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e ovunque era circondata di stime a venerazione.

Fu beatificata da Pio XI il 13 nov. 1938, e canonizzata da Pio XII il 7 luglio 1946.

Bib.: sion., La madre F. S. C., Torino 1928 (fondamentale per la conoscenza della C.); L'Istituto delle Missionarie del S. Cume, Milano 1931; F. Gregori, La vita e l'opera di un grande vescovo, Torino 1934; Viaggi della madre F. S. C., Milano 1943; Parole sparse della b. F. S. C., raccolte da d. Giuseppe De Luca, Roma 1938; E. De Sanctis Rosmini, La b. F. S. C., (v) 1938; A. Martignoni, Madre C., la Scuola delle Annviche, Nuova York 1942; C. Cominada, Una italiana per le uic del mondo, 1. F. S. C., Torino 1946.

Silverio Martoi
FRANCESCANE. - Religiose sorte in vari paesi ed epoche secondo lo spirito di s. Francesco d'Assisi :

Francescane Angeline. - Congregazione religiosa fondata da suor Chiara Ottavia Ricci ( 1834 1900) e dal padre Innocenzo Gamalero O.F.M. (1837-1917) a Castelspina (Alessandria). Dal 1898 la casa madre è a Torino. Nel 1894 venne approvata dalla S. Sede e le nuove costituzioni furono definitivamente confermate nel 1938. Le suore, attualmente 299, si dedicano all'insegnamento e a molteplici opere di carità (educazione delle gioventù, orfanotrofi ecc). in 30 case.

Bib.: Arin O. P. M., 38 (1919), p. 93; F. Maccona, L'Istituto delle suore F. A. e i suoi fondatori, Casale Monferrato 1941. Cesario van Hulst

Francescane degli Applitti (Varsavia). - In un ristretto edificio di Varsavia alcune pie donne incominciarono, nel 1858 , a ricoverare caritatevolmente i poveri disoccupati, usciti dagli ospedali o privi di tetto. L'opera ancora oggi si chiama Ricovero.

Quando il cappuccino p. Onorato, già fondatore di altri istituti simili, ne prese la direzione, essa si sviluppò, le aderenti presero il nome di Suore Francescane degli Affitti e l'Istituto fu eretto in congregazione religiosa nel 1882. Il 30 luglio 1909 ottenne il decreto di lode e nello stesso anno fu aggregato all'Ordine dei Cappuccini. La S. Sede ne approvava le costituzioni temporaneamente il 6 febbr. 1924, e definitivamente il 2 marzo 1937.

Scopo specifico della Congregazione è la cura degli infermi in ospedali o a domicilio, a qualsiasi opera di carità tendente a lenire il dolore di chi soffre.

Nel 1947 essa aveva 17 case con 243 suore.
Bibl.: Archivio S. Congregazione dei Religiosi, V, 69. Agostino Pugliese
Francescane della B.M.V. aiuto dei cristiani. - Istituto religioso fondato a Cartagena (Colombia) da suor Bernarda Butler ( 1848 -1924) con cinque compagne venute dalla Svizzera dove erano professe nel monastero di Maria Hilf in Altatätten. Ben presto ebbe larga diffusione in Equatore, Colombia, Brasile, ed oggi ha 34 case dove lavorano 312 suore dedite all'insegnamento ed alle opere di assistenza.

Bibl.: 8. Mayer, Eine Opferteele. Sehnsester B. B., St Margarsthen (Svizzera) 1939.

Cesario van Hulst
Francescane della Famiolia di Maria. - Furono fondate nel 1856 a Pietroburgo e approvate a Varsavia dall'arcivescovo Sigmondo Felice Felinski. Aggregate all'Ordine dei Frati Minori Conventuali nel 1903.

La Congregazione, che ha la casa madre a Leopoli, è divisa in due province con 213 case e 818 religiose, dedite all'insegnamento e all'esercizio delle opere di carità.

Bibl.: [G. Pou y Marti], Compactus trium Ordinum religiosorum S. P. N. Francisci, Roma 1929, pp. 380-82.

Cesario van Hulst
Francescane della S. Famiolia. - Furono fondate a Dubuque, Iowa (U.S.A.) nel 1875 dalla madre Saveria Termehr e da altre suore della Congregazione di Bethlehem di Herford in Germania, costrette dalla persecuzione del Kulturkampf a rifugiarsi negli
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(10) F. Jubior sunnits, Kationaria i reaus gesusienitalica Deutschlanda, Dusseldorf 1931.
Francescane della S. Famiolia di Tarrini - Ritratto della fondatrice M. Elisabetta Koch.

Stati Uniti. Approvate dalla S. Sede nel 1913, erano già aggregate all'Ordine dei Frati Minori dal 1903. Possiedono attualmente 69 case dove 719 religiose si dedicano a varie opere di apostolato e di carità.

Bibl.: Arin O. P. M., 36 (1917), pp. 81-82; [G. Pou y Marti], Compactus trium Ordinum religiosorum S. P. N. Francisci, Roma 1929, p. 439.

Francescane della S. Famiolia di Tarrini. Furono fondate da madre Elisabetta Koch (1815-99) a Eupen nel 1839, ma la prima casa sorse ad Aquisgrana il 13 giugno 1857 e questa data si considera come quella d'origine dell'Istituto. Dal 1923 la casa madre è a Mayen.

Oltre all'educazione perpetua del S. mo Sacramento le suore si dedicano anche alla cura dei malati negli ospedali e a domicilio. Dal 1875 sono nel Belgio e dal 1884 in Olanda. Diviso in 3 province (Germania, Belgio, Olanda) attualmente l'Istituto ha 43 case con 805 religiose.

Bibl.: A. Sinnigen, Katholische Frauengemeistershafon Deutschlands, 2a ed., Dusseldorf 1932, pp. 120-33; M. Heintbucher, Die Orden und Kongregationen der katholischen Kirche, II, 3ª ed., Paderborn 1934, pp. 25-26. Cesario van Hulst

Francescane dell'Immacolata Concezione (MoDena). - L'Istituto sorse nel 1881 in Palagano, Modena, con l'approvazione dell'Ordinario del luogo. L'8 marzo 1938, Pio XI ordinava che si desse 8 decreto di lode e si approvassero temporaneamente le costituzioni.

L'Istituto ha per fine le opere di apostolato cristiano, l'educazione e l'istruzione dell'infanzia e della gioventù e l'assistenza ai vecchi. Le suore nel 1949 erano 150 con 20 case.

Biel.: Archivio S. Congregazione dei Religiosi, M. 22. Agostino Pugliese

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Francescane dell'Immacolata Concezione di Bonlandebi. - Furono fondate nel 1856 a Bonlanden in Germania dal sacerdote Faustino Mennel (1824-89) e da Paolina Gross con la regola del Terz'ordine, per assistere i poveri e i disoccupati. Diffuse in Germania, sono in Argentina dal 1906, dal 1928 in Brasile e negli Stati Uniti. La Congregazione conta adesso 19 case con 290 religiose.

BibL.: Ktaster und Konaregation Bonlanden, Narimbarga 1921; A. Batzinam, Katholische Frauengemeinschaften Deutschlands, 2^{°} ed., Düsseldorf 1933, pp. 112-15. Cesario van Hulst

Francescane dell'Immacolata Concezione di Lons le Saunier. - Fondate nel 1857 a Macornay dal sacerdote Roland (1794-1865), terziario francescano, per la cura degli orfani, dei malati a domicilio, per l'insegnamento, per l'assistenza alle operaie, ecc., sono diffuse in Francia, Belgio e, dal 1876, in Mesopotamia. Approvate dalla S. Sede nel 1913, attualmente hanno 51 case con 316 religiose.

BibL.: P. Norbert, Les religietues franciseaines, Parigi 1897, pp. 153-71; M. Heimbucher, Die Orden und Konaregationen der batholischen Kirche, II, 3^{2} ed., Paderborn 1934, p. 46.

Cesario van Hulst
Francescane dell'Immacolata Concezione di S. Piero a Ponti. - Fondate nel 1876 dal sacerdote Olginto Fedi, e da suor Francesca Tarducci, furono approvate dall'arcivescovo di Firenze nel 1911 a aggregate all'Ordine francescano nel 1922. Scopo della nuova istituzione è l'educazione delle ragazze, degli orfani, la cura dei malati ecc. Ha 16 case religiose.

Biel.: Acta O.F.M., 41 (1922), D. 234; [G. Pau y Marri], Conquetus trium Ordinum religionarum S. P. N. Francisci, Roma 1929, p. 331.

Francescane del S.mo Cuore di Gesù di Jolietre. - Furono fondate nel 1876 a Avila, Indiana (U.S.A.), da alcune suore venute dalla Germania, le quali nel 1885 formarono un istituto indipendente che nel 1898 fu approvato dalla S. Sede e nel 1905 aggregato all'Ordine francescano. Le suore si dedicano alla cura di malati, dei vecchi, degli orfani, all'insegnamento ecc. Sono 592 religiose in 26 case.

BibL.: Acta O. F. M., 36 (1917), p. 81. Cesario van Hulst
Francescane del S.mo Sacramento. - Furono fondate nel 1898 dalla madre Maria Chiara Serafina di Gesù (Francesca Farolfi, 1853-1917) a Bertinoro (Forlì).

Le suore hanno l'obblige del Breviario, fanno un'ora di adorazione dal S.mo Sacramento esposto durante il giorno, e si dedicano a varie opere di apostolato, anche nelle missioni. Dal 1901 sono in India, dal 1905 in Brasile, dal 1925 in Bolivia, dal 1937 in Argentina. Nel 1904 furono aggregate all'Ordine francescano. Attualmente la Congregazione conta 66 case con 451 religiose.

BibL.: G. Gennaioli, Madre M. Chiara Serafina di Gesù, Santopoleto 1927; Le Clarisse francescone missionarie del S.mo Sacramento di Bertinoro, Roma 1948.

Francescane dette Piccole Suore degli orfani. - Furono fondate nel 1867 a Bourg-en-Bresse (Francia) dal sacerdote Giovanni Maria Griffon per l'insegnamento agli orfani e ai bambini poveri. Approvate dalla S. Sede nel 1938, hanno 15 case con 309 suore.

BibL.: Acta O.F.M., 57 (1938), pp. 111-12.
Cesario van Hulst
Francescane di Cristo Re. - Furono fondate nel 1459 a Venezia, presso S. Francesco della Vigna, da Maria Benedetta di Carignano Savoia e Maria Angelica Canal, come sorelle del Terz'ordine, dedite all'educazione delle fanciulle dell'alta aristocrazia veneziana. Dopo le soppressioni napoleonica e italica,
la Congregazione rifiori allargando le sue attività anche al campo missionario e nel 1928, con la cooperazione di p. Leonardo M. Bello, che ne preparò le nuove costituzioni, riprese nuova vita sotto il nome che attualmente ha.

L'istituto, diffuso in Italia e in Africa orientale, conta 55 case, con 500 suore dedite a varie opere : scuole, laboratori, orfanotrofi, cliniche, ecc.

BibL.: A. Berengo Morte, L'istituto delle suore F. di C. B. dai primordi alla soppressione napoleonica, in Le Venerde francessane. 4 (1935), pp. 65-84. Alberto Ghisato

Francescane di Montpellier. - Congregazione fondata nel 1861 dalla madre François du St-Esprit (1811-82) con l'aiuto di mons. Thibaut, vescovo di Montpellier.

Le suore si dedicano all'insegnamento, e, dal vecchio castello presso Montpellier, che fino dal 1895 era la loro casa madre, furono chiamate anche suore di St-Chinian. Ben presto aprirono anche altrove delle scuole. Dal 1914 hanno delle case nella Spagna. Attualmente vi sono 19 case con 161 suore.

BibL.: P. Norbert, Les religietues franciseaines, Parigi 1897, pp. 412-21. Cesario van Hulst

Francescane di Nostra Signora al Tempio. Furono fondate nel 1858 a Dorat (Francia) dal sacerdote Rougier (1853-95). Si dedicano alla cura di sacerdoti ammalati e vivono confezionando paramenti liturgici e vestiti sacerdotali. Il S.mo Sacramento è esposto tutti i giorni nelle loro cappelle. Sono oggi 152 religiose in 18 case.

BibL.: P. Norbert, Les religietues franciseaines, Parigi 1897, pp. 346-62.

Francescane di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso. - Furono fondate fra le polacche degli Stati Uniti nel 1901 dall'arcivescovo John J. Kain a St. Louis, Missouri, per l'insegnamento ai bambini di lingua polacca; fanno anche lavori domestici in semineri, collegi ecc. in varie diocesi degli Stati Uniti. Aggregate all'Ordine francescano nel 1907, le suore dette Polish school sisters sono 258 in 28 case.

BibL.: Acta O. F. M., 36 (1917), p. 102; [G. Pau y Marri], Conquetus trium Ordinum religionarum S. P. N. Francisci, Roma 1929, p. 437.

Francescane di S. Giorgio Martire in Thune (Germania). - Dedite alla cura degli infermi e degli orfani e all'insegnamento, furon fondate nel 1869 da madre Anselma Bopp (1835-87).

Aggregate nel 1906 all'Ordine dei Frati Minori, nel 1909 furono approvate dalla S. Sede. Diffuse in Germania, Olanda e Stati Uniti, le religiose si dedicano anche all'apostolato nelle missioni (dal 1920 sono in Giappone e dal 1932 in Sumatra). Sono ora 1440 suore in 124 case.

BibL.: S. Eilers, Die Kongregation der Franziskanerinnen vom hlg. Martyrer Genre zu Thuine, Wort in Wortl. 1930; A. Sinnigen, Katholische Frauengenossenschaften Deutschlands, 2^{°} ed., Düsseldorf 1933, pp. 132-59. Cesario van Hulst

Francescane di S. Cunegonda. - Fondate a Chicago nel 1894, dove tuttora è la casa madre, contano 24 case in varie diocesi degli Stati Uniti, dove 428 religiose si dedicano all'insegnamento, all'istruzione religiosa, alla cura dei vecchi, ai lavori domestici ecc.

BibL.: Official Catholic Directory, Nuova York 1946, p. 918. Cesario van Hulst

Francescane diS. Maria degli Angeli di Waldbreitbach. - Fondate dalla madre Rosa (Margherita) Fiesch (1826-1906) nel 1862, ebbero subito larga diffusione. Nel 1904 furono aggregate all'Ordine francescano e nel 1915, divennero di diritto pontificio. Nel 1923 si diffusero negli Stati Uniti. Attualmente

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![img-21.jpeg](img-21.jpeg)

Francescane missionarie se Maria, Istituto delle - Una classe della scuola media di Léopoldville - Congo Belga.
hanno 85 case con 145: religiose che si dedicano a molte forme di apostolato e di carità cristiana.

BibL.: L. Lemmens, Geschichte der Franziskusarizara von Waldbreitbach, Treviri 1913; A. Sinningen, Katholische Frauengesnissenschafien Deutschlank, 2^{°} ed., Düsseldorf 1933, pp. 161-64. Cesario van Hulst
Francescane d'Ognissanti a Firenze. - Congregazione sviluppatasi da un istituto di Terziarie fondato da Elisabetta Corsini di Bagnano nel 1711, che non conduceva vita comune. Adottarono gli abiti claustrali intorno al 1830 , e nei 1906 ricevettero proprie costituzioni. In 15 case (ospedali, orfanotrofi, ricoveri di vecchi) vivono 108 religiose.

BibL.: Acta O.F.M., 96 (1917), pp. 214-15; [Sum Ansszial, Storia dell'Istituto delle Suore Terziarie Repolari d'Ognissanti, Firenze 1937.

Francescane Figlie dei S.mi Cuobi di Gesù e Maria. - Furono fondate dalla madre Chiara Pfander ( 1827-82 ) a Olpe (Germania) nel 1860. Ora la casa madre è a Salzkotten. Vita dell'istituto è l'adorazione perpetua del S. mo Sacramento, e scopo l'assistenza negli ospedali. Hanno molte case in Germania, negli Stati Uniti (dal 1873) in Olanda (dal 1875) e missioni nell'isola di Sumatra. Divise in 4 province, hanno 111 case con 2302 religiose.

BibL.: A. Sinnigen, Katholische Frauengesnissenschafien Deutschlands, 2^{°} ed., Düsseldorf 1933, pp. 146-50; M. Heinbacher, Die Orden und Kongregationen der katholischen Kirche, II, 3^{°} ed., Paderborn 1934, p. 27 sg.

Cesario van Hulst
Francescane missionarie d'Egitto. - Istituto religioso femminile sorto al Cairo nel 1859 ad iniziativa di suor Caterina Troiani di S. Rosa, la quale, con 5 suore del monastero delle Oblate Cizriase di Ferentino, era partita per l'Egitto su invito del delegato apostolico mons. P. Guaseo.

Stabilitasi a Cot Bey, vi aprì una casa con annessa scuola per l'istruzione ed educazione delle giovani. Data la impossibilità del monastero di Ferentino di alimentare la nuova opera al Cairo, la madre Troiani ottenne, con decreto della Sacra Congregazione di Propaganda Fide del 3 luglio 1868 , di costituirsi in istituto sui turis sotto la
denominazione di F. M. d'E. Aperta cosi la via alla espansione, la fondatrice si dette con energia alla organizzazione della sua opera, sicché essa poté crescere ed aprite nuove case aumentando il numero delle educande. La guerra anglo-egiziana del 1882 infuri sul nuovo istituto, il quale tuttora seppe resistere alla dura prova. Oggi esso e grandemente sviluppato ed è diffuso in Egitto e nel vicino Oriente, in Italia, in T'umizia, in Tripolitania e nel Brasile.

Nel 1945 le case erano 130 con 1485 religiose, dedite tutte all'insegnamento.

BibL.: M. Heinbacher, Die Orden und Kongregationen der eatholischen Kirche, II, Paderborn 1934, p. 47; Archivio della S. Congr. est Brib. cioni, R. 28.

Einerie Matri
Francescane missionarie di Maria, Istituto delle. - E stato fondato da Elena de Chappotin de Neuville, n. a Nantes il 21 maggio 1839 . Venuta a Roma nel 1877 gettò le fondamenta del nuovo Istituto e prese in religione il nome di madre Maria della Passione.

Nel 1889 I'Istituto fu adottato dall'Ordine dei Frati Minori. Il 12 ag. 1885 ottenne il decreto di fede e 830 ag. nori confermo la adesione da parte del suo Ordine. Il 17 luglio 1890 l'Istituto fu approvato definitivamente - l'11 maggio 1896 furono approvate definitivamente anche le costituzioni. Dopo la pubblicazione del CIC le costituzioni furono approvate con decreto della S. Congregazione di Propaganda Fide in data 8 luglio 1922. Con lettera della medesima data si approvavano anche le costituzioni per le suore oblate indigene, che emettono voti e coadiuvano con le suore francescane nelle varie opere.

Per il suo scopo essenzialmente missionario dipende da Propaganda e si compone di due classi di suore che uniscono alla vita contemplativa quella attiva. Al 31 dic. 1949 contava 392 case sparse nelle cinque parti del mondo e 8600 suore appartenenti a 64 nazionalità e dedite alle opere più varie di educazione e di carità. La sette suore martirizzate il 9 luglio 1900 a Tai-yuan-fu (Cina) sono state beatificate il 24 nov. 1946 ed è in corso la causa di beatificazione della fondatrice e di suor Maria Assunta Pallotta.

BibL.: A. Raintiert, Guide de vocation religionee. II: Congregations de femmes. Contemplations, semi-contemplations et missionnaires, Parigi 1924, pp. 554-61.

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(par coristea delle Francescane Missionarie di Maria) Francescane missionarie di Maria, Istituto delle - L'arrivo di un malato all'ambulatorio di Bam nulla (Cast.entir) - India.

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FRANCESCO
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(S. FRANCESCO, opera di Margarito d'Arezzo, detto Margaritone (ca. 1250) Arezzo, Pinacoteca.

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Francescane missionarie di S. Giuseppe. - Furono fondate da madre Alice Inghon, e, su insistenza del card. Vaughan, nel 1874 si trasferirono a Mill Hill, ove collaborano atrattamente coi padri missionari della Società del luogo.

Si dedicano all'educazione della gioventù e alla cura dei malati. Dal 1885 sono nella missione di Borneo settentrionale; dal 1891 in Olenda e in Irlanda; hanno delle case anche negli Stati Uniti. Nel 1926 is congregazione fu aggregata all'Ordine francescano, e nel 1930 divenne di diritto pontificio. Attualmente ha 37 case con 314 religiose.

Bac.: [G. Pou y Marit], Compertuitrium Ordinum religionorum S. P. N. Francisci, Roma 1929, pp. 14, 15. 137; B. M. Heybeer, F. M. b. 5., in Franciscanich Leven, 16 (1935), pp. 289-28.

Cesario van Huist
Francescane serve di Maria. Fondate a Blois nel 1852 da madre Virginia Vadin con l'assistenza del vescovo Pallu du Pare e del sacerdote Vénot, nel 1864 le suore professarono la regola del Ters'ordine. Sono dedite all'assistenza delle domestiche e dei malati; hanno anche ricoveri notturni per donne.
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Franceschini, Marcantonio - Mirgoli e martirio di s. Bartolomeo. Bologna, chiesa di S. Bartolomeo.

Lavord, oltre che in patria, a Genova, Modena, Reggio, Piscenza ed in altre città, continuando la maniera del Cignani e profondendo ovunque la sua abilità di decoratore. Fu anche per due anni a Roma, ove diede alcuni cartoni per i musaici di S. Pietro. L'opera sua più celebrata è, a Bologna, la decorazione della cupola e della volta della chiesa del "Corpus Domini", eseguita in collaborazione del riquadraturista E. Hoffner; tra la altre sue opere si ricordano: in patria la decorazione della tribuna di S. Bartolomeo e a Piscenza i peducci della cupola nel Duomo. Decorb inoltre a Genova la gran volta della sala dei Consiglio pubblico, poi distrutta dal fuoco, ma che il Lanzi ricorda come molto ammirato dal Menga. Tra i suoi quadri, sono agli Uffici l' A u toritutio e l'Amner vittorioso; alla Pinacoteca di Bologna una Sacra Famiglia, una Vergine col Bambino e un'Annunciazione, opere tutte (come le tele numerose sparse nelle chiese) che denunciano una stanchezza manieristica e una compiuta bravura accademica.

Bac.: cson., s. v. in Thierne-Becker, XII, p. 207 sgg.; A. Ferrari, s. v. in Enc. Ital., XV (1932), p. 842 ; E. Mbu ceri, M. F., in Il Comune di Bologna, marzo 1032. Gilberto Ronci

## FRANCESCHI

d'Assisi, santo. - Fondatore di tre Ordini religiosi (Fratl Minori, Clarisse, Ters'ordine francescano), patrono dell'Azione Cattolica; con s. Caterina da Siena, patrono principale d'Italia, chiamato anche con gli appellativi di "patriarca serafico", "padre dei poveri", ecc. N. ad Assisi verso la fine del 1181 o il principio del 1182 , ivi m. la sera del 3 ott. 1226.

Sommario: 1. La giovinezza. - II. La conversione. - III. La vocazione e la fondazione dell'Ordine dei frati Minori. - IV. L'umanitato primitivo e le prime missioni all'estero. - V. L'organizzazione dell'Ordine. Le Regole. - VI. Gli ultimi anni. Le stimmate. - VII. La morte. - VIII. La canonizzazione e il culto. - IX. S. F. attraverso i secoli. - X. La figura di s. F. - XI. Iconografia.

1. La giovinezza. - Figlio di Pietro di Bernardone, ricco mercante di stoffe, e di donna Pica, forse di nobile casato. Nulla di certo si sa sulla famiglia paterna, che erroneamente alcuni volevano oriunda lurchese, né sulle pretese origini provenzali della madre. Ricevette al Battesimo il nome di Giovanni, mutato poi dal padre, reduce dalla Provenza, in quello di Francesco. Frequentò la scuola presso la chiesa di S. Giorgio, dove imparò la lingua latina, alla quale aggiunse poi una certa conoscenza della lingua e della letteratura francese, specialmente zovadorica.

Dotato di squisito qualità naturali, and nella sua gioventù il faso della ricchezza e del vestire, la frequenza dei festini e delle allegre brigate, la poesia dell'amore, la gloria delle imprese guetresche. La gata gioventù di F. viene presentata diversamente dalle fonti: Tommaso da Celano e altre leggende forse caricano per artificio letterario le tinte fosche, mentre s. Bonaventura e la leggenda detta "dei tre compagni", che per la maggior parte è dedicata agli anni giovanili di F., la dipinge pura, illibata, generosa.

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Francesco d'Assisi, santo - Primo ritratto di s. F. (ca. 1228) con la scritta Prater Francisca. Affresco nella cappella di S. Gregorio - Subisco, Sacro Speco.

Nel 1202 prendeva parte alla guerra tra Assisi e Perugla; rimase prigioniero per quasi un anno animando con la sua balda gaiezza i compagni di sventura. Una malattia contratta dopo la prigionia fu il primo tocco della Grazia che incominciò ad allontanare il suo cuore dagli affetti abituali. Dopo un nuovo tentativo di gloria militare (forse sognava diventare cavaliere), troncato da una misteriosa visione avuta a Spoleto mentre si era già mosso per la Puglia come volontario nelle milizie di Qualtiers di Brianne, ritornò ad Assisi in preda all'incertezza sulla piega da dare alla propria vita.
II. La conversione. - Si diede ad une vita di preghiere e di penitenza, frequentando dapprima una grotta presso la città ostale; avvicino maggiormente i poveri (in un viaggio a Roma, scambio le vesti con un povero e si pose a mendicare sulla porta di S. Pietro); incominciò ad occuparsi nella cura dei lebbrosi, fino a che, nella pic-
cola chiesa di S. Damiano fuori della mura di Assisi, ueli il Crocefisso parlargli : "Va, F., restcura la mia casa, che, come vedi, minnccia rovina s. Interpreto allora letteralmente il comando e si diede a restaurare la chiesa di S. Damiano, e le altre due chiesette di S. Pietro s S. Maria degli Angeli (la Porziuncola). Cosi si decedeva a "uscire dal secolo"; il padre Pietro di Bernardone si oppose alle tante apparenti stranezze, dapprima rinchiudendo il figlio in un sottoscala, da cui fu liberato dalla madre; poi ricorrendo al tribunale dei consoli. Ma F. appello, come religioso, al tribunale ecclesiastico e davanti al vescovo di Assisi rinunciò ad ogni cosa, restituendo al padre perfino le vesti, con la celebre espressione: - D'era innanzi non chiamerò più padre mio Pietro di Bernardone, ma al Padre nostro che sei nel cielo s. Da quel momento incominciava il a sacrum commercium s di s. F. con madonna Povertà.
III. La vocazione e la fondazione dell'Ordine dei Frati Minori. - Udito il 24 febbr. 1209, festa di s. Mattia, il Vangelo della missione degli Apostoli, sentì in esso quasi una chiamata personale e si decise per la vita apostolica. Incominciò a predicare. I primi discepoli gli si associarono: Bernardo di Quintavalle, nobile e ricco assisiate. Pietro Catrani, dotto giurista e canonico, l'estetico frate Egidio (v.), Marico, Giovanni della Cappella, Sabetino, Filippo Longo, Giovanni di S. Costanzo, Barbaro, Bernardo di Vigilante, Angelo Tancredi. Raggiunto questo piccolo gruppo, detto s in poche e semplici parole (Testamento di s. F.) una Regola che comprendeva gli elementi essenziali della vita religiosa. Nel 1210 si recò a Roma per ottenere da Innocenzo III l'approvazione della sua istituzione. Le difficoltà che sorsero a questo progetto - dati i tempi in cui i movimenti a carattere apostolico in senso eterodosso si moltiplicavano - furono superate per la protezione del vescovo di Assisi e del card. Giovanni di S. Paolo (v.); Innocenzo III concesse a voce la sua approvazione, dando la tonsura a s. Francesco e a tutti i primi suoi compagni e promettendo più larghi favori in seguito. Tornati ad Assisi, fermarono per qualche tempo la loro residenza a Rivotorto, poi definitivamente alla Porziuncola, che diventerà la culla dell'Ordine serafico, il centro di tutto l'Ordine, il luogo ove F. desidererà di morire. Ivi il 18 marzo 1212, domenica delle Palme, vesti l'abito religioso s. Chiara (v.), dando così origine al Second'ordine francescano, le Clarisse (v.).
IV. L'apostolato primitivo e le prime missioni all'estero. - Dopo l'ufficiale approvazione e missione pontificia, incominciò un più sistematico apostolato, partendo dall'Umbria, ed estendendolo poi nella Toscana, nelle Marche, nel Lazio e nelle altre regioni d'Italia, parte recandovisi personalmente, parte mediante i suoi discepoli che ormai sumentavano di numero. Al nuovo metodo d'apostolato spicciolo di quegli « uomini nuovi * corrispese nel popolo un entusiasmo e un rinnovamento straordinario. Chiedevano di appartenere al suo Ordine persone d'ogni atato sociale, anche gente legata in matrimonio. Da ciò ebbe origine l'iniziativa del Terz'ordine, a cui diede una Regola probabilmente nel 1221.

Già dal 1212 faceva i primi tentativi d'uscire d'Italia. In quell'anno s. F. si imbarcò ad Ancona per la Siria, ma una tempesta lo sospinse sulle coste delicate, dandn, non potendo più proseguire, ritornò in Italia. Fra il 1213 e il 1215 si recò in Spagna, donde una malattia lo costrinse al ritorno. Qualche anno dopo inviava altri suoi frati al Marocco, i quali nel 1220 consacravano con il sangue la loro evangelizzazione, diventando i protomartiri dell'Ordine (v. BERNABdo, ecc.). Intorno a questi

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anni i Frati Minori erano già diffusi in molte regioni di Europa e del vicino Oriente.

Nuovamente nel 1219 riprendava egli stesso la via dell'Oriente, raggiunto il disorganizzato esercito crociato in Egitto, mentre assediava Damietta. Dopo aver cercato inutilmente di mettere la concordia fra i Crociati, predisse loro la terribile sconfitta seguita il 29 ag. Penso di convertire il soldano (al-Malik al-Kämil) e, attraversoto con frate illuminato il campo infedele, si recò "alla presenza del Soldan superba». Se non ne ottenne la conversione, ottenne però il permesso di predicare liberamente il Vangelo nei suoi domini.

Ben presto tuttavia dovette tornare in Italia anche per alcuni turbamenti sorti nell'Ordine, dei quali aveva ricevuto notizia in Oriente.
V. L'ORGANIZAZIONE DELLOODINE. LE ReGOLI. - Il rapido moltiplicarsi della sua famiglia e la diffusione che dovunque si estendeva, imposero presto problemi di organizzazione che la primitiva Regola, composta di poche frasi evangeliche, non bastava a risolvere. Incominciò percio a chiamare periodicamente a raccolta i suoi frati in congressi che, dal 1217 almeno, diventano i Capitoli generali dell'Ordine, nei quali si discutono i problemi dell'Istituto e si promulgano le disposizioni nuove. Erano sempre convocati presso la piccola chiesa di S. Maria degli Angeli, la Porziuncola, che dal 1216 era stata arricchita da papa Onorio III della celebre indulgenza. Nel Capitolo del 1217 s. F. divideva in province l'Ordine. In quello del 1221, che fu probabilmente il famoso Capitolo delle stuoie cui parteciparono 3000 frati, fu riesaminato, ampliata e modificata la Regola primitiva con la promulgazione della cosiddetta "Regola prima", in realtà la seconda. Ma trovata un po' imprecisa e abbondante, veniva nuovamente redatta, con l'aiuto di un dotto giurista, il card. Ugolino (poi Gregorio IX), e ne risultò la Regola definitiva che il Santo, ancora con l'appoggio del cardinale, fece approvare da Onorio III il 29 nov. 1223.
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(fol. Anderson)
Francesco d'Assiel, santo - Immagine di s. F. fiancheggiata da storie della sua vita, Scuola di Giunta Pissica (es. 1250). Pisa, chiesa di S. Francesco.
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(per curtoria di mano. A. P. Fratesi)
Francesco d'Assiel santo - L'oratorio delle stimmate con in fondo la cella di s. F. - Cortona, Celle.
VI. Gli ultimi anni. Le stimmate. - S. F., tipo troppo ideale e mistico, si sentì presto incapace di dirigere personalmente il vasto movimento a cui aveva dato vita, e già dopo i turbamenti del 1220 (v. frati minori), aveva rinunciato all'ufficio di superiore o ministro generale dell'Ordine, istituendo nel Capitolo del 1220 un suo vicario, fra' Pietro Cattani, morto il quale (1221), elesse a succedergli frate Elia. Da quel momento, pur conservando sempre nell'Ordine la sua grande autorità personale, che gli veniva come fondatore, si estraniò sempre più dalla amministrazione diretta, dedicandosi maggiormente alla sua vita mistica, fatta soprattutto di mortificazione, di rinuncia, di sacrificio nell'imitazione di Cristo. Giunse così, nel 1224, al prodigio ineffabile della Verna, il sacro monte che gli era stato donato nel 1213 dal conte Orlando di Chiusi, dove "da Cristo prese l'ultimo sigillo, che le sue membra due anni portarnon: le stimmate.

Dopo il prodigio della Verna F. visse ancora due anni; ma il suo corpo, indebolito già per i continui digiuni e le capre penitenze, era tormentato da incessanti dolori di stomaco e di fegato, ai cuidi si aggiunse una molestissima malattia degli occhi, che lo ridusse ad una quasi completa cecità. Invano cercò conforto nella valle di Rieti, piena di tanti dolci ricordi, come la cara solitudine di Fonte Colombo, dove aveva composto la Regola del 1223, e il bosco di Greccio, testimonio della prima rappresentazione del presepio nella notte di Natale del 1223. Né per altro gli giovò la soave Siena, né il ritiro delle Celle di Cortona, dove fu colpito da idropisia, cosicché presentendo l'avvicinarsi di a sorella morte ", si fece nuovamente portare alla sua città natale, per terminare la sua vita religiosa dove l'aveva incominciata. Desiderava recarsi direttamente alla sua diletta Porziuncola, ma dovette cedere alla pressione dei suoi figli, che per meglio curarlo vollero condurlo all'episcopio.
VII. La morte. - Pieno di gioia spirituale per l'avviso della prossima morte e desideroso d'incontrarla a S. Maria degli Angeli, comandò ai suoi compagni che ve lo trasportassero, ed ivi si preparò al sereno trapasso con tutto l'affetto della sua grande anima. L'incomparabile libro dei Fioretti di s. F., il gioiello più prezioso della letteratura popolare del sec. 200, ha tramandato il testo della benedizione del Santo infermo alla sua diletta città natale, che rivedeva per l'ultima volta.

Prima di morire volle vedere la sua grande benefattrice romana Giacomina dei Settesoli, che era solito chiamare a frate Jacopa", e all'uopo le fece scrivere di

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venire quanto prima. Ma mentre si cercava un mezzo per mandare la lettera, quelle matrona con i figli ad altra compagnia giungeva improvvisamente alla Porziuncola, potendo essi assistere al transito del Santo. Per i suoi frati viventi e futuri compore il suo testamento, in cui riassunse tutte le sue anteriori esortazioni sulla fede cattolica e la osservanza della Regola, specialmente riguardo alla povertà, sua mistica sposa: "raccomandò la sua donna più cara e comandò che l'amassero a fede" (Dante, Por., XI, 113). Finalmente il 3 ott., volendo morire nudo come Cristo, si fece spogliare delle sue misere vesti e stendere sulla nuda terra: quindi si congedò dai suoi figli benedicendo tutti i Presenti, incominciando dal vicario dell'Ordine, e gli assenti sparsi in tutte le nazioni. Vulle poi che gli leggessero la Passione di Gesù Cristo secondo a. Giovanni a finalmente con i presenti incominciò a recitare il salmo «Voce mea ad Dominum clamavi», giungendo fino agli ultimi versetti: «Togliete l'anima mia dalla prigione.... I giusti mi attendono». Alloro la sua lingua terrena tacque per sempre; quell'anima
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santissima, sciogliendosi dalla carne, fu assorta nell'abisso della luce eterna ed il suo corpo si addormentò nel Signore (I Celana, 1 ro). Al momento del transito, secondo la testimonianza di s. Bonaventura (Leg. noster, 24), un nuvolo di allodole venne a posarsi sul piccolo tetto ella Porziuncola, levandosi poi a volo nel crepuscolo vermiglio a tempestando di trilli l'orizzonte. Soddisfatta la pietà dei frati e del popolo accorso a venerare il corpo stimentizzato del Santo, la mattina seguente ( 4 ott.) la preziosa salma fu portata trionfalmente in città, arrestandosi il corteo funebre davanti al conventino di S. Demiano, affinché Chiara e le sue figlie potessero contemplare per l'ultima volta il volto a le sacre piaghe del Padre. Quindi la esentiva si mosse lentamente a il sacro corpo fu provvisoriamente inumato nella chiesa di S. Giorgio.
VIII. La canonizzazione e il culto. - Non erano trascorsi due anni dal transito, che il 15 luglio 1228 , Gregorio IX, il grande amico e protettore di F., venendo da Perugia (ove momentaneamente si trovava la corte pontificia) ad Assisi, nella chiesa di S. Giorgio, canonizcava il Peverello umbro tassendo personalmente l'elogio del Santo e fissandone la festa il 4 ott. Il giorno seguente il Pontefice stesso poneva la prima pietra della grande basilica (S. F.) destinata ad accogliere le spoglie del Santo, affidendone la cura a frate Elis. La Chiesa inferiore era già pronta nel 1230 , e in occasione del Capitolo generale, appositamente convocato ad Assisi, si fece la solenne traslazione del corpo del Santo, il 25 maggio. Essendosi smarrito con il tempo il ricordo del luogo preciso della tomba del serafico, dopo inutili tentativi compiuti nel 1570 , nel 1607 e nel 1806 , finalmente nel 1818 si ritrovò il luogo e si procedette alla ricoprizione della salma. Senza rimuovere l'urna, venne ampliata la cripta e ornata di bronzi e di marmi la tomba.

Particolarmente solenni riuscirono le ultime commemorazioni centenario francescane : quella della nascita nel 1881 e quella della morte nel 1926, per la quale occasione Pio XI emanò l'encicl. Rite esglistis (AAS, 18 [1926], p. 153 sgg.). Benedetto XV l'aveva già dichiarato nel 1916 patrono dell'Azione Cattolica e Pio XII, il 18 giugno

1939, lo proclamò patrono primario d'Italia (AAS, 31 [1939], p. 256).

La liturgia celebra due feste in onore di s. F.: il 4 ott., festa del Santo, e il 17 sett., festa delle Stimmate. Nell'Ordine francescano si solennizza ancora la tradizione di s. F. ( 25 maggio), la canonizzazione ( 16 luglio) e la prima approvazione della Regola ( 16 spr.).

IX. S. F. ATTRAVESCO I. SCOLI. - L'apparizione di s. F. e la rivoluzione che il suo spirito ha portato fu fin dall'inizio considerato un avvenimento mondiale. Per nessun altro santo del tempo si ha un numero così copioso di biografie meve. L'arte esponelostesco pensiero con l'abbondanza e il valore delle sue figurazioni. Oggi ancora, specie dall'inizio di questo secolo, s. F. è oggetto di una vastissima produzione letteraria anche nel campo scettolico. Ti furono tuttavia dei tempi in cui F. non fu compreso: ciò fu specialmente per i protestanti del sec. xVI, presa occasione del famoso libro di Bartolomeo Rinomico da Pisa, De conformitatibus vitae a. Francisci ad vitae Domini Jesu, che da Erasmo Albano fu definito "Alcarnum Franciscanorum seu blasphemiarum et nugarum Lerna de stigmatizato Idelo quod Franciscum nominant" (Francoforte 1542); libro che ebbe molta diffusione in varie edizioni a versioni. Fu disporzato pure dagli enciclopedisti e razionalisti del sec. xviII; Goethe, nel suo viaggio in Italia, narra di non aver voluto vedere la basilica di s. F. Nella reazione monastica del sec. xix, s. F., ad opera specialmente di G. Görres, fu rivalutato anche da un lato nuovo, soprattutto come poeta a trovadore.

Da allora in poi la letteratura francescana andò sempre più moltiplicandosi; e trovò un appassionato e valente cultore specialmente in Paul Sabatier, che si può dire diede un nuovo indirizzo scientifico agli studi sulla vita e l'anima del Poverello d'Assisi.
X. La figura di s. F. - F. è una di quelle figure gigantesche della storia, che appaiono raramente, destinate da Dio ad attuare un mirabile capovolgimento spirituale nella società. Dopo sette secoli egli è ancora vivo nell'anima dei popoli, anzi ogni giorno il suo profilo ingigantisce maggiormente, grazie al suo fecondo apostolato di dolcezza, di semplicità e di povertà evangelica, fondato sulla base dell'anima della fraternità universale. Egli è passato sulla terra come un "alter Christus", ricopiando in sé la figura divina del Salvatore come a nessun altro santo era stato concesso, assurgendo inoltre a prototipo della stirpe italica per il suo carattere gentile, intelligente, semplice, poetico, fino a far scrivere a qualche autore moderno, con forse discutibile esattezza: «F. è il più santo degli italiani e il più italiano dei santi».

Bost..: 1. Ponti: a) Savitii di s. Francesco. Quelli certamente autentici si riducono ai seguenti : don Regola dei Prati Minori (una lunga del 1221 e quella definitiva del 1223); il restanento; alcuni frammenti inseriti nella Regola delle Cantine, 28 admonitiones, la Salutatio virtutum, l'opuscolo De religisos habitazione in arcun. 6 epistole, e la preghiera : Landoi Dei, Landoi domini, Salutatio B. Virgini, l'ufficio della Passione e il Cantico di fraze Sole. La prima edizione assai volte ripetuta, ma

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In alto a sinistra: APPARIZIONE DEL NOME DI GESÙ IN UN GLOBO INFOCATO SUL CAPO DI S. FRANCESCA ROMANA. In alto a destra: MIRACOLO DELL'UVA IN GENNAIO. In basso a sinistra: LA SANTA GUARISCE UN BRACCIO TRONCO. In basso a destra: GESÙ ACCOGLIE IN PARADISO L'ANIMA DELLA SANTA. Affreschi di scuola di Antoniosso Ruzzaesi (sec. xv) - Roma, monastero di Tor de' Sperchi.

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In alto: MISTICO SPOSALIZIO DI S. FRANCESCO CON LA POVERTÀ. Maestro delle vele (primi del sec. XIV) - Assisi. In basso: UN DISCEPOLO, PRESENTE S. FRANCESCO, CACCIA I DEMONI DA AREZZO. Benozzo Gazzoli (1452) - Montefalco, chiesa di S. Francesco.

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A sivistra: S. GIOVANNI EVANGELISTA E S. FRANCESCO D'ASSISI del Gozzo (primi del sec. xvit) - Madrid, Galleria del Prado. A destra: IL SANTO dipinto dal Donzönichino (primi del sec. xvit) - Bologna, Pizzanzeca.

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IL SANTO dipinto dal Murillo (ca. 1670) - Madrid, Galleria del Prado.

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sovrabbondante di testi spuri, fu curata da L. Wadding e pubblicata ad Anversa nel 1623. Due edizioni critiche apparvero nel 1904: [L. Lammeral, Opuscula s. p. Francisci Assisiensis, Quaracchi 1904 e H. Böhmer, Amdekten zur Geschichte d. ni. Franz von Assisi. Una buona versione italiana: V. Facchinetti, Gli scritti di s. F. d'A., Milano 1921 ( 3^{°} ed., ivi 1944). Il Tanimontanze storiche. Le principali e più autorevoli delle numerosissime leggende coeve o di poco posteriori e s. F., sono la Vita I (scritta nel 1226) e II (scritta nel 1226) di Tommaso da Celano, con il Tractatus de miraculis ( 1230 sgn.) dello stesso, e la Legenda under a minor di s. Bonaventura. Questa, con molti altri testi da esse dipendenti e liturgici, sono pubblicate nel r. X di Anacesta Franciscana, Quaracchi 1906-41. Una buona e recente versione italiana delle leggende calanesi è quella di F. Camlini, Quaracchi 1026; mentre per quella di s. Bonaventura cf. la versione di G. Battelli, S. Casciano val di Pesa 1926. Altre leggende, immortali soprattutto per conoscere lo spirito di s. F., sono lo Speculum perfectionis e la Legenda trium sociarum, intorno alle quali è da loro qualche ricerca sul valore storico e si sono aiutate vivacissime questioni, che formano la cosiddetta Questione francescana (v.), et Bibl. sulle fonti. V. Goate, Die Quellen zur Geschichte des hl. Franz von Assisi, Gotha 1904: M. de Batecllona, Estudio critico de los fuentes historicas de s. Francisco y Santo Claro, Barcelona 1921: A. Masserini, Les sources de la vie de si Francsis d' Assise, in St Francis d'Assise, Parigi 1927. pp. 9-67: M. Bibi, Disquisitiones Celanenses, in Archivum Franc. histor. 20 (1917), pp. 433-96; 21 (1926), pp. 3-24, 161-205: L. Cellucci, Le leggende francescane del sec. XIII nel loro aspetto artistico, Roma 1929; Vredagando d'Anversa, De fontibus litterarius ad vitam s. Francisci Assisiensis, pertinentibus, in Collectiones Franciscana, 1 (1931), pp. 433-36.
a. Studi. a) Bibl. generale. La letteratura su s. F. è enorme ed ha avuto uno sviluppo eccezionale soprattutto dall'inizio di questo secolo: si indicano pervci alcuni lavori bibliografici sull'argomento: C. Pinello, Bibliographic franciscaine de 1910 à 1916, in Revue d'histoire franciscaine, 3 (1926), pp. 279-91; I. Pira y Marri, Biodia recentiora circa vitam s. Francisci, in Antoninense, 2 (1927), pp. 3-20; V. Facchinetti, S. F. d'A. (Guido bibliografica), Roma 1928; E. Palandri, Rassegna bibliografica riedranescione dell'ultimo trentennio, in Studi franescani, 3^{°} serie, 12 (1940), pp. 161-231. La produzione bibliografica francescana in corso viene sistematicamente recensita, in apposita sezione, dalla rivista Collection Franciscana, Rome 1931 sgn. b) Studi biografici. Fra i più recenti: P. Sabatier, Vie de si Frangois d'Assise, Parigi 1804; ed. definitive, ivi 1931 (postuma), a cura di S. Guillo (all'Indice); id., Bioder inédites, ivi 1932; G. Scheürer, F. d'A. (trad. it. di A. Mercati), Firenze 1907; Fr. Guthbert, Life of st. Franco, Londra 1921; M. Boudreton, St François d'Assise, Parigi 1922; A. Fortini, Nova vita di s. F. d'A., Milano 1929; V. Facchinetti, S. F. d'A., Milano 1926; F. Calamini, S. F. d'A., note di antropologia, Assisi 1927; L. de Sarasola, S. Francisco de Avís, Madrid 1929; H. Thede, Franz a Assisi, Vienna 1934; G. Joergensen, S. F. d'A., Roma 1946; S. Attal, S. F. d'A., Padova 1947; M. Sticeo, S. F. d'A., Milano 1949; G. K. Chesterton, S. F., trad. it., Milano 1930. c) Per lo spirito di s. F. al. G. Salvadori, Ricordi di s. F. d'A., Firenze 1926: J. Felder, L'Idenio di s. F. d'A., trad. it., 3^{°} ed., ivi 1944; A. Gemelli, Il francescanesimo, 6^{2} ed., Milano
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(per cortesia del p. G. Stano, O.F.M. (2012.)
Francesco d'Assisi, santo - Tomba del Santo, sistemata nel 1926 dall'architetto U. Turchi - Assisi, basilica di S. F.
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Francesco d'Assisi, santo - S. F. in ginocchio che abbraccia l'albero della Croce. Silporzita del Liber conformitatum, MedioLori per Gotardum Ponticum 1916.
1947: E. d'Assoli, L' Anima di s. F., Assoli Piceno 1949: J. Felder, S. F. Cavaliere di Cristo, Milano 1930.

Riccardo Pratesi-Alberto Ghisato
XI. Iconografia. - La descrizione della persona del Santo, tramandata da Tommaso da Celano, è troppo generica perché se ne possa riconoscere la suggestione precisa nel costituirsi della iconografia francescana.

Il più antico ritratto di s. F. rimane ancora quello ad affresco nel Sacro Speco di Subiaco, eseguito ca. il 1228, da un pittore della scuola romana, prima che il Santo, indicato semplicemente come "frazer Franciscus", venisse canonizzato. I caratteri bizantini sono attenuati da una tendenza ritrattistica e da un senso di umanità che andranno perduti nei dipinti successivi del sec. xiri. Il Santo sostiene un cartiglio inserito: "Pax huic domui", augurio per la visita da lui compiuta ai monasteri di Subiaco. Nelle tavola di Bonaventura Berlinghieri (1235) nella chiesa di S. F. a Pescia, la figura del Santo assume aspetto di iramobile, ieristica fronteIità bizantina: stringe un libro sacro, ha le stimmate e solleva la destra in atto di salutazione. Ingerino senso narrativo ai roni nelle storiette di lati della figura, che rappresentano: S. F. che riceve le stimmate, La predica agli uccelli, Il miracolo d'una bambina guarita presso la tomba del Santo, La guarigione degli attratti, de Lo storpio ari bagno e de Gli attessi. Per il s. F. che riceve le stimmate, ve ricordata una tavola della scuola dei Berlinghieri, sull'Accademia di Firenze, ove, per la prima volta, la figura del Cristo, con le ali da cui sosturiscono i raggi, appare crocifissa. L'iconografia della tavola di Pescia

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Francesco I d'Austria (II come imperatore del Sacro Romano Impero) - Rirratto. Disegno di Lesinic inciso da Muller - Roma, Musco del Risorgimento.
si ripete in un'altra di scuola pisana, eseguita ca. il 1260 (Pisa, chiesa di S. F.), ma le storie si latí sono in parte differenti, e la scena della guarigione d'una malata d'occhi, e di una piagata al petto, derivano sicuramente dal Trattato dei miracoli di Toramaso da Celano. La serie delle storie intorno alla figura del Santo si arricchisce nella tavola della chiesa di S. Croce a Firenze (scuola fiorentina, ca. 1270), ove sembra che le scene francescane siano per la prima volta ispirate al racconto di s. Bonaventura. Figure isolate su tavole di s. F. sono quelle, molto bizantinaggianti, di Margaritore d'Arezzo (ricordato nel 1262) ad Arezzo (Pinecoteca) e Roma (Pinecoteca Vaticana). Ma nel convento di S. Francesco a Ripa il Santo (tavola attribuita a Margaritone) stringe con la sinistra una Croce, a con la destra un libro aperto ove leggesi : "qui vult venire post me obneget semet ipsum tollatque suam...". Interessante è poi la tavola di un seguace umbro di Giunta (Assisi, S. Maria degli Angeli : pittore che va sotto il nome di " maestro di s. Francesco "). Il ritratto è eseguito su una tavola che serví di giaciglio al Santo, come ricorda l'iscrizione sul libro aperto: "Hic mihi viventi lectus fuit et morienti", mentre la sinistra stringe la Croce.

La figura di s. F. si umanizza nell'affresco di Cimabue (Assisi, Basilica inferiore); e più ancora negli affreschi di Giotto (Basilica superiore; e Firenze, S. Croce) chiaramente derivati dal racconto di s. Bonaventura, con la presentazione del Santo come taumaturgo, immagine sempre vigile, commossa, sofferente. Dopo Giotto l'iconografia francescana, ormai pienamente costituita, non subisce variazioni notevoli.

L'immagine del Santo appare isolata o in composizioni complesse nell'arte italiana ed europea, sempre riconoscibile per caratteri iconografici ormai stabiliti : dal s. F. di Donatello (Padova, S. Antonio), a quello che appare nella Madonna di Foligno di Raffaello, a quelli dipinti dal Barocci, le differenze sono più che altro nell'azione, non nella persona fisica del Santo. Tra le Storie di s. F. dopo Giotto si ricorda il ciclo ad affresco di B. Gozzoli a Montefalco (1452). Nell'arte barocca la figura di s. F. assume, infine, aspetti di un patetismo più accentuato, come nel s. F. della Pinacoteca di Cremona,
copia dai Carovaggio, nel S. F. che abbraccia Gesù del Murillo (Siviglia, Museo), nel S. Francesco sorretto da un angelo, di Orasio Gentileschi, ecc. - Vedi tavv. CII-CIII.

Bibl.: A. Westlake, On the authentic portraiture of F. Londres 1897; A. Goffrin, St François d'Assise dans la légende et dans l'art primitif italien, Bruxelles 1909; B. Klemmthwaht, S. Francesco v. Assisi in Kunstlegende, Monaco-Gladbach 1911; V. Peschinotti, Iconografia francescana, Milano 1922; R. Torchiani, S. F. nell'arte dei sere, XIII e XIV, in Illustrazione italiana, Natale 1922-26, p. 22; M. Vandal, St François d'Assise et ses interpoètes dans l'art, Parigi 1927; M. Villain, St François et les peintres d'Assise, Parigi 1941.

Luigi Grassi
FRANCESCO I d'Austria (II come imperatore del Sacro Romano Impero). - N. il 12 febbr. 1768 a Firenze, m. 82 marzo 1833 a Vienna. Figlio primogenito di Pietro Leopoldo granduca di Toscana (salito sul trono imperiale nel 1790 quale Leopoldo II) e di Maria Luigia di Spagna, era destinato fin dal 1769 (quando Giuseppe II alla morte della sua seconda moglie espresse la volontà di non più sposarsi) al governo degli Stati austriaci. Nel 1774 l'educazione del giovane F. fu affidata al conte Colloredo. Lento di comprendonio, di carattere chiuso a diffidente, opatico ed indifferente, privo di fantasia e d'immaginazione, non mutò tali sue caratteristiche nemmeno al contatto diretto con l'imperatore Giuseppe II, il quale nel 1784 , in qualità di erede al trono, l'aveva fatto venire alla Hofburg di Vienna e vivamente si interessava della educazione e degli atteggiamenti del nipote. Morto lo zio nel 1790 , F., dopo la brevi parentesi imperiale del padre che durò non più di due anni, ottenne il governo degli Stati austriaci.

I tempi erano oltremodo difficili. Gli avvenimenti francesi avevano determinato negli ambienti viremesi molta incertezza nella linea politica da seguire verso Parigi. Infine fu deciso l'intervento, ma, dopo qualche successo iniziale, le truppe imperiali dovettero sgombrare i Paesi Bassi austriaci. La prima coalizione si concluse nel 1797 con il Trattato di Campoformio che cessò a F. la perdita dei suddetti Paesi Bassi e della Lombardia, ma gli procurò l'acquisto della Repubblica di Venezia. Le disposizioni della pace di Lunéville ( 1801 ), che pose termine alla seconda coalizione, annullarono pressoché dal tutto la posizione cgornonica dell'Austria in Germania e la pace di Bratislava ( 1805 ), dopo la disfatta di Austerlitz, costò a F. non solo la rinuncia di territori ottenuti a Campoformio ma pure di alcune terre austriache. Doposto il 6 ag. 1806 la corona del Sacro Romano Impero, F. tentò ancora una volta la sorte delle armi nel 1809, con esito non più fortunato delle precedenti. Per sa