volume-05

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one che le lezioni considerate proprie delle Antiche Latine provengono da un testo greco anteriore, e non de corruzioni o parafrasi di esso. Caratteristica di W è la finale lunga dopo M c. 16, 14, detta + il logion F. + in una forma più ampia che in s. Girolamo (Adv. pelag., II, 15; PL 23, 576). E riprodotto in nota nelle edizioni critiche del Nuovo Testamento. Sebbene non autentico, ha origini antichissime (prima metà del sec. II, secondo Gregory). W contiene anche la I Cor. 10, 292 frammenti delle Epistole ai Carinti, ai Galati, agli Efesini, ai Calassesi, ai Tessalonicesi, agli Ebrei, a Timoteo, a Tito, a Filomone. Originariamente constava di 208-12 fogli a può datarsi al sece. v-vi. Riproduce il 80 come ACP 17, 37.

Bac. : H. A. Sanders, Fortimile of the Washington Mt. of the Four Gospels in the F. Collection, Michigan 1912: id., The N. T. Mt. in the P. Collection. Nueva-York 1912: id., The Washington Mt. of the Epistles of Paul, ivi 1918: E.-J. Goodapood, The Washington Mt. of the Gospels, in American Journal of Theologs. 17 (1917), pp. 226-29, 305-411, 399-813; 18 (1914), pp. 131126, 288-81; M.-J. Lagrange - St. Leonert. Critique textuelle, II. La critique rationnelle, Parigi 1935: B. Buste, s. v. in DBs. III, coll. 523-30; G. Bonaccorsi, Nuovi manoscritti biblici e la finale di s. Marco, in Rivista storico-critica delle scienze teologiche, 4 (1908), pp. 221-237, ecc. Bonaventura Mariani

FREETOWN e BO, Diocesi di. - Diocesi dell'Africa Occidentale britannica, che comprende il territorio della Colonia di Sierra Leone sulla costa atlantica, tra la Guinea francese e la Liberia. Il 13 apr. 1858 la S. Congregazione de Propaganda Fide, distaccando la Colonia di Sierra Leone con i territori adiacenti dall'allora vicariato apostolico delle Due Guinee, eresse il vicariato apostolico di Sierra Leone e lo affidò alla Società delle missioni africane; ma il fondatore di essa, mons. de Brasillac, a tre suoi missionari, che lo avevano accompagnato colà, vi morirono di febbre gialla.

Nel 1860 furono sostituiti con i Padri della Congregazione delle Spirite Santo, che, superando grandi difficoltà, poterono affermarsi. Nel 1897 ne venne distaccata in parte la prefettura apostolica della Guinea Froncese (oggi vicariato apostolico di Konakry e prefettura aposto-
lica di Konkan) e nel 1903 quella della Liberia (oggi vicariato apostolico di Monrovia e prefettura apostolica di Cape Palmas). Il 18 apr. 1930, in occasione dell'erezione della gerarchia episcopale nell'Africa Occidentale britannica, il vicariato apostolico di Sierra Leone fu elevato a diocesi residenziale immediatamente soggetta alla S. Sede con la denominazione di F. e B., dal nome del centro ove risiede l'Ordinaria (F.) e del vicino centro politico e commerciale (B.) di tutto il territorio. Le statistiche del 1949 presentano i seguenti dati : superficie 80.000 kmq .; ob. 2.230 .000 ; cattolici 10.105 . di cui 9492 indigeni, 431 esteri, 182 di stirpe mista; catecumani 4862 , dissidenti orientali 311; protestanti 55.000 ; maonestani 126.000 ; pagani 2.060 .599 ; missionari sacerdoti : 31 della Congregazione delle Spirite Santo e 4 della Pia Società di S. Francesco Saverio per le Missioni Estere di Parma; fratelli 2 della Congregazione delle Spirite Santo; suore estere 26; catechisti 94, catechiste 5; maestri 96, maestre 60, Stazioni principali 12, secondarie 25; dispensari 3 con 21.900 consultazioni nel corso dell'anno. Scuole 40 con 2638 alunni dei due sessi; scuole di preghiere 112 con 1768 alunni dei due sessi; Battesimi di adulti 204, di bambini 239; Comunioni pasquali 3840 ; di devozione 124.004. Vi è Azione Cattolica (Legion of Mary).

Bac., MC, p. 372; Arch. R. C. de Prog. Fide, Prospectus status teisionis, pen. prat. n. 3191/49.

Crafo Corvo
FREGIO. - Zona centrale della trabeazione, fra l'architrave e la cornice, di carattere diverso secondo gli oridini architettonici (v.). Nelle costruzioni palcoscriatane segue le ultime forme classiche : con iscrizione (tempietto del Clitunno); convesso (porta del Battistero Lateranense); con rilievo a racemi (porta di S. Salvatore a Spoleto); a triglifi (ma sopra colonne corinzie, nel presbiterio della stessa chiesa).

L'uso di decorare (i f. con musaici (S. Maria Maggiore) sarà più diffuso in età romanica, con motivi floreali e più spesso con orneti cosmateschi. La concezione costruttiva gotica esclude la trabeazione e quindi il f. Ne ritorna l'uso con l'architettura architravata del Rinascimento, talvolta liscio, talvolta ornato; in Toscane con elipei (Brunellesea), con rilievi di terracotta invetrista (tipico quello, figurato, dell'Ospedale del Ceppo di Pistoia), con motivi classici. Questi vengono poi fantasiosamente trasformati in Lombardia secondo il gusto locale al quale indulge lo stesso Bramante (sagrestia di S. Satire); che invece nelle opere romane adotterà il f. liscio e a triglifi. Maggior rispetto ai canoni classici si ha nel 300: il triglifu, motivo dominante nella chiesa di S. Biagio e Montepulciano ( 1518 , A. Sangallo il Vecchio), viene poi largamente adottato soprattutto nell'Italia centrale. Frenoni classicheggianti sono usati da Michelangelo (Palazzo Farnese, vagola di S. Pietro) e, con maggior sontuosità, dal Sansovino nella Libreria Marciana, esempio quasi isolato nel Veneto, dove la dominante corrente palladiera eliminerà ogni sovrapposizione decorativa. Il barocco non cura molto la decorazione del f. all'esterno delle chiese, ma nell'interno lo adegua per ricchezza al sontuoso colorismo delle pareti; una nota di originalità è portata anche qui dal Borromini, nei motivi araldici e floreali trattati con nuova fantasia (Propaganda Fide; S. Giovanni in Oleo). Il neoclassico ritorna con erudita freddezza ai canoni antichi.

Mario Zocca
FREGOSO, Federico. - Cardinale, n. a Genova ca. il 1480 , m. a Gubbio il 22 luglio 1541 . Ad istanza del duca d'Urbino suo 260 , Giulio II lo nomisò arcivescovo di Salerno nel maggio 1507, e nel 1508 gli diede in commenda il vescovo di Gubbio. Fratello del doge di Genova, Ottaviano, lo coadiuvò nel governo partecipando anche ad una spedizione contro i corsari.

Nel 1522 dovette lasciare Genova assediata dagli Spagnoli e fuggì in Francia dove ebbe dal re l'abbazia di S. Benigno di Digione. Amico del card. Contarini, partecipò con lui a quella corrente spirituale che voleva la riforma della Chiesa e condivise le sue idee sulla Grazia. Fu chiamato a Roma nel 1536 alla famosa commissione di preparazione della riforma insieme con il Sadoleto, col Carafa,

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col Polo ed altri. Il 19 dic. Paolo 111 lo creb cardinale. Pietro Bembo che fu suo ospite a Roma nel 1513 lo mise come interlocutore nelle sue Prose della volgar lingua; cosi pure Baldassor Castiglione nel Cartaginoo cominciato a scrivere nel 1514 . Lasci6 alcune sue opere a stampa, fra cui un Trattato dell'orazione (Venezia 1542 e 1543). Fu sepolto nel duomo di Gubbio dove fu vescovo dopo aver dovuto rinunciare a Salerno.

Biel.: L. Grillo, Elegio dei liguri illustri, II, Genova 1846, pp. 390-98; G. Paesano, Memorie per servire allo storio della Chiesa salernitana, Salerno 1857, p. 140 sgg.; Pastor, V, passim. Antonio Cistellini
FREGOSO, Paolo. - Cardinale, n. a Genova nel 1430, m. a Roma il 19 marzo 1498. Fratello del doge Pietro, fu eletto arcivescovo di Genova nel 1456 ed ebbe la porpora de Stato IV il 15 maggio 1480. Tipica figura di politico spregiudicato e ambizioso, riusci a usurpare per 3 volte il dogato nel 1462 , 1463,1483. Fu cacciato a furor di popolo nell'ag. del 1488 e rinunciò al ducato il 31 ott. Nel 1481 fu a capo della flotta che il papa aveva armato a Genova per cacciare il Turco da Otranto; era sotto questa città nell'ag. e vi rimase sino alla vittoria.

Biel.: L. Levati, I dogi perpetui di Genova (1330-1320), Genova 1930, pp. 406-42 (r. bibl. (vi cit.); P. Paschini, Il carteggio fra il card. Barbo e G. Larenzi, Roma 1948, pp. 22, 31, 179.

Antioio Cistellini
FREINADEMETZ, JOSEPH. - N. a Badia in Val Badia (Bolzano) il 15 apr. 1852 da pii contadini. Ordinato sacerdote il 25 luglio 1875 , il 4 luglio 1878 , con il permesso del suo vescovo, mons. Gasser, entrò nella Società del Verbo Divino da poco fondata (1875) in Steyl (Olanda).

Il 2 marzo 1879 fu uno dei due primi missionari della Società del Verbo Divino pertiti per lo Shantung Meridionale (Cina) dove al suo arrivo a Puali trovò 158 cristiani. Egli vi lavorò per quasi 30 anni, vero modello di missionario, in posizioni direttive, tra sacrifici d'ogni genere. Ebbe molto a cuore la formazione dei clero indigeno. Scrisse per gli studenti cinesi di teologie e Sanctissimum Novae Legis sacrificium ( 2^{mathrm{a}} ed., Yenchowfu 1926; edito nuovamente nel 1948 in Steyl). Il 28 genn. 1908 m. a Talcia di tifo, in fama di santità. Lo Shantung Meridionale (vicariato di Yenchowfu) contava allora ca. 46.000 cristiani, 45.000 catecumeni, 12 sacerdoti cinesi formati dal p. F. e 74 seminaristi, tra questi il futuro card. Tommaso Tien. E in corso il processo di beatificazione.

Biel.: A. Henninghaus, P. 7. F., 2^{mathrm{a}} ed., Yenchowfu 1926; J. M. Aulitzky, Fu Schanfu, Modling 1932; H. Fischer, P. 7. F., Steyl 1936; G. Baur, Der Diener Gottes p. 7. F., Varone (Trenon) 1939; 2a ed. ivi 1942: tradotto in italiano: Il verso di Dio p. G. F., ivi 1942.

Goffredo Grisad

## FREISING: v. MONACO.

FREJUS, diocesi di. - Città e diocesi nella Francia meridionale; il territorio corrisponde a quello del dipartimento del Var. La diocesi ha una super. 800 di kmo, 5609 con una popolazione di 377.204 ab., dei quali 376.000 cattolici, distribuiti in 180 parrocchie, serviti da 209 sacerdoti diocesani a 150 regolari, un grande seminario a La Crau (Var); 15 comunità religiose maschili e 79 femminili (1949). E suffraganea di Aix. Patroni della diocesi: s. Leonzio e s. Maria Maddalena.

In origine uno dei tanti villaggi lungo le vie romane (viani vicani) abitati da alcuni coloni che avevano ricevuto loti di terra. Ciascuna parla per primo di Forum Iulii nel 43 a. C. Piccola borgata lungo la grande arteria che percorreva la bassa Provenza, fu scelta ( 39-31 a. C.) come cantiere di costruzione di navi leggere e rapide. Strabone le chiama navale Caesaris Augusti. Dopo la vittoria d'Azio fu il porto della flotta del litorale della Gallia, colonia classica, e accolse i veterani della VIII legione Augusta; Plinio la menziona - Forum Iulii Octavanorum Colonia quae Pacensis appellatur et classica x.
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(1st. Archivio pholographigico)
FREJUS, mOCSsi di - Esterno del Battusuro (sec. v). dopo il restauro.

Tra i vescovi di F. si ricordano: Leonzio, nominato in due lettere, una del papa Bonifacio I del 419 e un'altra del papa Celestino I del 431; Teodoro, che partecipò ai Concili di Riez (439), d'Orange (441) e di Vaison (442). Nel sec. vi sono aoti Vittorino, presente al Concilio d' Agde del 506, Giovanni, rappresentato a quello d'Arles del 524 , come Desiderio nel 541 e Espettato a quelli d'Orièans nel 549 e di Parigi del 552 . Nel 632 Martino sottoscrisse al privilegio di Relaula del 636. Dopo non si conoscono nomi di vescovi di F. fino al sec. x. La diocesi, soppressa nel 1801, fu ristabilita il 27 luglio 1817 e confermata il 6 ott. 1822. La Cattedrale sorge sul luogo d'una chiesa antica, restaurata nel sec. IX, ricostruita nel XII con rimaneggiamenti dei secc. xv e xvi; restano avansi dell'antico Capitolo e della facciata romanica, ma più notevole è il battistero: pianta quadrata all'esterno, ortogonale all'interno, con deambulatorio circolare sostenuto da 8 colonne in granito nero; capitelli corinzi con pulvino; un banco circolare gira intorno; al centro si ha una piscina ortogonale in muratura rivestita di marmo, coperto da un ciborio con 8 colonne. La cattedrale di F., dedicata a Notre Dame e a S. Leonzio, possiede un sacramentario del sec. XII; un messale del sec. XIII e un rituale di Uses del sec. xv. A F. è unito il titolo di Tolone, diocesi del sec. v. I suoi vescovi antichi conosciuti sono: Auguècale, presente ai Concili di Orange (441) e di Vaison (442), probabilmente ricordato erroneamente come vescovo di Arles al 7 sett. nel Martirologio geronintiano; s. Cipriano, discepolo e biografo di s. Cesario d'Arles, che intervenne al Concilio d'Orièans del 541, mentre Palladio intervenne a quello del 549 ; il vescovo Menza indirizad una lettera a s. Gregorio Magno (Jaffé-Wattenbach, 1831)

La cattedrale di Tolone è tutta restaurata. La chiesa di S. Massimino, iniziata alla fine del sec. xirt da Carlo II di Sicilia, fu terminata alla fine del sec. xv; è il più bell'esempio di architettura nel sud della Francia. I principali santuari della diocesi sono: Notre-Dame des Anges a Pignans, Notre-Dame de Benat, Notre-Dame des Graces a Cotignac. Insigne è la basilica di S. Maria Maddalena a St-Maximin. Ne iniziò la costruzione nel 1995 Giovanni Bandici per ordine di Carlo II d'Angiò e fu

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terminata nel 1532 . Essa costituisce il più insigne prodotto dell'arte gotica settentrionale in Provenza. L'abside è poligonale, le vòtte delle navate raggiungono l'altezza di 29 m , come le cattedrali di Bourges e di Mans. La cripta è un mausoleo contenente sarcofagi cristiani. Fu officiata dai Benedettini fino al 1295, in cui furono sostituiti dai Domenicani rimastivi fino alla soppressione degli Ordini religiosi all'inizio del sec. 22.

Biel.: L. Duchesne. Fautes épiscopaux de l'ancienne Gaule, I, 2^{°} ed., Parigi 1907, p. 285 (per Tulona, 27. 29. 277-78); A. Fesmico. La baptistère de F., in Bulletin de la Société des antiquaires de France, 1925, pp. 143-45, 283; A. Donnadieu, La Pampel de la Provence, F., Parigi 1028: Guide de la France chrétienne et névironnalie, 1926-29, Parigi 1928, pp. 574-75. Enrico Jost

FRENASTENIA, FRENASTENICI. - Il termine è dovuto all'alienista italiano Andrea Verga ed è stato rimesso in onore da S. De Sanctis, che lo preferì a quello di "oligofrenia" delle scuole tedesche ed a quello di "delicenza mentale" perché più tecnico.

Con esso s'intende una "insufficenza mentale dovuta a credita morbosa, ad anomalie o malattie che sorpresero il cervello durante il periodo della sua più attiva evoluzione e cioè dal periodo embrionale a tutta la prima infanzia". Su la causa morbosa colpisce invece il cervello a sistemazione intellettuale presso a poco raggiunta, cioè dopo i 5-6 anni, si parla di regressione mentale a demenza (v.).

In altri termini, tra f. e demenza vi è una differenza sostanziale, costituita dall'epoca in cui si è determinato lo stato deficitario. Già Esquivel differenziò i due deficit ed è noto il suo aforisma: è demente colui che essendo ricco si è impoverito, è frenastcnico colui che ricco non è mai stato. Si possono tuttavia riconoscere fra i due deficit anche delle differenze psicopatologiche qualitative. Nella demenza si verifica infatti una riduzione globale della personalità, mentre nella f. oltre la riduzione dei processi mentali superiori vi è disarmonia; cioè si notano spesso lacune parziali nel quadro psichico, buona memoria e persino talenti speciali (musica, calcolo). Ciò perché nei frenastenici la forza evolutiva è in lotta con la causa perturbatrice dello sviluppo psichico, il quale procede irregolare, determinando quella disarmonia caratteristica della psiche deficitaria originaria.
S. De Sanctis distingue la f. in cerebropatico, dovuta a malattie del cervello, che si contraddistingue per la presenza di sintomi neurologici per lo più a carico della motilità (strabismo, paresi, paralisi, ecc.); biopsicos, di natura creditoria o congenita precoce, in cui il soggetto presenta quasi sempre atipie morfologiche degenerative che sono indice del gravame morboso ereditario; biocerebropatico, lo più frequente, riassumo i due ordini di fattori causali (familiare e individuale) per cui si notano in essa sintomi neurologici accanto ad atipie morfologiche degenerative.

Nella massa dei frenastenici spiccano inoltre, per la peculiarietà di alcuni sintomi, quadri morbosi cui compete una più precisa denominazione clinica : microcefalia, sclerosi tuberosa, idiosia amaurotica, paralisi cerebrale infantile, cretinismo endemico, mizedema, mongolismo, infantilismo, ecc.

La classica suddivisione dei frenastenici in idioti, imbecilli, deboli, seguita dalla maggioranza degli autori, si fonda sul criterio dei grado di insufficenza mentale; altri, come il Binet, li classificano sul criterio dei mezzi espressivi. Passgonare la psiche deficitaria con le normali variazioni del livello mentale lungo l'età è ritenuto arbitrario e quindi discusso. S. De Sanctis a la sua scuola riconoscono nella insufficenza mentale quattro gradi (alto, medio, intermedio, lieve), valutati mediante speciali reattivi mentali. Tenendo inoltre presente che l'inferiorità mentale dei frenastenici è qualitativamente diversa, a
seconda dei casi, questo autore ha descritto alcuni tipi di mentalità inferiore quali l'idiotico, l'imbecille, il vesp. nico, l'epilettoide, e l'infantile. Non è poi raro il caso che si combinino disturbi riportabili a due differenti tipi, come nei ritardatari e nei sempliciotti descritti dal Montesano.

I frenastenici si possono considerare divisi in due grandi categorie e cioè i più gravi o maggiori (idioti, imbecilli) e i meno gravi o minori (deboli) : quanti ultimi sono altresì denominati minarati psichici (v.) o anormali psichici.

Bric.: S. De Sanctis, Educazione dei deficienti, Milano 1912; id., Neuropatibilatria infantile, Roma 1925; id., Guida alla temetatica neuropatibilatrica dell'età evolutiva, ivi 1934: G. Moglie, Memorie di psichiatria, ivi 1948; G. Montesano, Gli anormali psichici, ivi 1947; U. Cerletti, Clinica malattie nervose e mentali, ivi 1948; G. Vidoni, Educazione dei giovani anormali psichici, Genova 1949; A. V. Nagera, Trattato de psiquiatria, Barcellona 1949.

Aldo Carchione
FRENESIA: v. infermità mentale.
FRENOLOGIA. - Da 99² y= mente e λ δ γ mathrm{cs}= discorso. Teoria dovuta a F. J. Gall e al suo allievo e collaboratore J. K. Spurzheim ( 1808-1809 ), che sosteneva la corteccia cerebrale esser topograficamente divisibile in ben determinate aree di localizzazione dei vari fenomeni psichici, più o meno sviluppate in rapporto al vario prevalere di questi e capaci di modellare la soprastante superficie ossea, cosicché si potessero, dall'ispezione cranica (cranioscopia) deicorrispondenti rilievi e bozze, diagnosticare le caratteristiche psicologiche del soggetto e de-
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luer cartezia dei svel. G. de Nunes FRENOLOGIA - La localizzazione i cerebrali del Gall. Modello di un cranio in cui sono sviluppate le bozze per l'inclinazione alla munica. Le bozze corrispondono ai lobi temporali. Da

Gall e Spurzheim.
terminarne con precisione le particolari attitudini intellettuali e tendenze morali.

Già prima, G. Gaspare Lavater (1741-1801), capò dei "fisionomisti", ammettendo un rapporto di correlazione tra le caratteristiche esterne dell'individuo e il suo valore morale, in qualche maniera aveva preparato il concetto e lo sviluppo della f. Il Gall giunse alla formulazione della sua teoria in seguito a lunghe osservazioni condotte sulle varie forme del capo e sul prevalere di questa o quella facoltà istitutiva o intellettuale, fin dagli anni della scuola (condizionali con memoria robuste, che avevano occhi sporgenti a fior di capo); in seguito completò gli elementi di costruzione, raccogliendo e studiando un gran numero di essai umani e animali. Il Gall volle determinare ed elencare sulla superfice del cranio 27 zone di localizzazione e corrispondenti bozze; Spurzheim perfezionò il sistema portando il numero a 35 , classificando le facoltà e le inclinazioni in due ordini, il primo delle facoltà effettive ( 1^{°} genere : istinti; 2^{°} gen. : sentimenti), il secondo delle facoltà intellettuali ( 1^{°} gen.: sensi esterni; 2^{°} : facoltà intellettuali che percepiscono l'ente; 3^{°} : facoltà intellettuali che percepiscono le relazioni degli oggetti esterni; 4^{°} : facoltà riflessive che paragonano, giudicano e discloguesno). Le aree, progressivamente numerate, venivano essi ciascuna a corrispondere, p. ex., all'amattività, alla filogenitura, alla combattività, alla stima di sé, alla circospezione, alla venerazione, alla fermezza, ai vari sensi esterni, all'ordine, alla comparazione, ecc., secondo l'una a l'altra delle 35 possibili accidentalità esterne del cranio.

La teoria e le applicazioni pratiche della f. sollevarono da un lato fanatici entusiasmi, dall'altro critiche, ridicolo, lotte, particolarmente in Francia ove il Gall, nato nel 1758 nei Würtemberg, si era trasferito nel 1807 ,

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(per cortesia del grel. G. de Ninnat
Frenologiaa - Localizzazioni craniche secondo Gall a Spurzheim. Da un disegno originale dell'epoca conservato nel Museo di storia della Medicina dell'Univ. di Roma.
depo esser stato costretto ad abbandonare Vienna a peregrinare due anni per l'Europa settentrionale. Fu accusato, oltre che dai dotti del tempo sul terreno scientifico, dei moralisti di soccorrere dottrina antisociale e tendente al materialismo; da tale accusa si difese scrivendo con il suo allievo Spurzheim: Delle disposizioni innate dell'anima e delle spirito, stola del materialismo, del fatalismo e della libertà morale.

Attualmente, si devono considerare fantastiche le illazioni della E_{1} ma non può negarsi al Gall e al suo allievo il marito di fondatori della dottrina delle localizzazioni cerebrali. Infatti, in primo tempo la f. cadde sotto i calpi del Fisurens (1822) che, con le sue ricerche sulla fisiologia del sistema nervoso a con il metodo delle demolizioni sperimentali progressive dagli emisferi cerebrali, sembrò dimostrare che l'azione del cervello è uniforme, mantenuta nella intera complessità delle sue funzioni anche solo da una piccola porzione dell'organo, solo risultandone diminuita proporzionalmente l'intensita. Ma le esperienze posteriori di G. B. Bouillaud (1825), P. Broca (1861), Hitzig e Fritsch (1870), Ferrier (18731875), L. Luciani (1878), H. Krause (1884), Beevor e Horsley (1890), Grünbaum e Sherrington (1901-1903), ecc., usando il metodo dell'osservazione clinica congiunta a quella anatomopatologica nell'uomo e eccitando direttamente le varie zone della corteccia cerebrale negli animali superiori (tane, scimmia) e fin'anche nell'uomo, dimostrarono "che tutte le parti del cervello propriamente detto non hanno le stesse funzioni, che il complesso delle circonvoluzioni non costituisce un solo organo, ma molti organi e gruppi di organi, e vi sono nei cervello grandi regioni distinte, corrispondenti alle grandi regioni dello spirito * (P. Broca, in L. Luciani, op. cit. in bibl., p. 674).

In tal guisa, nel giro di poco più di un secolo, naufragata nel ridicolo della C Craniomania * (produzione naturale satirica di Kotzebue a Berlino) la topografia cranica della E_{1} si vede risorgere tutta una nuova architettura di localizzazioni cerebrali, cosicché oggi si parla di varie "carte geografiche" della corteccia cerebrale, suddivisa in 109 campi citoarchitettonici da Von Economo, in 50
da Brodmann. Né può dirsi che si tratti soltanto di localizzazioni motorie, come dalle ricerche dei primi sperimentatori, ma di funzioni che per la loro complessivita di meccanismo e frollismo assumano un contenuto e un portato psicologico (v. LOCALIZZAZIONI CEREBRALI E CONTICALI).

Brill. J. C. Lacator, Etrus cur la physiognomile, Parigi 1807; G. G. Gall e G. Spurzheim, Anatomie et physiologie du système nerveux en général, et du cerennax en particulier, ivi 1809; G. Spurzheim, The physiomonical system, Londra 1813; ac., Etrus sur le nature morale et intellectuelle de l'homme, Strasburgo 1820; L. Luciani, Fisiologia dell'uomo, 111, 6* ed., Milano 1923, p. 670 seg.; A. Gotti, L'uomo, Torino 1934, p. 308 seg.; U. Cerbati, Riassunto delle lezioni di clinica delle malattie nervose e sessitale, Roma 1946, p. 165 sec.

Giuseppe de Ninno
108 FRENOSI. - Termine antico, proposto dal Verge (da 999r = "intelletto "), ormai discusso e sostituito da quello di uso piú corrente di "palcosi" (v.) per indicare le diverse forme, prevalentemente croniche, di malattie mentali (v. mentali, malattie).

FREPPEL, Charles-Emile. - Vescovo e scrittore francese, n. a Obernai (Alsazia) il 1^{°} giugno 1827 e m. ad Angers il 22 dic. 1891. Laureatosi nel 1854 , l'anno dopo ottenne, come supplente, la cattedra di eloquenza alla Sorbona, di cui divenne ordinario nel 1858 , rimanendovi per 10 anni. Sono di questo tempo le sue pubblicazioni patriatiche, scritte più da oratore che da professore. Chiamato a Roma da Pio IX come consultore del Consiglio Vaticano, si distinse come assertore dell'infallibilità pontificia. Verso la fine del 1869 fu elevato alla cattedra episcopale di Angers, ove fondò nel 1875 l'Università cattolica. Dal 1880 alla morte fu deputato del Brest alla Camera francese. Pastore instancabile, fu detto "il vescovo più completo del sec. xix ". Lottatore per la causa di Dio, al Parlamento denunciò coraggiosamente le mire zettarie del governo massonico per la laicizzazione dello Stato in genere e della scuola in particolare; cosí come aveva denunciato alla Francia e al mondo il veleno penetrante delle opere di Renan.

Numerose le sue opere: Examen critique de la Vie de Jésus-Christ de M. Renan (Parigi 1863); Examen critique des Apôtres de M. Renan (ivi 1866); Oeuvres oratoires, (7 voll., ivi 1869-88); Etudes sur les Pères des trois premiers siècles (11 voll., ivi 1876); Oeuvres paléniques (9 voll., ivi 1874-88); La Révolution Française à propos du centenaire de 1889 (ivi 1889); Bossuet et l'éloquence sacrée au XVIr siècle (3 voll., ivi 1894).

Brill.: Numerose le biografie, tutte edite a Parigi: A. Richard (1802); E. Lesur e F. Bournand (1805); V. Davin (1805); E. Corron (1805); A. Pave (1906); E. Verrier (1907); I. Gui. rand (1935); E. Mangonot, c. v. in DThC, VI, coll. 798-800; P. Lecabust, La vie de l'Eglise soun Léon XIII", Parigi 1930, pp. 38-42.

Vito Zollini
FRENOLGOA - Localizzazioni craniche secondo Gall a Spurzheim. Da un disegno originale dell'epoca conservato nel Museo di storia della Medicina dell'Univ. di Roma.
depo esser stato costretto ad abbandonare Vienna a peregrinare due anni per l'Europa settentrionale. Fu accusato, oltre che dai dotti del tempo sul terreno scientifico, dei moralisti di soccorrere dottrina antisociale e tendente al materialismo; da tale accusa si difese scrivendo con il suo allievo Spurzheim: Delle disposizioni innate dell'anima e delle spirito, stola del materialismo, del fatalismo e della libertà morale.

Attualmente, si devono considerare fantastiche le illazioni della E_{1} ma non può negarsi al Gall e al suo allievo il marito di fondatori della dottrina delle localizzazioni cerebrali. Infatti, in primo tempo la f. cadde sotto i calpi del Fisurens (1822) che, con le sue ricerche sulla fisiologia del sistema nervoso a con il metodo delle demolizioni sperimentali progressive dagli emisferi cerebrali, sembrò dimostrare che l'azione del cervello è uniforme, mantenuta nella intera complessità delle sue funzioni anche solo da una piccola porzione dell'organo, solo risultandone diminuita proporzionalmente l'intensita. Ma le esperienze posteriori di G. B. Bouillaud (1825), P. Broca (1861), Hitzig e Fritsch (1870), Ferrier (18731875), L. Luciani (1878), H. Krause (1884), Beevor e Horsley (1890), Grünbaum e Sherrington (1901-1903), ecc., usando il metodo dell'osservazione clinica congiunta a quella anatomopatologica nell'uomo e eccitando direttamente le varie zone della corteccia cerebrale negli animali superiori (tane, scimmia) e fin'anche nell'uomo, dimostrarono "che tutte le parti del cervello propriamente detto non hanno le stesse funzioni, che il complesso delle circonvoluzioni non costituisce un solo organo, ma molti organi e gruppi di organi, e vi sono nei cervello grandi regioni distinte, corrispondenti alle grandi regioni dello spirito * (P. Broca, in L. Luciani, op. cit. in bibl., p. 674).

In tal guisa, nel giro di poco più di un secolo, naufragata nel ridicolo della C Craniomania * (produzione naturale satirica di Kotzebue a Berlino) la topografia cranica della E_{1} si vede risorgere tutta una nuova architettura di localizzazioni cerebrali, cosicché oggi si parla di varie "carte geografiche" della corteccia cerebrale, suddivisa in 109 campi citoarchitettonici da Von Economo, in 50
da Brodmann. Né può dirsi che si tratti soltanto di localizzazioni motorie, come dalle ricerche dei primi sperimentatori, ma di funzioni che per la loro complessivita di meccanismo e frollismo assumano un contenuto e un portato psicologico (v. LOCALIZZAZIONI CEREBRALI E CONTICALI).

Brill. J. C. Lacator, Etrus cur la physiognomile, Parigi 1807; G. G. Gall e G. Spurzheim, Anatomie et physiologie du système nerveux en général, et du cerennax en particulier, ivi 1809; G. Spurzheim, The physiomonical system, Londra 1813; ac., Etrus sur le nature morale et intellectuelle de l'homme, Strasburgo 1820; L. Luciani, Fisiologia dell'uomo, 111, 6* ed., Milano 1923, p. 670 seg.; A. Gotti, L'uomo, Torino 1934, p. 308 seg.; U. Cerbati, Riassunto delle lezioni di clinica delle malattie nervose e sessitale, Roma 1946, p. 165 sec.

Giuseppe de Ninno
108 FRENOSI. - Termine antico, proposto dal Verge (da 999r = "intelletto "), ormai discusso e sostituito da quello di uso piú corrente di "palcosi" (v.) per indicare le diverse forme, prevalentemente croniche, di malattie mentali (v. mentali, malattie).

FREPPEL, Charles-Emile. - Vescovo e scrittore francese, n. a Obernai (Alsazia) il 1^{°} giugno 1827 e m. ad Angers il 22 dic. 1891. Laureatosi nel 1854, l'anno dopo ottenne, come supplente, la cattedra di eloquenza alla Sorbona, di cui divenne ordinario nel 1858 , rimanendovi per 10 anni. Sono di questo tempo le sue pubblicazioni patriatiche, scritte più da oratore che da professore. Chiamato a Roma da Pio IX come consultore del Consiglio Vaticano, si distinse come assertore dell'infallibilità pontificia. Verso la fine del 1869 fu elevato alla cattedra episcopale di Angers, ove fondò nel 1875 l'Università cattolica. Dal 1880 alla morte fu deputato del Brest alla Camera francese. Pastore instancabile, fu detto "il vescovo più completo del sec. xix ". Lottatore per la causa di Dio, al Parlamento denunciò coraggiosamente le mire zettarie del governo massonico per la laicizzazione dello Stato in genere e della scuola in particolare; cosí come aveva denunciato alla Francia e al mondo il veleno penetrante delle opere di Renan.

Numerose le sue opere: Examen critique de la Vie de Jésus-Christ de M. Renan (Parigi 1863); Examen critique des Apôtres de M. Renan (ivi 1866); Oeuvres oratoires, (7 voll., ivi 1869-88); Etudes sur les Pères des trois premiers siècles (11 voll., ivi 1876); Oeuvres paléniques (9 voll., ivi 1874-88); La Révolution Française à propos du centenaire de 1889 (ivi 1889); Bossuet et l'éloquence sacrée au XVIr siècle (3 voll., ivi 1894).

Brill.: Numerose le biografie, tutte edite a Parigi: A. Richard (1802); E. Lesur e F. Bournand (1805); V. Davin (1805); E. Corron (1805); A. Pave (1906); E. Verrier (1907); I. Gui. rand (1935); E. Mangonot, c. v. in DThC, VI, coll. 798-800; P. Lecabust, La vie de l'Eglise soun Léon XIII", Parigi 1930, pp. 38-42.

Vito Zollini

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Rut.: 1. Joubert, s. v. in Neur. biogr. adnér., XVIII, coll. 818-21; Sommervosel. 111, coll, 663-665; F. Corrou, E. F., Parisi e Quimper 1022: F. C. Green, Eighteenth century France, London 1520, pp. 111-24.

FRESCOBALDI, Gerolamo. - Organista e compositore, n. a Ferrara, ove fu battezzato nella Cattedrale il 9 aett. 1583, m. a Roma il 1^{°} marzo 1643. Allievo di Luzzasco Luzzacchi, ancor giovinetto dimostro una precoce versatilità musicale, padroneggiando in breve la tecnica di molti strumenti. Nel 1604, appena ventenne, è già iscritto nella Congregazione dei Musici sotto la protezione di s. Cecilia in Roma, come organista e cantore. Al seguito dell'arcivescovo di Rodi, Guido Bentivoglio, da Paolo V creato ( 1607 ) nunzio nelle Fiandre, il F. compi un viaggio in quella regione di alta tradizione musicale; ove vide la luce la sua prima opera a stampa, il Primo libro dei madrigali (Anversa 1608).

Da una lettera datata il 29 luglio 1608 da Milano, si rileva che il compositore si trovava già in questa città a sollecitare la stampa della Fantasia, poi pubblicate nel corso dell'anno. Nel maggio 1608 , in seguito al licenziamento dell'ufficio d'organista nella Cappella Giulia di Ercole Pasquini, tenne per qualche tempo la supplenza Alessandro Castanini, ma a quest'ultimo venne preferito il F., il quale divenne, appena venticinquenne, organista vaticano ed in tale ufficio rimase sino alla fine della sua vita. Notizie del tempo infermano del grado d'eccellenza virtuosistica conseguito sullo strumento. del quale doveva restare il maestro italiano insuperato anche nella composizione musicale e la fama si sparse in breve, non soltanto in Italia, ma in tutta Europa. Oltre ad esercitare l'ufficio di organista vaticano, il F. fu al servizio di casa Aldobrandini, forse alle dipendenze del card. Pietro (m. nel 1621), nipote di papa Clemente VIII, e, più tardi, di casa Barberini, da cui fu stipendiato come risulta dai conti cha vanno dal 1636 al 1642 . Nel 1614, per mezzo di Paolo Facconi cantore della Cappella pontificia, fu in trattative con il duca di Mantova, al cui servizio fu per breve tempo l'anno successivo; ma per il disinteresse mostrato dal Duca nei suoi riguardi ed il ritardo nell'osservanza delle condizioni concordate, si primi di maggio del 1615 il musicista era già tornato a Roma. La sola lunga parentesi nella sua attività romana si ebbe quando il F. passò al servizio di Ferdinando II de Medici, granduca di Toscana, che, soggiornando a Roma nel marzo del 1628, ebbe modo di apprezzare personalmente l'eccezionale valentia del compositore ferrarese. Ottenuto il consenso dal Capitolo di S. Pietro, il F. rimase a Firenze dal 1628 al 1634 ; tornato a Roma, continuò il suo servizio alla Cappella Giulia, universalmente onorato come sommo artista. Dopo dieci giorni di malattia il F. mori nel 1643 e venne sepolto nella basilica dei SS. Apostoli.

Il culmine dell'opera del F. è raggiunto, dopo le mirabili affermazioni dello stile contrappuntistico delle Fantasie ( 1608 ) e dei Ricercari e canzoni francesi (1615), nel primo libro delle Toccate e partite (1614), nei Capricci (1624), nel secondo libro delle Toccate e partite (1627). Il F. dissolve i limiti astratti fra lo stile rigorosamente contrappuntistico e quello di libera, estrosa invenzione e egli consegue l'unità più inattesa con la sua insuperabile facoltà di "variare" i temi o soggetti delle sue composizioni. Ma, invece che di temi, nelle toccate è più giusto parlare di immagini o intuizioni di illuminazioni interiori, tendenze musicali, nuclei senza limiti fissi, che si snodano nell'intimo e si cercano senza posa, per integrarsi in una successione che nel suo svolgerai dice i motivi necessari del loro stesso spiegamento. Profondamente originato dal sentimento intuito nella sua più immediata purezza, si affonda un senso di poesia che, prodotto da questo muoversi interno, è assolutamente, unicamente musicale.

Il F. ha impresso in quasi ogni sua opera un carattere di casi intima ed austera riflessione, quasi si potrebbe dire di pensoso raccoglimento, da legittimare il riconoscimento del motivo più profondo della sua arte
in un'epirazione religiosa, anche quando non era esplicita la destinazione pratica dell'opera. Ma l'ultima sua grande opera organistica, i Fiori musicali del 1635, costituisce come una specie di corona di liriche religiose, in cui l'obbligo liturgico convenzionale, trasformandosi per lui in una nuova intensa possibilità d'arte, spontaneamente porta l'autore alla creazione più unitaria, nonostante la varietà delle forme (versetti, ricercari, canzoni) a brevi toccate per l'elevazione. Il profondo misticismo fresco baldiano s'esprime con accenti di grande dolcezza e d'intenso fervore.

Del grande compositore ferrarese rimangono ancora alcuni libri di canzoni per diversi strumenti con e senza basso continuo, che palesano una vivace mobilità melodica, e, oltre i già citati madrigali, un libro di mortetti religiosi (1617) ad una o più voci su testo latino e i due libri di Arie musicali (1630), scritte sotto l'evidente influenza dello stile recitative fiorentino.

L'arte frescobaldiana esercitò una grande azione sullo sviluppo dell'arte organistica europea, anche per mezzo di allievi diretti del maestro, fra i quali sono specialmente da ricordare, oltre all'insigne Michelangelo Rossi, Giacomo Froberger, che si trattenne a Roma per tre anni e mezzo con sovvenzione della corte imperiale di Vienna, e Giovi Gaspare Kerll. Anche dal punto di vista tecnico e strutturale il F. valse come un sottile e profondo maestro di audacia armoniche e cromatiche, di ingegnose soluzioni dei problemi contrappuntistici; la sua importanza fu capitale nella storia della fuga e lo stesso G. S. Bach mostrò di accogliere l'insegnamento del grande predecessore italiano attraverso uno studio profondo, com'è fra l'altro testimoniato dalla trascrizione da lui fatta dei Fiori musicali.

Biel.: Bio-bibl.: F. X. Haberl, Hieronymus F. Darstellang seines Lebensganges und Schießens, in Klebennachdisches Jahrbuch, 1 (1887), pp. 67-82 e A. Carnetti, G. F. in Roma (16011643), in Rivista musicale italiana, 12 (1908), pp. 791-91; cf. inoltre: Ferrara a G. F. nel terzo centenario della sua prima pubblicazione, Raccolte di scritti a cura di N. Bennati, Ferrara 1908; L. Ranga, G. F. seguonoa vaticano (1383-1643) nella storia dello storico stramonale, Torino 1930.

FRESNO : v. MONTEREY FRESNO.
FREUD, SigmUND. - N. a Freiberg (Präibor) in Moravia il 6 maggio 1836 da famiglia israelita di commercialtri.

Causeguita nel 1881 la laurea in medicina a Vienna, ove aveva seguito gli studi, frequentò l'Istituto di fisiologia diretto dal celebre Brücke; successivamente assistente nell'ospedale generale, nel 1885 conseguì la libera docenza in neuropatologia. Ottenuta una borsa di studio per Parigi, alla Salpêtrière in modo particolare s'interessò alle lezioni di J. M. Charcot sugli isterici e sugli effetti dell'ipnosi.

Tornato a Vienna (1886), da M. Rossowitz fu incaricato della direzione di un reparto infantile di malattie nervose, e in quest'epoca si recò a Nancy per assistere agli esperimenti ipnotici di H. Bernheim. Sistemato in patria, s'interessò e collaborò alle ricerche e al particolare metodo di cura applicato dal medico viennese Giuseppe Breuer, sin dal 1881, in un'isterica, mediante un metodo (cosiddetto - catartico -) di rievocazioni in stato d'ipnosi. Da tale tecnica curativa, applicata successivamente da lui nella stessa inferma e coronata da guarigione delle manifestazioni isteriche, il F. trasse i primi gormi dalla teoria e della applicazioni curative della psicanalisi (v.). Nel 1893, insieme al Breuer, pubblicò studi sul meccanismo psichico dei fenomeni isterici, sostenendo la tesi dello Charcot che le reurosi traggono origine dai traumi psichici, traumi che il F. ammetterà essere di sola natura sessuale. Staccatosi definitivamente dal suo compagno di lavoro, prese risolutamente la sua strada psicosnaltica, sostituendo però il metodo della rievocazione in stato d'ipnosi dei complessi psicologici incriminati con quello, da lui ritenuto meno fallace, delle libere e spontanee associazioni. Su questa

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strada, nel 1906 lo segui un piccolo gruppo di allievi che crebbe rapidamente avinno dalla novità dell'impostazione di studio e di trattamento dei disturbi psiconevrotici e dalla brillante trattazione del F.; nacque cosi la prima scuola psicoanalitica. Già nominato professore straordinario nel 1902, gli fu conferito nel 1920 il titolo di professore ordinario, segno della sua vittoria e del riconoscimento della sua dottrina da parte degli ambienti scientifici ufficiali fino allora ostili; nel 1930 la gloriosa ascesa fu coronata dal conferimento del premie Goethe della città di Francoforte. Venne più volte in Italia interessandosi di archeologia, arte, storia del Rinascimento, cercando di cavar fuori anche da questi campi fatti e argomenti a favore delle sue teorie.

All'apogeo della notorietà e nel momento in cui la sua teoria, varcando i confini della sua terra, rapidamente si diffondeva, oltre i limiti della medicina, nella letteratura, nella pedagogia, nella vita pratica, nel campo religioso e sociale, fu travolto dalla persecuzione antiebraica scatenata dal nazismo e dopo l'Anschluss, nel giugno 1938, fu costretto ad abbandonare Vienna rifugiandosi con le moglie e con i figli a Londra. Quivi, mentre nel mondo cominciava a scatenarsi la guerra mondiale, m. il 23 sett. 1939 all'età di ottimiarè anni.

Le sue teorie sono svolte in numerose opere per le quali v. psicanalisi.

Biel.: S. Freud, Selbstdarstellung, Vienna 1928, trad. franc., Parigi 1929; L. Marnelli, La psicanalisi, Milano 1922, passim; E. Servadio, Risordando F., in Psicanalisi, II, Roma 1946; F. Scotti, F., Brescia 1948.

Adele Pignatelli
FREY, FRANZ ANDREAS. - Canonista e teologo tedesco, n. a Bamberg il 20 luglio 1763 , m. ivi il 24 luglio 1820 . Ordinato sacerdote il 13 marzo 1787 e licenziato in teologia l'anno seguente, studiò diritto a Bamberg e a Würzburg. Canonico nel 1791, fu dal 1795 in poi professore di diritto canonico, con vari altri incarichi di fiducia presso l'Università di Bamberg e, soppressa questa, nel nuovo liceo della stessa città, nel quale insegnò pura storia ecclesiastica e teologia dogmatica.

Avvinto in un primo tempo alle teorie fabroniane, si riprese subito, divenendo ben presto, attraverso i suoi numerosi scritti, un temibile avversario del gineop pinismo a un intrepido difensore della libertà di fede e di coscienza e dell'indipendenza della Chiesa dallo Stato. In tempi di gravi divergenze fu, in proposito, uno scrittore antesignano.

Opere principali: Allgemeines Religions-Kirchen- und Kirchenstaatsrecht aus Grundbegriffen entwickelt (Bambergs 1808); Kritischer Kommentar über das Kirchenrecht, frei bearbeitet nach A. Michl's Kirchenrecht für Katholiken und Protestanten (ivi 1812-20). Qualche proposizione di quest'opera sembra riflettere idee fabroniane. Scrisse pure: Genuine principia circa modum trattandi querelas et actiones ratione concordatorum (ivi 1795); Bemerkungen über 7. Ph. Gregel's Schrift: Das landesherrliche Patronat, (ivi 1805); Abhandlung von dem Rechte der Staatsgewalt über das Kirchengut nach reinen Grundsätzen der Staatsrechts und der Staatswissenschaftslehre bearbeitet (ivi 1805), ecc.

Biel.: F. K. Felder, Gelehrten und Schriftsteller-Lexikon der deutschen katholischen Geistlichkeit, I, Landshut 1817, p. 243; V. ivi, col. 777 sg.; J. F. von Schulte, Geschichte der Quellen und Literatur des seennischen Rechts, III, 1, Stoecarda 1880, p. 306 sgg ; Hurter, V. col. 777 sg.

Eccaria da San Mauro
FREY, JEAN-BAPTISTE. - Religioso della Congregazione dello Spirito Santo, ebraiciata, n. a Ingersheim (diocesi di Strasburgo) il 26 apr. 1878, m. a Roma il 19 marzo 1939. Compì i suoi studi nel Pontificio seminario francese di Roma, dove fu poi successivamente ripetitore, professore di S. Scrittura, prefetto degli studi e, infine, nel 1933, superiore. Conquistò brillantemente, nel 1910, il dottorato nelle scienze bibliche presso la Commissione pontificia bi-
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(per cariche del p. A Suivant)
Frey. Jean-Baptiste - Rietstler.
blica, di cui poco dopo ( 16 nov. 1910) fu nominato consultore; alla morte di mons. L. E. Janssens ne divenne segretario ( 26 nov. 1925).

La sua tesi di dottorato su La théologie juive au temps de N.-S. Jésus-Christ (1912) comparve in articoli separati su Revue biblique, Biblica, Revue des sciences philosophiques et théologiques e anche su Gregorianum (1927). Nello stesso tempo, pubblicò studi introduttivi sugli apocrifi nelle Institutiones biblicae (Roma 1925; 5 ed., 111 1937, pp. 158217), nell'Euc. Ital. (III [1929], pp. 662-63) e nel DBs (I [1929], coll. 354-460 ).

Speciali studi sul concetto ebraico dell'immortalità dell'anima e della vita futura condotti sulle iscrizioni ebraiche, che pubblicò in Biblica (1930), Recherches de sciences religieuses (1930), Revue biblique (1932), Ballettino del Museo dell'Impero romano (1935), Rituizio di archeologia cristiana (1928-31), preparano il suo Corpus inscriptionum Iudaicarum, raccolta delle iscrizioni ebraiche dal sec. III a. C. al sec. vit d. C. (Città del Vaticano 1936). Comprende solo le iscrizioni giudaiche di Europa, perché le morte impedí al F. di pubblicare i volumi successivi (cf. A. Ferrus, Epigrafia ebraica, in Civ. Catt., 1936, 111, pp. 461-73; iv, pp. 126-37; L. Robert, recensione in Revue des études juives, 101 [1937], pp. 73-86; A. Vaccari, recensione in Biblica, 19 [1938], pp. 340-42). Da segnalare inoltre: Bayoume de Drou, in DB, V (1918), coll. 12371257; Le concept de vie dans l'Evangile de st Jean, in Biblica, I (1920), pp. 37-58, 211-39; Apocalyptique, in DBs, I (1928), coll. 326-54; Apocryphes de l'Ancien Testament, ibid., coll. 354-460.

Biel.: J. Coppens, Necrologie, in Ephem. Theoi. Lovan., 16 (1939), pp. 659-40; A. Bos, In memoriaa r. p. G. B. F., in Biblica, 20 (1939), pp. 328-39.

Antonio Spirat
FREYCINET, Louis-Charles de Saulces de. Uomo politico francese, n. il 14 nov. 1828 a Foix (Ariège), m. il 15 maggio 1923 a Parigi. Laureato all'Ecole polytechnique di Parigi, fu ingegnere presso la Compagnie des chemins de fer du Midi a poi nell'amministrazione dello Stato. Senatore nel 1876, divenne l'anno successivo ministro dei Lavori Pubblici; presidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri dal 29 dic. 1879 al 19 sett. 1880 , si trovò dinanzi la

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questione dellinsegnamento da parte delle Congregazioni religiose.

Secondo il noto articolo sette del progetto di legge presentate nel 1879 dallallora ministro dell'Istruzione Pubblica J. Ferry, si vietava l'insegnamento pubblico ai Gesuiti ed ai membri di Congregazioni religiose non riconosciute dello Stato. Approvato dalla Camera, l'articolo fu respinto dal Senato, senonché la Camera approvava in seguito un ordine del giorno, che richiedeva al governo l'applicazione delle leggi relative alle Congregazioni non autorizzate e costringeva il ministero ad emanare il 29 marzo 1888 due decreti, l'uno sulla soppressione della Compagnia di Gesù in territorio francese, l'altro sull'obbligo del riconoscimento statale per le Congregazioni non autorizzate. Desideroso di non untare accessivamente la S. Sede, il F. iniziò trattative con Roma al fine di risolvere di comune accordo l'applicazione del secondo dei suddetti decreti, ma, avendo incontrato l'estilità della Camera e degli stessi colleghi del ministero, fu costretto a dimettersi. In seguito fu varie altre volte presidente del Consiglio e resse i Occasteri degli esteri e della guerra. Durante la prima guerra mondiale fu ministro senza portafoglio. Pubblico le sue memorie (Mes souvenirs 1846-93, Parigi 1911-13).

Bias.: A. Robert, E. Bourloton, G. Couenv. Dictionnaire des parlemenutures francyas, III, Parigi 1890, pp. 71-74. Sulla politica estera di F. cf. R. Noble, L'efilmer fomero-rater, in 1926, passim (trad. n.. Milano 1940). Sulla politica verso le Congregazioni e sui decreti cf. A. Debidour, L'Eglise catholique et l'Etat sous la Traticène République (1870-1906), I, in 1908, p. 201 s22.

Silvio Furlani
FREZZI, Federico. - Domenicano, teologo e letterato, n. a Foligno alla metà del Trecento; insegnò teologia a Firenze, a Pisa, a Bologna; fu vescovo di Foligno dal 1204; m. a Costanza, dove si era recato per il Concilio, nel 1416.

A imitazione soprattutto di Dante, ma anche del Perrarea e del Boccaccio, scrisse (da prima del 1594 al 1403 ca.) un poema di 74 canti in terzine: il Quadriregio, cioè i quattro regni, dell'Amore, di Satana, dei Vizi, delle Virtu (gli ultimi tre ricordano i tre regni danteschi), nei quali, trecento, per allegorie e personificazioni, dalle vicende della propria vita spirituale un ammaestramento, ha modo di invitar tutti ad innalzarsi alla Verità suprema. Il poema è nell'insieme arido e artificioso, nonostante le dati della forma che gli valsero la fama e gli valgono il ricordo.

Bias.: Edizione: Il Quadriregio. a cura di E. Filippini. Bari 1914. Cf. inoltre: G. Rotondi, F. F., la vita e le opere. Todi 1921; E. Filippini, Studi frezziani, Foligno 1922.

Alberto Chiari
FRIBURGO in Brisgovia, diocesi di. - E metropoli delle diocesi suffragance di Magonza e Rottenburg e conta una superfice di 16.212 kmq . Dei 2.730 .490 ab., 1.545 .645 sono cattolici. La arcidiocesi conta 1755 chiese con 983 parrocchie; vi sono 1706 sacerdoti secolari e 331 regolari; contava nel 1945 241 seminaristi. In 42 case religiose maschili vivono 811 religiosi; in 1044 case religiose femminili vivono 8144 religione; vi sono 168 case di beneficenza ( 1948 ).

La provincia ecclesiastica di F. è detta provincia ecclesiastica della Renania Superiore e comprende parti del Baden e del Hohenzollern.

Notizie stORICHE. - L'arcidiocesi venne fondata nel 1821 sul territorio delle sei diocesi di Costanza, Strasburgo, Spira, Worms, Magonza e Würzburg. Il primo arcivescovo fu nel 1827 Bernard Roll. L'arcivescovo Ignaz Demeter (1836-42) si mostrò delude di fronte all'imperialismo dello Stato ed in specie nella controversia circa il matrimonio misto. L'arcivescovo Ermanno v. Wicari (1843-68) lottò contro il cosiddetto Althatholizismus. Nel 1860 ebbe termine l'imperialismo statale, ma persistevano alcune leggi anticlericali riguardo alla scuola, al matrimonio, ed all'educazione del clero. Nel 1876 fu introdotta
la scuola simultanea (scuola di religione mista) con la direzione delle lezioni di religione da parte della Chiesa. Nel 1897 venne fondato in F. il noto CaritasVerband.

Monasteri. - Un tempo la città di F. contava 30 monasteri dei quali i più noti erano quelli dei Giovanniti, dei Cavalieri Teutonici e