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I, nel 1639, con la bolla Iulinccli nobis, elevò a province le custodie dei Riformati in Italia e in Polonia. I Riformati che avevano il loro convento principale a S. Francesco a Ripa in Roma, sede del loro procuratore generale, estesero il loro apostolato alle missioni tra gli infedeli d'Africa e di Asia, specialmente della Cina. Dei loro santi, si ricordano s. Pacifico da San Severino nelle Marche e s. Leonardo da Porto Maurizio in Roma, della cosiddetta "Riformella" fondata nel 1662 dal b. Bonaventura da Barcellana.

Nel 1762 essi contavano 18.992 religiosi divisi in 808 conventi e 38 province. Oltre a queste famiglie conviene ricordare in seno agli Osservanti le speciali cose di recollezione e ritiro che, dipendenti in tutto dai Superiori maggiori, unirono all'austerità di vita l'apostolato specialmente delle missioni indigene. Si distinsero in esse s. Teofila da Corte ed il suo maestro b. Tommaso da Curi. Sul Sistre del ' 700 gli Osservanti cismoniani ed oltramontani erano divisi in 87 province con 2330 conventi e 39.900 religiosi. Ma col finire di quel secolo cominciarono le persecuzioni contro i religiosi. In Francia la Commissione dei regolari, in Germania, Austria, Toscana e Regno di Napoli i principi soppressero vari conventi; con la Rivoluzione Francese sparirono i conventi
tutti della Francia e del Belgio e furono decimati in Germania e Italia; in Spagna la rivoluzione del 1833 ridusse ad un esiguo numero i 10.000 F . M. che vi erano fino allora; nell'America latina con le guerre d'indipendenza si presero di mira e furono ecceciati i religiosi specialmente spagnoli; in Russia e Polonia pure furono quasi totalmente estinti durante il sec. xix. In Italia furono coinvolti nella soppressione del 1866 eressa in seguito anche al Veneto ed a Roma; solo dopo il 1880 una maggior tolleranza pernòie una graduale ripresa, per cui dai 14.000 F. M. dal 1890 , si è giunti oggi a 24.993 religiosi e 9000 aspiranti distribuiti in 2336 case e 92 province. L'Italia vi è rappresentata da 6509 religiosi in 605 conventi e 20 province. Dipendono dall'Ordine 12.500 sodalizi del Terz'ordine francescano con ca. 1.400 .000 ascritti; sono aggregati ad esso 594 Congregazioni terziarie maschili e femminili con ca. 70.000 membri.

Con la bolla Felicitate quadum Leone XIII il 4 ott. 1897 stabiliva che le quattro famiglie degli Osservanti, Recolletti, Scalai o Alcantarini e Riformati si riunissero in un sol corpo, ciechi, come sino allora avevano ubbidito ad un solo generale, per l'innanzi avessero anche un solo procuratore con eguale legislazione, abito, regime e denominazione di F. M.: questa unione dura ancor oggi. Per essa l'Ordine è governato da un ministro generale che dura in carica sei anni, e da un consiglio o definitorio composto dal procuratore generale e da sette definitori per le varie lingue e nazioni. Il Capitolo generale si raduna di regola ogni sei anni. Le singole province sono rette da un minoato provinciale, coadiuvato da un custode e quattro definitori che tutti si rinnovano ogni tre anni nel Capitolo provinciale; le case formate sono rette da un guardiano, le residenze ed i collegi da un presidente.

Il bollettino ufficiale dell'Ordine, Acta Ordinis Fratrum Miworum, la più antica rivista del genere (1882), serve di collegamento fra le varie case.
II. Le missioni del F. M. - Nel ' 500 i F. M. Osservanti allargarono l'evangelizzazione all'India portoghese, Filippine, Cina, Giappone, dove s. Nucbatrista e sei compagni subivano il martirio. Ma la gloria maggiore è l'evangelizzazione dell'America; Antille, Messico, Nuova Granata e poi tutta l'America centrale e meridionale vedono fondarsi missioni a poi province francescane. Né solo si occupano delle missioni ma insieme studiano la etnografia di quei popoli e ne scrivono la storia. Bernardino de Schagan, Toribio Motolinia, Gerolamo Mendoza, Andrea Olmos, Giovanni Torquemada, Marco de Nizza sono i principali di costoro. Né vanno dimenticati Giovanni de Zumarraga, primo arch vescovo di Messico, e s. Francesco Solano, detto l'apostolo del Nuovo Mando, insieme a tanti altri che nei seguenti secoli lavorarono in questo campo.

Il Scolento vede martiri francescani in Albania, Marocco (b. Giovanni de Prado), Abissinia, Tunisia, India e di nuovo in Cina dove lavoreranno anche nei secoli seguenti. Al presente i figli di s. Francesco sono in tutte le parti del mondo infedeli. Ad essi sono affidate 101 missioni con più di 4000 missionari, 157 milioni d'infedeli, 11 milioni e mezzo di cattolici, 50 seminari con 1500 seminaristi, 6474 scuole con 316.361 alunni, 158 orfanotrofi e 83 asili con 11.000 bambini e bambine; 496 ospedali e dispensari e 5 lebbrosari. Degni di menzione gli 8 beati martiri di Damasco del 1660, il b. Giovanni de Triora immolato in Cina nel 1818 con molti altri che ancora aspettano il riconoscimento della Chiesa; finalmente gli ultimi 8 martiri della Cina vittime della persecuzione dei Boccers (1900), dei quali 7 vescovi, beatificati il 24 nov. 1546 , ultimi della serie.

Né vanno dimenticate le fatiche tra gli eretici, specialmente protestanti, in Olanda con i santi martiri di Gorcum e quelli di Alkmaar, in Inghilterra con i bb. Giovanni Forest, Giovanni Jones, Giovanni Wal, in Irlanda con i suoi 100 martiri, in Francia dove 200 furono uccisi per la Fede. Degni di essere ricordati alcuni dei maggiori campioni che combatterono il protestantesimo, come Giovanni Wiggers, Giovanni Bergsigne, Bernardo Dappen, Niccolò Farber, Corrado Kling, Gaspare Schatzgeyer.

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III. Predicazione e Studi. - Coninuò anche fra gli Osservanti la gloriosa serie dei predicatori dell'età precedente; ricordiamo Evangelista Marcellino, Diego Estella, Tommaso Iltrico e soprattutto Francesco Parimarola nel Cinquecento; nel secolo seguente: Evangelista Traversari da Momigno, Bartolomeo da Saluzzo che lasciò larga memoria anche come scrittore d'oscurica; nel S.rrecento s. Leonardo da Porto Maurizio e Piermarla da Pederobba; quindi Pacifico Deani, Leopoldo da Gsiche, Lodovico da Catoria sino ad Agostino da Montefeltro e Teodocio Somigli.

Nel campo del sapere: Francesco Licheto (1320), Luca Wedding il grande annalista di tutto l'Ordine, Antonio Hickey; i grandi maestri di teologia morale e diritto: Patrizio Sporer (1683), Beniamino Elbel (1736), Anacleto Reiffenstuel (1703), poi Domenico de Gubernatis, Lorenzo Cozza (1729), Claudio Frassen (1711), Lucio Ferraris (1730), Giovanni Antonio Bianchi (1738), Fedele da Fanna (1881), Marcellino da Civezza (1906).

Oggi l'Ordine ha la casa generelicia nel nuovo grande edificio costruito sulla Via Aurelio dietro il Vaticano ed i suoi centri di studio nel Pontificio Ateneo Antoniano sulla Via Marulana a Roma, nei collegi di Quaracchi presso Firenze, Cardenal Cisneros di Madrid, S. Benaventure Instituis (Stato di Nuovo-York) e Siena College di Londonville (Stato di Nuovi-York), negli studi generali di S. Chiara in Napoli e S. Antonio presso Buenos Aires; né sono da dimenticarsi le due Accademie : di storia francescana in Washington, con la rivista The American, e quella Marisma di Roma con le sue pubblicazioni. L'Or-
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(per carteita del ministro generale) Fnaxt arinont - Interno della chiesa della Casa generelicia dell'Ordine dei F. M. dedicata a Maria Madiatrica. Architetto Muzio, musaici di Quaroni, affrerchi di Ceracchini (1980)-Roma.
dine pubblica numerosi periodici scientifici, come l'Archivum Franeissumun historicum di Quaracchi per lo studio critico della storia francescana, l'Archivo Ibero-Americano di Madrid, Francishaniche Studien de Paderborn in Germania, Studi fransessani di Firenze, Itinerarium di Buenos Aires, la Revista eclesiastica brasileica, l'Autoniamm di Roma, organo dell'omonima Ateneo.

Stm.. Pami: Anclesto Frascescma, sive Chronica olimme documenta ad historiam Fratrum Mismetum (poriuntia, 10 voll., Quaracchi 1883-1941; L. Lemmon, Frascesma Framissum, 3 voll., Roma 1902-1903; Salimbene de Adam, Chronum, Parma 1817, ed. O. Holder-Zager in MGH; Sivisirern, XXXII, 1003-13; ed. Ibrmini, Bari 1942; Angelo Clarcon, Chronica septem tribulationum Ordinie Mimexus, ed. Sbrle in Archeo fio Lileratur und Kirchengeorh. des Mittelal., I-II, Barilino 1883-87; Collection de documents pour l'histoire religione et litigente du moyen dee, 7 voll., Parigi 1808-1900: Oparcules de critique pictumme, 2 voll., Fama 1903-10; Ballarum Frascescamus, ed. Epitome et Supplernarium, 8 voll., a cura di I. H. Bbarides e C. Pabel, O.F.M. Cunv., Roma 1730-1908; nuova serie, 7 voll., a cura di L. Hinnemann e J. M. Post + Marti, O.F.M., Quaracchi 1807; Chronolucio historico-legalis, 4 voll., Napoli-Venezo-Roma, 1800-1793; Marisma da Firenze, Compendium chroniconum, Quaracchi 1011; Mummantia Ordinis Mimexus, Salamanca 1206, 1310, 1311, Barcelona 1321; Pirmamentum trims Ordinum s. Frumetur, Fariq 1313, Venezia 1313.

Letteratura: L. Wadlin, Jundis Mimexum, 20 voll., 3^{°} ed., Quaracchi 1911-48; D. De Gubernatis, Odis scrupulosa, 6 voll., Roma-Lome-Torino-Quaracchi 1083-1042; F. van den Houte, Brecurcium historicum, Roma 1777; F. A. Bonoff, Compendio di storia mimetica, Pecora 1820; I. Fratemi, Tableme Symoptinus, Parigi 1807; H. Holamfel, Mismule listorthe Ord. Fratrum Mimexum, Virbatum in Br. 1009; L. d'Alencen, Lrente d'histoire frumetorique, Parigi 1018; M. I'Mori, Paligment, Il b. Pionlaccio Triani da Poltimo e i M. Osservanti, Foligno 1926; Gresien de Paris, Hist. de la fundation et de l'coulution de l'Ordee des PF. MM. un XIIIe siècle, Parigj 1928; A. Gemelli, Il framescunclima, Milano 1932, 6 vol. 1947 e vario vers.; R. M. Huber, A documented history of the trims, O. A.1, 11-1112, Milwaukee 1942.

Per le Missioni: Marcellino da Civezza, Storia mmerende delle missioni framercane, (1 voll., Ruma-Porto-Firenze 18371893; id., Saggio di bibliografia... storicmestum, Pirais 1879; id., Cronaca delle Missioni framercane, 6 voll., Roma 1860-66; G. Golubovich, Bibliotece bio-bibliografia della Terra Santa e dell'Ordine framercane, 20 voll., Quaracchi 1006-48; A. van den Wengzert, Sintra Framissum, 4 voll., Quaracchi 1907-42; L. Lemmon, Geschichte der Framzishanepotishmen, Miterter 1920 Compertus Missionum Ord. Fratrum Min., Quaracchi 1033.

Studi: L. Wadding, Scriptores Ordinis Mimexus, Roma 16001906; I. H. Bbarides, Supplementum et castigatus ad scriptores trims Ordinum s. Frumetur, 101 1806, 1308-36; I. Felder, Storia degli studi scientifici sull'Ordine framercane, vers. 8, Siena 1911; M. Brlek, De curhutione lucidica studiorum in Ordine Mimexus, Rumaa 1942.

Apografia: Arturus a Monasterio, Murtysologium Framcissumm, Parigi 1638, 1623, Venezia 1870, Roma 1030; F. Hither, Mismiterium... Mimetis istituti... Mimexus 1898; Marco de Lisbona, Cronache degli Ordini Istituiti dal p. 1. Framercane, it. di Grazia Diels. Brescia 1381, Milano 1600, Venezia 1584, Napoli 1680; B. Mazzera, Leggendaria framercana, 12 voll., Venezia 1721-22, Lien de Clary, L'umenda serufira, 4 voll., Quaracchi 1898-1000.

Spiritualità: U. d'Alencen, L'áme frumetamine, Parigi 1913. 1930; V. Breton, La spiritualité framercaine: synthèse, antilhèse, Ivi 1933, vers. it., Milano 1938; L. Ventley, Itinerarium subme Framitesumme, Rome 1938; L. Braccioni, La spiritualità framercana, Milano 1937, Venezia 1940; Vitus a Bussum, De spiritualitate Framercana, Roma 1940.

Indice: Marinus a Neukirchen, Constitutionum orner. I Ordinis scrupulit series chronologica, in Calice, Fram., 12 (1942), pp. 3377-96; D. de Lequile, Hierarchia frumc., 2 voll., Roma 1664; J. Takács, A Szent Perme-Reud Hierarchium... Budapest 1917; H. Holamfel, L'origine del Monal di Pietà (1460-1512), Rocca S. Casciano 1904; F. Ozanam, I posti framercani in Indice vers. 8. di P. Panfani, Pirais 1834; E. Clop, Le chant dans l'Ordie scrupulcque, Salamanca 1900; A. van Dijk, Il carattere della corruzione liturgica di Fra Almona da Fatazohon, O.F.M. (1743-44), in Ephemerides litterarum, 39 (1943), pp. 173-223, 80 (1948), pp. 309-67; Kindes framercaines, Parigi 1899-1940; Architom Framitesum historicum, Quaracchi 1908-49; Studi frmercann, Anceco-Firence 1914-49; Framishanische Studien, Münster 19141940; Collectanea franciscana, Assisi-Roma 1913-40.

Riccardo Pratesi

# III. I F. M. Conventuali. 

Sommario : I. Vicende dell'Ordine. - II. Costituzione interna a governo. - III. Attività esterna. - IV. Missioni. - V. Attività scientifica.

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Sono detti semplicemente Minoriti nei paesi di lingua tedesca, ungherese e slava, semplicemente Francescani in Polonia e in America (Franciscans e Black Franciscans), Cordeliers e Grey Friars rispettivamente in Francia e Inghilterra. L'origine remota del nome Conventuali risale alla bolla Cum tamquam veri del 5 apr. 1250 (ripetuta nel 1252), con la quale l'uncenso IV dichiarava - conventuali -, ossia equiparate nei diritti alle chiese collegate, la maggior parte delle chiese della comunità dell'Ordine; da quelle insigni chiese l'appellativo cominciò a passare ai frati, e affermatosi meglio come specificativo nel ' 400 , per distinzione dai Frati Osservanti, divenne ufficiale nel 1517. - Da questo tempo (dal 1230) i Frati dell'Ordine Minoritico furono chiamati M. Conv.; titolo comune che, sorte nei secoli successivi altre riforme, divenne specifico - dell'antica famiglia (Wadding, Annales, 1250 n. 3, Suppl., III. p. 255).

1. Vicende delL'Ordine. - Dopo la divisione del 1517 i Conventuali contavano ancora 34 province e 2 vicarie, ca. 1200 conventi con un numero di religiosi che andava da 20 a 30 mila.

Con il 1517 s'iniziava per i Conv. un nuovo periodo di storia. Con la bolla di concordia Omnipotent Deus del 12 giugno (1517) e con la bencvola comprensione di Leone X e dei seguenti pontefici, l'Ordine conservò la sua piena indipendenza. Anche il titolo di ministro generale fu ripreso nello stesso secolo, usato nel frattempo da alcuni espi e confermato da Sisto V. Dopo una breve ripresa degli Statuti Sistini del 1469 , furono compilate le nuove costituzioni Piumc nel 1565, e le Urbane del 1628, che durarono praticamente fino al 1932. Piú, detti e solant generali, quali Antonio de Sapienti di Aneto ( 1562 -66), il procuratore e poi vicario cenerale Felice Peretti ( 1566 -68, poi Sisto V), il ven. Filippo Gesualdi da Castrovilleri ( 1593 -1602) e Giacomo Montanari da Bagnacavallo (1612-23), promossero ovunque la disciplina e ogni atrivita, particolarmente scientifica, pur soppertando i gravi calpi inferti all'Ordine dai Luterani e Anglicani che distrussero 4 intere province nei paesi tedeschi e nelle Isole britanniche ( 1538 ), la perdita di altre 4 province di Francia a vantaggio degli Osservanti, e l'espulsione completa dalle 3 province di Spagna a Portogallo pur opera di Filippo II, sotto s. Pio V, nel 1566-67.

Sotto l'obbedienza e la protezione dei Conv. si posero dopo il 1517 i risorti Scaizi di Spagna, con la susseguente riforma di s. Pietro d'Alcantara, sino alla morte di questo ( 1562 ), e poi per es. un secolo la stessa famiglia dei F. M. Capp. (1528-1619). Una piccola Congregazione di Conventuali riformati, scalzi e di vita molto austera, sorta a Napoli nel 1562 per opera del p. Michele Pulsafarti, illustrata poi e promossa dal b. Giambattista Lucarelli da Pesaro, con vari conventi se Italia e in Polonia, fu riunita all'Ordine a norma delle Costituzioni Urbane ( 1628 ) e di speciali decreti di Urbano VIII (1626) e di Clemente IX (1669). Alcuni frati si fusero con gli Alcantarini che essi avevano aiutato a stabilirsi nel napoletano.

Al Concilio di Trento l'Ordine, che vi fu rappresentato da 91 padri e teologi, accetto con tutti gli altri Ordini mendicanti (ad eccezione degli Osservanti e dei Capp.) il cosiddetto Privilegio tridentino, cioè la facoltà di possedere in comune ( 1563 ) e non più sotto il dominio proprietario della S. Sede, come usava sin allora, ma ferma restando la povertà privata dei singoli frati. Malgrado le perdite subite, i secc. xvir e xviri furono per l'Ordine di grande splendore e sviluppo numerico. Nel 1771, col consenso della corte reale di Francia e di Clemente XIV, si concluse la secolare vertenza delle 4 province ex-conventuali di Francia le quali, insieme con altre 4 degli stessi Osservanti, si unirono alle 3 convenmali superstiti e, fondendosi, se ne costituirono 8 nuove con ca. 2100 religiosi, distribuiti in 39 custodie a 283 conventi, compreso l'antica Studio parigino. Alla fine del sec. xviri l'Ordine contava così 40 province, 1257 conventi e 25.000 frati. Ma la Rivoluzione Francese e le susseguenti soppressioni decretate da Napoleone e da quasi tutti gli Stati europei nel sec. xix dannegnisrono i Conv. più delle altre famiglie francescane, spogliandoli delle loro magnifiche chiese e dei loro vetusti conventi che, comodamente adibiti a magazzini, caserme, case municipali, sedi di biblioteche e di archivi, non poterono essere facilmente riscattati.

Dalla fine dell'800 - quando l'Ordine era ridotto a 258 case, con 1481 religiosi - e particolarmente dopo la prima guerra mondiale (1914-18), l'Ordine ha ripreso vite rigogliosa in quasi tutte le nazioni i negli Stati Uniti d'America (1852-58), Spagna (1905), Francia (1875, 1935, 1948), centro e sud America (1947), ecc. In quest'opera di restaurazione si discinsero vari generali, quali Giuseppe M. De Banis (1809-24), durante e dopo i tempi napoleonici, Bonaventura M. Soldatic (1879-91), creato poi arcivescovo, e Lorenzo Caratelli (1891-1904), i quali risprimono conventi e collegi serafici. Le bolle Septimo iam pleno e Paucis ante diclous (1909) di Pio X, precisarono le relazioni giuridiche e le denominazioni storiche delle tre odierne famiglie serafiche. I Conv. contano oggi 32 province, 434 conventi, 3340 religiosi professi, e un altro migliaio di aspiranti e oblati. Delle province, 12 sono in Italia, una provincia o commissariato in quasi tutte le nazioni europee, 2 in Polonia, i nei vicino Oriente con conventi in Turchia, Grecia, Bulgaria e Siria, 4 negli Stati Uniti d'America con varie case nel Canada, conventi o residenze missionarie in Argentina, Brasile, Uruguay, Costarica, Cina, Giappone (commissariato), Giava e Rhedesia (Africa).
II. Costituzione interna e governo. - Con la Regola serafica del 1223 (il cui testo originale con bolla papale è conservato dai Conv. nella basilica di Assisi), sono oggi in vigore le ultime costituzioni generali del 1932 conformate al nuovo codice di diritto canonico, che assommano la sostanza di tutte le costituzioni, dal sec. xiri in poi. Particolare legislazione hanno i collegi, gli studi, le missioni e altre opere generalizie. L'Ordine è retto dal ministro generale e dal suo consiglio di 4 assistenti (o definitori) per le

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varie lingue, oltre al procuratore generale, i quali tutti vengono eletti nel Capitolo generale ogni sei anni. Le province sono governate dal ministro provinciale, con un consiglio composto da un segretario e da 2 definitori; ogni provincia è divisa in custodie, con a capo un custode; ai conventi sono preposti i guardiani o i presidenti, ai collegi di studio i rettori o maestri dei chierici: tutte queste cariche si rinnovano ogni tre anni nei Capitoli provinciali.

Particolarità. - I Conv. conservano ancom oggi, a differenza degli altri rami francescani, i titoli originari delle antiche province dell'Ordine e la loro ripartizione in custodie o circoscrizioni geografiche minori, l'antico archivio generalizia, con documenti anteriori alla divisione dell'Ordine (belle dal seo, xur in poi, Regesta Codog. dal 1488); inoltre, il titolo dell'antico magistero in S . Teologia e Arti (Padri Maestri, cf. Costituzione del 1932, nn. 423-30), come i Domenicani, Agostinami, Serviti, ecc.

Custodiscono e officiano tuttora i grandi santuari, la basilica e tomba di S. Francesco, col sacro convento in Assisi (quivi pure il protoconvento di Rivotorto, dal 1208), la pontificia basilica di S. Antonio a Padova, e le più belle e grandi chiese francescane, con i corpi degli antichi santi e beati. Tra esse, S. Mario Gloriosa dei Frari a Venezia, S. Croce a Firenze, i S. Francesco di Bologna, Ferrara, Treviso, Siena, Pisa, Perugia, Palermo, Ascoli, Piceno, Fermo ecc., i S. Lorenzo di Vicenza e Napoli, i SS. Apostoli a Roma; in tutto 13 basiliche. Le chiese di S. Francesco di Lione e di Colonia, con i corpi di s. Bonaventura e del b. Giovanni Duns Scato, sono tuttora, dall'inizio del secolo scorso, in mano del clero secolare.

I Conv. vestono oggi in nero (invece dell'antico colore cenerino in uso sino alle soppressioni napoleoniche), con cappuccio e mozzetta-scapolare pendente, e portano scarpe regolari e cappello. La Curia generalizia sta presso il convento e basilica dei SS. Apostoli in Roma (dal 1463); bollettino ufficiale è il Commentarium O.F.M. Conc. (dal 1903). Dipendono dall'Ordine 480 sodalizi del Terz'ordine francescano con ca. 230.000 ascritti, ca. 400 confratemire dei Cordigeri di S. Francesco; sono aggregate ad esso una sessantina di Congregazioni di Suore terziarie e non francescane; vanno anginuti in più, per l'uso del calendario liturgico o i vincoli storici e spirituali, 351 monasteri di Clarisse Urbaniste con ca. 6000 monache.
III. Attività esterna. - Si ricordano brevemente dal 1317 ad oggi le seguenti benemerenze e opere. Il Martirologio dei Conv. si arricchisce di a nuovi santi e a beati, 9 venerabili e oltre 800 servi di Dio: fra essi s. Giuseppe da Copertino (m. nel 1663) e il b. Gianfrancesco Burw, martire della Rivoluzione Francese con altri 37 confratelli. L'Ordine ha dato alla Chiesa altri 2 papi : Sisto V (fra Felice Peretti) e Clemente XIV (fra Lorenzo Ganganelli); 7 cardinali e ca. 300 arcivescovi e vescovi. L'Ufficio della Inquisizione fu continuato dai Conv. sino al '700 nei chiostri di Firenze, Padova, Venezia, ecc. (una diecina di tribunali in Toscana, nelle Venesie e in Istris); ad essi sono affidate due consulte ufficiali presso il S. Ufficio (dal 1560) e la S. Congregazione dei Riti (1723), e dal 1774 l'Ufficio dei penitenzieri apostolici ordinari, in numero di 12, nella Basilica Vaticana; ebbero inoltre i penitenzieri a Loreto dal 1773 al 1934.

1. Nella liturgia. - Nella liturgia essi promossero con gli altri francescani la diffusione della Via Crucis (A. Gigli), la frase del Sano Nome di Gesù (1530), i pii esercizi della a Carda Pia e e del a Transitus e in onore della Passione del Signore e delle stimmate di s. Francesco (F. Gesualdi), il culto di s. Giuseppe (patrono dell'Ordine, 1741) e soprattutto la dottrina e il culto dell'Immacolata (patrona ufficiale, 1719), che oggi viene propagato sotto forma di spiritualità e di vasto apostolato con la diffusa associazione della a Milizia dell'Immacolata e, con oltre 2 milioni di ascritti, istituita nel 1917 dal p. Massimiliano M. Kolbe, un grande apostolo marlano dei nostri
giorni, fondatore delle due a Citrà della Imunacolata - in Polonia (Niepokalanów, 1927) e in Giappone (Mugenzai-no-Sono, 1930), con una imponente attivita editoriale e di apostolato marlani. Si ricordano inoltre i liturgisti A. M. Azzopuidi e A. Brandimarte, innagrafo della s. Congregazione dei Riti e bibliotecario privato di Leone XII: gli scrittori ascetici corgi. L. Brancati con la sua opera classica - De orationis christiana, A. Bignoni e il ver. Benvenuto Bambozzi.
2. Predicazione e uthicita uatiereticule. - Si distinsero come predicatori e oratori, Lodovico Placenti, Francesco Viedomini, Cornelio Musso che predich al Concilio di Trento. 'I'. Marenti, nel Cinquecento: B. Fausti, Agostino Cassandri, il tedesco Enrico Stolysen, Vito Lepori (o. Sais), G. F. Bernabei, F. A. Gerrimi, Giancarlo Vipera, nei secc. xvir e xviri: come apostoli di carita e sociali, il ricordato Viedomini per il riscatto degli schiavi dei turchi, A. Berletier, apostolo dell'Austria, l'hippo da Ravenna e Carlo Spazzvelli, Annibale Santucci e Mauro Saraceni tra i carcerati e gli appostati, l'insieme pedagogista svizzero, pioniere delle scuole popolari, Gregorio Gerrud (1692), Bernardino Meca tra gli operai in Glanda (1915). Polemisti e scrittori antiluterani furono Tommaso Murner, Pietro de Cornibus, il mordace alsanano Giovanni Paoli, C. Ciuge, A. Iinfezdi, P. Polignano. I Conv. ebbero vari martiri in Austria, Inghilterra (1338) e Polonia ( 15 negli an. 1656-57, per mano dei cosacchi e Svevi), in Ungheria e Transilvania. Tra gli antiquieristi e anticianamisti, il cerd. Brancati e Donneion A. Baldassarri (1791).
IV. Missioni. - Non fu molto vasto l'apostolato missionario dei Conv. negli ultimi quattro secoli a causa del predominio spopolato che li escluso dalla Spagna e dai grandi possedimenti coloniali dell'India e del nuovo mondo. Cosi una provincia missionaria eretta alla fine del Cinquecento nel Pero non poté durare a lungo. Furono però conservate le antiche missioni nella provincia di Oriente, con centro a Costantinopoli (ove furono per molto tempo vicari patriarcali) e diramazioni nell'aregolaio greco, in Turchia, Siria e in tutto il litorale dell'Oriente europeo. Dal 1622-28 fu incrementata l'antica missione di Moldavia e Valacchia (trasformata in provincia nel 1893), con numerosi missionari, prefetti apostolici e vescovi, inviati per lo più dall'Italia: fra essi Francesco Antonio Frascella, poi arcivescovo e delecato apostolico nelle Indie e nel Giappone (m. nel 1633), Angelo Petricca, Felice Antonio Zaoli, F. A. Manca, Bernardino Pianaria, G. A. Paroni, P. R. Ardoini e A. Camilli (1916). Nel Seicento i Conv. lavorano in Russia, Lituania e tra eretici, ebrei e volontari nella difficile missione di Mesopotamia, già abbandonata da altri istituti religiosi. Il servo di Dio Pietro Zirano cade martire in Algeria (1619) con altri confratelli che vanno a consolare e liberare gli schiavi cristiani. Nel 1710 fu istituito il Collegio missionario nel S. Convento di Assisi, trasferito poi a Roma (17401897), di cui fu primo rettore e procuratore delle missioni il p. Lorenzo Ganganelli. Ma dal 1924 datano propriamente la restaurazione di vari collegi moderni per le missioni (Roma, Assisi, Brescia), la fondazione di una "Crocinta missionaria francescana" (quasi-provincia che recluta ed educa le vocazioni missionarie) e l'apertura di nuove missioni in Cina (Shensil, Africa (1929), Giappone (missione moriana, 1930), Indonesia (Giava, 1937), Albania (1940), Argentina, Brasile, Uruguay, Costarica, ecc. L'Ordine conta oggi 13 missioni, tra cui 1 vicariato apostolico, 136 missionari, 130 scuole con 7050 alunni, 7 ospedali, una sessantina d'altri istituti, orfanotrofi, asill, ecc. e 3.000 .000 di passani da evangelizzare.
V. Attività scientifica. - I Conv. si distinsero particolarmente, come nei secoli passati, nel vasto campo della scienza e della cultura sacra e profana. Perduti nel Cinquecento gli Studi di Parigi, Oxford, Cambridge, Tolosa, Salamanca, ecc., essi conservarono gli altri antichi Studi universitari e generali, riorganizzati in numero di 8-10 "Collegi » nei secc. xvı-xix a Roma, Assisi, Bologna, Napoli, Praga, Colonia,

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Malta, Cracovia, Urbina, e con essi gli altri Studi generali e provinciali, distribuiti in ginnasi di 1, 11, e 111 classe, in numero di 10,20 e 43 rispettivamente, oltre i piccoli seminari. A questa riorganizzazione, codificata nelle Costituzioni Urbane (1628), provvide il generale Giacomo Montanari con la celebre Reformatio studiorum emanata da Colonia nel 1619, dopo la riorganizionc ivi fatta delle ossa del b. Duns Scoto. Fra i Collegi universitari primeggiò il pontificio "Collegio di S. Bonaventura o Sistine, cretto da Sisto V nol convento dei SS. Apostoli, che, per tre secoli ( 1587-1873 ), fu il più alto istituto scientifico di studi bonaventuriani e scotistici, non solo dei Conv. ma di tutto l'Ordine francescano. Contemporaneamente, filosofi e teologi conventuali continuarono a insegnare come "lettori pubblici ", specie sulle cattedre di meta-- fisica e di filosofia scotistica, nelle principali universili d'Europa.

Fra i dottori e scrittori si ricordano solo i filosofi e teologi A. Trombetta, U. Preconio, cord. Costanzo Torri da Soriano, A. Fabri, i bonaventuriani Pietro Capullio, Matte: Ferchio, B. De Augustinis; gli scotisti Angelo Veltpi, Bartolomeo Mastrio, Bonaventura Bellini e il cord. Lorenzo Brancati, Ottaviano Straccbini, Sebastiano Dupaeguier, Andrea Sgambati, G. B. Marrocu, G. B. Tomini difensore del Rosinuni, il ricardato filosofo e pedagogista Gregorio Girard, G. M. Cavali; i moralisti e cotiomisti Mastrio, F. Steidai, M. Schwartz e Raniero Saverndi; i controversisti Giovanni Kynion, Marco Ant. Capelli, Radio da Cesaro: gli veritariati Sisto (sones: (passato poi ai Domenicani), Marco de B.irulle, Antonio Kulckstein. Illustri storiograf della Chiesa e dell'Ordine turino Pietro Ridolfi da Tossignano (1607), F. Ciatti da P'ringia, G. Franchini, Antonio e Francesco Pagi correttori del Baronio, i celebri critici e bibliografi Giovanni Gacino Sbaraglia (1764) e Nicola Popini (1834), F. A. Benolfi, Pi. Finaldi (1837), Luigi Falomes (1906), Corrado Rubel (1923), D. M. Squarcio (1929).

Degni di menzione fra i letterati e poeti: i dantisti Baldassarre Lombardi (1802) e St. Ignudi; fra gli astronomi e sciazziani B. Capridoni, Ilario Altobelli (scniorc, 1637), i matematici Luca Pacioli da Borgo Sansepolcro (1517) e F. Bernabei (1823); il geografo e cosmografo Vincenzo Ceronelli (1718), il naturalista ungherese Pio 'Tinus (1884). Nelle varie arti, gli architetti Giovanni Giocondo da Verona e L. Toringola, i pittori G. Sacchi (1690) e P. Sarullo (1803), i verrieri Gabriele da Camarino e T. Rondoni, il critico d'arte Guglielmo Della Valle (1806).

Infine una rinomata scuola e tradizione musicale, unica nella storia degli Ordini religiosi, con le celebri cappelle di Assisi, Bologna, Padova, Venezia, ecc., dalle quali uscirono oltre 300 musicisti di valore. Si ricordano solo, nella lunga serie, Rufino d'Assisi (fiori nel 1500-50), inventore della musica a 2 cori prima del Willaert, O. Colombani, Costanzo Porta da Cremona (6101), con i discepoli L. Baldi, Girolamo Derutu (autore del *Transilvano", primo metodo di pianoforte), V. Bona; il bormo Bolzano Czernohorschi, il dalmata Giovanni Bucocle, F. A. Vallotti, il sommo contrappuntista Giambattista Martini (1784) con i discepoli L. A. Sabbatini e Stanislao Mattei (1826), alla scuola dei quali si formarono i più grandi geni musicali d'Italia (Donizetti, Rossini, Morlacchi, ecc.). Il p. Martini fondò e dotò a Bologna uno dei più ricchi archivi musicali del mondo, lasciandovi 17.000 volumi; il Liceo musicale bolognese ne porta tuttora il nome. Più recenti F. A. Capanna, Alessandro Barroni (1896), L. Caratelli e l'ebreo convertito Emilio Nerva (1919).

L'Ordine ha oggi come centri principali di studio la Pontificia Facoltà Teologica di S. Bonaventura in Roma (dal 1904) e in Studio generale di Paracattari in America, aggregato all'Università cattolica di Washington e altri Studi generali e collegi di teologia e filosofia: inoltre 3 Studi e 6 istituti teologici per inizi in Italia, a Firenze, Padova, Napoli, ecc., provvida istituzione del dopoguerra (1944) per la diffusione della cultura teologica fra i laici,
con programmi completi quadriciniali o biennali. Organo storico, Miscellanea francescana (Foligno-Roma, 1886 sgg.), trimestrale.

BibL.: Oltre le fonti e la letteratura generale riportata più sopra e che vale in gran parte anche per i Conv., si citano in particolare: G. Abate, Regesto Ordinii, 1488 sgg., in Miscell. franc., 25 (1921) 38 (1938); Teassanano (Pietro Ridolfi da), Historiamum seraph. Religioni libri (112, Venezia 1566; S. Biernacki, Speculum Minorum, Cracovia 1688; B. Matz, Geschiedenis van.., der Mioderforschry, Haarlem 1803; L. Caratelli - St. Ignudi, Manuale... del Min. Conv., Roma 1897; D. Spazzain, Dalla leggenda alla storia, 2r ed., Città di Cartella 1923; S. Biectle, Der Misericamuden, Friburgo in Br. 1524; G. Abate, Storia e statistica frane, Assisi 1931; B. Fleury, De statu O. F. M. Conc. in Gallia, sino al 1742, in Comment. O.F.M. Conc., 24 (1927), pp. 245-52.

Per gli studi e scrittori: C. Franchini, Bibliocalla... di scrittori M. Conc., Modena 1693; D. Spazacin, De seraph. D. Bonaventurae Collegio de Urbe sruosiri hirs., Roma 1923; id., Framamenti bib-bibliogz. di scrittori... M. Conc. del 'non al 1940, Assisi 1931; N. Popini, Scriptures... ab is, 1530 ad is, 1530, in Mitz. franc., 20 (1930); id., Letinen jubilei O.F.M. Conc. a zner, XIII ad XIX, ibid., 31-33 (1931-32); F. A. Benolfi, Degli studi nell'Ordine dei M.. ibid., 21-32 (1931-32); L. Di Fonsio, La studio del Dattore Serafico nel Collegio di S. Bonaventura in Roma, ibid.. 20 (1940), pp. 125-66; id., Studi, studenti e maestri nell'Ordine del Franc. Conc. del 1113 al 1317, ibid., 44 (1944), pp. 167169.

Varia: G. Abate, Il Collegio per le edizioni, e Francescari generali per le edizioni.... in Min. franc., 70 (1929); id., Scritt epitroponum O.F.M. Conc. 101, 1241-1930, ibid., 31-32 (1931-32); B. Morario, Scrits ritecond. praefectuous apost. et epiterpamma O. F. M. Conc. in Madiacria et Valarbia, zner, XVII-XIX, in Comment. O.F.M. Conc., 37-39 (1940-42); id., Le mission O.F.M. Conc. ad zcr, XVII, in Mierell. franc., 46 (1946), pp. 294-314; B. M. Hess, Manuale de l'cocela et Constitutionibus O.F.M. Conc., Città del Vaticano 1943; G. Orlandi, Serie dei padri e teologi frane, M. Conc., al Conv. di Trento, in Mierell. franc., 47 (1947), pp. 321-411. - Miscellanea francescano, FolignoRoma 1866-1940; S. Ficarrens, Assisi 1920-30; II Sante, Padova 1529-32; Citta di Vita, Firenze 1946-49, organo degli Studi teoloque per laici.

Lorenzo Di Fonso
IV. I F. M. CAPPUCCINI (O. F. M. CAPP.).

Questa riforma, che tanta importanza ebbe sulla vita spirituale del 700 ed in seguito, prima in Italia e poi presso le altre nazioni cristiane e nelle missioni, ripete la sua prima origine da frate Matteo da Bascio degli Osservanti della Marca d'Ancona. Per sua iniziativa personale e senza intenti di prosciuitismo, egli rinfacciò le aspirazioni riformistiche che animavano i più fervidi religiosi dell'Osservanza. Nel 1525 ottenne da Clemente VII il permesso di indossare, ad imitazione di s. Francesco, un grezzo saio con lungo cappuccio piramidale, di osservare alla lettera e senza dispense o privilegi la regola francescana, di vivere in rigida povertá, di esercitare il ministero di predicatore della penitenza. Suoi primi seguaci furono i due fratelli Ludovico e Raffaele da Fossombrone, i quali difesero e organizzarono la espansione della minuscola famiglia, ponendola nel 1527 sotto la favorevole obbedienza dei F. M. Conv., mentre lo stesso Papa, con bolla Religionis celus del 3 luglio 1528, promulgò l'atto di erezione canonica della nuova Congregazione che si chiamò dei F. M. della vita cremitica, secondo le costituzioni del primo Capitolo tenuto ad Albacina nel 1529. Il nome popolare di Capp. derivò dalla forma del cappuccio. Essi si caratterizzarono per una strettissima povertà e per uno spirito di contemplazione e di perfidiera diurna e notturna. I frati si sostentavano con la mendicità quotidiana, vestivano rozzaniente, a capo scoperto e a piedi scalzi, portavano la barba, si raggruppavano in "luoghi" romiti presso angusta cappelle, con un irraggiamento esterno di predicazione popolare, di lavoro manuale, di opere di misericordia. La loro interiorità serafica e rigidezza ascetica, l'eroismo della loro carità nella cura degli

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Fratr Minori - Studioso canquccino. Disonno sequarelato per frontespizio (sec. xvili) - Assisi. Museo Francescano.
ammalati e degli oppestati riportarono nella socictà gaudente e sfarzosa dell'Umanesimo l'susterità e la poesia delle origini francescane; il popolo li circondi di venerazione; la stima e l'oppoggio di prelati e di principi furono di valida difesa presso le gerarchie curiali e lo stesso Sommo Pontefice contro l'opposizione dei superiori dell'Osservanza, che difendrvano l'unità dell'Ordine.

Da questa molti religiosi ferventi e dotti affluirono alla nuova famiglia; nel 1532 s'aggregò ad essa il gruppo dei riformati calabresi, l'anno seguente si stabilirono in Sicilia e nel 1535 nella terre oltre 8 Po. contendo nel 1538 circa 700 religiosi, divisi in 12 province. Le nuove Costituzioni, composte durante il governo di Bernardino d'Asci (v.), d'anno incremento alla predicazione e ammettono gli studi sacri. Le bufera scatenata dal passaggio all'eresia, nel 1542, del vicario generale Bernardino Ochino (v.), collaudò la saldezza della riforma, che il Concilio di Trento escluse, insieme con gli Osservanti, dall'obbligo delle possessioni in comune (1563). Nel 1571 i Cappuccini delle province italiane erano 3300; Gregorio XIII il 6 maggio 1574 permise loro l'espansione nelle regioni di oltr'Alpe e in quell'anno si stabilirono in Francia, nel 1578 in Spagna, nel 158; in Svizzera, nel 1585 in Belgio, nel 1593 nel Tirolo, nel 1599 in Boemia e a Vienna, nel 1600 a Monaco, nel 1603 in Alstria, nel 1611 in Rensnia, nel 1612 in Vestfalia. I chierici compivano gli studi nelle scuole generalizie a provinciali dove insegnavano dotti teologi, fra cui Girolamo da Piccola (v.), Pietro Trigoso da Calatayud (v.). S. Lorenzo da Brindisi (v.) conduce l'opposizione ai protestanti in Boemia e Baviera; altri confratelli combattono gli ugonotti in Francia, ove p. Angelo di Jereuse assume il comando militare della Lega cattolica. Predicatori eloquenti lavorarono per la salvaguardia della Fede e la riforma del costume del popolo italiano. S. Giuseppe da

Leonessa (v.) si spinse a Costantinopoli, mentre altr missionari toccarono le coste africane e levantine, le isole del Mediterraneo ed il Brasile ( 1612 ). Molti, furono gli oratori e gli scrittori di pregiate opere ascetiche. Un'intensa attività sociale accompagnò l'azione oratoria con istituzioni benefiche per fanciulli poveri e donne penrite, con il servizio negli ospedali e nei lazzarotti, con i monti frumentari in tempi di carretia, con l'assistenza ai soldati. Quando, nel 1619, l'Ordine ottenne la completa indipendenza, con un proprio ministro generale, contava 14.846 religiosi divisi in 40 province e 1030 conventi.

Nel 1754 raggiunsero un totale di 32.821 membri, con 63 province e 1715 conventi ed ospita, oltre le numerose residenac nei paesi di missione. A. Manzoni ne illustrò con senso storico la benefica potenza e il vasto influsso sociale. La santrì cappuccina copose alla pompa secentesca e all'orgoglio razionalistico le figure dei beati Benedetto da Urbino (v.), Bernardo da Corleone (v.), Bernardo da Offida (v.), Cragnno da Vitraba (v.). Lo studio dei giovani venne ordinato nel Seicento secondo un programma scolastico di 7 anni e la cultura sacra era diretta in prevalenza all'esercizio della predicazione. Le missioni popolari si svolgevano con il curadio politico di riti e processioni devosionali e penitenziali, di rappresentazioni sacre, di solenni creatori di erasi, immagini, cappelle. Diffusero in modo particolare la preghiera eucaristica delle Quarant'ore (v.). Nel 1743 Benedetto XIV affidava ai Cappuccini la predicazione nel Sacro Palazzo apostolico. Tra la folla schiera degli oratori si distinsero in Italia il b. Angelo d'Acri (v.), Emanuele Orchi (v.) rappresentante del secentismo esagerato. Adeodato Turchi (v.), rinnovatore dell'ebiquenza: in Spagna Giuseppe da Carabantes (v.), il b. Diego da Cadice (v.) e Michele da Santander; in Francia Onorato da Cannes (v.), Francesco da Tolosa (v.); in Svizzera Filippo Tanner; in Germania Procopio da Templin, Dionisio da Lussemburgo (v.) e il catechista e scrittore popolare Martino da Coehem (v.). Altri, come Marco d'Aviano (v.), liberatore di Vienna contro i Turchi nel 1683, svolsero attività diplomatico presso gli Stati cattolici. Nota in Francia l'influenza politica dell'eminence gríor Giuseppe Le Clerc da Tremblay. Nelle Germanis settentrionale e nei Paesi Bassi i Cappuccini condussero le missioni interne o parrocchiali contro il calvinismo: altri missionari partirono dal continente per l'Inghilterra, Scozia e Irlanda. Nelle missioni retiche cadde martire s. Fedale da Sigmaringa (v.). Nelle discipline teologiche gli autori cappuccini, pur non formando un'unica scuola per i vari indirizzi scotisti e tennisti e per l'odietismo personale, mostravono una certa preferenza per s. Bonaventura. In ascetica si distinsero per vasta diffusione di opere spirituali, come Alessio Segala da Salo (v.), Gaetano Migliorini da Bergamo (v.), Benedetto da Canfadd (v.). Costantino da Berbencon (v.). Polemizzarono efficacemente contro il molinismo e il giansenismo e le teorie gallicane, feironiane e gisseppiniste. Si organizzarono le missioni nei vari continenti. Giuseppe du Tremblay spedì i F. M. Capp. francesi a Costantinopoli, in Grecia e in Siria nel 1623 , in Mesopotamia e in Persia nel 1628; gli italiani si stabilirono in Armenia e Georgia nel 1661, da dove nel 1713 si spinsero in Russia. Fu loro affidata la prefettura apostolica del Tibet (1704-45), donde fondarono missioni nei regni di Nepal, Patna e British. F. M. Capp. italiani si stabilirono ad Algeri e a Tunisi nel 1624; francesi nel 1624 e poi spagnoli nel Marocco; francesi in Egitto nel 1631; i beati Agasongali e Cessiano (v.) si spinsero in Etiopia, subendovi il martirio nel 1639 ad Azoad presso Gondar. Dal 1634 sono in Guinea a dal 1645 nei regni del Congo; dal 1630 nel Canada, nella Nuova Scozia, in Maine a in Virginia, nel 1633 nelle Piccole Antille, a S. Domingo nel 1680, al Venezuela nel 1650 . Nel 1642 si organizzarono le missioni nel Brasile; i francesi lavoravano dal 1722 in Luisiana, cedendo il posto nel 1766 agli spagnoli.

A causa delle soppressioni, nel 1847 i F. M. Capp. erano scesi a 11.152, \mathrm{nel} 1888 a 7628 , ma anche in ccol erverse condizioni la loro operosità si svolse ininterroris nelle

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forme tridizionali del loro apostolato. Il generale Bernardo Christon de Andermatt (v.) diede all'Ordine una valida mpresa organizantiva. I nuovi problemi sociali furono affianati con varie opere di assistensa: nei paesi di lingua tedesca al diffusero le istituzioni di p. Cipriano da Figgolsheim (v.), in Svizzera quelle di Teodosio Florenmmi (v.). Teobaldo Mathew (v.) combatté l'alcoolismo in Irlanda e in America: Ginscchino Hespinger (v.) difese la liberta del popolo (itales). Messimibano Tirejwa e Agrippino Konarski caddero vittime per l'indipendenza della patria polacca. Sono largamente conoacioni l'apostobio del card. Gushclmo Masscia (v.) in Africa, l'opera del F. M. Capp. in Eritrea, l'azione costrutiva del vescovo Anastasio Hartmann (v.) e di altri missionari in India. Nel 1841 si fonda a Roma il collegio di S. Fedele per le missioni; nel 1883 l'Istituto orientale per le missioni nei Balcani e nel Mediterraneo asiatico; tetta l'artivita missionaria ricuverte nel 1884-87 una più efficace rencemazione. Attualmente si contano 43 missioni propriamente dette con 102 missionari. Nel 1911 si inauguró a Roma il Collegio internazionale S. Lorenzo da Brindisi per l'istruzione superiore o universitaria; nel 1920 fu costituito ad Assisi e nel 1930 trasferito a Roma l'Istituto storico con un programma di ricerche e di pubblicazioni storiche e bibliografiche. Veric riviste di cultura e d'azione diffondono la scienza e la pietà francescana, soprattutto mediante il Tera'ordine e le associazioni degli - Amici di S. Francesco -. Di recente la Chiesa ha riconosciuto la santità del S. Francesco da Campanosso (v.) e di s. Corrado da Parzham (v.). Nel nov. 1948 i superiori maggiori pronossero a Roma un congresso internazionale per adeguare le attivita apostoliche alle particolari esigenze celerine. L'Ordine conta 14.003 membri, in 65 province o commissariati e 1126 case.

Dim.: Fonti: Marro da Barcamo, Introducción e la historia capuchina, nella sua opera Estudio critico de las fuentes históricas de S. Francisco y S. Clara, Barcellona 1931, pp. 201-24; Miammonte historico O. M. Cap.. I: Marlon e Meresto Baraceno. Relaciones de origino O. M. Cap., ed. Melchiorre da Pobladura, Assisi 1937: II: Bcrnacilnore e Colpertezo. Historia O. F. M. Cap., ed. Melchiorre da Pobladura, ivi 1930: III: id., ivi 1940: IV : id., Roma 1941: V: Matthias e Sola. Historia Capu. cina. I. ed. Melchiorre da Pobladura, ivi 1046: II, ivi 1030. Z. Baverius. Annales O. M. s. Framitici Capacciomma. I e II. Lione 1632-30, fino al 1612 e continuiti fino al 1634 da Mar. cullino da Pita e Silvestro Drazhema da Milano. Lione-Milano 1676-1737, e da Pellegrino da Forl. Annali, fino al 1722. Milano 1882-83. Bullarimm Ord. Miu. s. Framitici Cap., I-VII. ed. Michele da Zopp. Roma 1740-42, VIII-X, ed. Pierdeniano da Münster. Innsbruck 1883-84. Letteratura: Bernardus a Bonoma, Bibliaiium scriptarum O. M. Cap., Venezia 1747. continuata da Giovanni M. da Melchiora, Roma 1852. Liber memorialis O. F. M. s. Frant. Cap., ivi 1928. Descriptio geographica et statistica proribetorum et ministere O. F. M. Cap., ivi 1920: Curberta da Brighton. I Capucriui. Contributo alla storia della cantrocifurma, Fienza 1930: Ilarimo da Milano. L'Ordine francescano attraverso i secoli, Geocritici storiche. Milano 1937: Rocco da Cesinale. Storia delle missioni dei Cappuccini, 3 voll., Parigi-Roma 1867-73; Clemente da Terrazio. Le missioni dei Miu. Cappuccini, unita storica, 10 voll., Roma 1913-30: Melchiorre da Pobladura. Historia generella Ord. Fr. Miu. Capuci. parte 10 (1932-1810), ivi 1947: parte 2* (1610-1764). I, ivi 1948: II, ivi 1948: parte 3^{°} (1761-1940), ivi 1950. Riviste: Analecta Ord. Miu. Capucc., organo ufficiale (Roma, dal 1883): Cidlerto-
ma Francivano (Assisi dal 1031. Roma dal 1941): L'Italia francezcana (Roma dal 1026): Etudes franciscaines (Parisi dal 1809): Estudios franciscanos (Sarria-Barcellona, dal 1907): Il Messia (Roma dal 1914), 122.

## V. L'Architettura francescana.

Il movimento religioso suscitato dai Francescani dette grande impulso alla costruzione di chiese, e l'importanza ch'essi diedero alla predicazione richiese speciali conformazioni dagli edifici sacri. Data la rapida diffusione dell'Ordine, la maggior parte delle chiese francescane
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sorse nei due secoli successivi alla morte del fondatore, coincidendo con la piena fioritura dell'architettura gotica, cosi che esse sono in Italia fra le migliori espressioni di quello stile. Esse però non presentano caratteri che le differenziano sostanzialmente dalle altre coeve.

I primi costruttori, per attenersi al voto di povertá affermato dalla Regola, seguirono modelli cistercensi adattandoli alle nuove esigenze, cosi che ne risulta in complesso un maggiore senso spaziale per la grandiosita della navata unica, ed un effetto di luminosita per assenza di pilastri o sporti fuori del coro e delle cappelle. Sono significative a questo proposito le norme dettate da s. Bonaventura nel capitolo renato a Narbona nel 1260 , che prescrivano di limitare al solo presbiterio la copertura a volta. Ma tranne alcune chiese umbre che ebbero il tetto in vista sostenuto da capitate (Gubbio, Nerni, forse Perugia, tutte poi rifatte) o da oriconi (Sangemini), la disposizione non venne osservata, e si impiegarono volte a crociera costolonate per la copertura dell'intera ambiente. Invece furono più osservate le norme concernenti l'esclusione di ornamenti superflui anche per la decorazione pittorica e le vetrate (la chiesa di Assisi rappresenta quasi un'eccezione).

Una differenza sostanziale con le chiese benedettine è nell'ulcazzione, poiché mentre quelle sorgevano d'ordinario fuori degli abitati, costituendo, con gli annessi monasteri, centri di vita autonoma, i Francescani si stabilirano nell'interno dei paesi per meglio svolgere il loro ministero spirituale a contatto diretto con la popolazione.

Anche dal punto di vista planimetrico si osserva grande varietà. La navata unica è adottata in S. Chiano di Napoli, e prevale nell'Umbria: Perugia, Torni (amplista a tre navate nel 1445), Gualdo Tadino, ed in Toscana, ov'é comune l'invografia a croce egizia a Pistoia, Pisa, Arezzo, Siena. La pianta a tre navate (generalmente con quella centrale di larghezza doppia delle laterali e con notevole sviluppo longitudinale) è usata nell. disposizione a croce egizia in S. Croce di Firenze (la più grandiosa espressione architettonica dell'Ordine dopo la chiesa di Assisi), a Ferrara e a Pavia (ambedue alterate nel Cinquecento) e varia dalla semplice forma rettangolare terminante con una o più absidi (Manteva, Parma, Piacenza), alla croce latina (Cremona), fino alle più complesse disposizioni con cappelle radiali intorno al coro (Bologna) o alla singolare conformazione di S. Maria dei Frati a Tenzzia.

Meritano di essere ricordate le chiese erette nell'America latina, e particolarmente nel Messico ove i Francescani, portando per primi la fede fra gli indigeni, diedero

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vita, per la traduzione di forme rimascimentali con materiali locali, a caratteristiche espressioni d'arte. - Vedi tavv. CXIV-CXVI.

Boll. H. Thode, Frone ven Avini nui des Antines des Bemonieuses in Itulion, Berline 1026: P. Toesca, Storia dell'arte italiann. Torino 1026. p. 604 sga.: A. Michel, Histoire de l'art, VIII. in. Parisi 1020. p. 1222 rga.

Mario Zocca
FRATI PREDICATORI, Oadine dei. - Ordine mendicante fondato da s. Domenico (onde : Domenicani) per la predicazione. Le sue costituzioni moderne indicano i mezzi che si adnperano per preparare i frati in questa missione : 1) recita pubblica delI'Ufficio divino, a) vita regolare, 3) osservanza di alcune pratiche ascetiche, 4) studio assiduo delle scienze sacre.

Sommario: 1. Fondazione. - II. La cosiluzione domenicana. - III. Attivita domende e parenctica. - IV. Anreità massimaria. - V. Crisi della mendicita e della peveria. - VI. Ritomo alla vita comune. - VII. Il tenutomo. - VIII. Il Sec and ordine domenicano. - IX. Il Terzordone domenicano. - X. Confraternite domenicane. - XI. Epoca moderna. - XII. Russicita. - XIII. Sano attuale. - XIV. Archititutura domenicana.

1. Fondazione. - L'Ordine sorze da una intrapresa apostolica (Suero prandientio) in