volume-07

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odnih vladara, Zagabria 1925, pp. 602-20; Martyr. Romanum, p. 259.

Miroslav Štumpf
LADRONI, I DUE. - Malfattori ( λ η σ τ α i ) crocifissi con Gesù «uno a destra e uno a sinistra» (Mt. 27, 38; Mc. 15, 27; Lc. 23, 33; Io. 19, 18). Sono chiamati λ η σ τ α i (Mt. 27, 38.44; Mc. 15, 27) cioè «ladri» e «assassini», oppure varkappa α × σ dot{ω} ρ γ o s (Lc. 23, 33.39) "malfattori», che non abbocrivano dal sangue a scopo di rapina. Il supplizio cui furono condannati testimonia la gravità dei loro delitti. Furono con ogni probabilità anch'essi fissati alla croce con chiodi e subirono il crurifragium: furono cioè loro spezzate le braccia e le gambe con una spranga di ferro per farli morire più celermente.

Uno di essi - molto probabilmente uno solo insultò Gesù sulla croce, mentre l'altro rimproverò il collega e si raccomandò al Salvatore (v. DISMAS), ottenendo promessa di premio ( L c 23, 39-43).

I Vangeli apocrifi pretendono di sapere qualcosa di più : ci dicono che si chiamavano Dismas e Gestas, o Duma e Tito, o Mata e Ioca, o Zaathan e Chammatha: la prima, coppia di nomi prevalse nell'uso. Sarebbero stati capi briganti; colui che fu poi il buon I. avrebbe beneficato la S. Famiglia durante la fuga in Egitto, meritando sin d'allora la promessa d'una recompensa che si verificò poi con la sua conversione sulla croce; il suo posto sul Calvario sarebbe stato alla destra di Gesù.

Bibl.: F. Pasquero, Il buon I. e la promessa di Gesù, Roma 1947, pp. 19-46, 49-60.

Fedele Pasquero
LAFAGE, JUSTE-ADRIEN. - Compositore e musicologo, n. a Parigi il 28 (secondo alcuni il 27) marzo 1801 (secondo alcuni 1805), m. ivi l'8 marzo 1862. Allievo dello Choron a Parigi e del Baini a Roma

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![img-12.jpeg](img-12.jpeg)
vla 0. Tafsell - C. H. Iogr - L. Harding. Lankisk II, Loodru 1946, Isr. 770. OGGETTI D'AVORIO INCISI.

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![img-13.jpeg](img-13.jpeg)
(Int. J. G. Van Agtnaal)
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(Inl. J. G. Van Agtnaal)
In alto: KURHAUS (ca. 1910) di Scheveningen, sobborgo della città. In basso: PALAZZO DELLA PACE (1920).

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(1828-29), fu maestro di cappella a St-Etienne-duMont a Parigi fin dal 1833; intraprese poi viaggi a scopo di studio, in Italia, Germania, Spagna e Inghilterra.

Pubblicò vari studi, tra cui il Manuel complet de musique vocale et instrumentale (Parigi 1836-38), Sémérologie musicale (ivi 1844), Histoire générale de la musique et de la danse (ivi 1844), Miscellanee musicale (ivi s. a.), notizie biografiche intorno a P. S. Mattei, Zingarelli, Baini, Choron, Donizetti, ecc.; De la reproduction des livres de plain-chant romain (Parigi 1853). Nel 1859 fondo il periodico Le plain-chant e collaborò in molti altri giornali. Pubblicò anche raccolte di musica da chiesa: Mo. tectorum Liber I (1832-35), Liber II (1837); Psalmi Vespertini quaternis vocibus cum organo (1834), ecc.

Anna Maria Gentili
LA FAYETTE, diocesi di. - Città e diocesi nello Stato di Louisiana, negli Stati Uniti d'America. La diocesi comprende le contee di Acadia, Allen, Beauregard, Calcasien, Cameron, Evangeline, Iberia, Jefferson, Davis, Lafayette, St. Landry, St. Martin, St. Mary e Vermilion.

Ha una superficie di migla quadrate 11.090 con una popolazione di 434.850 ab., dei quali 295.000 cattolici. Conta 101 parrocchie, 96 cappelle e 88 stazioni servite da 113 sacerdoti diocesani e 93 regolari, 7 comunità religiose maschili e 15 femminili, 3 seminari, 1 college, 18 high schools diocesanc e parrocchiali, 43 scuole parrocchiali; nel 1949 si ebbero 313 conversioni.

La diocesi fu creata dal papa Benedetto XV l'11 genn. 1918; primo vescovo fu mons. G. B. Jeammard; è suffraganca di Nuova Orleans. La Cattedrale è dedicata a s. Giovanni Evangelista.

BibL.: anon., s. v. in Cath. Enc., XVII (suppl.), pp. 445-46; The official catholic directory 1930, Nuova York 1950, pp. 404406 .

Enrico Josi
LA FAYETTE, Marie-Madeleine de. - Scrittrice francese, n. a Parigi nel marzo del 1634, dai Pioche de la Vergne, famiglia di piccola nobiltà, m. ivi il 25 maggio 1693.

Ricevette per volontà del padre, maresciallo e governatore di Le Havre, un'eccellente istruzione, sotto la guida del p. Rapin e di Gilles Ménage, e ben presto brillò fra la società colta dell'Hôtel de Rambouillet. Andò sposa nel 1653 al conte di La F., François Motier; entrò in relazione per mezzo della cognata (mère Angélique) con Enrichetta d'Inghilterra, di cui fu dama d'onore per un decennio. Unita di tenera amicizia a M.me de Sévigné, ne diede un Portrait (1659) ch'è il primo lavoro da lei pubblicato; seguirono alcune storie d'amore che sono fra i più profondi studi dell'animo femminile del Seicento francese: La Princesse de Montpensier (1662), Zayde (1670), La Princesse de Clèves (1678), La Comtesse de Tende (uscito postumo sul Mercure de France del 1724). Privata nel 1680 dell'amicizia del La Rochefoucauld e nel 1683 del consorte, trascorse gli ultimi anni nella consuetudine con il suo vecchio maestro Ménage e gli ecclesiastici Rancé e Duguet, attendendo a memorie sulle persone e vicende da lei avvicinate: Histoire de M.me Henriette d'Angleterre e Mémoires de la Cour de France pour les années 1688 et 1689 (postumo, 1720 e 1731).

BibL.: Edizioni: Oeuvres complètes, 3 voll., Parigi 1925-30. Studi: M. Crowford, M.me de la F. and her family, Nuova York 1908; H. Ashton, M.me de la F., Cambridge 1922; E. Magne, M.me de la F. en ménage e Le coeur et l'esprit de M.me de la F., Parigi 1926-27; F. Neri, La vera La F., in Il maggio delle fate ed altri scritti di letteratura francese, Novara 1929, pp. 101-23; H. Bordeaux, En véliont la «Princesse de Clèves», in Rev. de France, 2 (1933), pp. 552-62.

Enzo Bottosso
LAFAYETTE IN INDIANA, diocesi di. - Città e diocesi nello Stato di Indiana negli Stati Uniti. Comprende le contee di Benton, Blackford, Boone, Carrol, Cass, Clinton, Delaware, Fountain, Fulton, Grant, Hamilton, Howard, Jasper, Jay, Madison,
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(da Mocure des ouvrages amériguains comparees aux mocurs des premiers temps, II, Parigi III, p. 106; Lafitau, Joseph-François - Modo di preparare il cibo presso gli indiani d'America. Inclusione dell'edizione originale - Roma, esemplare della Biblioteca della Civiltà Cattolica.

Miami, Montgomery, Newton, Pulaski, Randolph, Tippacance, Tipton, Warren White.

Ha una superficie di 9832 miglia quadrate con una popolazione di 687.212 mathrm{ab} ., dei quali 39.088 cattolici. Conta 58 parrocchie, 56 sacerdoti diocesani e 72 religiosi, 5 comunità religiose maschili e 7 femminili, un college, 3 high schools diocesane e parrocchiali, 31 scuole parrocchiali; nel 1949 si ebbero 440 conversioni.

La diocesi fu creata dal papa Pio XII con la cost. apost. Ut sedulo studio dal 21 ott. 1944 per smembramento della diocesi di Fort Wayne, erigendo a grado e dignità di cattedrale la chiesa parrocchiale dedicata alla B. Vergine Maria e assegnandola quale suffraganca di Indianapolis.

BibL.: AAS, 38 (1945), pp. 106-108; The official catholic directory, 1930, Nuova York 1950, pp. 402-403. Enrico Josi

LAFITAU, JOSEPH-FRANCOIS. - Gesuita, missionario e scrittore, n. a Bordeaux il 1° genn. 1681, m. ivi il 3 luglio 1746. Inviato nel Canadá (1711), esercitò il suo ministero presso i Pellerossa irochesi della missione di Sault-St-Louis (Caughnawaga), studiandone attentamente gli usi, i costumi e il carattere.

Tornato in Francia nel 1617 a perorare la causa della missione e per ottenere un decreto che proibisse la vendita di bevande alcoliche agli Indiani, approfittò dell'occasione per far conoscere le qualità e l'utilità di una pianta, da lui scoperta nel Canadà: Mémoire.... concernant la précieuse plante Ging-Seng de Turiarie (Parigi 1718; cf. Mémoires de Trévoux, 1718, pp. 485-509); ma nonostante il gran chiasso sollevato intorno alla scoperta, come se si trattasse per il commercio di un nuovo filone d'oro, si finì con non conchiudere nulla, sia per la scarsezza della produzione, sia per il rinvilimento della merce, preparata con troppo rapidi processi di essiccazione. Il L. doveva tornare in Canadà (e vi era assai desiderato per la conoscenza degli Indiani e della lingua); ma lo si volle fermare in Francia, come procuratore della missione.

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Compose allora un'opera etnologica di molto valore: Moeurs des sauvages amériquains comparés aux moeurs des premiers temps (2 voll., ivi 1724; cf. ibid., 1724, pp. 15651609; 2001-29; 1725, pp. 197-239). Servendosi delle ampie informazioni fornitegli dal p. Julien Garnier, missionario per 60 anni tra gli Algonchini, gli Uroni e gli Irochesi, e aggiungendovi il frutto dei suoi studi accurati sul posto, egli diede un'opera che lo fa il vero creatore del metodo etnografico comparativo, cosi fertile di risultati nel campo della sociologia. Vi sostiene, infatti, per primo che con lo studio dei costumi e dei riti dei popoli primitivi attuali si spiegano i riti e i costumi dell'antichità classica, perché nel materiale raccolto va distinto ciò che è comune a tutti i popoli, e va perciò attribuito alla rivelazione primitiva di Dio ad Adamo, e ciò che è invece più particolare, più caratteristico, che si deve spiegare con le relazioni dirette o indirette tra i vari popoli. Altra opera di valore: Histoire des découvertes et conquêtes des Portugais dans le Nouveau Monde (2 voll., ivi 1733, cf. ibid., 1734, pp. 197225 ; 505-21).

BibL.: Sommervogel, IV, coll. 1362-63; H. Verreau, Notice biographique du p. L., nella parte introduttiva alla nuova ed. dell'opera di L. : Mémoire concernant la pricirene plante Ging-Seqg, Monreale 1858; C. de Rochemonteix, Les Yémites et la Nouvelle France au XVIIt siècle, III, Parigi 1896, pp. 384-86; A. Van Goorp, Le méthode ethnographique en France au XVIIt siècle, in Religious, moeurs et légendes, V, Parigi 1913, p. 98 sgg.; A. Kâlin, Indianer u. Urediker nach Yos. L. (1621-1725), Friburgo 1943; id., Zur Gedenkfeier des ersten Ethnologen, in Anthropos, 37-40 (1942-43), pp. 316-18; G. Cocchiara, L., i selvaggi americani e il mondo classico, in Rivista di etnografia, 1948.

Celestino Testore
LAFORÊT, Nicolas-Joseph. - Prelato e teologo belga, n. a Graide il 23 febbr. 1823, m. a Lovanio il 26 genn. 1872. Fu professore e poi rettore magnifico (1865) dell'Università di Lovanio, ove favori lo sviluppo del tradizionalismo.

Scrisse opere importanti : Dissertatio historico-dogmatica de methodo theologiae sive de auctoritate Ecclesiae Catholicae tanquam regula fidei christianae (Lovanio 1849); Coup d'oeil sur l'histoire de la théologie dogmatique (ivi 1851); Philosophie morale (ivi 1855); Dogmes catholiques exposés, prouvés et vengés des attaques de l'hérésie et de l'incrédulité (4 voll., Bruxelles 1855-59); La papauté et la civilisation européenne (Lovanio 1860); Des erreurs philosophiques contemporaines (ivi 1862); Le Syllabus et les plaies de la société moderne (ivi 1872, postuma). Pubblicò altri lavori e molti articoli in riviste scientifiche.

Bibl.: Hurter, V, in, col. 1519; necrologio in Amuaire de l'Univ. cathol. de Louvain, 37 (1873), pp. 296-337; I. Bellamy, La théologie catholique au XIXè siècle, 2^{text {a }} ed., Parigi 1904, p. 43; J. Henry, N. 7. L., in Annales de l'Inst. supér. de philosophie, 2 (1924), pp. 42-149; id., in Collectanea Mechlinienuia, 16 (1927), pp. 181-202.

Antonio Ficlantı
LA FORGE, Louis de. - Medico e filosofo, n. a Parigi sul principio del Seicento. Esercitò la medicina a Saumur. Fu discepolo e amico di Cartesio.

Nel 1666 pubblicò il suo Traité de l'âme humaine, de ses facultés et fonctions et de son union avec le corps, d'après les principes de Descartes. L'opera fu nello stesso anno tradotta in latino da Flayder. L'autore si sforza di avvicinare Cartesio a s. Agostino. Quanto all'unione dell'anima e del corpo, ne assegna due cause : una particolare che è la volontà dell'anima, la quale può muovere il corpo, e una generale che è la volontà divina, la quale muove il corpo in tutti i moti che l'anima non produce.

BibL.: Fr. Bouiller, Histoire de la philosophie cartésienne. I, Parigi-Lione 1854, pp. 500-503; Überweg, III, Berlino 1921 p. 246,263.

La Fosse, Jacques de. - Letterato, n. a Parigi il 25 nov. 1621, m. a Sedan il 30 apr. 1674. Ammesso da s. Vincenzo nella sua Congregazione, fu addetto all'insegnamento delle lettere nel Seminario di S. Carlo. Là, e poi in tutta la sua vita, compose parecchie poesie latine, piene di allusioni mitologiche, che si ritrovano anche nelle sue composizioni reli-
giose e nelle tragedie cristiane, "piene di fuoco e di elevazione». Nel 1656 il L. fu mandato al Seminario di Marsiglia, nel 1638 a Troyes, nel 1663 a Sedan, per tenervi testa all'Accademia protestante.

Tra le opere stampate si ricordano: Joannis Frontonis memoria... celebrata (Parigi 1663); In cruces solemniter depactas Sedani..., odae (ivi 1665); Praeceptiones ad vitam inter homines ex decoro eoque christiano instituendam (Toul 1665); Odae in Dominum Salvatorem nostrum et totalizam eins crucem (Châlons-sur-Marne 1667); In divum Franciscum Salesium super apothemi consecratum odae panesyricea (Troyes 1668). Numerosissimi manoscritti del L. sono conservati nella Biblioteca nazionale di Parigi, alla Mazzarina, all'Arsenal e in altre biblioteche francesi.

BibL.: E. Bassot, Notices biogr. sur les écrivains de la Congr. de la Mission, Angouléme 1878, pp. 150-57; F. Combalusier, 7. Carbonend de la F., in Annales de la Mission, 101 (1938), pp. 1001-1009. Annibale Bugnini

LAGARDE (Bötticher), Paul Anton de. - Orientalista tedesco protestante che volle essere considerato teologo, n. a Berlino il 2 nov. 1827, m. a Gottinga il 22 dic. 1891 . Figlio di un professore di liceo, Wilhelm Bötticher, adottato nel 1854 dalla presta Ernestina de Lagarde, fu libero docente a Halle, professore di liceo a Berlino, occupato in studi privati a Schleusingen presso Meiningen (Turingia), professore ordinario nel 1869 a Gottinga.

Si dedicò a studi semitici, copti, armeni, persiani, ecc. Curò importanti edizioni: Der Pentateuch baptisch (1867); Onomastica sacra (1870; 2^{text {a }} ed. 1887); Psalterium iuxta Hebraeos Hieronymi (1874); Liber. Vet. Test. cauon. pars prior, Graece (1883), edita su manoscritti in cui riconobbe il testo di Luciano; Le opere italiane di Giordano Bruno (1888), Evangelium Hierosolymitamum (1889), Bibliotheca Syriaca (1892), Pubblico inoltre: Deutsche Schriften (1878-81); Mitteilungen (4 voll., 1884-91); Nominalbildung im Aram., Arab. und Hebr. (1891); infine alcune poesie.

Secondo il pensiero di L., la storia è la realizzazione del regno di Dio sulla terra, la teologia si presenta come la scienza di questo processo. Cercò di offrire una scienza storica basata sui documenti dei fatti della vita interna ed esterna della cristianità. Sembrano convinto di avere la missione di ammonire e sollecitare alla verità, onestà, sincerità. Con il tempo si vide sempre più ostacolato e impedito da avversari, non senza colpa propria: L. era imprudente, offensivo, non equilibrato nella polemica. Essendo di atteggiamento profondamente romantico, si mostrò nemico dichiarato di ogni liberalismo e materialismo; fu contrario alla politica di Bismarck. L'amore verso i compatrioti lo fece avversario degli Ebrei, senza però renderlo mai antisemita grossolano. Nei suoi scritti trattò tutti i grandi problemi religiosi e culturali interessanti la sua patria. Alla Chiesa cattolica si avvicinò riconoscendo i Sacramenti come simboli esterni della pietà dati da Dio, stimando principalmente la S. Eucaristia come presenza di Dio nel mondo. Rigettò la «riforma» di Lutero e si staccò dal protestantesimo; ebbe nondimeno avversione verso s. Agostino e perfino verso s. Paolo, dichiarandolo fariseo in dialettica.

BibL.: A. Rablis, P. de L. wissenschaftliches Lebenswerk, Ber. lino 1928; E. Littmann, s. v. in Die Religion in Gesch. und Gegean., III (1929), col. 1452; H. H. Schäder, P. de L. als Orientforscher, in Oriental. Literat. Zeitung, 45 (1942), pp. 1-13 (duro e poco equo). Raimondo Köbert

LAGERLOF, Selma. - Scrittrice svedese n. a Márbacka il 20 nov. 1858 , ivi m. il 16 marzo 1940. Dottore honoris causa dell'Università di Uppsala nel 1907, fu insignita nel 1909 del Premio Nobel, ed entrò nel 1914 a far parte dell'Accademia svedese,

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chiusa sino allora alle donne. Insieme a V. von Heidenstam - a lei superiore nell'arte ma non nell'umanità - essa è uno dei principali rappresentanti della corrente idealistica ncoromantica che verso il 1890, in Svezia, si oppose, in nome della bellezza e dei valori dello spirito, al realismo che dominava la letteratura ed al materialismo ovunque ricordante.

La sua fama è specialmente legata al romanzo Gösta Berlings Saga ( La saga di Gösta Berling s, Stoccolma 1891) poetica narrazione delle leggende del Värmland natale, che avevano
riempito la sua fanciullezza triste e fantasioca di bimba malata. Seguì nel 1894 la raccolta di novelle Ospaliga lisekar (Legami invisibili). Lasciato poi l'insegnamento elementare per dedicarsi esclusivamente all'attività letteraria, la L. cercò motivo di ispirazione anche in paesi lontani: scrisse cosi il romanzo Astihrists mirabler ( I miracoli dell'anticristo s, ivi 1897), di ambiente siciliana, prendendo in parte lo spunto dell'enciel. Forum Neoorum; e ferusalem (2 voll., ivi 1899-1900) che aveva per protagonisti un gruppo di contadini svedesi trapiantati in Pa lestina in seguito ad un'ondata di fanatismo religioso e sorretti nella nuova faticosa esistenza da una fede assoluta. Tra le altre sue opere si ricordano la romantica En herrgerdssögen (a Leggenda di un maniero s, ivi 1899) e Drottningar i Kungahölla (a Le regine a Kungohälla, ivi 1899), le can dide Christuslegender (a Leggende di Cristo, ivi 1904), il cupo romanzo storico Herr Arnes penningarna ( I I denari di Arne s, ivi 1904). Noto ad ogni svedese sin dall'infanzia è il Nils Holgersson underbara resa genom Sverige (a Viaggio miracoloso di Nils Holgersson attraverso le Svezia s, ivi 1906-1907); seguono En saga om en saga (a Una leggenda intorno a una leggenda s, ivi 1908), Liljecronas Heor (a La casa di Liljecrona s, ivi 1911), l'allucinante racconto Körkarlen (a Il carrettiere della morte s, ivi 1912), ed il misurato romanzo Keisarn ov Portugallien (a L'imperatore di Portugalia s, ivi 1914). Opere a tesi, in difesa degli ideali umani sono: Troll och människor (a Troll e uomini s, ivi 1913); Banufyst (a Esiliato s, ivi 1918), mentre legati alla terra natale sono Mårbacka (ivi 1922), e Lötcenskölda ring (a L'anello dei Löwensköld s, ivi 1923-28).

Bib.: Opere: Samlade Berättelser, 10 voll., Stoccolma 1909-10. Studi: W. A. Berendsohn, S. L., Lipsia 1227; U. Buscher, S. L. - Bibliographie, Braunschweig 1930; O. Freye, S. L., ivi 1933; H. A. Larsen, S. L., Nuova York 1936 (con bibl.); E. Wagner, S. L., Stoccolma 1943; E. v. Eckardt, S. L., Wedel 1946; Ch. Jensen, S. L., Lubecca 1947.

Lago Alberto, vicariato apostolico di - Amministrazione della Crenina in una chiesa del vicariato apostolico del L. A.
statistici del 1949, la popolazione è di oltre 385.000 ab., di cui cattolici 162.801 indigeni, 1248 esteri; 98 di stirpe mista; catecumeni 66.101; dissidenti di rito orientale 244; protestanti 42.916; moomettani 283; pagani ca. 312.000 . Vi sono 8 sacerdoti indigeni, 60 esteri, 29 fratelli laici indigeni con 6 novizi, 14 fratelli laici esteri, 63 suore indigene con 23 novizie, 57 suore estere, 9 seminaristi maggiori educati nel Seminario regionale di Nyakibanda (Ruanda, [v.]) e un Seminario minore con 78 alunni, 1460 catechisti, 1206 maestri e 39 maestre, 2 medici e 36 infermieri diplomati; 13 stazioni principali e 1189 secondarie, 68 chiese, cappelle 1279; 6 ospedali con 547 letti, 8 orfanotrof con 87 orfani e 118 orfanelle, 1 lebbrosario con 54 ricoverati, 10 laboratori femminili con 531 operaie, 7 asili femminili con 295 ricoverate, I tipografia, scuole 977 con 41.887 alunni dei due sessi. Vi sono fiorenti associazioni di Azione Cartolica.

Bib.: AAS, 14 (1922), pp. 488-89; 27 (1933), pp. 36-37; GM, p. 162; MC, 1930, pp. 142-53; Archivio della S. Conservazione di Prop. Fide, Prospectus status missionis, prot. n. 3268/40; I. De Haene, De geboorte der Missie in het Albert-Moer, in Carlo Corvo

LAGOMARSINI, Girolamo. - Gesuita, umanista e filologo, n. a Puerto S. Maria (Cadice), ma oriundo genovese, il 30 sett. 1698, m. a Roma il 18 maggio 1773. Passò tutta la sua vita nell'insegnamento: umanità e poi retorica ad Arezzo; retorica a Prato, indi per 20 anni al S. Giovannino di Firenze; greco al Collegio Romano.

L'opera, cui attese lunghi anni con vivo impegno, assidue letture e ricerche di codici, avrebbe dovuto essere un'edizione critica dell'Opera omnia di Cicerone (in ca. 30 voll.), con note, commenti, delucidazioni e tutte le varianti riscontrate nei codici e nelle edizioni anteriori. Il L. la fece precedere da un manifesto o prospetto, con cui spiegava le norme e lo scopo del vasto lavoro: M. Tallii Ciceronis oratio in L. Pisonem (Firenze 1741); ma i volumi, in realtà, non comparvero mai, sia per mancanza di stampatori e librai, sia, più ancora, per l'indole dell'autore, che non riuscì a dare finalmente un ordine alla congerie di varianti e note accumulate nei suoi manoscritti. Questi, conservati ora alla Biblioteca Vaticana, comprendono 80 voll., di vario formato (Vat. lat. 1161611696), più 11 voll. di carteggio; il volume più importante, contenente la descrizione e la storia dei codici e stampati, di cui si servì l'autore, e la chiave per comprendere le cifre che li contrassegnavano, è alla Marucelliana di Firenze (B. III, 44).

Vanno ancora citate le copiose annotazioni all'opera di Antonio M. Graziani; De scriptis invita Minerva libri X X (2 voll., Firenze 1745-46) e quelle alle opere di Giulio Pogiani : Epistolae et Orationes (4 voll., Roma 1762-68); varie Orationes e Inscriptiones e qualche vormen; dove sempre si ammira un senso critico assai vigile e un latino terso e fluido, improntato alla più schietta ciceroneità.

Bib.: Sommervogel. IV, voll. 1364-72; J. M. Paribeni (p. G. M. Mazzolati), De vita et studiis H. L., Venesia 1801, con commento e note di F. Carrara; A. Fabronio, H. L. e Soc. 7. opera omnia edita et inedita, Genova 1801, precedute da una

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breve Vita (pp. v-xvi); G. Castellani, La mancata edizione delle opere ciceroniane di G. L., in Arch. hist. S. 7., 8 (1939), pp. 33-65. Celestino Testore

LAGO MOERO, PREFETTURA APOSTOLICA del. E situata nella parte sud-orientale del Congo belga e prende nome dal lago che ne bagna per lungo tratto il confine orientale. Abbraccia tutta la zona est del territorio già appartenente al vicariato apostolico di Lulua-Katanga Centrale. Con la divisione, avvenuta l'8 luglio 1948, si sono avute cosi due circoscrizioni ecclesiastiche distinte: il vicariato di Lulua (v.) a ovest e la prefettura del L. M. a est.

La divisione ebbe luogo, oltre che per ragioni geografiche (il fiume Lufira costituisce tra le due regioni una vera linea di confine) ed etnografiche (la popolazione della regione orientale differisce da quella della regione occidentale per razza e per costumi), anche per dare a ciascuna delle due province dei frati Minori belgi, addetti ai territori in parola, un campo proprio di missione: alla provincia di S. Giuseppe con padri fiamminghi il vicariato apostolico di Lulua, e alla provincia della B.M.V. Mediatrice, con padri valloni, la prefettura apostolica del L.M. Questa ha una superficie di ca. 30.000 kmq ., e al momento dell'eresione (luglio 1948) contava ca. 130.000 ab., 8500 cattolici, 15.000 catecumeni; personale missionario estero: 15 sacerdoti, 2 fratelli laici, 7 suore; 4 stazioni missionarie con residenza e 2 altre in corso di fondazione; scuole elementari 150 con ca. 7000 alunni d'ambo i sessi.

BibL.: AAS, 41 (1949), pp. 140-42; Archivio della S. Congr. de Prop. Fide, Prospectus Status Missionis, prot. n. 2936/48. Carlo Corvo

LAGOS, ARCIDIOCESI di. - Dal 1842 al 1860 il territorio del Golfo di Benin fu sotto la giurisdizione del vicario apostolico delle Due Guinee. Nel 1860 i padri della Società delle Missioni Africane iniziarono l'evangelizzazione della Costa di Benin e riuscirono ad ottenere notevoli frutti. Il 28 ag. 1860 il territorio fu eretto in vicariato apostolico di Dahomey per distacco dal vicariato delle Due Guinee e affidato alla suddetta Società. Il 24 ag. 1870 il vicariato apostolico di Dahomey fu chiamato Costa di Benin, che si estendeva dal fiume Niger al fiume Volta. Nel 1883 fu smembrata la prefettura apostolica di Dahomey, ora in parte vicariato aspostolico di Ouidah, comprendente il territorio ad est del fiume Okpara. Dopo varie rettifiche di confini, avvenute nel 1894, 1901, 1926, ebbe il nome di L. il 12 genn. 1943 e il 18 apr. 1930 fu elevato ad arcidiocesi. Ha una superfice di kmq. 33.000 ed una popolazione di 2.650 .000 ab. con forti contingenti di protestanti e musulmani.

Il lavoro è distribuito in 15 stazioni primarie e 220 stazioni secondarie. I cattolici sono 56.308 e i catecumeni 5272, diretti da 62 Padri, 10 sacerdoti indigeni e 150 catechisti. Le opere di istruzione e di carità femminili sono curate da 43 religiose europee e 5 indigene. La missione ha un piccolo seminario con 12 alunni, e 3 studenti di filosofia e teologia: 3 scuole normali, con 285 alunni, 3 scuole superiori con 520 alunni, 17 scuole medie con 2796 alunni e 110 scuole elementari con 13.578 alunni. Vi sono ancora i ospedale con 60 letti, 9 orfanotrofi con 214 bambini, I asilo per vecchi con 14 ricoverati e I lebbrosario con 24 pazienti. La missione pubblica un giornaletto in inglese Nigerian catholic herald.

BibL. AAS, 35 (1943), pp. 8i-82; 41 (1949), pp. 433-34; GM, pp. 246-47; MC, 1990, p. 117; Arch. di Prop. Fide, Prospectus status missionum, posiz. prot. n. 3768/49. Giovanni B. Tragella

LAGRANGE, GIUSEPPE LUIGI. - Matematico, n. a Torino il 25 genn. 1736, m. a Parigi il 10 apr. 1813. Il suo nome era originariamente Lagrangia. Allievo della Scuola militare di artiglieria di Torino, fu nominato ivi insegnante nel 1755. Da allora s'inizia la
sua produzione e operosità che lo spinse a fondare una società privata tra i cultori della scienza, che poi fu eretta in Accademia delle scienze ed è tuttora una delle maggiori accademie italiane.

Negli atti della Società pubblicò importanti lavori che gli procurarono la stima e la protezione del D'Alembert, per mezzo del quale, poco dopo, ottenne la direzione dell'Accademia di Berlino, dove si trattenne venti anni. Nel 1787 passò a Parigi.

Si occupò di questioni analitiche fondamentali riguardanti la teoria delle funzioni; la semplificazione del calcolo infinitesimale; la risoluzione delle equazioni numeriche mediante la separazione delle radici con il metodo della trasformata dei quadrati delle differenze tra le radici stesse; il calcolo delle funzioni mediante serie di potenze, oppure mediante polinomi, con espressione sintetica della apprussimazione (resto); integrazione di equazioni differenziali e risoluzione di equazioni alle differenze finite; ricerche sulle variazioni periodiche del moto dei pianeti.

Il L. fu dunque un grande analista, ma anche un grande trattatista. Oltre al Traité de la résolution des équations minériques, scrisse la celebre Mécanique analytique (Parigi 1787), opera monumentale, nella quale, fondandosi sopra due principi, quello dei lavori virtuali, dovuto al Galilei, e quello delle forze perdute, dovuto al D'Alembert, deduceva rigorosamente tutte le equazioni dell'equilibrio e del moto, valendosi anche delle coordinate che da lui presero il nome, ed attraverso le quali le suddette equazioni assumono forma più sintetica.

BibL.: Opere: Oeuvres de L., a cura di J.-A. Serret, 14 voll., Parigi 1867-92. Studi: J. B. Delambre, Notice sur la vie et les oeuvres de M. le Comte L., in Memoires classe scicet. de l'Institut, 1812; riportata nel vol. I delle Oeurres; P. Canali, Elogio di L. L., Padova 1813; E. Tipoldo, Biografie di Itahani illustrí, I, Venezia 1834, pp. 332-72; A. Ermini, La part des croyants dans les progrès de la Science an XIXr siecle, I, Parigi 1928, pp. 30-31.

Pietro Teofilatto

LAGRANGE, MARIE-JOSEPH. - Esigeta domenicano, al secolo Albert, n. a Bourg-en-Bresse il 7 marzo 1855, m. a St-Maximin (Provenza) il 10 marzo 1938. E l'esegeta più fecondo, più universale e più influente della prima metà del sec. 2x. Entrato tra i Domenicani nel 1879, fu incaricato nel 1890 di organizzare una scuola biblica e teologica a Gerusalemme, dove dimorò 45 anni. Nel 1892 fondò la Revue biblique e nel 1900 iniziò la collezione di commenti e di studi, intitolato Etudes bibliques. Alla sua «Ecole biblique» (v.) fu affidata dal governo francese l'Ecole archéologique française.
L. toccò quasi tutti gli argomenti importanti del Vecchio e del Nuovo Testamento. All'inizio, la sua attenzione era rivolta principalmente al Vecchio Testamento, dal quale non si distaccò mai interamente, pur lasciando a più giovani collaboratori la cura di specializzarvisi. Dedicandosi al Nuovo Testamento, pubblicò (nella serie di Etudes bibliques) : St Marc (1911, 4ᵃ ed. rifusa 1929), Epître aux Romains (1916), Epître aux Galates (1918), St Luc (1921), St Matthieu (1923), St Jean (1925), Le canon du Nouveau Testament (1933), Critique textuelle (1935); la Synopsis Evangeliorum (1926) e il libro di sintesi L'Evangile de Jésus-Christ (1928) integrarono questa imponente serie di opere.

La storia delle religioni fu il terzo campo di studio nel quale si approfondi. Vi si connettono: Le judaïsme avant Jésus-Christ (1931), Les mystères: l'orphisme (1937), e molti articoli della Revue biblique. A ciò bisogna aggiungere l'elenco interminabile delle comunicazioni, segnalazioni e recensioni, in cui L. si rivelava promotore degli studi biblici e custode del vero metodo scientifico che deve dirigerli; esse costituiscono uno dei contributi più importanti alla storia dell'esegesi contemporanea.

Per l'estensione del suo lavoro scientifico, per l'ampiezza del suo influsso, per la creazione di istituzioni quali l'Ecole biblique e la Revue biblique, L. sorpassa il suo amico can. A. Van Hoonacker (v.). Ma forse la sua opera non ha sempre la solidità e l'originalità di

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(da Mémorial L., Parigi 1858)
Lagrange, Mable-Josiph - Ritatio.
quella del collega di Lovanio. Inoltre, nei suoi commenti sui Vangeli e sulle lettere paoline L. non si è ispirato ai metodi recenti della storia e della critica delle forme letterarie (Farmgeschichte), in maniera più o meno deliberata. Il nome di L. è scritto a lettere d'oro nella storia dell'esegesi cattolica. E da augurarsi che la sua Ecole biblique ottenga un giorno il rango e lo statuto che egli sognava ed ambiva per essa.

Bibl.: F.-M. Braun, L'oeuvre du père L. Etude et bibliographie, Friburgo 1943; vers. ital. di A. Ciceri, Brescia 1949 (tra le innumerevoli necrologie e rievocazioni di L. è lo studio più completo); L.-H. Vincent, s. v. in DBs, V (1930), coll. 231-37. Giuseppe Coppens

LA GUÉRONNIÈRE, Louis-Étienne-Arthur Dubreuil Hélion, visconte di. - Scrittore ed uomo politico francese, n. il 6 apr. 1816 a Dorat (HauteVienne), m. il 23 dic. 1875 a Parigi. Si diede al giornalismo a 19 anni nell'Avenir national di Limoges, passò nel 1848 alla Presse, indi al Pays, di cui fu per vario tempo redattore capo; e vi iniziò una serie di ritratti politici: primo quello di Luigi Napoleone Bonaparte, in senso favorevole al personaggio.

Pur avendo protestato contro il colpo di Stato del 2 dic. 1851, si avvicinò ben presto al Bonaparte e, dopo un colloquio con il Morny, accettò la candidatura offertagli a nome del governo e fu eletto deputato nel febbr. 1852. Appoggiò senza riserve il governo dalle colonne del Constitutionnel e del Pays, e votò a favore della restaurazione dell'Impero. Nel 1854 fu nominato membro del Consiglio di Stato e direttore generale della stampa presso il Ministero degli interni. Consigliere molto influente dell'Imperatore, redasse nel febbr. 1839 l'opuscolo L'empereur Napoléon III et l'Italie, in cui sostenne la necessità di una confederazione italiana presieduta dal Papa, e verso la fine dello stesso anno Le Pape et le Congrès, tendente a ridurre il potere temporale del Pontefice alla
sola città di Roma. Senatore nel 1861, ambasciatore a Bruxelles (1868) ed a Costantinopoli (1870), continuò la sua attività anche dopo la caduta del Secondo Impero.

BibL.: A. Robert-E. Bourloton-G. Cnunny, Dictionnaire des parlementaires français, III, Parigi 1890, p. 272-73; H. Bastgen, Die römische Frage, I, Friburgo in Br. 1917, passim; J. Maussin, La politique ecclésiastique du Second Empire de 1832 à 1869, Parigi 1930, passim.

Silvio Furlani
LA HAYE, Jean de (Sapin). - Teologo francescano, n. il 20 marzo 1593 e m. il 15 ott. 1661 a Parigi. Professò la Regola francescana nell'Andalusia, poi insegnò teologia in Francia e fu predicatore della regina Anna e del re Luigi XIII. Procuratore generale dell'Ordine e della Terra Santa in Francia, fu instancabile compilatore di vaste opere di esegesi biblica non sempre scevre di errori e con poco senso critico.

I suoi Commentarius litteralis in Genesim (3 voll., Lione 1638) e Commentarius litteralis in Exodum (Parigi 1639) servono specialmente ai predicatori; così il Commentarius in Apocalypsim (2 voll., ivi 1644-47). La Biblia Magna ( 5 voll., ivi 1643), che contiene i commentari biblici del Gagneo, Eatio, Sa, Menocchio e Tirino, prelude alla Biblia Maxima (19 voll., ivi 1660), che contiene, oltre i commenti suddetti, le Postille di Nicolò da Lira e i Prolegomena del L. H., oltre moltissime versioni dei testi biblici dalle lingue orientali, tutte in latino. I medesimi commentari sono editi con le note di I. B. Bossuet nella Bibbia veneta ( 28 voll., 1743-57).

Inoltre L. H. pubblicò: Opusculum de casibus reservatis Ioannis a Trinitate (Parigi 1617); Opera s. Bernardini Senensis (ivi 1633-36); Opuscula s. Francisci (ivi 1641); Alexandri Halensis commentarius in Apocalypsim (ivi 1647), che però non è di Alessandro di Ales ma di Alessandro d'Alessandria (cf. L. Veuthey, Alexandre d'Alexandrie, in Etudes franciscaines, 43 [1931], p. 158); S. Antonli Patavini opera (Lione 1633).

Bibl.: Wadding, Scriptores, p. 143; Sbaralea, II, p. 88 sg.; I. Jeiler, s. v. in Kirchenlexikon, coll. 1343-46; Hurter, III. coll. 1043-45.

Arduino Kleinhaus
LAHORE, diocesi di. - Vuole la tradizione che anche a L. abbia predicato s. Tommaso apostolo. Nel 1591, invitati da Akbar, imperatore dei Mongoli, 7° discendente di Tamerlano, giunsero a L. alcuni gesuiti, che nel 1597 costruirono una chiesa, aperta al culto, che ben presto (1614) abbandonarono, perché espulsi. Il 1624 segnò una ripresa della missione, che però non poté durare per l'ostilità del successore di Akbar; i pochi fedeli rimasti erano occasionalmente visitati dai missionari di Agra e Delhi. Soppressa la Compagnia di Gesù (1773), la missione del Gran Mogol fu incorporata nel vicariato apostolico del Tibet-Indostan, eretto nel 1820 e affidato ai Cappuccini.

Durante e dopo l'occupazione del Punjab da parte degli Inglesi, i Cappuccini, che seguivano le truppe come cappellani, fondarono chiese in varie località, tra cui L., Multan e Rawalpindi. Dal 1855 attese alla missione del Punjab l'Ordinario di Agra che riceveva, quale superiore della missione stessa, le facoltà di preferire apostolico, finché il 21 sett. 1880 fu eretto il vicariato apostolico del Punjab (compresovi anche il Kashmir) con sede a L. Il vicariato apostolico venne poi elevato a diocesi in data 1 sett. 1886 e costituita suffraganea, con il nome di L., dalla arcidiocesi di Agra. Il 27 ott. 1888 fu autorizzata la cessione della diocesi alla provincia cappuccina del Belgio e i nuovi missionari giunsero a L. il 9 marzo 1889. Il territorio subì modificazioni di confini e ne furono staccate: la prefettura apostolica di Kafiristan e Kashmir (diventata nel 1947 diocesi di Rawalpindi) nel 1887 e in parte l'arcidiocesi di Delhi (ora Delhi e Simla) nel 1910. Con la formazione dei due Stati indipendenti dell'India e del Pakistan ( 15 ag. 1947) la diocesi di L. si venne a

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(1st. del Museo)
L'Aia - Ritratto di Elisabeth Schmidt, opera di H. Holbein. L'A., Museo Mauritshuis.
trovare con parte di territorio in India e parte nel Pakistan. In forza di un decreto della S. Congregazione di Propaganda, in data 14 luglio 1950, essa venne limitata alla parte compresa nel Pakistan occidentale. Il 13 luglio dello stesso anno, con la costituzione della provincia ecclesiastica formata dalle diocesi situate nel Pakistan occidentale, la diocesi di L. fu dichiarata suffraganea della nuova sede metropolitana di Karachi.

La diocesi ha una superfice di kmq. 119.175 ed una popolazione di ca. 15 milioni di ab. (statistiche 1949), per la maggior parte musulmani. I cattolici sono 73.539 e i catecumeni 56.416 ; i protestanti 250.000 . Le stazioni primarie raggiungono la ventina, le stazioni secondarie la sessantina, con 27 chiese e 116 cappelle. Il personale missionario è composto di 40 sacerdoti cappuccini belgi, 2 sacerdoti indigeni e dieci fratelli. Un centinaio di suore, metà straniere e metà indigene, appoggiano, insieme a 112 catechisti e 81 maestri, l'opera dei missionari in un ambiente piuttosto refrattario alla penetrazione cristianacattolica. L'istruzione viene impartita in 17 scuole elementari con ca. 3000 bambini, 13 scuole medie con 1157 studenti, 8 scuole superiori con 265 alunni. C'è anche una scuola normale con 18 scolari. Le opere di carità sono rappresentate da 3 orfanotrofi, in cui vengono educati 125 orfanelli, e a dispensari con 64 mila consultazioni annue. A L. si stampano 3 periodici : il Catholic news, 500 copie, il Qatholiq naqib, 600 copie, i Collectanea Lahorentia, 180 copie. Non vi è seminario. Non mancano associazioni pie e di Azione cattolica.

BibL.: S. Lyonnet, Les Jésuites et le Grand Mogol. Deux siècles d'évangélisation à la cour des souverains musulmant, in En terre d'Islam, 8 (1933), pp. 213-25, 288-305, 321-32, 397-416; MC. 1950, pp. 232-33: Catholic directory of India, Pakistan, Burma and Ceylon, Madras 1950, pp. 302-11; Arch. di Prop. Fide, Relatio quinquennalis, pos. prot. n. 2597/50. Pompeo Borgna

L'AIA. - Città dei Paesi Bassi; residenza reale e del governo. E detta anche Gravenhage, "recinto del conte", poiché alla metà del sec. xi il sito non fu che un recinto di caccia dei conti di Olanda. Conta attual-
mente 522.000 ab., dei quali 120.000 cattolici; il suo territorio fa parte della diocesi di Haarlem.

I cattolici hanno una fiorente organizzazione, come dimostrano le seguenti opere, tutte residenti nella città, cioè: Ufficio cattolico centrale per l'istruzione e l'educazione; Consiglio olandese cattolico per le scuole; Direzione nazionale della Pontificia Opera s. Pietro apostolo per il clero indigeno; Segretariato nazionale dell'Unione missionaria del clero; Uffici o Centrale per le Missionı neli'Indonesia; Ufficio cattolico per l'Indonesia; Istituto cattolico sociale ecclesiastico; Ufficio della Stampa cattolica olandese; Segretariato generale delle Congregazioni Mariane in Olanda; Consiglio superiore delle Conferenze di s. Vincenzo in Olanda; Unione degli Ospedali cattolici; Consiglio degli Ospedali cattolici; Segretariato nazionale dell'Unione generale dei datori di lavoro cattolici; Federazione cattolica dei Sindacati dei datori di lavoro; Segretariato nazionale dell'Unione dei giovani datori di lavoro cattolici; Ufficio dell'Unione olandese cattolica del ceto medio; Ufficio dell'Unione cattolica dei giovani del ceto medio; Segretariato nazionale dell'Unione olandese cattolica degli agricoltori ed orticultori; Segretariato nazionale dell'Unione cattolica olandese dei giovani agricoltori ed orticultori; Quartiere generale nazionale del Movimento cattolica della gioventù; Segretariato nazionale dell'Unione olandese cattolica dello sport; Segretariato nazionale dell'Organizzazione dei giovani del Partito cattolico popolare; Ufficio nazionale dell'Unione generale degli artisti cattolici; Federazione centrale delle Opere di carità di S. Francesco.

Tra gli edifici principali della citta si ricordano: la Groote Keerk (grande chiesa) dedicata a s. Giacomo Maggiore, a tre navate in stile gotico dell'inizio del sec. xiv; conserva alcune vetrate del sec. xvi e un pulpito del 1550 . Fu saccheggiata nel 1528 e incendiata nel 1559 e nel 1702.

La torre campanaria esagonale fu eretta nel 1432 e raggiunge 100 m . di altezza. La chiesa è ora occupata dai protestanti.
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(1st. del Museo)
L'Aia - Ritratto di Guglielmo I d'Orange, opera di A. Th. Key. L'A., Museo Mauritshuis.

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L'Atal - Panorama di Delft, upera di J. Vermeer - L'A., Museo Mauritshuis.

L'attuale grande chiesa cattolica, pure intitolata a s. Giacomo Maggiore, si trova alla Parkstrat. Caratteristica é anche l'antica chiesa dei Domenicani fondata nel 1397, detta Klooster Kerk (chiesa del chiostro).

Il -Mauritshuis -, antica dimora di Giovanni-Maurizio di Nassau, governatore del Brasile, fu cretto da B. van Bassen e A. van's Gravensande nel 1636; restaurato dopo un incendio nel sec. xviri, il re Guglielmo I vi fondò il Museo reale di pittura, che racchiude una delle più importanti collezioni di quadri d'arte fiamminga dei secc. xvi-xvir, insieme con qualche esemplare italiano e spagnolo. Fra i 17 Rembrandt di cui è ricco questo Museo è da ricordare in primo luogo la Lezione d'aantomia del professor Tupl (1632). Il Museo contiene, tra gli altri, quadri dei seguenti pittori olandesi : D. Terniers il giovane, Jan Brueghel, A. Van Dyck, J. e A. van Ostade, C. Fabritius, J. van Ruisdael, Franz Hals, Jan Steen, P. Potter, J. Vermeer. Il Museo storico municipale (Historich-Museum der Gemcente), sistemato nell'antica casa della Confraternita degli arcieri di S. Sebastiano (1636), contiene collezioni archeologiche e storiche.

Il Museo Kröller è la galleria più notevole d'arte moderna di tutta l'Olanda, ricca di quadri non solo della scuola olandese, ma anche di scuole straniere, specialmente francese. Il Museo H. W. Mesdag, dal nome del pittore che lo donò allo Stato nel 1903, comprende una ricca collezione di quadri d'arte moderna, vasi e bronzi cinesi, giapponesi, arabi e persiani.

Il Museo Meermann Weestrenianum contiene una collezione d'oggetti d'arte, manoscritti, incunaboli e monete legati nel 1816 dal conte Meermann e nel 1838 dal barone Weestrenen.

La Biblioteca reale contiene oltre 500.000 volumi e pregiati manoscritti e incunaboli, con annesso gabinetto numismatico e ricca collezione di cammei. Verso Scheveningen, su disegno dell'architetto belga Cordonnier, fu eretto nel periodo 1907-13 il Palazzo della Pace. - Vedi tav. L.

BnL.: A. Wild, Die Niederlande, Lipsia 1862; H. Bluik, Nederland, Gruninga 1912; E. De Amicis, Olanda, Milano 1927, pp. 146-242; A. Demangeon, L'A., in Les villes de Hollande, in Géographie universelle, II, Parigi 1927, pp. 212-13; Min. of forcign affairs, Handbooh of the Netherlands and overseas territories, L'Aia 1931; P. Schuiting, Nederland, Zwolle 1936.

Enrico Josi
LAICI. - In opposizione a chierici (v. clero), con questo vocabolo si denominano nel CIC le persone battezzate che non ricoprono alcun grado nella gerarchia ecclesiastica, godono dei diritti comuni e sono tenute alle comuni obbligazioni.
testà sacrificate, santificatrice, di magistero e di giurisdizione della Chiesa cattolica ( 7 , C. XII, q. 1); se invece la gerarchia si intende in senso universale, i l. ne occupano l'infimo grado. Lo stato di l., fondandosi sul carattere indelebile del Battesimo, non si può mai perdere; il delitto di cresia, di apostasia, di scisma separa solo dal corpo della Chiesa, mai però dalla sottomissione all'autorità ecclesiastica.
II. Storia. - Nel diritto antico i l. avevano, rispetto ad epoche successive, più libertà di azione nell'ambito
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(Ist. del Museo)
L'Aia - La Lettera, opera di G. ter Burch - L'A., Museo Mauritshuis.

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della sfera ecclesiastica, benché la Chiesa sia stata sempre poco favorevole alla loro intromissione nella gerarchia; molte volte le concessioni fatte furono dovute solo alla tristezza dei tempi e alle necessità della Chiesa. Potevano essere eletti sacerdoti o vescovi (cf. Conc. Sard., can. 10); ma la Chiesa tollerò per poco questa consuetudine, emanando modalità per la salvaguardia del Sacramento del l'Ordine. Prendevano parte alle grandi assemblee con diritto di voto consultivo. Partecipavano anche all'elezione del vescovo, affinché si potesse provare che l'eletto "godeva buona reputazione presso quelli di fuori" (I Tim. 3, 7). Questo diritto, nell'alto medioevo, si trasformò in vero e proprio abuso e diede luogo alla lotta delle investiture (v.). Il CIC ha sostanzialmente modificato la condizione giuridica dei l., lasciando solo in vigore i diritti indispensabili per il loro stato.
III. DIRITTI. - Con il Battesimo i 1. diventano abili a ricevere, servatis servandis, gli altri Sacramenti. In caso di necessità possono fungere da ministro nel conferimento del Battesimo (can. 742 § 2); possono comunicarsi e portare la Comunione come viatico in caso di persecuzione; nella Chiesa latina sono gli unici ministri del Sacramento matrimoniale; hanno il diritto di ricevere dal clero, secondo le norme della disciplina ecclesiastica, i beni spirituali e specialmente i sussidi necessari per la salute spirituale (can. 682). Questo diritto non è di giustizia commutativa, ma di giustizia legale, concesso dalla legge divina per i Sacramenti necessari per necessità di mezzo o di precetto divino; dalla legge ecclesiastica, per l'uso dei Sacramenti non necessari per precetto divino, e per i sacramentali. Inoltre possono liberamente eleggersi la sepoltura (can. 1223); ricoprire l'ufficio di cursori e di apparitori (can. 1592); possono essere nominati notari, eccetto nelle cause criminali dei sacerdoti (can. 373 § 3); il parroco per l'educazione religiosa dei bambini può servirsi dei l. (can. 1333 § i). Godono del diritto di comunicare liberamente con i superiori ecclesiastici, indipendentemente dall'autorità civile, di ricevere l'istruzione religiosa nella lingua volgare, di difendere i propri diritti da qualsiasi violazione ( 14, mathrm{X}, 1,3 mathrm{I} ).
I l., in base a titoli anteriori all'entrata in vigore del CIC, possono godere del diritto di patronato (v. can. 1448); e, in virtù di concessioni concordatarie e di indulti, anche del diritto di presentazione ad una chiesa o ad un beneficio ecclesiastico (can. 1471) : in forza di tali concessioni, l'autorità ecclesiastica non può negare al presentato, purché riconosciuto idoneo, l'istituzione canonica (can. 1466 § 1). Possono essere membri del consiglio di fabbrica (can. 1183 § i), del consiglio diocesano di amministrazione (can. 1520 § i) e dei consigli di amministrazione di chiese e di luoghi pii (can. 1521 § i-2) : l'attività economica deve essere sempre svolta in nome della Chiesa ed ogni anno debbono rendere conto della loro amministrazione all'Ordinario del luogo. La tutela di questi diritti spetta all'Ordinario del luogo ed alla S. Sede, cioè alla Congregazione per la disciplina dei Sacramenti per il vincolo matrimoniale (can. 249 § 5) e alla Congregazione del Concilio per le questioni riguardanti i diritti patrimoniali e la precedenza (can. 250 § 2). Se le medesime questioni vengono proposte davanti agli organi giurisdizionali sono competenti i tribunali diocesani o regionali ed i tribunali della S. Sede, ugualmente competenti anche per i delitti contro la persona e la proprietà (can. 1938).
IV. Odbldmi. - I l. sono tenuti alle obbligazioni comuni a tutti i fedeli che riguardano il magistero, il potere ecclesiastico, il culto divino, i Sacramenti, i sacramentali, l'ordine dei giudizi e il diritto penale. Coloro che ricoprono funzioni pubbliche nello Stato hanno l'obbligo speciale di difendere e favorire pubblicamente la religione cattolica, secondo le direttive che ricevono dai vescovi e dalla S. Sede. Oggi quest'obbligo incombe su ogni I. quando esercita il diritto di voto: che va dato a quei candidati o a quelle liste di candidati, che offrono garanzie veramente sufficienti per la tutela dei diritti di Dio e delle anime, per il vero bene dei singoli, delle famiglie e della società, secondo la legge di Dio e la dottrina morale cristiana» (Pio XII, Hortatio Pastoralis ad pa-
rochos Urbis et concionatores sacri temporis quadragesimalis, 10 marzo 1948: AAS, 50 [1948], p. 119).

Gli obblighi specifici ricordati dal CIC si dividono in negativi e positivi :

1. Obblighi negativi. - Non è lecito ai 1. indossare l'abito ecclesiastico; si fa eccezione per gli alunni dei seminari e gli aspiranti agli Ordini religiosi anche se per ragioni speciali dimorino fuori degli istituti religiosi (can. 97² S 2 ) e per i 1. addetti al servizio della chiesa, quando prendono parte ad un ministero ecclesiastico (can. 638); sono incapaci a ricevere la giurisdizione ecclesiastica, gli uffici e le pensioni (can. 118); non possono in qualsiasi modo sottrarre, distruggere, cambiare o mutare i documenti della Curia (can. 435 § 3); non possono dare il nome ad associazioni condannate dalla Chiesa (can. 684); non possono toccare vasi sacri, né lavare i purificatoi, i corporali ecc. (can. 1306 § i-2); né avere dispute pubbliche con acattolici (can. 1325 § 3) né predicare in chiesa (can. 1342 § 2). Anche i 1. debbono sottoporre i loro libri alla censura ecclesiastica (can. 1385) ed hanno la proibizione di scrivere su fogli o periodici che avversano la religione cattolica (can. 1386 § 2); nelle cause ecclesiastiche non possono adempiere l'ufficio di arbitro (can. 1931) né di uditori o di assessori, anche se le cause hanno connessione con la legge civile (S. Congr. Concilio, 14 dic. 1918: AAS, 11 [1919], p. 132). Infine non sono soggetti a prescrizione i diritti spirituali, di cui i 1. non sono capaci, se si tratta di prescrizione a favore dei 1. (can. 1509 § 3).
2. Obblighi positivi. - Debbono con