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è uno dei cardinali dell'Ordine dei vescovi, che nei primi tempi risiedette a Labicum, donde, nel 1111, il vescovo Bovo passò a Tuscolo. Con la distruzione di questa citrà la sede episcopale venne trasportata a F., diventandone primo card. vescovo Nicola de Romanis (1205). Tra i presidi vanno ricordati: Egidio, inviato da Giovanni XII in Polonia nel 964; Giacomo de Vitry (1228), dotto avversario degli albigesi; Pietro Giuliani (1273), archiatro di Gregorio IX e poi papa Giovanni XXI; Berengario di Predal (1309), collaboratore di Bonifacio VIII, nel Liber sectus decretalium; Baldassare Cossa (1419), già Giovanni XXIII, dopo la sottomissione a Martino V; il Bessarione (1449); Alessandro Fornese (1519), poi Paolo III; Giov. Pietro Carafa (1550) poi Paolo IV; Lorenzo Corsini (1725),
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(101. Andercani
Frascati, macesi di - Facciata del Duomo, di Girolamo Fontana (1697-1700).
poi Clemente XII; Enrico Benedetto duca di York (17611807), che regalò alla biblioteca del Seminario una rara collezione di libri; Bartolomeo Pacea (1818); Francesco Saverio Castiglione (1821), poi Pio VIII.

Movumenti. - In Tuscolo sussistono, oltre le mura poligonali, le rovine di un teatro, dell'anfiteatro, di una cisterna e di un portico. Il Duomo fu disegnato da C. Rainaldi e da P. De Rossi (sec. XVII), con facciata (16971700) di G. Fontana ed affreschi di A. Pozzo, come nella vòtra dei Gesù, costruita da Pietro da Cortona. Da segnalare anche la chiesa di S. Maria, già esistente nel sec. IX; l'epistopio, iniziato sotto Pio II; la chiesa dei Cappuccini (sec. xv). La grande attrattiva di F. è costituita dalle celebri ville, di cui la più nota è la villa Aldobrandini. - Vedi tav. CXIII.

Bbz.: G. Stelamacii, Serics chronologica Tusculansvum Awtistitum, in appendice a Synodi Tusculanae, Roma 1764; Cappellotti, pp. 623-51; G. B. De Rossi, Il Tuscolo, le ville tusculane e la loro memorie cristiane, in Bull. d'arch. crit., 24 serie, 3 (1672), pp. 86 sgg. e 1825 , p. 85 sgg.; B. Gams, Series episcop., pp. 21220; Suppl. I; D. Seghatti, Memorie storiche di Tuscolo antico e moderno, Roma 1891; P. Kehr, Italia Pontif., II, Berlino 1907, pp. 36-47; G. Grossi-Gondi, Il Tusculano nell'età classica, Roma 1908; G. Tumpasetti e G. Biasioni, Tusculano, ivi 1911; G. e Fr. Tounsatori, Campagna romana, IV, ivi 1926, pp. 346-450; S. Kamba, Il Tuscolo e F., 2^{°} ed., Bergamo 1930; Cortinesu, I, col. 1212; G. Battelli, Rationes derimorum Italiae, Latium (Studi e testi, 126), Città del Vaticano 1946, p. 19. Alberto Galieri

FRASGOLLA, Beraretino Mabia. - Vescovo di Foggia, n. ad Andria il 3 luglio 1811, m. a Roma il 30 dic. 1869. Dotto teologo, insegnò nel Seminario a fu canonico di Andria. Allorché Pio IX, il 25 giugno 1855, eresse la nuova diocesi di Foggia, il F. ne fu il primo vescovo ( 16 giugno 1856). Accusato, dopo la proclamazione del Regno d'Italia, di attestare alla unità nazionale, fu arrestato e per tre anni relegato nel castello di Como. Ne usci per amnistia nel 1866, e si ritirò in Andria, poi a Roma.

Bbz.: Alessandro de Crouchin, Sidaire biografice di meas. B. M. F., vescovo di Foggia, Roma 1870. Niccolò Del Re FRASHOKERETI: v. Paesismo.

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FRASSATI, Pier Giorgio. - Servo di Dio, n. a Torino il 6 apr. 1901, m. ivi il 4 luglio 1923. Alla sua formazione contribui, oltre l'educazione familiare, l'appartenenza alle organizazioni catoliche: Congregazione Mariana presso i Gesuiti; Tera'Ordine domenicano; F. U. C. I.; Conferenze di s. Vincenzo, di cui fu celantissimo confratello. Laureando in ingegneria industriale mineraria, la morte le folgorò in tre giorni. Assertore del cristianesimo sociale, milito nel Partito Popolare, fino all'avvento del Fascismo da cui, come il padre, ebbe minacce e persecuzioni. Irradierono la sua fama le Testimonianze della vita (A. Cigazzi, P. C. F., Torino 1928) che raggiunsero con il 1949 centomila copie, oltre le traduzioni in quindici lingue europee e i riassunti in giapponese e cinese.

Realizzò, nell'ispirazione di s. Paolo, s. Caterina a dei Savonarola, l'esperienza di un cristianesimo inteso come visibile e permanente rapporto della coscienza con Dio. Attuandolo nei valori essenziali di fraternità operosa, di coerenza e semplicità di vita e di giusto godimento della natura, testimoniò ai contemporanei la perennità e l'incessione adeguamento della dottrina di Cristo alle esigenze di ogni tempo. Per iniziativa dei card. G. Gemba, arcivescovo di Torino, la Curia aperse e condusse a termine, trasmettendo poi gli atti a Roma, il processo informativo di questo servo di Dio.

Bini.: V. Marmation, P. G. F., Tolosa 1932: J. Biebuvek, P. G. F., Bruxelles a Parigi 1946: R. Claude, Le rayonnement de P. G. F., Tournai-Parigi 1946: L. Frassati, Lettere di P. G. F., Roma 1930.

Antonio Colazzi
[ FRASSINETTI, Giuseppe. - Saccrdote, fondatore dei Figli di Maria Immscolata, n. a Genova nel 1804, quivi m. il 2 genn. 1868; fratello della b. Paola F., fondatrice delle Suore Dorotee. Ordinato sacerdote nel 1827, esercitò il ministero pastorale a S. Pietro di Quinto al Mare a poi nella parrocchia di S. Sabina a Genova, ove, eletto priore-parroco nel 1839 , rimase fino alla morte. All'attività pastorale intensa, tanto da essere detto il a curato d'Ars - italiano, aggiunse quella di scrittore di ascetica pastorale e di teologo moralista. Presso la S. Congregazione dei Riti è stata introdotta la sua causa di beatificazione.

Le sue opere, più di cento, sono state raccolte in edizione completa a cura del sac. G. Capurro. Il suo Compendio della teologia morale di s. Alfonso M. de Ligorio, uscito a Genova nel 1865 -66, edito la 4ª volta ancora vivente l'eutore, ha raggiunto l' 11ª edizione (Torino 1948) con l'adattamento al CIC, fatto ad opera dei pp. F. M. Cappello ed A. Gennaro.

Bini.: Oltre alle bloggefio premesse alle varie edizioni postume del Compendio, cfr. L. Traverso, G. F., Genova 19:8; C. Olivari, Della vita e delle opere del servo di Dio, sac. G. F., Roma 1948.

Pietro Palazzini
FRASSINETTI, Paola, beata. - Fondatrice dell'Istituto di S. Dorotea, n. a Genova il 3 marzo 1809, m. a Roma l'1 giugno 1882. Dopo una fervorosa giovinezza collaborava a Quinto (Genova) con il fratello Giuseppe parroco, quando, pur sentendo la vocazione religiosa ma non potendo per vari motivi entrare in convento, decise di creare, con le giovani generose che le si erano unite, un istituto dedicato all'educazione della gioventù (v. suore di s. dorotea della beata p.). Supposti i difficili inizi, fece la definitiva professione a Genova nel 1846, ma già dal 184: s'era fissata a Roma (S. Onofrio), da dove resse fino alla morte la Congregazione, cui infuse uno spirito eletto, aprendo conservatori e collegi per fanciulle di ogni condizione in Italia, in Portogallo, che visitò, e in Brasile, e affrontando le persecuzioni causate dai tempi ostili alle Congregazioni religiose con animo
virile e invitio abbandono alla Provvidenza e alla volonta di Dio.

Furono estratti dai suoi scritti: Uno per giorno. Profili spirituali (Napoli 1907): Foglioline sporse ossia norme di buon governo (ivi 1907); Dalle lettere della b.P.F. (Roma 1948), che la dimostrano nata al governo e alla missione educativa benché non frequentasse scuole: giudiziosa e sicura, affettuosa e forte.

Il processo fu inisiato nel 1891; la beatificazione ebbe luogo l'8 giugno 1930. La salma riposa incorrotta nella casa madre di S. Onofrio.

Bini.: Vita: la migliore testa quella di A. Capccelatro (Roma 1906), che usufruì delle fondanemolo Messore intorno alla vati, serva di Dt. F. F. e all'Istituto da lei fondato, poi cjempate (ivi 1908): G. Gremigni (ivi 1930, edd. maggiore e minore); J. Unfreville (Sittun Island. N. Y. 1970); P. Plai, ant (Gond 1948).

Mario Colpo
FRATE FRANCESCO. - Rivista di cultura francescana, fondata ad Assisi nel 1924 come organo ufficiale del Comitato religioso per le onoranze a s. Francesco d'Assisi per il VII centenario della sua morte. Primo direttore letterario fu il prof. Giovanni Joergensen, coadiuvato dal redattore p. Vittorino Facchinetti O.F.M. e dal canonico d. Sigismondo Spagnoli nella direzione artistica.

Da questa rivista, in cui si avvicendano indagini erudite e pagine di letteratura varia, partirono gli appelli agli artisti d'Italia, per conosvi di pitture e sculture, per il francobollo commemorativo del centenario, e per gare letterarie. Nel 1927 la direzione venne assunta da Arnaldo Fortini, sindaco di Assisi, nel 1928 la rivista fu trasferita a Milano, presso il Circolo di cultura francescana, istituito dal p. Facchinetti, che ne tenne la direzione fino al 1936. L'anno successivo il periodico passava a Roma alla Cattedra francescana (Via Merulana 124), sotto la direzione del p. L. di Stolfi O.F.M.

Lilberato Di Stolfi
FRATELLI. - Nome comune a numerose sette protestanti. Oltre i f. boemi (v.), i f. moravi (v.), i f. di Cristo o cristadelfi (v.) ed i f. di Plymouth o darbiti (v.), le altre sétte che portano questo nome possono dividersi in due gruppi : 1^{°} gruppo: quelle che derivano dai f. battisti tedeschi (German Baptist Brethren o Dunkers), cioè : a) la Chiesa dei f. (Church of the Brethren, Conservative Dunkers); b) i f. battisti vecchi tedeschi (Old German Baptist Brethren); c) la Chiesa dei f. (The Brethren Church, Progressive Dunkers); d) la Chiesa di Dio (Church of God, New Dunkers); e) i battisti del settimo giorno (Seventh Day Baptista); 2^{°} gruppo: quelle che derivano dai f. uniti in Cristo (United Brethren in Christ) o f. del fiume (River Brethren), cioè : a) i f. in Cristo (Brethren in Christ); f) i f. portoni o dell'ordine antico (Old Order or Yorker Brethren); c) i figli uniti di Sion (United Zion's Children).

I. The Dunkers. - Durante il movimento pietista (v. pretiosco) uno degli studenti della scuola di Halle, E. C. Hochmann, si ritirò a Schwarzenau, e con Alessandro Mack si dedicò alla predicazione. Nel 1708 otto compagni di Mack si recarono con lui alle sponde del fiume Eder (Westfalia); e uno di essi, tratto a sorte, condusse il Mack al fiume e lo immerse tre volte, battezzandolo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Senso. Dopo di che il Mack battezzò tutti gli altri, e tutti insieme organizzarono una nuova setta, la quale, dal fatto che i suoi fondatori erano forse i primi protestanti tedeschi battezzati con la trina immersione, fu chiamata dei Taufers, Tunkers, Dunkers, Dunkards, Dompelaars (a tuffatori o), o anche f. battisti tedeschi a Chiesa dei f. Questa setta prescinde dalla successione metodica, non ha nessun "credo" scritto, è severa nella condotta dei suoi affiliati, crede necessarie le tre immersioni nel Betteximo, pratica il mandato di lavare i piedi prima della Comunione, conserva l'Estrema Unzione ed è contraria al giuramento, alla guerra ed all'uso dei liquori. I Dun-

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kers fin dal loro primo apparire furono perseguitati dalle Chiese ufficiali tedesche. Un gruppo di essi emigrò nelle colonie inglesi d'America, e si stabili a Germantown nelle colonie di Penneylvania (1719). Dieci anni dopo fu seguito da un altro gruppo giudato dal Mach, e la sotta sparí dall'Europa. Se si eccettua un piccolo gruppo, che nel 1728 si separò e formò la sotta dei battisti del 7^{°} giorno, cosiddetti perché credevano che il sabato e non la domenica fosse il giorno di riposo, i Dunkers si mantennero uniti durante più di un secolo. Le scissioni avvennero soprattutto per regioni di disciplina. Nel 1848 nello Stato di Indiana si separarono i New Dunkers o Chiesa di Dio, nel 188: gli Old Order German Baptist Brethren, e nel 1822 The Brethren Church Progressive Dunkers. Nel 1906 tutte queste sète non avevano che 138.248 membri, e la più numerosa era quella dei primitivi Dunkers, che aveva preso il nome di Conservative Dunkers.
II. F. uniti. - I f. uniti in Cristo nacquero dai mennoniti svizzeri. Nel 175: trenta famiglie mennonite di Basilea, stanche delle persecuzioni che soffrivano, si trasferivano prima in Inghilterra e l'anno seguente nell'America del nord, dove, guidati dai fratelli Engle, si stabilirono presso il fiume Susquehanna in Pennsylvania. Nello stesso anno ( 1755 ) vi arrivò anche Filippo G. Otterbein, missionario delle German Reformed Church. Egli, dopo aver studiato il nuovo campo di azione, abbandonò la sua setta, ed in unione con i fratelli Engle e con i due predicatori Boehm e Becham, diresse il - grande risveglio e del 1770, nella colonia di Pennsylvania. I loro seguaci, perché stabili sulle sponde del fiume Susquehanna, si chiamarono River Brethren e f. del fiume, benché il nome ufficiale fosse United Brethren in Christ, f. uniti in Cristo. Hanno come dottrina speciale quella di considerare Gesù Cristo come Principe della Pace e il suo regno come Regno delle Pace, onde si deve evitare tutto ciò che possa turbare la pace, come la guerra ecc. Per certe discrepanze si questa dottrina e sulla maniera di amministrare il Battesimo, nel 1843 alcuni si separarono e formarono la sctta del f. di York o dell'ordine antico; e nel 1853 se ne separarono altri capeggiati da Martia Brincer, che si chiamarono figli uniti di Sion. Quelli rimasti fedeli si principi e alle dottrine dell'Otterbein conservarono il nome di Brethren in Christ. Le tre sète, nelle statistiche ufficiali degli Stati Uniti, sono aggruppate sotto il nome di River Brethren e tutte insieme nel 1926 arrivavano a mala pena a 6000 fedeli.

Bibl.: P. Boyle. Baptist German Brethren. Filadelfia 1899; anon., River Brethren by a familiar Friend, ivi 1899; S. Mathews-G. Birney Smith, s. v. in A dictionary of religion and ethics, Londra 1721; United States Department of Commerce, Religious Bodies, 2 voll., Washington 1900. Camillo Crivelli

FRATELLI di Plymouth: v. DARBITI.
FRATELLI AMBROSIANI. - Congregazione monastica che, con bolla di Gregorio XI (1375), raccolse in comunità canonica sotto la regola di s. Agostino, ma con rito ambrosiano, un gruppo di eremiti che da tempo vivevano nel romitaggio di S. Ambrogio ad Neums alle porte di Milano. La fondazione di questo romitaggio viene fatta risalire allo stesso s. Ambrogio, mentre in realtà gli eremiti furono riuniti da tre nobili milanesi, Alessandro Crivelli, Antonio Petrasancta, Alberto Besuzzi (sec. xir o xiri). I diversi monasteri sorti in seguito vennero posti sotto la giurisdizione del monastero di S. Ambrogio ad Neums con la bolla di Eugenio IV nel 1441. A questa congregazione fu riunita da Sisto IV la Congregazione dei Fratelli di S. Barbara. Si estinsero nel sec. xvir.

BibL.: M. Heimbucher, Die Orden und Kongregat., I, 3* ed., Paderborn 1934, p. 295. Francesco Bertoglio

FRATELLI APOSTOLICI: v. Apostolici.
FRATELLI BIANGHI. - Setta apparsa in Prussia all'inizio del sec. xiv. I suoi aderenti presero questo nome, perché portavano mantelli bianchi, dove era segnata una croce verde di s. Andrea. Pretendevano di avere rivelazioni particolari per la riconquista della

Terra Santa dalle mani degli infedeli. La setta ebbe un'esistenza breve e ristretta alla sola Germania.

Bibl.: C. Hartlmech, Dissertatio 14 de origine religionis christianae in Prussia; cit. in: Le grand dictionnaire historique, IV. Amsterdam 1740, col. 196.

Lucebesto Selding
FRATELLI BOEMI: v. boemi fratelli.
FRATELLI CELLITI (Alessiani). - Società di frati laici fondata nel sec. xiv in Renania per l'assistenza ai malati. Di queste società caritative se ne trovano parecchie nello stesso secolo, specialmente durante la terribile peste europea del 1548 , quando Clemente VI concesse grazie spirituali a coloro che prestassero la loro opera a favore delle vittime di tanta sciagura. I C. sopravvissero a questa epidemia, anzi ebbero un forte sviluppo.

Si chiamarono anche alessiani dal loro protettore s. Alessio. Più comune però fino al presente è rimasto il loro appellativo di C., derivato da Zelle, cioè camera, o sepoltura, come credono alcuni, perché tra le opere bucine a cui si consacravano era quella del seppellimento dei morti. Nei Paesi Bassi si chiamarono Lollardi. Troviamo per la prima volta il nome di C. in una bolla di Eugenio IV del 1431. Con un'altra del 1439 Pio II prescrisce loro di vivere con voti religiosi, poiché fino ad allora si erano contentati della vita comune senza regola determinata, benché sembri che in qualche cosa si osservasse quella del Turc'ordine francescano. Finalmente Sisto IV, nel 1472, impose a tutti la regola agostiniana, concedendo nello stesso tempo una serie di privilegi, confermati poi da Giulio II e Urbano VIII. In conseguenza di ciò i C. si propagarono assai in Germania, in Belgio e in Olanda, ma durante la Rivoluzione Francese e nei seguenti moti sociali e politici furono quasi estinti. Esistono ancora alcuni concenti in Germania con la casa madre di Aquisgrana, in Belgio, in Inghilterra e negli Stati Uniti. L'abito è una tonaca nera con lo scapolare dello stesso colore e cappuccio rotondo. Più numerose sono le celletine o Alessiane, chiamate pure dal vestito - Suore nere - in tutto simili ai C.

Si contano oggi ca. 400 religiosi.
Bist.: P. H. Helton, Histoire des Ordres monastiques religieux et militaires et des congregations séculieres. III. Parigi 1721, p. 406: M. Heimbucher, Die Orden und Kongregationen der katholischen Kirche, 1, Paderborn 1933, p. 391. Giuseppe Pica y Marri

FRATELLI DELLA CARITÀ. - Congregazione religiosa fondata a Gand nel 1807 dal can. P. J. Triest. L'esercizio della carità cui i F. sono votati si esplica nella cura dei malati, dei vecchi, degli alienati e nella educazione della gioventù. Approvata da Leone XIII nel 1809, la Congregazione è diffusa in Belgio, Olanda, Inghilterra e Canada, con oltre 1600 religiosi in 80 casa.

Bist.: anon., Vie et esprit du chas. Triest, Gand 1928.
Siberio Mattei
FRATELLI DELLA ISTRUZIONE CRISTIANA DI SAN GABRIELE. - Istituto religioso fondato nel 1816 ad Aursy da Gabriele Deshayes (v.) per le scuole rurali, nello spirito di s. G. B. de La Salle. Eletto il Deshayes superiore generale della Compagnia di Maria, trasfoyl a St Lou-rent-sur-Sèvres gran numero dei F., ponendoli, in un primo tempo, nella stessa casa madre della Compagnia, detta dello Spirito Santo, onde i F. furono detti dell'Istruzione cristiana dello Spirito Santo. Nel 1835 ebbero casa propria, detta di S. Gabriele. In seguito tutto l'Istituto prese questa denominazione.

Il Deshayes dettò loro anche le Regole. L'Istituto oltrepassò ben presto i confini della Francia e si diffuse in Europa e nei paesi d'oltremare (Canadà, 1888; dal 1900: Siam, Madagascar, India, Gabun, ecc.). Fu approvato definitivamente dalla S. Sede nel 1923 e conta oggi 5 province con 155 case ed altre 1300 membri. Sono provetti educatori di sordomuti.

Dal 1888, anno della beatificazione di Luigi

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Maria Grignion di Montfort fondatore della Compagnia di Maria, anche i F. di S. Gabriele asseriscono essere da lui fondati. La questione è stata risolta in senso negativo con decreto della S. Congregazione dei Riti in deta 25 apr. 1947 (AAS, 39 [1947], pp. 240-41). Le biografie del Deshayes risentono del punto di vista dell'autore.

Bim.: F. Laveau, G. Deshayes, apdive de la Btstngne, 2a ed., Vannes 1866; A. Blain, Institut des Frères de l'Instruction chrétienne de 21 Gabriel, originat-organisation-nouvers, Poitiers 1897; H.-M. Joust, Quel est le fondateur des Frères de l'Instruction chrétienne de St Gabriel, Roma 1908; A.-P. Laveille, Le b. L. M. Grignian de Montfort et ses familles religieuses, Tours 1916; A. Creanier, L'homme de la Divine Providence, G. Deshayes, Parigi 1917; A.-P. Laveille-L. Collin, G. Deshayes et ses familles religisines, d'après des documents inédits, Bruxelles 1924; anon., Institut des Frères de 22 Gabriel, autrefois dit du St Esprit, Parigi 1926; F. Chanon, G. Deshayes, fondateur des Frères de l'ostruction chrétienne de St Gabriel, Poterthèrsu 1929; Nova inquisitio super dubia: an b. Ludovicus M. Grignian de Montfort bistorico haberi pontis est fundatus... Fratrum Instructionis chvisticano a S. Gabriele (S. Ritsum Congr., Sectio historico, 66), Città del Vaticano 1947.

## FRATELLI DELLA LIBERA INTELLIGEN-

ZA: v. GUGLIELMO di hINDERNISSEN.
FRATELLI DELLA MISERICORDIA (Montabaur, Limburgo). - Le prime origini di questa Congregazione di fratelli laici risalgono al 1852 , nel quale anno alcuni giovani, sotto la direzione di Pietro Loetzchert, cominciarono a vivere vita comune, dedicandosi all'assistenza degli infermi a Hilischeid, nel circondario di Montabaur.

Il 29 giugno 1856 il vescovo di Limburg diede agli associati un abito religioso e il 28 nov. 1858 ne ricevette i primi voti religiosi. L'Istituto si propagò presto in Germania a Olanda, ottenendo dalla S. Sede il decreto di lede il 21 sert. del 1888. Il 20 dec. 1809 ebbe l'approvazione definitiva insieme a quella temporanea delle costituzioni, approvate poi definitivamente il 10 apr. 1921. Lo scopo è di assistere i malati sia negli ospedali che a domicilio.

Nel 1949 vi erano 31 case, con 290 professi.
Bim.: Arch. S. Congr. del Reifg., L. 43. Giulio Mandelli
FRATELLI DELLA MISERICORDIA DI MARIA AUSILIATRICE (Trevii). - Il servo di Dio Pietro Friedhofen fondò nel 1851 a Weiraberg, presso Coblenza, un pio istituto di religiosi laici per l'assistenza ai malati, anche contagiosi. L'opera attrasse presto molte vocazioni a l'Istituto si diffuse in Germania e in tutta Europa.

Il 27 maggio 1905 la S. Sede concedeva il decreto di lede; mentre le costituzioni, approvate temporaneamente nel r910, furono adattate al Codice ed approvate definitivamente il 29 apr. 1916. Nel 1935 l'Istituto inoltro domanda alla S. Sede per essere denominato Congregazione dei F. della M. di M. A.

Attualmente ha 35 case con più di 500 religiosi professi. Bim.: Arch. S. Congr. del Relig., T. 33. Giulio Mandelli FRATELLI DELLA PENITENZA DEL TERZ'ORDINE DI SAN FRANCESCO. - Nel 1866 il sac. Francesco Maria Clausade volle restaurare il] Terz'ordine regolare in Francia e promuovere l'apostolato nelle parrocchie, dando vita a questa congregazione di missionari che si dedicano alle missioni tra i fedeli. Fondò una casa a Notre-Dame de la Drèche, presso Albi (Francia). Approvata dalla S. Sede nel 1873, la Congregazione possiede attualmente 6 case con 52 fratelli.

Bim.: F. Navvert, Les religieuses francissaines, Parigi 1807, pp. 456-50.

Cesario van Hulst
FRATELLI DELLA PRESENTAZIONE. Nel 1802, a Waterford, Edmund Ignatius Ries fondò l'Istituto dei Fratelli delle Scuole cristiane d'Irlanda (v.) per la istruzione e formazione religiosa della gioventù, che assunse fisionomia e carattere giuridico quando Pio VII lo approvò nel 1820.

La diffusione in Irlanda fu rapida, ma quando si trattò di riunire le case sotto un superiore generale, quelle esistenti nella diocesi di Cork, dietro insistenza del vescovo mons. Murphy, preferirono restare indipendenti, venendo cosi a formare un nuovo istituto autonomo con il nome di F. della P., approvato poi da Leone XIII nel 1889. Le costituzioni ricevettero l'approvazione pontificia nel 1899 . Conta oggi 1915 religiosi con 45 case : in Irlanda, Inghilterra, Canada e India.

Bim.: P. J. Hennessy, E. I. Rice, in Cuth. Enc., XII, 1, pp. 4041; Irish catholic directory and almanac, Dublino 1949, pp. 430-32. Silverio Matui

FRATELLI DELLA SACRA FAMIGLIA DI BELLEY. - Furono istituiti nel 1835 a Belmont da Gabriele Taborin per la istruzione e la educazione della gioventù e per preparare elementi adatti al servizio nelle parrocchie. Per questo in determinati giorni vengono impartite speciali lezioni di canto e di sacra liturgia.

L'Istituto si componeva al principio di laici, ma poi furono ammessi anche dei sacerdoti per le necessita spirituali delle case. Fu approvato da Gregorio XVI con breve del 29 ag. 1841. Trasportata la casa madre a Belley, seguirono ben presto altre fondazioni in diverse città della Francia. Per le leggi eversive delle Congregazioni religiose furono costretti ad esulare, e stabilirono a Chieri, presso Torino, la casa madre con noviziato ed un fiorente studentato. Al presente in 27 case vivono 600 religiosi.

Bim.: L. Carlier, Le t. r. f. Gabriel Taborin, Grenoble 1927. Silverio Matui
FRATELLI DELLA VITA COMUNE. - Confraternita sorta verso il 1381 a Deventer (Olanda) per opera di Fiorenzo Radewijns di Leerdam, maestro in arti dell'Università di Praga e discepolo di Gerardo Groote. Questi aveva radunato intorno a sé dei giovani chierici della Scuola capitolare di Deventer come copisti, ed il Radewijns li strinse in vita comune, ma senza voti; vivevano dei proventi di quel mestiere ed attendevano a servire Dio in castità, obbedienza e laboriosità, con pratiche speciali di pietà. Morendo (1384), il Groote raccomandò loro di adottare una regola, consigliando quella dei Canonici Regolari di S. Agostino. Tale suggerimento fu seguito da una parte dei confratelli; Tomaso da Kempis si recò al convento di Eymatyn a studiare tale regola e tra Deventer e Zwolle fu costruito il monastero di Windesheim, nel quale si congregarono i nuovi Canonici Regolari agostiniani che da esso presero il nome.

La novella organizzazione di Windesheim, approvata da Bonifacio IX nel 1395, rapidamente si estese a vigoreggio, specialmente sotto il governo del priore Giovanni Vos dal 1391 al 1424, contando in poco tempo 32 monasteri maschili, con altri 14 di Canonichesse Regolari femminili da loro dipendenti. Quanto alla confraternita dei F. della v. e., continuò a sussistere con i suoi regolamenti distinti, ai quali pure si ispirarono le «Sorelle della v. e.». Entrambe le istituzioni diedero alla Chiesa eccellenti copisti a calligrafi, che ebbero il merito di divulgare molte opere sacre e teologiche; ad esse va attribuito anche il movimento spirituale della devotio moderna, con un notevole influsso ascetico-mistico nelle regioni del cen-tro-Europa. Dopo un secolo di grande prosperità, specialmente a partire dal sec. XVI, i F. cominciarono a decadere dalla primitiva regolarità e fervore, ed alcuni aderirono alla «riforma» protestante. Gradatamente l'istituzione, entro i secc. XVI-xIX, scomparve.

Bim.: H. Boersma, Die Annales und diesen der Brüder des gemeinsamen Lebens, Plixtonwald 1905; A. Hyma, The christian Renaissance. A history of the - Deontio moderna -, Londra 1923; P. Pourcat, La spiritualité chrétienne, II, Parigi 1929, pp. 381-89.

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Iratelll delle scuoile cRistiane - Veduta dell'eloide della chiara della Cces generalista - Roma, Via Aurelia.

## FRATELLI DELLE SCUOLE CRISTIANE.

Col nome di "f." furono da lungo tempo designati i membri di associazioni religiose dedite allinsegnamento. I Paesi Bassi conobbero i a F. della vita comune", fondati da Gerardo Groot nel sec. xiv. In Francia nel sec. xvu i maestri riuniti a Rouen intorno ad Adriano Nyel si qualificarono "f." pur mantenendo piena e completa libertà d'azione, senza alcun vincolo canonico. Il titolo scelto sembrò loro il più corrispondente alla modesta loro funzione ed alle loro caritatevoli iniziative. Quando il g. Nicola Barré, dei Minimi, frequentando costoro in Normandia, concep: l'idea di una società più stabile, stretta da voti riconosciuti poi dalla Chiesa, chiamò "F. del Bambin Gesù» alcuni suoi discepoli.
S. Giovanni Battista de la Salle aprì a Reims, col concorso di Adriano Nyel, le sue prime scuole popolati. Quest'opera era il risultato di un grande movimento di idee, di tutta una corrente di iniziative sorte in paesi diversi per l'istruzione cristiana da impartirsi di preferenza ai figli degli operai e dei poveri, da uomini consacrati alla gloria di Dio e alla salute del prossimo, uniti in una vita comune e con una severa preparazione didattica.

L'Istituto dei F. delle s. c. cominciò ad esistere con fisionomia propria tra il 1670 ed il 1684 . A questa seconda data aveva già le sue particolarità essenziali nella remota casa di Neuve: era già sciamato nella Champagne e nei suoi confini. Ben presto i F. organizzarono un noviziato, un alunnato e un "seminario di maestri" per le parrocchie rurali. Essi applicarono i principi ai quali il de la Salle reneva soprattutto: insegnamento catechistico molto vivo
e completo, metodo "simultaneo ", sostituzione della lingua materna al latino nella prime nozioni dilettura.

Nel 1688 il centro della nuova istituzione fu trasferito a Parigi nella parrocchia di S. Sulpisio, e con cio s'iniziò la nuova espansione, sotto il regno di Luigi XIV, da Calais a Marsiglia.

Lotte, persecuzioni, sofferenze d'ogni genere vennero da ogni parte. Il santo fondatore assicurava intanto l'avvenire della sua famiglia spirituale. Provato nel 1717 la elezione di fratel Barthlémy a primo superiore generale, redasse, insieme coi suoi collaboratori, la regola definitiva. Due anni più tardi, alla sua morte, si contarono cs. 200 F. ed una ventina di case. Dal 1701 Gabriele Drolin è a Roma mandatovi del de la Salle, dove nel 1705 poté aprire una piccola scuola ed avere, nel 1709, il beneplacito ufficiale del Sommo Pontefice.

Il sec. xvu segna lo sviluppo dell'Istituto. Ottiene da Luigi XV, nel sett. 1724, le "lettere parenti" e da papa Benedetto XIII, il 25 genn. 1723, la bella In apostolicae dignitatis solis che lo annovera tra gli istituti approvati dalla S. Sede. I F. ormai sono stretti dai tre voti della vita religiosa, con l'aggiunta di quello di insegnare gratuitamente ai poveri. Il loro numero aumenta malgrado gli attacchi dei giansenisti prima, e dei "filosofi" poi. Dal 1750 sono in Bretagna, nell'Angiá, nell'Orleanese, nella Franca Contea, nel Lorenzoe, nel Delfinato. San chiamati ad Estavayer nella Svizzera, ed hanno una casa a Roma. La loro casa madre si trova ancora in Normandia, nella proprietà di San Ton, che conservava le spoglie di s. Giovanni Battista de la Salle. Particolari circostanze obbligheranno poi i superiori a scegliere un'altra residenza. Dal 1780 alla Rivoluzione, Melun fu la sede di governo di fratel Agatone, erede, amministratore e pedagogo di larghe vedute. Sotto il suo generalato i F. proseguirono la loro opera non solo nelle classi elementari, ma nell'insegnamento del disegno, della contabilità commerciale, dell'idrografia marittima. Una élite intellettuale si prepara negli "scolasticati" superiori per iscruire i giovani dei "penalcoati", istituzioni create sul modello del San Ton lasalliano, per soddisfare i desideri di una classe sociale poco amante della cultura classica, desiderosa, invece, di crearsi un corredo scientifico e di conoscere le lingue moderne.

Gli avvenimenti del 1789 portarono alla rovina una opera si bella. Dopo la chiusura di numerose scuole e la dispersione dei maestri che si rifiutarono di accertare la Costituzione civile del clero, con decreto del 18 ag. 1792 venne la soppressione dell'Istituto in territorio francese. Tra i figli del de la Salle si contarono dei martiri: il b. Salomoce, nelle carceri dei Carmelitani a Parigi, fratel Monitore, sul patibolo di Rennes, altri sugli orribili pontoni di Rochefort. Fratel Agatone, imprigionato sotto il minore, coprì oscuramente a Tours nel 1798. Un gruppo si era rifugiaro intanto sotto la protezione del Papa. Il 7 ag. 1795 con breve Inter graves Pio VI designò fratel Frumensio vicario generale dell'Istituto. Così la vita religiosa continuò. Con la fama del Concordato del 180: i superstiti ripresero senz'altro il lavoro. Con decreto del 3 dic. 1803 Bonaparte ristabilì l'Istituto. Fratel Frumensio rispose nel 1804 all'appello del card. Fesch, arcivescovo di Lione. Grazie alla sua protezione l'Istituto lasalliano si ricostituì, e con decreto del 7 marzo 1808 fu legalmente riconosciuto. I suoi principali membri, riuniti in Capitolo, 78 sett. elessero superiore generale fratel Gerbaud. La caduta di Napoleone, lungi dall'ostacolario ne accelerò il progresso. Dal 1816 l'Istituto è nelle province belghe dei Paesi Bassi : accetta dal re di Francia l'insegnamento nell'Isola Bourbon alla Guyana: si propaga negli Stati della Chiesa, a Bolsena e Spoleto; nel 1830 è a Torino. Il generalato di fratel Filippo segna l'epoca dell'espansione mondiale. All'inizio del suo governo i F. già erano nel Canadà. Dal 1840 al 1870 sono in Asia, Africa, America del nord e del sud. L'Europa continentale a l'anghilterra salutano la presenza di questi educatori. In tanto la 'Teraa Repubblica li caccia dalle scuole libere e dalle numerose organizzazioni post-scolastiche della Francia: patronati, circoli di studio, unioni religiose, sindacati. L'anno 1900 reca loro, nel campo sociale, gli elogi a gli omaggi decretati dal giuri dell'Esposizione

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universale; nel campo spirituale, la canonizzazione di s. Giovanni Battista de la Salle. Segue una ben dura prova: il governo settario il 7 luglio 1904 sopprime l'Istituto in Francia. Altre persecuzioni sopravvengono nel Messico, in Ungheria.

Dalle ultime statistiche ufficiali risulta che l'Istituto ha in Francia esistenza di fatto. L'abito religioso è portato ormai dai F. non solo nei noviziati e nelle case di formazione, ma nelle scuole, nei pensionati, nei grandi istituti tecnici, come quelli di Beauvais e di Lione. In Italia le due province dell'Istituto contano 688 F. a 305 aspiranti. In Belgio e in Olanda 1411 lasalliani educano 36.840 giovani in 117 collegi, dei quali i più celebri sono le scuole d'arte note sotto il nome di s. Luca. La provincia anglo-irlandese numera 699 F. in 57 case con 18.000 studenti. Nell'Europa centrale: Germania, Austria, Cecoslovacchia, Romania e Polonia non vivono che 600 membri dell'Istituto, minacciati oggi non meno di ieri. La Rivoluzione Spagnola ha immolato 159 discapoli del la Salle, ma 1459 vi hanno ripresa la loro magnifica attività: 700 novizi si preparano al lavoro a 26.723 giovani frequentano le loro scuole, per la maggior parte gratuite. In Portogallo la prima casa è stata aperta nel 1932. Vanno ancora segnalate in Europa il Collegio svizzero di Neuchâtel e le tre fiorenti scuole del principato di Monaco.

Il Canada ha due province di lingua francese ed una di lingua inglese; in tutto 1346 F., 500 giovani nelle case di noviziato e 39.000 alunni; 1592 F. e 500 novizi compongono i due distretti degli Stati Uniti, 43.000 giovani frequentano le loro scuole primarie, commerciali, agricole, industriali, secondarie e superiori. Nel Messico una sorprendente prosperità succede alle angoscie e alle tristezze del passato. Le Repubbliche di Cuba, Nicaragua, Panama, S. Domingo hanno importanti case dell'Istituto con 205 religioni e 18.000 studenti in 35 collegi. L'America del Sud, Argentina, Bolivia, Brasile, Chile, Colombia, Equatore, Perù e Venezuela hanno 1436 F. con 43.000 allievi. In Australia i lasalliani d'Irlanda, stabilitisi nel 1905, hanno 18 scuole.

Questa espansione mondiale anima in gran parte un apostolato missionario che si esplica in paesi musulmani a pagani, quali il vicino e medio Oriente, l'Africa, la Cina, le Indie, il Giappone. E un'armata pacifica di 14.500 educatori distribuita, per il bene delle anime, in 67 paesi; la cui influenza morale a sociale si esercita su oltre 400.000 giovani ai quali si debbono aggiungere oltre 500.000 ex allievi facenti parte di opere post-scolastiche. Per i criteri pedagogici, seguiti dai F. delle s. c., v. GIOVANNI BATTISTA LA SALLE, santo.

Bibl.: Annales de l'Institut des Frères des Ecoles Chrétiennes, Parigi 1883; Précis d'histoire de l'Institut des Frères des Ecoles Chrétiennes, par un frère, ivi 1933: G. Rigault, Histoire générale de l'Institut des Frères des Ecoles Chrétiennes, 8 voll., ivi 1927-29.

## FRATELLI DELLE SCUOLE CRISTIANE

D'IRLANDA (CHRISTIAN BROTHERS). - Istituto religioso fondato a Waterford in Irlanda da Edmund Ignatius Rice (1768-1844), ricco commerciante del lungo, il quale, nel 1802, dopo la morte della moglie, pensava di ritirarsi a vita monastica, quando un grup-
po di ragazzi abbandonati, indicatigli da una pia persona, determinò la sua vocazione. Egli allora aprì in un quartiere povero la sua prima scuola, formandovi una comunità religiosa di maestri laici, dediti all'istruzione ed all'educazione dei giovani, sul tipo di cuento aveva fatto in Francia s. Giovanni Battista de La Salle.

Le leggi allora vigenti proibivano in Irlanda il sorgere di congregazioni religiose, ma il nuovo istituto potè prosperare e propagarsi rapidamente. Pio VII lo approvò il 5 sett. 1820 . Oggi i F. delle S. d'I. sono divisi in 3 province religiose : l'irlandese con 95 scuole, l'eu. straliana con 82 , l'inglese con 14 , l'americana con 18 , l'indiana con 12 , oltre le case dell'Africa del sud e di Buenos Aires che non formano province a parte. Varie migliaia sono gli alunni che frequentano le lomoscou. le dalle elementariale superiori, dove l'istruzione viene impartita con metodi didattici adeguati alle esigenze dei tempi e dei lunghi, I religioni sono oggi 2226.

Bibl.: P. J. Hennessy, E. 7. Rice, in Cuth. Eur., XIII, pp. 40-41; Irish calaolic directors and alunni, Dublin, 1949, pp. 418-32.

Silverio Mattei

## FRATELLI DEL LIBERO SPIRITO: v.

LIBERO SPIRITO.

FRATELLI DELL'ISTRUZIONE CRISTIANA DI PLOERMEL. - Istituto fondato nel 1817 a Saint-Brieuc (Francia), per l'educazione dei fanciulli del popolo, dal sac. ven. Jean Marie Robert de La Mennais, il quale nel 1824 trasferì a Ploërmel la casa madre dell'Istituto, che si diffuse ben presto nei dipartimenti di Bretagna. Dal 1873, i F. di P. iniziarono la loro opera in diverse colonie francesi: Martinica (1837), Guadeloupe (1838), Senegal (1841), StPierre et Miquelon(1842), Guiana (1843), Tahiti(1859).

Nelle Antille, i F., insegnanti governativi e cetechisti e un tempo, riunivano, dopo la scuola, i magri d'ogni età, o percorrevano a cavallo le piantagioni di canna ad evangelizzare gli indigeni. Nel 1848, quando fu proclamata l'emancipazione degli schiavi, le autorità coloniali invocarono l'opera dei F. a placare la sommossa e scongiurare il massacro dei bianchi. Alla morte del fondatore (1860), l'Istituto contava più di mille religioni; attualmente comprende 2034 professi e novizi, 615 postulanti, 260 scuole elementari, medie, agrarie e tecniche, frequentate da 57.000 alunni. I successori del ven. de La Mennais hanno affrontato enormi difficoltà per estendere l'opera in non pochi paesi: Haiti (1864), Canada (1886), Stati Uniti, Spagna, Egitto, Inghilterra (1903), Italia (1921), Uganda (1926), Argentina (1933). Il 13 marzo 1891, i F. di P. vennero canonicamente riconosciuti dalla S. Sede e il 1^{°} marzo 1910 le loro costituzioni furono definitivamente approvate da Pio X.

Bibl.: S. Reparte, Le vie et les oeuvres de M. Jean-Marie de La Mennais, Parigi s. a.; E. de Mirecourt, Hommes illustres du sfergé de France, L'abbé Jean-Marie de La Mennais, ivi s. a.; Chronique des Frères de l'Instruction cletitieuse de P., (ed. fuori commercio); Un ami de l'enfance au XIXe siècle: l'abbé Jean-Marie de la Mennais, Ploërmel s. a.; R. P. Lavelle, Jean-Marie de La Mennais (1784-1860), Parigi 1903; A. Auvray,

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![img-8.jpeg](img-8.jpeg)

INGRESSO DI VILLA ALDOBRANDINI (sec. xvII).

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(par sustento dei p. Alberto Chivola)
Assisi, archivio della basilica di S. Francesco.

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(per curticia del p. Ilarzo da Miano)
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In alto: CONVENTO DEI FRATI MINORI CAPPICCINI DI S. MARIA DELLA GONZOLA (Albacins, diocesi di Fabriano), dove si è tenuto nell'apt. 1829 il primo Capitolo generale dei patri. "minori" in basso: VEDUTA DEL SACRO CONVENTO DI S. FRANCESCO (seco. ximxive) - 83184

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(1ut. Alinari)
![img-13.jpeg](img-13.jpeg)
(1al. Alinari)
In alto: INTERNO DELLA CHIESA DI S. FRANCESCO (sec. xili), restaurata nel 1892 - Siena. In basso: INTERNO DELLA CHIESA DI S. CHIARA (sec. xiv), trasformata nel sec. xvili, ora quasi distrutta dai bombardamenti aerei - Napoli.

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Sorvenies de l'Jusitus de Plogirnal, Vannes 1905; R. P. Lavallie, Le Próre Cyprien. Parigi 1910; Jusitus des Próres de l'Instruction chtitione de P. ivi 1923; I. Cavalusa, Les idep pédagogiques du vóv. Jean-Marie Robert de La Menonh, ivi 1929.

## Ippolito Vittorio

FRATELLI DEL SACRO CUORE. - Istituto religioso di voti semplici, fondato a Lione nel 1821 dal sacerdote André Coindre (v.), per la cristiana e civile formazione della gioventù in scuole e collegi, onde riparare i danni causati dalla Rivoluzione.

L'organizzazione tutoria della nuova istituzione si deve a fratei Ippolito Gondre, il quale, dotato di vivido ingegno e di larghe vedute, le propaga in Francia, con ben 70 secole, e nei Canadi.

Oggi l'Istituto è diviso in sette province con 170 case ed oltre 2000 religiosi. E diffuso in quasi tutti i paesi del mondo ma specialmente nel Canada, ove svolge una grande attività nel campo della scuola.

Bibl: anon., André Coindre, Lione 1888.

## Silvestio Mattei

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FRATELLI DELLE SCUOLA CRISTIANA - Cappella ove si conserva il corpo di s. Giovanna B. de la Salle - Roma. Casa generalizia. Via Aurelia.

GESU. - Consanguiroici di Gesù che nei Vangeli (Mt. 12,46; 13, 55; Mc. 3,31 ; 6,3; Lc. 8, 19-21; Jo. 2, 12; 7, 3-5) e Act. 1, 14 sono detti of. di Lui e nelle spistole di s. Paolo (I Cor. 9, 5; Gal. 1, 19) a f. del Signore a (oì dèxèpoi =oü Kuplou). Mt. 13, 55, a Mc. 6, 3 nominano 4 di questi fratelli : Giacomo, José ('Isorjoj) o Giuseppe, Giuda a Simone.

Due questioni si pongono: 1) quale grado di parentele esisteva tra Gesù e i suoi cosiddetti E ?; a) chi sono, storicamente considerati, questi f. di G.?

1. Il grado di parentela. - Il termine « E » assumeva spesso significato molto largo. Sia l'ebraico ' a b, sia il greco dèxòpós, come risulta dai molti testi sacri e profani, può indicare: a) f. nel vero e proprio senso (Gen. 4, 8; Mt. 4, 21; 17, 1, ecc.); b) consanguineo di qualsiasi grado (Gen. 13, 18; 28, 2; I Par. 23, 21); c) prossimo (Deut. 15, 3; Ior. 22, 2; Judc. 1, 3; Ier. 7, 15; Rom. 9, 3; Iac. 1, 9; Platone, Men., 8, 239; Senofonte, Anab., 7, 2, 25. 38). Quindi si domanda: in che senso gli Evangelisti usano il vocabolo a fratelli s, quando parlano dei f. di G.? Sono questi i suoi f. in senso strettissimo, cioè figli di s. Giuseppe e Maria s.ma, o piuttosto suoi parenti in grado imprecisato?

Le varie risposte si possono classificare in 3 teorie :

1. La teoria a sividiana *; ritiene i f. di G. come figli di s. Giuseppe e di Maria s.ma. Queste teorie, sostenuta da Elvidio e da pochissimi suoi aderenti, fu prontamente respinta dai Padri (s. Girolamo, De perp. virg. adversus Helo. : PL 23, 193-216), condannata (Dens-U, 91) e finalmente da tutti abbandonata. Purtroppo fu risuscitata nel sec. xviII da alcuni riformatori, e oggi è sostenuta pressoché da tutti i protestanti.
2. La teoria a epifaniana *; considera i f. di G. come figli avuti da s. Giuseppe in un suo presunto matrimonio precedente. Questa teoria, che si basa sulle favole degli apocrifi, è stata sostenuta poi dai Padri greci, e oggi è difesa da alcuni dottori scismatici.
3. La teoria a geronimiana * : sostiene che if. di
G. sono suoi cugini. Questa teoria, già propugnata da s. Girolamo a sostenuta da tutti i Padri latini e da alcuni greci, oggi può essere considerata come dottrina ufficiale della Chiesa cattolica.

Quest'ultima teoria trova la prova sia nel Vangelo, sia nella tradizione. I Vangeli insegnano chiaramente che né Maria né Giuseppe hanno avuto altri figli all'infuori di Gesù (Lc. 1-2; Mc. 6, 3; Io. 19, 27); la tradizione conosce cugini di Gesù,

- precisamenteGiacomo, Simone a Giuda, che sono indicati come figli di Clopa, fratello di s. Giuseppe (Eusebio, Hist. Eccl., III, 11-20; 4, 22; 2, 22: PG 20, 196, 252-61, 380). Io. 19, 25 indica che la moglie di Clopa è sorella della Madre di Gesù, identica a Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, indicata dai Sinottici (Mt. 27, 56; Mc. 15, 40; Lc. 24, 49).

Onde è probabile che i f. di G. siano i figli di Clopa fratello di s. Giuseppe, e di Maria sorella di Maria madre di Gesù: quindi cugini di Gesù Per altre ipotesi, v. alfeo, Cleofa.

II. La personalita storica. - E necessario affrontare la questione dell'apostolicità o meno dei cugini del Salvatore.

Riteniamo più probabile che Gesù abbia chiamato a far parte del Collegio dei 12 Apostoli alcuni dei suoi f. Lo prova, sembra, s. Paolo in 1 Cor. 9, 5. D'altra parte, l'argomento che gli avversari dell'apostolicità dei f. di G. credono trovare in Io. 7, 3-5 non pare avere valore probativo, perché Giovanni qui non parla d'incredulità assoluta, ma piuttosto relativa, conciliabile quindi con l'apostolato. Infatti gli Apostoli, fino all'avvento dello Spirito Santo, hanno avuto una fede imperfetta (Io. 14, 13-22; Act. 1, 8; Lc. 24, 21).

Giacomo, f. di G., fu il primo vescovo di Gerusalemme; cf. Act. 15, 13; 21, 18; Gal. 1, 19; I Cor. 15, 7; di lui narra molte cose Egesippo (Eusebio, Hist. eccl., II, 4-6: PG 20, 197 sg.).

Questo f. di G. con tutta probabilità è lo stesso che l'apostolo Giacomo d'Alfeo. All'identificazione di Giacomo f. di G. con l'apostolo Giacomo d'Alfeo non si oppone il fatto che il primo è detto figlio di Clopa e il secondo figlio d'Alfeo, perché il nome Clopa etimologicamente può essere considerato quale forma grecizzata dell'aramnico Holfuf: d'altra parte il padre dei f. di G. poteva avere a nomi, Alfeo e Clopa. S. Luca in Act. 1, 12, 15 ci presenta solo due Giacomi, cioè il figlio di Zebedeo e il f. di G.; anzi, dopo aver indicato la morte del primo, parla di quest'ultimo quasi egli fosse l'unico di questo nome tra i dirigenti della Chiesa nascente.

La tradizione non conosce un distinto Giacomo d'Alfeo, ma conosce molto bene Giacomo f. di G.: lo chiama apostolo, e benché alcuni testi gli diano questo titolo in senso lato, i più antichi e più quotati

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testi lo ritengono uno dei 12 Apostoli, identificandolo con Giacomo figlio d'Alfeo (cf. I Cor. 15, 5-7; Gal. 1, 19).

Giuda (v.), f. di G., autore dell'Epistola cattolica, si presenta ai suoi lettori come fratello di Giacomo (Iud. 1), perché quest'ultimo era più noto di lui.

E quasi certo che questo f. di G. sia identico con l'epostola Giuda di Giecomo (Lc. 6, 11; Act. 1, 13), cognominato Taddeo o Lebbeo (Mt. 10, 3; Mc. 3, 18). Infatti la tradizione è quasi unanime a favore dell'apostolato di questo f. di G. A quanto si sa, solo Cinfio d'Alessandria e s. Crisostomo indirettamente tengono il contrario, appoggiandosi su ragioni esegetiche, non storiche.

Simone, f. di G., fu il secondo vescovo di Gerusalemme. Se si dà fede a Egesippo (Eusebio, Hist. eccl., III, 32 : PG 20, 255) visse a lungo e soffri molto. Non è ben chiaro, ma probabile, che anche questo f. di G. facesse parte del Collegio dei 12 Apostoli; dev'essere lo stesso che Simone cananeo o zelote.

Su Giuseppe, f. di G., nulla si conosce.
Biel.: Th. Zulu. Brüder und Vettern Tees, in Forschungen, VI, Erlangen e Lipsia 1893, pp. 225-364; K. Endamann, Zur Frage über die Brüder des Herrn, in Neue bischliche Zeitschrift, 11 (1900), pp. 833-85; A. Lebedev, Brati Gospodni, in Dutiepoledene Chorie, 1904, 1, pp. 38-52, 407-22; II, pp. 214-28, 363-70; III, pp. 235-43; 377-96; 542-55; 1905, 1, pp. 91-105; 225-36; M. Memeria, Der Yehuhesbrief (Biblioche Studien, 1-31, Friburga in Br. 1902). J. Chapman, The Brothers of the Lord, in Journal of Theological Studies, 7 (1906), pp. 412-33; Fr. Maier, Zur Apostolizität des Yehohm und Judas Herrenbröder, in Biblioche Zeitschrift, 4 (1906), pp. 164-91; J. Mader, Apostel und Herrenbröder, ibid., 6 (1908), pp. 395-406; A. Durand, Frérer du Seigneur, in DFC, II, pp. 131-48; J. M. Vosté, De Conceplione virginali Yetu Christi, Roma 1933, pp. 111-28; U. Holzmeister, De a. Joseph quaret, bibl., ivi 1943, pp. 42-67; O. Hepham, Die Apostel, Lucerna 1946.

Ladislao Tulaba
FRATELLI DI NOSTRA SIGNORA DELLA MISERICORDIA. - Istituto religioso fondato a Malines nel 1839 da mons. Vittore G. B. Scheppers per l'esercizio delle molteplici opere di misericordia e di carità in ospedali, prigioni e manicomi, ma specialmente per la istruzione ed educazione della gioventù.

Nel 1835 oltre le scuole di Malines, Oliveten, Alesenberg, i F. dirigevano le prigioni di Vilvarde, Gand e Namur, e, chiamati dal card. Wiseman, aprivano a Londra la prima casa cattolica di rieducazione. A Roma Pio IX nel 1834 affidava al nascente istituto la direzione del riformatorio di S. Balbina, che divenne per quei tempi «un modello di rieducazione». Nel 1870 v'erano a Roma 7 case. In ospedali, orfanotrofi, prigioni, scuole agricole (Vigna Pisi e la Pontificia scuola di Piazza Pia dove, nel 1904, il maestro Lorenzo Perosi fondò la scuola dei ragazzi svalori della Cappella Sistina. Pio X nel 1912 affidava ai F. la scuola «Pio X» in Vaticano, trasferita, dopo la Conciliazione, in Via dei Cavalieri del S. Sepolere. Attualmente i F. hanno collegi anche a Fabriano, Jesi e Buenago. All'estero svolgono la loro attività, oltre che nel Belgio, in Olanda, Inghilterra, Canadá, Argentina ed Uruguay. L'Istituto, come gli altri consimili dediti all' insegnamento, è laicale di voti semplici e perpetui, e numera oltre 400 religiosi in 35 case. Di recente hanno ottenuto che uno o due religiosi di ogni casa possano essere ordinati sacerdoti per i bisogni spirituali della casa stessa.

Biel.: P. Laurenti, Fratel Ippolito De Rauw, Roma 1904; R. P. Nimal, La vie et l'oeuvre de mons. V. Scheppers, Malines 1907; E. Ross, La vita e le opere di mons. Scheppers, Roma 1914; E. Martire, Le scuole Pie Pontifice maschili di Borgo, Roma 1939: Crenache dell'Istituto, nell'Archivio della casa generalizia a Cappellen (Anveras).

Fratel Appellinam
FRATELLI DI NOSTRA SIGNORA DI LOURDES. - Istituto religioso fondato nel 1830 da Modeste-Etienne Glorieux, vicario di St-Hermes a Renoir (Gland), per l'educazione cristiana dei giovani e per l'assistenza dei malati. Furono in principio chiamati «Frères de bonnes oeuvres»,

- ricevettero l'attuale nome nel 1888 quando la casa madre si trasferì a Oostacker presso Gand. Il decreto di lode è del 18 luglio 1892 e l'approvazione definitiva del 3 genn. 1939.

Diffuso in Belgio, Olanda, Indie Olandesi e Congo Belga, attualmente l'Istituto è divi