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ano a fondo il razionalismo di Sember; Institutiones theologiae dogmaticae (2 voll., Vienna 1789); quest'opera, migliorata dal vescovo di Linz, G. T. Ziegler

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(m. nel 1852), divente il testo ufficiale dei seminari e delle università d'Austria; dottrinalmente ortodossa, risente, in metodologia, delle concezioni illuministiche allora dominanti. Durante la Rivoluzione Francese K. ebbe la debolezza di dichiarare, insieme con i suoi colleghi d'insegnamento, la liccità del giuramento civile del clero.

Bib.: Hurter, IV, coll. 563-67; W. Rauck, E. K., ein führender Theologe der Aufhlärungzveit, Friburgo in Br. 1922; M. Grabmann, Storia della teologia cattolica, trad. it. di G. Di Fabio, 2² ed., Milano 1939, pp. 307-308. Antonio Piolanti

KMETKO, Karol. - Arcivescovo, n. il 12 dic. 1875 a Dolné Drǎkovce, m. il 22 dic. 1948 a Nitra (Slovacchia). Ordinato sacerdote nel 1899 , divenne dottore in teologia nel 1906, e quindi parroco a Teplička presso Zilina, e deputato al Parlamento di Praga. Nel 1920 fu eletto vescovo di Nitra, e nel 1944 nominato arcivescovo ad personam. Si dedicò in modo particolare a promuovere, sostenere e propagare l'opera delle missioni estere. Lasciò uno studio di missionologia scientifica: Svetové misie (s Le missioni mondiali ", 2 voll., Nitra 1942).

BibL.: Saggio biogr. di anon., in Kultura, 16 (1944. 11); V. Bucko, Dr. K. K. is tolow bishupom v. Nitre, Bratislava 1946.

Michele LaEko
KNABENBAUER, Josef. - Esegeta, n. il 19 marzo 1839 a Deggendorf (Baviera), m. il 12 nov. 1911 a Maastricht. Il 27 sett. 1857 entrò nella Compagnia di Gesù.

Sacerdote nel 1871, insegnò esegesi e lingue orientali a Ditton Hall e Valkenburg, diresse i periodici Katholische Missionen e Stimmen aus Maria Laach. Le sue opere (tutte pubblicate nella collezione Curms Scripturae Sacrae, Parigi) sono ampi commenti ai libri bibliai: Iob (1886); Prophetae minores (1886, 2ᵃ ed. a cura di M. Hagen 1924); Isaias (2 voll., 1887,2^{text {a }} ed. riveduta da Fr. Zarell 1922; questo commento era apparso in tedesco nel 1881); Ieremias (1889); Ezechiel (1890); Daniel; Lamentationes; Baruch (1891, 2^{text {a }} ed. riveduta da J. Linder 1939); Ecclesiaates (1902); III Machabei (1907). Sono soprattutto lodati i suoi commenti del Nuovo Testamento: Marcus (1894, 2^{text {a }} ed. 1907, ristampa 1928); Actus Ap. (1899); Matthaeus (2a ed. 1903, 3^{text {a }} a cura di A. Merk 1922); Lucas ( 2^{text {a }} ed. 1905); Ioannes (1898, 2^{text {a }} ed. 1905, ristampata 1928); Epistolae ad Ephet. Philip. Coloss. (1912); Epistolae ad Thessalonicenses; Epistolae Pastorales (1913).

Pubblicò inoltre un gran numero di studi esegetici sia in Stimmen aus Maria Laach sia nel Lexicon biblicum di M. Hagen (3 voll., Parigi 1905-11).

Biol.: Necrologio, in Stimmen aus Maria-Laach, 81 (1912), pp. 476-77; L. Kösters, P. 7. K., in Mittell. des 7emiten-Ordens, 1912, pp. 46-52. Urbano Holzmeister

KNEIPP, Sebastian. - Medico e sacerdote, n. a Stefansried (Baviera) il 17 maggio 1891, m. a Wörishofen il 17 giugno 1897. Di questa località bavarese, posta a 600 m . sul mare, fu parroco dall'età di 31 anni; là prese vita e si svolse, divenendo famoso da per tutto, il metodo idroterapico che da lui prese nome.

Schiere di sofferenti da ogni parte vennero a cercarvi rimedio ai mali più vari; alloggiati nelle varie case del villaggio, erano giornalmente passati in rivista dal K., assistito da quattro medici in un ampio locale della parrocchia; alla visita semplicemente informativa e d'ispezione esterna seguiva la prescrizione di varie pratiche idroterapiche (doccia a zampillo, impacchi con panni di tela pure intrisi di acqua fredda, passeggiate a piedi nudi sul terreno bagnato o sulla neve) e di decotti di erbe (assenzio, finocchio, ginepro, vischio, fior di fieno, equiseto, cor.) per impacchi o bevanda. Nella parrocchia esisteva inoltre uno stabilimento per bagni e docce e un ospizio per bambini.

Lo K. era giunto al suo metodo dallo studio del sistema idroterapico di Priessnitz, agricoltore che nel 1832 aveva fondato sul Gräfenberg, a 608 m . sul livello del

Baltico, uno stabilimento per la cura delle malattie con la sola acqua per uso esterno ed interno; egli stesso, come racconta (Cosi dovete vivere [v. bibl.], p. viII), giunto " sull'orlo della tomba" nel 1847 , riacquistò la salute "con l'aiuto dell'acqua".

Dal punto di vista critico, l'esame delle opere scritte dallo K., tradotte a suo tempo nelle principali lingue e cui arrise la più ampia diffusione, mostra, particolarmente al lume delle attuali conoscenze, scarsezza di cognizioni mediche, erroneità di spiegazioni patogenetiche, diagnosi non basate su seri esami obiettivi ma messe fuori a intuito, presuntivamente. Per ciò i risultati, a volte innegabilmente buoni, vanno ascritti, più che ai sanarsi delle presunte lesioni organiche ammesse dallo K., alla scomparsa di disturbi funzionali legati a modi di vivere innaturali e antigienici, ottenute con la dieta sana, la vita igienica all'aria libera, il beneficio effetto stimolante delle applicazioni idriche, l'azione depurativa delle tisane, l'ambiente di serena tranquillità, l'ascendente morale esercitato dal paterno interessamento del buon parroco.

BibL.: Opere: Consigliere per sani e malati, trad. it., Bressanone 1892; Il mio testamento per sani e ammalati, trad. it., Torino 1894; La mia cura idroterapica, trad. it., ivi 1894; Cosi dovete vivere, trad. it., ivi 1895 . Studi : R. Pinali e altri, Terapia fisica, Milano 1925, pp. 33-60; M. Messini, Terapia clinica, L. Torino 1944, pp. 142-53. Giuseppe de Ninno

KNOLL, Alberto da Bolzano. - Teologo e predicatore cappuccino della provincia del Tirolo, n. a Brunico il 12 luglio 1796, m. a Bolzano il 30 marzo 1863. Ordinato sacerdote vestì l'abito religioso il 21 nov. 1818; fu definitivoe generale (1847-53).

Frutto di 24 anni d'insegnamento scolastico a Morano, dal 1823 , sono le Institutiones theologiae dogmaticae generalis seu fundamentalis (Innsbruck 1852; 2^{text {a }} ed. Torino 1861, più volte ristampata; ed. riveduta da E. Morandi, ivi 1892left[5ᵃright. ed. ivi 1904); ed. rifusa da p. Norberto da Tux, 2 voll., Bressanone 1890); ad esse seguirono le ampie Institutiones theologiae theoreticae seu dogmaticopolemicae ( 6 voll., Torino 1853-59, 7^{text {a }} ed. ivi 1883), che l'autore stesso ridusse in Compendium (2 voll., ivi 1863; Innsbruck 1865; Torino 1865, più volte ristampata e nel 1892 riveduta da E. Morandi); il confratello p. Goffredo da Gysun ne curò una rifusione in 3 voll. (Innsbruck 1893-96). Da tali opere il cappuccino belga Gonzalvo da Beeth ricavò un Manuale theologiae dogmaticae (2 voll., Tournai 1899). La sua Expositio regulae Fratrum Minorum (Innsbruck 1850, Napoli 1853, Firenze 1864) è considerata ufficiale per i Minori Cappuccini e fu riveduta a cura dei superiori generali (Milano 1889, Roma 1932; trad. it., Bologna 1942).

Fu zelante nel ministero sacerdotale, soprattutto nella predicazione di cui si hanno postume le Predigten für die Sonntage (Bressanone 1867; 2^{text {a }} ed. ivi 1871; trad. it., 2 voll., Torino 1870-71; 2^{text {a }} ed. ivi 1875-76) e le Predigten für die Festtage (Bressanone 1870, 2^{text {a }} ed. ivi 1874; trad. it., 2 voll., Torino 1873).

Biol.: Joannes M. a Ratisbona, Catalogus scriptorum Ord. Min. Capuccinorum (1747-1832), Roma 1852, pp. 10-11; A. Hehenegger, Das Kapuziner-Kloster zu Merau, Innsbruck 1898, pp. 174-82; E. d'Alençon, s. v. in DThC, I, coll. 664-66. Ilarino da Milano

KNÖPFLER, Alois. - Storico ecclesiastico, n. il 29 ag. 1847 a Schomburg (Württemberg), m. ivi il 14 luglio 1921. Ordinato sacerdote nel 1874, divenne nel 1881 professore di storia della Chiesa e di patrologia al Liceo di Passavia. Successe al Döllinger quale professore di storia ecclesiastica a Monaco ed attese all'insegnamento sino al 1917. Fondò il Seminario di storia ecclesiastica che portò a grande floridezza.

Curò l'edizione tedesca del XXIII vol. della Storia universale della Chiesa del Rohrbacher e la 2² ed. dei voll. V e VI della Storia dei Concili dello Hefele, nonché quelle del De exordii et incrementis di Valafrids Strabone nel 1890 e del De institutione clericorum di Rabano Mauro

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nel 1900. Importante è anche il suo Lehrbuch der Kirchengeschichte, pubblicato per la prima volta nel 1895, che ebbe varie edizioni e fu tradotto in ungherese ed in spagnolo.

Bibs.: vari autori, Festgabe A. K. zur Vollendung des 60. Lebensjahres, Monaco 1907; A. Bigelmair, a. v. in LThK, VI, coll. 64-65, con bibl.

Silvio Parfani
KNOW NOTHING. - Associazione protestante ("American Protective Association "), i cui membri facevano giuramento di rispondere sempre "I don't know" ( « Non so ") alle domande che venivano loro rivolte dagli estranei circa i nomi degli altri soci o circa l'esistenza e l'attività dell'associazione. Il popolo perciò chiamò l'associazione K . N., e Knovunothingizm il movimento che la determinò. Il suo nome ufficiale, però, fu "National Council of the United States of North America"; e venne fondato verso il 1850 , riunendo varie organizzazioni anticattoliche già esistenti, come gli "American Republicans" l'«Order of United Americans", "Sons of America", e cosí via.

Suo scopo era di opporsi all'influsso irlandese-cattolico nella vita politica americana, dato che molti degli immigrati irlandesi, fattisi cittadini americani, prendevano parte attiva alla politica. Perciò negli statuti era detto che scopo dell'associazione era di resistere alla politica insidiosa della Chiesa di Roma ed agli influssi stranieri contro le istituzioni americane (art. 2), ed inoltre che solo i protestanti potevano essere membri della società (art. 3). Al momento poi dellammissione il candidato doveva giurare di non dare il voto né di favorire per i pubblici uffici alcuno che non fosse protestante e nato in America. Ben presto l'associazione si lasciò trasportare dal suo spirito settario ad atti illegali ed anche di vandalismo, quali incendi e distruzioni di chiese ed attacchi a conventi. Va anche ricordata la campagna di diffamazione contro l'arcivescovo G. Iledini, nunzio apostolico nel Brasile, in visita negli Stati Uniti. Nonostante tali eccessi il K . N. ebbe per qualche tempo larghe aderenze, e poté presentare candidati a deputati, a senatori, e perfino uno, M. Fillmore, alla presidenza della Repubblica (1856). Il buon senso del popolo tuttavia non tardò molto a reagire. Il colpo mortale fu inflitto al K . N. con la sconfitta del Fillmore e con la elezione del suo avversario G. Buchanam. Sparí del tutto qualche tempo dopo, con la elezione di A. Lincoln a presidente della Repubblica. Rinacque però nel 1891 con il nome di "American Protective Association" (A.P.A.) e lo stesso scopo del K . N. Fu ripresa la campagna anticattolica, ma con cosí volgari calunnie, quale, p. es., la pubblicazione di una bolla papale che ordinava il massacro di tutti i protestanti degli Stati Uniti, da rendersi ridicola presso gli stessi protestanti. Dopo l'elesione di McKinley ( 1897 ), alla quale si era opposta, cominciò a poco a poco a sparire, per rinascere pochi anni dopo insieme con il K . N. nel secondo Ku-Klux-Klan (v.).

Bibs.: G. Shea, The catholic Church in colonial days, Nueva York 1886, passim; J. G. Nicolay - J. Kay, The life of Abraham Lincoln, II, iv; 1899, p. 357 sgg.; P. Condon, Knownothingism, in Cath. Enc., VIII, pp. 677-80.

Camillo Crovell
KNOX, John. - Principale artefice e storico della riforma protestante in Scozia. Incerti il luogo e la data di nascita (Haddington, Gifford; 1505, 1513, 1515); m. ad Edinburgo il 24 nov. 1572. Sacerdote nel 1543 e notato della diocesi di S. Andrea, tre anni dopo, si ignora per quali vie, professava già un protestantesimo integrale e prendeva le difese aperte del luterano Giorgio Wishart, processato e messo a morte il 2 marzo 1546. Due mesi dopo, il primate di S. Andrea card. D. Beaton cadeva vittima di una congiura ordita da un gruppo di aristocratici che s'impossessavano di S. Andrea. K., ecclissatosi dopo la condanna di Wishart, li raggiunse con altri aderenti ed ebbe affidata la predicazione. Dopo 14 mesi, caduta la città in potere del reggente di Scozia, conte
di Arran, K. condivise la sorte riservata agli uccisori di Beaton e passò 19 mesi sulle galere francesi; venne liberato in seguito ad un accordo franco-inglese. Recatosi in Inghilterra (apr. 1549) fu nominato cappellano di corte di Edoardo VI con l'incarico della predicazione prima a Barvick e poi a Newcastle.
K. si fece notare per i suoi attacchi contro la Messa giudicata un'abominazione, e contro le prescrizioni del Prayer Book. Nel 1551 fu proposto alla sede vescovile di Rochester, ma rifiutò. Dopo la morte di Edoardo VI (1553) K., non sentendosi più sicuro, passò prima a Dieppe, poi a Ginevra e infine a Francoforte, centro degli esiliati inglesi. Senonché le controverne sorte presto sulla liceità dell'uso del Book of common prayer lo misero in urto con la frazione anglicana ritualista capeggiata da R. Cox, che per disfarsi dell'avversario la mise in sospetto presso l'autorità civile locale. Da poco infatti K. aveva pubblicato un violento libello: Fedele ammonimento a tutti quelli che professano la verità divina in Inghilterra (1554) nel quale si scagliava contro Maria Tudor, il re di Spagna, l'Imperatore ed altri principi : dovette quindi ritirarsi a Ginevra. Nel frattempo la reggenza del Regno di Scozia passava nelle mani di Maria di Guisa madre di Maria Stuarda la quale per motivi politici tollerò in principio le nuove dottrine e K. ne approfitò per ritornare in patria e predicarvi liberamente nei territori dei nobili passati al protestantesimo. Dopo alcuni mesi i suoi attacchi aperti contro il governo della reggente e la religione cattolica provocarono la reazione e per sfuggire alle eventuali conseguenze di un procedimento penale, ripassò in continente seguito dalla moglie, Marjorie Bowes. Da Ginevra, dove rimase sino allo scoppio della guerra civile in Scozia ( 1556 -59), si mantenne in intima contatto epistolare con i suoi fedeli d'Inghilterra, istruendoli ed incitandoli alla perseveranza. Sono di questo periodo il famoso trattato: First Blast of Trumpet against the monstrous Regiment of Women (1558), diretto principalmente contro Maria Tudor, e la Brief Eehortation to England di abbracciare prontamente il Vangelo del Cristo soppresso e bandito dalla tirannia di Maria (1559). Egli rimase soprattutto l'anima del movimento scozzese costituitosi presto in lega detta "La comunità del Signore" (dic. 1557) con il preciso compito di annientare il cattolicesimo. Il protestantesimo scozzese aveva fatto i suoi primi passi sulle vie tracciate da Lutero; K. gli impresse un carattere decisamente calvinista, tutta pervaso dalla tragica e sconcolato dottrina della predestinazione. I suoi seguaci sono gli eletti; riprovati gli idolatri, cioè i cattolici, contro i quali crede trovar nella Scrittura un precetto di sterminio. Persino di fronte alla legittima autorità è lecito alla comunità degli eletti, e in suo nome al semplice privato, metter mano al pugnale. Temperamento non originale né grande, ma duro e inflessibile, rozzo e temerario, K. trovò buon terreno in Scozia, dove la nobiltà, di fronte alle insidie tese dall'Inghilterra all'indipendenza della nazione, sosteneva una parte abbietta. Scoppiata la guerra civile (1559) fra i nobili Bloinglesi, da una parte, e dall'altra la reggente favorevole alla Francia, K. tornò in patria per assicurare alla causa calvinista il suo trionfo, e la sua parola produsse effetti vandalici e iconoclasti. Nel frattempo gli avvenimenti politici prendevano una piega favorevole al protestantesimo, giacché la minacciata guerra di tre regni non scoppiò e la morte di Maria di Guisa ( 10 giugno 1560) aprí l'adito a negoziati di pace conclusi nel Trattato di Edimburgo ( 6 luglio 1560 ). E qui l'abilità del ministro inglese Cecil riuscì a metter la Scozia nelle mani degli alleati dall'Inghilterra, cioè la frazione protestante scozzese. Gli effetti si videro subito: il Parlamento adunatosi nell'ag. seguente abolí il culto cattolico e introdusse il calvinismo come religione di Stato, secondo la professione di fede formulata (Scotica confessio) principalmente da K. al quale pure si deve il Book of discipline che trattava del regime della Chiesa, approvato l'anno dopo ( 1561 ). Questa situazione nuova non poté essere modificata dalla giovane Maria Stuarda che nell'ag. 1561 prendeva in mano le redini del Regno. Di fronte all'inesperta Regina, priva di consiglieri abili e sicuri,

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K. ebbe facile giuoco umiliandola in tutti i modi dal pulpito e con gli scritti. Se non vi prese parte, approvò certamente l'assassinio di Davide Riccio, segretario della Regina (1566), entrò in trattative con l'Inghilterra ai danni di Maria Stuarda, e quando questa cadde in potere degli Inglesi, ne chiese la condanna a morte. Togli ultimi anni non diminuì in lui l'astio che ne animò l'azione contro i cattolici, trattati alla stregua degli adoratori di Moloch. Ciò che egli credette essere la disciplina della primitiva Chiesa volle imporre alla Scozia, così come Calvino aveva fatto a Ginevra. Rivendicò per i predicatori eletti dalle congregazioni locali i privilegi degli Apostoli, praticando i metodi dei -figli del tuono" che fecero di lui un seguace della religione degli antichi profeti anziché del Fondatore del cristianesimo. Morendo lasciò ai posteri il ricordo di quegli anni turbinosi in un'opera che gli assicurola fama: The history of refornation of religion within the realm of Scotland (Londra 1586). Divisa in quattro libri, vi si narrano i presupposti della riforma (1422-1558) e
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Koango, vicariato apostolico di - Seminario di Najidi.
quindi gli avvenimenti che si susseguirono sino al 1566. E un'apologia della riforma, non dissimile da altre apologie ufficiose del genere. Sotto l'aspetto storico non ho più importanza, perché compilata in tono apertamente partigiano. La sua teoria è semplice come quella di tutti i fanatici: la storia è lotta tra la luce e le tenebre. Persuoso com'è di possedere la luce, non indaga, né specula; però narra con grande efficacia e calore.

Bill.: Le opere di K. furono pubblicate da D. Laing in 6 voll.: The works of 7. K., Edimburgo 1846-64. Edizioni parziali più recenti : The bistory of reformation... a cura di C. Lennox. Londra 1905 che porta pure in appendice la K. confession e il Book of discipline, pp. 341-421. Per un orientamento bibliografico vedi K. Schottenloher, Bibliographie zur deutschen Geschichte im Zeitalter der Glaubensspaltung, I, Lipsia 1933, p. 412; V. ivi 1939, p. 142 (incompleto). Una rassegna delle pubblicazioni del centenario fu fatta da B. Warfield in Princeton theogical Review, 3 (1905). In particolare: A. Bellechulin, Geschichte der Kattish Kirche in Schatthand, 2 voll., Magonza 1883 (passim); W. ForbesLoith, Narratives of scotish catholis under Mary Stuart and Toner V/1. Londra 1889, oltre le numerose biografie di K. tra le quali: P. Hume Brown, 7. K., A biography, 2 voll., Londra 1895; J. Stalker, 7. K., His ideas and ideals, ivi 1904; A. Lang, 7. K. and the reformation, ivi 1905; H. Cowan, 7. K. the hero of scotish reformation, Nuova York-Londra 1905. Biografic recenti quelle di E. Muir, 7. K. portrait of a cabsinist, Londra 1929; E. Percy, 7. K., ivi 1937; nuova ed. ivi 1945; R. G. P'cedy, The life of 7. K., ivi 1940. Aspetti particolari sono stati studiati da A. Metzger, 7. K. et ses rapports avec Calvin, Montauban 1905, e Ch. Martin, De la genèse des doctrines religieuses de 7. K., in Bulletin de la Société de l'hist. du protestantisme francis, 25 (1908), pp. 193-211; id., De la genèse des doctrines politiques de 7. K., ibid., 56 (1907), pp. 197-221; Ch. Boranaud, Le vrai portrait de 7. K., ibid., 84 (1935), pp. 11-36. Un studizio su K. come storico in E. Fueter, Geschichte der neueren Historiographie, Monaco 1936, pp. 257-50.      Francesco Carpino

KOANGO, vicariato apostolico di. - Situato nella parte sud-ovest del Congo belga e affidato alla Compagnia di Gesù. Deriva dall'antico vicariato apostolico del Congo indipendente o belga (v. Léopoldville), da cui l'8 apr. 1892 fu distaccata una porzione ed eretta in missione sul turis con il nome di K., poi elevata a prefettura apostolica il 31 genn. 1903. Questa subì una modifica di confini con il vica-
riato apostolico di Kassai superiore (v. luluabourg) il 2 marzo 1921, con il vicariato apostolico di Léopoldville il 29 genn. 1924, e fu elevata a vicariato apostolico il 28 marzo 1928. Il 1° apr. 1931 ne fu distaccato il vicariato apostolico di Kisantu (v.). Ha una superfice di ca. 100.000 kmq .

Eccone i principali dati statistici per il 1949: ab. oltre 840.000 , di cui 203.834 cattolici indigeni, 563 cattolici esteri, 36.053 catecumeni, ca. 40.000 protesstanti, oltre 560.000 pagani; sacerdoti indigeni 14 , sacerdoti esteri 68 con 10 scolastici e 11 novizi, fratelli laici indigeni 24, esteri 28, suore indigene 12 con 3 novizie, suore estere 105, seminaristi maggiori 26 , educati nel Seminario regionale di Kisantu, un seminario minore con 51 alunni, catechisti 2167 , maestri 1910, maestre 203; quasi parrocchie 2, stazioni missionarie principali 20, secondarie 115 , chiese 110 , cappelle 1500 , ospedali 16 con 700 letti, dispensari 23 con 765.314 consultazioni, orfanotrof 3 con 78 orfani; I tipografia, che stampa due periodici in 9000 copie complessive, 1857 scuole con 56.606 alunni dei due sessi. Vi fiorisce l'Azione Cattolica.

Bill.: AAS, 13 (1921), p. 297; 16 (1924), pp. 149-50; 20 (1928), pp. 222; 24 (1932), pp. 40-41; GM, p. 264; MC, 1950, p. 142; Archivio S. Congr. di Prop. Fid., pos. prot. n. 3814° 49. I primi risquand'anni dello missione del K. (1293-1943), in Le missioni della Compagnia di Gesù, XXIV, Venezia 1943, pp. 160-64 Carlo Corvo

KOCHANOWSKI, Jan. - Poeta, n. a Sycyna nel 1530, m. a Lublino il 22 ag. 1584, è la figura dominante nel secolo d'oro della letteratura polacca. Studiò all'Accademia di Cracovia, indi all'Università di Padova; viaggiò in Italia e in Francia. Tornato in patria, fu segretario del re Sigismondo Augusto; più tardi si ritirò nella quiete della casa avita a Czarnolas.

L'opera del K., essenzialmente lirica, è caratterizzata da una profonda religiosità e da un sereno equilibrio oraziano; nella sua poesia si fondono armoniosamente il classicismo del Rinascimento, assimilato in Italia, e la fresca, spontanea ispirazione nazionale. Alcuni poemi di argomento vario (Piesà o potopie, "Canto sul diluvio v. Szachy, "Gli scacchi") furono seguiti da altri che mostrano l'interesse del poeta per la vita del suo paese (Zgoda, "La concordia»; Satyr, "Il satiro v. Proporzec, "Lo stendardo», il più bello, in cui si trovano accenti virgiliani) e dalla tragedia: Odprowa poslów greckich ( Il rifiuto degli ambasciatori greci»). Ma la misura del genio del K. è dato dalle Fraszki ("Bagatte'lie"), brevi liriche volta a volta scherzose, amorose, satiriche; e dai Pieśni ("Canti"), d'intonazione oraziana. Il capolavoro del K. è quello ispiratogli dal dolore della perdita della figlioletta Ursula, che egli effuse nei Treny, con l'accento profondamente umano dello strazio paterno confortato dalla fede, in forme così vive, che appaiono scritti oggi. Si ricordano infine tra le opere del K. un poemetto folkloristico (Pieśn S'wientojuńska o Sobótce, "Canto di s. Giovanni alla Sobótka ", festa popolare polacca) e la traduzione del Salterio davidico, opera di alto valore per la perfezione filologica di interpretazione e la bellezza del verso. Mediante la varietà dei salmi il K. fissò il sistema

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(fot. Anderson)
Kömesis - Coperte d'Evangeliorio in avorio. Arte bizantina (sec. xit-xIII) - Ravenna, Museo.
della metrica polacca; titolo, anche questo, che gli valse di essere chiamato "padre della poesia nazionale».

BibL.: St. Windakiewicz, 7. K., Cracovia 1930; Rivista di lett. slave, 1930, fasc. III, dedicato a J. K.: Kultura staropolska, Cracovia 1932 (contione numerosi studi sul K.).

Marina Bersano Begey
KOELLIN, Konrad. - Teologo domenicano, n. a Ulma nel 1476 ca., m. a Colonia il 26 ag. 1536. Religioso nella sua città natale nel 1492, studiò a Ulma e ad Heidelberg ( 1500 ), dove fu maestro degli studenti, professore di teologia, priore e quindi reggente (1507-10). Nel 1510 fu mandato reggente a Basilea e l'anno seguente (1511) allo Studio di Colonia, carica che conservò fino alla morte.

Nel 1527 fu creato inquisitore per le diocesi di Magonza, Colonia e Treviri. Come tale partecipò al processo contro gli eretici Clarembach e Fliesteden (1528-29) e diresse nel 1533 quello contro Heinrich Cornelius Agrippa, di cui condannò il De occulta philosophia. Nel 1530 preparò con altri teologi la confutazione della confessione augustana. Il K. fu il primo che in Germania introdusse come testo scolastico la Summa theologiae di s. Tommaso. Il suo commento alla 1^{mathrm{a}-2^{mathrm{ae}}} fu pubblicato nel 1512 dietro le pressanti insistenze della Facoltà di teologia di Heidelberg (Expositio commentaria prima subtilissima simul ac lucidissima, Colonia 1512). Frutto del suo insegnamento furono pure : Quodlibeta viginti septem (ivi 1523). Contro Lutero scrisse : Eversio Lutherani epithalamii (ivi 1527) e Adversus caninas M. Lutheri nuptias (Tubinga 1530).

BibL.: Qućtif-Echard, II, p. 100; Acta cap. gen. O. P., IV, ed. B. Reichert (Monum. O. P. hist., 9), Roma 1901, pp. 23. 54. 74. 149. 155. 211; N. Paulus, Die deutschen Dominikaner im Kampfe gegen Luther, Friburgo in Br. 1903, pp. 111-34; Registrum litter. fr. Thomae de Vio Cajetani O. P., ed. A. de Meyer (Monum. O. P. hist., 17), Roma 1935, pp. 190. 193; H. Wilms, Cajetan und K., in Angelicum, II (1934), pp. 968-92;
id., Der Kölner Universititsprufessor Köllin (Quellen u. Forsch. zur Gesch. des Dominikanerordens in Deutschland, 39), Colonis 1941.

Alfonso d'Amain
KÖIMESIS. - E una rappresentazione simultanea della dormizione di Maria Vergine e del suo trapasso nel Cielo, stabilitasi nell'arte bizantina. Essa raffigura la Madonna coricata ed addormentata su un basso letto con mani incrociate sul petto; dietro il letto sta il Cristo con l'anima di Maria tra le braccia, raffigurata quale una piccola bambina che sarà affidata agli angiofi, che sono in cielo per accoglierla; gli Apostoli, divisi in due gruppi, stanno alle due estremità del capezzale della Vergine.

Un buon esempio bizantino della K. (forse del sec. XII) è pervenuto su una copertina di libro, scolpita in avorio, conservata nel Museo di Ravenna. Quale tipica raffigurazione bizantina della K. può anche valere un musaico, del 1143 ca., della chiesa della Marmrona a Palermo dove sul fondo d'oro una scritta spiega la scena con il suo nome. L'arte dell'Occidente europeo usava raffigurare la K. già nel sec. XII, come prova una miniatura tedesca di un codice di proprietà della Biblioteca regia a Monaco di Baviera (riprodotta da A. Venturi, v. bibl., p. 387). A Roma si hanno due rappresentazioni musive della K., pervenute dal tardo Duecento: una, di Pietro Cavallini del 1290, in S. Maria in Trastevere, segue da vicino il modello bizantino; la seconda, di Jacopo Torritti del 1296, in S. Maria Maggiore, preannuncia già l'individuale interpretazione del soggetto, che si svilupperà in seguito man mano nell'arte italiana trasformando la K. nella semplice raffigurazione della dormizione o della morte di Maria. Per illustrare le consecutive fasi dello sviluppo iconografico della dormizione della Vergine nell'arte italiana possono servire, per il Trecento: un pannello del 1370 ca. attribuito ad Andrea da Bologna e conservato nella Pinacoteca di Ancona, ed un altro di Spinello Aretino della Pinacoteca di Siena. Le raffigurazioni della dormizione di Maria della prima metà del Quattrocento, anche se assai individualizzate, si allacciano non di meno ancora al concetto della K. come provano gli affreschi di Taddeo di Bartolo nel Palazzo comunale a Siena e di Ottaviano Nelli nella cappella Trinci a Foligno. Lo stesso si può dire per il dipinta del Beato Angelico che rappresenta la dormizione in una predella ora nel Museo di S. Marco a Firenze, dove si vede per l'ultima volta raffigurato il Cristo con l'anima di Maria tra le braccia. Le raffigurazioni della seconda metà del Quattrocento fanno vedere di solito, al di sopra della scena della morte di Maria circondata dagli Apostoli, la sua ascensione nel Cielo; un bell'esempio, nella sua semplice sincerità, di tale modello offre un pannello del Palazzo municipale a Fabriano del pittore locale Antonio; una rappresentazione grandiosa di tale genere è affrescata da Domenico Ghirlandaio nella cappella maggiore di S. Maria Navella a Firenze. La K., semplificata in una raffigurazione della morte di Maria, hanno gli affreschi di fra' Filippo Lippi del 1457-65 nella cattedrale di Spoleto; Cristo che porta l'anima della Madre al cielo, non si trova più. Per l'arte del primo barocco si nota la Morte di Maria del Museo del Louvre, dipinta da Michelangelo da Caravaggio nel 1606. - Vedi tav. XLVJ.

BibL.: A. Venturi, La Madonna nell'arte italiana, Milano 1900; R. Künstle, Iconographie der christlichen Kunst, I, Friburgo in Br. 1928, passim.

Witold Wehr
KOINÉ: v. GRECIA.
KOKSTAD, diocesi di. - Nell'Unione sudafricana. Con decreto dell's apr. 1935 la regione sud-ovest del vicariato apostolico di Mariannhill fu costituita in prefettura apostolica di Monte Currie, confinante a nord con i vicariati apostolici di Basutoland e Mariannhill e l'Oceano Indiano e a sud ed ovest con il vicariato apostolico di Umtata. L'1 1 luglio 1939 fu elevata a vicariato apostolico con il nome di K. dalla sede dell'Ordinario. L' 1 i genn. 1951 con la istituzione della gerarchia ecclesiastica nell'Unione sudafricana fu elevato a diocesi.

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Ha una superfice di kmu. 15.000 e una popolazione di ca. 375.000 ab., di cui solo 6500 sono curopei. I cattolici sono 14.333 , i catecumeni 636 , i protestanti 100.000 , i pagani 260.000 . I missionari francescani minori sono 14, i fratelli 4 , le suore 68. Catechisti 46 , stazioni primarie 11, secondarie 70 , chiese 8 , cappelle 10 , ospedali i con 63 lotti. Scuole elementari 29 con 2233 alunni, medie 9 con 172 alunni, superiori 2 con 9 alunni. Sono ben sviluppate l'Unione Cattolica Africana e altre associazioni per i maestri, gli agricoltori e i laici.

Bibl.: AAS, 28 (1936), pp. 91-92; 32 (1940), pp. 18-19: Archivio di Pron. Fide, Prospectus status missionis, pos. prot. n. 4328:49; The catholic directory of South Africa, Città del Capo 1939, pp. 151-58; MC, 1930, p. 163.

Saverio Parenti
KOLBE, Maksymilian-Maria. - Scrittore e apostolo mariano, dei Frati Minori Conventuali, n. a Pabjanica, in Polonia, il 6 genn. 1894, m. a Oświęcim, ivi, il 14 ag. 1941, in fama di santità. Studiò a Roma (1912-19), laureandosi in filosofia presso la Pontificia Università Gregoriana (1915) e in teologia nella Facoltà teologica di S. Bonaventura presso il Collegio Serafico internazionale dell'Ordine (1919).

Quivi, con il consiglio del suo rettore, p. Stefano Ignadi (v.), il 17 ott. 1917 fondò, insieme con altri sei confratelli, la "Milizia dell'Immacolata" (v.), pia unione di perfetta devozione e di apostolato cattolico-mariano largamente diffusa nel mondo (ca. 2.100 .000 ascritti). Sacerdote il 28 apr. 1918, insegnò per qualche anno teologia in Polonia, iniziando nel 1922 il suo fecondo apo-stolato-stampa, con la rivista Rycerz Niepohalancj ( × Il cavaliere dell'Immacolata diamond ) a Cracovia, poi Grodno (1923) e nel 1927 a Niepokalanów ( × Città dell'Immacolata ·, a 40 km . da Varsavia).

Nel marzo 1930, con una speciale benedizione di Pio XI, si recò in Giappone fondando presso Nagasaki, nel maggio successivo, la seconda città o «Giardino delI'Immacolata» (Mugenzai-no-Sono), con il bollettino ma-riano-missionaria in lingua giapponese, molto diffuso, Seibo-no-Kishi. Rimasero in progetto, per difficoltà estrinseche, le analoghe fondazioni missionarie-mariane preparate in Cina, Corea e India. Dal 1936 al 1939 fu di nuovo superiore e direttore a Niepokalanów, che nel 1938 accoglieva 762 religiosi conventuali, conosciuta come la più grande comunità religiosa del mondo. Molto noto in Polonia, durante l'ultima guerra fu deportato una prima volta in Germania ( 19 sett. -8 dic. 1939) e poi definitivamente il 17 febbr. 1941, percorrendo il suo doloroso calvario dalle carceri di Pawiak in Varsavia al campo di Oświęcim ( 28 maggio), ove verso la fine di luglio offrì evangelicamente la vita per salvare quella di un padre di famiglia condannato per rappresaglia, con
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(per cortesia del p. Stano Gaetano) Kolbe, Maksymilian-Maria Ritratto.
altri nove prigionieri, alla morte di fame nel famoso «bunker» tedesco: la sua cella della morte è oggi meta di pellegrinaggi. Nel 1948 si iniziarono i processi informativi per la beatificazione.

Bibl.: F. Chiminelli, Milizia mariana: il p. M.-M. K.,O.F.M. Caso, rimuovitore delle antiche cavolterie mariane, con pref. del card. G. A. Piazza, Padova 1943; L. Di Fonzo, La milizia e le Città dell'Immacolata, in Ecclesia, 3 (1946), pp. 361-366; A. Ricciardi, L'eroe di Otsuiecim: p. M.-M. K., Roma 1947; G. Morcinek, Dwie Korony, Rzesz o O. Maks.
M. K., Niepokalanów 1948; M. Winowska, Le bas de Notre Dame, Parigi 1948; C. Dobraczjnski, Cautano nei vatterrouet di Otsuiecim, Brescia 1949; F. M. Rossetti, Cavolterie mariane, Padova 1949; B. De Wit, P. Max K., Ridder der Oekwalehre, Roermond 1950; Autor: vari. Le père K., numero speciale della rivista Marie, 4 (1950), pp. 1-51.

Lorenzo Di Fonzo
KOLDE, Die-
trich: v. COElDe (KOLDE), THEODORICH.

KOLPING, Adolf. - Sacerdote, organizzatore delle prime associazioni cattoliche operaie nella Germania, chiamato perciò il Gesellenvater, n. a Kerpen (Colonia) l'8 dic. 1813, m. a Colonia il 4 dic. 1865. Costretto dalla povertà al mestiere di calzolaio, ebbe modo di conoscere da vicino le necessità spirituali e temporali dei giovani operai, a cui doveva poi consacrare tutta la vita.

A 24 anni si decise per la carriera ecclesiastica; consacrato nel 1845 , fu inviato come coadiutore ad Elberferld, dove era stata fondata da poco una Jünglingsverein, diventata presto Kath. Gesellenverein, con lo scopo di aiutare i giovani operai a formarsi gli uomini del domani, abili artigiani, cattolici sinceri, padri di famiglia ineccepibili. Il K. se ne occupò, ne fu eletto presidente nel 1847, l'animo del suo zelo e ne perfezionò il programma. Aveva compreso come per elevare il livello della classe operaia e trasformarla in artefice di un nuovo mondo sociale, occorreva istillare nei suoi membri non soltanto i principi religiosi, ma dar loro anche il modo di perfezionarsi sempre più nel proprio mestiere, in maniera da imporsi e prendere anche impegni direttivi. A raggiungere meglio lo scopo le "unioni» dovevano moltiplicarsi, attraverso tutta la Germania operaia. Risolse intanto di cominciare da Colonia, grande centro industriale. Vi fu designato nel 1849 viceparroco alla cattedrale e vi istituì subito una «unione», la quale riuscì presto ad avere una sede propria e ad aprire un ospizio in cui alloggiare i lavoratori in viaggio. Energico e indomito, buon parlatore e scrittore popolare, diffuse in opuscoli la sua idea e intraprese molti viaggi attraverso la Germania, l'Austria, la Svizzera, parlandone da per tutto. Il successo non mancò, perché alla sua morte le « Gesellenverein " erano ca. 400 e si moltiplicarono ancora, guadagnandosi la simpatia anche di vari paesi dell'America.

Scrisse: Der Gesellenverein und seine Aufgabe (1851); Für ein Gesellenhospitium (1852) e, per cooperare ad una sana lettura popolare, una serie nutrita di consigli, esortazioni, racconti, distribuiti come appendici in vari giornali e nel suo annuale Kolpingsholender.

Bibl.: S. G. Schäfer, A. K., der Gesellenvater, Münster 1882; 6a ed., ivi 1927: P. Franz, A. K. der Gesellenvater, MünchenGladbach 1913; L. Janssens, A. K., l'apôtre des artisans, Parigi 1929; J. Nattermann, s. v. in Staatslexikon, III, coll. 271-77.

KOMINFORM. - Lo scioglimento del Komintern (maggio 1943) condusse ad una nuova politica dei partiti comunisti : nel campo internazionale ad una politica di stretta collaborazione con gli alleati anglo-americani, e nell'ambito dei vari paesi della posizione antihitleriana ad una politica della « larga

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coalizione nazionale " contro il "fascismo" (termine sotto al quale anche, e soprattutto, s'intendeva il nazismo). Ciò diede ai comunisti la possibilità di presentarsi davanti alle masse popolari come un vero partito democratico, anzi come il più " progressivo " dei partiti democratici, e di occupare in alcuni paesi delle posizioni influenti. Di fronte agli altri partiti socialisti venne posto all'ordine del giorno il problema dell'unità del movimento proletario e in relazione con esso si fece, da parte dei comunisti, una vigorosa propaganda in favore dell'idea della fusione dei partiti socialisti e comunisti. Per qualche tempo quest'idea della fusione trovò nei partiti socialisti di alcuni paesi (Francia, Italia, Norvegia, Cecoslovacchia), un cospicuo numero di seguaci. Lo scioglimento formale del Komintern, riguardo a questa situazione, non significava altro che creare in misura assai maggiore le premesse per l'applicazione della tattica usata dal Komintern, cioè la tattica del fronte unitario e delle rivendicazioni contingenti.

Poco tempo dopo la fine della guerra 1939-45, quando gli Alleati non dipendevano più tanto, come prima, uno dall'altro, incominciarono a rivelarsi con sempre maggiore evidenza i contrasti fra l'Unione Sovietica e gli Alleati occidentali, e fra comunisti e socialisti. La politica di collaborazione tra gli Alleati di ieri si trasformò un po' alla volta in una politica di lotta aperta e si ebbe la fondazione dell'Ufficio d'informazioni dei partiti comunisti, detto brevemente K.

Alla fine del sett. 1947 ebbe luogo in Polonia, e precisamente a Wiliza Gora, che il governo polacco aveva consegnato al segretario generale del Partito comunista polacco Gomulka, un consiglio cui parteciparono rappresentanti dei seguenti paesi: Jugoslavia, Bulgaria, Romania, Ungheria, Polonia, U.R. S.S., Francia, Cecoslovacchia e Italia. Alla fine della riunione si pubblicarono tre documenti : un comunicato, una dichiarazione ed una risoluzione. Nel comunicato si riferiva che dopo aver ascoltato una relazione di Żdanov sulla situazione internazionale ed altre relazioni dei rappresentanti dei singoli partiti, era stato deciso di fondare un Ufficio di informazioni per evitare i sintomi avantaggiosi prodotti dall'insufficente contatto reciproco tra i partiti dei vari paesi. La dichiarazione, che riassunse brevemente la relazione di Żdanov, partiva dalla situazione internazionale, caratterizzata dalla formazione dei due campi: «uno imperialista ed antidemocratico, la cui meta principale consiste nella realizzazione dell'imperialismo americano e nell'abbattere la democrazia; e uno antimperialista e democratico ", capeggiato dall'U.R.S.S., e che si era posto come fine "il sovvertimento dell'imperialismo, la consolidadazione della democrazia " e "la difesa dell'indipendenza e sovranità nazionale" dei singoli paesi. Dinanzi alla situazione mondiale il compito principale dei partiti comunisti era inteso come lotta "contro la schiavitù economica e politica dell'Europa", conseguenza del Piano Marshall, e "contro i progetti della schiavitù economica e politica della Cina, Indonesia e dei paesi sudamericani», come pure la lotta contro «i fedeli servitori degli imperialisti», i "socialisti di destra tipo Blum in Francia, Attlee e Bevin in Inghilterra, Schumacher in Germania, Renner e Schurf in Austria, Saragat in Italia, ecc. ". Con ciò la dichiarazione svelava i punti principali del programma del K.

Nella risoluzione fu stabilito che l'Ufficio di informazioni doveva essere composto di due rappre-
sentanti di ogni comitato centrale dei partiti comunisti dei nove paesi rappresentati; che il suo compito consisteva nella "organizzazione dello scambio di esperienze ", se necessario, nel coordinamento dell'attività dei partiti comunisti sulla base di reciproc" consenso ". Fu decisa anche la pubblicazione di un organo, redatto per il momento in lingua russa e francese, in un secondo tempo anche in altre lingue ("Per una pace stabile, per una democrazia popolare "). Come sede dell'Ufficio di informazione si stabili Belgrado. I due Partiti comunisti occidentali, il francese e l'italiano, ricevettero in questa riunione un duplice rimprovero: perché avevano perduta la loro posizione nel governo, e perché non si sarebbero accorti che gli Stati Uniti ottengono l'ugemonia nel mondo occidentale, preparandolo per la lotta contro le forze "antifasciste". Duclos e Longo riconobbero i errore dei loro partiti come "deviazioni ". Fu loro ingiunto un duplice compito: essi dovevano cercare di riacquistare la loro posizione direttrice nella classe operaia, preparandola a dura lotta, e dovevano cercare di ostacolare la politica americana in Europa. L'errata loro politica nazionale doveva essere cambiata con una politica di scioperi, agitazioni delle masse, sabotaggio ecc. Difatti fu proclamato lo sciopero generale in Italia il 12 nov. 1947, in Francia il 18 nov.

La seconda riunione del K. ebbe luogo, come annunciava il comunicato del 1° febbr. 1948, nel mese di genn. di quell'anno in una località della Jugoslavia; tema : questioni di propaganda e di stampa.

Nonostante la scelta di Belgrado quale sede del K. si giunse, pochi mesi dopo, al conflitto della stessa Jugoslavia con il K. Con grande sorpresa dell'opinione pubblica usci, in data 29 giugno 1948, un comunicato della 3ᵃ riunione dell'Ufficio di informazioni intitolato "Sulla situazione del Partito comunista in Jugoslavia ", nel quale al Comitato centrale del Partito comunista jugoslavo si faceva tutta una serie di rimproveri che sembravano assai strani e contenevano persino delle contraddizioni, riguardanti la "deviazione del marxismo-leninismo", in conseguenza della quale il Partito comunista jugoslavo "si era posto al di fuori del fronte comunista e perciò anche al di fuori delle file dell'Ufficio di informazioni". La vera ragione del conflitto veniva rilevata, però, dal rimprovero di una "politica ostile nei confronti dell'Unione Sovietica e il suo Partito comunista". La Jugoslavia era accusata di aver sotromesso "specialisti civili sovietici e persino lo stesso rappresentante sovietico nel K., Judin, nonché parecchi altri rappresentanti ufficiali dell'U.R.S.S., ad un regime di controllo esercitato da organi del Servisio di sicurezza jugoslavo ". Ciò lascia intravvedere che la vera ragione del conflitto tra la Jugoslavia e il K. sia da cercarsi nella tendenza della Jugoslavia ad assicurarsi di fronte all'Unione Sovietica la indipendenza e a basare le sue relazioni con essa su un piano di uguaglianza.

Una delle conseguenze della infedeltà della Jugoslavia fu un'azione di radicale epurazione nei diversi partiti comunisti, di cui le vittime sono Gomulka per la Polonia, Kotschi Dsodse in Albania, Rajk in Ungheria e Kostov in Bulgaria, il primo dei quali, arrestato nel 1949, scomparve, gli altri furono impiccati.

Nel nov. 1949 ebbe luogo in Ungheria una nuova riunione dell'Ufficio di informazione dei partiti comunisti, nella quale erano rappresentati gli stessi paesi del 1947, salvo la Jugoslavia. Vi furono prese tre risoluzioni. Mentre i documenti pubblicati durante la prima riunione rivelano soprattutto il programma del K., questi tre documenti interessano in modo particolare in quanto ne fanno comprendere la sua tattica. Nella prima risoluzione: La difesa della pace e la lotta contro i guerrafondai, si constatava in primo luogo l'acuirsi del contrasto tra

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i due campi, quello imperialista e quello democratico, avvenuto negli ultimi due anni, nonché una febbrile preparazione di guerra nel campo imperialista, di fronte al quale l'Unione Sovietica si ergeva come baluardo della pace e appoggio principale del fronte della pace. Esattamente nel senso della tattica delle rivendicazioni contingenti (v. INTERNAZIONALE), si invocava la mobilitazione di tutte le forze "senza distinzione di convinzioni religiose e opinioni politiche " per la lotta in favore della pace sotto la guida dei partiti comunisti. Per una efficace lotta contro il pericolo della guerra sotto la direzione dei partiti comunisti si chiedeva inoltre l'assorbimento possibilmente di tutte le masse proletarie, problema questo di cui trattava particolarmente la seconda risoluzione: L'unità della classe proletaria e i compiti dei partiti comunisti e proletari. Qui si insisteva nuovamente sulla famosa tattica del "fronte unitario" per cui sarebbe occorso condurre una lotta spictata contro i socialisti di destra e i capi reazionari dei sindacati tentando di "smascherarli senza pietà" e di "isolarli dalle masse". Come mezzo per la creazione di questa "unità della classe operaia organizzata dal basso " si raccomandava tra l'altro: la fondazione di comitati per la difesa della pace nelle singole imprese, l'organizzazione di dimostrazioni di masse e simili iniziative. "Un'attenzione speciale è da dedicare, nella lotta per l'unità della classe operaia, alle masse degli operai e lavoratori cattolici e alle loro organizzazioni. Occorre tener conto che le convinzioni religiose non costituiscono un impedimento per l'unità dei lavoratori, specialmente se questa unità è necessaria per la salvezza della pace. Comuni azioni concrete nel campo delle rivendicazioni economiche, il coordinamento della lotta dei sindacati classisti e dei sindacati cattolici ecc. possono essere mezzi efficaci per attrarre gli operai cattolici nel fronte comune della lotta per la pace". Tenuto conto della tattica delle rivendicazioni contingenti, è evidente che qui il "fronte della lotta per la pace" era concepito come preparazione all'entrata nel partito comunista. Nella terza risoluzione: Il Partito comunista jugoslava nelle mani di aranzini e spic, si rimproverava ai capi del Partito stesso di essere passati nel campo del capitalismo e di prestarsi come servitori dei guerrafondai. La lotta contro la "banda di Tito" era presentata come dovere internazionale di tutti i partiti comunisti. Venivano esortati a partecipare a questa lotta non solo i partiti comunisti al di fuori della Jugoslavia, ma anche i fedeli che si trovavano nello stesso Partito comunista jugoslavo, come pure tutte le masse proletarie della Jugoslavia.

Alcuni credevano di poter vedere nel K. semplicemente una ripetizione del Komintern. Ma da parte sovietica ciò viene recisamente smentito, in quanto il Komintern è considerato una forma superata di collegamento tra i vari partiti comunisti. Questa forma, secondo l'opinione sovietica, ha avuto la sua importanza positiva finché i singoli partiti comunisti erano ancora deboli, mentre la tattica unitaria non era organizzata e mancavano anche capi ben istruiti; oggi, invece, i singoli partiti comunisti di molti paesi sono diventati partiti di masse, e sarebbe impossibile ed inopportuna la direzione esercitata da un solo centro (si osservi che qui il fatto della direzione dei singoli partiti comunisti svolta dal Komintern, e cioè da un centro situato al di fuori del paese del relativo partito comunista, viene implicitamente confermato). Quindi, nuove forme di collaborazione internazionale risulterebbero necessaric. Nello stesso tempo lo scioglimento del Komintern avrebbe posto fine alla calunnia secondo la quale Mosca s'immischierebbe nelle faccende interne degli altri paesi (Ždanov).

Effettivamente non si può negare che fra K. e Komintern esistano delle importanti differenze formali : il K. non comprende i partiti comunisti di tutti i paesi, ma soltanto quelli di otto paesi europei;
inoltre non vi è rappresentata l'Asia. Rispetto all'organizzazione non si tratta più di un partito mondiale unitario, retto da una "ferrea disciplina", ma si insiste espressamente sul principio del "consenso reciproco ". Tutto ciò rende evidente che la meta principale di questa "nuova forma di collegamento tra partiti comunisti" sia la lotta contro il Piano Marshall, che è rivolto in prima linea all'Europa, e contro il quale si lancia il rimprovero che esso significhi una parziale rinuncia alla sovranità nazionale.

Nonostante queste differenze puramente esteriori e formali, esiste, come si è visto, nel carattere essenziale, nelle finalità, nel programma e nella tattica, una continuità tra le due "forme" di collaborazione internazionale comunista. Quanto riguarda poi il fatto che in luogo della "ferrea disciplina" d'una volta è stato posto il principio del "consenso reciproco ", proprio l'esempio della Jugoslavia dimostra chiaramente che un atteggiamento troppo indipendente dei singoli partiti di fronte all'U.R.S.S., "baluardo del fronte della pace", non viene tollerato in alcun caso.

Bib.: Informazionue sovelZanie predstavitelej nehotarych kompartij v Pol'le v honce sentjabrja 1945 goda (Riunione in Polonia dei rappresentanti di alcuni partiti comunisti nel sett. 1947). Ediz. di Stato (Polit. e Lett.) 1948; H. Chambry, La confinente des partis communistes en Pologne, in Travaux de l' Action populaire (1947), pp. 919-20; S. Svarc, Neo-Komintern, in Socialistilniki Vestnik, 10 (Sut.), 23 ott. 1947; id., Jugoslavija na razpat'i (La Jugoslavia al bivin), ibid., 7 (bivn), 30 luglio 1948; The SovietYugoslav dispute, Londra 1948; Kominisina und Revolutionen der Beratung des Informationsbüros der bomm. Parteien vom November 1048, in Bol'sevik, 22 (1949), pp. 9-22; G. J., The evolution of the Cominform, 1917-30, in The World Today, 8 (1950), n. 5, pp. 213-28; Per una pace stabile, per una democrazia popolare!, ed. ital. a cura del Partito comunista italiano.

Gustavo A. Wetter
KOMINTERN : v. INTERNAZIONALE.
KONAKRY, vicariato apostolico di. - Si trova nella Guinea francese, dove nel 1877 i Padri