuni anni nella abbazia benedettina di Monte Subasio, ottenne dal b. Alessandro Vincioli, vescovo di Nocera Umbra, di vivere secondo la Regola cistercense vicino a Gualdo Tadino, dove costruì un monastero, detto del Corpus Domini, che divenne il centro della C. e residenza dell'abate generale, cui erano soggetti altri 12 monasteri.

I membri di questa C. erano chiamati Monaci bianchi, dall'abito, o fratelli del S.mo Sacramento dall'ufficio, perché il loro istituto era tutto orientato verso l'Eucaristia; per conservarla con decoro, per preparare i fedeli a degnamente riceverla, per trasportarla (per privilegio) nelle processioni, soprattutto per solennizzare il Corpus Domini con l'annessa ottava, facendosi banditori dei privilegi spirituali concessi da Urbano IV e Martino V. Il loro stemma era costituito da un calice sormontato da un'ostia sorretta da angeli adoranti. Nel 1377 ebbero l'approvazione di Gregorio XI. Nel 1395 Bonifacio IX trasferiva la dignità di abate generale al superiore di S. Maria in Campis di Foligno, perché il monastero del Corpus Domini di Gualdo era quasi distrutto per cause belliche. A Foligno, verso la fine del sec. xiv, si costituì la comunità femminile di S. Maria di Betlemme, che si associò nelle finalità alla C., dal cui generale dipese fino al 1461 , anno in cui venne sottoposta alla giurisdizione vescovile. La C. ebbe quasi tre secoli di vita e si sviluppò solo nell'Umbria (Gualdo, Nocera, Perugia, Umbertide, Todi, Foligno), se si eccettua Camerino. Nel 1582, dietro domanda dell'abate generale, la C. fu unita da Gregorio XIII agli Olivetani, che fin dal 1319 avevano un monastero a Foligno. L'ultimo monaco della C. morì nel 1643. A Gualdo Tadino, nella pinacoteca comunale, si conserva una tavola di Matteo da Gualdo, ove è raffigurato il fondatore della C. in ginocchio dietro la Vergine.

Bibl.: L. Jacobelli, Cronica della chiesa e monastero di S. Maria in Campis, Foligno 1623: P. Lugano, L'abazia parrocchiale di S. Maria in Campis di Foligno, ivi 1904: P. Magnanesi, Della C. benedettina cistercense del C. di C., in Rivista stor. benedettina, I (1906), pp. 79-89; R. Guerrieri, Storia civile ed eccles

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Congregazione della Missione - Atto d'associazione dei primi missionari (4 soci, 1626). Parigi, archivio della Casa-madre della Missione.
siastica del comune di Gualdo Tadino, Gubbio 1933, passim; P. Paschini, Naturelle eucaristiche. Per la vita religiosa italiana nel primo Rinascimento, Roma 1936, pp. 13-15; G. Barbiero, Le confraternite del SS. Sacramento prima del 1539, Vedelago (Treviso) 1944, pp. 72-78.

## CONGREGAZIONE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA (Missionari di Scheut). -

Fondata nel 1862 dal p. Teofilo Verbist a Scheut, sobborgo di Bruxelles, con il beneplacito e l'appoggio del card. Sterckx di Malines e dell'episcopato belga. La costituzione, approvata dalla S. Sede nel 1900, stabilisce uno scopo esclusivamente missionario, poiché la C. fu istituita per l'evangelizzazione della Cina. La S. Congregazione di Propaganda Fide le affidò le steppe della Mongolia, tutto il territorio compreso tra la Siberia e la Grande Muraglia. Il fondatore stesso partì con la prima spedizione nel 1865 e morì a Lao-Hou-Kecu (Mongolia), il 22 febbr. 1868.

La missione della Mongolia comprende (1949) 5 fiorenti diocesi : Jehol, Suiyuan, Siwantzé, Ningsia e Tatung. Le opere, le scuole, i seminari progrediscono; ogni vicariato fu 30-40 sacerdoti indigeni, tanto che sono state già cedute due missioni indipendenti al clero indigeno : il vicariato apostolico di Tsining e la prefettura apostolica di Chih-feng. Il seminario regionale di Tatangfu per il clero indigeno, eretto nel 1922, primo del genere in Cina, ha dato in questi 20 anni più di 200 sacerdoti a quei vicariati della Mongolia. Nel 1888 la C. fu chiamata alla evangelizzazione dello Stato indipendente del Congo di cui le fu affidato il vicariato apostolico. Esso è diviso oggi in una trentina di fiorenti circoscrizioni ecclesiastiche. I Missionari di Scheut vi hanno 4 vicariati apostolici : Léopoldville, Kasai, Lisala e Boma. Dal 1908 evangelizzano le regioni interne dell'isola di Luzon, nelle Filippine (prefettura apostolica di Bagulo o della Montagnosa), e dal 1936 la prefettura apostolica di Makassar, nell'isola Celebes (Indie Olandesi). La C. attualmente conta ca. 1400 religiosi.

Bim. : J. Rutten, Les Missionnaires de Scheut et leur fondateur, Lovanio 1930.

Giuseppe Nevejan
CONGREGAZIONE DELLA MISSIONE. C. di sacerdoti secolari con voti privati e perpetui, fondata a Parigi da S. Vincenzo de' Paoli nel 1625. In Francia e anche in Italia, i membri della C. sono
chiamati ordinariamente Lazzaristi, dall'antica priorıa di S. Lazzaro; in America Vincenziani; nella Spagna Padres Puales. L'arcivescovo di Parigi l'approvò il 24 apr. 1626. Urbano VIII con la bolla Salvatoris novici del 12 genn. 1632 diede la sanzione pontificia al nuovo istituto. L'8 genn. 1632 Vincenzo prese possesso della priorìa di S. Lazzaro, offertagli dal priore Adriano Le Bon, che divenne la Casa-madre e il centro delle opere vincenziane.
I. Organizzazione. - Il nuovo istituto crebbe rapidamente. Il lavoro si moltiplicava e le opere si estendevano; ma la forma precisa della comunità non era determinata, perché il fondatore voleva la sanzione dell'esperienza, e per due volte, nel 1642 e nel 1651 , convocò a questo scopo i sacerdoti più anziani. Punto fondamentale fu sempre che la C. non costituisse un Ordine religioso, poiché i missionari dovevano essere liberi da ogni legame per dedicarsi all'apostolato. In questo senso ottenne da Alessandro VII l'approvazione dei voti (i tre Ordinari, più il quarto di consacrarsi per tutta la vita al ministero apostolico) col breve Ex comunica nobis del 22 ott. 1655. Perché non si pensasse mai a cambiar la natura della comunità, eliminò anche dal gergo e dagli usi tutto ciò che potesse richiamar l'Ordine religioso.

Il noviziato (due anni) fu detto seminario interno (per distinguerlo dai seminari esterni o diocesani), il vestito e il tenore di vita furono quelli del clero secolare. Non prescrisse particolari austerità. Gli esercizi di pietà sono quelli che un buon sacerdote compie ogni giorno per alimentare la propria vita spirituale. Dopo trent'anni di prova Vincenzo si decise a promulgare le regole della «Piccola compagnia». Ne distribui il libretto nella riunione del 17 maggio 1658. Da esse si ricavano gli elementi che ne caratterizzano la vita, lo spirito, le opere.

La C. si compone di sacerdoti e di laici (fratelli coadiutori) ed ha un triplice scopo : santificazione personale, predicazione del Vangelo ai poveri, specie della campagna (di dove il motto Evangelizare pauperibus misit me che, nello stemma della C., circonda il Salvatore predicante), formazione del clero. Le missioni, secondo il fondatore, devono distinguersi per la forma semplice della predicazione e debbono darsi gratuitamente. Per questo Vincenzo

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(fot. A. Da Cruz)
In olto: Fęsta indigena allo stadio d'Usumbura (27 luglio 1947) - Urundi. In basso: NOTABILI WATUTSI, convenuti a Muramvya il 27 luglio 1947 - Urundi.

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(Int. Alinari)
S. ALESSANDRO SAULI, superiore generale della Congregazione, vescovo di Aleria e Pavia - Roma, chiesa di S. Carlo ai Catinari.

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non voleva accettare di fondare nessuna casa senza un sufficente capitale, che permettesse di non essere a carico delle popolazioni evangelizate.

Il governo della C. è molto semplice. A capo c'è un superiore generale eletto a vita con 4 assistenti di diverse nazioni, un procuratore e un segretario generale. Più case sono riunite in provincia religiosa sotto la direzione di un visitatore assistito da un consiglio di 405 membri e un procuratore. Ad ogni casa presiede un superiore parimenti assistito da un proprio consiglio. La massima autorità nella C. spetta all'assemblea generale (il « Capitolo generale» degli Ordini religiosi), che si riunisce ogni 12 anni, o anche più spesso, secondo le necessità, ed è composta dei membri del consiglio centrale, dei visitatori e di due delegati per ogni provincia. Ad essa spetta eleggere il superiore generale e gli assistenti, prendere decisioni importanti in merito a punti disciplinari, ecc. I decreti delle assemblee generali sono obbligatori per tutta la C. Durante il generalato di Renato Almeras ( 1661 -72) furono elaborate le cosiddette a grandi Costituzioni, approvate nel 1668 dall'arcivescovo di Parigi, Hardain de Percifae. Almeras fu anche autore delle Constitutiones selectae, compendio delle precedenti, approvate da Clemente X il 2 giugno 1670 col breve Ex iniunzio nobis. Durante il lungo governo di Giovanni Bonnet (1711-35) cadde il periodo difficile del giansenismo. La C. restò fermamente attaccata alla S. Sede, e quando l'eresia fu condannata, Bonnet fu irremovibile. Espulse dalla compagnia uomini, peraltro distinti, come Himbert e Philopald, esigendo dai suoi un'obbedienza assoluta. I principi e i diritti della Sede Apostolica furono efficacemente difesi dal superiore del seminario di Avignone, Vittorio Sioardi, nel trattato De suprema Romani Pontificis auctoritate (1747).

Felice Cayla, superiore generale dal 1788 al 1800 , come deputato del clero all'Assemblea nazionale nel 1792 votò contro la Costituzione civile, ciò che valse a lui l'esilio e la persecuzione alla sua comunità. I missionari restarono, come il superiore, fedeli alla Chiesa. Le conseguenze furono terribili. Al seminario di S. Firmino (antico collegio dei Bons Enfants) Giuseppe François e Enrico Gruyer furono massacrati (1792; beatificati nel 1926), Pier Renato Rogue (1796; beatificato nel 1934) ed altri 10 ghigliottinati, 7 morirono in prigione, 5 deportati; tutte le case furono chiuse e i membri (824) dispersi. Cayla riparò a Roma, dove morì il 12 febbr. 1800.

Il sec. xix vide il rifiorire e l'espandersi della C. in tutto il mondo, per opera specialmente di Giovanni Battista Etienne, superiore generale dal 1843 al 1874 , una delle figure più eminenti e quasi secondo fondatore.
II. Diffusione della C. - Alla morte del fondatore (27 sett. 1660) la C. contava in Francia 23 case, 53 alla fine del sec. XVII, salite nel 1792 a 78. Dopo la Rivoluzione, che le distrusse, la vita riprese gradatamente. Nel 1816 la C. aveva riaperto già 16 case, che salirono ben presto a 57 . Nonostante il duro colpo inflitto dalle leggi eversive del 1903 esse sono oggi in pieno rigoglio di vita sia in patria che nelle Missioni Estere.

Nel 1646, per desiderio di Innocenzo X, s. Vincenzo mandò i suoi missionari in Irlanda, ma la persecuzione di Cromwell nel 1648 ne paralizzò l'attività e li disperse. Irlanda, Scozia e Inghilterra rividero i preti della Missione nel sec. xix. Su richiesta della regina Luisa Maria

Gonzaga, s. Vincenzo nel 1651 inviò i suoi figli in Polonia ove aprirono alcune case. I vari smembramenti del paese sconvolsero più volte la compagine organizzativa e l'attività apostolica dei missionari, sicché nel 1866 erano restate solo le case di Cracovia e di Culm. Oggi la provincia polacca è una delle più fiorenti con una quarantina di case in patria, Romania, Brasile, Stati Uniti e Cina.

In Spagna furono chiamati dal card. Benedetto de Sala, vescovo di Barcellona. Il progresso fu rapido si da richiedere nel 1774 la costituzione d'una provincia autonoma. Dispersi nella Rivoluzione del 1835, vi ritornarono dopo il Concordato del 1850 . Di nuovo soppressi nel 1868, ripresero vita sett'anni dopo. Nella Rivoluzione del 1936 la C. ha dato una quarantina di martiri. Oggi i «Padres Paules» hanno più di 50 case, e_forniscono ogni anno un buon numero di operai apostolici all'Inghilterra, alla diocesi di Cuttak in India (1922), agli Stati Uniti, Portorico, Venezuela, Perù, Bolivia, Cile, Honduras.

Le altre province d'Europa sono quelle del Belgio (1856) che sostiene la missione del Congo (1926); della Jugoslavia (1852); della Germania (1855), da dove per le leggi del Kulturkampf nel 1872 i missionari furono esiliati come a affiliati ai Gesuiti» e ripresero di li a poco (come oggi dopo la recente guerra) con indomito coraggio il lavoro apostolico; dell'Austria (1853); dell'Olanda (1880), largamente impegnata nella missione di Giava, nella diocesi di Yougpinfu in Cina e in varie residenze nel Brasile; della Grecia (1887); dell'Ungheria (1898) dove i Figli di S. Vincenzo hanno organizzato una magnifica rete di opere caritative; della Romania (1902); della Danimarca (1903); della Cecoslovacchia, di recente fondazione (1929), e già piena di vitalità, nonostante le difficoltà politiche-religione; dell'Albania (1940), missione già tanto fiorente e poi stroncata con l'espulsione dei missionari nel 1945.

Le Missioni Estere occupano un posto di privilegio nella C. S. Vincenzo mandò i missionari in Barberia (1645) e al Madagascar (1648). Quest'ultimo fu abbandonato nel 1674, ma i missionari vi tornarono nel 1896 assumendo la direzione del vicariato di Forte Delfino, che tuttora detengono. Non pochi missionari lasciarono in Barberia la vita: alcuni martiri della fede, altri sfiniti dal lavoro e dagli stenti, ma la missione non fu mai abbandonata.

Nel 1656 s. Vincenzo, sollecitato da Roma, mandò i missionari nel Libano, da dove si estesero poi in Siria, Palestina, ed in Egitto.

Nel 1841 la Persia, per merito di Eugenio Borè, poi superiore generale, aprì le porte all'apostolato vincenziano. Il superiore della C. dal 1840 al 1875 ebbe anche il titolo di prefetto apostolico e dal 1875 al 1918 quello di delegato apostolico. L'ultimo vincenziano che occupò quella carica fu mons. Sontag, caduto vittima dei Curdi con tre confratelli il 27 luglio 1918.

Primo prete della C., recatosi in Cina nel 1697, fu Luigi Antonio Appiani. A lui s'aggiunge Giovanni Mullener (16731742) e ambedue si stabilirono nel Sutcheon. Nel 1710 vi arrivò Teodorico Pedrini, abile musico, che alla corte dell'imperatore rese grandi servizi alla missione. Più incremento prese il lavoro di penetrazione dopo il 1773. Oggi reggono 12 diocesi. Parecchi missionari vi si resero celebri per virtù e intelligenza. Armando David (1826-1900) si segnalò per le scoperte in storia naturale. I libri di viaggio di Evaristo Huc (1813-60) e Giuseppe Gabet (1808-33) nel Tibet hanno

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fatto epoca. Due fra i martiri, Francesco Régis Clet (17481820) e Giovanni Gabriele Perboyre (1802-40), sono stati elevati agli onori degli altari. Nel 1780 presero la direzione del seminario di Goa, dove restarono fino al 1830 . Nel 1922 accettarono la missione di Cuttsà, elevata a diocesi nel 1938. Più recenti, sono la fiorente missione di Giava, (1928), e gli inizi di quelle dell'Annam (1938) e del Giappone (1948).

In Africa, oltre le missioni di Barberia e del Madagascar, all'Abissinia resta legato il nome del b. Giustino de Jacobis (1800-60), che con altri confratelli vi giunse nel 1839 e vi spese tutta la vita. Tra i discepoli ebbe un martire, il b. Ghebre Michael (1788-1855). Alla sua morte lasciava cristianità fiorenti e opere magnifiche tra cui il seminario dell'Immacolata di Guala e un bel gruppo di sacerdoti indigeni. La missione continuò con alterne vicende e tra enormi difficoltà, ed oggi oltre a custodire la tomba del De Jacobis a Hebô, ha case in più parti dell'Impero etiopico. Altra fiorente missione in Africa è il Congo Belga (1926).

Ad un altro italiano son legate le origini della C. in America, Felice De Andreis (1778-1820), il quale con altri confratelli vi giunse nel 1816 fissandosi a St-Louis. Ora in America sono due province, con oltre 40 case e 600 soggetti, che si dedicano alla direzione di 12 seminari, 3 università, una trentina di parrocchie, missioni e opera dei ritiri. Il Canadà ha ricevuto nel 1933 i missionari vincentiani. Sicura ripresa, dopo la persecuzione del 1926, promette il Messico. Tutte le nazioni dell'America latina hanno largamente accolto nell'ultimo secolo i Figli di S. Vincenzo: Cuba (1847), Guatemala (1862), Portorico (1873), Costarica e Panama (1877), El Salvador (1898), Honduras (1910), Nicaragua (1935); inoltre Brasile (1819), con ca. 50 case, Cile (1853), Perù (1858), Argentina (1859), dove è affidato ai missionari il celebre santuario nazionale di Nostra Signora di Lujan, Equatore e Colombia (1870), Paraguay (1880), Uruguay (1884), Venezuela (1932), Bolivia (1933). Ed infine le Filippine (1862), dove i missionari vincentiani dirigono la quasi totalità dei seminari, l'Australia (1855) e la Nuova Zelanda (1934).
III. La C. in Italia. - Il primo missionario mandato da s. Vincenzo in Italia nel 1638 fu Luigi Lebreton con l'incarico di ottenere dal papa l'approvazione della C., della quale aprì a Roma la prima casa nel 1641. I missionari, cresciuti di numero, si diffusero nelle diocesi intorno a Roma portando un risveglio meraviglioso di vita religiosa. Per la munificenza della duchessa d'Aiguillon e del card. Bagni nel 1659 sorse a Montecitorio una "Casa della Missione" per gli esercizi al clero e soprattutto per gli ordinandi. Alessandro VII li incoraggiò, e prescrisse nel 1662 che nessun ordinando potesse accedere agli Ordini Sacri se non dopo un ritiro di almeno 10 giorni alla "Missione".

Innocenzo XII nel 1699 estese l'obbligo del ritiro ogni tre anni ai parroci di Roma. I missionari di S. Vincenzo, dal 1659 al 1814 , ebbero la direzione spirituale del Collegio di Propaganda Fide e dal 1703 al 1738 la direzione dell'Accademia dei Nobili ecclesiastici. Nel 1646 Stefano Blatiron (1614-57) fondò la casa di Genova, su richiesta del card. Stefano Durazzo. Ad opera del marchese di Pianezze, primo ministro del Piemonte, nel 1655 i missionari si stabilirono a Torino e tredici anni dopo, per iniziativa del sac. Giovanni B. Balsamo, a Napoli.

Le fondazioni d' Italia seguirono a ritmo crescente nei secoli seguenti, fino ad arrivare a 80 . A Piacenza il card. Giulio Alberoni nel 1732 fondò, per i seminaristi poveri della diocesi, il collegio Alberoni, che continua ancora la munificenza del suo fondatore. Col 1703 l'unica provincia italiana fu divisa in due: Roma e Lombardia; dopo il 1815 si aggiunse quella di Napoli con 40 case. La casa di Roma, dal 1840 sede della Pontificia accademia liturgica, diffonde lo studio della liturgia per mezzo della rivista Ephemerides liturgicae (fondata nel 1887 da Calcedonio Mancini); Piacenza concorre alla conoscenza della filosofia e della teologia col Divus Thomas (fondazione: 1880). Queste opere si completano con le Missioni Estere: la diocesi
di Kian in Cina, la missione del Tigrai in Etiopia e di Korça in Albania. Le province italiane hanno inoltre varie case negli Stati Uniti d'America per l'assistenza agli emigrati italiani.

L'Italia ha dato uomini insigni per virtù e zelo apostolico. Oltre il b. Giustino de Jacobis, vanno ricordati Giuseppe Rosati, Felice de Andreis, Marcantonio Durando, Vincenzo Spaccapietra e, più vicino a noi, Giovanni B. Manzella, l'vapostolo della Sardegna.

Merita una specialissima menzione Giovanni Boccardi, astronomo, n. a Castelmauro (Campobasso) il 20 giugno 1859, m. a Savona (dov'crasi ritirato, sin dal 1923), il 21 ott. 1936, entrato nella C. della M. nel 1879. Appena sacerdote (1884) fu inviato in Oriente per insegnare matematica nei collegi di Salonico e di Smirne. In questo tempo cominciò i primi studi di astronomia. Tornato in patria (1892), dopo qualche anno di insegnamento ad Acireale, passò all'osservatorio del collegio Romano (1897) per apprendervi la pratica dei calcoli delle orbite planetarie; nel 1898 fu aggiunto alla Specola Vaticana, due anni dopo ( 1900 ) per perfezionarsi si recò al «Bureau des Longitudes» di Parigi e a Berlino. Il 10 nov. dello stesso anno fu nominato assistente e caposcezione dell'osservatorio di Catania. Nel 1923, con la nomina a direttore dell'osservatorio e a professore di astromonia all'Università di Torino (19031923), incomincia il periodo di maggiore attività scientifica. Rinnovò e trasferì il vecchio osservatorio di palazzo Madama a Pino Torinese (19101913). Tra le scoperte più importanti si segnalano: la constatazione del fenomeno che chiamò equazione di trasparenza; la marea della crosta terrestre per l'attrazione lunare; la variazione diurna della latitudine; nuovi metodi per risolvere le equazioni trascendenti di Kepler e di Gauss. Inoltre ha al suo attivo 30.000 osservazioni celesti, due cataloghi di stelle, 14 volumi e 409 tra memorie, note e articoli di sintesi scientifica. Dal 1905 lavorò all'Annuario astronomico, che fece entrare l'Italia nel lavoro delle Effemeridi astronomiche. Primo tra gli italiani fu membro del "Bureau des Longitudes» di Parigi (1921) e della "Washington Academy of Sciences" (1928). Nel 1906 fondò la "Società astronomica italiana" e la "Rivista di astronomia"; ma quando queste due istituzioni, per gli intrighi della massoneria, degenerarono dal loro scopo scientifico, egli le abbandonò e diede vita (1911) alla società "Urania" e alla rivista Saggi di astronomia popolare, che diresse fino al 1917 (cf. Annali di missione, 44 [1937], pp. 37-48 e 475-504, con l'elenco delle opere).

Dalla C. dipendono alcune note e importanti associazioni come le Dame della Carità, le Figlie di Maria Immacolata, ecc. Direttamente legata alla C. è, per istituzione sanzionata dall'autorità pontificia, la Compagnia delle Figlie della Carità il cui superiore è lo stesso superiore generale della C .

Al 1^{°} genn. 1949 la C. è divisa in 37 province con 456 case, 5299 soggetti, 105 seminari, 90 case di ritiro, 170 parrocchie, 150 scuole.

Bibl.: St Vincent de Paul. Correspondance, entretiens, documents, 14 voll., Parigi 1920-25; P. Silva, Cenni storici su la C. della M. in Italia (1640-1925), Piacenza 1923; P. Costa, La Congregation de la Mission, Parigi 1927; G. Goyau, La Congregation de la Mission des Lecaristes, ivi 1938; A. Aratu, Tre secoli di vita romana della "Casa della Missione", Roma 1943; E. Albini, Verdad religiosa y caridad social (La Congregación de la Mision), Madrid 1943.

CONGREGAZIONE DELLA RESURREZIONE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO. - Ebbe inizio a Parigi il 17 febbr. 1836

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ad opera di Bogdan (Adeodato) Janski, polacco, che, ravvedutosi dal sansimonismo, si cra dato all'apostolato fra i suoi connazionali, menando vita comune con Pietro Semenenko, Girolamo Kajsiewicz ed altri discepoli. Mandati a Roma il Semenenko ed il Kajsiewicz nel 1837 a studiarvi teologia, vi venne egli stesso nel 1840 , e vi mori il 2 luglio dello stesso anno. I suoi compagni e discepoli ne continuarono l'opera, ed il 27 marzo 1842, giorno della Resurrezione di Gesù Cristo, compilata già la regola, fu scelto a primo superiore generale il Semenenko e furono emessi i primi voti religiosi nelle catacombe di S. Sebastiano.

La C., propagatasi in Polonia ed in altri paesi, ebbe il decreto di lode il 9 ott. 1860 , e fu approvata il 10 marzo 1888. Le costituzioni furono definitivamente approvate il 5 marzo 1902. Suo scopo è il ministero apostolico nelle parrocchie e nei collegi, permeando l'insegnamento con le verità religione e di esse informando tutta la vita morale e civile della gioventù. Si segnalarono: il p. P. Semenenko, come teologo e scrittore ascetico, il p. Kajsiewicz, come predicatore, il p. Kolinka, storico della Polonia, il p. Pawlicki, storico della filosofia e apologeta, il p. L. Funken come pedagogo, il p. E. Funken come poeta, e il p. Smolikowski come storico della C. e scrittore ascetico. La C., diffusa in Italia, Polonia, Svizzera, Bulgaria ed Ainerica, conta oggi 41 case con oltre 600 religiosi.

Bibl.: W. Kwiatkowski, Historia Zgromadzenia Zmartywnienia Powikiego, Albano 1942. Giuseppe Schoeffel.
CONGREGAZIONE DELLA SACRA FAMI-
GLIA DI NAZARET. - Fu fondata nel 1886 a Brescia dal pio sacerdote Giovanni Piamarta (n. 1841, m. 1913) per la cristiana educazione e per la istruzione professionale dei figli del popolo, in istituti di arti e mestieri, scuole agrarie ed altre opere analoghe. La C. è composta di sacerdoti e cosdiutori : i primi per il ministero sacro ed il governo della casa, i secondi per l'assistenza ai giovani nei laboratori. Approvata dalla S. Sede nel 1948, la C. ha 16 case con ca. 200 membri.

Silverio Mattei
CONGREGAZIONE DELLA SANTA CROCE DI SAN QUENTIN. - Ebbe origine nel 1622 ad Amiens per opera di Cristoforo Belliot, vicario generale di Amiens, con la collaborazione di alcuni sacerdoti e pie giovani, per la istruzione della gioventù. Celebre fu il collegio di S. Quentin, da cui l'istituzione prese il nome definitivo. Ricostituitasi dopo la Rivoluzione Francese, iniziò nuovo sviluppo e fu approvata dalla S. Sede nel 1899. Conta oggi 8 case con 220 religiose.

Giulio Mandelli
CONGREGAZIONE DELLO SPIRITO SANTO. - Fu fondata a Parigi il 20 maggio 1703 da Claudio Francesco Poullart des Places. Questi, ancora laico, veniva in soccorso dei condiscepoli poveri, adunandoli presso di sé con l'aiuto di alcuni compagni. Fu questa la prima comunità del seminario dello Spirito Santo. I giovani dovevano essere formati per occupare posti umili, per i quali non è facile trovar soggetti. Questa ledevole iniziativa ebbe la sanzione della S. Sede nel 1899. Fino alla Rivoluzione Francese gli allievi del seminario dello Spirito Santo, pur richiesti in molte diocesi di Francia, preferirono le colonie ed i luoghi di missione. Si recarono quindi nel Canadà ed in Estremo Oriente, ove collaborarono con la società delle Missioni Estere di Parigi. Fuad essi affidata anche la prefettura apostolica della Guyana nell'America del sud. In Francia furono ricercati per la direzione di alcuni grandi seminari diocesani. Soppressa dalla Rivoluzione, la C. fu ricostituita nel 1816, ma sul principio durò fatica a dare elementi sufficienti e ben formati per le colonie francesi, dove erano stati invitati dal Governo e dalla Congregazione di Propaganda Fide.

Nel 1841, presso Amiens, si apriva il noviziato di una piccola società di missionari destinati al ministero fra i negri. Il p. Francesco Libermann ne era stato il fondatore. Nato a Saverne in Alsazia, da un rabbino, destinato egli stesso al medesimo ufficio accanto a suo padre, nel 1826 , o 24 anni, si era convertito al cattolicesimo, e nel seminario di S. Sulpizio si preparava al sacerdozio, quando una malattia gli impedì per 12 anni di continuare. Tuttavia volle secondare il desiderio di due confratelli oriundi delle colonie, che volevano recarsi in aiuto dei negri e degli schiavi dei loro paesi. Con tale intento il Libermann andò a Roma e nel 1840 la Congregazione di Propaganda Fide gli concesse di iniziare quest'opera di apostolato, alla quale dette il nome di Congregazione del Cuore di Maria. Dal 1841 al 1847 la giovane Congregazione riuscì a reclutare numerosi soggetti inviando in Africa dei missionari ove si incontrarono con i preti della C. dello S. S. Per i metodi differenti (questi ultimi non vivevano vita comune e non osservavano la povertà), ne erano venuti degli attriti non solo nelle missioni ma anche nella stessa Francia. Le due Congregazioni avevano tutti i vantaggi da una possibile unione. Ed infatti con decreto della Congregazione di Propaganda Fide, del ro sett. 1848, la C. dello S. S. fu incorporata in quella del Cuore di Maria. Più tardi fu regolata la questione dei voti e del titolo in: - C. dello S. S. sotto la tutela del Cuore Immacolato di Maria -, della quale il p. Libermann divenne superiore generale fino alla morte ( 1852 ). Da allora la C. crebbe di numero e di attività. Regolari province furono stabilite successivamente in Francia, Irlanda, Germania, Portogallo, Stati Uniti, Belgio, Olanda, Inghilterra, Canadà, Polonia e Svizzera, grazie soprattutto agli appelli dei paesi di missione, bisognosi di operai apostolici. I missionari dello Spirito Santo furono così agli inizi della ripresa dell'apostolato africano nel sec. xix ed ebbero campo libero nell'Africa occidentale verso il 1853 , quando ancora non esistevano congregazioni missionarie. Fondarono i primi vicariati apostolici nell'Africa orientale (Zanzibar e Zangubar), missero alla conquista dell'Africa centrale (Congo e Angola). Questi territori sono stati divisi, grazie al sopravvenire di numerose società missionarie.

La C. dello S. S. oggi è una congregazione di diritto pontificio con voti semplici, composta di religiosi sacerdoti e di fratelli coadiutori. Le province sono strettamente legate al potere centrale del superiore generale, eletto per 12 anni, il quale a sua volta nomina i superiori provinciali e gli altri superiori delle comunità. Attualmente ha più di 4216 religiosi professi, di cui 33 vescovi, ed è divisa in 11 province, 34 distretti di missione e più di 360 comunità o residenze. Lo spirito ed il fine sono principalmente l'apostolato. Tutto converge verso le Missioni Estere, senza affatto trascurare altre opere che la Provvidenza riserva in paesi cristiani. E per questo che ha accettato e tiene a conservare la direzione del seminario francese in Roma, costruito a sue spese nel 1853.

Bibl.: G. B. Pitra, Vie du r. p. F.-M. Libermann, 2a ed., Parigi 1872; H. Le Floch, Claude-François Poullart des Places, ivi 1906; La Congrégation du St-Esprit depuis sa fondation, ivi 1909; La Congrégasion du St-Esprit, ivi 1926; A. Eschbach, La vie et l'oeuvre de C.-P. Poullart des Places, Roma 1926; G. Goyau. La Congrégation du St-Esprit, Parigi 1937; Notes et documents relatifs a l'histoire de la Congrégation du St-Esprit, ivi (Archivio della Casa madre): Notes et documents relatifs à la vie et à l'oeuvre du vèn. F.-M.-P. Libermann, I-XIII, ivi (riservato alla C.); M. Briault, Le vèn. père F.-M.-P. Libermann, ivi 1946.

Auguste Brault
CONGREGAZIONE DEL S.mo REDENTORE. - Fu fondata a Scala presso Amalfi da s. Alfonso M. de' Liguori (v.), il 9 nov. 1732, per la predicazione delle missioni al popolo. Si chiamò dei Preti del S.mo Salvatore, i quali furono sul principio sotto la direzione di mons. Tommaso Falcoia, vescovo di Castellammare. Nel 1743 scelsero s. Alfonso quale rettore maggiore a vita, ed emisero per la prima volta i tre voti religiosi, insieme con quelli

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di perseveranza nella C., di rinuncia alle dignità ecclesiastiche e la predicazione fra gli infedeli. Il 25 febbr. 1749 esistevano già quattro case quando Benedetto XIV approvò la Regola e l'istituto sotto il nome di C. del S.mo R.

L'espansione della C. fu ostacolata dal regalismo di Napoli che proibiva ogni nuova fondazione, non tollerava alcun possesso di beni in comune e riconosceva i missionari solo a titolo di preti secolari sotto l'autorità dell'Ordinario locale (dispaccio reale del 9 nov. 1752). Come precauzione contro quest'abuso d'autorità, furono aperte tra il 1753 e' 77 alcune case negli Stati pontifici; tuttavia, il settarismo politico antie curiale di Napoli provocò una crisi molto grave. Nel 1780 Ferdinando IV permise l'esistenza legale, rifiutata da quaranta anni, purché si accettasse un regolamento approvato dal governo. S. Alfonso acconsentì, pensando trattarsi di una semplice formalità, per adattarsi alle leggi del paese. Questo regolamento infirmava le parti essenziali della
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(per cortesia della C. del S.mo R.)
Congregazione del S.mo ReDentore - Chiesa della S.mo Trinita e collegio fondato e costruito da s. Alfonso (1735) secondo i suoi disegni. Ora è la casa più antica della C. - Ciorani (comune di S. Severino Rota, prov. di Salerno).
Regola approvata da Benedetto XIV, e ne fu informata Roma. Il 22 sett. 1780 un decreto della S. Sede escludeva dall'istituto le case del Regno di Napoli, mentre quelle del territorio pontificio venivano poste sotto l'autorità d'un superiore generale, che dal 1783 risiedette a Roma. S. Alfonso morì nel 1787 prima che fosse tolta questa divisione. Nel 1790 i padri del napoletano ottennero l'autorizzazione di riprendere la Regola di Benedetto XIV. Pio VI permise la convocazione d'un Capitolo generale per stabilire l'unione e nel 1793 tutta la C. fu posta sotto l'autorità del superiore generale residente a Pagani. S. Clemente M. Hofbauer, propagatore dell'istituto fuori d'Italia, nel 1787 giunse a Varsavia, e, in qualità di vicario generale, in quindici anni fece una serie di fondazioni in Curlandia, Polonia, Germania e Svizzera, ma non ebbero stabilità. Nel 1820 aprì una casa a Vienna. Sotto il vicariato generale del p. Passerat, successo all'Hofbauer nel 1820, la C. si diffuse in Francia (1820), in Polonia (1825), in Portogallo (1826), in Belgio e negli Stati Uniti (1832), in Bulgaria e nel Ducato di Modena (1835), in Olanda (1836), in Baviera (1841). Nel 1848 aveva oltralpe 21 case con 350 religiosi. Il 2 giugno 1841 Gregorio XVI la divise in 6 province, e nel 1833 Pio IX stabilì a Roma la residenza del superiore generale, aperta nel 1853; da questo momento cessò il vicariato generale transalpino. Per l'opposizione del governo di Napoli, le case ivi esistenti furono erette in C. autonoma; ma nel 1869 ritornarono sotto l'autorità del superiore generale di Roma. Da allora la diffusione fu rapida. Da 644 nel 1867 , il numero dei religiosi salì a 2147 nel 1884, a 4317 nel 1916, a 7425 nel 1948 con 24 province, 21 vice-province e 453 case.

Nella sua vita interna la C. si ispira alla imitazione delle virtù e degli esempi di Cristo. Gli esercizi di pietà sono numerosi : tre meditazioni al giorno, l'ufficio divino in comune quando le circostanze lo permettono, mezz'ora di ringraziamento dopo la Messa, la lettura spirituale, due esami, la visita
ai S.mo Sacramento e alla S. Vergine, il Rosario, obbligatorio anche nei giorni più faticosi delle missioni. La devozione mariana è una delle caratteristiche di questa vita interiore. Oltre il fondatore e i ss. Clemente Hofbauer e Gerardo Maiella, i Redentoristi contano non pochi confratelli dei quali sono in corso le cause di beatificazione.

L'apostolato specifico della C. è la missione, serie di predicazioni di 10 o 15 giorni consecutivi che mirano specialmente a disporre i fedeli al sacramento della Confessione. Quando le circostanze lo permettano, i missionari dopo alcuni mesi ritornano per qualche giorno nelle località da essi evangelizzate per constatare i frutti del loro apostolato. Questi ritorni sono un'innovazione apostolica che molto contribuì, nel 1749, alla approvazione pontificia dell'istituto. L'arcicontraternita della S. Famiglia, eretta in ogni chiesa della C., conta 65 ianni di vita, 1400 i ossociazioni e 500.000 membri. Il culto della Madonna del Perpetuo Soccorso, venerata nella chiesa di S. Alfonso a via Merulana in Roma, è esteso dappertutto, specie negli Stati Uniti, e provoca immenso concorso di fedeli.

L'apostolato delle Missioni Estere, cominciato nel 1858 nelle Antille dancsi, si è esteso successivamente, dopo il 1870, a 54 paesi. Nel 1948 la C. aveva 24 missioni dipendenti dalla Congregazione di Propaganda Fide: 7 in Asia, 4 in Africa, 10 in America, 2 in Occania, 1 in Europa. Si occupa anche di apostolato fra i cattolici di rito orientale.

L'attività letteraria dei Redentoristi si è sviluppata considerevolmente dopo che il generale si è stabilito a Roma. Gli autori, dalle origini al 1939, salgono a 1323 e la maggior parte delle loro pubblicazioni sono opere di volgarizzazione ascetica, come richiede lo scopo della C. Vi sono anche numerose pubblicazioni di carattere scientifico, specialmente opere di teologia, esegesi, apologetica. Alla C. appartennero il card. Dechamps, arcivescovo di Malines (1867-83) e il card. Van Rossum, prefetto di Propaganda Fide (1918-32). La C. è governata da un superiore generale, o rettore maggiore, residente a Roma, eletto a vita dal Capitolo generale che elegge anche i sei consultori generali ed il procuratore generale. Alle province sono unite ordinariamente una o più vice-province che riuniscono i religiosi delle missioni. I superiori delle province e vice-province, i superiori delle comunità e i loro consultori sono eletti per un triennio dal superiore generale.

BibL.: Oltre le opere specifiche su s. Alfonso (v.) si tengano presenti: G. Stebbing, The Redemporists, Londra 1904; E. Hosp, Die Kongregation des allzeh. Eröters, ihr Werden, ihr Wollen, Graz 1924; G. Brandhuber, Die Redemptoristen, 1732 1931, Benderga 1932; M. de Meulemeester, Bibliographie générale des écrivains rédemptoristes, 3 voll., Lovanio 1933-39; id., Les éedones de la Congregation du T. S. Redempteur, ivi 1939; id., Histoire sommaire de la Congregation du T. S. Rédempteur, ivi 1949.

Maurizio de Meulemeester
CONGREGAZIONE DI GESU E MARIA (Eudisti). - Fondata nel sec. xvir da s. Giovanni

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Eudes (v.), questa C. é contemporanea ad altre tre celebri istituzioni francesi : l'Oratorio, la Congregazione della Missione, la Società di S. Sulpizio, alle quali si appaia per una identica comunanza di intenti e di organizzazione. Come gli Oratoriani, i Lazzaristi ed i Sulpiziani, gli Eudisti hanno per scopo essenziale la formazione del clero nei seminari secondo le direttive del Concilio di Trento. Perciò dopo lunghe preghiere, stimolato anche dal consiglio di illustri personaggi, tra i quali il card. Richelieu, istituì a Caen in Normandia, il 25 marzo 1643 , la C. di G. e M. per dirigere quei seminari dove gli ordinandi dovevano esser formati alle virtù proprie del loro stato.

Il card. Di Bérulle, l'Olier e s. Vincenzo de' Paoli, fondatori rispettivamente degli Oratoriani, dei Sulpiziani e dei Lazzaristi, non avevano ritenuto opportuno legare con voti religiosi i membri delle loro istituzioni, onde permettere ad essi di lavorare sotto la immediata giurisdizione dei vescovi diocesani dei quali avrebbero dovuto formare il clero. Secondo il loro esempio, s. Giovanni Eudes fece del suo istituto non una c. religiosa propria. mente detta, ma una c. ecclesiastica, di quelle che poi il diritto canonico chiamerà «Societates vivorum in comuni viventium sine votis». Nello spirito del fondatore tutto questo aveva una ragione non soltanto pratica, ma anche mistica. Egli ben sapeva che i vescovi avrebbero affidato volentieri i loro seminari solo a sacerdoti interamente soggetti alla loro giurisdizione: liberi quindi dai voti religiosi che esentano i regolari dall'autorità vescovile. Il governo della C. era modellato su quello dell'Oratorio, al quale lo stesso fondatore era prima appartenuto. La suprema autorità risiede nell'assemblea generale che nomina il superiore generale, e che si aduna periodicamente a controllarne l'amministrazione. Nell'intervallo delle assemblee il superiore generale, che è nominato a vita, ha il supremo potere della C., ed è aiutato da assistenti, nominati dall'assemblea, i quali hanno potere decisivo col generale negli affari d'ordine amministrativo, e consultivo solamente nelle altre questioni.

Alla morte di s. Giovanni Eudes (19 ag. 1660) l'istituto dirigeva 6 seminari molto importanti in Normandia e Bretagna: Caen, Lisieux, Rouen, Coutances, Evreux e Rennes. In seguito gli Eudisti furono chiamati in altri luoghi della Francia, principalmente al centro e all'ovest, sicché alla vigilia della Rivoluzione dirigevano una ventina di seminari diocesani. La C. ebbe il decreto di lode il 25 luglio 1851 .

Per ispirare ai seminaristi la più grande stima della loro vocazione, l'Eudes volle istituire una festa speciale in onore del «Sacerdosio di Gesù Cristo e dei santi, sacerdoti e leviti». L'ufficio e la Messa, interamente composti da lui, approvati da diversi vescovi, esaltavano l'eccellenza del sacerdozio e richiamavano gli esempi di tutti i santi dell'ordine ecclesiastico. Altro servizio reso alla Chiesa dagli Eudisti fu la lotta intrepida contro il giansenismo. Quando poi la costituzione civile del clero obbligò i sacerdoti alla scelta tra la propria fede e la libertà, pochi del clero formato dagli Eudisti defezionarono, mentre la stragrande maggioranza rimase fedele alla Sede di Pietro; altri suggellarono con il sangue il proprio attaccamento alla Chiesa. Su 191 sacerdoti uccisi in odio alla fede a Parigi nella prigione dei Carmelitani (sett. del 1792), 42 erano stati allievi degli Eudisti. La C. stessa annovera tra i suoi membri 4 martiri, dei quali il suo superiore generale, P. Habert, confessore del re Luigi XVI, beatificati da Pio XI nell'ott. del 1926. Nel 1816 i superstiti della tempesta rivoluzionaria poterono ricostituirsi in comunità regolare. Era troppo tardi per riprendere la direzione dei seminari già ad essi affidati, passati nel frattempo ad altre istituzioni religiose. In tal modo agli Eudisti fu dato di attuare il fine secondario del
loro istituto : l'apostolato missionario nelle campagne e l'insegnamento nei collegi.

Sorsero in tal modo le case di Rennes, di Redom, Versailles, Valognes, Besançon. Nella persecuzione religiosa del 1880 sotto il Ferry e del 1903 sotto il Combes, gli Eudisti furono cacciati dalla Francia, ove poterono ritornare solo dopo il 1918. La persecuzione ebbe tuttavia un risultato inatteso ed eccellente. Esiliati dalla patria, gli Eudisti andarono nell'America del nord e del sud, dove continuarono la loro opera per la formazione del clero nei seminari. Nel Canadá e nell'America latina hanno potuto organizzare delle province promettenti. La provincia dal Canadà con molte case, tra le quali il seminario regionale di Halifax, è in pieno sviluppo: ugualmente la provincia di Colombis-Venezuela, dove i padri dirigenti una dozzina di seminari e svolgono attività missionaria e di ministero parrocchiale, portando ovunque un soffio di vita nuova. Recentemente, per pressante appello dei vescovi, si sono stabiliti nel Brasile e nei Cile. La C. degli Eudisti non è stata mai molto numerosa. Conta poco più di 500 membri. La loro attività letteraria si limitò prima di tutto a lavori di carattere pratico per l'insegnamento ecclesiastico nelle loro case di formazione. Tuttavia nel campo della spiritualità e nella storia della devozione ai Sacri Cuori di Gesù e Maria hanno apportato un contributo notevole universalmente riconosciuto. Inoltre i loro studi sulla vita e le opere di s. Giovanni Eudes hanno contribuito alla chiarificazione di molti punti della storia cosi ricca e intricata del sec. XVII.

Biad.: S. Giovanni Eudes, Oeutres complètes, 12 voll., Cannes 1902-11; id., Oeutres choisies, 8 voll., Parigi 1931-37; J. Daudin, Les Eudistes dans le dianèse de Rennes, ivi 1912; G. Rovoli, Vie du p. Le Doré, supérieur général des, Eudistes, Besançon 1925; E. Goorgos, La Congregation de Jésus et Marie, dies des Eudistes, ivi 1933; J. Bouct, Les séminaires d'Abranches et de Coutances, ivi 1936; L. Bremond, Histoire littéraire du sentiment religieux en France, III, ivi 1937; J. Gautier, L'esprit de l'école frangaise de spiritualité, ivi 1937; G. De La Codardière, La Congregation de Jésus et Marie (Eudistes), au Canada, Besançon 1946. Giuseppe Hamon

## CONGREGAZIONE DI NOSTRA SIGNORA.

- Fondata a Montréal, nel Canadà, nel 1618 dalla ven. Margherita Bourgooys (v.), per l'istruzione ed educazione della gioventù. Molto diffusa nel Canadà e nel Nord America, conta oggi 402 case divise in 10 province religiose con 2933 suore viventi di voti semplici e senza clausura stretta. Fu approvata dalla S. Sede nel 1925.

Biad.: [E.-M. Paillon], Vie de la soeur B. fondatrice de la Congregation N.-D. de Villemarie en Canada, 2 voll., Parigi 1843; M. M. Droummond, La vét. mère M. B., sa vie, son temps, Montréal 1910. Giulio Mandelli

## CONGREGAZIONE DI SAN PAOLO (BAR-

NABITI). - Fondata nel 1530 a Milano da s. Antonio M. Zaccaria (v.) insieme a Giacomo Morigia e Bartolomeo Ferrari, patrizi milanesi. La prima loro dimora fu p