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fatto e fanno pervenire l'influsso della Pontificia Università Gregoriana nella formazione del clero.

La Biblioteca, ricominciata dopo il 1870 , conta 260.000 voll. Pubblica due riviste scientifiche: Gregorianum, Periodica de re morali canonica liturgica, 4 collezioni : Ana-

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(fot. Francesco Bcalr)
Istituti di studi superiori - Esterno della Pontificia Universita Gregoriana. Architotto G. Barluzzi (1930) - Roma.
lesta Gregoriana, Textus et documenta, Miscellanea historiae pontificiae, Studia missionaria, e numerosi libri stampati nella propria tipografia erede dell'antica tipografia del Collegio Romano, sorta nel 1556, la prima e modello di quelle che poi si stabilirono nella Compagnia di Gesù.

Boll.: E. Rinaldi, La fondazione del Collegio Romano. Memorie storiche, Areszo 1914; L'Univ. Greg. del Collegio Romano nel primo secolo della restaurazione, Roma 1930; Statuta Pontificiae Universitatis Gregorianae et consociatorum Pont. Inst. Biblici ac Pont. { }^{text {J }} Inst. Orientalium studiorum, Roma 1932. Paolo Dezza
II. Pontificio Istituto Biblico. - Fin dai tempi di Leone XIII si progettava la fondazione di un istituto per promuovere gli studi biblici e formare i professori delle scienze bibliche, ma soltanto nel 1909 Pio X poté attuare il piano con la generosa offerta dei capitali necessari da parte della nobile famiglia francese du Coëtlosquet. L'Istituto, sorto in Roma, in via della Pilotta 25, fu affidato alla Compagnia di Gesù; ne curò l'organizzazione materiale e scientifica il p. Leopoldo Fonck, primo rettore dell'Istituto (m. nel 1930). Una succursale a Gerusalemme, specialmente destinata agli studi di archeologia e di geografia biblica, progettata fin dall'inizio, poté essere aperta soltanto nel 1927.

Scopo dell'Istituto è di formare professori di S. Scrittura e delle scienze affini, specialmente orientali, di creare una biblioteca ben fornita di tutte le opere e riviste necessarie per tali studi, di pubblicare libri, articoli e riviste su argomenti biblici e orientalistici. L'insegnamento s'impartisce in due facoltà: la Facoltà Biblica (fin dall'inizio) e la Facoltà degli studi dell'Antico Oriente (canonicamente eretta il 7 ag. 1932). La Facoltà Orientalistica comprende 4 sezioni : la semitistica, l'assiriologica,
l'egittologica, la sanscrito-iranistica. Ambedue le Facoltà conferiscono i gradi accademici, la licenza dopo due (nella Facoltà Orientalistica tre) anni di studi, la laurea non prima di quattro anni dopo l'inizio del curricolo.

L'Istituto conta, nell'anno accademico 1950-51, 23 professori. E frequentato da 203 studenti : 74 sacerdoti secolari, 127 religiosi, due laici, appartenenti a 29 differenti nazioni. L'Istituto pubblica le tre riviste Biblica, Orientalia, Verbum Domini, e quattro serie di monografie : Scripta Pontificii Instituti Biblici (finora 100 numeri), Analecta Orientalia ( 28 numeri), Monumenta Biblica et Ecclesiastica, Biblica et Orientalia. Finora l'Istituto ha formato più di 600 professori di S. Scrittura.

Bibl.: L. Fonck, Primum quinquennium Pontificii Instituti Biblici, Roma 1915; A Bea, Pont. Instituti Biblici prima quinque lustro, ivi 1934. Agostino Bea
III. Pontificia Istituto per gli Studi Orientali. - Benedetto XV lo fondò con il motu proprio Orientis Catholici del 15 ott. 1917. Se ne fissano i compiti e l'organizzazione, completati e perfezionati più tardi nelle costit. Rerum Orientalium di Pio XI e negli statuti dell'Istituto elaborati ed approvati in seguito alla Deus scientiarum Dominus (1932). L'Istituto, la cui attività comprende l'insegnamento e la pubblicazione di opere scientifiche sull'Oriente cristiano, ha il duplice scopo di svelare ai sacerdoti latini i tesori dell'Oriente e di completare negli Orientali, anche non cattolici, l'istruzione sul proprio rito e sulla propria Chiesa, mettendo però in rilievo la verità dell'insegnamento cattolico. L'Istituto vuol essere un punto di incontro fra l'Oriente e l'Occidente per togliere con la ricerca scientifica tanti pregiudizi nati dalla mutua incomprensione e che rappresentano uno dei più gravi ostacoli per l'unione.

L'insegnamento comprende tre anni, al termine dei quali si conferiscono successivamente i gradi di baccalliere, licenziato e dottore. Vengono insegnate tutte le discipline che illustrano l'Oriente cristiano: teologia, patrologia, storia, liturgia, ascetica e mistica, archeologia, lingue liturgiche e vive. Esiste il progetto di erigere una speciale facoltà per il diritto canonico orientale. Pio XI istituì nel 1926 una cattedra d'islamologia.

Primo pro-preside dell'Istituto, che aprì le aule il 2 dic. 1918, fu il p. Antonio Delpuch, dei Padri Bianchi, già professore nel Seminario melkita di Gerusalemme. Il corpo professorale era composto di specialisti presi dai vari Ordini religiosi, dal clero secolare e dai laici. Nel 1919 fu nominato preside l'abate p. Ildefonso Schuster, poi cardinale arcivescovo di Milano. Nel 1920 Benedetto XV diede all'Istituto la facoltà di conferire gradi. Dietro proposta del preside, Pio XI affidò nel 1922 l'Istituto esclusivamente alla Compagnia di Gesù, trasferendolo dalla primitiva sede di Piazza Scossacavalli al Pontifico Istituto Biblico e dandogli nel 1926 l'attuale sede sulla piazza S. Maria Maggiore. In questo nuovo periodo i presidi sono stati p. Michele d'Herbigny (1922-31) e p. Emilio Herman. Da segnalare fra i professori defunti l'illustre p. Guglielmo de Jerphanion (v.).

L'Istituto possiede una ricca biblioteca specializzata di ca. 60.000 volumi. Il numero degli alunni ordinari oscillava in tempi normali fra 25 e 30 , ai quali bisogna aggiungere altrettanti » ospiti » che frequentavano alcune lezioni. Nell'anno scolastico 1950-51, i professori sono 24, gli alunni sono 48. Nel 1923 l'Istituto iniziò la collana Orientalia Christiana, che dopo aver raggiunto 100 fascicoli nel 1934 si divise in due: Orientalia Christiana Analecta, continuazione di monografie (di cui sono apparsi 34 numeri) e Orientalia Christiana Periodica, rivista semestrale incominciata nel 1935. Inoltre l'Istituto ha dato principio a due opere monumentali, e cioè l'edizione delle Amphorne Syriacae quotquot in codicibus adhuc repertae sunt (finora 3 fascicoli) e quella degli atti del Concilio di Firenze (finora 6 fasce.). A questi libri bisogna aggiungere molte altre opere dei professori, riguardanti tutti i settori dell'Oriente cristiano.

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Biel: Litterae rncyclicae: Rerum Orientalium, in AAS. 20 (1928), pp. 277-88; H. Herman, Il Pont. Istit. per gli Studi Orient., in Incontro ai fratelli separati d'Oriente, Roma 1943, pp. 213-90 (non bibl.).
Ignazio Orbis de Urbina
IV. Pontificio Ateneo Lateranense. - Ripete le sue origini prime dal momento della soppressione della Compagnia di Gesù, quando le scuole del Collegio Romano furono affidate al clero secolare. Ristabilita la Compagnia e ritornati i Gesuiti al Collegio Romano (1814), il Seminario Romano ebbe come sede l'edificio del Collegio presso S. Apollinare, conservando scuole proprie con la facoltà di conferire i gradi accademici in teologia, e Leone XII nel 1828 vi aggiunse la facoltà di conferire anche quelli in filosofia. Nel 1853 Pio IX fondò accanto al Seminario Romano il Seminario Pio per i giovani ecclesiastici delle diocesi dello Stato pontificio ed aggiunse le scuole di diritto canonico e civile con la facoltà di conferire i gradi accademici ( 3 ott.); costituì in tal modo l'Ateneo del Pontificio Seminario Romano.

Nel 1878 Leone XIII vi aggiunse una Accademia storico-giuridica e nel 1885 l'Istituto Leoniano di alta letteratura, che dopo un brillante inizio decaddero e cessarono di esistere. Nel 1913 Pio X fondò il Seminario Minore con propria sede; ed al Seminario Maggiore assegnò come propria sede un nuovo edificio sul Cello, su un fondo adiacente alla Basilica Lateranense, dove furono anche trasferite le scuole delle Facoltà filosofica e teologica; mentre quelle della Facoltà giuridica ebbero sede prima presso il Collegio Leoniano ai Prati, poi di nuovo a S. Apollinare nel 1920. Nel 1932, in applicazione della Deus scientiarum Dominus del 24 maggio 1931, si ebbe il nuovo riordinamento degli studi e all'Ateneo fu dato come gran cancellare il cardinale vicario di Roma. Finalmente per favorire lo svolgimento dell'attività scientifica Pio XI eresse un nuovo edificio per le scuole sul medesimo suolo lateranense ed egli personalmente lo inaugurò alla presenza del S. Collegio e della prelatura romana il 3 nov. 1937; da allora l'Istituto si chiamò Pontificio Ateneo Lateranense e vi fu trasferita anche la sede della Facoltà giuridica. L'Istituto è affidato al clero secolare, è aperto agli studenti d'ogni nazione e nell'insegnamento si avvicendano maestri dei due cleri e di nazionalità diverse. E fornito di una biblioteca ricca di molte migliaia di volumi, di opuscoli e di riviste particolarmente di argomento filosofico, teologico e giuridico, cui accedono gli alunni ed anche altri studiosi per le loro ricerche. Dall'Istituto sono usciti molti illustri cardinali, vescovi, prelati della Curia e personaggi di alto valore.

Insegnarono nella Facoltà giuridica l'Aliprandi, G. Sebastianelli, F. Cavagnis, M. Lega, P. Gasparri, F. Maroto, l'Albertario; nella Facoltà teologica F. Satolli, R. Tabarelli, M. Hertzenhauer, Vizaini, T. Armellini, G. Antonelli ecc. per tacere dei viventi. Uscirono dall'Ateneo molti fra i più illustri cardinali, vescovi, diplomatici ed ufficiali di Curia e studiosi di questi ultimi tempi.

Esso pubblica i periodici : Lateranum, dal 1933, per studi storico-teologici; Apollinaris, commentarius iuris canonici; Studia et documenta historiae et iuris, quasi come continuazione del celebre periodico omonimo pubblicato dall'Accademia storico-giuridica dal 1880. Pio Paschini
V. Pontificio Ateneo Urbano de Propaganda

Fide: v. ateneo urbano "de propaganda fide" (PONTIFICIO).
VI. Pontificio Ateneo «Angelicum». - Questo Ateneo successe al Collegio di S. Tommaso in Roma, fondato alla Minerva il 4 ag. 1577 da mons. G. Solano, vescovo di Cuzco. Eretto negli aa. 19081909 in Via S. Vitale dal r.mo p. G. M. Cormier, l'Angelicum cominciò il funzionamento accademico nel nov. 1909, con tre Facoltà : Teologia, Diritto canonico e Filosofia. Diretto dai Domenicani, esso è frequentato da studenti domenicani e non do-
menicani sia ecclesiastici e regolari, sia laici. Pio XI nell'encicl. Studiorum ducem del 29 giugno 1923 loda l'« Angelicum ubi Thomam tamquam domi suae habitare dixeris». Primo reggente fu il p. Sadoc Szabo (1909-27).

Nell'estate del 1932 l'Angelicum si trasferì alla Salita del Grillo presso la chiesa dei SS. Domenico e Sisto a Magnanapoli. Alle tre Facoltà ecclesiastiche si aggiunse nel 1936 un liceo o corso propedeutico per la Facoltà di filosofia. Dal 1948 il Convitto internazionale S. Tommaso d'Aquino, ospita alunni ecclesiastici che desiderano frequentare l'Angelicum. L'Ateneo nel 19491950 numera 46 professori nelle tre Facoltà e 620 studenti.

La biblioteca supera i 70.000 voll. Dal 1924 esce la rivista Angelicum; il Kalendarium e lo Status personalis dànno le norme e le statistiche annuali dell'Ateneo.

Tra i professori defunti sono i pp. E. Hugon, A. Zacchi, R. M. Schultes, M. Sales, J. Noval, P. E. Barbado, H. Pope, J. M. Vosté, J. Woroniecki, M. Cordovani. Ex alunni occupano alti posti della gerarchia ecclesiastica e in università pontifice e civili.

Biel.: Statuta Pont. Inst. internat. Angelicum", Roma 1936; A. Walz, Dottrina e scuola, ivi 1943, pp. 30-52; Il Pont. Ateneo Angelicum. Storia e descrizione, ivi 1950. Angelo Walz VII. Pontificio Ateneo di S. Anselmo. Eretto da Innocenzo XI con la cost. Inarrutabili del 22 marzo 1687 per i Benedettini della Congregazione Cassinese, abbracciò gli studi di filosofia, teologia e diritto canonico, con obbligo per i professori di seguire nelle scienze teologiche l'indirizzo di s. Anselmo di Canterbury.

Da quella sede a S. Paolo fuori le mura, uscì una illustre schiera di maestri (M. Armellini, Bibliotheca Benedictino-Coscinensis, 2 voll., Assisi 1731-32), fra cui G. B. Chiaramonti, poi Pio VII, che vi fu alunno (1763-66) e poi professore di teologia (1772-81). Interrotto dalla soppressione napoleonica (1810), il Collegio si estinse nel 1837 (anno del colera a Roma). Risperto sotto Pio IX per brevissimo tempo (1867-70) fu ricostituito da Leone XIII, che lo destind a tutte le Congregazioni dei Benedettini neri (breve Abbiamo appreso dal 4 genn. 1887). Inaugurato un anno più tardi (4 genn. 1888) nel Palazzo dei Convertendi, fu trasferito nel 1893 al Palazzo in Bocca di Leone, e nel 1896 alla nuova sede fatta costruire dal Papa sull'Aventino. Il diritto di conferire i gradi accademici da Pio IX già accordato per la Teologia, da Leone XIII concesso alle tre Facoltà di teologia, filosofia e diritto canonico, fu rinnovato da Pio X «pro alumnia universi cleri, non regularia quam saecularia» (motu proprio Praeclara inter dal 24 giugno 1914). Con decreto della S. Congregazione dei Seminari e delle Università degli Studi del 13 genn. 1933 l'Istituto Anselmiano fu decorato dal titolo di «Pontificio». L'Ateneo pubblica la collezione Studia Anselmiana ( 26 fascc., Roma 1933-51). Nel 1950 vi fu eretto un Istituto liturgico Societas Anselmiana studiis cultus christiani augendis.

Biel.: R. Molitor, Aus der Rechtsgeschichte benediktinischer Verbände, II, Münster 1932, pp. 386-91; III, ivi 1933, pp. 1114, 81-170; T. Leccisotti, Il Collegio S. Anselmo dalla fondazione alla prima internazione, in Benedictina, 3 (1949), pp. 1-23. Agostino Mayer
VIII. Pontificio Ateneo Antoniano. - Nel 1883 il ministro generale dei Francescani p. Bernardino Del Vago da Portogruaro fondava il Collegio internazionale di S. Antonio dell'Urbe. I corsi furono iniziati il 20 nov. 1890. Nel 1905 venivano erette 6 Facoltà (S. Scrittura, Teologia dogmatica, Scienze canonico-morali, Filosofia, Storia ecclesiastica, Sacra eloquenza). Nel 1923 fu annesso all'Antoniano un «Institutum Biblicum Franciscanum» a Gerusalemme, per il perfezionamento degli studenti di S. Scrittura. Dal 1924 per un decennio vi fu un

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corso superiore per la preparazione dei missionari. In seguito alla Deus scientiarum di Pio XI, e al nuovo ordinamento scolastico, fu ampliata la sede dell'Istituto, che con decreto della S. Congregazione dei Seminari e degli Studi in data 17 maggio 1933 veniva canonicamente eretto ad Ateneo con le Facoltà di teologia, di diritto canonico e di filosofia. Con successivo decreto del 14 giugno 1938 ebbe il titolo di Pontificio.

Nel 1946, il p. Pacifico Perantoni, ministro generale, iniziò nuovi ingrandimenti nell'edificio per la biblioteca, i seminari, le scuole e soprattutto per la grandiosa aula magna (aula Assumptionis B. M. Virginis) inaugurata in occasione della proclamazione dogmatica dell'Assunta il 30 ott. 1950.

E a disposizione dell'Ateneo la Biblioteca centrale dell'Ordine, con oltre 150.000 voll. e più di 200 riviste scientifiche. L'Ateneo pubblica il periodico trimestrale Antonianum e varie collezioni scientifiche (Späilegium Pont. Athenaei Antoniani, Bibliotheca Pont. Ath. Ant., Studia Antoniana, Editiones Pont. Ath. Ant.). Esso ospita altre istituzioni culturali quali la Commissione per l'edizione critica delle opere di G. Duns Scoto e l'Accademia mariana internazionale.

BibL.: cf. fascicolo speciale per l'inaugurazione dell'Istituto nel 1934 in Acta Ord. FF. MM., 53 (1934), pp. 1-76. Per la Biblioteca: L. Oliçer, La Biblioteca del Pont. Ateneo Ant., in Il libro e le Biblioteche. Atti del 1° Congr. bibliologico franc. internaz., II (Bibliotheca Pont. Ath. Ant., 6). Roma 1950, pp. 279-94. Alberto Ghinato
IX. Istituto Pontificio di Musica Sacra. L'Istituto Pontificio di Musica Sacra fu fondato nel 1910 da S. S. Pio X per impulso del gesuita Angelo De Santi (v.); ebbe allora il titolo di Scuola Superiore di Musica Sacra e cominciò a funzionare il 3 genn. 1911. Lo stesso Pontefice le conferì piena approvazione con il breve Expleverunt (4 nov. 1911); il ro luglio 1914 la dichiarò Pontificia, concedendole la facoltà di conferire i gradi accademici. S. S. Pio XI ne diede lo statuto il 22 nov. 1922, confermando la diretta dipendenza dalla S. Sede; il 24 maggio 1931, con la cost. apost. Deus scientiarum Dominus, denominò «Istituto» la "Scuola», annoverandola tra le università pontifici.

L'Istituto Pontificio di Musica Sacra ha carattere internazionale, ed è destinato a formare alunni che possano promuovere uno sempre maggiore diffusione, cognizione e perfezionamento della musica sacra, secondo lo spirito del motu proprio di S. S. Pio X, De musica sacra ( 20 nov. 1903). I corsi dell'Istituto sono quattro : canto gregoriano (corso ordinario : 3 anni); canto gregoriano e musicologia (corso superiore : 3 anni); composizione sacra ( 5 anni); organo (4 anni). L'Istituto rilascia i diplomi di baccellierato, licenza, magistero e dottorato.

Presidi dell'Istituto furono: il p. Angelo De Santi (1911-21); l'abate Paolo M. Ferretti, benedettino (19211938); l'abate Gregorio M. Suñol, pure benedettino (1938-46). Dal 1946 è preside il prof. mons. Igino Anglès.

Luisa Cervelli
X. Istituto Pontificio di Archeologia Cristiana. - Fondato da Pio XI (i i dic. 1925) in Roma per «dare allo studio della sacra archeologia incoraggiamento ed aiuti nuovi, adeguati all'importanza della disciplina, ai risultati che si sono raggiunti e a quelli non minori che dobbiamo ancora attendere...».

Per rispondere degnamente all'iniziativa di Pio XI, mons. G. P. Kirsch (v.) nominato direttore, tracciò l'attività che l'Istituto doveva svolgere : 1) riunire tutte il materiale scientifico per lo studio completo dei documenti e delle istituzioni del Cristianesimo primitivo, onde poter esaminare i vari aspetti dei monumenti stessi e fissarne il giusto valore per la conoscenza della vita cristiana della Chiesa primitiva. 2) Iniziare poi e promuovere studi scientifici sui monumenti cristiani di Roma e del mondo antico,
sui vari problemi che possono sorgere dal loro esame, quali elementi costruttivi per l'antica cultura cristiana. 3) Formare infine nel campo dell'archeologia cristiana veri e metodici studiosi; far loro conoscere de visu i vari monumenti cristiani di Roma, iniziarli in personali ricerche intorno alle singole questioni; renderli atti all'insegnamento dell'archeologia sacra e della storia della Chiesa primitivae addestrarli nella conservazione e pubblicazione dei sacri monumenti, spesso nelle varie regioni del mondo cristiano.

La Biblioteca dell'Istituto, costituitasi fino dalla fondazione, è stata arricchita con donazioni di Pio XI, della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, di mons. Kirsch, di mons. Wilpert, di Mrs Strong e di altri ed è alimentata anche dai periodici che giungono in cambio della Rivista di archeologia cristiana, fondata nel 1924 dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra in sostituzione del Nuovo Bollettino di archeologia cristiana, e che dal 1927 è edita a carico dell'Istituto stesso. Mons. Kirsch istituì quattro serie di pubblicazioni: 1) Monumenti di antichità cristiana; 2) Le iscrizioni cristiane di Roma e d'Italia dell'antichità e del Medioevo; 3) Studi di antichità cristiana; 4) Sussidi per l'archeologia cristiana.

L'Istituto è arricchito dalla collezione degli acquerelli eseguiti per le "Pitture delle Catacombe" e per i "Musaiel e le pitture cristiane dal vi al xili acc." del Wilpert; possiede inoltre un ricco archivio fotografico.

L'Istituto inoltre promosse e organizzò i due ultimi Congressi internazionali di archeologia cristiana, cioè il III a Ravenna nell'autunno del 1932 ed il IV a Roma nell'autunno del 1938; frutto di tali Congressi sono le pubblicazioni degli "Atti" nei quali vengono illustrate le più recenti scoperte nel campo dell'archeologia cristiana e in special modo gli studi relativi alle origini e agli sviluppi degli edifici del culto cristiano.

I docenti dell'Istituto dal 1932 costituiscono il comitato permanente per l'organizzazione dei futuri congressi internazionali di archeologia cristiana.

Nei suoi venticinque anni di vita l'Istituto è stato assiduamente frequentato da alunni del clero secolare e regolare e da laici appartenenti alle seguenti nazioni: Austria, Belgio, Canada, Francia, Germania, Inghilterra, Irlanda, Italia, Iugoslavia, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Polonia, Spagna, Stati Uniti, Svizzera, Turchia, Ungheria. I giovani formatisi presso il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana sono divenuti docenti in atenei teologici in Roma, in Italia, in Francia, in Olanda, in Spagna, in Germania, in Canadà; svolgono la loro proficua attività nella sezione storica della S. Congregazione dei Riti e in altre S. Congregazioni; nella Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, nei musei di arte sacra, negli archivi vescovili, ecc. L'attuale direttore è mons. Luciano De Bruyne, uno dei primi alunniJdelI'Istituto stesso.

BibL.: AAS. 17 (1923), pp. 619-33; Annuari del Pont. Ist. di Arch. Crist., dal 1926. Enrico Iosi
XI. Pontificia Facoltà Teologica dei Frati Minori Conventuali. - L'attuale Facoltà teologica, eretta il 24 genn. 1905 con rescritto della S. Congregazione dei Vescovi e Regolari, nel Collegio Internazionale dei Frati Minori Conventuali, fu elevata al rango di Pontificia con decreto 15 giugno 1935 della S. Congregazione dei Seminari e delle Università degli Studi, che ne approvò i nuovi statuti in conformità alla cost. apost. Deus scientiarum Dominus.

Essa si riallaccia agli antichi Studi Generali di Teologia, con grado universitario, che fiorirono nell'Ordine francescano fin dalla 1² metà del sec. xiri (Parigi, Oxford, Cambridge, e poi Tolosa, Bologna, ecc.), e specialmente al celebre Collegio di S. Bonaventura, fondato da Stato V nel convento romano dei SS. XII Apostoli con bolla del 17 dic. 1587: vera Facoltà teologica, che ebbe vita gloriosa fino al 1873 , quando venne sospesa per la legge di soppressione degli Ordini religiosi. Tra i professori e alunni di quest'ultimo periodo (1905-50) vanno ricordati : S.E. mons. D. Jaquet, vescovo di Jassy in Romania

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(m. nel 1931); i canonisti mons. L. Bondini, visitatore apostolico del patriarcato armeno cattolico di Cilicia (m. nel 1936); il p. F. S. D'Ambrosio (m. nel 1945); lo storico fulgmonte mons. M. Faloci Pulignani (m. nel 1940); il p. D. iiparacio (m. nel 1929), scrittore di storia francescana; il p. S. Ignudi (m. nel 1945), autore d'un commento alla Divina Commedia. Alla Facoltà è annessa una biblioteca con ca. 30.000 volumi.

Brec.: G. Stano, Pont. Facultas Theol. O. F. M. Cnuv. in Ude, in Miscellanea Francescana, 45 (1945), pp. 1-28.

Gaetano Stano
XII. Facoltà teologica del Collegio internazionale dei Carmelitani Scalzi. - Primo collegio internazionale dell'Ordine a Roma fu il Seminario delle missioni decretato dal Capitolo generale del 1605, inaugurato nel 1620 , soppresso nel 1873. L'attuale Collegio internazionale deve la sua fondazione al Capitolo generale del 1920.

Fu inaugurato nel 1926; eretto in Facoltà teologica con decreto pontificio del 16 luglio 1935. Curricolo: laurea 5 anni; laurea 6 anni. Stato attuale (1949); professori 17: slunni interni 51, esterni 10. Biblioteca: 40.000 voll. Pubblicazione periodica (storico-dottrinale): Epheserides carmeliticae. Benno di San Giuseppe

Per il Pontificio Ateneo Lateranense (IV): vedi tav. XX.

ISTITUTI SECOLARI. - Sono cosi chiamate nuove forme di vita religiosa senza obbligo della vita in comune, quale giuridicamente si concepisce nelle religioni e nelle società senza voti pubblici.

L'ordine di perfezione evangelica, quando fu giuridicamente riconosciuto dalla Chiesa, diede origine allo stato religioso delineato già dai primi anacoreti. Senonché questo stato religioso, uno e perpetuo nel suo elemento sostanziale, "santità e apostolato", si evolve costantemente negli altri elementi formali ed estrinseci, che la Chiesa disciplina e perfeziona continuamente, con fine senso di opportunità e adattamento ai tempi e alle persone. Si susseguono cosi in ammirevole emulazione gli antichi Ordini di Canonici regolari, i Monaci, i Mendicanti, i Chierici regolari, le Congregazioni a voti semplici.

Si sviluppano ancora altre società religiose le quali, pur imitando la vita delle Congregazioni, non emettono i soliti voti. Anche di esse è grande la vorietà. Perfettamente provate da una lunga esperienza, ebbero nel CIC un loro speciale riconoscimento canonico e leggi fondamentali (cann. 673-81).

Quando si lavorava alla codificazione del diritto canonico si ebbero nuovi stati di perfezione che si proponevano di mettere in pratica i consigli evangelici nel secolo e di consacrarsi, in mezzo al mondo, ad opere di apostolato, senza l'obbligo generale e necessario di vita comune nel senso canonico. L'11 ag. 1889, la S. Congregazione dei Vescovi e Regolari pubblicava il decreto Ecclesia catholica (cf. Acta Sanctae Sedis, 22 [1889], p. 634), nel quale si occupava di queste associazioni e per quanto si dimostrasse contraria a riconoscervi un formale carattere religioso, faceva intendere di essere sostanzialmente ad esse favorevole. Nella codificazione, a quanto sembra, il quesito delle forme nuove fu posto, discusso e passato saggiamente in silenzio - nessuna traccia nel CIC - per non ipotecare il futuro di questi istituti con una soluzione non ancora matura.

Tuttavia le nuove forme di vita di perfezione progredivano nella loro marcia ascendente (cf. card. V. La Pama, Evoluzione del diritto dei religiosi da Pio IX a Pio XI, in Acta Congressus juridici internationalis, IV, Roma 1937, p. 202 sgg.; A. Gemelli, Le Associazioni dei laici consacrati a Dio nel mondo [pro manuscripto], Assisi 1939; Ch. Canals Navarrete, Los Institutos seculares de perfección y apostolado, in Revista española de derecho canonico, 3 [1947], p. 35 sgg.), con caratteristiche ogni giorno più chiare e definitive: la loro organizzazione interna ed extra-discesana, la dedizione completa dei loro membri al fine prefisso, la professione integrale dei consigli evangelici anche senza i voti pubblici, l'assenza di vita comune intesa nel senso dei canoni.

La Chiesa non ha mai ignorato queste nobili anime, ma, al contrario, le ha incoraggiate e il 2 febbr. 1947, con la costituzione Provida Mater Ecclesia (De statibus canonicis institutisque saecularibus christianae perfectionis adquirendae (cf. AAS, 39 [1947], pp. 114-21) provvidenzialmente e sapientemente sanzionava il loro stato di vita particolare, rendendolo stato giuridico di perfezione.

La Provida Mater Ecclesia (art. III) fissa gli elementi essenziali degli i. s.: una piena e totale dedizione dei membri all'acquisto della perfezione evangelica nell'osservanza della povertà, castità e ubbidienza, resa stabile mediante un vincolo morale e giuridico, impegnativo agli occhi di Dio e della Chiesa, ottenuto con il voto e con la promessa di ubbidienza e di povertà; con il voto, o la promessa, o la consacrazione di castità perfetta nel celibato. Benché il nuovo stato giuridico supponga un corpo morale nel quale attuarsi mediante un vincolo stabile, reciproco e pieno - rimane quindi escluso il fedele che individualmente si proponga lo stesso ideale tuttavia i membri non hanno l'obbligo della vita in comune, quale giuridicamente si concepisce per le "religioni" e le società senza voti pubblici. Fino ad oggi si considerava lo status perfectionis adquirendae come sinonimo dello stato religioso: ecco invece apparire un nuovo stato di perfezione completo, con l'esistenza di una «peculiare vocazione di Dio», nel quale nessuno dei suoi membri è religioso (ibid., art. II § 1).

I sodali degli i. s. sono dunque, di fronte al diritto canonico, chierici o laici, a seconda del carattere che abbiano nell'istituto; la loro totale consacrazione al Signore non li fa uscire dai limiti della loro corrispondente personalità canonica (cf. CIC, can. 107; Provida Mater Ecclesia, art. II § 1; motu proprio Primo feliciter, artt. II e III, 12 marzo 1948; AAS, 40 [1948], pp. 293-97).

Quest'ultimo documento insiste sulle note proprie degli i. s. che li distinguono dalle comuni associazioni di laici, cioè sullo stato di perfezione completo (cf. anche l'istruzione Cum Sanctissimus; AAS, 40 [1948], pp. 283-86 ).

Sviluppando logicamente questa idea, il s. Padre raccomanda con paterno animo ai dirigenti e agli assistenti dell'Azione Cattolica e delle altre associazioni di fedeli, nel cui materno grembo vengono educati cristianamente ed iniziati all'esercizio dell'apostolato, di promuovere generosamente le sante vocazioni di tanti numerosi ed eletti giovani che sono chiamati per vocazione divina a raggiungere più alte mete sia in Ordini e Congregazioni religiose, sia in questi veramente provvidenziali i. s. (art. VI). Vuole inoltre che l'Azione Cattolica e le altre associazioni pie, non solo accentino, ma cerchino anche e chiedano per il proprio apostolato membri di questi i. s. (art. VI).

Affinché un'associazione nascente possa chiamarsi i. s. non basta che di fatto abbia i requisiti che la costituzione Provida Mater Ecclesia esige da questi i.: si richiede in più una previa appositio manuum della S. Sede.

Nessuna associazione potrà dunque usare il nome di i. s., se non ha ottenuto dal vescovo l'erezione canonica secondo la procedura prevista dall'art. V della costituzione, che impone agli Ordinari, come conditio sine qua non per procedere all'erezione, di rivolgersi al discastero competente per ottenere il medesimo nihil obstat che il CIC esige per le religioni e società di vita comune.

Brec.: Oltre la bibliografia citata nel testo, cf. J. Creusen, De statibus canonicis institutisque saecularibus christianae perfectionis adquirendae, in Periodica de re euer, canon. liturg., 36 [1947], pp. 118-220; S. Coyenecibe, Abnotationes ad const. ap. - Provida Mater Ecclesia+d. e febbr. 1947, in Apollinaris, 20 (1947), pp. 5-37; M. Zalba, La constitución Provida Mater Ecclesia, La ley peculiar de los Institutos seculares, in Christus, 12 (1947), pp. 741-46; E. Fagliasso, De extensione iuridici instituti esemplionis religiosorum logice atque historice considerati, in Salesianum, 9 (1947), pp. 1-64, 147, 206, 318-59; V. Conwsi, Important new law for "secular Institutes", in The irish evel. record, 69 (1947), pp. 1011-14.

Alvaro del Pontillo

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Istituto della B. V. M. delle dame inglesi - Prosperto principale dell'istituto in Roma.

## ISTITUTO CATTOLICO DI ATTIVITA

SOCIALE (I.C.A.S.). - Nell'ordinamento approvato il 28 nov. 1946 dall'Ecc.ma Commissione Episcopale per l'Azione Cattolica Italiana, è definito l'organo tecnico specializzato dell'A.C.I. per tutto ciò che si riferisce all'azione economico-sociale.

È sorto nel 1926 per raccogliere l'eredità delle passate organizzazioni sociali cattoliche, quali la Confederazione italiana dei lavoratori, la Confederazione della mutualità ed assicurazioni sociali, la Confederazione cooperativa italiana, la Federazione delle casse rurali.

L'I. ha il compito di formulare e diffondere l'indirizzo del pensiero cattolico di fronte ai problemi che interessano la istituzioni e le categorie nella loro esistenza e nelle loro armoniche funzioni, nonché di promuovere la costituzione, vigilare l'indirizzo teorico-pratico delle istituzioni e delle opere sociali cattoliche, e di assisterle con appoggio morale attuandone un unitario coordinamento.

In corrispondenza a tali finalità l'I.C.A.S. si organizza in due sezioni : la sezione Studi cura l'individuazione dei problemi economico-sociali del momento e ne interpreta il contenuto alla luce del pensiero sociale cristiano, concreta monografie e pubblicazioni sociali di informazione e di orientamento, promuove e collabora alla impostazione e realizzazione dottrinale delle Settimane sociali dei cattolici d'Italia per le quali è costituito un particolare comitato permanente, offre una triplice scuola per corrispondenza di formazione sociale, sindacale e cooperativista, cura il periodico quindicinale "Orientamenti sociali", affermatosi oggi come l'organo di orientamento, informazione e formazione economico-sociale di tutti i cattolici italiani. Fra i problemi più studiati vanno ricordati quello dei rapporti fra Stato e Chiesa, il problema sindacale, quello industriale ed agricolo, i problemi del credito e delle casse rurali, il problema dell'apprendistato, ecc. Fra le pubblicazioni : "Per la comunità cristiana", sintesi del pensiero sociale cattolico noto anche col nome di "Codice di Camaldoli", e gli Atti delle Settimane sociali (cf.) dal 1945 ad oggi.

La sezione Opere sociali ha contribuito efficacemente a promuovere, o ha promosso direttamente, il ricostituirsi, negli anni 1945 e 1946, delle libere organizzazioni
sociali, quali: le Associazioni cristiane lavoratori italiani, la Confederazione cooperativa italiana, il Centro nazionale dell'artigianato e la Confederazione italiana dell'artigianato, il Centro italiano femminile, l'Unione cristiana imprenditori dirigenti, il Comitato cattolico per l'emigrazione, il Fronte della famiglia.

L'I.C.A.S. è diretto sul piano nazionale da un presidente, da un consiglio di presidenza, da un consulente ecclesiastico, da un amministratore e da un consiglio generale, composto degli incaricati per le attività sociali delle varie Associazioni nazionali dell'A.C.I. e dai rappresentanti delle Opere coordinate e dipendenti e dalle istituzioni aderenti.

Nell'ambito diocesano sono costituiti i Segretariati diocesani di Attività Sociale (Se. D.A.S.).

Dal 1950 l'I.C.A.S. ha costituito nel suo seno un Centro di Azione l'uropeistica.

Bibl.: Le attività sociali dei cattolici, Roma 1948.

Giuseppe Gensifano
ISTITUTO DELLA BEATA VERGINE MARIA (Dame inglesi). - Fondato a St-Omer (Belgio) nel 1609 da Maria Ward (v.), sia per l'educazione delle fanciulle inglesi della nobiltà, emigrate o destinate in seguito ad emigrare onde attendere alla propria formazione al riparo dalla persecuzione, sia per esercitare in patria un'attività missionaria contro la "riforma". A raggiungere lo scopo si richiedeva che l'I. avesse un carattere e un sistema di vita diversi da quelli delle comunità religiose già esistenti. La Ward, seguendo le orme dettate dalle Costituzioni e metodi di s. Ignazio, volle: 1) l'esenzione dalla clausura; 2) una Superiora generale per l'intero I., la quale dipendesse unicamente dalla S. Sede e non dai Vescovi, né da alcun Ordine religioso; 3) la distinzione dei membri in due gradi : le Religiosé insegnanti e le Sorelle coadiutrici. Tali iniziative assumevano per quei tempi un carattere di ardita novità e furono causa di molte pene e contraddizioni.

Paolo V concesse (1616) una benevola protezione, raccomandando assai l'istituzione al vescovo di St-Omer; Gregorio XV nel 1623 diede alla Ward facoltà di aprire una casa a Roma con scuole pubbliche e classi gratuite per i poveri. Frattanto l'I. prese a prosperare con nuove case e Liegi, Colonia, Treviri, Napoli, Vienna, Presburgo; ma le contrarictà s'inacerbirono sia per le accennate no-
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(per carlssia delle Dame inglesi)
Istituto della B. V. M. delle dame inglesi - Istituto in Kanpur (India).

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vita, sia per la troppa stretta somiglianza con i Gesuiti, interpretata come predominio sulla istituzione. L'opposizione fini per convincere Urbano VIII, che con la bolla Postorolis Romani Pontificis del 13 genn. 1630 soppresse l'I., che contava allora 200 religione di diverse nazioni, perché la Ward «si era appropriata di ogni elemento essenziale degli Ordini religiosi senza il permesso del Papa, non aveva clausura, e pretendeva esercitare una specie di cura d'anime, di casa in casa, il che non era conveniente per religiose \%. Nulla però disse la bolla contro l'attività educatrice, e lo stesso Urbano VIII concesse alla Ward nel 1632 di raccogliere di nuovo a Roma, in vita di comunità, le sue religiose. Cosi l'I. potè continuare come comunità insegnante e da Roma irradiarsi e ripenetrare in Inghilterra, in Baviera e altrove. Dopo lunga attesa, Clemente XI ne approvò il 13 giugno 1703 le regole ed il titolo di «I. della B. V. M.». Benedetto XIV, con bolla del 13 apr. 1749 , confermò la carica di madre generale, ma proibì che la Ward fosse chiamata fondatrice dell'I. Pio IX il 15 febbr. 1877 approvò
l'I. come tale, e Pio X il 6 apr. 1909 dichiarò che nulla più s'era in contrario a che l'I. riconoscesse anche pubblicamente Maria Ward come sua fondatrice.

Presentemente l'I., di diritto pontificio, è diviso in cinque rami autonomi con rispettive superiore generali: Roma, 164 case e ca. 4000 religione, in Germania, Inghilterra, Romania, Italia, India, Irasile, Cile, Argentina, Spagna, Nord America; St. Pölten, 15 case e 802 religione, in Austria, Ungheria e Italia; Magonza, io case e 352 religiose, in Prussia ed Assia; Rathfarnham (Irlanda), 68 case e 1456 religiose in Irlanda, Gibilterra, Spagna, Inghilterra, India, Africa, Australia, S. Maurizio; Toronto (Canadà), 20 case e 472 membri.

Bibl.: H. Grisar, Das erste Verbot der Ordensgründung M. Warde (1628), in Stimmen der Zeit, 113 (1927), pp. 34-51; id., Der Endhauspf am M. Warde erste Ordensgründung (16281631), ibid., pp. 131-30; Pastor, XIII, pp. 612-19.

## Istituto della carita

Celtistino Testore
ISTITUTO DELLA CARITÀ. - Congregazione religiosa con voti semplici e perpetui, fondata dal sacerdote Antonio Rosmini Serbati (v.), il 20 febbr. 1828 a Domodossola, approvata da Gregorio XVI il 20 sett. 1839.

L'impulso alla fondazione venne al Rosmini
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(da Collegio Mellerio.Rosmini, Domodossola (1827-1887), Ricordi e documenti, Milano 1827, lex. di fronte a p. 28)
istituto della carita - Un cortile interno del Collegio Nuovo
Mellerio-Rosmini - Domodossola.
dalla b. Maddalena di Canossa (v.) che l'avrebbe voluto compagno nell'iniziare una società religiosa per uomini simile alle sue Figlie della Carità. Rosmini segui poi un altro disegno secondo le linee della sua ascetica. Lo scopo dell'I. della C. è la realizzazione più estesa possibile della carità, andando incontro ai vari bisogni dei luoghi e dei tempi e seguendo l'invito del prossimo, non prevenendolo per iniziativa propria. Quanto alla povertà, l'I. della C. come tale non può possedere, mentre i singoli possono avere proprietà, principio questo che Rosmini riusci a fare approvare, non senza opposizioni, nel 1839.

Attualmente i religiosi, tra sacerdoti, insegnanti e « fratelli», sono ca. 300 , e si trovano in Italia, in Inghilterra, in Irlanda, nell'America del Nord, in Africa. In Italia l'I. della C. dapprima si dette all'insegnamento (scuole elementari, riformatori e orfanotrofi, collegiconviri, di cui il più noto è quello di Domodossola, e altri a Stresa e a Torino) : più tardi assunse anche parrocchie (Montecompatri, Milano, Trapani). In Inghilterra cominciò con le missioni al popolo, e specialmente per opera del p. Gentili prese parte attiva alla rinascita del cattolicesimo nel primo Ottocento, poi assunse parrocchie e collegi di cui il più noto è Ratcliffe. In Irlanda ha istituci per orfani e giovani corrigendi; in America parrocchie. In Africa cominciarono le missioni nel Tanganika nel 1945.

Dei religiosi che illustrarono l'I. della C. si possono ricordare il p. Luigi Gentili, missionario in Inghilterra (1801-48), il p. Giovanni Battista Pagani (1806-70), autore dell' Anima divata del S.mo Sacramento, il p. Giuseppe Calza, filosofo (1821-98), il p. Luigi Perez, poeta e dantista (1822-79), il p. Vincenzo De-Vit, latinista (1811-92), il p. Pietro Prada, storico (1837-1900), il p. Luigi Lanzoni, scrittore ascetico (18351901).

Bibl.: F. Paoli, Della vita di Antonio Rosmini, Torino 1880; La vita di Antonio Rosmini, scritta da un sacerdote dell'I. della C., 2 voll., ivi 18er; G. Pusineri, Rosmini, fondatore dell'I. della C., Milano 1929; G. P. Pagani, Vita di Luigi Gentili, Roma 1929.

Giuseppe Bozzetti
ISTITUTO DELL'ORATORIO DI
SAN FILIPPO NERI. - Si formò nel suo primo nucleo presso la chiesa di S. Giovanni dei Fiorentini in Roma, quando, attorno a s. Filippo, si adunarono alcuni sacerdoti attratti dal suo

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zelo e dalla novità del suo apostolato sacerdotale, per collaborare con lui nell'opera dell'Oratorio (v.). Le prime regole furon dettate dal Santo nel 1565 e riguardavano soltanto il culto divino, il sermoneggiare all'Oratorio, l'esortazione a non desiderare onori, la lettura e la discussione dei casi morali in refettorio. Il 15 luglio 1575 , quando Gregorio XIII donò alla comunità la chiesa di S. Maria in Vallicella, si procedette all'erezione canonica della Congregazione. Un primo progetto di costituzioni si ebbe nel 1583, ma fino al 1612 i padri si regolarono con consuetudini, che solo allora vennero definitivamente codificate e approvate da Paolo V.

Gli Oratoriani, o Preti dell'Oratorio, sono semplici sacerdoti, senza voti, viventi vita comune, uniti dal solo vincolo della carità fraterna, ma volontariamente coordinati e subordinati ad un preposito ed ai suoi collaboratori, eletti liberamente dagli aventi diritto della comunità. La santificazione dei singoli membri si raggiunge mediante la libera pratica dei consigli evangelici e la vita comune, vissuta nello spirito di famiglia e di fraterna carità. L'ascetica oratoriana è a base di preghiere, pietà semplice e profonda, sempre sulla linea indicata dalla liturgia, umiltà e disprezzo della gloria umana, abnegazione. Il fine è di promuovere con ogni mezzo il bene delle anime secondo le norme delle Costituzioni, lo spirito dell'I. e quell'ampia libertà rilasciata dalla comunità all'iniziativa individuale. L'apostolato dei Preti dell'Oratorio è eminentemente sacerdotale: amministrazione dei Sacramenti (con particolare predilezione per la Confessione), predicazione (secondo lo stile famigliare usato dal fondatore), culto sacro (per accostare il popolo alla liturgia), apostolato giovanile (in tutte le forme del tempo sia culturali che ricreative).

Nella mente di s. Filippo non vi fu l'idea di fondare una nuova famiglia religiosa, com'egli replicatamente dichiarò, ma solo di provvedere al suo Oratorio in Roma. Tuttavia l'idea filippina trovò applicazione e favore in ogni paese, e così sorteto, già vivo il Santo, altre case dell'Oratorio, che per analogia alla posizione dei membri nella comunità erano autonome, seppur collegate dal vincolo di carità fraterna. Come l'oratoriano è prete della propria diocesi, cosl la comunità trova il suo ambiente naturale nella diocesi ove sorge, pur essendo di diritto pontificio, dando cosi origine ad un'istituzione sui generis, che dimostra appunto il carattere del tutto peculiare di questa convivenza sacerdotale, anello di congiunzione fra la forma di vita del clero secolare e quella dei regolari.

Secondo le nuove norme accluse alle Costituzioni nel 1942 e denominate Statuti generali, si è addivenuti, per desiderio comune, discusso fin dal 1895 , ad una specie di federazione di tutte le Congregazioni, che pur restano autonome. Tale federazione rappresenta l'elaborazione giuridica di un'unione morale, che i tempi hanno dimostrato ben utile. Si è posta cosi la premessa di una più stretta collaborazione ed assistenza spirituale, culturale e materiale, salva sempre la rispettiva autonomia. Organo di questa unione è il Congresso filippino decennale, che nomina una commissione, dalla quale dipende il procuratore generale. Tali organi non hanno poteri giurisdizionali, ma solo l'incarico di mantenere i collegamenti, tutelare e rappresentare gli interessi delle singole comunità presso la S. Sede.

La Congregazione dell'Oratorio, diffusasi già sulla fine del sec. xvi in Francia, diede origine, per le circostanze ed esigenze particolari di quella nazione, alla famiglia derivata dell'Oratorio di Gesù e Maria (v.), il cui fondatore fu Pierre de Bérulle (v.). Pur rimanendo in tutto simile al primitivo ceppo, l'Oratorio francese ha avuto vita sua particolare e quanto mai feconda.

Le case filippine, collegate a Roma, si diffusero in ogni paese cattolico raggiungendo la massima fioritura nei secc. xvir e xvixi, poi le rivoluzioni generali o locali spezzarono molte energie, che, mancando dell'aiuto di una unione potenziatrice, soccombettero. Oggi le case dell'I. sono: 15 in Italia, 9 in Spagna, 5 in Germania,

5 nel Messico, 2 in Polonia, 2 in Inghilterra, 2 in Colombia, 1 in Bolivia e i negli Stati Uniti. I membri delle varie comunità sono ca. 400. L'I. ha pure un centro di studentato e formazione, detto Collegio internazionale filippino Pio XII, presso la casa madre della Vallicella in Roma.

BibL: P. Aringhi, Vite e sententic de' padri dello Cange, dell'Oratorio di Roma, mss. O. 58. 59. 60 (sec. xvir) della Biblioteca Vallicelliana. Varie altre Memorie storiche sull'Oratorio si trovano minoscritte nella stessa Biblioteca: P. G. Bacci, La vita del b. Filippo Neri, fondatore della Congregazione dell'Oratorio, e di alcuni Padri, Roma 1621; G. Marciano, Memorie istoriche della Congr. dell'Oratorio, 5 voll., Napoli 1803-1702; D. Villaresa, Gli scrittori filippini, 2 voll., Napoli 1837-42: Constitutiones et statuto generalia, Vicenza 1943; C. Gabberti, La spirito dell' Oratorio di s. Filippo Neri, Brescia 1949: Biblioteca Valticelliana, S. Filippo Neri e il contributo degli Oratoriani alla cultura italiana nei secc. XVI-XVIII, Roma 1950.

Carlo Gabbati
ISTITUTO DI MARIA TERESA. - Le Dame di Maria Teresa, dette Serve di Gesù Cristo, furono fondate a Bordeaux nel 1815 da Maria Brochet de la Rochetière, coadiuvata dal sacerdote L'Espinut. Quando il loro numero aumentò, esse sciamarono a Lione, a Limoges e a Nîmes. Le Costituzioni, d'ispirazione agostiniana, furono approvate dalla S. Sede il 16 genn. 1835; ma il 31 marzo 1843 la casa di Limoges fu separata dalle altre e costituita a sé sotto la giurisdizione dell'Ordinario diocesano. Nel 1929 le Costituzioni furono conformate al codice.

Lo scopo dell'I. di M. T. è diretto alla buona educazione delle fanciulle e specialmente alla gratuita istruzione delle povere e di altre persone adulte ignoranti in fatto di religione. Esso accoglie pure in appositi rifugi le figliole traviate per ricondurle a Dio e si occupa con il lavoro manuale per soccorrere i bisognosi.

Nel 1950 le suore erano 123, distribuite in 9 case.
BibL.: Arch. S. Congregazione dei Religiosi, L. 14.
Agostino Pugliese
ISTITUTO MISSIONI CONSOLATA. - Nel 1891 il can. Giuseppe Allamano (v.), nipote e continuatore dell'opera e dello spirito di s. Giuseppe Cafasso, nell'intento di rispondere alle esigenze di non poche vocazioni missionarie, particolarmente fra il clero piemontese, progettava alla S. Congregazione de Propaganda Fide un disegno per l'erezione a Torino di un istituto missionario. Da Roma vennero incoraggiamenti per l'attuazione ma, per circostanze indipendenti dall'Allamano, la fondazione dell'I.M.C. dovette essere differita fino al 1901. Il 29 genn. di quell'anno, dopo l'approvazione collettiva del disegno di fondazione da parte dell'episcopato piemontese, intervenuta già il 9 sett. 1900, il card. Agostino Richelmy, arcivescovo di Torino, emanava il decreto di erezione dell'I. costituendone superiore lo stesso Allamano, il quale rimase poi in tale carica fino alla morte ( 1928 ).

I membri del nuovo I. non avevano voti religiosi, ma erano vincolati da un giuramento di dedicarsi alle missioni estere per un determinato periodo di tempo, passato il quale potevano rientrare nelle rispettive diocesi. Nel 1909 però la S. Congregazione dei Religiosi, concedendo il decreto di lode il 28 dic., diede all'I. la forma attuale di Congregazione religiosa con voti semplici. Così costituito e dato il suo carattere esclusivamente missionario, l'I., con decreto dell's genn. 1911 della S. Congregazione Concistoriale, passò sotto le dipendenze della S. Congregazione de Propaganda Fide, la quale il 7 sett. 1923 lo approvò definitivamente insieme con le sue Costituzioni, modificate in seguito con decreto del 17 genn. 1950 per l'aggiornamento richiesto dalla divisione dell'I. in delegazioni.

I primi missionari partirono per l'Africa Orientale Inglese nel 1902, stabilendosi attorno al Monte Kenya alle dipendenze di mons. Allgeyer, vicario apostolico dello Zanguebar settentrionale. Avevano a collaboratrici nell'apostolato le suore Vincenzine della Piccola Casa della

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Divina Provvidenza, sostituite in seguito dalle suore missionarie della Consolata, fondate dall'Allamano nel 1910. Nel 1903 la S. Congregazione de Propaganda Fide staccava dello Zonguebar la missione del Kenya e l'affidava esclusivamente all'I. M. C., erigendola poco dopo nel 1909 a vicariato apostolico. In seguito furono affidate all'I.M.C. varie oltre missioni : nel 1913 la prefettura apostolica del Kaffa (nel 1937 vicariato apostolico di Gimma); nel 1922 la prefettura apostolica di Iringa, ora vicariato apostolico; nel 1924 la prefettura apostolica di Benadir (nel 1927 vicariato apostolico di Mogadiscio, passato poi ai Padri francescani); nel 1926 la prefettura apostolica di Meru (Kenya); nel 1948 la prelatura nullus di Rio Branco (Brasile); nel 1951 il vicariato apostolico di Florencia (Colombia). L'I.M.C. inoltre si trova fin dal 1925 nel Mozambico Porroghese alle dipendenze dei vescovi di Lorenzo Marques e Nampula, e dal 1947 ha inviato pure gruppi di missionari in aiuto dei vescovi dei territori di Formosa in Argentina e di Magdalena in Co. lombia.

Le missioni africane esigono per lo più che l'attività
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Intituto missioni consglata - La Casa Madre nella sua forma primitiva (1905-1909). Ampliaza nel 1926-28, gravemente danneggiata e in parte distrutta in seguito a bombardamento serco l'8 dic. 1942, è in corso di ricostruzione. Torino.
strettamente missionaria sia preparata e affiancata da una larga opera di elevazione dell'ambiente fisico-sociale delle popolazioni indigene. "Per i missionari della Consolata tale esigenza divenne una caratteristica costituzionale della loro esistenza" (V. C. Vanzin, Nuove no miss