volume-07

Back to Volumes
n The World Today, 8 (1950), n. 5, pp. 213-28; Per una pace stabile, per una democrazia popolare!, ed. ital. a cura del Partito comunista italiano.

Gustavo A. Wetter
KOMINTERN : v. INTERNAZIONALE.
KONAKRY, vicariato apostolico di. - Si trova nella Guinea francese, dove nel 1877 i Padri dello Spirito Santo dal vicariato apostolico di Sierra Leone penetrarono e si stabilirono a Boffa. Nel 1890 aprirono la stazione di K. ed in seguito vennero fondate altre missioni all'interno sempre ostacolate dall'attività propagandistica dell'islamismo. Il 18 ott. 1897 fu eretta la prefettura apostolica di Guinea Francese con territori distaccati dai vicariati apostolici di Sonegambia (oggi Dakar) e di Sierra Leone, la quale il 18 apr. 1920 fu elevata a vicariato apostolico sempre affidato alla Congregazione dello Spirito Santo.

Con decreto del 12 maggio 1949 la zona orientale del vicariato apostolico di Guinea Francese fu distaccata per formare la prefettura apostolica di Kankan e alla zona occidentale fu cambiato il nome in quello di K. La sua superfice è di ca. kmq. 115.370 con 7 stazioni principali, 20 padri di cui due al Seminario di Düsinn, 4 fratelli, 12 suore europee e 12 indigene e più di 60 catechisti. I cristiani sono 12.000 su di una popolazione di 350.000 . Ha un seminario e due congregazioni indigene di fratelli e di suore.

Bib.: AAS, 41 (1949); MC, 1950, p. 103.
Saverio Paventi
KONARSKI, StanisLAW. - Pedagogista polacco, scolopio, n. a Zarczya il 30 giugno 1700, m. a Varsavia il 3 ag. 1773. Consacrò la sua attività di scrittore e di sacerdote all'elevazione morale della sua patria.

Autore di opere politiche fra cui : O skutecznym rad sposobie (Sul modo di deliberare nella dieta), contro il liberum veto, volle preparare la gioventù della nobiltà all'adempimento dei doveri nazionali, e fondò il Collegium Nobilium, in cui strtù la riforma scolastica preparata nell'opera sua: Ordinationes. In un tempo in cui

## Page 458

l'istruzione era puramente verbalistica, il K. mirò all'armonica formazione dello spirito. Allo studio del latino alternò quello della lingua nazionale, alla cultura letteraria quella scientifica, sino ad allora bandita dalle scuole; completò l'educazione con esercizi fisici, e dette ottime norme anche per l'educazione femminile. Dal Collegium uscl il fiore della generazione che preparò la costituzione democratica del 1791; alle riforme del K. doveva più tardi ispirarsi la Commissione di educazione, che fu il primo Ministero dell'istruzione in Europa. Il K. scrisse pure una tragedia: Epaminonda e alcuni carmi.

Bibl.: St. Konarski, Wybór pism., Cracovia 1921; St. Kot, Reforma Szkolna Konarskiego, iri 1923. - Morina Byzano Bupo

KONDAKOV, Nicodim Paulovitch. - Bizantinologo russo, n. a Chalan (governo di Kursk), nel 1844, m. a Praga il 16 febbr. 1925. Insegnò dal 1871 al 1887 storia dell'arte nell'Università di Odessa; quindi a Pietroburgo dal 1888 al 1917. Fu conservatore, per la parte medievale e del Rinascimento, del Museo l'Ermitage di detta città, e corrispondente dell'Istituto di Francia. In seguito alla Rivoluzione bolscevica, perseguitato e privato dei suoi beni, lasciò la Russia all'età di 76 anni, e si rifugiò, nel 1920, prima a Sofia, poi a Praga, insegnando la sua materia prediletta nelle rispettive Università.

Durante il tempo della sua residenza in patria, il K. compì numerosi viaggi sia in Russia che in altre parti d'Europa, specialmente in Italia, che percorse tutta e considero come sua seconda patria; diresse anche varie missioni archeologiche in Siria, Palestina, Macedonia, Georgia ecc. Frutto dei suoi studi e dei suoi viaggi sono alcune opere fondamentali per la conoscenza dell'arte bizantina e russa, cioè: Storia dell'arte bizantina, considerata nelle miniature dei manoscritti greci (2 voll., 1876; tradotta da Travinski in francese, e completamente rifatta nel 1886 e 1891); Gli smalti bizantini (1892, tradotta in francese e tedesco); Le antichità russe nei monumenti d'arte (1889-99); Viaggio archeologico in Siria e Palestina (1904); La Macedonia. Viaggio archeologico (1909); Viaggio al Sinai (1882); Monumenti dell'arte cristiana al Monte Athos (1903); Iconografia del Signore (1905); Iconografia della Madonna (4 voll., Parigi 19141915; in quest'opera sono studiati i rapporti della pittura religiosa greca e russa con la pittura italiana del primo Rinascimento; incompleto il vol. III, relativo alla pittura italiana; il manoscritto dal IV, salvato dalla confisca, fu acquistato da Pio XI); L'icone russa (in corso di pubblicazione a Praga dal 1929, a cura del Seminarium Kundakovianum fondato in Praga a perpetuare la sua memoria); Ricordi e Riflessioni (Praga 1927).

Bibl.: G. N. Vernadsky, Biographie et bibliographie de K., in Recueil d'études dediés à la memoire de N. P. K., Praga 1926. Carlo Carloni

KONGMOON (Klangmen), diocesi di.- Sulla costa inferiore della provincia civile del Kwangtung, nella Cina meridionale. Eretta in prefettura apostolica il 31 genn. 1924, per divisione del vicariato apostolico di Canton, e affidata alla Società per le Missioni Estere degli Stati Uniti (di Maryknoll), i cui padri si trovavano sul posto dalla fine del 1918, il 3 febbr. 1927 fu elevata a vicariato apostolico e l'i i apr. 1946, con la istituzione della gerarchia episcopale in Cina, a diocesi suffraganea di Canton.

Ha una estensione di ca. 40.000 kmq . Al 30 giugno 1950, su una popolazione di ca. 4.000 .000 di ab., i cattolici erano 8292 e i catecumeni 536 . Oltre al vescovo, vi erano 28 padri di Maryknoll e 11 sacerdoti secolari cinesi. Nel seminario preparatorio studiavano 9 alunni, in quello minore 14 e in quello regionale, con sede in Hong Kong, 4. Il personale ausiliario risultava di 2 fratelli americani di Maryknoll, 38 suore di cui 10 americane di Maryknoll e il resto cinesi; 67 catechisti, 52 maestri, 2 medici e 8 infermiere. Le stazioni con residenza del missionario erano 23, senza residenza stabile 195; le
chiese 3 e gli oratori 27. Tra le opere figuravano i ospedale con 50 letti, 20 ambulatori medici, 6 orfanotrof con 185 ricoverati, i capizio per vecchi con 10 degenti, un febbrosario con 202 infetti, 1 casa per ciechi con 26 ospitati, 6 sale di lettura per studenti. Le scuole erano: 9 elementari con 707 bambini, i media con 219 alunni, 9 di preghiera e primi elementi con 127 ascoltatori.

Le prime cristianità nel territorio di
![img-3.jpeg](img-3.jpeg)
(da N.P.K. il datio si monmenta da
Énana Koudalina, Francigre 1885 Kundakov, Nicodim Paulovitch Ritratto disegnato da F. Gaillard.

K. sono state fondate nell'ultimo ventennio dello scorso secolo ad opera del p. Flereau, delle Missioni Estere di Parigi; i missionari americani ebbero a soffrire e due di essi furono uccisi durante l'occupazione giapponese dal 1940 al 1945; oggi (1950) tre sacerdoti cinesi sono in carcere sotto falsa accusa.

Bibl.: AAS, 16 (1924), pp. 130-51; 10 (1927), pp. 130-31; MG, p. 200; MC, 1950, pp. 386-87; Archivio S. C. de Prop. Fide, Relazione K., 1950.

Adamo Pucci
KONGOLO, vicariato apostolicO di. - E situato nella parte centro-orientale del Congo Belga ed è affidato alla Congregazione dello Spirito Santo. Fu eretto il 30 giugno 1911 con territorio distaccato dal vicariato apostolico del Kassai Superiore (ora Luluabourg, v.) con il nome di Katanga settentrionale, che l'8 marzo 1951 fu cambiato in quello di K .

Ha un'estensione di ca. 120.000 kmq . e, secondo i dati statistici del 1949, una popolazione di ca. 250.000 ab. Conta 42.653 cattolici indigeni, 389 cattolici esteri, 72 di stirpe mista, 13.360 catecumeni, 30 dissidenti di rito orientale, ca. 15.500 protestanti, una diecina di ebrei, 1.717 maometrani, ca. 173.000 pagani; 1 sacerdote indigene, 42 sacerdoti esteri e 4 scolastici, 11 fratelli laici esteri, 16 suore indigene, 32 suore estere, 5 seminaristi maggiori che vengono educati nel Seminario regionale di Baudouinville (v.), un seminario minore con 28 alunni, 438 catechisti, 38 catechiste, 380 maestri, 32 maestre; 11 distretti e 362 stazioni missionarie secondarie; 12 chiese e 304 cappelle; 4 ospedali con 287 letti; 9 dispensari con 280.415 consultazioni all'anno; 2 orfanotrof con 76 orfani d'ambo i sessi; 3 ricoveri per vecchi con 21 ricoverati; 4 maternità con 989 nascite e 45.450 consultazioni nell'anno; 413 scuole con 15.354 alunni dei due sessi. Battesimi di adulti 719, di bambini 905, in articulo mortis 626 , comunioni 412.933 , matrimoni tra fedeli 234 . Vi sono 6 associazioni di Azione Cattolica.

Bibl.: AAS, 5 (1911), p. 348; GM, p. 263; MC, p. 185; Arch. S. Congr. di Prop. Fid., pos. prot. n. 3676/49. Carlo Corvo

KÖNIG, Eduard. - Dotto filologo ed esegeta del Vecchio Testamento, n. a Reichenbach il 13 nov. 1846, m. a Bonn il 12 febbr. 1936. Protestante conservatore, insegnò nelle Università di Lipsia (dal 1885), di Rostock, infine di Bonn.

Pubblicò molte opere importanti; scrisse anche in Biblica. I suoi meriti maggiori sono nel campo della filologia ebraica e quale oppositore coraggioso, tenace e intelligente (nonostante il tono talvolta troppo deciso, e alcune opinioni discutibili) del sistema wellbouseniano e di indirizzi critici offini. Notevole è l'insistenza con la quale propugnò la distinzione tra religione legittima e religione «popolare» nel Vecchio Testamento.

Manca una bibliografia dei suoi numerosi scritti : alcuni filologici, come Historisch-kritisches Lehrgebäude der hebr. Sprache ( 3 voll., Lipsia 1881-97: opera precipua, preziosa miniera per l'ebraico biblico); Stylistik, Rhetorik

## Page 459

![img-4.jpeg](img-4.jpeg)
(per coriesia del canonico S. Schmidt)
In alto: VEDUTA DELL'ABBAZIA.
In basso: PORTICO ROMANICO-GOTICO DELL'ABBAZIA (ca. 1290-1330).

## Page 460

![img-5.jpeg](img-5.jpeg)
(fol. Audorson)
In alto: AFFRESCO DI TADDEO DI BARTOLO (ca. 1410) - Siena, Palazzo Pubblico. In basso: AFFRESCO DI FRA FILIPPO LIPPI (1467-69) - Spoleto, Duomo.

## Page 461

und Poetih in Bezug auf die bibl. Literatur (ivi 1900); Die Poesie des Altes Test. (ivi 1907); Hebräisches und aromäisches Wörterbuch zum Alten Test. (ivi 1910; 5^{text {a }} ed. ivi 1931); altri esegetici, come i commenti a parecchi singoli libri della Bibbia, e Der Offenbarungsbegriff des Alten Test. (2 voll., Lipsia 1882); Die Hauptprobleme der altisreal. Religionsgeschichte (ivi 1884); Einleitung in das Alte Testament (Bonn 1893); Die Originalität des neulich entdeckten hebr. Sirachteates texthritisch, esegetisch und sprachgeschichtlich untersucht (Friburgo 1899); Das alttest. Prophetentum und die moderne Geschichtsforschung (Gütersloh 1910); Geschichte der alttest. Religion (ivi 1912; 2^{text {a }} ed. ivi 1915; 3a-4a ed. ivi 1924); Die moderne Pentateuchkritik und ihre neneste Bebümpfung (Lipsia 1914); Die messianischen Weissagungen des Altes Test. (Stoccarda 1923); Der doppelte Wallhausenianismus in Lichte meiner Quellenforschungen (Gütersloh 1927); Ist die moderne Pentateuchkritik auf Tatsachen begründet? (Stoccarda 1933). A queste opere vanno aggiunti i numerosi articoli che il K. pubblicò in vari periodici.

Bibl.: J. Coppens, s. v. in DBs, V, coll. 189-92.
Francesco Spadafora
KÖNIGGRÄTZ, diocesi di: v. hradec kralové, diocesi di.

KONINGS, Anton. - Teologo moralista della Congregazione del S.mo Redentore; n. a Helmond in Olanda il 24 ag. 1821 , entrò nella Congregazione nel 1844, ove professò nel 1845 . Insegnò teologia morale e fu provinciale in Olanda. Poi nel 1870 fu inviato ad insegnare teologia morale e diritto canonico a Ilchester (Maryland, USA) e ivi m. il 30 giugno 1884 .

La sua Theologia moralis s. Alphonsi in compendium redacta (Nuova York 1874; 6^{text {a }} ed. ivi 1886) è un brillante compendio della dottrina di s. Alfonso con utili applicazioni per il territorio in cui scrisse (USA). Allo stesso clero americano riusci assai utile l'altra opera Commentarium in facultates apostolicas ad usum ven. cleri americani (Ilchester 1893, di cui la 3^{text {a }} ed. fu curata dal confratello J. Putter). Giovò alla causa delle scuole parrocchiali in America l'opuscolo: De absolutione parentibus qui prolem scholis publicis seu promiscuis instituendam tradunt neganda necne (Boston 1874).

Bibl.: Hurter, V. i, col. 1797; J. A. Handley, s. v. in Cath. Enc., VIII, pp. 689-93; D. M. Prümmer, Manuale theol. moralis, I. Friburgo in Br. 1931, p. xxv; S. Romani, Theol. mor., I. Prolegomena, Roma 1940, p. 28 Pietro Palazzini

KONTUM, vicariato apostolico di. - Nell'Indocina, eretto il 18 genn. 1932 per divisione del vicariato di Quinhon.

È costituito delle province Attopeu, Banmêthuôt, K. e dalla parte montana e barbara di Quangnam. Ha una superfice di ca. 70.000 kmq . con una popolazione totale di 725.000 barbari, annamiti e laoziani, di cui 24.916 sono cattolici, cosí divisi : 20.348 non civilizzati, 4330 annamiti e 238 europei. I protestanti hanno ca. 300 adepti nella provincia di Banmêthuôt. I pagani annamiti praticano il culto degli antenati o osservano il buddhismo, ma sono pochi. I pagani non civilizzati venerano i loro geni. Vi sono molte tribù, una volta in continua lotta tra loro, che ora vivono in pace. Ogni tribù ha la propria lingua. I non civilizzati non hanno templi né dogmi: hanno il culto della dea del riso (la Sori). In ogni villaggio vi sono incantatori decti «bojan» che tengono le veci dei medici e intervengono nei giudizi. Il «bojan» è ritenuto dai sacerdoti il nemico numero uno della religione, perché inganna il popolo.

In merito all'origine della missione di K., nel 1830 il vicario apostolico della Cocincina orientale, Domenico Stefano Cuenot, dichiarato più tardi (1909) beato dalla Chiesa, mandò il diacono annamita Do ad esplorare la regione dei barbari, e fine di trovare un posto adatto per piantarvi il seminario della missione, a causa della persecuzione religiosa nel regno annamitico. Atteso il felice risultato di quella esplorazione, furono inviati nella regione i pp. Combes e Desgouts e altri.

Nel 1890 la nuova missione di K. aveva 1880 battezzati; nel 1900, 10.120 e nel 1933, 21.780. Essa è affidata alla Società delle Missioni estere di Parigi. Vi sono 24 distretti e 188 cristianità. Sacerdoti 36 , di cui 19 francesi, 15 annamiti e 2 bahnars; 166 catechisti; 21 religiose; 13 scuole primarie; 23 orfanotrofi; un bre. fotrofio; un lebbrosario; una tipografia da cui sono editi due giornali : Echos de la mission e Hlabar tobang.

Seminaristi maggiori 13, minori 14. Il Vangelo viene predicato liberamente e i pagani sono ben disposti verso la religione cattolica.

BibL.: AAS, 24 (1932), pp. 264-65: Arch. di Prop. Fide. pos. prot. n. 3809/49; MC, 1950, p. 279. Edoardo Pecorain

KÖPFLL, Wolfang. - Teologo e riformatore protestante, n. a Hagenau in Alsazia nel 1478, m. a Strasburgo il 4 nov. 1541. Studiò nelle Università di Ingolstadt (1505), e di Friburgo in Brisgovia, dove ebbe la licenza in teologia nel 1511, la laurea in diritto canonico dopo il 1520 . Dal 1512 esercitò l'ufficio di predicatore in Bruchsal (diocesi di Spira) e poi a Basilea dove fu anche professore di teologia e dove conobbe Erasmo e Zwingli, facendosi propagatore dei primi scritti di Lutero.

La sua evoluzione interiore verso le nuove dottrine era in pieno corso quando nel 1520 passò ai servizi dell'arcivescovo elettore di Magonza, Alberto di Brandeburgo, come predicatore di sorte e cancelliere. Influenzo cosí l'atteggiamento del cardinale, ancora indeciso nei riguardi dei riformatori, e poi, chiarendo la sua posizione nel 1523, si ritirò dalla corte, prendendo possesso della prepositura di S. Tommaso in Strasburgo, che aveva ottenuta da Leone X nel 1521. Questa fu il centro della sua attività riformatrice nella città e nella regione. In seguito ebbe al fianco di Buzer una parte importante nell'introduzione della riforma protestante in Svizzera (disputa di Berna nel 1528, Sinodi di Berna del 1532 e del 1537), nelle trattative fra i novatori svizzeri e i teologi di Wittenberg, e prese parte con i capi protestanti a varie diete dell'Impero, specialmente a quella di Augusta nel 1530 (K. è uno degli autori della Confessio tetrapolitana) e a quella di Ratabona nel 1541. Intollerante verso i cattolici, si mostrò molto tollerante e conciliativo verso le diverse correnti protestanti, prestandosi per il suo carattere elastico alle più svariate trattative. La sua opera fu più nell'azione riformatoria e diplomatica che negli scritti, i quali si distinguono in scritti latini, opuscoli tedeschi e lettere.

BibL.: J. W. Baum, K. und Butzer, Strasburgo Reformatoren, Elberfeld 1860, passim (con catalogo delle opere); F. Kalbaff, W. K. im Dienste Erzbischofs Albrecht von Mainz, Berlino 1907; G. Wolf, Quellenkunde der deutschen Reformationsgeschichte, II, II, Gotha 1922, pp. 39-41; bibl. completa in K. Schottenloher, Bibliographie zur deutschen Geschichte im Zeitalter der Glaubensspaltung, I, Lipsia 1933, coll. 111-12; V. ivi 1939, coll. 45-46. Igino Rogger

KOPP, Georg von. - Cardinale, n. a Duderstadt il 25 luglio 1837 , m. a Troppau, ora Opava, il 4 marzo 1914. Ordinato sacerdote nel 1862, e nominato direttore di una scuola di magistero femminile, si occupò di problemi pedagogici e di politica scolastica.

Subi persecuzioni da parte del governo prussiano nell'epoca del Kulturkampf; ma poi, finita la lotta tra Chiesa e Stato, prese parte alla vita politica del paese quale membro della Camera dei signori di Prussia (dal 1886), svolgendo opera di conciliazione tra i due poteri. Conciliante si mostrò anche, quale membro della Camera dei signori e della Dieta della Slesia austriaca, verso i Polacchi, opponendosi alla legge prussiana per l'espropriazione della loro proprietà terriera. Fu anche membro della Conferenza internazionale per la protezione degli operai del 1890 e di quella per la riforma dell'istruzione superiore di Prussia. Vescovo di Fulda nel 1881, principe vescovo di Breslavia dal 1887, fu nominato cardinale da Leone XIII nel 1893 e, come tale, fu a capo dell'episcopato germanico fino alla sua morte.

BibL.: R. Ditrich, Kord. G. K., Breslavia 1912; A. Arndt, G. Kord. K., ivi 1914. Michele Lecce

## Page 462

KOPYSTENSKIJ, Zacharija. - Il più importante polemista russo meridionale anticattolico ed antiprotestantico del sec. xvir, m. il 21 marzo 1627. Dal 1624 fu archimandrita del celebre monastero "Pečerskaja Larra", presso Kiev. Lottò per l'autonomia del suo monastero e fece stampare molti libri. Pubblicò nel 1619, contro gli errori dei protestanti, la sua Kniga o vere ("Libro sulla fede»). La sua opera principale è però quella contro gli uniti con la Chiesa cattolica, in cui risponde alla Defensio unionis Ecclesiarum (Vilna 1617) dell'archimandrita unito Leone Krevza (poi arcivescovo di Smolensk, 1625-39).

L'opera, composta in russo meridionale (1621-22), è intitolata Palinodia ovvero libro di difesa della cattolica, santa, apostolica Chiesa orientale e dei santi patriarchi, e dei rami e greci cristiani. L'opera nella quale svolge, con mentalità antiscolastica, la sua concezione "orientale" sull'unità della Chiesa, è divisa in 4 parti. K. tenta di mostrarvi come la Chiesa russa non sia mai stata soggetta a Roma, e sostiene l'invalidità dell'Unione di Brest. L'opera fu pubblicata soltanto da P. A. Glltebrandt in Russhnja Istoriceshaja Biblioteka, vol. IV (1878), coll. 313-1200. E rimasta inedita un'altra opera di K. sull'unità della Chiesa.

BibL.: B. Z. Zavitnevic, La Palinodia di Zaccaria K., ed il suo luogo e momento nella storia della letteratnru polemica della Rustiu occidentale, nei secc. XVI e XVII (in russo), Varsavia 1883; articolo Zacharija K., in Rusielopedin teologica artodossa (in russo). V. Pietroburgo 1904, col. 673-76.

Bernardo Schultze
KORHOGO, prefettura apostolica di. - Nella parte settentrionale della Costa d'Avorio, eretta in prefettura apostolica nel 1911, staccandone il territorio dal vicariato della Costa d'Avorio, oggi Abidjan (v.); ha una superfice di 148.52 mathrm{I} mathrm{kmq}. ed una popolazione di 1.000 .000 di ab.

Il cammino dell'apostolato vi è piuttosto lento, dato il feticismo, che vi ha una forte organizzazione, il grande influsso dell'islamismo e la poligamia. La missione è diretta dai padri della Società delle missioni africane. I cattolici sono r1.021 e i catecumeni 3010 (1949), distribuiti in 10 quasi parrocchie, I stazione primaria e 315 secondarie. Vi lavorano 22 padri ed un fratello delle missioni africane, e 17 suore europee, coadiuvati da 104 catechisti indigeni. Le scuole sono 13 , tutte primarie, con 901 allievi, 4 orfanotrofi con 80 bambini e 9 dispensari.

BibL.: AAS, 3 (1911), pp. 653-54; Etat de la Socièté des missions africaines, 1939-40, Lione 1939, pp. 57-63; MC, 1950, p. 202; Arch. di Prop. Fide, pos. prot. n. 4894/49.

Giovanni B. Tragella
KORIUN. - Storico armeno del sec. v, autore di una biografia di Mastotz, l'inventore dell'alfabeto armeno e suo maestro.

Benché le notizie che tramanda siano frammentarie, il libro ha notevole importanza, essendo K. forse l'unico contemporaneo di Mastotz che narra l'invenzione dell'alfabeto. La lingua della biografia, eminentemente classica, ha però caratteristiche proprie, e forma con Agatangelo e Fausto da Bisanzio un gruppo a sé.

BibL.: Ed. crit. di G. Fendeglian con studio introduttivo, Gerusalemme 1930; vers. tedesca, Tubinga 1841; trad. francese: V. Langlois, in Collection historique des anciens et modernes orm., II. Parigi 1870; N. Adontz, K., in Handes Aussorya, 1927, pp. 273. 395; 1928, p. 76 .

Cirillo Kibarian
KOROSEC, Anton. - Sacerdote ed uomo politico sloveno, n. a Sv. Jurig sulla Scavnica in Stiria nel 1872, m. a Belgrado il 14 dic. 1940. Nel 1906, eletto rappresentante del partito del popolo sloveno, entrò nel Parlamento austriaco, dove rimase fino alla caduta della monarchia asburgica.

A lui si deve la famosa "dichiarazione di maggio" ( 30 maggio 1917), nella quale si auspicava l'unione degli Sloveni, dei Croati e dei Serbi in una comunità statale libera e democratica, che riconosceva la sola sovranità personale degli Asburgo. Presidente del Consiglio nazionale di Lubiana e Zagabria, dopo la caduta della mo-
narchia strinse con Pasic il "patto di Ginevra", che dava vita al nuovo Stato serbo-croato-sloveno (SIIS). Partecipò più volte al governo e nel 1928 ne ebbe anche la presidenza. In seguito, essendo stato sciolto il Partito sloveno del popolo per l'aggravarsi dei contrasti tra SerbiCroati da una parte e Sloveni dall'altra, passò all'opposizione, e nel 1932 fu condannato al confino del regime dittatoriale, istituito dai Serbo-Croati. Ritornò dopo l'uccisione di re Alessandro, essendosi associato al cordoglio nazionale e riebbe (1935) il Ministero dell'interno con la Presidenza del Senato.

BibL.: anon., s. v. in Enc. Ital., XX, p. 262.
Michele Lecce
KORTLEITNER, Franz NavER. - Al secolo Josef, esegeta, n. a Bressanone il 21 genn. 1863, m. a Innsbruck il 2 ott. 1939. Entrò nell'Ordine dei Premostratensi a Wilten (Innsbruck) nel 1881; sacerdote nel 1885 , nel 1888 divenne professore di S. Scrittura e nel 1935 fu nominato consultore della Pontificia commissione biblica.

Le più importanti delle opere che K. indefessamente pubblicò nei lunghi decenni dei suoi studi, sono: Archaeologia biblica (Innsbruck 1907, 2^{text {a }} ed. molto accresciuta 1917); Hermesentica biblica (ivi 1923). Con i is volumi della sua collezione Commentationes biblicae, K. diede utili e dotte monografie sul Vecchio Testamento, tra cui: Formae cultus Mosaici (Innsbruck 1917; 3^{text {a }} ed. 1939); Israëlltarum in Aegypto commoratio (ivi 1930).

Tutti gli scritti di K. eccellono per solidità di dottrina, chiara disposizione, stile accurato; aprono la via a tutti coloro che aspirano a una soda erudizione biblica.

Bibl.: M. Deleor, s. v. in Dib, V. coll. 196-97.
Urbano Holzmeister
KORUM, Michael Felix. - Vescovo, n. il 2 nov. 1840 a Wickersweier presso Colmar, m. il 4 dic. 1921 a Treviri. Compiuti gli studi ad Innsbruck, fu ordinato sacerdote nel 1865 a Strasburgo ed insegno in quel piccolo seminario filosofia e teologia. Nel 1881 divenne vescovo di Treviri. Riaprì nel 1886 il Seminario Feliciano, che ampliò.

Nel 1890 costituì una commissione di esperti per sfatare l'interpretazione esposta nel 1876 dal Wilmowsky sulla Santa Tunica, reliquia di Cristo conservata a Treviri. La commissione dichiarò che l'esame della reliquia non aveva portato a nessun risultato che fosse in contraddizione con le antichissime tradizioni ed il vescovo K. pertanto ordinò l'esposizione della reliquia stessa. Oltre un milione di pellegrini convennero in tale occasione a Treviri e si ebbero, come lo stesso K. narro, varie guarigioni miracolose. Sorto nel 1903 un conflitto tra il vescovo ed il governo prussiano per l'insegnamento religioso, il card. Kopp funse da mediatore: il K., che vide in tale intervento a lui non del tutto favorevole una condanna del suo operato, offrì le proprie dimissioni alla S. Sede, ma esse furono respinte. K. ebbe una parte di primo piano nella questione dei sindacati, sostenendo l'impossibilità per i lavoratori cattolici di essere membri di associazioni confessionalmente agnostiche. Alla fine della prima guerra mondiale si prodigò a favore del territorio della Saar.

Bibl.: L. Kaas, s. v. in Staatslexikon, III, coll. 580-83. Silvio Forlani
KOŚCIUSZKO, Tadeusz. - Patriota polacco, n. a Mereczowszczyźna il 4 febbr. 1746, m. a Soletta (Svizzera) il 20 ott. 1817. Protetto dagli Czartoryski, poté frequentare a Varsavia la scuola dei cadetti, uscendone ufficiale. Si perfezionò poi a Parigi, dove, nel clima illuministico della capitale francese, si fecero strada in lui quelle idee democratico-umanitarie, quella fede nel progresso e in un miglioramento dell'umanità che non lo abbandonarono più.

Complicazioni sentimentali lo condussero negli Stati Uniti (1776), dove si arruolò come colonnello del genio,

## Page 463

distinguendosi per doti morali e per abilità tecnica, tanto da raggiungere il grado di comandante in capo del corpo degli ingegneri dell'esercito meridionale. Il suo soggiorno negli Stati Uniti e il suo contatto con la società americana rafforzarono in lui la già chiara coscienza democratica.

Così, dopo il suo ritorno in patria ( 1784 ), all'indomani dell'infelice campagna del 1792 contro i Russi e della seconda spartizione della Polonia, K. apparve a quanti anelavano alla riscossa come la persona più adatta a convogliare verso un unico scopo, la lotta contro i Russi, tutte le classi sociali. Il 23 marzo 1794 K. prese a Cracovia il comando dell'insurrezione, che si estese a tutta la Polonia e ottenne successi a Raclawice, a Zmude, a Varsavia e a Vilna, mentre con opportuni provvedimenti a favore dei contadini (abolizione, in parte, della servitù della gleba, diminuzione delle corvées ai contadini combattenti, ecc.) riusciva a far affluire forse fresche fra le file degli insorti. I Russi di Suvorov, dopo i rovesci subiti, presero l'offensiva e insieme coi Prussiani di Fersen batterono i Polacchi nelle successive battaglie di Szczekociny ( 6 giugno) e di Maciejowice ( 10 ott.), dove K., gravemente ferito, cadde in mano dei Russi, mentre si a nov. Varsavia capitolava. K., condotto prigioniero a Pietroburgo, fu messo in libertà da Paolo I alla fine del 1796 e da allora rimase praticamente inoperoso e politicamente isolato, salvo un ultimo colloquio nel 1815 con Alessandro I, ritirandosi a Soletta.

Biss., A. W. W. Evans, Memoir of T. K., Cincinnati 1883; T. Korzon, K., Cracovia 1894; A. M. Skalkowski, K. to twieble moreszeh badas ( K. alla luce di nuove ricerche ). Poznan 1924; id., Z dziejów iwiorcileji 1794 mathrm{v}. (1 Dalla storia dell'insurrezione del 1794 v). Varsavia 1926; M. Haiman, K. in the americam revolution, Nuova York 1943; A. Prochniß, Demokracja Kościuszhatesha, (1 La democrazia di K. o), Varsavia 1946; H. Miesidaus, K., 2 voll., Nuova York 1946; Z horespondencji Kościuszhi 1790-1817 ( = Dalla corrispondenza di K., 1790-1817 0, a cura di L. Skalkowski, Varsavia 1946; M. Haiman, K. leader and exile, Nuova York 1946.

Angelo Tamborra
KOSSUTH, Lajos. - Patriota ed uomo politico, n. a Monok nell'Ungheria settentrionale il 17 sett. 1802, m. esule a Torino il 20 marzo 1894. Brillante oratore, avvocato e giornalista, venne arrestato nel 1837 per la clandestina divulgazione dei rendiconti dell'Assemblea, proibiti dalla censura di Metternich. Amnistato, assunse nel 1841 la direzione del quotidiano Pesti Hirlap, dove combatté per la riforma dell'antica costituzione secondo i concetti del liberalismo nazionale. Sostenne aspre polemiche con il conte Stefano Széchenyi, capo della corrente moderata dei riformisti, il quale riteneva più prudente contenere le aspirazioni nazionali nei limiti del campo economico e culturale per non esporre il paese ad una guerra civile.

Ministro delle finanze nel marzo 1848 , fu osteggiato dall'ala sinistra dei radicali; nel luglio riuscì a procrastinare l'ulteriore invio di soldati ungheresi in Lombardia e nell'ott. 1848 richiamò i suoi compatrioti dall'esercito di Radetzky. Quando la Corte di Vienna revocò le libertà costituzionali e suscitò una guerra di razze e di nazionalità per soffocare il moto ungherese, K., capo del «Comitato per la difesa della patria», creò un esercito che sconfisse gli Austriaci, che chiamarono le truppe dello Zor.
K. concluse un'alleanza con Manin e preparò, con il concorso della legione italiana organizzata in Ungheria, una spedizione per liberare Venezia dall'assedio; ma soprattutto, il gen. Arturo Goerghey depose le armi il 13 ag. 1849 ed il K. riparò in Turchia.

Nel 1850 K. entrò in corrispondenza con Mazzini e aderì al programma democratico, riservando al popolo ungherese la scelta della futura forma del governo. Recatosi in Inghilterra ed in America, quale campione delle libertà costituzionali e della nazione magiara oppressa dallereazione, nell'estate del 1852 si stabilì a Londra e vi sostenne l'opportunità di concordare i moti del Risorgimento italiano con una nuova insurrezione in Ungheria.

Nel 1859, staccatosi da Mazzini, si recò da Napoleone

III, da Vittorio Emanuele II e dal principe Girolamo Bonaparte per indurli ad allargare le operazioni belliche sulle coste dalmate allo scopo di liberare anche l'Ungheria. Deluso dall'amnistato di Villafranca, ritornò a Londra; ma nel sett. 1860 a Torino strinse accordi con Cavour, offrendo il concorso della legione ungherese per la liberazione del Veneto, mentre i generali fuorusciti, Törr e Klapka, preparavano uno sbarco di Garibaldi alle foci del Danubio per fare insorgere l'Ungheria attraverso la Transilvania.

Dopo il compromesso del 1867 tra l'Ungheria e la dinastia asburgica, nella famosa lettera Cassandra indirizzata a Francesco Deák, artefice dell'accomodamento, condannò il regime dualistico a previde l'inevitabile crollo della monarchia austroungarica. Eletto deputato, rifiutò l'invito a rimpatriare e rimase in Italia fino alla morte.

Alla sua opera si deve, fra l'altro, se i contadini ungheresi poterono ottenere legalmente nel 1848 la proprietà di quelle terre che fino ad allora avevano coltivato per conto del feudatario. Per suo merito l'insurrezione ungherese del 1848-49 non degenerò in eccessi rivoluzionari. Proclamata la decadenza degli Asburgo dalla corona ungarica ( 14 apr. 1849), K. evitò la instaurazione della repubblica che avrebbe scisso l'unità nazionale. Pur essendo protestante, dimostrò deferenza per la maggioranza cattolica del suo paese.

Biss., Opere: Saucenirs et écrits de mon exil, Parigi 1880. Studi: F. Bettoni-Cassago, Gli italiani nella guerra d'Ungheria 1848-49, Milano 1887; L. Chiala, Politica segreta di Napoleone III e di Ciccone (1838-61), Torino 1895; Ch. Sprenton, Palmerston and the hungarian revolution, Oxford 1919; M. Menglioti, Luigi K. nel suo carteggio con Giuseppe Mazzini, Roma 1921; A. Vigevano, La legione ungherese in Italia (1839-67), Roma 1924; E. v. Worthaimer, Ludwig K. in America (1831-52), in Preussiche Jahrbücher, 1925, pp. 237-81; St. Hajnal, A K.-emigráció Törökörcségban, Budapest 1927; E. Kastner, Mazzini e K., Firenze 1929; A. Berzovicsy, Gli esuli ungheresi nella seconda metà del sec. XIX, in Rassegna stor. Risorg., it., 19 (1932), p. 182 sgg.; C. A. Ferrario, Storia del Regno d'Ungheria in relazione con la storia italiana, Napoli 1933; E. Kastner, Il contributo ungherese nella guerra del 1879, Firenze 1934; G. Falcone, Italia e Ungheria nel Risorgimento, Palermo 1940; D. Jannossy, A K.-emigráció Angliában és Amerilíában, Budapest 1940; S. Markus, Luigi K. e i titilliani nel 1848, Palermo 1948; id., I surdi del Risorgimento e l'Ungheria, Cagliari 1948; L. Piasstor, La guerra d'indipendenza italiana nel 1848 e il problema dei soldati ungheresi in Italia, Milano 1948: cf. inoltre lo studio di G. Péterffy sul clero ungherese nel 1848 in L'ostercatore romano, 23 gonn. 1949, n. 18; S. Markus, La missione del coniato Marcello Cerruti nel 1849, Roma 1950.

Stefano Markus
KOTTAR, diocesi di. - Suffraganea di Verapoly, fu dismembrata dalla diocesi di Quilon ed affidata al clero secolare indiano il 26 maggio 1930. E situata nell'estremo lembo dell'India che s'affaccia sull'Oceano Indiano. Confina con detto Oceano e con le diocesi di Quilon, Cochin e Tuticorin. Nel 1544 vi passò s. Francesco Saverio e cominciò allora quel movimento di conversioni che s'intensificò in seguito per lo zelo dei Gesuiti sotto la giurisdizione del vescovo di Cochin. A K. esiste una chiesa costruita su un'area santificata dai miracoli del Saverio e meta di pellegrinaggi.

La diocesi ha una superficie di kmq. 1655 ed una popolazione di 790.046 mathrm{sfr} ., quasi tutti di stirpe e lingua tamulica. Di essi 483.636 sono induisti, 56.638 maomettani, 102.318 protestanti, 148.321 cattolici con 924 catecumeni. E divisa in 4 vicariati forzoni, 46 parrocchie, 1 stazione primaria e 112 secondarie. I sacerdoti secolari sono 57 , coadiuvati da 6 carmelitani di stretta osservanza e altrettanti fratelli laici, 2 sacerdoti terziari carmelitani di Manjumel e 3 fratelli della Congregazione missionaria di S. Francesco d'Assisi. Le suore sono 169 (quasi due terzi indiane), appartenenti a diversi istituti religiosi. La diocesi mantiene un seminario minore con 41 alunni; 20 chierici attendono agli studi filosofici e teologici fuori della diocesi. In 84 scuole elementari vengono educati 15.949 alunni e in 17 scuole medie di vari gradi zooe studenti. Vi sono scuole industriali normali e i tipografia.

## Page 464

![img-6.jpeg](img-6.jpeg)

Kotrar, diocesi di - Villaggio cristiano.
Le opere di carità sono rappresentate da 3 orfanotrofi i asilo per vecchi. Varie e fiorenti le confraternite, le associazioni pie e d'Azione Cattolica.

BibL.: Catholic directory of India, Pohistan, Burma and Ceylon, Madras 1948, pp. 484-92; Archivio di Prop. Fide, Relatia quinguennalis 1945-50, pos. prot. n. 20577/90; id., Prospectus status minimis 1930, pos. prot. n. 3812/30; MC, 1950, p. 230. Pompeo Borgna
KOTTAYAM, diocesi di. - Malabarese di rito orientale nell'Indostan, suffraganea di Ernakulam, eretta a vicariato apostolico il 20 maggio 1887 , ed a vescovato il 21 dic. 1923.

Fedeli 43.548 , sacerdoti 86 , chiese e cappelle 51 . Un monastero con 15 religiosi carmelitani, 9 conventi con 141 religiose, 45 scuole e varie opere di carità.

BibL.: Servizio Informazioni Congr. Orientale, 11 (1947), foglio 2; Annuario Pontificio, 1951, p. 234. Guglielmo de Vries

KOVNO : v. kaunas, diocesi di.
KOZMINSKI, Waclaw (Onorato). - Cappuccino con il nome di p. Onorato, n. a Biala Podlaska in Polonia il 16 ott. 1820, m. a Nowe-Miasto il 16 dic. 1916. Mentre si dedicava agli studi subí l'influsso della corrente incredula, ma durante un grave attacco di tifo ricuperò la fede. Fu in carcere un anno per una falsa accusa di partecipazione a congiure politiche e dopo la sua liberazione condusse una vita di penitenza. Finiti gli studi di architettura nel 1858 entrò fra i Cappuccini. Ordinato sacerdote lavorò a Varsavia, Zakroczym e Nowe-Miasto.

Eccellente predicatore, confessore e direttore spirituale di grande esperienza, ebbe a dirigere migliaia di anime. Tradusse molte opere moriane e francescane. Fondò e diresse congregazioni religiose per uomini e donne, i cui componenti, eccetto le suore Feliciane, le Cappuccine e le Serafine, non usavano nessuno abito
religioso, per avere più facile influsso morale ed educativo ed anche per evitare le persecuzioni del governo russo, che in quel tempo vietava l'esistenza delle congregazioni religiose.

Sono iniziate le pratiche per la beatificazione.
Alessandro Boltiac
KRAKÓW : v. Cracovia, diocesi di.
KRASICKI, Ignacy. - Scrittore polacco, n. a Dubieck il 3 febbr. 1735, m. a Berlino il 14 marzo 1801. Di nobile famiglia, prese gli Ordini sacri, divenne membro del Senato di Polonia, cappellano di corte, e a trentadue anni vescovo.

La sua opera di scrittore testimonia della versatilità del suo ingegno e della sua genialità. Limpido prosatore, ebbe un'attività giornalistica di cui rimane traccia in articoli critici, racconti e romanzi. Pubblicò una Storia universale della poesia e un'Enciclopedia universale, interamente da lui redatta, la prima del genere in Polonia. Ma la fama del K. è specialmente legata alla sua poesia, perfetta di ispirazione e di forma, alle Sotire di classica bellezza e alle Favole argute, gioielli in cui rivela il sorridente e indulgente scetticismo che ebbe nei riguardi degli uomini. Il K. è pure autore di poemi, fra cui la Monachomachia; tradusse l'Yutareo e l'Odisson. Profondo influsso esercitò sul rinnovamento culturale della Polonia, riportando la letteratura, decaduta nel sec. xvir, all'altezza del secolo d'oro, e preparando così la via ai grandi scrittori del Romanticismo.

BibL.: I. Chrzanowski, Z dziejów satiry polshiej, Varsavia 1909; J. Kleiner, Krwischiego bajki, ivi 1925; L. Bernacki, Kreciciana, Cracovia 1927.

Marina Bersano Begey
KRASINSKI, Zygmunt. - Poeta polacco, n. a Parigi il 18 febbr. 1812, m. ivi il 23 febbr. 1859, fu uno dei tre maggiori romantici della sua nazione. Ebbe vita infelice sin dalla prima giovinezza, strasciata dall'interna lotta fra la devozione filiale e il sentimento patrio: il padre, generale napoleonico passato al servizio della Russia, era legittimista; Z. invece soffriva profondamente di tutte le sventure causate alla Polonia dall'oppressione zarista. Costretto a diciassette anni a lasciare Varsavia per l'ostilità dei compagni di università, andò all'estero, né il padre gli permise di tornare in patria quando scoppio l'insurrezione del 1830.

Quel che la rinunzia all'azione costò al giovane è espresso in una lettera, in cui invoca la pietà del Cristo, che solo può comprenderlo. Tuttavia non si ribellò; visse in esilio in Francia, Germania e Italia. Sposò per l'inflessibile volontà paterna Isabella Branicka, mentre il suo cuore era pieno di amore per Delfina Potocka, e questo rattristò anche più profondamente la sua vita, minata nella fragile salute. L'opera del K., che egli pubblicò con lo pseudonimo di "poeta anonimo della Polonia" riflette le sue tragiche esperienze interiori nel conflitto fra i suoi sentimenti di cristiano e di polacco. In un tempo in cui ribollivano con le aspirazioni nazionali gli odi e le lotte cruente, e ovunque le alte finalità contrastavano con i mezzi brutali da cui il K. aborriva, egli esveo dolorosamente il suo cammino, salendo dalla desolazione delle tenebre alla luce della fede e dell'amore. Nella Nieboska Komedja egli descrive con spirito profetico le lotte sociali che appena si andavano delineando; in Iridjan ("Iridione") il greco odiatore di Roma, che invano ha cospirato per distruggerne la potenza, abbandona l'anima sua al principe delle tenebre perché gli conceda di vederla un giorno in rovina; quando, dopo sei secoli, si risveglia, comprende che non l'odio, ma l'amore dei cristiani delle catacombe che vivevano di preghiera e di martirio ha trionfato di quella potenza che pareva invincibile; per l'intercessione di una vergine cristiana anche l'anima sua sarà salva, e Iridione rinascerà in Polonia. Una luce di speranza per il mondo oppresso del dolore brilla in Przedśsait ("L'alba"), poemetto tra i più perfetti della letteratura polacca, in Trzy mysly H. Ligenzy ("Tre pensieri di E. Ligenza»), nei Psalmy przys-

## Page 465

złości (s Salmi dell'avvenire s), e in genere nelle sue liriche. L'opera del K. è vasta e comprende anche altri poemi e romanzi giovanili. Fu pubblicato postumo il Niedohoriczony poemat (o Poema incompiuto s); e cosil le Listy (o Lettere s), di grande bellezza. Gli scritti del K., volta a volta drammatici, lirici, simbolici, hanno un forte contenuto filosofico ispirato all'hegeliano Cieszkowski, che spiegò la storia dell'umanità in un grande commento al Pater.

BibL.: G. Sorrazin, Le poite anonyme de la Pologne, in Les grands poites romantiques de la Polngue, Parigi 1906, pp. 263-37; J. Kleiner, Z. K., Leonoli 1912; M. Bersano Begcy, Pagine di vita e d'arte romana in S. K., Roma 1931. Marina Bersano Begcy

KRAUS, Franz-Xaver. - Sacerdote, archeologo, storico, letterato, n. in Treviri il 18 sett. 1840, m. a S. Remo il 12 dic. 1901. E il più grande archeologo e storico cattolico che abbia avuto la Germania nel secolo passato : è detto il De Rossi tedesco.

Ordinato sacerdote nel 1864 , l'anno seguente ottenne la laurea di dottore nell'Università di Friburgo in Brisgovia. Esercitò anche il ministero pastorale a Phalzel presso Treviri; quindi, nel 1870 , si trasferì a Roma, dove contribuì notevolmente allo sviluppo dell'Istituto archeologico germanico, entrando in relazione con i più noti cultori di studi storici e archeologici, specialmente con G. B. De Rossi. Nel 1872 passò come professore di Storia dell'arte nell'Università di Strasburgo, e nel 1878 in quella di Friburgo in Br., avendo la cattedra di storia ecclesiastica. Il K. si occupò anche di letteratura italiana e di politica, con tendenza verso il liberalismo cattolico francese. Numerosissimi e vari sono gli scritti del K., di cui si ricordano le opere principali: Die christliche Kunst in ihren frühesten Anfängen, mit besonderer Berück. sichtigung der neustes Resultate der Katahomben (Lipsia 1872); Lehrbuch der Kirchengeschichte (Treviri 1872-73); Roma sotterranea, Die römischen Katahomben (Friburgo 1873); Kunst und Altertum in Elsass-Lothringen (Strasburgo 1877-92); Real-Encyhlopädie der christlichen Altertümer (Friburgo in Br. 1882-86); Die christlichen Inschriften der Rheinlande, I: von den Anfängen des Christentums bis zur Mitte des 8. Jahrhunderts e II: bis zur Mitte des 13. Jahrhunderts (Friburgo in Br. 1892-94); pubblicò anche uno studio su Dante, la sua vita e la sua opera, e uno sulle illustrazioni di Luca Signorelli per la Divina Commedia di Dante; inoltre due volumi di saggi nei quali trattò anche di F. Petrarca e A. Rosmini; notevoli sono le sue lettere di politica ecclesiastica.

BibL.: K. Braig, Zur Erinnerung an F. X. K., Friburgo in Br. 1902; K. Künstle, F. X. K., in Revue d'hist. eccl., 3 (1902), p. 431 sgg.; E. Hausviller, F. X. K., ein Lebensbild aus der Zeit des Reformhatholizismus, Monaco 1904 (con fine tendenzioso), 2² ed. ivi 1902; H. Leclercq, s. v. in DACL, VIII, 1, coll. 834-73. Carlo Carletti

KRAUS, Johann. - Gesuita boemo, missionario ed architetto in America, n. a Pilsen il 19 giugno 1664, m. a Buenos Aires nel 1714. Ricevuto l'anno 1689 nella Compagnia di Gesù in qualità di fratello coadiutore, passò nel 1698 alla provincia del Paraguay.

Vi esercitò la sua arte nelle riduzioni di Yapeyú, S. Tomé, S. Miguel e principalmente S. Juan, dove aiutò il p. A. Sepp nella fondazione del villaggio e costruì una grande chiesa. Più importanti le sue opere fuori delle riduzioni, a Córdoba nel Tucumán (casa del noviziato e collegio detto di Monserrat, continuato poi da altri sui suoi disegni) e a Buenos Aires. Dovendo ricostruire (salvo la facciata) la grande chiesa di S. Ignazio a Buenos Aires, vi seguì da vicino la pianta del Gesù di Roma. Gli storici dell'arte argentina lo considerano come uno dei maestri più insigni dell'architettura coloniale nel loro paese.

BibL.: A. Huonder, Deutsche Jesuitenmissionäre des 17. u. 18. Jahrhunderts, Friburgo in Br. 1899, p. 142; G. Forlong e C. Leonhardt, Tres pioneers de la civilización nacional: 7. K., 7. Klausner e E. Peschke, in Estudios, Buenos Aires, 20 (1921), pp. 34-36; E. Wernicke, Una carta del p. Sepp, con motivo de la muerte del hermano 7. K., in Amnario de historia argentina, ivi 1940. pp. 360-64; V. D. Sierra, Los Jesuitas germanos en la conquista espiritual de Hispano-America, ivi 1940, pp. 260-63, 396; G.

Furlong, Arquitectos argentinos durante la dominación hispánica, ivi 1946, pp. 126-38; J. L. Pagano, El templo de S. Ignacio (Documentos de arte argentina, 22), ivi 1947. Edmondo Lamalle

KREMSMÜNSTER. - Abbezia benedettina nell'Austria superiore (diocesi di Linz), con 26 parrocchie incorporate, ginnasio, osservatorio astronomico, convitto, casa di esercizi, fra le più celebri come sede di studio e di educazione.
K. fu fondata da Tassilone III, duca di Baviera, nel 777, all'esplicito scopo di coltivare e civilizzare i territori incolti di quella regione, allora marca bavarese. La primitiva chiesa del S.mo Salvatore fu dedicata il 9 nov. dello stesso anno; il primo abate fu Fater, cappellano di Tassilone, monaco di Mondsee, da dove provenivano i primi monaci. Per molti secoli vero faro di civiltà, K. ebbe un temperaneo oscuramente all'epoca delle incursioni magiare. In questo tempo passò ai vescovi di Passavia (Eigenkloster), ma ca. il rorj sotto l'abate Sigmann riprese la sua indipendenza, abbracciando la riforma di Gorze. I secc. XI-XII segnano l'apice dei suoi sviluppi : si ricostruì la chiesa in stile romano-gotico, si istituirono uno scriptorium ed una scuola rinomata. Altra magnifica rifioritura si ebbe nei secc. XVII-XVII: si eresse il ginnasio (1549), il primo istituto sui generis in Austria, si trasformò la chiesa in stile barocco come tutto il monastero, si fondò un museo, l'armeria, si creò per la biblioteca una magnifica aula. Essa contiene più di 100.000 volumi, 1800 manoscritti e ca. 800 incunaboli. Da notare i due codices millenarii, preziosi evangeliani carolingi. Molto originale è il vivaio di pesci, con 5 compartimenti ( 1690-1715 ) e la "torre matematica" (1748-60). Giuseppe II non soppresse K.; ciò fece invece il nazismo (1941-45), che lo trasformò in museo nazionale di arte sacra. Tra i monaci più celebri si devono ricordare: Bernardo Norico (sec. XII), storiografo; Simone Rettenbacher (1643-1706), considerato l'uomo più dotto della Germania del suo tempo, bibliotecario, storico, poeta; Ignazio Schüch, moralista, (1823-93), il cui Handbuch der Postorathheologie ebbe 20 edizioni. Fra le cose d'arte più insigni si devono indicare: il calice di Tassilone, opera pregevolissima di arte anglosassone, fatta eseguire per la sua famiglia in Inghilterra ca. il 760 e donato all'atto della fondazione; il monumento di Guntero, figlio leggendario di Tassilone, enorme scultura in pietra dura colorata, ca. del 1300.

Seguendo l'appello di Pio XI (1922) per le opere sociali e caritative, sorse e prese forma cononica sotto l'egida dei monaci di K. l'Opera di Subiaco, cioè la Congregazione delle Suore oblate benedettine del Cuore
![img-7.jpeg](img-7.jpeg)
(da Pisma Zygmunta Krasinskágo. a cura di J. Grabch. Graewese 168, tom. II Krausíski, Zygmunt - Ritratto. Opera di Ary Schäfer (ca. 1893).

## Page 466

Immacolato di Maria, dedite a tutte le opere di carità sociale nelle parrocchie, con apposita casa-madre presso K., scuola superiore di carità sociale, casa di esercisi e di formazione per le donne di servizio parrocchiali. Le suore già sono in attività in molte parrocchie. - Vedi tav. XLVII.

BibL.: Cotineau, I, coll. 1229-30; Th. Dorn, Abriss der Baugeschichte K. r. Linz 1029; K. Werner, K. in Wort und Bild. Stey 1929; K. Holter, Die Wiegendreche des Stiften K.t. Linz 1947; N. Schachinger, Das Werk Subiaco, in Bencdiktinisches Mbachtum in Österreich, ed. H. Tausch, Vienna 1949, p. 300 sgg. R. M. Spuller, Die Benediktinerinnen des Unhefi. Herzens Maria von Subiaco, ibid., p. 304 sgg.; P. Stollenmayer, Der Tassilohclch, in Festschrift zum 400 -jährigen Bestande des öffentl. Gymnasiums der Benediktiner zu K.. Wels 1949, pp. 1-110; W. Neumüller, Zur mittelalterlichen Bibliothekgeschichte von K., ibid., pp. 262-312.

Giuseppe Lōw KRISHNAGAR, diocesi di. - La missione di K.venne iniziata a metà del secolo scorso, nell'anno 1835, per opera dei missionari del Seminario lombardo (ora Pontificio Istituto delle Missioni Estere di Milano). Eretta la prefettura apostolica del Bengala centrale il 28 giugno 1870 , per di-
![img-8.jpeg](img-8.jpeg)
stacco dal vicariato apostolico del Bengala occidentale e orientale, essa fu poi elevata a diocesi in data I sett. 1886 e costituita suffraganea, con il nome di K., della arcidiocesi di Calcutta il 7 giugno 1887. Divisa a mezzo dal Gange, con Santali a nord e Bengalesi a sud, ne fu prima evangelizzata la parte meridionale, poi i missionari concentrarono i loro sforzi in quella settentrionale, che venne distaccata il 25 maggio 1927 per erigere la diocesi di Dinajpur, affidata al suddetto Istituto. Il rimanente territorio della diocesi di K. fu tenuto per breve tempo in amministrazione dal vescovo di Dinajpur finché i Salesiani assunsero la missione nel 1928.

E situata parte nell'India e parte nel Pakistan orientale. Ha una superfice di kmq. 34.490 e confina con l'arcidiocesi di Calcutta, di cui è suffraganea, e con le diocesi di Dinajpur, Dacca e Chittagong. La popolazione raggiunge quasi gli 8.000 .000 di anime, di cui 4.500 .000 maomettani, 3.382 .000 hindú, 48.000 animisti, 12.000 protestanti. I cattolici sono 8000 ; oltre a 480 catecumeni : sono quasi tutti indigeni, agricoltori o braccianti. Una buona metà di essi sono convertiti o figli di convertiti dal maomettanesimo, gli altri vengono dall'induismo.

Il territorio diocesano è ecclesiasticamente diviso in 6 parrocchie, I stazione primaria e 14 secondarie; le chiese sono 5 , le cappelle