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sce quindi il baricentro di tutto il sistema planetario.

E anche merito di K. aver perfezionato il canocchiale e aver costruito una tavola abbastanza esatta della rifrazione astronomica nella sua Optica ad Vitellionem (dedicata al p. Witel, domenicano polacco, che si era molto occupato di questioni di ottica) e quindi nella Dioptrica.

Bim.: Oltre ai trattati generali di storia dell'astronomia (R. Wolf, R. Grant, ecc.), cf. P. A. Müller, 7.K., der Gesetzgeber der neueren Astronomie, Friburgo 1903; M. Caspar-W. von Dyck, 7. K. in seinen Briefen, Monaco 1930; M. Caspar. Bibliographia Kepleriana, ivi 1936.

Giuseppe Armellini
KEPPLER, Paul Wilhelm. - Vescovo, n. il 28 sett. 1852 a Schwäbisch-Gmünd, m. il 16 luglio 1926 a Rottenburg. Ordinato sacerdote nel 1875 , svolse quindi attività pastorale nella parrocchia di Cannstatt. Professore di esegesi neotestamentaria a Tubinga nel 1883 , vi insegnò fino al 1894 , dopo essere passato nel 1889 alla cattedra di morale e di pastorale. Professore di morale a Friburgo in Br. nel 1894, divenne nel 1898 vescovo di Rottenburg, dove rimase fino alla morte. Predicatore efficace, consiste. rava fondamentale l'importanza della S. Scrittura quale fonte primaria dell'omiletica.

Come capo della diocesi di Rottenburg ebbe molto a cuore la sorte di tutti coloro che erano stati danneggiati dalla prima guerra mondiale e dall'inflazione e dispiegò una grande attività pastorale, provvedendo alla fondazione di nuovi conventi. Prese parte attiva nella lotta antimodernista; favorì gli studi sull'arte cristiana, diresse dal 1885 al 1894 l'Archiv für christliche Kunst e pubblicò egli stesso nel 1888 la monografia Württembergs kirchliche
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(da G. Harel, F. W. K., Mewsuton tati) KEPpler, Paul, Wilhelm - Ritratto.

Kunstaltertïmer. Tra le sue opere si ricordano principalmente: Das JohannesEvangelium u. das Ende des I. christl. Jahrhundert (Friburgo in Br. 1883); Aus Kunst u. Leben (ivi 1905, 8° ed. 1923); Mehe Freude (ivi 1909, 183° migliaio, ivi 1929, tradotta in 13 lingue, vers. it., Roma 1911) e molti volumi di prediche e di omelie.

Bibl.: F. Stürk, Die Diö̈rrie Rottenburg und ihre Bischöfe, Roitenburg 1928, pp. 222 239: E. Stola, s. v. in LThK, V, coll. 932-33. con bibl.

Silvio Furlani
KERLE, JACOB
de. - Musicista, n. a Ypres ca. il 1530, m. a Praga il 7 genn. 1591. Nel 1555 fu organista ad Orvieto, donde passò maestro di cappella, al seguito del card. Ottone di Truchsess, ad Augusta, Roma e Dilligen. Lo si trova di nuovo a Roma, poi ad Ypres. Nel 1557 è canonico del duomo di Cambrai; nel 1582 maestro di cappella alla corte di Rodolfo II di Praga.

Compositore rinomalissimo, ha scritto Inni (Roma 1558), Salmi da Vespro (Venezia 1561), Magnificat (ivi 1561), 6 Messe a 4 e 5 voci (ivi 1562), Madrigali (ivi 1570) ed altra musica di pregiata fattura contrappuntistica e polifonica.

Bibl.: O. Ursprung, I. de K., Monaco 1913.
Silverio Mattei
KERLL, Johann Kaspar. - Organista e compositore, n. ad Adorf il 9 apr. 1627, m. a Monaco il 13 febbr. 1693. Studiò prima a Vienna, poi a Roma con il Carissimi e con il Frescobaldi. Nel 1656-57 fu direttore del coro della cappella di Monaco, e dal 1677 al 1684 organista a S. Stefano di Vienna. Tornò poi a Monaco.

Oltre ad alcune opere teatrali di pura ispirazione italiana, scrisse Modulatio organica super Magnificat octo tonis (Vienna 1686), preludi, interludi, sacrae cantiones, concerti, a volumi di messe a 2 e 6 voci e numerose sonate per organo. Molta musica del K. è stampata in raccolte moderne a cura di G. Adler.

Bib.: A. W. Ambros. Geschichte der Musik, IV, Lipsia 1860, p. 463; G. B. Katschthaler, Storia della musica sacra, trad. it., 3² ed., Torino 1926, p. 148.

Silverio Mattei
KERKÜK, diocesi di. - Sede vescovile del 'Iräq, dal sec. IV. La diocesi caldea cattolica fu ivi fondata nel 1798. I cattolici sono 9000 in una popolazione totale di 300.500 ab.; parrocchie 9 ; sacerdoti 11 ; scuole 20 con 1280 alunni.

BibL.: Statistica con cenni storici della gerarchia e dei fedeli di rito orientale, Città del Vaticano 1932, p. 242; Annuario Pontificio 1931, p. 215.

Guglielmo de Vries
KERRY e AGHADOE, diocesi di. - In Irlanda. Comprende tutta la contea di K. (eccetto Kilmurziy) e parte della contea di Cork.

Su una popolazione di 160.891 ab., conta 158.586 cattolici. Vi sono 50 parrocchie, 150 sacerdoti diocesani e 12 regolari, due seminari (il St. Brendan's College e St. Michael's College); 8 comunità religiose maschili e 24 femminili (1950).

Sembra che il cristianesimo sia stato predicato nella regione alla metà ca. del sec. v da s. Benigno inviatovi da s. Patrizio. Primo vescovo noto è s. Erc, m. nel 512,

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il quale ebbe la sua giurisdizione anche nel sud ovest di Limerick. Patrono di K. è s. Brendano celebrato al 16 maggio. A K. è unita l'antica diocesi di A., dove la prima chiesa fu edificata da s. Finiano il Lebbroso (m. ca. il 615), fondatore del monastero di Innisfallen (Cottineau, 1. coll. 1456-57). Prima del inio A. venne unita con K. La diocesi di K. venne ristabilita con breve del papa Pio IX nel 1858, dopo essere rimasta senza vescovi dal 16 io al 1641 e dal 1653 al 1703 , nei quali periodi fu retta da vicari apostolici. La residenza episcopale è in Killarney.

Bbbl.: D. O'Connor, s. v. in Cath. Enc., VIII, pp. 627-28; Irish Catholic Divetory and Almanach 1930, Dublino 1930, pp. 291-97.

Enrico Josi
KERSBELE (Kersbell), Philippe. - Teologo carmelitano, n. a Gand (Belgio) verso il 1462, m. a Parigi il 20 nov. 1489.

Ardente difensore della Concezione Immacolata di Maria, scrisse il De conceptione Mariae (Londra, British Museum, mss. Harley 3838), che, pur profondo dal punto di vista teologico, parve ai contemporanei non abbastanza elegante sotto l'aspetto letterario. Era principalmente diretto contro l'opera del generale dei Domenicani Vincenzo Bandelli.

Bbbl.: C. de Villiers, Bibl. Carm., II, 2° ed., Roma 1927, pp. 634-35; Anastase de St Paul, s. v. in DThC, VIII, II, coll. 2350-51.

KETA, piocesi di. - Nel Togo Britannico, suffraganea dell'arcidiocesi di Cape Coast (già vicariato apostolico di Costa d'Oro), affidata alla Società per le Missioni africane. Superfice: ca. 40.000 kmq .

Il territorio del Togo Britannico fu distaccato dai vicariati apostolici di Costa d'Oro e di Togo (oggi Lomé [v.]) ed eretto in vicariato apostolico con il nome di Volta Inferiore il 15 marzo 1923. Il 18 apr. 1930, in occasione della crezione della gerarchia episcopale nell'Africa occidentale britannica, fu elevato a diocesi con il nome di K. (Ketoensis), dal nome della città ove risiede l'Ordinario.

Ha una popolazione di ca. 569.000 ab.; 75.554 cattolici; 2383 catecumeni; 69.000 protestanti; 14.000 musulmani; ca. 408.000 pagani; I sacerdote indigeno; 28 sacerdoti esteri; 2 fratelli laici esteri; 3 suore indigene e 15 estere; 287 catechisti; 285 maestri; 3 seminaristi maggiori e 4 minori; 13 stazioni missionarie principali e 215 secondarie; 33 chiese e 166 cappelle; 2 dispensari con 76.512 consultazioni annue; in orfanotrofi con 319 orfanelli d'ambo i sessi; 153 scuole elementari con 9787 alunni e 2390 alunne; 28 scuole medie con 2860 alunni e 435 alunne; 2 scuole professionali con 46 alunni, i normale con 31 alunni. Nell'ultimo anno si sono avuti 2634 battesimi di adulti. Vi sono confraternite religiose laicali e fiorenti associazioni di Azione Cattolica.

Bbbl.: AAS, 15 (1923), pp. 195-96; 42 (1930) pp. 615-19; Archivio della S. Congr. de Prop. Fide, Prospectus status. missionis, pos. prot. n. 3675/49; MC, 1930, p. 123. Carlo Corvo

KETTELER, Wilhelm Emanuel von. - Vescovo di Magonza, iniziatore e sostenitore del movimento ideologico e pratico del cattolicesimo sociale tedesco, n. a Harkotten (Westfalia) il 25 dic. 1811, m. a Burghausen (Oberbayern) il 13 luglio 1877. Studiò teologia a Monaco e fu consacrato sacerdote nel 1844. Cappellano a Beckum e poi parroco a Hopsten, ebbe modo, diffondendo la Società di S. Vincenzo e assistendo personalmente ammalati e poveri, di avvicinare e conoscere le miserie sociali del suo tempo. In quegli anni si iniziava in Germania la rivoluzione industriale con le conseguenti grandi trasformazioni della struttura economico-sociale che dovevano portare alla formazione del proletariato : separazione del lavoro dal capitale, disgregazione del vincolo familiare, abusi del nascente e incontrastato capitalismo.

A questa dolorosa e caotica realtà il giovane sacerdote si avvicinò dapprima con lo spirito e lo stile della carità cristiana, pensando ad un'opera di rinnovamento spi-
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(per carteria di mons. A. P. Frates)
Ketteler, Wilhelm Emanuel von - Ritratto.
rituale. Ma già nel 1848 K . ha riconosciuto il contenuto economico della questione sociale e con discorsi e scritti inizio un'ardente propaganda per una azione sociale della Chiesa cattolica. Nello stesso tempo K. pone le basi per l'organizzazione degli operai artigiani, prime vittime della trasformazione industriale, in associazioni di carattere religioso e professionale (Handwerksgesellen), dalle quali si svilupperà in seguito l'azione della cooperazione e quella del sindacalismo cattolico tedesco. Dal 1848 al 1863 vi è un periodo di quasi assoluto silenzio del K. a proposito del problema sociale. Nominato vescovo di Magonza nel 1850, egli vi fonda il seminario (1851) che diverrà in breve uno dei primi della Germania ed è infaticabile promotore di organizzazioni cattoliche di carattere religioso ed educativo. Nel 1863 , con la sua autorità di vescovo, affronta per la prima volta in modo approfondito la vera e propria questione operaia, prendendo decisa posizione sia contro il liberalismo e l'individualismo economicopolitico che contro l'eccessivo intervento statale. Il contrasto fra le varie tesi gli dà modo di precisare il suo pensiero : i cattolici devono favorire in ogni modo la creazione di cooperative di produzione, di consumo, di credito, finanziate da capitalisti privati. Lo spirito cristiano di fratellanza e di cooperazione, vivificando l'iniziativa, avrebbe fornito le forze morali atte a consolidare le cooperative e a renderle strumenti efficaci di superamento sostanziale, e non solo formale, del sistema capitalistico. Le sue idee, in seguito esposte in un volume, non ebbero una concreta applicazione pratica, ma fu importante, per il successivo sviluppo del cattolicesimo sociale tedesco, l'aver il K. messo in luce come per risolvere la questione operaia, che è questione morale, occorra scendere anche sul terreno economico e rafforzare la posizione economicosociale del lavoratore, dando ad esso una maggiore sicurezza nell'avvenire. Preoccupato della necessità di educare i cattolici, K. favorì in tutti i modi l'interesse della stampa cattolica per i problemi sociali ed economici. Per suo diretto impulso nacquero in Germania i Christlich-sozialen Blätter (1868) e da lui furono organizzati nel 1869 il Congresso cattolico di Düsseldorf e la Conferenza di

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Fulda, che richiamarono l'attenzione dell'episcopato tedesco sull'argomento.

Il K. seppe interpretare e valutare tempestivamente ogni mutamento dell'ambiente economicosociale del suo tempo e adeguarvi gli orientamenti del cattolicesimo. La crisi economica del 1857 e degli anni seguenti, che pone in modo più drastico i termini della questione; la crescente prevalenza della ideologia marxista in seno alla socialdemocrazia tedesca; il superamento del vecchio Stato di polizia a favore di un più avveduto interventismo da parte dello Stato prussiano prima, e del nuovo Impero tedesco poi, portarono ad una evoluzione nel pensiero e nelle direttive di azione pratica del K. Dal 1865 in poi egli ammette un più largo intervento statale nei problemi sociali ed in seguito accentuerà sempre più l'esigenza di una coerente e organica politica sociale dello Stato, mirante, più che a superare il sistema capitalistico, a mitigarne gli eccessi.

Deputato al Parlamento tedesco dal 1873 , si distinse fra i rappresentanti dei partiti di centro per i suoi discorsi, presentando anche un completo progetto di legislazione sociale a base corporativa, il cui fondamento era il superamento, nell'ambito della morale professionale, inquadrata nella morale cattolica, della lotta di classe, a favore del principio di collaborazione dei vari fattori della produzione, per le esigenze del bene comune. Tale progetto, a cui mancò l'appoggio della maggioranza di centro, non fu accettato. Con altri deputati cattolici il K. ebbe parte importante nella lotta contro il "Kulturkampf"; i gravi contrasti politico-eccclesiastici che ne derivarono, rallentarono, sul finire della sua vita, la sua attività.

La sua idea fondamentale però era ormai diffusa e accolta anche in ambienti non cattolici : il K. infatti era riuscito a dimostrare che la questione sociale non è risolvibile solo con mezzi razionali e che il proletariato non è caratterizzato solo dalla scarsità dei beni economici; egli sostenne che il sistema capitalista non si supera se non modificandone lo spirito attraverso una lenta e profonda azione educativa. Richiamando l'attenzione sulla funzione dello Stato in questa educazione, il K. pose le basi dell'orientamento teorico e dell'attività pratica della politica sociale cattolica tedesca. Può quindi considerarsi un precursore, perché intravvide, mezzo secolo prima che tale principio diventasse di dominio comune, la necessità di una legislazione sociale non impostata solo su motivi umanitari o sulla "ragion di Stato", ma conseguenza di una esigenza morale, conforme alla natura etica della società umana. Impostando la critica al capitalismo sulla nozione del diritto naturale dell'individuo alla esistenza, alla libertà e allo sviluppo della propria personalità, il K. pose anche le basi del fondamento teorico della moderna soluzione cristiana e, indirettamente, quelle per una sostanziale critica al collectivismo e al liberismo economici.

Opere principali: Libertà, autorità e Chiesa (Parma 1864); Die Arbeiterfrage und das Christentum (Mugonza 1844); Dentschland nach dem Krieg von 1866 (ivi 1867); Das Allgem. Konzil und seine Bedeutung für unsere Zeit (ivi 1869); Liberalismus, Sozialismus und Christentum (ivi 1871); Die Katholiken im deutschen Reich (ivi 1873); Predigten und Briefe, a cura di J. M. Reich (ivi 1878).

BibL.: F. Vigemer, K., ein deutsches Bischafleben des 10. Jahrhunderts. Monaco 1924: L. Neuenfeind, Bischof K. und die soziale Frage seiner Zeit, (vi 1927: Th. Brouer, K., Amburgo 1927: J. Strieder, L'importanza storico-sociale di W. E. von K., in Raccolta di scritti in memoria di G. Toniolo, Milano 1929, pp. 273-86; O. H. Müller, K., Oberursel 1947; R. Aubert, Mar K., évêque de Mayence et les origines du cath. social, in Collectanea MechL. 32 (1947), pp. 234-39.

Francesca Duchini

## KEUMURGHIAN KOMITA : v. COSMA DA CARBONIANO.

KEYNES, John Maynard. - Economista inglese, n. a Cambridge il 5 giugno 1883, m. a Londra il

21 apr. 1946. Si rese noto fin dal 1912 con il dirigere l'Economic fournal, poi divenne professore di materie economiche all'Università di Cambridge e fu chiamato a far parte d'una commissione economica per le finanze dell'India (1913); durante la prima guerra mondiale, ebbe importanti incarichi ministeriali, che mantenne anche alla successiva Conferenza della pace.

Nelle sue opere: The economic consequence of the peace (Londra 1919; trad. it., Milano 1920); A revision of the Treaty (Londra 1922; trad. it., Milano 1922), critica le prevedibili tragiche conseguenze economiche del Trattato di Versailles; seguono: A tract on monetary reform (Londra 1923; trad. it., Milano 1925); A short view of Russia (Londra 1925), e, importantissima, The general theory of employement interest and money (ivi 1936). In quest'ultima opera, difficile per le nuove terminologie e la sconnessione degli argomenti, la preminenza, fino allora riconosciuta ai problemi della distribuzione, viene trasferita a quelli del reddito e dell'occupazione. Studiosi e polemisti, sviluppando le vedute del K. sui "cicli di depressione" circa la disoccupazione e in senso più largo sulle relazioni tra interesse, risparmi e investimenti, crearono la teoria economica detta keynesism.

Il carattere rivoluzionario della teoria e, in verità, assai minore di quanto osseriscono i keynesisti e il K. stesso volle in primo tempo lasciar credere; notevolissimo, invece, è il progresso nei metodi di indagine e di rappresentazione dei fenomeni. L'opera, scritta durante la crisi inglese del 1932-35, ne rispecchia le vicende, riconoscendo alle manovre della politica economica una importanza prevalente sulle conquiste positive della scienza economica applicata.

A differenza dell'opinione dei classici, la formazione del risparmio non è vista in correlazione con il tasso d'interesse : il basso costo del denaro facilita i nuovi investimenti, incrementa il lavoro e i redditi, quindi il risparmio, e viceversa (ciò era già nel Turgot delle Reflexions sur la formation et la distribution des richesses [Limoges 1766], dove il tasso d'interesse è paragonato a un livello marino che, innalzandosi o abbassandosi, sommerge grandi distese di territorio oppure le restituisce a colture). Il maggior problema dell'economia sarebbe perciò quello di fissare il tasso di interesse più conveniente: detto saggio d'equilibrio, poiché ad esso, e al corrispondente tasso di sconto, è legato l'equilibrio generale dei prezzi.

Questo saggio evidentemente sarà fissato dalle grandi banche, come si era già espresso l'economista svedese K. Wicksell, le cui idee sull'interesse monetario il K. aveva accolte nel suo Treatise on Money (Londra 1930). Modificando però, in parte, tale opinione, tenendo conto delle molte critiche (in specie del Havtres) e traendo ispirazione da un indirizzo di studi sorto in Italia (v. Hallesismo), il K. approfondi i lati reali dell'equilibrio dinamico, concludendo che il tasso d'interesse, seppure non determina il risparmio, influisce però sulla sua ripartizione tra forme liquide e investimenti produttivi. Il saggio d'equilibrio, tendendo allo zero, consentirebbe perciò la massima occupazione attraverso un massimo d'investimenti, specie in beni strumentali e non di consumo.

Il K. è però del parere che il passaggio da una posizione di equilibrio all'altra, colmando la deficenza di capitalizzazione, non possa attuarsi per reazione spontanea dei risparmiatori, cioè per automatismo in senso liberista; formazione del risparmio e trasformazione di forme liquide in nuovi investimenti produttivi debbono pertanto venire stimolate e guidate dallo Stato, mediante una politica generale del basso interesse integrata da lavori pubblici, partecipazioni industriali dirette, nazionalizzazioni, governo della circolazione monetaria (i keynesisti accennano volentieri a sagge e tempestive misure inflazionistiche) ogni qualvolta un dislivello tra risparmio e investimenti preannunci un nuovo ciclo depressivo.

Il K., pur ispirando a tali vedute il Rapporto degli esperti britannici a Bretton Woods, redatto nel 1943 sotto la sua direzione, lasciò largamente attingere alla parte formale dell'indirizzo italiano di studi sopraccennato, che intende invece risolvere i medesimi problemi per via

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uncamente tecnica, eliminando gli ostacoli che si frappongono ad una intensa capitalizzazione del risparmio. Tali sono soprattutto i rischi di perdita, di immobilizzazione e di svalutazione, contro i quali valgono il contratto di assicurazione e perfezionamenti tecnico-giuridici nei contratti di capitalizzazione, che conferiscano ai titoli d'investimento massima commercialidità e inalterabilità di valore (v. anche sicurezza sociale).

La polemica sul keynesismo è quindi tra i fautori della politica economica a oltranza e i difensori dell'economia tradizionale :
lontani gli uni e gli altri da ogni veramente nuova tecnica economica

BibL.: K. Wickscil, Geldtina a. Guterpreese, Berlino 1898; C. Haws. tres, Currency and creds, Londra 1931; W. Rapke, Crises and Cycles, Londra 1936; F. Canna, An ecowomist: postest, ivi 1937; A. Graziodei, Il risparmio, la scons bencario e il debito pubblico, Milano 1941; L. Federici, La moneta e l'aro, iv 1943; N. Fiorenzana, Homo " Bretton Woods?, Roma 1945; Gli accordi di Bretton Woods, in Prospettive eron, della pace, iv 1946; L. R. Klein, The Keynesian revolutons, Nusva York 1947; B. Ward, L'Europa di-
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(tal. Fides)
stute di nazionalizzu. zioni, in Ero del mondo, 9 maggiı 1947; D. Dillard, The cconomics of 7. M. K., Nuova York 1948; F. Di Fenizio, Studi keynesioni, Milano 1948; id., Economia politica, ivi 1950; S. Bacchi Andreoli, La teoria keynesiana in Italia, Roma 1949; G. Di Domenico, Il fenomeno sindacale e la giusta impostazione dei problemi economici, ivi 1930; R. Mossé, Le keynisme devant la social'me, in Revor socialistr, dic. 1949 -genn. 1950. Mario Baronci

KEYSERLING, Hermann, conte. - Filosofo, n. a Koenno (Livonia) il 20 luglio 1880, m. a Innsbruck il 26 apr. 1946. Studiò scienze naturali e chimica e si laureò in filosofia (1902). Nel 1911-12 intraprese viaggi in tutte le parti del mondo. Espulso dai bolscevichi dall'Estonia si recò a Darmstadt, donde, perseguitato dai nazisti, si ritirò a Innsbruck.

Il suo pensiero, che subisce influssi di I. Kant, F. G. Schelling, G. Dilthey, G. Simmel, E. Bergson, H. St. Chamberlain, è un fondamentale irrazionalismo unito a una concezione pragmatista del pensiero e della verità. N. divenne noto per il suo libro: Das Reisetagebuch eines Philosophen (Monaco 1919; 8ᵃ ed. Darmstadt 1932), in cui intende formulare una saggezza pratica, che nobiliti la vita umana risolvendone i problemi. Condanna il mondo occidentale, che vuole fecondare con la cultura orientale, specialmente indiana, accetta una teosofia critica e valorizza l'etica sopra il pensiero teorico. Scrisse di sé : caratteristica della mia dottrina è che «essa rinnova tutte le questioni, partendo non dall'uomo astratto ma dall'anima del vivente" (prefazione di Menschen als Sinnbilder, Darmstadt 1925). Per realizzare le sue idee fondò a Darmstadt una "Schule der Weisheit", cui invitò il poeta indiano Rabindranath Tagore. In essa intendeva formare alla sapienza, più che alla scienza, con conferenze, discussioni, vita in comune, lettura e meditazione. Organo della scuola era Der Weg zur Vollendung.

Altre opere principali : Das Gefüge der Welt. Versuch einer kritischen Philosophie (Monaco 1906; 3^{text {a }} ed. Darmstadt 1925); Unsterblichkeit (Monaco 1910; 3^{text {a }} ed. Darmstadt 1920); Prelegomena zur Naturphilosophie (Monaco 1910); Philosophie als Kunst (Darmstadt 1920); Schöpferische Erkenntnis (ivi 1922); Politih, Wirtschaft, Weisheit (ivi 1922); Ehebuch (ivi 1923); Wiederpeburt (ivi 1927);

Das Spektrum Europas (ivi 1927); Amerika (ivi 1930); Südamerik. Meditationen (ivi 1932).

BibL.: P. Feldkeller, Graf K.s Erkenntnisweg zum Cbersinnlehen. Die Erkenntnisgrundlagen des Reisetagebuchs eines Philosophen, Darmstadt 1922; R. Hupfeld, Graf H. K., Bonn 1922; F. Hemmel, Das Problem Graf K.s, Berlino 1922; E. Bodrero, prefazione in La ricaluzione mondiale e la responsabilità dello spirito di H. K., Milano 1937; R. Röhr, Graf K.s magische Geschichtsphilosophie, Lipsia 1939. Altre indicazioni: W. Ziegenfuss, s. v. in Philosophen-Lexikon, Berlino 1949, pp. 636659 .

## KHACIATUR

## ARAKELEAN. -

Una delle figure più illustri tra gli alunni armeni del Collegio Urbano di Propaganda. N. nel 1666 a Erzerum (Karin) e ordinato sacerdote nel 1690, si recò a Costantinopoli, dove si fece gran fama di predicatore e di zelante missionario. Nel 1699 compì con successo la missione pontificia a Eğmizdzin, presso il patriarca armeno Nahapet, latore del breve Gra'ces, etsi non inconstes (1698) di Innocenzo XII. Ritornato a Costantinopoli fu vicario del patriarca sino alla persecuzione promossa dagli scismatici Efrem e Avetik, intrusi patriarchi. Si nascose, e nel 1707 fuggì a Venezia, ove la S. Congregazione di Propaganda gli affida la cura degli Armeni. Vi rimase sino alla morte avvenuta il 30 apr. 1740 .

Nel 1719 K. fu visitatore apostolico degli Armeni di Transilvania. Egli seppe unire alla cura delle anime l'insegnamento e lo studio sacro. Formò diversi missionari, diede alla luce vari manuali di grammatica armena, di filosofia, di teologia, e di prediche. Pur non avendo osato accettare l'invito del giovane Mechitar (v.) a farsi il capo della sua recente fondazione, ne divenne poi il più entusiasta difensore e promotore.

BibL.: G. Tarosscon, Vita dell'abate Mechitar (in armeno), Venezia 1901, pp. 333-60; M. Nurikhan, Il servo di Dio abate Mechitar, Roma 1914, pp. 216-18. Garabed Amaduni

KHARTUM (arabo Hartûm), vicariato apostólico di. - Comprende tutta la parte centrale e settentrionale del Sudan anglo-egiziano. L'evangelizzazione di esso fu ideata da mons. A. Casolani di Malta e iniziata dal gesuita p. M. Ryllo. Missionari da principio furono sacerdoti secolari e membri dell'Istituto Mazza di Verona, tra i quali i pp. A. Vinco e D. Comboni. Il vicariato apostolico, eretto il 3 apr. 1846 con il nome di vicariato apostolico dell'Africa centrale, abbracciava tutto l'immenso territorio (kmq. 2.610 .000 ) limitato a nord dall'Egitto, dalla Tripolitania, dalla Tunisia e dall'Algeria, a ovest dalla Senegambia e dalle due Guinee, a sud dai « Monti della Luna», e a est dall'Etiopia. Tra i missionari si ebbero gravi perdite, e i superiori si ritirarono, onde il 12 sett. 1861 il vicariato fu affidato ai Frati Minori della Stiria; ma, avendo dovuto anch'essi presto ritirarsi, nel 1868, lo si assoggettò temporaneamente al vicariato apostolico di Egitto fino all'1 i giugno 1872, allorché fu ceduto all'Istituto delle Missioni estere di Verona (Figli del S. Cuore di Gesù), esclusa la prefettura del Sahara e Sudan (oggi, in parte, vicariato apostolico di Bamako). Prima vicario apostolico

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ne fu mons. Daniele Comboni. Nel 1883, per la rivolta del Mahdi (v.), le stazioni missionarie furono distrutte e molti missionari morirono, ma, passato il flagello, i Figli del S. Cuore ritornarono sulle loro antiche posizioni, e dal 1900 l'evangelizzazione ha fatto continui progressi, specialmente nel sud. Il vicariato subì in seguito, dal 1894 al 1937 , numerose mutilazioni di territorio per l'erezione di numerose nuove circoscrizioni ecclesiastiche, finché, con motu proprio Sancta Dei Ecclesia, del 25 marzo 1938, che poneva tutto l'Egitto alle dipendenze della S. Congregazione Orientale, anche la zona di Assuan passava di diritto sotto la suddetta S. Congregazione, sebbene, di fatto, per un complesso di circostanze si sia tardato fino al presente a realizzare tale disposizione. Con tutto ciò il vicariato apostolico di K. resta sempre vastissimo (oltre 2.000 .000 di kmq ). Nel 1948 contava, su ca. 4.500 .000 ab., 3200 cattolici, 15 catecumeni, I sacerdote indigeno e 35 esteri, 16 fratelli laici esteri, 3 suore indigene, 99 suore estere, 3 catechisti, 62 macstri.

BibL.: AAS. 2 (1910), p. 484; 3 (1911), pp. 104-105; 5 (1913), pp. 40-41, 249-50; 24 (1932), pp. 295-96; 25 (1933). pp. 235-36; 30 (1938), pp. 154-59; GM. p. 216 sg.; MC. 1950. pp. 94-95; Agenzia Internaz. Fides. Suppl. 23 apr. 1949; Arch. di Prop. Fide, pos. prot. n. 2449/49.

KIAMUSZE (Chiamussu), prefettura aPOSTOLICA di. - Le prefetture civili di Yenki e Ilan, che fino al 19 marzo 1922 facevano parte del vicariato apostolico della Manciuria settentrionale (v. KIRIN), furono in quella data smembrate dalla detta missione e annesse al vicariato apostolico di Wonsan in Corea; il 9 luglio 1928, la prefettura civile di Ilan venne staccata anche da Wonsan e, eretta in missione sui foris, il 13 apr. 1937 prese il nome di K. e il 9 apr. 1940 fu elevata a prefettura apostolica.

Fu affidata, come la missione madre di Wonsan, alla Congregazione benedettina di S. Ottilia per le missioni estere, ma, tenuta in amministrazione dal vicario apostolico di Wonsan dalla sua fondazione fino al 15 febbr. 1934, in questa data fu ceduta ai Cappuccini, che vi mandano per il lavoro missionario i religiosi idella provincia del Tirolo. Come prefettura apostolica dipende direttamente dalla S. Sede.

Ha una estensione di 93.000 kmq . Al 30 giugno 1947, su una popolazione di ca. 1.300 .000 ab., i cattolici erano 3200; vi erano io cappuccini e i fratello laico.

La popolazione di K., che nel 1928 era di appena 500.000 ab. e contava ca. 1500 cattolici, si è rapidamente accresciuta per immigrazione, specie dal Hopeh e dallo Shantung. Le speranze di consolante diffusione del cristianesimo sono state stroncate in questi ultimi anni dall'occupazione comunista; ci sono state vittime tra i missionari, alcuni di essi hanno dovuto lasciare la missione, gli altri sono stati impossibilitati al lavoro.

BibL.: AAS. 20 (1928), pp. 349-50; 32 (1940), pp. 475-76; GM, Ilan, p. 198; MC, 1950, p. 305.

Adamo Pucci
KIAN, diocesi di. - In Cina, nella parte centrooccidentale della provincia civile del Kiangsi, la quale, staccata dalla provincia civile del Chekiang, con cui formava una sola missione fin dal 1838 , ed eretta in vicariato apostolico del Kiangsi il 27 marzo 1846, il 19 ag. 1879 fu divisa in vicariato apostolico del Kiangsi settentrionale (v. Nanchang) e vicariato apostolico del Kiangsi meridionale. Quest'ultimo, che aveva il suo capoluogo a K., il 25 ag. 1920 cedette la parte sud per l'erezione del vicariato apostolico di Kanchow (v.) ricevette in cambio, a nord, dal vicariato apostolico del Kiangsi settentrionale, alcune prefetture civili, ed ebbe il nome di Kingan o K., dalla città residenza dell'Ordinario. Fin dall'inizio fu affidata alla Congregazione della Missione, che dal 1922 vi manda i Lazzaristi italiani della provincia di Torino, per il lavoro apostolico. L'ir apr. 1946, con la istituzione della gerarchia episcopale in Cina, K. fu elevata a diocesi suffraganea di Nanchang.

Ha un'estensione di ca. 37.000 kmq . Al 30 giugno 1947, su una popolazione di oltre 3.000 .000 di ab., i cattolici erano 24.000 e i catecumeni 500 . Oltre al vescovo, vi erano 15 Lazzaristi di cui 3 cinesi e 11 sacerdoti secolari cinesi. Nel seminario minore locale studiavano 12 alunni. V'erano poi 6 fratelli laici di cui i solo italiano, 21 suore cinesi, alcuni medici, diverse infermiere, un numero non precisato di catechisti macstri e battezzatori. Tra le opere figuravano 4 ospedali e 2 ambulatori medici, 2 orfanotrofi con 300 ricoverati. Le 10 scuole elementari primarie e le 5 superiori avevano più di 1000 bambini, le 14 scuole di preghiera e primi elementi 260.

Nel 1594 la religione cattolica fu introdotta a Tsing Kiang e Ichun, importanti città della diocesi di K. Il p. Matteo Ricci, nel 1596, visitò quei cristiani. Verso la metà del sec. xvir la regione fu visitata dai Francescani, dai Domenicani e dai Gesuiti; il gesuita p. Giacomo Le Favre edificò una chiesa a Kanchow (v.) e un'altra nell'attuale diocesi di K. Nel 1693 era a K. il p. Adriano Gresion, (v) nel medesimo anno i Francescani possedevano una chiesa e un'altra a Nananfu. Continue persecuzioni contrastarono il cristianesimo nei secc. xvir e xvili, pure contrastati furono i Lazzaristi, rimasti soli sul campo dopo il 1838 . Nel periodo 1794-95 anche il lazzarista b. Francesco Regis Clet, morto martire nel 1820 nel Hupeh, si occupò delle cristianitit di Tsing Kiang e Changshu. Negli ultimi 20 anni K. ha immensamente sofferto per le rivoluzioni, per le guerre civili e per quella con il Giappone : molti i morti tra i cristiani e alcuni anche tra i missionari; lo stesso vescovo fu tenuto per parecchi mesi in cattività.

BibL.: AAS. 12 (1920), pp. 364-65; G. B. Trazella, Italia missionaria, Roma-Milano 1939. pp. 235-40; MC. 1950, p. 372. Adamo Pucci
KIANGCHOW, Prefettura apostolica di. Nella parte meridionale della provincia civile dello Shansi, nella Cina settentrionale. Fu eretta il 25 maggio 1936, per divisione del vicariato apostolico di Luanfu (v. LuAN) e affidata, come la missione madre, all'Ordine dei Frati Minori, che vi manda i padri della provincia regolare d'Olanda per il lavoro missionario. Come prefettura apostolica dipende direttamente dalla S. Sede.

Ha una estensione di ca. 20.000 kmq . Al 30 giugno 1947, su una popolazione totale di ca. 2.000 .000 di ab., i cattolici erano 7500 ; i Padri francescani 14, di cui 7 cinesi; le suore 7 estere e 7 cinesi. Nel Seminario regionale di Taiyuan la missione ha a studenti di filosofia.

Le origini cristiane della missione risalgono ai primi decenni del sec. xvir per opera dei Gesuiti, i cui padri Giacomo Rho e Alfonso Vagnoni predicarono nella città e territorio di K. Quindi i Francescani esteseos l'evangelizzazione ad altri distretti civili, compreso quello di Luan. Le diverse persecuzioni fecero numerose vittime tra i fedeli. I perturbamenti di questi ultimi anni hanno sospeso le opere della missione e fatto qualche vittima tra i missionari; lo stesso prefetto apostolico, preso dai banditi, fu, per qualche tempo, creduto morto.

BibL.: AAS. 28 (1936), pp. 461-62; MC. 1950, p. 325. Adamo Pucci
KIATING, diocesi di. - Nella parte occidentale della provincia civile dello Szechwan, nella Cina centrale. Fu eretta in prefettura apostolica, con il nome di Yachow, il 19 luglio 1929, per divisione del vicariato apostolico di Suifu; il 3 marzo 1933, accresciutasi di 5 sottoprefetture civili, cedute da Suifu, fu elevata a vicariato apostolico; il 9 febbr. 1938, ingrandita ancora per l'annessione della sottoprefettura civile di Loshan (K.), cedutale anch'essa dalla missione madre, prese il nome di K., dalla città che divenne residenza dell'Ordinario; l'ir apr. 1946, con l'istituzione della gerarchia episcopale in Cina, fu elevata a diocesi suffraganea di Chungking. Fin dall'inizio fu affidata alle cure del clero secolare cinese.

Al 30 giugno 1947, su una popolazione di ca. 2.600 .000 a b., i cattolici erano 13.345 e catecumeni 105 . Oltre al

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vescovo, vi erano 24 sacerdoti di cui 5 appartenenti alla diocesi di Suifu; il seminario preparatorio aveva 14 alunni, il minore 32 e il maggiore 14 . Il personale ausiliario contava 34 religioso, 46 catechisti, 65 macatri e 26 battezzatori. Il territorio, diviso in 16 parrocchie e 168 stazioni missionarie, aveva 7 chiese e 15 cappelle. Tra le opere figuravano 7 dispensati farmaceutici, 5 orfanotrofi con 49 ricoverati, I ospizio per vecchi con 12 degenti. Le 2 scuole primarie avevano 772 alunni e le 41 di preghiera e primi elementi 894 ascoltatori.

Le vicende della evangelizzazione di K. si ricollcgano a quelle della missione madre Suifu (v.); nel territorio vi sono cristianità la cui origine risale a oltre 120 anni fa. Anche le stazioni fondate a principio di questo secolo hanno fedeli di esemplare vita cristiana. Come il resto dello Szechwan, anche la missione di K. soffre, fin dai primi anni della sua vita indipendente, per le gravi perturbazioni sociali e politiche influenzate di materialismo.

BibL.: AAS, 22 (1930), pp. 128-29; 25 (1933), pp. 488-89; 30 (1938), p. 163; MC, 1950, pp. 355-56. Adamo Pucci

KICHOW, diocesi di. - Nella parte orientale della provincia civile del Hupeh, nella Cina centrale. Eretta in missione sui iuris, con il nome di Hwangchow, il 18 luglio 1929, per divisione del vicariato apostolico di Hankow (v.), il 1° giugno 1932 fu elevata a prefettura apostolica e il 27 genn. 1936 a vicariato apostolico. In questa occasione la missione prese il nome di K., dalla città sede fin dall'inizio dell'Ordinario, e si ingrandì del distretto di Yingshan, amonbrato dalla limitrofa missione di Anking. Con l'istituzione della gerarchia episcopale in Cina, l'ir apr. 1946, K. divenne diocesi suffraganea di Hankow. Fin dal 1929 fu affidata, come la missione madre, ai Frati Minori, che vi mandano i religiosi della provincia regolare di S. Vigilio (Trento), i cui padri si trovavano sul luogo fin dal 1922.

Ha una estensione di 26.400 kmq . Al 30 giugno 1948, su una popolazione di ca. 3.800 .000 mathrm{ab}., i cattolici erano 15.750 e i catecumeni 516 . Oltre al vescovo vi erano 25 padri francescani minori, di cui I cinese. Nel Seminario preparatorio studiavano 17 alunni, nessuno in quello minore e i nel regionale di Hankow. Tra il personale ausiliario figuravano 9 suore, 4 italiane e 5 cinesi; 42 catechisti, 49 macstri, 15 battezzatori, 6 medici e 9 infermiere. Il territorio, diviso in 5 distretti, aveva 6 chiese e 55 oratori, 16 stazioni primarie e 49 secondarie. Le opere risultavano di I ospedale con 12 letti e 9 ambulatori medici; i orfanotrofio con 24 bambino; i ospizio per vecchi con 8 degenti. Le ro scuole elementari avevano 299 bambini, le 2 medie 423 studenti, l'unica scuola professionale 58 alunne, le 6 di preghiera e primi elementi 130 ascoltatori. Fin dal 1948 una decina di padri camelitani scalzi della provincia veneta lavorano nella parte settentrionale della diocesi di K. allo scopo di preparare una missione per il proprio Ordine.

Il cristianesimo fu introdotto nella regione di K. nel 1702 da due padri gesuiti che si stabilirono in una casetta a Hwangchow. Le due cristianità di Kwangsi e Husepé, iniziate nel 1830 da alcuni commercianti cattolici immigrati dal Kwangsi, furono assistite dai missionari di questa provincia, finché, passato il vicariato apostolico di Hukwang (Hupch e Hunan) al Francescani, nel 1838, la propaganda cristiana poté diffondersi anche alle altre località della regione.

BibL.: AAS, 22 (1930), pp. 125-26; 24 (1932), pp. 368; 28 (1938), pp. 282-84; G. B. Tragella, Italia missionaria. RomaMilano 1939, pp. 127-30; MC, 1950, p. 361. Adamo Pucci

KIEFL, Franz Xaver. - Teologo e scrittore cattolico, n. a Höhenrain (Nieder-Bayern) il 17 ott. 1869, m. a Ratisbona il 5 giugno 1928. Ordinato sacerdote nel 1894, fu prima nella cura d'anime, e poi (1900) nell'insegnamento teologico. Dotato di un ingegno speculativo e ben versato nella storia del dogma e del protestantesimo, come pure nella
filosofia contemporanea, il K. scppe nei suoi numerosi scritti toccare i vari problemi non soltanto della teologia, ma anche dell'ordine sociale e della pedagogia. Nota è specialmente la sua parte nelle polemiche sulla teologia di H. Schell (v.) e le sue discussioni con il pedagogo protestante F. W. Foerster.

Scritti principali : Der Friedensplan des Leibniz (1903, 2° ed., 1925); Die Ewigkeit der Hölle und ihre spekulative Begründung (1905); H. Schell (1907); Die Stellung der Kirche zur Theologie von H. Schell (1908); Leibniz (1913); Die Theorien des modernen Sozialismus über den Ursprung des Christentums (1915); F. W. Foersters Stellung zum Christentum (1918); Foerster und der Katholizismus (1918); Die Staatsphilosophie der hath. Kirche u. die Frage der Legitimität in der Erbmonarchie (1928).

BibL.: J. Engert, v. v. in LThK, V, col. 945.
Jaroslav Skarvada
KIELCE, diocesi di. - Fondata nel 1805 da Pio VII, per smembramento di quelle di Cracovia, Chełm e Gnesna. Primo vescovo fu Wojciech de Bozawola Górski. Soppressa nel 1818 per gli accordi fra Pio VII e lo zar Alessandro I, la sede episcopale fu trasferita a Sandomierz e ristabilita da Leone XIII il 28 dic. 1882. Primo vescovo dopo il ristabilimento fu Tomasz Kulitski. E suffraganea di Cracovia.

Superfice: 9850 kmq. Cattolici: 830.000. Parrocchie: 238. Chiese: 477. Sacerdoti incaricati nella diocesi: 364, più 8 sacerdoti delle diocesi di Lwów, Luck, Pińsk, Wilno occupate dai sovieti e altre diocesi. Sacerdoti regolari: 23. Religioss: 325. Case religiose maschili: 3, con 34 membri; femminili: 52 , con 411 membri. Seminariati superiori: 58 ; infettori: 44 . Istituti di istruzione ed educazione maschili: 12 , con 983 alunni; femminili : 14, con 1103 alunne. Istituti di beneficenza, assistenza e cura: 33 , con 12.000 ricoverati.

Ebbe 7 chiese distrutte sotto l'occupazione tedesca, 145 danneggiate, i chiusa per sempre. I sacerdoti diocesani periti durante quell'occupazione furono 13, trucidati o morti in prigione o in campi di concentramento.

Centri dei pellegrinaggi : Jedrzejów, Piekoszów, Przeginia, Piotrkowice. La Cattedrale fu fondata quale collegiata nel 1171 dal vescovo di Cracovia Gedeon; attualmente, vi prevale lo stile dei secc. xvir e xviI. Chiese notevoli: di S. Adalberto, eretta nel sec. xviri sul luogo della vecchia del sec. x; della S.ma Trinità, del sec. xvir; sul Monte Karczówka, dal 1624, fondata dal vescovo di Cracovia Marcin Szyazkowski. A K. vi è un Castello dei vescovi costruito dal vescovo Zadzik nel 1638-42, in stile Rinascimento; nel Castello vi è una galleria dei ritratti dei vescovi di Cracovia.

BibL.: J. Dlugosz, Opera omnia, I. Cracovia 1863, p. 394; III, iv; 1867, p. 76; S. Orgelbranda, Eucyklopedia Poussorlina, XVII, pp. 707-12; Stownik geograficzny Królestwa Polskiego, IV, Varsavia 1884, pp. 21-32; F. P. Navarra, Monografia Ksikidze Djozezii Kielechiej, II, ivi 1911, pp.87-89; M. Vukcki-J. Starzyfski, Dzieje Sztafel Polskiej, ivi 1936, p. 158; M. Pirozyfski, Statistyka Ksikida katoliczliogo w Polsce, in Homo Dei, 1946, 11, pp. 80-82; id., Seminaria Duchesne w Polsce, ibid., 1948, 1, p. 84; id., Ze statystyki Ksaciala w Polsce, ibid., 1948, iv, pp. 464-67; 1948, v, pp. 578-79. Adam Macielinski

KIENOW, PREYETTURA APOSTOLICA di. - Nella parte nord della provincia civile del Fukien, nella Cina centrale. Fu eretta in missione sui iuris, con il nome di Kienning, il 6 maggio 1931, per divisione del vicariato apostolico di Foochow e l'8 genn. 1938 fu elevata a prefettura apostolica con il nome di K. E affidata ai Domenicani della provincia regolare di S. Giuseppe negli Stati Uniti d'America, che si trovavano sul posto sin dal 1923. Come prefettura apostolica dipende direttamente dalla S. Sede.

Ha un'estensione di 11.000 kmq . Al 30 giugno 1950, su una popolazione di 1.322 .258 ab., i cattolici erano 3000 e i catecumeni 258; vi erano 2500 protestanti episcopatiani, il resto pagani. I Padri, compreso il prefetto apostolico, erano 15, di cui 3 cinesi; vi erano 3 alunni

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nel seminario minore e 2 in quello regionale con sede a Foochow. Il personale ausiliario risultava di 2 fratelli laici domenicani, 8 suore, 35 catechisti, 30 battezzatori.

La cristianità di Kuaten, nella parte montagnosa nord-occidentale della prefettura, ebbe origine da cattolici ivi rifugiatisi, specialmente dalla limitrofa provincia civile del Kiangsi, per sfuggire alla persecuzione dopo la metà del sec. xvili e rimasti fedeli, sebbene privi di sacerdote per molti anni. La predicazione evangelica nel restante territorio data dall'inizio del nostro secolo.

BibL.: AAS, 24 (1932), p. 45: 30 (1938), pp. 281-82; MC, 1950, pp. 38 mathrm{x}-82.

Adamo Pucci
KIERKEGAARD, Soeren Aabye. - E il più grande scrittore danese ed uno dei più profondi scrittori religiosi di tutti i tempi. N. a Copenaghen il 5 maggio 1813 e quivi m. l'ir nov. 1855.

Condusse vita appartata, dedita unicamente alla riflessione sui problemi dello spirito. I fatti più salienti sono la rottura del fidanzamento con Regina Olsen e la polemica con il giornale umoristico Il Corsaro e con il vescovo di Danimarca, Mynster. Nel 1842 segui a Berlino le lezioni di Schelling ma senza subirne un influsso decisivo; ebbe invece profonda ammirazione per il poeta-filosofo Paul Mueller che lo iniziò alla comprensione dei Greci e specialmente della personalità di Socrate.

La feconda attività letteraria di K. si può dividere in tre gruppi : a) le Opere pseudonime, b) gli Scritti edificanti, c) le Carte pubblicate dopo la sua morte. a) Il primo gruppo rappresenta la "communicazione indiretta" ovvero la presentazione delle situazioni ideali dell'esistenza umana : estetica, etica religiosa, e per questo sono attribuite a speciali pseudonimi i quali non vanno perciò scambiati con il vero autore. Le principali in ordine cronologico sono: Om Begrebet Ironi ("Sul concetto dell'ironia ") : è la tesi di laurea del 1841 pubblicata nello stesso anno con il nome dell'autore; Euten-eller ("Aut-aut") : un frammento di vita edito da Victor Eremita (1843), consta di due parti che trattano rispettivamente della vita estetica ed etica con una riflessione finale d'ispirazione religiosa: è l'opera che gli procurò maggior successo presso i contemporanei; Frygt og Baeven ("Timore e tremore ") di Johannes de silentio (1843); Gjentogelse ("La ripresa ") : un saggio di psicologia sperimentale di Costantino Constantius (1843); Philosophishe Smuler ("Briciole di filosofia") di Johannes Climacus (1844) : si pone per la prima volta il problema della verità esistenziale come il "paradosso" assoluto di Cristo Uomo-Dio; Begrebet Angest ("Il concetto dell'angoscia ") : una semplice riflessione psicologica dimostrativa in direzione del problema dogmatico del peccato originale di Vigilius Hadriensis (1844); Stadier paa Livets Vej ("Stadi sulla via della vita "): studi di vari autori raccolti e editi da Hilarius Bogbinder (1845); Afsluttende uvidenshabelig Efterskrift til de philosophishe Smuler ("Postilla conclusiva non scientifica alle briciole di filosofia "): composizione mimico-patetico-dialettica, saggio esistenziale di Johannes Climacus: è l'opera teoretica principale di K. contro l'immanenza; Sygdommen til Doeden ("La malattia mortale "): uno sviluppo di psicologia cristiana per edificazione e risveglio di Anticlimacus (1849: Anticlimacus è il cristiano straordinario, mentre Jo. Climacus non è cristiano). Indoevelse i Christendom ("Esercizio del cristianesimo") di Anticlimacus (1850); Oejeblikhet ("Il momento ") : serie di fascicoli polemici contro la "cristianità stabilita" del protestantesimo danese, firmati da K., e pubblicati, i primi nove, dal 24 maggio al 24 sett. 1855 (il decimo postumo). -b) Il secondo gruppo di Opere forma la "comunicazione diretta" e furono perciò pubblicate col nome di K. I Discorsi edificanti (Opbyggelige Taler) accompagnano tutta l'attività letteraria di K. e dovevano fornire ai lettori il vero orientamento del pensiero dell'autore delle opere pseudonime: effetto che però K. non ottenne dal pubblico. Le principali collezioni di Discorsi edificanti sono: Kierlighedens Gjerninger ("Gli atti dell'amore "): alcune riflessioni cristiane in forma
di discorsi di S. K. (1847); sono un vibrato commento alla teologia di s. Paolo dell'amore e formano il capolavoro della religiosità kierkegaardiana, Liliou paa Marhen og Fuglen under Himlen (" Il giglio del campo e l'uccello dell'aria "), tre discorsi devoti di S. K. (1849) : è la seconda serie di discorsi su questo tema preferito ed è la meglio riuscita; Christelige Taler ("Discorsi cristiani") di S. K. (1847) : presentano l'altro aspetto della vita cristiana, quello della lotta e della sofferenza; YpperprnestenTolderen-Synderinden ("Il sommo sacerdote, il pubblicano, la peccatrice ") : tre discorsi per la Comunione del venerdì (1849); Guds Uforanderlighed ("L'immutabilità di Dio "): discorso di S. K. (1855, ma fu recitato nel 1851 e dedicato come la maggior parte dei discorsi edificanti alla memoria del vecchio padre). - c) Il terzo gruppo delle Carte (Popirer) comprende il Diario propriamente detto (gruppo A), abbozzi di opere, correzioni, appunti e riflessioni o articoli non pubblicati (gruppo B) e infine appunti di letture (gruppo C). Meritano di essere segnalati i seguenti scritti: Johannes Climacus ovvero "de omnibus est dubitandum" (frammento autobiografico; si trova in IV B 1); Bog om Adler ("Libro su Adler "); completo, ma lasciato inedito e ora in VII B 235. E una forte polemica sul problema dell'autorità in materia di fede contro le pretese rivelazioni del pastore Adler; Den ethish og den ethiskreligieuse Meddeises Dialektik ("La dialettica della comunicazione etica ed etico-religiosa "): tentativo di un saggio teoretico, più volte progettato, ma lasciato incompiuto (si trova in VIII B 81). Alla comunicazione diretta appartiene anche il saggio : Synspunkt for mia For-fatter-Virksomhed (" Il punto di vista della mia attività di scrittore "), del 1848 , in cui K. rivendica il significato religioso della sua attività letteraria.

E soltanto sulla base di questa complessa produzione che si può orientare un'interpretazione adeguata del pensiero di K., ma nessuna forma dell'esistenzialismo (v.) che più o meno direttamente a lui si richiama l'ha ancora fatto ed è questa probabilmente la causa principale della crisi in cui si dibatte l'esistenzialismo contemporaneo. I capisaldi della concezione kierkegaardiana possono essere riassunti nei seguenti punti :

1. Professione di realismo: mondo, uomo e Dio rappresentano sfere distinte dell'essere e l'uomo può rapportarsi sia al finito (vita estetica), come all'Infinito (vita etico-religiosa) : contro l'idcalismo immanentista specialmente hegeliano.
2. Professione di spiritualismo: l'uomo è un soggetto libero che deve decidere del suo essere come "spirito" e decide precisamente con la "scelta"; ma questa scelta si salva soltanto nella "fede" e con essa nella trascendenza autentica contro ogni forma di materialismo, soggettivismo e immanenza anche socratica.
3. Professione di cristianesimo: nella persona di Cristo Uomo-Dio s'incontrano tempo e eternità, finito e infinito e così Cristo ha potuto salvare dal peccato con la sua vita, passione e morte; ma Cristo è Grazia e modello insieme e ciò significa che il cristiano, se è salvato per la Grazia di Cristo, è obbligato anche a mostrare la sua corrispondenza e riconoscenza alla Grazia con l'«imitazione di Cristo»: momento dell'ascesi, contro l'eudemonismo del cristianesimo protestante. Questi tre punti rappresentano approssimativamente anche le tre fasi principali dell'esistenza di K. specialmente nell'ultima lotta contro la concezione del cristianesimo del vescovo Mynster, che gli costò la vita. K. afferma ripetutamente la superiorità del cristianesimo cattolico su quello protestante, ma non giunse ad un'accettazione esplicita del cattolicesimo, come fecero molti, spinti dall'ardore e dalla forza dei suoi scritti.

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Bibl.: Sumlede Voerker, a cura di A. B. Drachmann, J. L. e H. Q. Lange, in due edd., l'una in caratte