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ccettazione esplicita del cattolicesimo, come fecero molti, spinti dall'ardore e dalla forza dei suoi scritti.

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Bibl.: Sumlede Voerker, a cura di A. B. Drachmann, J. L. e H. Q. Lange, in due edd., l'una in caratteri latini, Copenaghen rons sge., l'altra in caratteri gotici, ivi 1920 sgg.; Papirer, a cura di P. A. Holberg, V. Kufr e E. Thesting, unica ed. completa in 20 voll., ivi 1909-48. Per interessamento del fratello di K., il vescovo Pietro, era stata fatta un'ed. anteriore in 9 voll., a cura di H. P. Barfod e poi di H. Gottschod, ivi 1869 sgg., che resta utile ancora per i documenti che riporta nelle introduzioni ai singoli volumi. Per un elenco completo delle Opere con le indicazioni alle edizioni originali e per una descrizione completa delle Corte, si veda nella trad. it. del Diario, curata da C. Fabro, Brescia 1948 sgg., I, ivi 1948, p. CXXVI sgg., II, ivi 1949, p. 201 sgg. L'introduzione, premessa al vol. I (pp. VII-CXXV), dà una sintesi della situazione attuale degli studi kierkegaardiani e le indicazioni bibliografiche essenziali. La bibl. di F. J. Brecht, Die Kierkegaardforschung im letzten Yahrfiudt, Erfurt 1931, è ormai superata. La letteratura scandinava è stata ransalta e criticata da Asap Kabell, Kierkegaardstudiet i Norden, Copenaghen 1948; P. Messard, Le vrai scisage de K., Parigi 1948; R. Thomio, K., Philosophy of religion, Princeton 1948; J. H. Crossll, K. Studies, Londra 1948; W. Rehm, K. und der Verführer, Monaco 1949. Per i problemi della biografia giovanile: S. Küble, S. K. Barndom og Ungdom, Copenaghen 1950; H. Diem, Existenzdintaktik bei S. K., Zurizo 1950. Cornclio Fabro

KIEV. - Città capitale dell'Ucraina, metropoli di rito bizantino e vescovato di rito latino.

1. La metropolia di bito bizantino. - Dopo il battesimo di s. Vladimiro nel 988, erano attivi probabilmente in Russia alcuni vescovi pellegrini bizantini. Al più tardi nel rorò si fissò a K. un vescovo. Il primo metropolita 775 'P'wolas è indicato con il nome di Theopempto: le fonti russe parlano, in proposito, del 1039, quelle bizantine del 1040 .

Il successore di Vladimiro, Jaroslav il Saggio, compì il tentativo di creare una metropolia locale. Perciò fece eleggere metropolita nel roso il "russo " Ilario dai vescovi del suo impero. Questo restò però un caso isolato. I successori furono di nuovo greci. Lo scisma bizantino (1054) restò in Russia per lungo tempo senza ripercussioni. Il metropolita Niceforo (1104-21) mostrò per primo un atteggiamento ostile alla Chiesa di Roma. Dal 1147 al 1154 fu di nuovo un russo a ricoprire la carica di metropolita di K. : il monaco Clemente di Smolensk. Egli fu preferito nella scelta al metropolita greco Michele (1130-45). Anche il suo successore Costantino (11561158) sembra sia stato un russo. Come Niceforo, anche questi due metropoliti furono, per i loro tempi, uomini di cultura. Nel sec. xili il metropolita Cirillo I (1224-33) fu consacrato a Nicea dal patriarca Germano II. La conquista di Costantinopoli che parte dei Veneziani non alterò quindi la dipendenza della metropolia russa dai patriarchi bizantini. Il metropolita Cirillo II (1249-81) lavorò attivamente per la riforma della sua Chiesa, che dopo la calata dei Tartari (1238-41) e la conseguente annessione dei principati russi nel grande impero tartaro era notevolmente decaduta. Nel 1299 il metropolita Massimo (1283-1305) trasferì la sede della metropolia da K., totalmente distrutta, nella regione del Volga superiore a Vladimir, sul Kijasma. Il successore di Massimo, Pietro (1308-26), la trasferì, senza consultare il patriarca di Bisanzio, a Mosca, recando così un grande servigio al minuscolo principato dello stesso nome, allora in potente'ripresa; nel 1339 egli fu canonizzato dal patriarca Giovanni XIV Aprenos.

Nel 1354 il patriarca Callisto riconobbe il trasferimento a Mosca della sede della metropolia: da allora essa prese il titolo di metropolia "di K. e di tutta la Russia ".

Il primo metropolita che portò questo titolo fu A. lessio (1354-78), la cui opera fu tutta al servizio del principato di Mosca. Egli è, dopo Pietro, il secondo patrono
della città. Verso la fine del secolo i principi di Mosca acquistarono grande influenza nella scelta del metropolita. Il metropolita Cipriano, di origine bulgara, poté per primo rinsaldare la sua posizione. Sotto di lui si rafforzò di nuovo anche l'influenza bizantina. Attraverso la separazione dalla metropolia di un ramo lituano e di un altro galleiano, i patriarchi di Costantinopoli ottennero l'indebolimento dello spirito unitario dei membri della metropolia. Per un certo tempol'arcivescovato di Novgorod tentò anzi di acquistare una certa autocefalia.

All'inizio del sec. xv si ebbe nel patriarcato di K. e di tutta la Russia una forte coomanza della lotta spirituale condotta dalla Chiesa bizantina. Il nuovo metropolita Fozio (1408-31) fu completamente sotto l'influenza dei circoli bizantini antilatini, che, in contrasto con l'imperatore e con il patriarca, erano contrari alla unificazione con la Chiesa di Roma. Poiché anche la situazione politica a Mosca non spingeva alla unificazione con Roma, gli sforzi per l'unione del metropolita Isidoro, imposto ai Russi da Bisanzio, non trovarono comprensione presso i principi di Mosca e i vescovi. Quindi essi non riconobbero l'unificazione di Firenze.

Nel 1448 essi si scelsero, perciò, contro il metropolita Isidoro e indipendentemente dal patriarca bizantino, un proprio metropolita autocefalo di Mosca di nome Giona (1488-94). Da allora ha inizio la metropolia di Mosca. Il nuovo metropolita sostenne subito la pretesa alla supremazia ecclesiastica sull'antico territorio di K. ma non riusci a mantenerla.

Nel 1458 il patriarca di Bisanzio Gregorio Mammas consacrò a successore di Isidoro, come metropolita di K., Gregorio, nominato dal Papa, che però tentò invano di estendere la sua influenza verso l'Oriente oltre il granducato lituano. Così la metropolia di K. sussistette a fianco di quella di Mosca. Quella si differenziò da questa soprattutto perché sosteneva la dipendenza da Bisanzio. Fino ai primi anni del sec. xvi i rapporti con la Chiesa di Roma furono deboli e spesso si interruppero. Nel sec. xvi la metropolia decadde.

I possessori della sede vescovile erano assai spesso dei luici; al protestantismo invadente né il metropolita né i vescovi potevano opporre resistenza efficace.

Tutto ciò, oltre ad altre cause, condusse, verso la fine del secolo, la gerarchia della metropolia ad unirsi alla Chiesa di Roma. L'unione fu conclusa a BrestLitovsk nel 1596. Si ebbe così la "Chiesa unita rutena" negli allora chiamati "paesi ruteni". Nel 1620 sorse però, nonostante tutte le prescrizioni legali polacche, una nuova metropolia di K. separata da Roma, per quelli che erano avversari all'unione. Dapprima i vescovi di questa chiesa separata si mantennero molto filomoscoviti; tuttavia, dopo il riconoscimento avuto dal Parlamento polacco nel 1632. essi conclusero la conciliazione con lo Stato polacco. Il più importante metropolita scismatico di questa epoca fu Pietro Moghila. Egli fondò a K. una scuola di tipo occidentale, che più tardi divenne l'accademia di K. In tale scuola insegnarono maestri celebri.

Nalla guerra fra Ucraini e Polacchi i metropoliti parteggiarono piuttosto per gli Ucraini; essi erano sempre sospetti di mantenere la loro sottomissione a Bisanzio.

Sebbene la città di K. passasse sotto il principato di Mosca nel 1668, i metropoliti restarono in Polonia. Quando poi questi iniziarono trattative per l'unione con Roma, il vescovo scismatico di Luck si recò a K., ove fu nominato metropolita, mentre il titolare scismatico, Giuseppe Szumlański, accettò nel 1701 la unificazione. Si spense così in Polonia quella

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metropolia scismatica. La metropolia di K. dell'Ucraina sottoposta a Mosca era già finita nel 1685 come amministrazione autonoma ecclesiastica, dato che cra stata annessa senz'altro al patriarcato di Mosca. Rimase così soltanto la metropolia di K. unita alla Chiesa di Roma, che si estinse nel 1805 alla morte del metropolita Rostocki.
II. Il vescovo di bito latino. - Già ai tempi della principessa Olga visse a K. per due anni un vescovo latino. Forse un vescovo latino fu per un certo tempo a K. anche sotto il principe Jaroslav prima della battaglia di Listwin.

Nel sec. xili fu consacrato per K. un vescovo latino. Verso la fine del sec. xiv il Papa volle sapere di nuovo se si doveva costituire un vescovato latino a K. I vescovi nominati in seguito non risiedettero nella città. Davanti ad uno di essi Giuseppe Szumlanski compi a Varsavia nel 1701 la sua professione di fede. - Vedi tav. XLIV.

BibL.: G. Friese, De episcopatu Kiouensi ... eiusque proesulibat brevis commentatio, Varsavia 1763: A. M. Ammann. Storia della Chiesa russa e dei paesi limitrofi, Torino 1948, v. indice.

Alberto M. Ammann
KIGOMA, vicariato apostolico di. - E situato nell'Africa orientale britannica, sulla riva orientale del lago Tanganica. Derivo appunto dal vicariato chiamato in passato "del Tanganica". L'evangelizzazione della regione dei grandi laghi cominciò per opera della Società dei missionari d'Africa (Padri Bianchi), e la prima missione loro affidata fu proprio quella del Tanganica (i 1 febbr. 1878), la quale fu elevata a provicariato il 27 sett. 1880 con un territorio che comprendeva gran parte del territorio del Tanganica, parte del Congo Belga e parte della Rhodesia settentrionale.

Con decreto del 30 dic. 1886 e breve dell'1 i genn. 1887 il provicariato fu smembrato in tre vicariati: di Tanganica al centro, di Unyanyembe (oggi Tabora ) a oriente, del Congo Superiore (oggi, in parte, di Boudouinville) a occidente. Il vicariato di Tanganica subì modifiche di confini: 1) con i vicariati di Unyanyembe e di Congo Superiore, e con le prefetture apostoliche di Zangueber Meridionale (ora vicariato apostolico di Dar es-Sal8m) e di Nyassa (ora vicariato apostolico) il ro dic. 1895 ; 2) con il vicariato apostolico del Congo Superiore l'8 apr. 1911; 3) con il vicariato apostolico di Grundi il 12 luglio 1926; 4) con i vicariati apostolici di Tabora e di Bukoba il 12 luglio 1932, quando fu eretta la missione sui turis di Tukuyu (ora vicariato apostolico di Mbeya). Il 10 maggio 1946 il vicariato apostolico di Tanganica venne ancora suddiviso in due vicariati apostolici, che rimasero affidati ai Padri Bianchi : quello della regione dell'Uha a nord, il quale ebbe il nome di K., e quello della regione dell'Ufipa a sud, che fu chiamato di Karema (v.). Quello di K. ha una superfice di 35.000 kmq , con una popolazione di oltre 300.000 ab. che parlano la lingua kiha. Nel 1948 contava 9902 cattolici, 2159 catecumeni, 3 sacerdoti indigeni, 37 sacerdoti esteri, 9 fratelli laici esteri, 2 suore indigene, 15 suore estere, 248 catechisti, 19 maestri.

BibL.: AAS, 3 (1911), p. 199; 18 (1926), pp. 488-89; 24 (1932), pp. 395-96; 39 (1946), pp. 80-81; MC, 1950, pp. 184-185; Agenzia Internaz. Fides, Suppl. 2 marzo 1949. Carlo Carvo

KILBER, Heinrich. - Gesuita, teologo, n. a Magonza l'8 marzo 1710, m. a Heidelberg il 25 ott. 1783. Insegnò da prima letteratura a Würzburg e Heidelberg, poi per 22 anni teologia a Würzburg, occupando, dal 1764, anche la nuova cattedra di S. Scrittura. Nel 1773, soppresso l'Ordine, fu nominato rettore del Seminario di Heidelberg.

A lui si devono le Institutiones theologicae (4 voll., Würzburg 1751-54), che comprendono solo i trattati: De principiis theologicis; De Deo Uno et Trino; De peccatis et Gratia; De virtutibus theologicis, che poi, uniti agli altri trattati composti dai pp. I. Neubauer, T. Holtzelau,
U. Munier, formarono il corso, detto dei "Wirceburgesi": Theologia dogmatica, polemica, scholastica et moralis ( 11 voll., ivi 1766-71), ampio, solido, erudito, valido ancora ai nostri giorni. Molto successo ebbe pure l'altra opera del K.: Analysis biblica (3 voll., Heidelberg 17731779), spiegazione dei libri del Vecchio e Nuovo Testamento allo scopo di dare una più completa e facile cognizione dei dogmi cattolici (nuova ed. con aggiunte, a cura di J. Tailhan [Parigi 1856]; a cura di J. Klinkowström [Vienna 1869]).

BibL.: Sommervogel, IV, coll. 1038-41; Hurter, V, coll. 262263; B. Duhr, Gesch. der Jenuiten in den Ländern deutscher Zunge. IV, II, Monaco-Rotisbona, 1928, p. 65 sgg.; H. Rombr, Hirceburgenses, in DThC. XV, coll. 3336-50. Celestino Testore

KILDARE e LEIGHLIN, diocesi di. - Comprende la contea irlandese di Carlow e parti di quelle di Kildare, Leix, Offaly, Kilkenny, Wicklow e Wexford. K. e L. sono sufftaganee di Dublino; la residenza vescovile è in Carlow.

Su una popolazione di 132.091 ab. le due diocesi contano insieme 122.936 cattolici (censimento 1936), distribuiti in 49 parrocchie, serviti da 143 sacerdoti diocesani e 62 regolari, 20 comunità religiose maschili e 31 femminili; in Carlow sono tanto il Seminario maggiore (St. Patrick's College) che il minore (St. Mary's, Knockbeg College).

S. Brigida aveva fondato in quel luogo, accanto ad un'ampia quercia, il suo primo monastero, chiamato perciò Cill-dara (o cella della quercia) e il nome si estese ad indicare tutto il distretto e la diocesi. Pare che il primo vescovo sia stato s. Conleth, consacrato ca. il ago. Il vescovo di K. fu spesso chiamato abate-vescovo e vescovo di Leinster. Oltre a s. Brigida, la diocesi conta tra i suoi santi : s. Fiac di Sletry, Conleth, Eimhin di Monasterevan, Brogan di Clonsast, Aedh di Sletly. Nel 1678 fu unita in perpetuo a K. l'antica diocesi di Leighlin, fondata da s. Laserton.

BibL.: P. B. Coms. Series episcop. eccl. cathol., Ratisbona 1873, pp. 222-23, 226-27; M. Brady, The episcopal succession to England, Scotland and Ireland (1500-1673), I. Roma 1876, pp. 348-60, 383-92; Comerford, Collections relating th the diocese of K, and L., ivi 1883; Rubel. I, pp. 222, 300; II, pp. 150. 193; III, pp. 391, 239; L. O'Leary, s. v. in Cuth. Enc., VIII, pp. 637-39; J. F. Kenney, The sources for the early history of Ireland, I, Nuova York 1929; Irish Catholic Directory and Almanach 1930, Dublino 1950, pp. 244-50. Benigno Millett

KILIANO (KIllena, ChilianO), santo, martire. Vescovo e patrono della diocesi di Würzburg, m. ca. il 689. Di nobile famiglia iroscotica, secondo la leggenda, già vescovo si recò con undici compagni, fra cui il sacerdote Kolomano e il diacono Tizmano a Würzburg sul Meno e nella Franconia orientale.

In seguito alla sua predicazione, approvata da papa Giovanni V, il duca Gozberto si fece battezzare con la sua tribù e si separò per ordine di K. dalla sua cognata Gailana. Costei fece assassinare clandestinamente i tre missionari, che fece sotterrare con gli arredi sacri e l'Evangelario, ancora conservato : così la Passia, scritta poco prima dell'80o, ma basata su una narrazione più antica. Nel 752 il vescovo Burcardo di Würzburg fece la traslazione delle ossa dei santi martiri. Nella chiesa del Neumünster a Würzburg si venera il loro sepolcro, una piccola parte delle relique (le altre si trovano nella Cattedrale) e i famosi busti dei tre santi di Tilman Riemenschneider. Il loro culto è ancora oggi vivo nella Franconia e nella diocesi di Paderborn. Festa l'8 luglio.

BibL.: Passia s. Kiliani, ed. W. Levison, in MGH. Script. rer. Merow., V, pp. 711-28; Acta SS. Edii, IV, Parigi 1868, pp. 19-23; J. B. Stamminger, Franconia sancta, Würzburg 1881, pp. 58-133; F. Emmerich, Der hl. Killian, ivi 1896; A. Bigelmair, Die Anfänge des Bistums Würzburg, in Festschrift für S. Merkle, ivi 1922, pp. 12-37; W. Deinhardt, Frühmittelalterliche Kirchenpatrozinien, Friburgo 1933, pp. 128-130.

Lucchesio Spätling
KILIMANJARO, vicariato apostolico di. - E situato nell'Africa Orientale Britannica e precisamente nella parte settentrionale del territorio del

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Tanganyika. Prende il nome dal massiccio del K. (monte alto m. 5890 ), che si trova entro i suoi confini. Fu oretto il 13 sett. 1910 su territorio distaccato dal vicariato apostolico di Bagamoyo (v.). E affidato alla Congregazione dello Spirito Santo, provincia degli Stati Uniti d'America.

La residenza abituale dell'Ordinario è a Moshi. Recentemente ( 10 apr. 1950) la parte orientale del territorio fu distaccata dal rimanente del vicariato di K. per erigere la prefeitura apostolica di Tanga (v.). Dopo tale divisione il vicariato apostolico di K. misura ca. 98.000 kmq , di superfice e ha una popolazione di ca. 450.000 ab.; cattolici 66.000 , quasi tutti indigeni, eccetto alcune centinaia di esteri; ca. 6000 catecumeni, 20.000 protestanti, quasi 100.000 musulmani; 13 sacerdoti indigeni, 50 esteri, 13 fratelli laici indigeni con un noviziato e 13 novizi, 9 fratelli laici esteri, 76 suore indigene con un noviziato e 25 novizic, una trentina di suore estere, un seminario maggiore con 22 alunni e uno minore con 90 alunni. Numerose le scuole elementari con oltre 10.000 alunni e parecchie scuole secondarie, come anche fiorents opere di carità e associazioni di Azione Cattolica.

BibL.: AAS, 2 (1910), pp. 832-33; MC, 1950, p. 185.
Carlo Corvo
KILLALA, diocesi di. - Comprende parti delle contee irlandesi di Mayo e di Sligo.

Su una popolazione di 56.980 ab., conta 55.246 cattolici (censimento del 1936), distribuiti in 22 parrocchie, servite da 55 sacerdoti diocesani; ha un collegio ecclesiastico (St. Muredach's College), 6 comunità religiose femminili, 108 scuole primarie, 5 secondarie e 2 professionali. E suffraganca di Tuam. La residenza vescovile è in Ballina.

Ebbe come primo vescovo s. Muredach, al quale fu affidata da s. Patrizio, nella metà del v sec., la cura della chiesa, chiamata Cell Alaid, donde derivò alla diocesi il titolo di Allodensis. Patrono della diocesi è lo stesso s. Muredach (festa il 12 ag.). Quasi nulla si sa della serie dei vescovi di K. sino alla fine del sec. xir; nel medioevo i Francescani ebbero il celebre convento di Moyne e più tardi quello di Rosserk, fondato nel 1460 ; i Domenicani l'abbazia di Rathfran.

BibL. : P. B. Gams, Series cpis, ccel. cath., Ratisbona 1873, pp. 224-25; W. M. Brady, The episcopal succession in England. Scotland and Ireland (1400-1875), II, Roma 1876, pp. 170-83; Eubel, I, p. 79; II, p. 94; III, p. 111; J. Healy, s. v. in Cath. Enc., VIII, pp. 640-41; Irish cath. Directory and Almanach, 1950, Dublino 1950, pp. 353-56.

Benigno Millett
KILLALOE, diOCEsI di. - Comprende parti delle contee irlandesi di Clare, Tipperary, Offaly, Galway, Limerik e Leia.

Su una popolazione di 116.508 ab., conta 112.936 cattolici (censimento 1936), distribuiti in 57 parrocchie con 161 sacerdoti secolari e 42 regolari, 6 comunità religiose maschili e 7 femminili, un seminario, 283 scuole primarie, 13 scuole secondarie e 11 professionali. La diocesi è suffraganea di Cashel; la residenza vescovile è ad Ennis.

Il suo nome irlandese è Cill-da-Lua, da s. Lua, abate, vissuto alla fine del sec. vi. Ma come patrono il suo primo vescovo s. Flannan (festa il 18 dic.), che si dice sia stato consacrato a Roma ca. il 640 . Alla fine del sec. xir furono aggiunte a K. due antiche diocesi : quella di Inniscathy, fondata da s. Senan agli inizi del sec. vi, e quella di Roscrea, formatasi e cresciuta intorno al monastero fondato da s. Cronan. Dalla morte di s. Flannan al 1150 non si ricordano che i nomi di cinque successori; mentre dal 1250 la lista è completa. Nella lunga serie dei vescovi di K. meritano particolare rilievo il francescano Cornelio Ryan, consacrato nel 1576, e Giovanni O Moloney, consacrato nel 1671. Al presente la sede episcopale a la Cattedrale si trovano ad Ennis, capitale della contea di Clare, che vi crebbe intorno al convento francescano fondato nella metà del sec. xiri. Il più celebre monastero della
diocesi è la Quin Abbey, fondato dai Francescani ca. il 1402.

BibL.: anon., Annales of Four Masters, Dublino 1846; P. B. Gams, Series episcoporum ccel. cathol., Ratisbona 1873, pp. 224-25; W. M. Brady, The episcopal succession in England. Scotland and Ireland (1400-1875), II, Roma 1876, pp. 113-23; Dwyer, Diocese of K., Dublino 1878; Eubel, I, pp 293; II, p. 190; III, p. 235; J. Frost, The history and topography of the County of Clare, Dublino 1893; M. Breen, s. v. in Cath. Enc., VIII, pp. 641-42; Irish cath. Directory and Almanach, 1950, Dublino 1950. pp. 298-303.

Benigno Millett
KILMORE, diOCEsI di. - Comprende quasi tutta la contea irlandese di Cavan, parte di quelle di Leitrion, Fermanagh, Meath e Sligo. La residenza vescovile è a Cullis (Cavan); la diocesi è suffraganea di Armagh.

Su 102.350 ab. la diocesi conta 87.947 cattolici (censimento del 1936), distribuiti in 42 parrocchie con 139 sacerdoti secolari e 9 regolari, un seminario, 3 comunità religiose maschili e 12 femminili.

Il primo vescovo noto è s. Felim, vissuto negli inizi del sec. vi, che è anche patrono della diocesi (festa il 9 ag.). Fino al sec. xv, i vescovi di K. vengono indicati come "episcopi Brefiniae", perché la diocesi corrispondeva press'a poco all'antico distretto di Breffney; e talora anche come "vescovi di Triburna", dal nome della cittadina, residenza episcopale. Il vescovo Andrea Mac Brady (1445-55) riedificò la chiesa primitiva di s. Felim, vicino, a Triburna, facendola sua cattedrale; dal titolo irlandese, dato ad essa, di Cill-mor (" chiesi grande) derivò il nome di K. a tutta la diocesi. Durante i secoli della persecuzione protestante, vescovi e clero ebbero a subire gravi difficoltà. Il convento più celebre della diocesi è quello di St. Mary's a Cavan, fondato nel 1300 dalla famiglia O'Reilly e affidato ai Domenicani, ai quali nel 1393 successero i Francescani. Sotto il regno di Giacomo I il convento fu confiscato e saccheggiato. I Canonici Regolari Premostratensi hanno la prioria della S.ma Trinità a Kilnacrott (Mountmugant). L'attuale vescovo è mons. Guinn, consacrato nel 1950. Il suo predecessore mons. P. Lyons edificò una magnifica chiesa a Cavan.

BibL.: P. B. Gams, Series episcop. ccel. cathol., Ratisbona 1873, p. 226; Eubel, I, p. 146; II, p. 188; III, p. 235; W. M. Brady, The episcopal succession in England. Scotland and Ireland (1400-1875), I, Roma 1876, pp. 277-87; J. Meehan, s. v. in Cath. Enc., VIII, pp. 642-44; Irish cath. Directory and Almanach, 1950, Dublino 1950, pp. 196-202.

Benigno Millett
KILWARDBY, Robert. - Domenicano inglese, n. nella contea di Leicester ca. il 1200, m. a Viterbo l'11 sett. 1279. Entrò nell'Ordine fra il 1240 e il 1243, quando era o era già stato maestro nelle arti a Parigi. Dal 1248 al 1261 occupò la cattedra dei Domenicani a Oxford; quindi fu provinciale per l'Inghilterra fino al 1272, quando fu creato arcivescovo di Canterbury. Nel 1274 intervenne al Concilio di Lione. Fu nominato cardinale vescovo di Porto e S. Rufina il 12 marzo 1278.

Come insegnante nella Facoltà delle arti, scrisse commenti a Donato, a Prisciano, a Boezio, agli Analitici primi e secondi, agli Elenchi sofistici, alla Fisica, al De anima e alla Metafisica di Aristotele; come teologo commento le Sentenze e alcuni libri della Bibbia. Ma egli è autore anche di trattati, quali il De ortu et divisione scientiarum, il De unitate formarum, il De tempore ed altri. Il K., nel complesso della sua opera, resta fedele alla scolastica preromistica agostiniana e avicennistica. Nel De ortu (cap. 31) ammette con Avicebron una materia comune in tutti gli esseri creati, corporei e incorporei, e attribuisce agli universali un'esistenza fisica quali forme generiche di questa materia.

Il 18 marzo 1277 indusse i maestri di Oxford a censurare come dannose trenta tesi, delle quali ben dieci notoriamente difese da s. Tommaso, e in particolare quelle concernenti l'origine dell'anima umana e la semplicità di essa. In realtà la dottrina tomistica feriva una vecchia teoria molto diffusa fra i teologi inglesi, come

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attesta Ruggero Bacone (Comm. natural., IV, 3, 1). In seguito alle rimostranze del confratello Pietro di Conflans, vescovo di Corinto, il K. s'indusse, in una lunga lettera a questo, a prender le difese della tesi anglicana, dichiarando quella tomistica " fatua positio vel imaginatio phantastica \%. Fu confutato da Egidio di Lessines (v.).

BibL.: un elenco dei manoscriti che hanno tramandato le opere del K. e dei titoli di altre opere non pervenute fu redatto da F. Stegmüller, Les questions du comment. des Sentences de R. K., in Rech. de théol. ancienne et médièc., 6 (1934), pp. 27-60. Estratti del De ortu in B. Haurcau, Hist. de la philos. scal., II, II. Parigi 1880, pp. 29-32; id., Notices et extraits..., V, ivi 1893. pp. 112-30; L. Baur, Dominicus Gaudissalinus, De devis. philos., in Beitr. z. Gesch. d. Philos. d. Mittelalters, 4 (1903), pp. 369-73. Il De natura theologiae è edito a cura di F. Stegmüller nella collezione Opuscula et textus, series schol., 17, Münster in V. 1932. Inoltre: id., Der Troctat des R. K. O. P. De imagine et vestigio Trinitatis, in Archives d'hist. doctr. et litt. du moyen dgc. 10 (1932-36), pp. 324-407. La lettera a P. di Conflans, in F. Ehrle, Der Augustinismus u. Aristotelismus in d. Schabatik gegen Ende d. 12. 7ulrh., in Archiv. f. Liter. u. Kirchengesch. d. Mittelalters, 5 (1889), pp. 614-32; l'ultima parte a cura di A. Birkemnzler, in Beitr. z. Gesch. d. Philos. d. Mittelalters, 5 (1922), pp. 36-39. - Per la polemica contro di essa da parte di E. di Lessines, cf. M. De Wulf, Le traité De unitate formae de G. de L. (Philosophes belges, 1), Lovanio 1901.-Studi: E.M.F. SommerSeckendorff, Studies in the life of R. K., Roma 1937 (in appendice : Berna fr. R. de K. in capite isinuii, e documenti); cf. anche Giornale crit. d. filos. ital., 29 (1959), p. 322. Bruno Nordi

KIMBERLEY, diocesi di. - Il territorio che oggi costituisce la diocesi di K., fu distaccato il 4 giugno 1886 dal vicariato apostolico di Natal, perché troppo distante dalla sede di Maritzburg. Fu creato così il vicariato apostolico dello Stato libero di Orange, e si rese più efficace l'apostolato tra la popolazione richiamata specialmente nel Griqualand in seguito alla scoperta di miniere di diamanti nel 1869 . Vi erano anche molti cattolici irlandesi. Il 12 genn. 1890 fu ad esso attribuita anche la parte occidentale del Griqualand, fino allora appartenente alla prefettura apostolica di Cimbebasia. Altre modifiche di confini si ebbero il 28 genn. 1891 e negli anni successivi. Il 28 nov. 1918 il vicariato ebbe l'attuale denominazione. Il 26 nov. 1923 fu distaccata la prefettura apostolica, poi diocesi di Kroonstad e il 30 marzo 1930 ebbe annessi territori del vicariato apostolico di Transvaal.

Vi hanno sempre lavorato gli Oblati di Maria Immacolata. La missione di Mafeking, ad opera dei Padri della Congregazione dello Spirito Santo, falli nel 1886. Quando fu eretto il vicariato, gli Oblati di Maria Immacolata avevano già iniziato la loro opera missionaria in vari centri. Nel 1899 la guerra contro i Boeri procurò gravi danni alla missione.

La superficie è di kmq. 400.574 e comprende la parte centrale dello Stato libero di Orange con Bloemfontein, Griqualand con Kimberley, il Bechuanaland e i distretti di Rustenburg e Marico. La zona occidentale e settentrionale è costituita dal deserto Bakalahari. Il resto è povero di acque e adatto piuttosto alla pastorizia. Gli indigeni appartengono alla razza bantu e sono divisi in varie tribù. Vi si parlano, oltre l'inglese e l'afrikanas, le lingue indigene sechoana, sesotho, sexosa, zulu.

La popolazione europea è di 142.948 ab. e la non europea di 548.701 . I cattolici sono 30.087 , di cui 25.58 mathrm{I} indigeni, 3108 esteri, 1398 misti, catecumeni 3424. Missionari 37, tutti oblati; fratelli 41, suore 150, catechisti 40 , chiese 8 , cappelle 56 . Ospedali 2 con 125 letti, farmacie 8 , orfanotrefi 1 con 137 ragazzi, asili per vecchi I con 44 ricoverati. Scuole elementari 52 con 6656 alunni; media 1 con 123 alunni, superiori 5 con 1438 alunni, professionali 3 con 20 alunni.

L'11 genn. 1951, con la istituzione della gerarchia ecclesiastica nell'Unione sudafricana, il vicariato apostolico di K. fu elevato a diocesi e dal suo territorio furono distaccati i distretti meridionali di Bloemfontein, di Tweespruit e di Dewetsdorp per formare l'arcidiocesi di Bloemfontein. Questa città è la capitale dell'Orange

Free State ed è sede di un arcivescovo anglicano. Nel suo territorio si trovano 6 chiese, stazioni primarie 12 , secondarie 26 , scuole superiori 2. Numerose sono le altre scuole. I sacerdoti sono 12 e presto aumenteranno di numero, aiutati da fratelli e da suore di vari istituti.

BibL.: The catholic directore of South Africa. Città del Capo 1950, pp. 97-111; AAS, 22 (1940), p. 485. Saverio Paveni

KIMBERLEY NELL'AUSTRALIA OGGIDENTALE, vicariato apostolico di. - Fu eretto con il nome di vicariato apostolico di Kimberley il 10 maggio 1887 con territorio distaccato dalla diocesi, ora arcidiocesi di Perth, ed affidato ai Benedictini, che non poterono mai assumerne la cura. Eretta nel 1898 la diocesi di Geraldton, esso fu a questa annesso provvisoriamente.

Nel 1890 alcuni trappisti avevano già aperto una missione a Disaster Bay, che cambiarono più tardi con Beagle Bay. Al principio di questo secolo vi andarono i Pallottini tedeschi che, aiutati dalle suore di s. Giovanni di Dio, riuscirono ad ottenere buoni risultati in mezzo all'elemento aborigeno. Durante la i guerra mondiale fu retto dal p. Creagh, redentoristo. Dal 1923 al 1928 vi lavorarono i Salesiani; vi tornarono poi definitivamente i Pallottini. Nel 1918 mutò il nome in quello attuale. Vi sono 5 stazioni missionarie, 7 chiese, 6 sacerdoti religiosi; 9 fratelli, 26 suore, 1 lebbrosario, 3 opere di carità, 3 scuole elementari con 190 alunni. Su 19.000 ab. i cattolici sono 1100 , compresi gli aborigeni.

BibL.: Austrolation Catholic Directory. Sydney, 1948, pp. 307308; Centenary of the catholic Church in Western Australia 1940 1940 (senza numerazione).

Saverio Paveni
KIMCHI, David : v. QINCHI, DAVID.
KIMURA, Sebastiano: v. GIAPPONE, IV: MARTIRI GIAPPONESI.

al-KINDI, Abū Jūsuf ja'qūn ibn Isuāq. - Filosofo, teologo e uomo enciclopedico arabo, noto alla scolastica medievale latina sotto il nome di Alkindi o Alchindus, n. a Bassora e m. verso l'873.

Scrisse sopra soggetti molto vari, e segnatamente sopra tutte le parti della logica; compose un compendio della Poctica di Aristotele, un'introduzione alla filosofia aristotelica divisa in tre parti. Segue generalmente la dottrina aristotelica pur aderendo talora al neoplatonismo. Alcuni suoi opuscoli furono tradotti in latino, come quello Intorno all'unità di Dio e la fluità del mondo e un altro Sulla prima filosofia (ed. Nagy). Altri suoi numerosi scritti sono ancora inediti. In teologia avversò la dottrina dell'esistenza di attributi eterni in Dio, distinti dalla sua essenza. Sulla base della logica aristotelica osteggiò inoltre la dottrina cristiana della Trinità, ravvisandovi l'adorazione di tre dèi. Quanto alla dottrina dell'intelletto, al-K. fa distinzione tre quattro intelletti.

BibL.: A. Nagy, Die philosophischen Abhandlungen des 7a 'qub ben Isbāq al-K. (Beiträge z. Gesch. der Phil. des Mittelal., Texte a. Unterstich., n. V), Münster 1897; H. Suter, Die Mathematther und Astronomen der Araber, Lipsia 1900, pp. 23-26; T. J. De Boer, Gesch. der Philosophie im Islam, Stoccarda 1901, p. 90-97; G. Furlani, Una risalah di al-K. nell'anima, in Riv. trim. di studi filosofi, e rel., 3 (1922), pp. 50-63; G. Quadri, La filosofia degli Arabi nel suo fiore, I, Firenze 1939, pp. 92-97; M. Guidi e R. Walser, Una scritto introduttivo allo studio di Aristotele (Memorie dei Lincei, VI), Roma 1940.

Giuseppe Furlani
KINGA ("Cunegonda»), beata. - Patrona della Polonia e della Lituania, n. nel 1224, m. a Stary Sącz il 24 luglio 1292. Sorella della beata Jolanda e della beata Margherita, figlia di Bela IV d'Ungheria e di Theodora Laskarysa. Ancora giovanissima sposò nel 1239 il duca di Cracovia Boleslaw V. Nel 1279 fondò il convento e la chiesa delle Clarisse a Stary Sącz in Polonia.

A lei si ascrive la miracolosa scoperta delle miniere di sale di Bochnien in Polonia. Nel 1628 si iniziò il processo di beatificazione. Il papa Alessandro VIII

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ne confermó il culto il 10 giugno 1690 , e nel 1715 Clemente XI la costituiva patrona della Polonia e della Lituania.

Bibl.: Acta SS. Iulii, V, Anversa 1727, p. 669; J. Leszek, Zyunt z. Kuncgundz, Cracovia 1868; W. Schmidt, Die Konegnz. dusoge, Budapest 1891.

Miroslav Stumpf
KINGHSLEN, diocesi di. - In Cina, nella parte sud-orientale della provincia civile di Hopeh. Eretta in prefettura apostolica il 24 apr. 1939, per divisione del vicariato apostolico di Sienhsien, il 9 genn. 1947 fu elevata a diocesi suffraganea di Pechino. E affidata, come la missione madre, alla Compagnia di Gesù, che vi manda i Religiosi della provincia regolare di Austria, i quali si trovavano sul posto dal 1926.

Ha una estensione di 9500 kmq . Al 30 giugno 1947, su una popolazione di ca. 2.500 .000 ab., i cattolici erano 32.663 e i catecumeni 161 . Oltre al vescovo, vi erano 33 padri della Compagnia di Gesù, di cui 6 cinesi, e 12 sacerdoti secolari cinesi. Nel Seminario preparatorio studiavano 31 alunni, in quello minore 15 e nel regionale, con sede a K., 6; vi erano inoltre 5 fratelli scolastici della Compagnia di Gesù. Il personale ausiliario risultava di 6 fratelli coadiutori, 11 suore di cui 9 cinesi, 33 catechisti e 27 maestri. Il territorio, diviso in 18 parrocchie, aveva 319 cristianità con 30 chiese, 162 cappelle e 127 orarbr. Le opere contavano 1 collegio maschile e 1 femminile e 18 dispensari farmaceutici; le 15 scuole elementari avevano 612 alunni, l'unica scuola media 65 e le 13 di preghiera e primi elementi 92 . Il Seminario regionale, quivi canonicamente eretto nel 1941, oltre che la diocesi di K., serve le missioni di Sienhsien, Taming e Yungnien.

Quando, nel maggio 1836, la provincia civile di Hopeh fu divisa in tre distinti vicariati apostolici, quello di Pechino sud-orientale, con sede a Sienhsien, e da cui ebbe origine K., era già abbastanza evangelizzato. Nel territorio ora appartenente a K. si trovavano in quell'anno 27 cristianità con 1382 fedeli; nel 1882 le cristianità erano cresciute a 155 i fedeli a 7452 ; nel 1938, alla vigilia della crezione di K., le cristianità erano salite a 293 e i fedeli a 30.038 con 2764 catecumeni. I turbamenti di questi ultimi anni hanno causato, tra l'altro, la chiusura dei collegi e delle scuole.

Bibl.: AAS, 31 (1939), pp. 293-94; MC, 1930, p. 310; Archivio della S. Congregazione di Prop. Fide, Relazione K. Adamo Pucci

KINGSLEY, Charles. - Scrittore ed ecclesiastico anglicano, n. a Holne (Devonshire) il 12 giugno 1819, m. a Eversley (Hampshire) il 23 genn. 1875. Propugnò una forma di socialismo cristiano attraverso i suoi articoli in The christian socialist.

Scrisse monetei di soggetto sociale e religioso, di cui i migliori possono considerarsi Hypatia, che si svolge in Egitto agli inizi del cristianesimo (1851), e Westward ha ! (1855) che esalta lo spirito marinero dell'età elisabetiana, anche nell'intento di stimolare il patriottismo inglese durante la guerra di Crimea. Tra i suoi libri per i ragazzi il più popolare è The water babies (1863). Il suo nome si ricorda piuttosto in connessione alla famosa polemica anticattolica che ebbe con il Newman, di cui fraintese alcune parole, servendosene per asserire che la verità non era ritenuta necessaria dai cattolici. Il Newman ebbe facilmente ragione dell'avversario confutandolo nell'Apologia pro vita sua (1864), considerata anche ora uno dei capolavori della prosa apologetica inglese.

Bibl.: la vita del K. fu scritta dalla moglie che pubblicò anche le sue lettere (Londra 1877); M. F. Thorp, C. K., Princeton 1927 (con bibl.).

Augusta Guidi
KINGSTON, arcidiocesi di. - Città e arcidiocesi nella provincia d'Ontario (Canada). Eretta a diocesi il 27 genn. 1826, per smembramento dell'arcidiocesi di Québec, elevata ad arcidiocesi il 28 dic. 1889. La provincia ecclesiastica comprende, oltre alla sede metropolitana, le diocesi di Peterborough, Alexandria e Sault-Sainte-Marie (tutte in Ontario).

I cattolici sono 82.000 su di una superfice di 10.000 kmq . con una popolazione totale di 239.167 . Si contano

46 parrocchie, 68 chiese, 13 conventi, 5 ospedali o asili, 47 scuole cattoliche, 2 collegi maschili e due femminili. Il clero è composto da 63 sacerdoti diocesani e 27 religiosi (Gesuiti e Redentoristi). Il Collegio di Regnopolia in K. possiede una carta universitaria, è diretto dai Gesuiti; il Collegio St Mary's di Brockville prepara gli aspiranti alla vita religiosa nella Congregazione dei Redentoristi.

Bim.: Pio VII, In summo apostolatus apice, 12 genn. 1819, in Bull., Rom. continuitio, XV, Roma 1833, p. 134 ; Leone XII, Inter mol. ritiires, 14 febbr. 1826; Leone XIII, Ouam ex apostolico munere, 28 dic. 1889 (in Leonis XIII P. M., Actu. IX, Roma 1889, p. 281), id., In hoc sublimi, 21 genn. 1890, ibid., X, ivi 1892, p. 61: Le Canada exclésiastique, Montréal 1950, pp. 443-49; The Ontario year book and directory, Toronto 1950, v. indice.

Gaetano Carriere
KIPPÜR: v. espiazione, giorno dell'.
KIRAKOS, Virapetzl. - Anacoreta dell'eremo armeno di Korvirap, in Armenia Maggiore, fu il primo katholikós eletto in Eğmiadzin (1441) ancora vivente Gregorio IX Moussapekiantz, successore legittimo di s. Gregorio l'Illuminatore sulla sede di Sis (Cilicia), e contro il volere di lui di trasferirsi in Eğmiadzin.

L'elczione di K. segna la data del preteso trasferimento patriarcale da Sis a Eğmiadzin, cenobio-sede, presso il villaggio di Valarsapt ai piedi del monte Ararat, ed il ripristino del patriarcato di tutti gli Armeni in Armenia Maggiore.
K. rimase in sede appena due anni, ché dovette cedere alle prepotenze dei suoi concorrenti nel 1443 e ritirarsi nel proprio eremo di Korvirap.

Bibl.: M. Cianician, Storia (in armeno), III, Venezia 1786, pp. 485-92; L. Alilzn, Airarat (in armeno), Venezia 1590, pp. 215-16; Fr. Tournebize, Arménie, in DHG, IV, col. 322 sgg. Garabed Amaduni

KIRCHER, Athanasius. - Gesuita, erudito e poligrafo, n. a Geisa (Fulda) il 2 maggio 1601, m. a Roma il 27 nov. 1680. Insegnò dapprima (1629) etica e matematica nell'Università di Würzburg, unendovi anche lezioni di lingua ebraica e sirisca: ma nel 1631 fu costretto dalle vittorie svedesi in Germania a rifugiarsi ad Avignone, dove si occupò in uno studio intenso dei geroglifici e della loro decifrazione. Chiamato al Collegio Romano nel 1635, vi insegnò per qualche tempo fisica, matematica e lingue orientali, ma poi fu lasciato libero ai suoi studi e alle sue ricerche, circondato dalla stima e dall'aiuto di dotti e studiosi.

Ne derivò una messe copiosa di opuscoli e di opere ( 44 voll. stampati) sui più disparati argomenti, tanto da essere chiamato dai contemporanei a doctor centum artium s; ma se egli vi dimostra una erudizione amplissima e una straordinaria veatilità di ingegno, non dimostra però sempre sodezza di critica, ammettendo interpretazioni puerili e accogliendo notizie con una credulita alquanto al di là del segno.

Si occupò di filologia, specialmente di egittologia con Prodromus captus (Roma 1636), Lingua Aegyptiaca restituta (ivi 1643), Oedypus Aegyptiacus (3 voll., ivi 1652-54)

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![img-6.jpeg](img-6.jpeg)
(na Georgias de legibus, Romani rellopi S. J. Meseren celebrernem, Amsterdam 1675, exiiporist
Kirchen, Athanasios - Interno del Museo Kircheriano. Inci. sione in rame - Roma, esemplare della Biblioteca della Civiltà Cattolica.
pensando di avere scoperta la chiave per la lettura dei geroglifici, Obeliscus Pamphilius (ivi 1650), dove spiega i geroglifici dell'obelisco di Piazza Navona, restaurato dal llernini sotto la direzione del K., di fisica con Ars magnesia (Würzburg 1631), Specula Melitensis (Napoli 1638), Ars magna lucis et umbrae (Roma 1645); di astronomia con Itinerarium extaticum seu apificium coeleste (ivi 1656); di geologia con Iter extaticum secundum (ivi 1657) e Mundus subterraneus in XII libros digestus (ivi 1665), dove parla di terremoti, vulcani, correnti sotterrance delle acque; di matematica con Organum mathematicum (Würzburg 1668); di medicina con Scrutinium physicomedicum contagioase luis, quae pestis dicitur (ivi 1658), in cui è uno dei primi a parlare dei bacilli della peste; di musica con Musurgia universalis, sive ars consoni et dissoni (ivi 1650), Phonurgia nova (Kempten 1673); di corografia con Latium (Amsterdam 1771); di liturgia con Rituale ecclesiae Aegyptiacae (ivi 1647). Ancora si può consultare con frutto China monumentis qua sacris, qua profanis... illustrata (Roma 1667), dove da informazioni dei missionari e da letture raccoglie notizie di storia, arte, scienze, religione, culto dei Cinesi; non vi manca una esagerata buona fede nella interpretazione dei fatti. Le molte relazioni con i dotti del suo tempo diedero oriyine ad un ampio epistolario di grande utilità per la scienza, in parte edito e disperso in parecchie pubblicazioni, in parte ancora inedito (cf. Sommervogel, IV, coll. 1070-75; nell'Archivio della Università Gregoriana si conservano 114 voll. di lettere inviate al K. da eminenti scienziati).

Al K. si deve anche una preziosa raccolta, sempre più accresciuta, di strumenti di matematica e di fisica,
di macchine, di ogni sorta di oggetti interessanti l'antichità classica, cristiana, orientale e dell'America meridionale e l'etnografia, che diede origine al Museo del Collegio Romano, chiamato poi dal nome del fondatore della raccolta Museo Kircheriano.

Nei suoi ultimi anni eresse sui colli sabini il santuario mariano della Mentorella, meta di numerosi pellegrinaggi, dove, poi, fu collocato il suo cuore.

Bibl.: Sommervogel, IV, coll. 1046-77; P. A. Kircheris vita a se metipso conscripta, Augusta 1684, edita con lettere dal p. A. Langenmantel; K. Brischer, P. A. K. Ein Lebendold, Würzburg 1877; B. Duhr, Gesch. der Gesellsch. Jenu in den Ländern deutscher Zange, III, Monaco-Rotisbona 1921, pp. 392-94; K. Sapper, A. K. als Grograph, in M. Buchner, Aus der Universitds Würzburg, Berhino 1932, pp. 355-62; O. Kaul, A. K. als Musikpädebrter, ibid., pp. 365-70; P. Friedländer, A. K. und Leibniz. Ein Beitrag zur Gesch. der Polyhistorie im XVII. Jahrh., in Atti della Pont. Atr. romana di arch., Rendiconti, 13 (1937), pp. 229-47 (vi si esponcono le idee dei due autori su di una "macchina da pensare"). H. B. Torrey, A. K. und the proeress of Medicine, in Ostris, 5 (1938), pp. 246-75; J. Jannsen, A. K. als "egyptalogus", in Chronique d'Egypte, 18 (1043), pp. 240-70; G. Gabrieli, Carteggi Kircheriani, in R. Arc. d'Italia, Rendiconti di scienze morali e storiche, 70 sctio, 2 (1929), pp. 10-17. Per l'origine del Museo Kircheriano, cf. R. Garrucci, Origini e vicende del Museo Kircheriano dal 1011 al 1112, in Civ. Cart., 100 sctio, XII (1879, 15), pp 727-30; 110 sctio, I (1880, 1), pp. 453-62. Per le falsificazioni, di cui il K. fu ingiustamente accusato circa la stule di Si-ngan-fu cf. B Duhr, Jonsitradabdu, 4² ed., Friburgo in Br. 1904, pp. 823-31 e la bibl. ivi citata, vers. it., II, Firenze 1908, pp. 328-32; circa la melodia alla prima Pitica di Pindarn, riportata in Musurgia universalis, I, pp. 541-42, cf. ibid., e Arch. his. S. 7., Biographica, 5 (1936), p. 346; 6 (1937), p. 356.

Celestinn Testore
KIRCHESCH, Franz. - Economista e sociologo tedesco, n. a Wissen an der Sieg il 2 marzo 1873, m. a Mayen l'1 s sett. 1931. Ordinato sacerdote nel 1898, dal 1901 fu parroco a Müllenbach e dal 1912 direttore dello Ständehaus a Mayen. Avendo conosciuto durante il suo ministero la miseria e la povertà del lavoratore del suo tempo, il K. si diede tutto al lavoro per la deproletarizzazione, cercando attraverso la decentralizzazione della produzione di assicurare ai giovani artigiani la possibilità di farsi una vita indipendente.

A questo scopo lottava anche per l'ordine sindacale e nelle sue Ständehäuser mostrò praticamente i vantaggi del sistema cooperativistico. Grande fu la sua sollecitudine per il risveglio dell'esercizio della carità, in cui vedeva il più adatto rimedio per quanti non si fidano della politica sociale dello Stato. Fondò per questo la Gesellschaft der göttlichen Liebe e nella rivista Die göttliche Liebe cercò di diffondere i suoi principi, specialmente sul giusto salario e sulla funzione sociale della proprietà. Prima della morte ebbe la solenne conferma delle sue sollecitudini nella encicl. Quadragesimo anno.

Scritti : vari articoli in Göttliche Liebe (1911-13), Ständeordnung (1906-14), Katholisch-soziale Friedensblätter (1913-14), Christliche Demohratie (di cui fu egli stesso editore, 1919-31).

Bibl.: T. Oehmen, Die soziale Tätigkeit von P. F. K., in Das neue Reich, 14 (1931), pp. 112-13; R. Angermair, s. v. in LThK, V. coll. 1052-53.

Jaroslav Skavrada
KIRÉEV, Aleksandr AleksĚevič. - Generale di cavalleria (1833-1911). Noto teologo russo. Fu nel 1862 aiutante del Granduca Costantino, governatore del Regno della Polonia. Più tardi frequentò l'Università di Pietroburgo, fu deputato del distretto di Mosca e segretario della Società degli amatori della cultura spirituale. Da quel tempo (1874-75) ebbe abboccamenti con i capi dei vecchi-cattolici (Döllinger, Langen, ecc.), nella speranza di poter diffondere "l'ortodossia". nell'Occidente.
K. era slavofila convinto e scrisse come tale su questioni politiche avendo conosciuto da giovane Chomjakov, i Kirčevskij, gli Aksakov. Nei suoi scritti teologici supponeva come ideale l'antica Chiesa universale (prima

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dello scisma tra Oriente ed Occidente). Il suo scritto Sull'infallibilità papale (Mosca 1889) fu tradotto in molte lingue. Sono note le sue controversie, fra altri con V. S. Solov'ev (sullo slavismo e sull'unione dei cristiani), e con, Sergio, poi patriarca russo (m. nel 1944). K. era teologo liberale; negava l'autorità assoluta dei due libri simbolici principali, cioè la Confessione di Pietro Moghila e quella del patriarca Dositeo. Egli distingueva tra dogmi fondamentali (quelli definiti nei primi 7 Concili ecumenici) e theologumena (cioè opinioni libere) le quali, a suo parere, erano la causa dei dissidi tra i cristiani; soltanto alla dottrina del Primato romano egli non riconobbe la qualità di theologumenon libero.

Biol.: Opere di K., Pietroburgo 1912 (raccolte da D. Jakčič). Anon., v. v. in Enciclopedia teologica (in russo), X, Pietroburgo 1909, coll. 479-82. Bernardo Schultze

KIREEVSKIJ, Ivan VASILEvič. - Pensatore e pubblicista russo, n. a Mosca il 22 marzo 1805, m. a Pietroburgo l'ir giugno 1856 . Subi da giovane l'influsso della filosofia idealista tedesca; e divenne uno dei massimi esponenti della scuola slavofila.

Fondò nel 1832 l'Europeec (Europeo). Importante, per i suoi spunti storicisti e la sua vivace polemica contro gli "occidentalisti", il saggio O Charaktere prosveč̌enija Europy i ego otnoženi k prosveč̌eniju Rossii (Sul carattere della cultura europea e sui suoi rapporti con la cultura russa), in Moshovskyj Sbornik (1852).

Alla filosofia occidentale aristotelica, rimproverata di non cogliere le leggi autentiche della realtà, K. oppone un'altra filosofia, a suo parere più profonda e più piena, di cui le basi siano nella fede piena e pura, cioè nell' "ortodossia ".

Biol.: Ed. delle Opera omnia a cura di M. Gersonzon, 2 voll., Mosca 1911. A. Koyré, La philosophie et le problème national en Russie au début du XIX- siècle, Parigi 1929, pp. 164-73, 174-93; B. Schultze, Pensatori russi di fronte a Cristo, Firenze 1947, p. 41. Nicola Ladomerszky

KIRIN, diocesi di. - Situata nella parte centroorientale della Manciuria (Cina) ha una superfice di kmq. 176.973 e una popolazione di 9.000 .000 di ab. E affidata alla Società per le Missioni Estere di Parigi. Eretta in vicariato apostolico il 19 maggio 1898 con la denominazione di Manciuria settentrionale, dopo la cessione al vicariato apostolico di Wonsan, oggi Ham-Heung (Corea), dei distretti di Yenki e Ilan, ricevette il nome attuale. La sua elevazione a diocesi avvenne l'ri apr. 1946.

Il numero dei cattolici è di 35.000 , con 33 sacerdoti nazionali e 31 esteri; 9 seminaristi maggiori; 223 suore native e 23 estere; 37 stazioni primarie e 72 secondarie; 16 chiese e 71 cappelle; un ospedale con 22 letti; 3 orfanotrofi, 2 ricoveri per vecchi.

Il primo movimento di conversione sorse nella provincia di Heilungkiang, donde si propagò nella regione di K. Nel 1900 la missione subì la persecuzione dei Boxers, durante la quale rimasero uccisi, assieme a numerosi fedeli, un sacerdote cinese e tre missionari.

Biol.: AAS, 32 (1940), pp. 343-45; 38 (1946), pp. 301-13; MC, 1949, pp. 199-200; id., 1950, p. 305. Edoardo Pecorsio

KIRSCH, Johan Peter. - Prelato lussemburgese, archeologo e storico, n. a Dippach il 3 nov. 1861, m. a Roma il 4 febbr. 1941. Studiò a Lussemburgo ove fu ordinato sacerdote, il 25 ag. 1884; il 2 nov. dello stesso anno venne a Roma, nel Camposanto teutonico, onde specializzarsi in archeologia cristiana e in storia ecclesiastica. Godette l'amicizia di G. B. De Rossi e di A. De Waal e frequentò la scuola di Paleografia, diplomatica e archivistica istituita nel 1885 presso l'Archivio Vaticano, ricevendone per primo, dal card. G. Hergenröther, il diploma di paleografo archivista (1887).

Fu il primo direttore e organizzatore dell'Istituto storico fondato a Roma dalla Görres-Gesellschaft nel
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(per cortesia di mons. G. Belvederi)
Kirsch, Johan Peter - Ritratto.
1888, e alla sua iniziativa si deve l'apertura, nel 1908, della sezione archeologica della medesima Società a Gerusalemme. Nell'autunno del 1889, il ministro della Pubblica Istruzione del Cantone di Friburgo, G. Python, gli offrì la cattedra di patrologia e archeologia cristiana nella neo-Università friburgeae, che il K. tenne poi brillantemente fino al 1932. Nell'anno accademico 1898-99 ricoprì pure la carica di rettore della stessa Università. Fu l'organizzatore, professore, primo direttore (1925-41) e munifico benefattore del Pontificio Istituto di archeologia cristiana (v.: istituti di studi superiori, X) fondato l'11 dic. 1925 da Pio XI. Come studioso prese parte attiva al I e II Cong